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Racconti di attualità

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La politica della medicina (2a parte)

Di certo non può accedere a questa facoltà chi ha fatto solo studi di ragioneria, perché l'interessato saprà fare soprattutto i conti per l'onorario, mentre quello che serve in medicina è soprattutto la coscienza (Socrate) di saper curare con amore (Platone) conoscendo bene i limiti della scienza (Aristotele) in modo da apporre sulla ricetta la firma dell'anima: in fede... secondo scienza, amore e coscienza.
Gli studi filosofici e l'acquisizione dell'anima saranno pure una mia fissazione, ma medici che non concepiscono l'anima devono darsi a tutt'altre professioni ed allora, se per l'ingresso in politica serve l'idoneità culturale, per l'accesso in medicina necessiterà addirittura l'idoneità filosofica, ragion per cui agli studenti di ragioneria, da dottori commercialisti, sarà riservato l'onere di smascherare gli evasori fiscali e l'onore di sanare il debito pubblico.
Come ben si evince anche in questo caso ci vuole coscienza ed allora anche a ragionieri e dottori commercialisti un'infarinatura filosofica sull'anima non guasta in un mondo allo sfascio, dove la crisi economica (non serve il professor Tremonti per la diagnosi) è dovuta al fatto che pochi hanno moltissimi soldi e moltissimi ne hanno pochi o quasi niente.
Siamo precipitati in un cul de sac e necessita, pertanto, un bel culo al gioco (scusate la volgarità), anche perché, di questi tempi, le uniche attività commerciali aperte restano le agenzie di calcio scommesse per... le bollette, specie quelle delle utenze da pagare ogni mese.
Un tempo Aristotele diceva "primum vivere deinde philosophari", adesso per migliorare i tempi bisogna invertire questa massima che diventa "primum filosofare per saper vivere" e qui entra in gioco il ruolo di genitori (non compagni) e di maestri (la scuola ammette i compagni) degni di tal nome che sappiano spiegare, sin dall'infanzia, il senso vero della vita che è amore (l'Amore è la Luce della Verità), primessenza del Creatore:

La veste dell'anima

L

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Il cortile con gli incroci

Da tre anni consecutivi ormai accade che, pure qua, pure nel regno della frescura e delle piogge incessanti, sbarchi un sole extracomunitario, che porta con se un appiccicoso caldo, che si percepisce guardando l'aria che tremola salendo dall'asfalto bollente.
Sono praticamente in mutande su una molle sedia da giardino, incastrata tra il muro e la ringhiera del piccolo balcone di questa casa, che mi ostino di definire "provvisoria" ma che intanto mi ospita ormai da sette anni.
Ho una sigaretta accesa in mano e, come solo un incosciente viziato di tabacco come me può fare, aggiungo al soffoco dell'aria calda, quello del fumo che spedisco con impressionante masochistica dedizione giù per la gola sin dentro i polmoni, che sentitamente ringraziano.
Il cortile tra le case popolari è praticamente deserto.
Solo quattro ragazzotti appoggiati alle proprie moto sfidano la calura, confidando nella rachitica ombra donata loro dall'ancor più rachitico salice, che sta tra la fine del cortile e l'inizio della seconda delle cinque file di case di cui è costituito il rione.
Stanno lì, come in trance, con l'occhio paralizzato, ognuno a scrutare lo schermo del proprio cell, come se l'altro strano essere che sta li accanto non esistesse o... ancor peggio, come se dell'esistenza di quell'altro strano essere che sta li accanto non importasse minimamente
Capo leggermente reclinato, muti, faccia inespressiva... rigidi... pallidi... vuoti.
Almeno a me pare così.
Certo io sono abituato a rovistare nella mia memoria di ultracinquantenne e trovarvi cortili analoghi a questo, dove schiamazzavano decine e decine di ragazzi, tutti figli dell'età dell'oro italiano e del boom demografico, e dove il concetto di gioco solitario era legato unicamente a quello delle carte, che si praticava esclusivamente se venivi colto da qualche malattia infantile o da qualche strale materno che, comminandoti una punizione, ti condannava ad una temporanea solitudine, oppure associato a qualche pratica

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   0 commenti     di: Tinelli Tiziano


Il mestiere di padre (ultima parte)

Dopo tante fatali coincidenze, non ultima quella che mi proiettò da S. Anastasia (paese conosciuto per il santuario della Madonna dell'Arco) a Gragnano (paese famoso per la pasta e il vino, alimenti sacri della vita) a fare il medico di famiglia, adesso sono diventato pure un esaltato se ho visto strani segnali di sole e stelle dall'alto (moto solare diurno ed aureola stellare notturna) che mi riportano addirittura ad "Amor che move il sole e l'altre stelle".
Ma intanto, dopo la commedia di Dante, e nonostante l'arca di Noè, le leggi di Mosè e la parola dello stesso Redentore, siamo ancora alle prese con l'odio di terroristi invasati da Satana e alle polemiche scolastiche sull'integrazione delle religioni che vanno accomunate su quella dell'amore e del rispetto reciproco anche per le proprie sacrosante tradizioni culturali, a partire dal crocefisso e dai canti di natale, patrimonio genetico dell'Italia dei Santi, delle Madonne e dei Grandi con Dante nella veste di padre nostro terreno:

Vergine Madre, figlia del tuo Figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo Fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Ed è in virtù di tanto che l'Italia, emergenza profughi a parte, diventerà la novella arca di Noè per traghettare il mondo nell'era dell'amore, della luce e della pace:

L'INNO ALLA PACE

Con variegati innesti alla luce,
sole imperante di giorno
e miriade di stelle la notte,
risplenderà la fioritura
di variopinte gemme
in una vasta gamma di colori.
Da questi profumati germogli
verranno alla luce dolci frutti,
prelibatezze di ogni stagione,
generati dal vero amore
nella sua splendida veste di luce.
È proprio questo il momento
con il risveglio delle anime
di prendere finalmente coscienza
che siamo tutti fratelli
su questa benedetta terra
con l'unica certezza,
nonché luminosa speranza,
che Dio esiste.
È questo il mio sogno ispirato

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Gli inferi (tra fuoco/guerre e acqua/tempo)

Dopo tanta acqua (Talete)/piogge e fuoco (Eraclito)/guerre con strage di innocenti, restando in tema di filosofi naturalisti, speriamo che il mondo non si dissolva nell'àpeiron, nell'indeterminato (o meglio nel nulla) di Anassimandro (l'inventore della carta geografica!), di cui ci è pervenuto questo apocalittico frammento: "principio degli esseri è l'infinito... da dove infatti gli esseri hanno origine, lì hanno anche la distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo".
Per quanto mi riguarda, anticipando il mal tempo, a ottobre scorso ho costruito "La novella arca di Noè"/Bibliotheka edizioni dove vi invito a salire per... tempi migliori!

Intanto, dalla filosofia alla letteratura, l'inferno dantesco è così bello che si fa di tutto per andarci ma, sempre per quanto mi riguarda, da questi veri inferi (lettura straziante) è meglio stare alla larga!

In tempi così bui di guerre e morti per mare (Mediterraneo), per cielo (Ucraina) e per terra (Palestina), di figli illegittimi (presunto killer di Yara), di padri degeneri (strage di Motta Visconti) e, perfino, di condanne a morte per fede religiosa (Meriam), speriamo di non precipitare negli inferi o, addirittura, con la gravità infernale di questi eventi a vincere la stessa forza di gravità solare (e finanche la forza spirituale/misericordia del nostro Creatore!), di non essere espulsi dall'universo dopo il diluvio universale.

Quando alfin il cuor diparte,
nel momento del distacco
dello spirito dalla materia,
se osservi attentamente
questo corpo ormai esanime,
vedi l'anima sortire
nelle sue vere dimensioni
di luminoso abito interiore,
negativo illuminato
della sagoma corporale.
Nella celeste ascesa, però,
le anime in terra
troppo legate alla buia materia,
per il gran peso
(attrattiva terrena)
e senza più luce
restano imbrigliate
nella barriera dell'atmosfera,
formando così in condensa
tetr

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Una storia ormai comune

Era il 1990. Il mondo si evolveva giorno dopo giorno. Le cose cambiavano. La gente cambiava testa.
Non ricordo molto di quel periodo... più che altro non ci facevo caso.
Avevo 15 anni, quasi 16.
A quel tempo la vita la si godeva al massimo. Non davamo retta molto ai telefonini o altra merda. Non avevamo i computer, ci incontravamo per strada, nella solita piazza, al solito bar. Non vi parlo delle ragazze... ooooh quelle ragazzine erano fantastiche. Ti strusciavano addosso con i loro culi magnifici e ci facevano divertire tutti. Erano bei tempo e io non ci facevo caso. La gente era semplice, nessuno pretendeva troppo. Certo, c'erano le persone dette "snob" ma facevano parte del loro gruppo. Noi li odiavamo, tutti. Ma oggi mi rendo conto che forse... forse anche loro erano brava gente, dopotutto.
Le ragazzine a quel tempo avevano dei sorrisi magnifici... i loro denti brillavano. I primi amori, poi, non ve ne parlo nemmeno. Erano così immaturi, così stupidi ma così tanto belli. Erano amori. Poi quando un amore finiva, noi tutti, loro, tutti non lasciavano sole coloro che soffrivano. Certo... non ci interessava una beata mimchia, però comunque consolavamo chi stava male. "Amico, era una puttana! Vedrai che ne troverai subito un'altra. Non avevi bisogno di lei, suvvia! Ci siamo noi qui, non ti abbandoniamo mica!" Già... era tutto così fottutamente stupido. Rimanere male per quegli amori innocenti, senza senso. Sotto sotto, ci volevamo tutti bene... era vero affetto.
Non pensavamo al futuro.
Non parliamo delle prime scopate che si facevano a quell'età. "Ragazzi, è stato magnifico è stato bellissimo! Dovreste provarlo anche voi al più presto. Lo sapete bene che ci sono molte ragazzine in calore!" C'era sempre quello che descriveva per filo e per segno quello che aveva fatto. Tutti lo ascoltavano senza fregarsene di un cazzo di quello che diceva. Seriamente, a chi interessa sapere della scopata di qualcun altro? Ci facevamo i cazzi nostri, non eravamo

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   1 commenti     di: Sante


Il mestiere di padre (1a parte)

In mancanza di lavoro e senza una corretta istruzione (il mestiere di padre) l'Isis (la maglia nera della civiltà) assolda miliziani europei, emarginati dalla società con nessuna prospettiva di miglioramento economico e sociale e, pertanto, facile preda di chi usa l'identità religiosa (Allah è grande) con la prospettiva di un futuro e di un mondo migliore.
Proprio da qui giovani emarginati, in preda all'insoddisfazione per la vita e pervasi dall'odio, si immolano nel nome della divinità confondendo Satana con Allah ed arrivando a compiere stragi assurde, come quella di Parigi dello scorso 13 novembre, che ha coinvolto proprio il meglio della gioventù.
L'immediata risposta del presidente Hollande sono stati i bombardamenti aerei quando la società civile deve pure meditare sulle sue responsabilità e, per eradicare completamente questa gente indemoniata (sempre più pervasa dall'odio), deve ricorrere in primis al presidio istruttivo della cultura. E questa, senza ombra di dubbio, ha le sue solide basi sulla sacralità della famiglia (un padre maschio con il mestiere di educare e una madre femmina permissiva!) che, anche Francia e Usa (civiltà d'avanguardia), hanno di recente barattato con il matrimonio gay quando questo va correttamente legalizzato come "unione sentimentale" da intesa affettiva.
Speriamo allora che questa esclusività naturale la mantenga almeno l'Italia che, in tema culturale, la sa davvero lunga grazie al suo entroterra di Santi, Madonne e Grandi.
Senza la famiglia non si va da nessuna parte e si confondono invece le idee, sul significato vero della vita (sublime atto d'amore), ad innocenti creature arrivando a stravolgere finanche la sua prima legge naturale, che concede il privilegio a un maschio e a una femmina, pervasi da amore, di generare la vita materializzando l'amore proprio nei figli (spiritualizzano la materia regalandoci la gioia di veri genitori) attraverso un triplice passaggio cellulare:

Dalla cellula nervosa (innamor

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Reietto - I Puntata

Spesso quando si cerca di scrivere una storia che non ha legami con la realtà si ha sempre il timore di riportare vicende che siano eccessivamente fantasiose. Molto spesso, però, la realtà smentisce ogni convinzione, proponendo fatti che si mostrano di gran lunga superiori alla fantasia.
Le pagine che seguono sono nulla più che un racconto di vicende reali, narrate seguendo la linea temporale degli avvenimenti.
La volontà di eseguire la stesura di un libro inchiesta, su una vicenda peculiare che però abbraccia numerosi ambiti del vivere il quotidiano in Italia, si concretizza attraverso la pubblicazione dei nomi di personaggi famosi e delle azioni a loro collegate, senza censura o limitazioni di sorta.
La documentazione, fedelmente riportata, possiede una tangibile e verificabile certificazione che rende la loro testimonianza inconfutabile.
È oltremisura doveroso sottolineare che le azioni, i comportamenti e quanto altro si lega a tali personaggi nulla ha a che vedere con l'insulsa ed inaccettabile moda del gossip a tutti i costi di italiana fattezza.
I fatti riportati possono essere considerati oggetti di valida, necessaria e preoccupante analisi, che spingono i loro effetti nefasti su numerosi settori della costruzione e evoluzione della società italiana. Ciò che avviene, attraverso i modi con i quali succede, suscita ancor più preoccupazione perché mostra di essere la consolidata consuetudine di un sistema che inficia ogni aspetto del vivere sociale.
È auspicabile che, dopo aver letto con attenzione fino a dove può spingersi un certo tipo di potere in Italia al fine di affondare gli artigli anche su un banale argomento, qualcuno dall'interno dei palazzi di potere cominci ad intervenire per porre un freno a questo sistema, in quei luoghi dove si è chiamati a gestire situazioni serie e profondamente importanti.

Il desiderio di emergere


Immaginiamo di essere in un'aula di tribunale nella quale siamo convocati a convincere un giudice e

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   0 commenti     di: achiauthor



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