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Racconti di attualità

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VISITA AD UNA STRUTTURA SCOLASTICA

nb. questo e' il seguito di visita ad una struttura ospedaliera




Test numero due: l’ISTRUZIONE


Visita ad un ISTITUTO COMPRENSIVO


L’idea era scaturita a Sergio al bar, dove timidamente con l’amico si era riaccomodato perché con il suo eloquio aveva ottenuto la proroga di una settimana al saldo di un piccolo debito.
“ Leggi qua, Andrea!” Sergio aveva consegnato all’amico il quotidiano che, come la Gazzetta dello Sport, era offerto in lettura ai clienti.
“ Ancora senza Dirigente l’Istituto comprensivo di…Salichetimpicco. “
“ Beh?…”
“ Non dirmi che il trafiletto non ti suggerisce niente.”
“ Mah…”
“ Mi rispondi a monosillabi? Sei davvero privo di un minimo di fantasia, non diventerai mai un Montanelli! “ Dopo una pausa: “ sappi che l’Istituto Comprensivo sarà la seconda tappa della nostra inchiesta e tu vanti l’onore di parlare con il suo dirigente. “
“ Posso confidarti, “ gli ribatté Andrea dopo un attimo di stupore, “ che la tua mi sembra un’idea strampalata?”
“ Persegui ad essere il solito disfattista. Sappi che in gioventù, prima di dedicarmi a questa lucrosissima attività, insegnai per un paio d’anni come supplente, una certa conoscenza dell’ambiente non mi manca, trascurando gli anni sciupati per acchiappare con tanto di lode questa laurea che mi sta procurando soddisfazioni e denaro a iosa.”
“ Se t’infilzeranno saranno esclusivamente cavolacci tuoi.”
“ Pensala come vuoi, domattina di buon’ora prenderò possesso dell’Istituto Comprensivo.”
“ Perché un nome tanto stravagante?”
“ L’ordinamento scolastico è mutato, le scuole non sono più corpi separati ma fanno parte di un insieme concepito per struttura verticale chiamato Istituto Comprensivo; vi trovi scuole materne, elementari e medie sotto un’unica direzione ed un’unica amministrazione.”
“ La direi una forma di risparmio sul personale non docente e sui presidi...”

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Breve lettera ad una micia

Mia cara, Mila, per quanto possa essere folle ti scrivo una lettera, mentre tu te ne stai beatamente sdraiata tra le mie braccia, a ricevere le "tue"coccole.
Ti ricordi la volta che ti ho trovata dietro la porta chiusa della camera da letto?
Miagolavi con tutto il fiato che avevi in gola. Poi, quando mi hai visto entrare, mi hai fatto la festa come si fa ad un inatteso liberatore che di colpo ti restituisce la gioia e la libertà.
Oggi, noi umani, ci sentiamo un po' prigionieri e un po' sconsolati per la follia e l'odio di alcuni nostri simili che, senza motivo, hanno ucciso alcuni di noi.
E sai una cosa? Una cosa che non t'ho mai detto? Per qualcuno dei miei simili tu sei una bastardella, un incrocio di razze, una gatta di strada che la fortuna ha voluto far nascere, nonostante i bocconi avvelenati che qualche mio dissimile somministra alla tua specie, tanto per il "gusto" di fare stragi.
Mia, dolcissima, micia, noi sappiamo che solo l'Amore, la tenerezza ed il gioco inoffensivo potranno renderci felici e avranno la forza di salvarci dal nostro Male.
Miao!

   1 commenti     di: Fabio Mancini


L'Italia dei Fiorentini (da Dante/lingua a Renzi/italicum)

Tra fiorentini (altro che padani) e l'Italia (altro che Padania di Salvini) c'è un feeling particolare se Dante ci ha dato la lingua e Renzi l'Italicum.
Dante ci ha regalato, inoltre, la dolcezza di Beatrice mentre Renzi la bellezza delle sue ministre e, pertanto, la Boschi te la gusti, la Moretti... te la bevi e la Bindi te la scordi.
Adesso se Bersani, D'alema e Bindi si pensionano fanno una figura più bella!
Intanto, da geriatra psichiatrico o psichiatra geriatrico, mi permetto un consiglio terapeutico per i nostri politici: un sedativo per Grillo, un neurolettico per Salvini e un antiossidante per Bersani in modo da contrastare l'arteriosclerosi:


È sotto la coperta endoteliale
del letto vascolare che riposa
la nostra vetustà
in veste di ateromasia,
segnale di circolo precario,
a meno che le mirabolanti statine,
azzerando il rischio del colesterolo
e riducendo l'ispessimento
per deposito tra le lenzuola intimali,
non ci diano l'immortalità
per le vie dell'anima che,
velocizzate dalla mitica aspirina,
sconfinano nella verità.

Ed allor non ci resta che Renzi, politico lineare e di gran simpatia, e ve lo suggerisce uno scrittore di morale, specialista di sistemi vincenti tra sacro (sistema spirituale) e profano (sistemi per calcioscommesse)

dopo che è crollato il mito di re Silvio, l'amante latino...

Cantami, o Musa,
le gesta di Silvio...
si narra che fosse così bello
e seducente da far innamorare
chiunque incrociasse

e non si voglia dar fiducia a Grillo che, da buon genovese, difende la sua lira...

nel quotidiano fragore
del politico fervore
s'ode a destra una squillo...
vota Silvio
di contro risponde uno strillo...
vota Grillo

o addirittura a Salvini che, da buon polentone, difende la Padania, terra del Senatur e si scorda che l'Italia è la patria dei Grandi con il gravoso compito di traghettare, da novella arca di Noè (tragedia dei profughi), il mondo intero nell'era dell'amore, della pace e della luc

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Confessione di Ferragosto

Le due e trenta di notte: esco dalla cucina.
Il fresco mi entra nei vestiti pieni dei suoi sapori intensi.
Io, come i grandi chef penta stellati, ho preparato il trogolo per i porci mannari, il popolo che sfugge alla confusione della città per accodarsi in auto e accalcarsi per un posto nei ristoranti della vacanza.
Domenica e Ferragosto avremo due giorni per dare via tutte le croste accumulate in un anno nei congelatori, tanto mangiano tutto, servito con la pala!
Come a Pasqua e a Natale sembra che tutti vivano per ingozzarsi, ed io, vecchio cuoco che sono stato in giro per il mondo, mi schifo del mio mestiere!




Centodieci confessorio



Matti in libertà

Non ho mai visto un'arma che uccide senza un pazzo dietro a premere il grilletto, ho visto invece pazzi trasformare in armi anche gli oggetti più innocui. Il deficiente che ha uccisi i bambini nella scuola americana soffriva di "disordini della personalità". Andremo avanti così all'infinito?????

   4 commenti     di: mauri huis


Nasci a Napoli e poi muori

A Napoli, per morire, basta poco. Anche esserci nato. Non c'è bisogno di lavorare sodo per fare strada nella camorra prima di cadere a terra dopo un agguato oppure essere riempito di pallottole in una sparatoria. Morire a Napoli è diventato di una semplicità disarmante. Basta passeggiare per le strade della città, andare a lavorare, andare a giocare a calcetto con gli amici, prendere l'autobus. Che sia un proiettile vagante oppure un intero caricatore, un regolamento di conti andato a buon fine o uno scambio di persona, Napoli concede a tutti il brivido di sentirsi in pericolo di vita. In nessun posto come a Napoli, la morte è "una livella". Un camorrista, un pusher, un tossico, un bravo ragazzo, uno studente, una bambina... nessuna categoria di persone è esente. Siamo tutti in bilico, tra la vita e la morte, tra i sogni più belli e gli incubi peggiori. Perchè a Napoli, in un attimo, diventa tutto nero. E non c'è spiraglio, non c'è un briciolo di luce. Pasquale Romano, l'ultima vittima di questa assurda città, è l'ennesimo schiaffo alla vita, un altro graffio all'anima di un popolo che sta estinguendosi come i dinosauri. L'ultima vittima in ordine di tempo, sia chiaro. Dopo Pasquale, arriveranno Francesca, Carla, Fulvio, Simone, Enrico, Debora. Nomi a caso, pescati a sorte ed offerti in sacrificio ad una città che diventa sempre più rossa, di sangue, di disperazione, di vendetta. Rossa come la lava di quel vulcano che vorrebbe sputare addosso ai suoi concittadini la rabbia per averlo fatto diventare un oggetto da esporre in vetrina e niente più, un soprammobile di lusso, l'impressione su una cartolina che diventa sempre più opaca. A Napoli si muore, ed è una cosa triste. A Napoli si sopravvive, ed è deprimente. A Napoli non si respira più.

Non bastano il lungomare, il golfo, il Vesuvio, Posillipo e Marechiaro. Non bastano. Questa città sopravvive da troppo tempo grazie a questi panorami-palliativo che nascondono il dolore dei suoi cittadini ed

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Gli albori della vita (anteprima)

Alle soglie del nuovo millennio la scienza, nonostante abbia fatto passi da gigante portandoci gli amici in casa (social network) e il telefonino al posto della testa (mente elettronica), non è ancora in grado di far tornare i conti sull'universo (in espansione), forse perché la nostra testa (materia grigia in evoluzione), ormai, è sempre più in involuzione per l'insania delle guerre (finanche religiose), delle droghe (lo sballo giovanile), delle mode (il selfie/autoscatto) e, proprio di recente, per il marciume dei tagliagole.
E così, in riferimento all'universo (pianeti, stelle e galassie), tra materia oscura (22%) e energia oscura (74%) abbiamo ancora tanto da scoprire, mentre per quanto concerne la nostra testa, a parte l'area sensitivo/motoria corticale (14%), gran parte della nostra corteccia cerebrale (aree associative per circa l'86%) è ancora tutta da esplorare e, pertanto, siamo praticamente a zero.

Per far tornare i conti sull'universo Einstein, la mente eccelsa per antonomasia, fece ricorso alla costante cosmologica (errore madornale a suo stesso dire), mentre il sottoscritto per spiegare questi ammanchi universali, con una mente del tutto normale, fa ricorso alla luce della fede (eccelsa cultura ereditata da un padre con la 5a elementare!) e, in virtù di tanto, il peccato originale, presunzione della mente egoistica (Eva) dopo l'afflato vitale (Adamo), con il conseguente difetto della macula oculare non ci permette una visione completa del creato... di tutte le cose visibili e invisibili.
Adesso, sempre ragionando terra terra con una mente normale, se l'umanità è un magico impasto di spirito e materia, in caso di morte (corna facendo per i superstiziosi!), come è naturale il corpo lo lasciamo sulla terra ma la nostra benedetta entità spirituale (l'anima non è campata in aria ma campa in aria!) potrebbe rappresentare proprio la materia oscura (il 22% dell'inferno dantesco!) e l'energia oscura con quel suo 74% tra purgatorio (per gran pa

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