username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Racconti di attualità

Pagine: 1234... ultimatutte

La marcia anti-terrorismo di Parigi

Integrazione presuppone compatibilità oppure superficialità oppure interessi comuni.
Islam è abbastanza compatibile con Cattolicesimo: in fondo il Dio unico è lo stesso, salvo alcuni fraintendimenti; i modelli sociali sono compatibili, anche se quello cattolico si è venuto progressivamente allontanando, dal medioevo in poi, dal tipo di società "tradizionale" propugnata da Maometto.
Islam non è compatibile con i valori laici della rivoluzione francese.
Islam è compatibile, invece, con gli affari che la République Française fa con l'Arabia Saudita e altri Paesi che adottano l'Islam a modello sociale rigido e indiscutibile.

Esclusa quindi la compatibilità, restano superficialità o gli interessi comuni.

Della prima c'è abbondanza, e questa abbondanza continua a farci credere nella convivenza multireligiosa e multiculturale.

Dei secondi, gli interessi comuni, ce n'è abbastanza per costituire prove e puntelli agli esiti della superficialità.

Ogni tanto, però, come stavolta a Parigi, la verità sostanziale spunta come un iceberg e gli uomini di potere si affrettano a coprirla con manifestazioni magniloquenti. La base dell'iceberg, quella della Nigeria e della Siria per intenderci, è abbastanza lontana da poter consentire la continuazione degli affari, all'insegna della sovrana superficialità che è madre dei buoni propositi di pace sociale (con annessi buoni affari, beninteso).

   8 commenti     di: Nicola Saracino


“Velo” dico io che fare col velo

Nelle scelte della vita la cosa più importante è sapere dove sta di casa il buonsenso e di fargli visita ogni tanto. Fosse solo per ricordarsi la strada.
Questa questione del velo islamico viene trattata in un modo che non posso non considerare imbarazzante almeno dal punto di vista del buonsenso.
Il velo in questione da fatto di costume, di tradizione, si è trasformato in una battaglia religiosa. Basta prendere fotografie dell’Italia di non molti anni fa per scoprire che anche da noi le donne portavano il velo o il fazzoletto sulla testa, senza che nessuno si scandalizzasse, anzi era un simbolo di verginale devozione si può dire.
Poi per gli islamici, che ne hanno di diversi tipi, sta diventando un indumento identitario, come lo erano i jeans per la beat generation, finché un giorno anche i ricchi borghesi hanno preso ad indossarli.
Le donne islamiche, o almeno la gran parte di loro, non vive il velo come un simbolo di oppressione maschilista, ma come divisa militante di appartenenza. Ciò le rende orgogliosamente islamiche. Allora io mi dico: prima o poi qualcuno troverà la strada di quella famosa casa suddetta e le donne liberate occidentali scopriranno, stimolate da un intraprendente e “provocatorio” stilista, che si può indossare il velo con un decolté mozzafiato, o una mini molto sopra il ginocchio e i tacchi a spillo. Eccovi servito il velo in salsa dis-integralista e femmino-centrica con buona pace degli imbarazzati Imam che troveranno difficilmente gli argomenti per lanciare fatue alle occidentali ree di dissacrare un indumento che sacro non è, nemmeno per il Corano.

   4 commenti     di: Rudy Mentale


Allegoria del gatto di notte numero due

(ad erre.)

La voce del Gatto n°2 riecheggiò nell'assemblea:

"Fratelli! Fratelli gatti, sorelle gatte, qui giunti da tutto il quartiere per questa triste assemblea. È con gran rammarico che mi tocca mettervi a conoscenza di un fatto malaugurato.
Ebbene, è accaduto. Molti di voi forse già lo sapranno: il nostro capo, Gatto n°1, è stato catturato. Gli umani lo hanno preso, dopo una fuga durata anni.
Immagino voi crediate che io gioisca di questo fatto, io che per anni mi sono mantenuto alla sua ombra, ora esco alla luce, e ne eredito il ruolo, alla guida dell'Organizzazione.
Dovrei quindi esserne felice?
No, compagni gatti, compagne gatte. Non lo sono! Non lo sono perché abbiamo perso non solo una delle battaglie più importanti della nostra storia, ma anche un caro amico, un compagno, un fratello.
Ho perso io stesso un amico, un gatto con cui ho condiviso gran parte della mia vita, sin da quando cominciammo con le piccole scorribande nel rione, fino a giungere ai vertici dell'Organizzazione, vertici da cui abbiamo assistito e protetto tutti voi, compagni, in questi lunghi anni.
Anni duri, ma belli. Anni in cui molti ci hanno accusato: di essere criminali, di essere degli assassini, di rubare, di stringere accordi con gli umani per il controllo del quartiere.
Ebbene, mi duole ammetterlo, talvolta questo è accaduto.
Talvolta abbiamo stretto accordi con gli umani, tramite i nostri contatti infiltrati all'interno delle loro contro-organizzazioni. Ma è stato solo per il vostro bene, compagni, compagne.
Talvolta abbiamo rubato, ucciso, commesso crimini atroci ai danni sia di uomini che gatti.
Ebbene, questo fa di noi degli assassini? Fratelli, sorelle, questo fa di noi dei ladri,? Dei criminali? Gente meschina per cui nulla è reale e tutto è lecito?
No, non lo siamo. Non lo siamo mai stati.
Tutto ciò che abbiamo fatto, i crimini che abbiamo compiuto, li abbiamo compiuti in nome vostro, per proteggervi. Era un fine alto, il nostro. La salv

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: simone regolo


Gli Operatori di Polizia sono ormai privi di tutele

La drammatica vicenda dei due poliziotti recentemente trucidati nella Questura di Trieste, oltre ad avermi profondamente scosso, mi ha fatto gridare: "basta!"
Indipendentemente dal fatto che un paio di manette avrebbero potuto evitare la tragedia (ma col senno di poi, siamo tutti bravi) é veramente ora di dire "basta" con l'indignazione di facciata, "basta" con la retorica vacua e "basta" con i piagnistei ipocriti. Questo grido, "basta!" È rivolto a quelle "personalità" che alternano indignazione, retorica e lacrime a strizzatine d'occhio ai seminatori di odio in S. P. E.. Alludo a certi politici, ad alcuni giornalisti e mi riferisco anche ad una particolare risma di scrittori e opinionisti vari (attori, cantanti e financo cuochi da strapazzo) .
Questi "signori", quando un operatore di Polizia viene ferito o ci lascia le penne, pontificano su presunte carenze nell'addestramento e supposte inadeguatezze di equipaggiamento (che pure ci sono, ma sono in misura diversa inevitabili in tutte le polizie del mondo).
Essi sono i fiancheggiatori dei "signori" autori degli slogan orrifici tipo "10-100-1000 Nassirya", o "uno di meno", o... "due di meno". Si. Rabbrividite: hanno osato scriverlo nel caso dei due agenti trucidati a Trieste con modalità da film dell'orrore. Questi simpatizzano velatamente per gentaglia che si rifà a sigle tipo A. C. A. B., per meschini che intonano coretti odiosi come " La disoccupazione vi ha dato un bel mestiere..." ma non voglio nemmeno sprecarmi a parlare di questi ultimi soggetti, perché sono dei delinquenti conclamati. Si, dei delinquenti; perché si delinque anche con le parole. E sono tanto più odiosi di altre specie di criminali, come ladri e truffatori, quanto più è palese la gratuità di questa delittuosa cattiveria. Vigliacchi. Parole come pietre. Come le pietre che lanciano ai Poliziotti in ordine pubblico. A volto coperto ovviamente. Pronti a fuggire come conigli.
Ma se ci mettiamo ad inseguire la meschinità degl

[continua a leggere...]



Amarcord del Cavaliere (l'amaro ricordo di Silvio)

Amarcord del Cavaliere: l'amaro ricordo di Silvio che si dilettava con il bunga bunga mentre l'Italia affondava. Alfano e Fitto hanno preso le distanze mentre tiene (in tutta la sua bellezza!) lo zoccolo duro del Presidente: Brunetta (l'altezza è mezza bellezza), Santanché (bellezza artificiale) e Gasparri (solo bruttezza)!
Adesso se il meglio della nostra politica è rappresentato da Grillo (il portavoce del vaffanculo), da Salvini (il guardiano della Padania) e da Vendola (l'alfiere del matrimonio gay), il meglio dei nostri giorni, invece, è rappresentato dall'Isis (i tagliagole nel nome della religione), dagli Ultras (gli scalmanati nel nome del pallone) e, a parte il grillo ligure (difende la lira) e il gallo padano (difende il suo pollaio), c'è pure la Meloni, la novella urlatrice ma... Mina era tutt'altra cosa!
Intanto sempre più la politica, res publica, non è una cosa seria se, in tema di pensioni, prima votano la Fornero (l'Italia sprofondava e Silvio si dilettava!) e poi se la prendono con Renzi!

C'era una volta Silvio, leader onnipotente...

Presidente nostro,
che sei così potente in terra
sia fatta giustizia secondo la tua volontà
come in parlamento così in tribunale
secondo le leggi del tuo governo.
Dacci oggi il tuo impegno quotidiano
a risolvere i nostri tanti problemi
di sopravvivenza per la nostra indigenza
e liberaci, tu che tutto puoi...

È tempo di Silviade

Nel segno del Cavaliere c'è Vespa,
nel sogno il Nobel,
nel reale la multiproprietà
(dal vivo e in voce Mediaset!),
il suo ideale è il regno d'Italia!

In difesa del premier c'è Feltri,
in porta Ghedini,
a centrocampo Ferrara
e in attacco Belpietro.
Squadra imbattibile
di un mister invincibile.

Tra le palle del Presidente
c'è la bellezza e la superpotenza,
con le palle Letta,
sulle palle Fini,
nel pallone Bonaiuti
(monocorde zitella stizzosa),
la pallina è Brunetta.

Rompe le palle Bossi
ma i politici che palle
tra donne, case e

[continua a leggere...]



La Casa degli specchi

Questo di Miriam Ballerini è un romanzo sul disagio mentale, dal più lieve al più grave. È ambientato in una clinica gestita da operatori sanitari che svolgono il loro difficile lavoro con amore e dedizione. Vi approdano donne con storie diverse che l'hanno segnate profondamente e condotte alla anoressia o alla bulimia, all'agorafobia o alla cleptomania, alla depressione o alla schizofrenia. Una galleria di personaggi guardati con amore e con una sottile vena d'ironia che stempera il clima drammatico. Francesco d'Assisi chiamava nevrotici e psicopatitci "gli angosciati" e nutriva per loro la stessa tenerezza che lo portava ad abbracciare e baciare i lebbrosi. Mi sono chiesta perché l'Autrice ha scelto solo donne colpite da quello che G. Berto chiamava "il male oscuro". La risposta che mi sono data è forse ideologica ma, credo, non lontana dalla verità. Sono le donne a portare i pesi più gravi delle relazioni interpersonali: dalla cura agli anziani alla gestione della famiglia. Nell' ineliiminabile conflitto fra i sessi sono spesso loro a soccombere non perchè sono più deboli, come gli uomini spesso credono, ma perché uomini e donne hanno un concetto diverso del potere. L'uomo lo intende come dominio, la donna, spesso, come servizio. Anna, la protagonista del romanzo, che ha fatto la scelta del dominio, ne viene travolta e sospinta al suicidio. Viene salvata e nella clinica dove viene ricoverata a poco a poco recupera se stessa e scopre la sua nuova strada: quella dell'attenzione agli altri per i quali generosamente si spende. Delle altre pazienti della clinica alcune si salvano, altre si perdono o forse si ritrovano in un'altra dimensione come Irene, la più grave di tutte, aliena a se stessa. Quando prende coscienza di sè si lascia annegare dal mare che la lascia sulla sabbia, supina, a guardare il cielo. Un bel romanzo, ricco di sprazzi poetici, amaro ma aperto alla speranza.

"La casa degli specchi" di Miriam Ballerini
Otma Edizioni
Euro 12, 00

[continua a leggere...]



La novella arca di Noè

Con il nuovo millennio siamo entrati nell'era spirituale (non sono in crisi maniacale) e siamo giunti, non sto scherzando, a un bivio fatale... o si ama per volare (paradiso) o si sprofonda per odiare (inferno).


Da tempo piove a dirotto sulla morale e, rotti gli argini delle regole basilari (matrimonio, genitori e famiglia), l'umanità va sempre più alla deriva senza che nessuno vi ponga rimedio a parte il buon papa Francesco.
Da parte mia, papà Francesco Andrea, seppur padre non esemplare, dopo esser stato investito (sole a mò di palla di fuoco... a stento schivato!) e insignito (aureola di stelle sulla mia villa!) dall'alto ho cominciato a costruire la novella arca di Noè in veste di "educazione morale" e chi non si aggiorna su questa nuova disciplina acquisendo l'anima con le sue regole morali, giuro, non salirà sulla mia arca per esser traghettato nella nuova era spirituale secondo la profezia Maya che, finanche in rima, recita... dai Maya a Maiello verranno i tempi belli!
Basta spiritualizzarsi (diventare persone serie non certo santi) o, quantomeno, maiellizzarsi, termine inventato di sana pianta da un mio collega scrittore di gran sapienza (Luomokesa) che vive beato in un castello, riverito da una schiera di servi, ma se non incomincia ad innamorarsi anche dei beni spirituali (maiellizzarsi come dice lui) il primo a non salire sulla mia arca sarà proprio lui.
Intanto ho approntato schemi e tabelle cognitive, poesie istruttive per permettere a tutti di prendere dimestichezza con l'anima, perché poi, da professore severo, non certo inflessibile, lo esaminerò e chi continua ad avere grosse lacune spirituali (insieme a quelle vascolari per placche ateromasiche) rimarrà in terra alla mercé di bui eventi, anche se con il tempo a venire diventerà materiale pregiato... dal petrolio (per i prezzi che corrono) al diamante (carbonio in forma cristallina)!
Se il gran Maestro Dante con l'inferno e il paradiso ci costruì sopra un'opera divina, da p

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Attualità.