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Racconti di attualità

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Universitarians - Parte 1

Se credete che questa sia l'ennesima storia di disperazione, smettete di leggere.
Non posso annoverarmi fra i figli defraudati del Welfare: ho ricevuto un'istruzione, e contrariamente a molti miei coetanei europei o di oltreoceano, non ho mai avuto bisogno di vendere sangue per pagare la retta annuale dell'Università. Si leggono continuamente storie terribili in giro, ecchevvelodicoaffà, le avrete lette pure voi, tanto basta poco a farle diventare virali: un po' per la tristezza, un po' per la retorica pietosa di chi li scrive. Ed è quasi un macabro divertimento quello che si scatena nel passare in rassegna i commenti. Lo confesso, è un sorriso guardare come la "tragica vicenda" di uno studente passato a una qualche forma di droga anabolizzante dell'apprendimento dia il La a tirate contro lo sfruttamento dei cervelli, il burn out da giungla universitaria, lo stato capitalista. L'ala conservatrice non rimane inerte, e si sfrangia meravigliosamente tra i protettori dell'esclusività dell'Ivy League, quelli che il sacrificio è onor di patria, i veterani amareggiati che "questo è il loro Vietnam, a noi una gamba fra i proiettili, loro qualche litro di sangue col culo sulla sedia", i progressisti con le accorate osservazioni sui risvolti del progresso, e comunque le tirate contro lo stato capitalista. Ma questa è l'America, e la proporzionalità sacrifici-risultati è sempre stata una LORO prerogativa. Ce l'hanno LORO, scritto in Costituzione. Anche se mo' vallo a raccontare a chi del sogno americano conosce solo le sforacchiature al confine. Ma che titolo ho io per giudicare? Non l'ho manco fatto, l'esame di Culture Comparate.

Sono italiana, vivo nella città italiana per eccellenza: quell'italia così bella, tra il triviale degli insulti romaneschi e il tribale dei crocchi di vecchiette di quartiere sui balconi, e brutale, con le scazzottate puntuali e gratuite di qualche ragazzetto cocainomane di borgata.
A volte, di quelle frasi pseudopatriottiche ch

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   1 commenti     di: myatyc myatyc


L'estate del mio primo batticuore -Parte 4-

Non sentivo Mirco da un paio di giorni e la sua presenza, i suoi sorrisi, le sue parole già mi mancavano. Da brava amica lo incoraggiai nel conoscere altre ragazze ma presto me ne pentii. Qualcosa stava cambiando in me, o forse era già cambiato. Una nuova mattina era iniziava a Milano e come tutte le mattine trovai Mirco giù in cucina al mio risveglio. Lo salutai con tono un po' freddo. -Ciao Mirco- e subito cambiai discorso chiedendo alla nonna- Dove sono le mie ciabatte?-. Lui ricambiò il saluto e mi seguì verso l'atrio in cui le mie ciabatte alloggiavano. -Kelly devo parlarti, urgentemente!- disse lui prendendomi il braccio. -Mi dispiace ma adesso devo andare e anche tu devi andare. Se non hai qualche appuntamento passa stasera da casa: io sarò qui- e così finì. La sera, quando finì lavoro, passò da casa. Suonò il campanello, andai ad aprire e lo feci accomodare sul divano accanto a me. -Di cosa volevi parlarmi così urgentemente? Sentiamo! I tuoi appuntamenti non sono andati come i tuoi piani? Ti sei già fidanzato?- e continuai a fargli domande senza dargli il tempo di rispondere. -Smettila! Basta con tutte queste domande!- mi urlò lui. Io mi zittii per lasciarlo parlare. - Sono uscito con quella ragazza Lunedì! Abbiamo fatto un giro per il parco, il Duomo, la gelateria ma... Niente di più!- disse lui con aria stanca. -Cosa volevi dal primo appuntamento scusa?- chiesi io. -Aspetta, per me è già difficile da spiegare. Dammi il tempo di prendere la forza e trovare le giuste parole! Quel che voglio farti capire è che ho sentito molto la tua mancanza in questi giorni, mi sono mancate le nostre passeggiate, la tua risata, il tuo viso, mi è mancato tutto di te! E forse mi pentirò per aver fatto scappare una gran figa come quella ragazza. So, però, che è stata la scelta giusta! Tu mi hai insegnato che bisogna essere sinceri nella vita e io voglio esserlo. Ed è per questo motivo che devo dirti che forse tu mi piaci!- e dopo quelle parole il si

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Colpi di testa(te)

"Il Mattino" di un "Giorno" del "Secolo XIX" ("Di Più"... "Di Più"...), preso "L'Espresso" ne la hall del "Grand Hotel", mi metto "Al Volante" de la mia "Auto".
A un posto di blocco "Il Carabiniere" di pattuglia mi multa perché ho le gomme delle "QuattroRuote" lisce di troppo.
Qualche minuto dopo parcheggio appena posso in "Città".
M'avvicino al chiosco de "La Stampa" locale de "Il Fatto Quotidiano".
Sbircio sul banco qualche "Giornale d'Italia", e tra un "Panorama" e l'altro di "Notizie" squadro in questi "Tempi Di Vita" un "Libero" titolo...
Con "L'Occhio" su "Il Foglio" di "Cronaca Vera" leggo:
- " Il Popolo" di "Roma" non trova "Lavoro", "Il Denaro" mancante brucia gli "Affari Italiani".
- "Nupva Enigmistica" da "Forza Sette"? Mah!
Compro "Il Giornale" e da buon "Osservatore Romano", forte de "L'Opinione" de la "Gente" commento:
- " Visto" che il governo de "La Nazione" non cava un ragno dal buco e "L'Avvenire" de la "Repubblica" di questa "Bell'Italia" è in "Discussione", tutto è... un "Mondo Sommerso" da "Due Più", manca "L'Unità" per poter andare "Avanti".
Per i viali "Anna" reclama... per l'altrui "Star Bene" mentre nella stanza, pago, balla qualche "Topolino" e "L'Umanità" va a farsi fottere.
Passo dopo passo...
Le lancette de "Il Tempo" de "La Torre" battono "Le Ore Dodici". Nel vedere il "Il Sole a Ventiquattore", confuso, rientro.
E che dire de "Il Resto Del (caro) Carlino", il titolare dell'albergo, che con "Bella" "Grazia" manna "Il Riformista" di turno a fare in c...
Non è GIOIA la mia chiusa:
- "Costozero"... ha lo sudore
per "Capital"... sol dolore!



Verso quale meta

... in un primo istante tutto sembrava irreale, ero stato spinto quasi a forza, avvolto in uno stato di semi incoscienza, per giorni avevo atteso che arrivasse il momento, il giorno, l'ora di questa partenza... affidavo una preghiera, un pensiero a chi avevo lasciato... vedo ancora ora le loro lacrime e sento le mie rigarmi il volto allo sfiorarmi del loro pensiero, al vedere impressa nei loro sguardi la speranza accesa di potermi rivedere un giorno ritornare a riscattare quella libertà di vita e di pensiero che ancora mi viene negata... ho ancora nelle orecchie il suono, il sussurro i singhiozzi sommessi di quello straziante addio... arrivederci, speranza di un nuovo abbraccio.

Ecco ora sono seduto nel fondo di questa carretta del mare, pressato, stipato come merce di scarso valore, ammucchiata alla rinfusa, pezzo su pezzo, corpo su corpo, il calore ora è insopportabile, il contatto è quasi consolazione, non sono solo qui in questo angolo di inferno; alzo gli occhi e incrocio altri occhi, occhi spenti, sbarrati, vuoti di speranza, ma pieni determinazione, di ricordi, di addii, di lacrime represse e di sogni ancora aperti... in altri scopro il terrore... per la prima volta qualcuno di noi vede il mare, questa distesa d'acqua così inospitale, così simile al deserto... per innumerevoli istanti questi occhi si legano ancora alla terra, che lentamente si allontana all'orizzonte inghiottita dall'acqua che via via diventa il tutto ciò che ci circonda... qualcuno non sopporta il rollio della barca e si sporge dandosi a conati di vomito, altri si stringono quasi a volersi scaldare, ora l'aria è più fredda, non è più soggetta al vento caldo del deserto che ci ha tenuto in grembo fino a qualche ora prima... prendo coscienza del fatto che vicino a me c'è una donna, la osservo di nascosto, tiene tra le braccia un bimbo, lo tiene in modo innaturale, la testa gli ciondola in una posizione che nulla ha a che vedere con il sonno profondo, allora risalgo verso gli occh

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   1 commenti     di: Ivana Zoia


Gli albori della vita (6a parte)

E proprio in pieno esaurimento, non è innamoramento ma solo decadimento (fragilità mentale), vi confido che la Musa è solo un pretesto per scrivere poesie e una scusa per tenere le donne a distanza perché a me piace vivere da solo e, per quanto mi riguarda, non esiste "la donna speciale":

Il decantar la musa
è solo una scusa
per sfuggire alle donne
se da tempo in loro io cerco
qualcosa di speciale
di difficile riscontro.
E così, già dal linguaggio,
mi piace la erre moscia,
se passo poi al viso
mi affascina il sorriso
e in tema di bellezza
adoro la dolcezza.
Ma questi son requisiti
di una Musa autentica
e pure di una donna speciale
che, icona esemplare,
non ha copie similari.
A me turba tanto la mente
che la vedo con la fantasia,
me la ritrovo in poesia
ma poi resto isolato
in questa sterile scrittura,
frutto soltanto
dell'ennesima bocciatura
da parte delle donne
che tengo sempre a distanza
ricorrendo ad una musa
con questa solita scusa

Sicuramente, in tema femminile, sono un soggetto complicato ed esigente, ma di questi tempi con le donne che si concedono subito e gli uomini che vengono prima (e qui la pillola non fa miracoli) si è arrivati ad uno squallido andazzo ed al colmo di questo devastante degrado... con le mogli si fanno i figli, con le amanti si fa l'amore e con le muse le poesie.
Si salva solo l'amore platonico, ma con le poesie bisogna stare attenti (specie i giovani) a non cadere nella rete di presunti editori che ti fanno diventar poeta a pagamento come fa un certo signor Pecora (figlio di Arsenio da Sant'Arsenio!) che ti pubblica (per qualche centinaio di euro) la poesia per il verso giusto ed ecco in tema la poesia doc:

Sulle ali della scrittura
vola la cultura,
siam tutti scrittori,
da poeti ad autori
e a pagare il fio
restano i poveri lettori.
Basta solo il pedaggio
di una misera moneta
per menar vanto
di esser anche tu
collega del conte Giacomo
o di Francesco Petrarca
e, seppur non

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Routine Rouvine

Se c'è una cosa che rovina davvero tutto, è l'abitudine, la monotonia nell'essere abituati a fare qualcosa.
C'è chi si stufa di andare a lavoro, chi di studiare, chi di ascoltare.
Vorrei capire chi lo decide.
Noi.
Non credete sia pazzesco sapere la causa della propria noia e nonostante tutto persistere nel renderci tutto più noioso?!
Mi piacerebbe andare in Kenya.
L'altro giorno in palestra ho conosciuto un ragazzo kenyota, un bestione tutto muscoli, arrivato in italia circa sette anni fa per amore di una donna in vacanza nella sua terra.
L'errore più grande a suo dire.
Mollare tutto e seguire una donna.
MOLLARE TUTTO E SEGUIRE UNA DONNA?????????!!!!!
Lui l'ha fatto.
Aveva mille progetti in serbo per il suo futuro, aveva un lavoro, aveva una bella famiglia a casa... eppure è bastata una mora riccia piemontese in viaggio in Kenya per fargli perdere tutto e iniziare una nuova vita molto peggio di come credeva.
Sognava di arrivare a mettere da parte soldi a sufficienza per comprarsi delle mucche da latte, lì a suo dire il latte è raro e pregiatissimo, quindi sarebbe stata probabilmente un'ottima forma di guadagno.
Eppure no.
Lui è venuto a vivere a San Giorgio Canavese. Mi dite chi cazzo lascerebbe un futuro certo per andare a vivere a San Giorgio Canavese??!!
Con tutto il rispetto per gli abitanti di San Giorgio, ma forse i paesaggi del Kenya e le sicurezze che aveva lì erano più confortanti.
Aveva praticamente tutto quello che gli interessava e di cui aveva bisogno... eppure ha mollato l'intera offerta.
Per una donna che l'ha mollato poco tempo dopo il matrimonio avvenuto in Italia.
Non dico che abbia fatto totalmente un errore, anzi, magari potrebbe succedere a chiunque di noi, alla fine non è poi una causa così di poco spessore.
Lui ha avuto le palle e l'ha fatto.
Ora è "bloccato" qui.
L'eventualità di tornare in Kenya c'è, ma vorrebbe avere denaro a sufficienza per viverci tranquillo.
Bene, tutto questo per cerc

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   3 commenti     di: Simone Pigat


Fate l'amore con il terrore

Siena 19982

"Stavolta, mi sa che l'ho perso" penso, scendendo in fretta le scale.
Tutte le mattine la stessa scena. Corro, anche se il vento gelido di gennaio mi schiaffeggia rude e la strada che porta alla fermata dell'autobus è tutta in salita.
Arrivo che l'autobus sta facendo salire gli ultimi passeggeri. Stravolto e affannato, mi appendo alla maniglia e mi dico anche oggi quello che dico tutti i santi giorni: "E se uscissi cinque minuti prima, Arturo?"
L'autobus parte e comincia a scendere per via Celso Cittadini; fatte poche centinaia di metri, tuttavia, si ferma dietro ad una colonna di auto. E lì rimane.
Strano. Strano davvero questo traffico a Siena. In questo punto della città, poi. Sarà successo un incidente. Infatti giunge angosciante il suono delle sirene.

L'autista ha aperto le porte e molti scendono curiosi di sapere quel che succede. Io voglio semplicemente farmela a piedi, forse così potrei ancora sperare di arrivare in tempo alla lezione delle 10 del professor Goodwin. A passo svelto, in venti minuti possono essere in Piazza San Francesco, sede della facoltà di Scienze Economiche e Bancarie
Giunto al semaforo, vicino alla filiale della Banca Toscana, vedo una quantità mai vista di auto della polizia. A questo punto divento curioso anch'io e mi avvicino a un signore anziano che staziona sul posto.
"C'è stata una rapina in banca" mi dice, prima ancora che io apra bocca per chiedere qualcosa.
Una rapina? A Siena? La notizia ha dell'incredibile.
"Pare che siano state le brigate rosse" aggiunge il vecchietto visibilmente eccitato dal fatto che per una volta la storia abbia deciso di transitare vicino casa sua.
Le brigate rosse?
La notizia non solo è ancora più incredibile ma è anche destinata a modificare il corso della mia giornata.
Addio lezione, vado in federazione.
Se la notizia fosse confermata, occorrerebbe organizzare una grande manifestazione studentesca di protesta.
Io sono del PCI. Il terrorismo per me

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   1 commenti     di: luigi bosco



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