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Racconti di attualità

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Immagine di uomo moderno

Se ne sta solo, vincente, al di là del vetro.
Fuori dal grande palazzo scorre tumultuosa la vita della moderna città, un costante via vai di persone e veicoli e ancora persone.
Sopra, il cielo è limpido, terso; una brezza leggera spazza lo smog immobile dalla strada d'asfalto. Splende il sole. Ciascuno, passando, scorgendolo di là dell'ampia vetrata, gli porge un saluto: talvolta un cenno o poco più, uno sguardo almeno, spesso un sorriso. Le donne soprattutto, che fantasticano, rapite dall'aspetto fiero che lui possiede.
L'uomo ha un volto vagamente squadrato, una mandibola prominente che gli conferisce autorevolezza e richiama segnali ancestrali di un sistema immunitario efficace. La sua pelle è liscia, abbronzata. Perfetta. Nessun indizio di rughe sulla fronte ampia: sarà certamente colto e brillante. La folta chioma leonina, la barba appena rasata e gli occhiali da sole alla moda, neri con rifiniture dorate, gli conferiscono al contempo un aspetto rude e sincero. Uno spirito libero ma raffinato, selvaggio eppure ben curato.
Veste con abiti firmati che ben si adeguano al suo fisico atletico: una camicia bianca coperta da una giacca scura ed una cravatta in tinta unita del medesimo colore. Le mani in tasca sono funzionali alla posa, gli donano sicurezza e deviano l'attenzione sui genitali certamente soddisfacenti. Al contempo permettono di tenere la camicia e la giacca leggermente di lato rispetto all'addome che, complici alcuni bottoni madreperla non chiusi a dovere, fa bella mostra di sé. Muscoli che sembrano scolpiti, tonici e marmorei, frutto di sano esercizio e di indovinata gestione del proprio tempo libero. Molto, sicuramente. Un fisico tonico e sempre in forma, particolare questo che amplifica e connota il sorriso malizioso delle signore che osservano quella meravigliosa creatura.
In molte lo vorrebbero accanto, anche solo per una notte e un giorno soltanto.
Eppure, stranamente, lui a tutto ciò si dimostra indifferente.
Non si scompone il

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L'estate del mio primo batticuore -Parte 3-

Miei gentilissimi lettori son molto dispiaciuta all'idea che voi abbiate pensato che questo mio lungo racconto fosse già finito! Vi siete sbagliati di grosso. L'amore deve ancora sbocciare, la tenerezza non si è ancora mostrata e le lacrime amorose non le ho ancora versate... Dovrete leggere ancora molto, ma per adesso vorrei riprendere il mio racconto dal punto in cui l'ho terminato: il mio primo appuntamento con un ragazzo. Non era proprio un appuntamento per lui, dato che aveva solo intenzione di fare un favore alla nonna portandomi per Milano. Per me, invece, era la grande occasione per dimostrare a Mirco che si sbagliava su di me. Avevo già pianificato un super discorso sulla mia personalità per fargli comprendere quanto si sbagliasse. Era tutto pronto nella mia testa ma... Non ero pronta io, fisicamente intendo! Non ero mai stata a un appuntamento. Così chiamai la mia amica Lorel di Boston che di appuntamenti se ne intendeva. .-Ehi Lorel- inizia la chiamata così dicendo e lei incominciò a riempirmi di domande sulla città, i ragazzi del posto e non mi lasciava arrivare al nocciolo della questione! La interruppi e di scatto comunicai:-Ho un appuntamento! Non so cosa mettermi, come acconciarmi, come truccarmi. Potresti aiutarmi?-domandai. Lei mi consigliò qualcosa di trasgressivo come scollatura a "V" e tacchi alti, ma io non avevo intenzione di fare colpo su di lui. Non dovevo affascinarlo o sedurlo! Dovevo solo dimostrargli che si sbagliava su di me. Feci di testa mia; aprì l'armadio, lo scrutai attentamente e da esso uscì dei pantaloncini di jeans e una camicetta azzurra. Infilai delle ballerine azzurre, una borsetta dello stesso colore, un po' di mascara alle ciglia, matita nera ed ero pronta. Aspettai fuori al cancello della villa a lungo ma lui non arrivava. La rabbia saliva e l'orgoglio lacrimava lacrime di sconfitta. Rientrai dopo un ora ricca di delusione, angoscia e desolazione.
Rivenne l'alba e non avevo nessuna voglia di iniziare una nuov

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Facebook come Infinite Jest

Mentre tutti parlano di furto e abuso di dati e dei possibili attacchi alle nostre fragili e traballanti democrazie, credo in realtà che il vero pericolo rappresentato da fb sia che alla lunga possa diventare come Infinite Jest, il film annichilente e mortifero che semina piacere e nello stesso tempo terrore e vittime nel romanzo di D. H. Wallace.
Anche qui, la dipendenza è Il grande tema che percorre tutte le pagine del romanzo. Dalle droghe dichiarate a quelle occulte come l'intrattenimento di massa, nelle sue varie forme (mass-media, advertising e show-business).
Il film Infinite Jest, che dà il titolo al romanzo, ben sintetizza la propensione dell'americano medio e oggi - in questo mondo sempre più globalizzato - di tutti gli uomini, di massimizzare il piacere immediato e minimizzare la sofferenza, la tristezza, la disperazione, l'alienazione e la solitudine.
Insomma Infinite Jest rappresenta una sorta di intrattenimento perfetto e, insieme, di subdola consolazione letale.
Purtroppo D. H. Wallace ha deciso di lasciarci prima che il nuovo mostro prendesse forma. Forse non aveva fatto in tempo a prevedere il grande pericolo dei social. In ogni caso, è difficile non cogliere nel suo romanzo, soprattutto alla luce dei recenti avvenimenti, una forte relazione, più che con The Truman Show, come ho di recente scritto, con la ( per molti versi mostruosa ) creatura di Zuckerberg.
Tenetelo a mente, perché avremo presto modo di riparlarne.



Ma chi si crede costui? Un Nessuno che sogna un mondo migliore e, da Carneade, scrive per migliorarlo! (1a parte)

Se il meglio dei nostri giorni è rappresentato dall'Isis (la maglia nera della civiltà), dagli Ultras (i barbari del calcio), da Grillo (il portavoce del vaffanculo), da Salvini (il guardiano della Padania) e dalla Meloni (la Hitler in gonnella) con l'Europa attenta solo ai debiti monetari (crisi economica greca) mentre continua a contrarre debiti morali (emergenza profughi), a questo punto mi ci metto pure io che, da eterno esaltato, dopo l'arca di Noè e le leggi di Mosè, mi vedo l'apripista (il pilota dell'anima) della nuova era spirituale (ultrapallio) secondo la profezia Maya (22/12/2012) rivelata a Maiello e verranno i tempi belli!
E così l'Amore, con l'educazione morale e la corretta istruzione culturale, diventerà l'autostrada del Sole alla luce della Verità perché:

l'Amore è il Sole della Verità
l'Amore è la Verità del Sole

il Sole è l'Amore della Verità
il Sole è la Verità dell'Amore

la Verità è il Sole dell'Amore
la Verità è l'Amore del Sole

esercizi spirituali tra debiti (Grecia) e crediti (Europa), tra poveri (profughi) e potenti (Angela Merkel) che fa solo l'Italia, sgangherata barchetta nel bel centro del Mediterraneo.
E quando c'è intercambiabilità di termini e il significato dell'espressione è lo stesso, va ricordato che siamo al cospetto di valori universali della vita e l'Italia, a breve, ristabilirà anche il suo ordine naturale (anche Obama ci è cascato!), legalizzando "l'unione sentimentale" dei gay da intesa affettiva ben più solida di quella matrimoniale degli eterosessuali!
Proprio da qui la dissennata polvere umana, non a caso materia grigia, dopo aver toccato il fondo con lo stravolgimento finanche delle sue leggi naturali, farà selezione spirituale e culturale (corteccia associativa) grazie all'acquisizione dell'anima nella sua triplice luminosa veste (a immagine e somiglianza divina) di coscienza vigile (esisto/cogito ergo sum), consapevole (per amare/amo e sempre sarò) e morale (veramente/gn

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Rita Borsellino

Rita Borsellino
Rita Borsellino è una donna semplice e forte. L'avevo vista e ascoltata tante volte in televisione, ma il 22 novembre ho potuto vederla e ascoltarla in un incontro a Pescara dove è arrivatacon la sua Carovana antimafia nata dalla collaborazione con Libera, l'Associazione di don Luigi Ciotti.
L'incontro è avvenuto nell'aula magna della Facoltà di Economia dell'Università, ma Rita Borsellino aveva cominciato la sua attività alle 8, al Liceo pedagogico dove aveva parlato per 4 ore agli studenti. Quando è arrivata all'università era fresca e sorridente ed ha ascoltato con attenzione il saluto della Preside di facoltà ed una sintetica, efficacissima elazione del professore Giuseppe Baccelli che è andato subito al nocciolo del problema. La legalità - ha detto - non si realizza nella conoscenza delle leggi che, fra l'altro, sono scritte male, in un linguaggio criptico difficile da districare. Bisogna guardare all'atteggiamento nei confronti della legalità,
un atteggiamento che si radica in un familismo amorale che preclude la partecipazione civile e politica e porta ad una scissione fra identità nazionale e identità statuale. Gli italiani, anche a causa della storia che hanno alle spalle, percepiscono l'appartenenza ad una nazione, ma non hanno il senso dello Stato. Lo sentono estraneo, non rappresentativo del popolo. E certe leggi, come quelle sui condoni, inducono i cittadini alla incivile furbizia che consente la violazione delle leggi. Come educare alla legalità?
A questa domanda Baccelli risponde: "Bisogna intervenire sui meccanismi decisionali e poiché l'istituzione più vicina ai cittadini è il Comune, bisogna educare i giovani ad interessarsi alla vita della loro città con una partecipazione attiva. Realizzando una "piccola" democrazia si potrebbe arrivare a rendere compiuta la grande democrazia del Paese che ora è un sistema imperfetto e non solo in Italia. Quando è venuto il suo turno Rita Borsellino ha parlato molto del fr

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Gli albori della vita (4a parte)

C'è un solo dato certo, però, ed è quello di esser passato indenne, lungo un percorso davver tanto sofferto con il dolore che, aguzzando l'ingegno, mi ha portato alla conoscenza (di scala in scala) e, forgiando l'amore (verità del sapere o luce della verità), mi ha regalato l'anima...

l'anima è la strabiliante
"rossa monoposto",
dono della potenza divina,
per superare il tortuoso
e contorto circuito della vita.
Chi lo supera sicuro e veloce
a pieni giri senza penalità,
sfoggiando abilità di guida
con nervi ben saldi,
si guadagna la protezione
del mantello divino
con l'alloro di pilota dell'anima
e con un pizzico di umana vanagloria
la corona d'alloro di poeta
delle follie della vita

facendomi così passare dal buio della ragione, in preda alla depressione, alla luce dell'intelletto (ti dà la giusta intuizione) che mi ha fatto scoprire, invece, l'anima di Platone nella sua triplice veste di coscienza vigile (ESISTO), consapevole (PER AMARE) e morale (VERAMENTE) dalla cellula primordiale (pensiero/Aristotele, amore/Platone e coscienza/Socrate).
E così, conoscendo bene me stesso, ho scoperto che nel nostro profondo io (a livello della coscienza) si cela l'amore, luce universale (l'iperuranio, il paradiso di Platone), mentre nell'universo spaziale gravita energia oscura (il purgatorio delle anime in attesa della catarsi) e materia oscura (l'inferno di Dante).
In ultima analisi, facendo nostro il verum scire est scire per causas di Aristotele, di causa in causa si arriva all'amore, luce della verità.

Proprio questa luce dall'alto (condensa di madonne e santi) da tempo ispira i Grandi d'Italia e, in tema o meglio fuori tema, messi da parte il senatur padano con il "figliuol trota"...

o Renzo,
rampollo nascente dalle acque piovane,
per elevarti al cielo da cima padana
impara l'italiano e " 'o sole mio" ti libererà
dalla nebbia mentale e farà emergere,
dalla palude culturale, un novello Renzo
(se lo sogna il Tramaglino!) che,

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Distretto Di Polizia (Parte 6 - Invenzione) Pierluigi Coppola

Il pianto di una donna è come una luna ricoperta dalle nuvole... si nasconde, ma sai che c'è. E lo stesso vale per le lacrime: le donne si nascondono quando piangono, ma sai che le loro lacrime possono cadere da un momento all'altro e non puoi fermarle. Sabina si sentì in quel modo... come una persona che volesse soltanto nascondersi dal mondo, perchè non riusciva a trovare niente di buono in esso.
Giulia si alzò dal letto andando a darle il buongiorno, ma la trovò giu di morale e strana. ''Tutto ok? Chiese Giulia interrompendo il silenzio. ''Sì, tutto perfettamente ok... Ho solo fatto un po' tardi ieri sera.'' - "Sabina è finita l'ora dei giochi... Tu lavori adesso, la sera lo sai meglio di me che devi rientrare a casa prima... è anche pericoloso per la tua età stare a quell'ora in giro di notte. Anche se siete un gruppo numeroso, qualche tipo strano lo trovi sempre per strada, lo sai. Hai diciotto anni ormai, dovresti saperle da sola certe cose, senza che te le ricordi io..." - "Ora mi stai dicendo che sono grande per capire... e allora perchè la stessa cosa non vale per Ira?"- "Ira è un concetto a parte, perchè non si sa quali intenzioni abbia con te, se provi un piccolo interesse. Non si sa nulla, e forse è meglio così... Perchè se non avesse intenzioni serie, farebbe meglio a starti alla larga. Non credi? E in più, alla tua età, non si hanno le certezze che hanno gli adulti." - "Forse sei tu che alla mia età non eri sicura... E pensi che gli errori che hai fatto tu, possono rifarli anche gli altri! Credi che da persona adulte si possa capire meglio, ma alla fine non è per niente così..." Rispose Sabina andandosi a preparare per andare a lavoro. Giulia rimase immobile, come se una ventata di freddo gelida le fosse arrivata tutta insieme in faccia, ostacolandole una via d'uscita. Nel frattempo, Ira arrivò al Distretto diretto verso l'ufficio di Giuseppe e Vittoria... ma prima di andare lì, si fermò da Anna... "Ehy." - "Finalmente ti degni

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   0 commenti     di: Martina Di Toro



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