PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Racconti di attualità

Pagine: 1234... ultimatutte

Non può durare per sempre

Un uomo lavora nei campi. Ogni tanto si ferma ad osservare i mucchi di rami, ammassati in attesa di essere bruciati, e le chiome degli alberi appena potati. Sua moglie è rimasta a casa, prepara il pranzo ed aspetta che i bambini tornino da scuola. Insieme provvedono al sostentamento della famiglia.
Altrove uomini impegnati in oscuri giochi di potere decidono che la nazione deve entrare in guerra.

L'uomo viene strappato dalla sua terra e arruolato nell'esercito, chiamato a difendere la patria, chiamato a difendere la bandiera. Marcia verso il fronte, verso la gloria, gli dicono i suoi superiori, verso la morte, dicono i suoi compagni. L'uomo ripensa alle parole di suo padre, ''la guerra non può durare per sempre". Quelle parole gli danno forza, continua la sua marcia con il cuore un po' più leggero e la speranza di ritornare a casa.
Altrove uomini impegnati in oscuri giochi di potere seguono, da lontano, le sorti della guerra.

L'uomo ha raggiunto il fronte, è in trincea, tra il sangue dei propri commilitoni e il puzzo della polvere da sparo, le grida di dolore e la paura della morte. Sa che potrebbe non farcela, teme che prima o poi toccherà a lui, ma ripensa alle parole di suo padre, ''la guerra non può durare per sempre", e si fa forza. Continua a combattere e a sperare.
Altrove gli uomini impegnati in oscuri giochi di potere decidono che la guerra deve continuare.

L'uomo è stato catturato dal nemico. La vita in prigione gli pesa molto, soprattutto quando pensa alla sua famiglia. Dal fronte poteva mantenere un contatto epistolare, dalla prigione non ha modo di rassicurarli di essere vivo, né di accertarsi che lo siano anche loro. In queste condizioni i più si perdono d'animo, lui ritrova la speranza ripensando alle parole del padre.

La guerra è finita. L'uomo è libero ed è riuscito a tornare a casa. Ha trovato la sua casa in rovina e le sue terre devastate. Lui e sua moglie hanno lavorato duramente per ripulirle, per semi

[continua a leggere...]



In cerca d'autori

Il plico arrivò nella tarda mattinata, assieme al postino che rideva sotto i baffi.
Un certo Monsieur Jourdain, Presidente della M. B. G.&Company di Anversa, voleva ncontrarmi per affari.
Un tuffo nel mio sito preferito e un bel racconto da rileggere:
" Sottigliezze Spregiudicate."
Quant'è carino, lo leggerei tutti i giorni!
Mi accinsi a commentarlo, era veramente bello.
Lo squillo del telefono merita, spesso... la galera.
Una certa Nilde, comunicava che ero atteso a Ginevra e che centomila euro erano stati versati sul mio conto corrente bancario.
A me piace scherzare e quando sento parlare di soldi, divento un amicone.
Serio serio e con garbo risposi che se avessero aggiunto all'offerta una bella Mercedes SLK ultima generazione, non sarei mancato all'appuntamento richiesto.
Pronta, la risposta: "Quale è il colore che preferite?"
Risposi che amavo il bianco, pensando alle frittelle di neve che in primavera si squagliano.
La chiacchierata mi aveva messo di buon'umore e per fare quattro passi, andai in banca.
Chiesi l'estratto conto e sorpresa delle sorprese vi erano stati accreditati i soldini.
Il Direttore, specificò che era roba mia e che potevo farci quello che mi pareva.
Come se non bastasse, alcuni giorni dopo arrivò la Mercedes SLK, di colore bianco.

Deliziosa e adorabile, come solo la moglie di un magnate dei mass-media sa essere, la signora Nilde mi inquadrò dalla testa ai piedi.
Sul sofà, mi feci piccolo, piccolo, mentre gli occhi stampavano le sue leggiadre forme.
Che silhouette... e che voce!
Le mie orecchie di ( e non da) mercante si aguzzarono.
"Caro Signore, siamo disponibili a darle un assegno in bianco, in cambio dei suoi servigi, gradite un tè o un carcadè?"
Roba da pazzi, optai per un caffè amaro e... ovviamente senza zucchero.

"Noi della M. B. G. & Company vogliamo essere informati intorno alla quantità
di tempo che viene sperperata nei vari Siti Letterari, al fine di deliberare adeguate contromisure uti

[continua a leggere...]

   11 commenti     di: oissela


Verso quale meta

... in un primo istante tutto sembrava irreale, ero stato spinto quasi a forza, avvolto in uno stato di semi incoscienza, per giorni avevo atteso che arrivasse il momento, il giorno, l'ora di questa partenza... affidavo una preghiera, un pensiero a chi avevo lasciato... vedo ancora ora le loro lacrime e sento le mie rigarmi il volto allo sfiorarmi del loro pensiero, al vedere impressa nei loro sguardi la speranza accesa di potermi rivedere un giorno ritornare a riscattare quella libertà di vita e di pensiero che ancora mi viene negata... ho ancora nelle orecchie il suono, il sussurro i singhiozzi sommessi di quello straziante addio... arrivederci, speranza di un nuovo abbraccio.

Ecco ora sono seduto nel fondo di questa carretta del mare, pressato, stipato come merce di scarso valore, ammucchiata alla rinfusa, pezzo su pezzo, corpo su corpo, il calore ora è insopportabile, il contatto è quasi consolazione, non sono solo qui in questo angolo di inferno; alzo gli occhi e incrocio altri occhi, occhi spenti, sbarrati, vuoti di speranza, ma pieni determinazione, di ricordi, di addii, di lacrime represse e di sogni ancora aperti... in altri scopro il terrore... per la prima volta qualcuno di noi vede il mare, questa distesa d'acqua così inospitale, così simile al deserto... per innumerevoli istanti questi occhi si legano ancora alla terra, che lentamente si allontana all'orizzonte inghiottita dall'acqua che via via diventa il tutto ciò che ci circonda... qualcuno non sopporta il rollio della barca e si sporge dandosi a conati di vomito, altri si stringono quasi a volersi scaldare, ora l'aria è più fredda, non è più soggetta al vento caldo del deserto che ci ha tenuto in grembo fino a qualche ora prima... prendo coscienza del fatto che vicino a me c'è una donna, la osservo di nascosto, tiene tra le braccia un bimbo, lo tiene in modo innaturale, la testa gli ciondola in una posizione che nulla ha a che vedere con il sonno profondo, allora risalgo verso gli occh

[continua a leggere...]

   1 commenti     di: Ivana Zoia


La fabbrica

Il locomotore procede guadagnandosi ogni metro di binario, il motore è al massimo, i vagoni merci subordinati al lento abbrivio, il suono dei passaggi a livello incostuditi annunciano l'arrivo del treno.
Lento, il convoglio transita attraversando la Richard Wellace Avenue, uno stradone anonimo che porta alla "fabbrica", così la chiamano i cittadini di Brunswick.
Tetra, con le sue ciminiere fumanti che sputano aria di un intridere aspro aciduleo, ariaccia da respirare, e lo sanno bene i vecchi del bar sport, costretti a vedere quei mostri sbuffeggianti.
La "fabbrica" ha dato benessere al paese, dollari, e di fronte a quelli la puzza diventa fragranza.
Ma al bar sport ogni mese una sedia rimane vuota, il cancro la occupa sublimemente, come un atleta posa al gradino più alto del podio, il podio del male, la "fabbrica" il mostro che porta benessere, contraddizioni della vita.
The business must go on...!!!

   1 commenti     di: Isaia Kwick


Cuori in affari

Mary decise di frequentare quella scuola di ballo; era rimasta sola e non voleva rinchiudersi in casa e morire lentamente nell'anima, così sarebbe stata per un paio di ore in mezzo agli altri, chissà, forse si sarebbe distratta e non avrebbe pensato più al suo ex. La maestra di ballo le affiancò un tipo strano, Alfredo, timido ma già molto esperto di balli, certo a livello amatoriale ma non aveva importanza, Mary non aveva velleità artistiche, voleva solo trascorrere il tempo senza pensare;
In poco tempo il corpo di Mary, già perfetto, si adeguò ai ritmi del ballo, Mary fece grandi progressi e i suoi movimenti ora erano sensuali e sciolti, il suo nuovo cavaliere la vide trasformarsi; il suo nuovo cavaliere tra un ballo, una pausa e una bevanda le stava plagiando la mente.
Alfredo il timido, forse non era tanto timido ma mentre era un attento cavaliere, diventava all'improvviso dispotico, scostante; Mary non aveva capito ancora che tipo fosse; ma aveva deciso di divertirsi e che il cuore dei maschi non l'avrebbe più ferita; non si sarebbe più innamorata; ma lei era già innamorata e non lo sapeva ancora.
Il suo cavaliere aveva cominciato con un semplice elogio, poi le aveva ripetuto fino alla paranoia che le voleva bene fino a che anche lei era arrivata a dichiarare la stessa cosa. E ora se ne rendeva conto, lui le aveva fatto il lavaggio del cervello, l'aveva condizionata al punto tale che lei ormai parlava come lui, ma forse, lei, era come lui, aveva bisogno di quell'uomo, così fuori dalla norma, così desideroso di averla e a lei piaceva.
Si le piaceva quel cavaliere così scostante, la faceva sentire importante, unica, amata. Comunque sia, lei aveva capito il gioco del suo cavaliere. Pensò che non era tanto innamorata in fin dei conti, si ora forse lei stava cercando uno suo scopo nella vita e.. decise di usare il suo bel cavaliere.
Lo assecondò in quei suoi capricci, lei era sola, non le poteva certo far male un po' di sesso, sì, d'accor

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: bruna lanza


Napoli è mille colori (Pino Daniele), l'Italia ha mille voci (in politica)

Se Napoli è mille colori (Pino Daniele), l'Italia ha mille voci (puntualizzando 1009 grandi elettori tra cui 630 deputati e 321 senatori), per lo più stonate, che andrebbero più che dimezzate dal momento che, a parte il costo, il loro quotidiano assillo ormai è diventato snervante, come quella del gallo padano (Salvini) che sguazza sull'immondizia e quella del grillo ligure (Beppe) che strombazza con l'insolenza.
E dopo la faccia di un Berlusconi stirato, di un Bossi stonato, di un Prodi trombato e di un Bertinotti folgorato (l'arcobaleno di colpo al tramonto!), di questi tempi la politica quantomeno si è ringiovanita con Renzi e le sue belle ministre (la Boschi te la gusti, la Moretti te la bevi e la Bindi te la scordi!) anche se abbiam dovuto fare a meno di un novantenne (il napoletano Napolitano) più lucido del gallo padano (Matteo, da buon polentone difende il suo pollaio) e del grillo ligure (Beppe, da buon genovese difende la sua lira) messi insieme (F. A. Maiello, geriatra psichiatrico o psichiatra geriatrico).
In questo generale marasma politico e con il cancro (cellulare) della società (razzismo/metaplasia, nazismo/displasia e fondamentalismo/neoplasia) che invade la terra, speriamo che il buon Dio ci mandi un altro vero Presidente visto che (profezia Maya rivelata a Maiello!) stiamo per entrare nella nuova era spirituale (ultrapallio) e l'Italia (terra dei Santi e dei Grandi) avrà il gravoso compito di traghettare il mondo intero (non solo i profughi) nell'era della pace e della luce.
Per arrivare a tanto, però, necessita inculcare ad ogni latitudine l'educazione morale a partire dalla coscienza dell'amore nella mente (pensier dell'amor nel subconscio), cellula spirituale da quella primordiale, che ci permetterà di comprendere il significato vero della vita in tutti i suoi stadi (vegetativa, animata, animale, cosciente, illuminata) sulla base delle esperienze acquisite (sensazioni, percezioni, cognizioni, emozioni, rifllessioni) e di una

[continua a leggere...]



Il tifo e la cultura

Leggevo qualche tempo fa su di una rivista scientifica a proposito di un esperimento:
un antropologo australiano ha portato un indigeno della foresta della Nuova Guinea in una moderna città piena di grattacieli e di traffico per studiarne le reazioni. Ebbene la sorpresa fu grande nel vedere che questo indigeno camminava per la strada incurante di tutto ciò che gli succedeva attorno e che l’unica cosa che attirò la sua attenzione era un uomo che trainava a piedi un carretto carico di frutta e verdura.
L’interessante conclusione dell’antropologo fu che noi vediamo solo ciò che conosciamo.
Fatto tesoro di questa osservazione mi viene subito in mente l’importanza della cultura come fenomeno di trasmissione della conoscenza attraverso svariate forme dall’arte alla scienza. Tutto passa attraverso il desiderio di conoscere e la capacità di insegnare, conoscere la lingua e la matematica nelle sue varie forme (geometria, algebra…) serve, e dico una banalità, a sviluppare una maggiore facoltà di pensiero.
Insomma come sarebbe vedere un’automobilista che dopo aver tamponato un altro scende dall’auto e invece di inveire si china a raccogliere un fiore dicendo “guardi qui! Sensazionale! Questo è un bellissimo esemplare di Ginko Biloba.”
Oppure un ultras di calcio che durante una carica della polizia raccoglie un sasso da terra e invece di lanciarlo si ferma con aria di entusiastica sorpresa “Ehi! Ma questa è un’arenaria del periodo Cambriano!”
Vediamo solo ciò che conosciamo.
Gli uomini in misura molto maggiore delle donne si appassionano al gioco.
In Italia il calcio è quasi più diffuso dell’aria, lo troviamo nel linguaggio e perfino nella politica. Effettivamente è uno sport appassionante e i suoi schemi fatti di squadre e di individui ricordano un po’ le strategie militari e ognuno dei tifosi tende ad appartenere ad un esercito piuttosto che a un altro indossando i panni dello stratega nei commenti che inondano i bar dal lun

[continua a leggere...]

   6 commenti     di: Rudy Mentale



Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Attualità.