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Racconti autobiografici

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L'evidenza non si può negare

l'età evolutiva, se ben guidata ti può avviare verso una vita aperta al progresso al benessere, alla conoscenza del sapere del bene, all'istinto per evitare il male; diversamente se manca una guida adeguata, il tuo avvenire è affidato per una piccola parte alla fortuna, e, per il resto alla tua capacità intellettiva e alla necessità di adattamento. Poi sei adulto, quello che hai lo devi in parte alla tua guida se c'è stata, oppure alla tua capacità. Gli anni passano, arrivi all'età del riposo, hai avuto una famiglia, ti aspetti un meritato e tranquillo periodo coccolato dagli eredi, si perché hai dato vita nel tuo trantran a due figli che hai guidato nella loro età evolutiva, la cosa con loro non ha funzionato, sicuramente a causa del tuo vivere assillante nel voler proteggere a tutti i costi perfino in modo soffocante per evitare ipotetici pericoli, e per non avere usato quello che la tua mancata guida non ti ha insegnato, e per avere abusato della tua esuberante vitalità che ti ha fatto padre non con il tuo volere, ma che hai onorato sposando la madre di tuo figlio. Oggi alla veneranda età dei tuoi 72 anni ti ritrovi solo, ma non isolato, sei in momento apparentemente difficile, devi decidere come trascorrere i tuoi ultimi anni, se, in armonia con te stesso continuando la tua vita solitaria, o affidarti ad un istituto che si prenda cura di te in mancanza di meglio, l'importante non arrendersi. Intanto rifletto domani si vedrà. Ecco se fossi possidente di una di queste case di lusso che son in vendita, sicuramente avrei meno problemi e qualche erede più vicino, la cosa però per me sarebbe peggio, sentirei la vicinanza dovuta alla avidità, e, non all'affetto che comunque manca, purtroppo!!!

   2 commenti     di: AGOSTINO


Galline, quattro stagioni

"Pio, pio..."

Entravi in casa ed un giorno sentivi che erano arrivati. Le galline comparivano da nonno sotto forma di pulcini dorati che durante l'inverno abitavano in casa, in uno scatolone.
Solitamente venivano posti nel piccolo ingressino, quasi a miracol mostrare, un pigolare continuo. Il posto era anche stategico perchè non ingombravano il piccolo soggiorno e poi erano accanto alla stufa a legna che li teneva al calduccio.
Ne servivano una mezza dozzina perchè la selezione naturale prevedeva che qualcuno non ce la facesse.

In primavera, sbozzolati e rimasti solitamente in non più di quattro, venivano alloggiati in un gabbiotto esterno per acclimatarsi. Ormai erano ingombranti in casa e non potevano più stare nell'angusto scatolone di cartone.
Fuori ad accoglierli il freddo che in alcune notti era ancora pungente perchè la conquista del mondo esterno era dura per galline con la crestina ancora a raso che non erano ancora prontissime per la vita adulta. Ma chi lo è "in qual forma, in quale stato che sia, dentro covile o cuna?"

In estate, ormai galline e rimaste in tre, veniva fatto l'inserimento nel pollaio. Inizialmente erano separate da una rete che le divideva dalle vecchie matrone poi, dopo qualche beccata di aggiustamento, entravano a pieno titolo nel gruppo.
Era qui che cominciavano i miei esperimenti per vedere quanto fossero intelligenti.
"La gallina non è un animale intelligente" cantavano Cochi e Renato ed in effetti quando mettevo un vecchio specchio nel pollaio dapprima lo beccavano sorprese di vedersi senza riconoscersi, poi guardavano dietro per cercare di capire il trucco.

A partire dal successivo autunno un paio delle vecchie galline diventavano brodo e lesso per la domenica; non avevamo l'abitudine di dare i nomi alle galline perchè si sapeva che fine avrebbero fatto. Veniva chiamato Angiolino che scendeva dalla sua postazione al secondo piano del condominio per procedere alla esecuzione.
Nei giorni delle feste coman

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3 denti del giudizio

Sto tentando di scrivere non so che cosa... un romanzo di vita vissuta, una raccolta di boutade e pensieri pseudifilosofici non so... sto tentando di lasciare un segno su questa terra che non riesco nemmeno a calpestare... che mi è sconosciuta... ma nemica...

Mi addormento dopo l'ultima considerazione... finalmente spossato da quell'estasi creativa che mi stravolge di tanto in tanto. La sveglia è clemente. le nove. cazzo però ho scritto fino alle sei e un quarto... poco male... dormire non mi piace negli ultimi tempi. cazzeggio per casa ravanandomi e stropicciandomi gli occhi. ciao mamma. ciao pà. ciao sorella... non ricordo mai il nome la mattina. non faccio colazione. esco. scivolo la prima rampa di scale dopodichè inchiodo. perchè uscire. non c'è niente da vedere.
Capisco che posso smetterla di pensare o di pianificare la giornata. Perchè non ho cavato un ragno da un buco. Troppe domande, interrogativi, dubbi. Zero risposte, certezze. Per lo meno non in quest'epoca, in questo posto, con queste persone. Qualcosa mi sta spingendo a cambiare palcoscenico. Voglio un costume diverso. Che qualcuno mi scriva un nuovo copione, molto più arguto, meno sfigato di quello che sto interpretando da Oscar. Chi può farlo?
Devo assolutamente diventare l'autore, lo sceneggiatore, il regista del mio film. La mia energia basta per un cortometraggio, cazzo, se non per un videoclip. Ridurre la vita ad un videoclip...

Sono fabrizio, ho 21 anni, tre denti del giudizio spuntati su quattro, e chissà perchè tutti storti. Amo un sacco di cose ma non me stesso. mi dicono che sono carino, o meglio a detta della maggior parte delle gentili donzelle di una città che si atteggia a metropoli ma non è altro che uno sputo nella campagna. un grosso sputo. E tanto per starci bene, chiunque si sputa addosso. Ho sputato, meno di quanto avrei potuto e dovuto, ho preso le difese di sputatori e sputati. Ma non ci ho mai capito un cazzo.

Ho pochi amici meravigliosi e tanti che non sanno d'esserlo. Personaggi

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Dialogo

L’azione si svolge ai giorni nostri, al tavolino di un bar, in riva al mare, con davanti una tazzina vuota di caffè ed un bicchiere di grappa.


R : - Hai visto? Anche stavolta ti è andata buca, sei un cretino, parti in quarta e non consideri quello che lei può pensare, fai e disfai tutto da solo.
S : - No, guarda che ti sbagli, è solo che non è pronta, dalle tempo, capirà, sono onesto, non sarò bello ma sono sincero, oggi una persona di buoni sentimenti è diventata rara.
R : - Devi imparare a leggere tra le righe, anche le donne possono essere di buoni sentimenti e rimandano per non darti dispiacere, quando il loro pensiero è toglierti di mezzo.
S : - Figurati, mi dice chiaramente che non è pronta ad avere un amore, che prima bisogna conoscersi, frequentarsi, guardarsi negli occhi, capirsi, è solo questione di tempo.
R : - Si, intanto rallenta i rapporti, niente telefono, niente incontri, solo dialogo su internet, mi spieghi come fate a conoscervi senza incontrarvi, senza frequentarvi, senza guardarvi negli occhi? Sei un povero illuso. Un idiota.
S : - L’ho stressata, non si rendeva conto di quello che mi chiedeva, l’ho stancata, vuole solo prender fiato. Le voglio bene, posso aspettare, il sentimento che provo per lei mi aiuterà nell’attesa. Anche lei prova dell’affetto per me, me l’ha detto.
R : - Guarda che l’affetto si ha anche verso un cane! Sei solo un illuso, ma svegliati una volta per tutte. Ormai non hai più niente da offrire ad una donna, la merce che offri è fuori moda, obsoleta e a costi inferiori si trova molto di meglio.
S : - No, non puoi dire così, ho ancora tanto da dare! Mi rendo benissimo conto che fisicamente non sono attraente, ma per fortuna ci sono ancora brave ragazze che non guardano solo al fattore fisico, alla nostra età ha una importanza relativa, non dobbiamo certo creare una dinastia!
R : - Ma dai, non essere ridicolo, capiscile le cose! Ti vanti tanto di avere un cervello di prim’ordine e no

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Quella testolina che non voleva uscire

Mi avevano parlato di svenimenti, vomiti, ricoveri, addirittura alcuni dopo non avevano più fatto l'amore con la moglie. Be, pensavo, i mliardi dipersone che l'anno fatto fino ad oggi mica saranno stati tutti fenomeni.
Non nego che fino a qualche anno fa svenivo ala vista del sangue, soprattutto il mio, ma ormai l'ho superato. Ora faccio i prelievi guardando tranquillamente la siringa rimpirsi.
L'unico a rassicurarmi era il ginecologo, secondo lui in un parto naturale non c'è sangue ma solo liquido e qualche grumo.
Avrete capito che vi racconterò del parto di mia moglie e del mio assistere.
Alcuni mi avevano consigliato di portare la videocamera ma, oltre al divieto, lo trovavo veramente brutto. Apparte il fatto che poi l'avrebbero visto altri era proprio una questione d'amore, quelli erano attimi miei e di mia moglie e basta, impressi per sempre nel nostro cuore.
Comunque, due giorni prima del parto al monitoraggio si accorgono che cè qualcosa che non va e lo fanno ripetere. Il medico ci spiega che non è niente, forse non ha funzionato bene l'apparecchiatura... scopriremo tra 48 ore i veri motivi...
13 ore di travaglio, delle quali 9 con me presente mano nella mano con mia moglie.
Mi dava fastidio che le ostetriche parlassero dei loro futili argomenti davanti a mia moglie sofferente sul lettino, troppo distaccate ma loro lo fanno per lavoro e comunque devono tenere sott'occhio il monitoraggio che continua a tratti ad essere irregolare. Ogni tanto fanno capolino parenti ed amici ma vengono subito fatti uscire. Inutili i tentativi di spinta, il collo non si apre. Verso le 11 decidono di tagliare la sacca ed iniettare uno stimolante. Le urla e le lacrime ormai erano diventate insopportabili, non vedevo l'ora che tutto finisse. Mia moglie era stremata ma dopo il taglio il collo comincia ad aprirsi ed ad ogni spinta oltre alla fuoriuscita di liquido, pipì ed anche un po di feci comincio a vedere i capelli di mia figlia, nerissimi.
Inutili i successivi tent

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   7 commenti     di: John Barleycorn


Il Venditore

Manrico era un venditore. Quel tipo di uomo che crede che tutto abbia un prezzo e che tutto, di conseguenza, possa essere dato via.
Di solito mi tenevo alla larga da gente simile, ma ci sono momenti della vita in cui devi mettere insieme due pasti al giorno, senza parlare della wodka a buon mercato.
Iniziai a lavorare per lui in un gennaio piovoso : pezzi di ricambio per macchine agricole. Clienti che la sanno lunga e ti guardano sicuri con occhi da cinghiale , clienti con le tasche piene, con una casa appena condonata e una moglie a cui non badano più . Clienti che ti leggono dentro con la loro secolare e grassa astuzia e subito sanno che non ce l'hai fatta e che la mattina , all'alba, poggi la tua tazza di caffe' su un tavolo di plastica da due soldi.

Manrico decideva unilateralmente sul destino della nostra giornata lavorativa, se entrava tronfio e trionfante esclamando il suo " buon giorno signori " , ci sarebbero state buone possibilita' che per qualche ora avremmo schivato il suo malcelato disprezzo ed il suo paternalismo da quattro soldi.
Cosi' i discorsi sulle rate da pagare, sugli acchiacchi e sullo stipendio misero sparivano di colpo e si spandeva tutt'intorno una allegria posticcia, un cameratismo efficente e miserabile.

Ben presto imparai il da farsi ed iniziai a muovermi meno goffamente schivando gli altri commessi mentre prendevo ordini e declamavo le infinite meraviglie di frizioni sterzo, pompe ad olio e guarnizioni varie.
Imparai anche le regole essenziali per sopravvivere in quel microuniverso evitando come la peste la politica e sfoggiando invidiabili cognizioni calcistiche.
Ma era soprattutto il mio " non tocco una donna da una vita " a procurarmi le simpatie più accese ed i più larghi sorrisi di commiserazione da parte dei colleghi.
Non era viltà la mia. La vilta' e' un lusso che si puo' permettere solo chi ha qualcosa da perdere, io non avevo nulla.

Manrico aveva un lato debole. Il suo nome era Sara

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Quello che è successo a me

... è quello che è successo a me, Eli. A me, è venuta per prima la vecchiaia, poi, la giovinezza... adesso sto andando verso l'adolescenza, alla fine verrà l'infanzia.
Quando è finito il periodo della vecchiaia mi è sembrato un po' strano il fatto che andassi all'indietro, poi, ho visto che era fantastico... come un miracolo.
perché non mi ero accorta che la vecchiaia era passata, pensavo che quella era la giovinezza, e invece era la vecchiaia...
succede, sai, succede...
dipende dal fatto che ci hanno insegnato così : prima viene l'infanzia, poi la gioventù, poi la vecchiaia...
come il fatto che due + due fa quattro... e il fatto che per andare da A a B puoi andare solo da A verso B... mentre puoi pure passare prima da C...
... la natura e la giustizia universale hanno pensato proprio a tutto...




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