PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Racconti autobiografici

Pagine: 1234... ultimatutte

Pellegrinaggio a Medjugorje

Eccomi tornato da Medjugorje.
Sono cambiato, oppure sono lo stesso?
Perché adesso mi soffermo di più ad osservare le persone sorridenti, colgo la dolcezza delle voci, le attenzioni prestate, mentre prima osservavo tutto ciò come qualcosa che non potesse riguardarmi.
Al massimo potevo pensare: "se sorridono sono felici. Buon per loro e fortunati i vicini!". Troppo spesso sono stato testimone di sorrisi resi orfani della gioia e dell'amore. Ora, per la prima volta, associo il sorriso con la felicità.
Lì, a Medjugorje ho conosciuto Vicka (si pronuncia Vizka) la mistica del gruppo dei sei veggenti che hanno visto e parlato con Maria, Regina della Pace.
Davanti a me ho visto una donna di statura media, dalla corporatura robusta ma magra. Era vestita con una maglietta bianca a girocollo con la mezza manica, mentre un tradizionale blu jeans le ricopriva le gambe.
I capelli corvini e lunghi legati ordinatamente dietro le spalle, la carnagione chiara, un volto acqua e sapone privo di trucco e di gioielli. Solo una fede d'oro nell'anulare sinistro ogni tanto luccicava sotto i riflessi del sole mattutino.
Quello che vedevo mi riportava alla semplicità e alla schiettezza: il linguaggio, i sorrisi, i baci lanciati con il palmo delle mani, i saluti ai fedeli oscillando delicatamente le mani. Osservandola attentamente nulla mi dava la sensazione che quella donna fosse una persona provata duramente nella malattia.
Ma, poi, chi racconta di essere ascesa con la Maria, Regina della Pace alla volta del Paradiso, di essere stata nel Purgatorio e nell'Inferno avendo per guida la Madre del Signore, non può essere una persona comune.
Questo spiegherebbe l'ora di preghiera di Vicka compiuta a mani giunte davanti al volto, mentre un sorriso lunghissimo non le impediva di parlare senza che le sue labbra emettessero suoni udibili (io ero a due-tre metri di distanza ed ho potuto cogliere molti particolari, compreso il movimento della lingua senza che le labbra venissero c

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: Fabio Mancini


Vana speranza

Quel complice peccaminoso sentimento, nato per una duplice e diversa necessità che felici ci ha uniti in armonia appagando le necessità di entrambi, per un lungo periodo, percorre ora le mie vene con la forza di spinta di un cuore ferito che sanguina che non accetta il rifiuto.
Rifiuto, nato da un malinteso da me provocato per un guizzo di gelosia e dal tuo carattere orgoglioso, duro, che non sa capire o non vuol comprendere (forse) per una condotta mutata.
Sei stata e lo sei ancora, la cosa più bella, che il destino ha voluto elargirmi.
Il sentimento che ho sempre provato e che continuo a nutrire per te, è limpido e puro, quelle oscene parole delle quali mi accusi, mi offendono.
Il bene che ho sempre dichiarato di provare per te, è sincero immenso, la gioia che provo al pensiero di te mi rende felice tanto da sentirmi in volo, intento ad accarezzare la tua immagine sempre presente impressa a carattere indelebili nella mia mente.
Consapevole di una improbabile tua decisione di ripensamento affidabile solo ad un miracolo, resto ardentemente speranzoso, affinché tu non debba nel tempo provare lo stesso dolore che mi tormenta di continuo.

   1 commenti     di: AGOSTINO


Recondida armonia

Eravamo preparati a puntino, per entrare al Teatro Goldoni in una piovosa sera d'inverno della prima metà degli anni settanta!

Il libretto dell'opera, io e mio fratello, lo conoscevamo tutto, grazie alle lezioni che nonno ci aveva impartito nelle settimane precedenti, perché altrimenti l'opera lirica è una noia mortale se non si conoscono gli avvenimenti che si narrano. Così ci aveva cantato e recitato tutte le parti dell'opera, tutti e tre gli atti della "Tosca".

Arrivammo con grande anticipo a teatro, perché, insomma, non avevamo biglietti di platea. Nonno conosceva un po' di gente nel teatro e, con un biglietto di galleria, o in piedi, si poteva accedere alla platea.
L'ingresso nel teatro è una bella esperienza specie se si è sotto i dieci anni. La sala illuminata, l'ovale della platea che ci abbracciava, sovrastata dall'enorme lucernario del soffitto della sala.
Tutto intorno i palchetti numerati, quattro ordini con il palco reale come chiave di volta.

Vestiti di tutto punto, come in occasione del matrimonio della zia. Diversi ma nello stesso stile, "Recondita armonia."
Pantaloni lunghi con abbottonatura alla marinara, cappottini Montgomery e camicia bianca. Due figurini "di bellezze diverse!"

Dopo la non breve attesa, ecco che si comincia. Come da copione in platea ci sono numerosi posti liberi, specie nelle prime file. Dopo aver atteso pazientemente in piedi, una volta iniziata l'opera, ci inserimmo con tempismo in quinta fila, dove si vedevano anche gli sputi del tenore che cantava.
"La chiave, la colonna ai piè della Madonna..." la scena inizialmente buia si illumina della sorpresa di due bimbi che per la prima volta assaporano i gesti e l'atmosfera del teatro.

L'ingresso di Scarpia ci fa un certo effetto. Di nero vestito, con voce bassa e convincente che ricordava i rimproveri ai bambini.
"Un tal baccano in chiesa?" Bel rispetto!"

La cattiveria del personaggio lo aveva, come si dice, preceduto e atterriva ancor di più. Si

[continua a leggere...]



Lettera a mio marito

Ti aspetto amore mio, il mattino quando mi vieni a salutare prima di andare al lavoro. Aspetto un tuo messaggio durante la mattinata e ti aspetto di nuovo dalle 11. 30. Aspetto con ansia che la porta si apra, che tu varca la soglia. Aspetto i racconti di cosa hai fatto distante da me. Ad un certo punto ad aspettarti c'è anche la tazzina con il caffè. Aspetto il tuo bacio e che le tue labbra si posino sulla fronte dei nostri figli. Ed eccomi ancora ad aspettarti, sono le 16. 00, sono le 17. 00, arriverà?! Aspetto i tuoi passi sulle scale dopo che la porta del garage si è chiusa. Ed eccoti qui con noi, ed è gioia. È sempre stato così, amora mio. Da quando ti conosco l'attesa per incontrarti è sempre stata piena d'emozione. Ricordo ancora quando d'inverno aprivo appena la finestra della mia stanza e tendevo l'orecchio per sentire la tua moto avvicinarsi, il cuore battava all'impazzata, e il campanello suonava.
I sentimenti di allora sono quelli di oggi. Questo oggi dove abbiamo riempito il nostro amore con la vita. Sul divano ora siamo in quattro e c'è un bambino che dice: "Papà Masiero... tanti auguri!" e una bimba che ti sorride se la guardi negli occhi. Penso che il nostro sentimento non poteva raggiungere perfezione più alta. E torno ad aspettarti, perchè in fondo il piacere è già nell'attesa che questo arrivi.
Tanti auguri amore mio.

   2 commenti     di: Chiara Zaupa


25 dicembre

... ho sognato di fare parte del patrimonio naturale dell'umanità... io, con tutte le mie carte.. sì, tutte queste cose.. queste scritte qui.. non è meraviglioso?
patrimonio naturale dell'umanità, non culturale, naturale.. come la foresta amazzonica, o il fondale di Sharm, o la catena dell'Himalaya.. che ne so?
forse significa qualcosa.. è pur vero che mi sto avviando alla mummificazione, ma.. le mummie fanno parte del patrimonio naturale o culturale?
quello che non ho capito è.. io, o le mie scartoffie? in ogni caso.. non è meraviglioso? tu, hai avuto un regalo più bello del mio? cioè di questo del patrimonio naturale..?



Scrivo

Scrivo del sole che abbaglia le tende.
Scrivo della madre che culla il fanciullo.
Scrivo della penna che solletica la carta e del poeta che canta l'amor per quella donna dagli occhi di ghiaccio.
Scrivo delle nonna e delle sue fiabe.
Descrivo le rughe, il ricciolo rosso.
Scrivo di lei che è donna divina.
Scrivo di me e della forza che ho saputo tirar fuori.
Scrivo di Ginevra, dell'amicizia e dei sorrisi consumati insieme.
Rinagrazio i libri, mia madre e mio padre.
Ringrazio Alberto, il cuore mio.



Brividi, brividi, brividi

ricordo quel brivido... magico!
io e lui seduti di fianco, sul battello che ci riporta alla citta'. dopo tutta una giornata di mare e di sole passata a corteggiarci con sguardi e rincorse e finalmente qualche parola in francese, stiamo lasciando la spiaggia con l'ultimo barcone. fingendo la casualita', abbiamo invece scelto di sederci vicini, anche per isolarci dal rumoroso gruppo di tedeschi che festeggia animatamente l'ultimo giorno di vacanza, che per noi e' invece il primo. sono simpatici, si', con i loro travestimenti da Tina Turner e cercano di rallegrare tutti i presenti (forse per mascherare invece la loro tristezza); ma... noi no, noi cerchiamo il silenzio e forse, senza nemmeno ammetterlo a noi stessi, quel poco di calma intimita' di cui abbiamo bisogno per tentare di conoscerci...
ma la comitiva e' sempre piu invadente e noi sempre piu vicini. a un tratto le nostre braccia che si sfiorano... sento un brivido... non mi allontano e nemmeno lui lo fa... sento la sue pelle che sfiora la mia... e invece di staccarci ci avviciniamo sempre di piu'... ora tutto il mio braccio destro contro il suo sinistro, ora le ginocchia si toccano e poi le gambe... brividi, brividi, brividi!... e finalmente un sorriso e qualche parola in piu'...
al porto mi dice VIENI, PRENDIAMO UN APERITIVO! non credo alle mie orecchie. lo seguo e finiamo al Montparnasse. e' un locale tipico, ma elegante, un po' sul liberty, che si affaccia sulla piccola Venezia. ordiniamo due cose uguali (non ricordo il nome, ma era un bianco corretto con dentro un ciliegione, una cosa buonissima!). davanti a noi un tramonto mozzafiato e come colonna sonora delicati brani di musica classica. ci guardiamo, ci studiamo, parliamo di tutto e di piu', anche se in una lingua che non e' la mia CHI SEI? COSA FAI? COME TI VA? passa anche Dio nei nostri discorsi... e poi E ADESSO CHE FAI? - VADO IN ALBERGO A CAMBIARMI E POI DA QUALCHE PARTE A CENA? - PERCHÈ NON CENIAMO INSIEME? di nuovo non ci credo, eppure lo ha

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: eurofederico



Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Autobiografico.