PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Racconti su avvenimenti e festività

Pagine: 1234... ultimatutte

Aisha 2 il fatto

Qualche mese fa, dopo avermi ”sfruguliato” per ore, per il cambiamento della mia vita (lui è stato il primo al quale ho raccontato di Francesca), Tonio mi fa :
- ”Senti Prof non so se potrai aiutarmi, ma ho bisogno di raccontarti una cosa, per la quale mi trovo un po’ incasinato” “Ahi Ahi” gli ho risposto, ”hai beccato una ragazza che ti ha finalmente riacceso il cuore? E poi sfotti me? Bastardo?! ”No, non è questo, c’è di mezzo una mia alunna, ma il problema è ”di molto” diverso e complesso (da che insegna in Toscana, talvolta ”la mi parla” come il Benigni!)
La storia è più o meno questa: Aisha è una mia alunna, quinto ginnasio, è nata in Italia da genitori tunisini, di religione islamica; ha sempre dichiarato ai compagni in classe che le origini della sua famiglia non le avevano mai creato problemi d’integrazione, nè mai le era stato imposto l’uso del velo (nonostante la madre lo portasse rigorosamente) quindi, di fatto, per nascita e per cultura lei si definisce italiana a tutto tondo (scherzando sul fatto di essere alquanto grassottella).
In classe ho altri 3 ragazzi ”stranieri”, una in particolare, nata anche lei in Italia da genitori misti, mamma russa e papà veneto, è un vero fenomeno, sia in capacità culturali che……fisiche! Ma lasciamo perdere.
Il fatto è che da un po’ di tempo vedo Aisha, come dire, assente? Preoccupata? Indifferente alle sollecitazioni sia mie che dei compagni di classe. Sai come sono fatto, sai che vedere qualcuno in ambasce mi provoca ansia, e allora sono stato lì a stuzzicarla, a blandirla a cercare di spezzare quest’aura di imbambolamento. Ma non ho ottenuto nulla, anzi, forse ho fatto peggio; ho fatto aggravare la sua posizione ”autistica”.
Ne ho parlato con i suoi amici; pare che nessuno se ne freghi più di tanto, ma, Olga, che in realtà si chiama Helogher, la ragazza con la madre russa, mi ha detto che forse è un problema fisico, forse Aisha si vede “

[continua a leggere...]

   3 commenti     di: luigi deluca


Aisha 5 nel baretto

Mercoledì ore 18, fa quasi caldo e l’odore del fiume che a sprazzi invade la terrazza della gelateria, mi ricorda gli anni vissuti sul Po, a Ferrara, ma l’odore dell’Arno va detto, è meno penetrante, più gradevole insomma, almeno oggi.
È andato tutto come previsto, alla sorpresa dell’incontro ”casuale”, sono seguite le chiacchiere di rito e adesso Cesca è seduta al tavolo con le ragazze e sembra un fuoco d’artificio.
Noi maschietti siamo alla balaustra a guardare il parco fluviale, una zanzara, un ricordo, un velo di nostalgia; però negli occhi di Tonio vedo un bagliore strano, il bastardo mi guarda e sogghigna come se stesse tramando qualcosa.
Io non gli do spago e finisce che è lui a sbottonarsi e mi fa:
-“Cesca, la tua piccola pulce, mi ha fatto leggere la lettera che ti ha dedicato,”
-”Quale?”- faccio io con malcelata indifferenza, - “fra noi è d’uso scriverci lettere pur vivendo insieme “.
“Quella dove ti annuncia l’arrivo di un erede, stronzo!, non fare finta di non capire, Cesca mi ha onorato delle sue confidenze perché sa che ti sono fratello, ed io ho apprezzato molto il suo gesto, e devo dire che addirittura mi ha ingelosito l’amore che questa ragazza porta per te, onestamente non so se la meriti davvero; sto scherzando, la meriti e come, vi meritate l’un l’altra, siete in sintonia come non ho mai visto nessuno prima, si prof, confesso di essere veramente geloso e invidioso di te, e comunque, congratulazioni, e sia ben chiaro, il padrino del nascituro, maschio o femmina che sia dovrò essere io o non ti guarderò più in faccia.
E così dicendo mi ha abbracciato ed io mi sono messo a piangere, poggiato alla sua spalla, e fra un singhiozzo e l’altro gli ho confessato tutte le mie paure, lo sgomento e al contempo la gioia per la gravidanza di Francesca, il terrore per non essere capace di gestire questa cosa meravigliosa e terribile insieme, insomma la mia normale, quotidiana, inad

[continua a leggere...]

   1 commenti     di: luigi deluca


I vecchi Borghi

Recentemente ho comprato il libro di I. Insolera "L'Italia fascista nelle fotografie dell'Istituto Luce" Parla degli scempi architettonici fatti da Mussolini su alcune parti di Roma. Mi sono commossa e uno alla volta mi sono venuti in mente i racconti di mia nonna sulla bellezza dei Borghi dove lei abitava da giovane. Li ho raccolti in un racconto intitolato "Ivecchi Borghi".

Questo è l'inizio: Verso la fine degli anni trenta il piccone mussoliniano si abbatté sulla famosa spina che formava i due vecchi borghi. Borgo Nuovo ovo e Borgo Vecchio. Da Piazza Pia. la lunga sequenza di palazzi, alcuni dei quali veri capolavori architettonici, correva dritta verso Piazza S. Pietro formando le due vie che sboccavano nella bellissima Piazza Rusticucci contornata da vecchi palazzi color ocra e frequentata da turisti e soprattutto dai residenti, i "borghiciani". Piazza Rusticucci era un gioiello, splendido per l'armonia in cui si componeva la varietà di volumi, superfici e colori. Sempre molto animata era la degna anticamera di S. Pietro sulla quale direttamente si apriva. Vi sostavano in permanenza le carrozzelle a cavallo guidate da vetturini
dalla lingua svelta, bonaccioni e scanzonati. Il ristorante Europeo che godeva meritatamente la fama di garantire una cucina ricca e rigorosamente romanesca,
era il luogo dove i borghiciani festeggiavano con memorabili pranzi feste religiose
e avvenimenti privati. Caffè e negozi di articoli religiosi si affacciavano discretamente e gioiosamente sulla piazza.
Il "genio" di Mussolini, abbattendo la spina, non compì soltanto uno scempio architettonico e urbanistico, ma anche uno scempio umano, disperdendo una comunità civile complessa ma aggregata, portatrice di pregiudizi ma anche di valori, ricca di molte virtù e di qualche vizio. Una comunità, comunque, molto vitale. I borghiciani si conoscevano tutti, direttamente o indirettamente. Erano capaci di grandi gesti di solidarietà ma non erano esenti da invidie

[continua a leggere...]



Il bel Danubio blu

[continua a leggere...]



Annie e Anna

Quasi tutti la chiamavano l'Americana. O Annina la matta.
Per pochi ancora restava semplicemente Annina.
Se ne andava in giro a tutte le ore, da sola, per le strade del paese, vestita in modo eccentrico e sempre con un cappello grigio in testa. Sempre lo stesso, estate e inverno, per quante estati e per quanti inverni visse ancora.
Era una donna di bell'aspetto e di bel portamento, nonostante i suoi settant'anni passati quasi tutti a spezzarsi la schiena sulla terra arida più dura della pietra dalla quale mieteva, insieme al marito e ai tre figli, allora tutti pelle e ossa, spighe di grano alte non più di un palmo, che sarebbero diventate pane scuro per tutta la famiglia.
Rimase vedova presto, Annina, e si vestì di nero. Mai cedette alle lusinghe di altri uomini perché nessuno era disposto a risposarsela con tutti i suoi tre figli. E quando si presentò don Alessio che prometteva "amore e avvenire ai tuoi figli pur di avere te", Annina si fissò sul finale delle parole del ricco pretendente e comprese in un baluginare rapido di pensieri che ai suoi figli sarebbe toccato sempre un secondo posto rispetto a lei a causa della sua bellezza di cui il riccone si era invaghito.
Fu un no deciso che le costò, unite agli enormi sacrifici che si preparava ad affrontare da sola, invidie e antipatie.
Ma che si permetteva di fare quella donna che non aveva neanche gli occhi per piangere!
Nessuno era riuscito a penetrare nel suo cuore puro, né lei si preoccupò mai di svelarsi e così avvenne che la sua profonda dignità passò per superbia. Da allora rigò dritta per la sua strada che diventava sempre più dura fino a quando Clementino, Nicola e Benedetto non si fecero, in mezzo agli stenti, giovani uomini pieni di salute e di forza.
Il primo si trovò una moglie tra le ragazze che lavoravano come lui la terra. Se la rimirava con gli occhi pieni di desiderio mentre erano tra i covoni di grano e nascondevano appena i loro tentativi maldestri di toccarsi le

[continua a leggere...]



ADDIO?

Quanto profondo é il tuo amore?
Devo veramente impararlo,
perché viviamo in un mondo di pazzi
che ci deprimono;
quando loro dovrebbero lasciarci stare,
noi apparteniamo a te e me
(r g)

Sto piangendo, quindi ho un attimo di difficoltà nello scrivere.
ADDIO? Significherebbe dimenticarti? Bruciare il tempo dedicato a te, prima allieva e
poi, si, anche qualcosa di più nel mio cuore?

Non sei la sola a fare “CAZZATE” piccolapulceCesca.
“TU QUOQUE FILI MI” mi direbbe l’Augusto, “SI DOMINE!” Sarebbe la mia risposta,
anche io ho fatto la “CAZZATA” mi sono innamorato di una delle mie Pulci, la più piccola,
la più tenera, la più triste, la più dolce, la più bella, la più TUTTO!!!!

Ho tradito almeno cento giuramenti di coerenza ed onestà e professionalità e civiltà ! Almeno cento volte mi sono imposto di non pensarti così e centouno volte mi sono tradito!
E cosa mi costi scriverti queste righe…. ma forse hai provato lo stesso dolore nello scrivermi le tue!
Allora c’è comunione di esperienze dolorose fra le nostre vite, c’è comunione di tormento,
di passione e di CORAGGIO, si Cesca, il tuo coraggio sarà anche il mio!

Va’, parti; allontanati dal dubbio, dal dolore, dall’incertezza dei sensi e della mente!
Va’, trova la ragione della tua vita, che sia valida ragione, che sia onesta ragione!
Va’, esprimi nell’arte che è in te, le tue passioni, le tue voglie, i tuoi sogni!

Ma, ma non dimenticare MAI, il tuo passato, l’orma dei tuoi passi sia eterna come i passi
del primo uomo sulla luna, ricorda di ricordare, ricorda di onorare col pensiero tutto quello che ti ha preceduto, compreso me, magari, se io sono servito, in un modo o nell’altro a farti trovare il CORAGGIO che anelavi!

Voglio ricantarti una poesia che per te ho composto :

Amarti perché sei bella, sarebbe banale,
amarti perché sei gentile e tenera
sarebbe già più naturale.

Amarti per quel modo che hai di camminare?
O p

[continua a leggere...]

   8 commenti     di: luigi deluca


Retired

Gli inglesi definiscono i pensionati "retired" e in effetti descrivono così il quasi ritiro dalla vita lavorativa e forse non è solo quel ritiro che caratterizza i pensionati.
Sono una pensionata molto attiva e coinvolta intellettualmente e culturalmente e in realtà non mi sentivo "retired". In questi ultimi due mesi però mi sono trovata a meditare ed ho scoperto che le mie gioie e dolori non sono più legate alla mai vita strettamente personale ma a quella degli altri e quindi è forse vero : sono ritirata.
Le incursioni di grandi novità nella vita quotidiana sono molto rare e assaporo con grande coinvolgimento gli annunci di prospettive nella vita di mia figlia, che invece è proiettata completamente al futuro e, giustamente interessata a sé stessa, pensa a costruire i mattoni della sua futura esistenza.
La mia vita di sessantenne in pensione è attenta alla salute, alla vita di relazione, agli eventi politici e sociali e invece non ci sono più turbamenti e pensieri sulle prospettive, mi trovo a vivere di riflesso quelle di mia figlia che di anni ne ha 26.
Così una grande gioia è stata l'annuncio del suo matrimonio, programmato per inizio giugno e non immaginato. Un matrimonio gestito completamente dalla giovane coppia sia nello svolgimento sia nella prospettiva di una lunga vita in comune. Un altro annuncio è stato il suo inserimento nel difficile mondo della ricerca, in una posizione di cosddetto post-doc, che ha previsto una partenza per un lungo stage in Polonia a partire dal mese di marzo. Per una organizzatrice come me non è rimasto che osservare l'evoluzione dai margini, cercando un appartamentino con l'aiuto della rete, immaginando le cose da comprare in loco e il contenuto delle valigie da ridurre al minimo indispensabile, i giri da fare a Varsavia sua nuova residenza per circa 10 mesi, valutare tutto per poi rimanere spettatrice di sue scelte completamente autonome e diverse dal mio immaginato.
L'ultimo annuncio è stato l'inserimento i

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Avvenimenti.