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Racconti sulla disabilità

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Andrete lontano insieme

Non capisco come possa essere successo. Guardavo sempre avanti e la meta, il mio traguardo, non sembrava distante ma ciò che avevo costruito improvvisamente è crollato su sé stesso.
Si lamentava sempre allo stesso modo Matteo e noi eravamo obbligati ad ascoltarlo. E oltre a essere frequenti, i suoi singhiozzi erano anche lunghi.
Ho forse corso troppo provando a vivere i miei sogni oppure la colpa è da attribuire alla cecità verso gli eventi presenti? Aiutatemi!
Continuava così da diversi giorni. Il motivo? Francesca. L'aveva conosciuta due settimane prima alla festa della Libertà e trascorse tutta la serata in sua compagnia. Poi erano usciti un paio di volte insieme. Al cinema, in discoteca, al pub, sembrava ci fossero i presupposti per iniziare una relazione seria. E poi, niente. Prima le solite scuse, "Esco già con un'amica", "Stasera sono stanca", "Ho mal di pancia", poi piano piano smise proprio di rispondere al telefono. E Matteo? Sembrava una fontana, versava lacrime in continuazione e ripeteva le sue lamentele.
Ci tenevi tanto a lei - gli chiesi.
Sì, per me è stata come una salvezza, un angelo. Era una situazione di merda, senza lavoro, litigi continui con i miei e molti dei miei amici che mi avevano voltato le spalle. Mi sentivo morto finche non conobbi Francesca, mi ha dato come una boccata d'aria e così ho ripreso a respirare. È diventata un sogno per me, per questo ero deciso di inseguirlo.
Chiaro. È un'azione nobile inseguirli, nessuno potrà mai venirti a dire che non sia giusto, e se lo faranno saà solo perché saranno diventati invidiosi di te. Non hai sbagliato niente, hai solo confuso l'approccio: invece che rincorrere i sogni, prendili per mano rendendoli reali. Vedrete, andrete lontano insieme.

   0 commenti     di: vasily biserov


Incontro ravvicinato 3 - la fine

Ho quarantacinque anni, sono veterinario libero professionista convenzionato con la mia provincia e sono un single di ritorno, nel senso che mi sono separato dopo venti anni di matrimonio. Lo sono ormai da circa tre anni, da quando mia figlia al suo diciottesimo anno ci invitò a sederci uno di fronte all'altra e con sorprendente schiettezza ci disse che non poteva più convivere in una famiglia più incasinata come la nostra, tra continui bisticci e rimbrotti, scenate, incomprensioni ed equivoci.
"Separatevi - ci disse - così posso stare indistintamente sia con l'uno che con l'atra senza dovermi più incavolare con tutti e due"
Detto fatto, mai consiglio fu seguito con maggiore celerità. Tre mesi dopo, la separazione ovviamente consensuale, due anni dopo il divorzio definitivo. Ora viviamo felicemente tutti e tre, io da solo con il mio disordine interiore ed esteriore, la mia ex con un nuovo compagno, un vecchio compagno di scuola dalla fiamma sopita e improvvisamente riaccesa e Giusy, la nostra bambina, che da più di un anno vive beatamente con un fidanzato di circa dieci anni più grande. In tutta questa situazione è l'unica cosa che non riesco a mandare giù, dieci anni mi sembrano francamente troppi, ma, contenta lei...
La cosa più straordinaria dopo il mio divorzio è che con la ex vivo in perfetta armonia, oggi siamo grandi amici, ci incontriamo quasi tutti i giorni, spesso facciamo colazione insieme, spettegoliamo sui nostri amici, spesso ceniamo anche insieme, ovviamente in tre, e ci interessiamo di nostra figlia come non lo abbiamo mai fatto in passato quando eravamo una famiglia.
Tonia, la mia ex moglie, è assistente sociale e si occupa principalmente delle famiglie che hanno figli disabili; lo fa in vari modi, promuovendo varie iniziative sociali coinvolgendo le autorità scolastiche e comunali, e spesso rompendo le scatole al sottoscritto, costringendomi a intervenire a noiosi incontri e dibattiti con personalità politiche e sociali.

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   8 commenti     di: Michele Rotunno


Vigliacco!

Di certo una persona ke nn fa nulla.
Non progredisce
Se io continuassi a scrivere con il cuore
Allora sarei un dio.
Ma gia solo la mia mente basta.

Ero sulla riva del mare...
Avevo 27 anni
Conoscete il proverbio cinese?
Stavo aspettando che il cadavre del mio nemico passasse.
Avevo fatto molto
Ma nn avevo continuato.
Mi sentivo inutile..
Anzi come se niente mi appartenesse..

Ero alla fabbrica..
Avevo un vibratore in mano.
Mia moglie mi aveva costretto a comprarlo perke non volevo piu fare lamore con lei..
La mia fissazione per la spiritualita mi stava portando a incanalare energia sessuale
Per sprigiornarla in estasi.
Bob mi chiamo.
Credo volesse cazzeggiare un po perke era mio amico...
Non ci provavo il piacere di quando ero bambino a giocare.
La mia armatura era rimasta.
Mi venivano ancora le ossessioni della violenza.
Ma credo che se avrei dato un pugno.
Un pezzo della mia anima si sarebbe rotto.
Mi sarei spaccato in tanti frammenti.
Ridemmo del piu e del meno.
Non ci provavo gusto volevo piangere.
Era assurdo che un uomo che rischi consapevolmente la sua vita non riceva nulla in cambio.
Usci dalla fabbrica
Stava piovendo..
Un cumolo di prostitute mi passo davanti.
Si spostavano in branchi.
Mi inginokkiai e kiesi una cosa a dio.
Avrei superato i miei limiti
Sarei andato vicino la morte
Ma ti prego fammi trovare una strada.
Sputai in faccia a una vekkietta
E gli diedi un pugno in faccia.
Non mi facevo neanke skifo per averlo fatto..
La mente mi diceva ah si! E facile prendersela con le vekkiette perche non te la sei presa con il tuo amico! Nn ne hai il coraggio!
E un altra parte diceva
La mente vuole sempre di piu fermati con questa idiozia.
Portai il vibratore a mia moglie.
E la guardai negli occhi.
Anche questo gesto nn deriva da una cosa che fluisce.
Ma era spezzettato.
Cosi come spingi una persona perke decidi di farlo senza alcun motivo.
Usci di nuovo di casa e presi a pugni all incirca altri 2 vekkietti e u

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   3 commenti     di: gianlu3295


Incontro ravvicinato 2

Giovedì, ventisei giugno. È da quando mi sono svegliato stamattina che questa data continua a torturarmi la mente, mi dice qualcosa ma che sia dannato se ricordo cosa. Spero che non sia qualche appuntamento di lavoro, non vorrei fare magre figure.
È mentre apro la porta dello studio che un improvviso squarcio nella mente mi fa ricordare che devo andare alla azienda di Giuliani per il controllo semestrale della porcilaia, un'operazione che viene fatta due volte l'anno quando, svuotata dai maiali cresciuti, questa va prima ripulita e poi disinfettata in attesa di essere riempita con i maialini per il secondo ciclo. Giuliani è proprietario della più grande azienda agricola di Montepiano e i suoi interessi spaziano dalla semplice agricoltura alla produzione e imbottigliamento di olio d'olivo e vino Aglianico. Possiede inoltre un allevamento di oltre cento mucche, un altro di circa duemila ovini e un altro ancora di milleduecento maiali, tutti convenzionati con la nostra regione e, per questo motivo, è sotto il mio diretto controllo in quanto veterinario provinciale.
L'azienda è ovviamente sparpagliata su circa un migliaio di ettari e i vari allevamenti sono distanti l'uno dall'altro. Il più lontano è proprio quello dei maiali, a circa otto chilometri dal paese e per arrivarci c'è una sola strada in terra battuta che m'impone di usare il mio vecchio Samurai, leggero e inarrestabile.
Mi godo il viaggio tra il vento che mi scompiglia i capelli, prima di partire l'ho scappottato, e proseguo distraendomi ad osservare la natura in pieno rigoglio che mi circonda. Ad un tratto mi fermo, sul ciglio della strada vedo un gelso rosso con i frutti maturi di cui molti già disseminati per terra. Mi viene voglia di raccoglierli ma desisto perché non sono attrezzato per farlo e non intendo affatto sporcarmi i vestiti con il succo rosso vermiglio, difficile poi da togliersi. Ma nulla mi impedisce di osservare bramoso la pianta. Lo sguardo oltrepassa l'albero per cadere su

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   7 commenti     di: Michele Rotunno


Immobile

L'enorme quercia secolare dominava la campagna. L'erba profumata ondeggiava alla leggera brezza, che scompigliava le foglie del grande albero, riccioli verdi e ribelli. Il cielo era terso, di un azzurro intenso, meraviglioso, da guardare per ore senza stancarsi, da guardare per sentirsi fortunati di far parte di questo universo. Emily era seduta sul manto erboso, la schiena poggiata al tronco rugoso della vecchia quercia. Stava leggendo un libro. I capelli, neri come le ali di un corvo, erano raccolti in una morbida treccia che le riposava dolcemente sul lato destro del petto. Ciocche più corte sfuggivano alla semplice acconciatura e le ricadevano sulla fronte e sulle guancie. Si muovevano dolcemente, imitando i fili d'erba al ritmo del melodico vento. Gli occhi azzurri, magnifici coriandoli di cielo, divoravano il libro, nutrendo il suo spirito. La leggera camicetta bianca che indossava, si gonfiava sull'addome, facendola sembrare una giovane donna in dolce attesa. Respirava lentamente, il seno che si abbassava e si alzava quasi impercettibilmente.
- Sapevo che ti avrei trovata qui. -
Emily alzò la testa di scatto, schermandosi gli occhi con una mano affusolata e candida. Sorrise.
- Perdonami.-
- Per cosa?-
- Non ti ho sentito arrivare.-
Il nuovo arrivato le si sedette accanto, sorridendo a sua volta.
- Non mi senti mai arrivare. O sono io che mi muovo silenziosamente, o sei talmente concentrata che non sentiresti neanche una bomba.-
- Quando leggo, entro in un altro mondo.-
- Cosa leggevi?-
Emily chiuse il libro, tenendo il segno con un dito tra le pagine. " Gente di Dublino", scritto in piccole ed eleganti lettere d'oro, ornava la copertina rosso scuro.
- Non male. -
La ragazza lo guardò per un istante. Anche lui aveva i capelli neri, ma i suoi occhi erano scuri e terribilmente profondi. Nascondevano un mondo al loro interno.
- Perché hai scelto questo libro?-
Emily non rispose subito. Era evidente perché avesse scelto proprio quel libro, anch

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   4 commenti     di: *Sunflower*


No c'è pietà

Dicono che l'hanno lasciata morire di fame e di sete,
che assurdità,
lei era morta diciassette anni fa.
Hanno cercato in ogni modo con prepotenza e con falsa pietà
di non lasciarla andare,
non farla più soffrire,
ne lei ne il genitore,
solo nostro Signore ha avuto un po' di pietà.
Hanno detto può ancora procreare,
come lo si può solo pensare,
che perfida fantasia,
è il colmo dell'ironia,
povera figlia mia.
In grande fretta hanno cercato di legiferare
pur di trattenere
quel corpo che ormai stava solo a vegetare,
ed a marcire,
lo hanno fatto per far vedere
che possono comandare,
ma questo non vuole dire un popolo saper governare,
questa è sopraffazione ed al potere solo pensare.
Non mi vengano poi a dire
che tutti i cattolici erano a favore,
statistiche alla mano, eccole qua,
era già molto se come loro la pensavano una metà.
In queste cose ci sono passato col genitore
che mi ha pregato, manda via quel dottore,
in pace voglio morire
è troppo forte il mio dolore.
Così ho fatto, anche se con la morte nel cuore.
Parlano e parlano in tanti per sentito dire
ma queste cose solo chi le ha provate le può capire
e che strazio quello scempio doloroso
giorno dopo giorno dover vedere.
Un conto è dire siamo sempre pronti ad aiutare
ed accudire
senza capire
che non possono loro provare
la stessa sofferenza di un figlio o di un genitore.
Vi prego quando è così meglio lasciarli andare
e non costringerli ad ingurgitare
cibo e medicine per farlo assimilare.
Che sia nostro Signore a giudicare.
Lui che ha pietà
e non come tante persone in questo caso
che tanto hanno fatto solo per apparire
non rispettando il vero dolore.



Emanuele riconquista il suo tempo

Emanuele ha ora undici anni. Alla sua prima vaccinazione obbligatoria, a pochissimi mesi di età, ha cominciato ad avere il corpicino sconquassato da attacchi epilettici.
Inizialmente il tutto si scatenava in concomitanza di episodi febbrili ma poi in momenti inaspettati, senza pace.
Anni di ospedali, indagini mediche, cure inefficaci e continuava a "perdere il tempo".
" Tornava" dalle battaglie elettriche dei suoi neuroni tramortito, per poi essere caricato a mille, inquieto, sempre in movimento.
Seguito da genitori attenti finalmente due anni fa... Siena! Solo qui l'equipe medica ha saputo trovare la strada giusta e da allora Emanuele ne ha fatto di conquiste!
Ha ancora difficoltà nel linguaggio ma riesce in alcune cose dove io stessa avrei problemi.
Ieri è stato in ospedale per un intervento chirurgico, anche se piccolo, ma il suo paventato risveglio è stato una sorpresa per la mamma e me accanto a lui.
Avrei voluto scappare per non vederlo soffrire ma non ho potuto ed egli è stato quasi quieto, meravigliandoci. Io fra me e me..."cosa può essere stato anche un intervento chirurgico per chi è abituato a soffrire da sempre?!".
Ha ricevuto tra le altre anche la telefonata della sua insegnante di sostegno dello scorso anno e con gli occhi pieni di gioia le ha urlato: " maestraa!".
Riesce a memorizzare tantissimo, a scrivere col computer ma non con la penna e... qualcuno ha deciso che con la quinta elementare deve finire il suo percorso scolastico. Non ci sono soldi per insegnanti di sostegno.
Che mondo è questo che toglie un contesto importantissimo per la crescita di un cucciolo di uomo? Ma Emanuele è circondato d'amore, dà amore e continua a riconquistare il tempo perduto, comunque.

   2 commenti     di: Chira



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