PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Racconti drammatici

Pagine: 1234... ultima

Due parti di un pensiero solo

-"Ciao!", aveva appena salutato le sue amiche, dopo aver trascorso una mattinata con loro; insolita, diversa, in cui dopo anni di rifiuto premeditato, era tornato in quel luogo, origine e causa di liberazione di tutti i pensieri. Prese le sue cose e salutate le amiche si diresse a casa; le poggiò a terra in cerca della chiave, l'oggetto fondamentale per salutare i raggi di un sole pomeridiano che avrebbe incontrato nuovamente l'indomani. Aprì la porta, sali le scale, giunse all'ingresso, pulì i piedi, lasciando tracce del luogo in cui era stato ed esclamò - "Eccomi". Sull'uscio della porta, un'ombra; era sua madre, come al solito intenta a posare un libro nella sua immensa collezione e pronta a ingurgitarne un altro non appena trovato un po' di tempo libero per sè. Esordi con un -"non ti spaventare, ma non abbiamo notizie da questa mattina, non ti abbiamo detto nulla per non rovinarti la giornata". Probabilmente il suo viso assunse un volto tetro rispetto a ciò che la sua mente formulava, "un sonoro, non m'interessa qualunque cosa sia" e lei si senti in obbligo di continuare, raccogliendo tutta la sua calma e continuando a raccontargli quel poco che aveva saputo sul suo conto. S'incamminò nella sua stanza, posò tutto il suo bagaglio, adagiò il cellulare sul letto e giunto nel bagno si specchiò per constatare con i suoi stessi occhi il suo sguardo. Era regolare, come sempre, solcato da quei segni indelebili di chi non dormiva bene oramai da tempo. E un nuovo pensiero penetrò nella sua testa: "com'era possibile nascondere due personalità al proprio interno e non riuscire a trasmettere con tono ciò che la sua indole più intima mostrava all'occhio altrui". Tolse lo sguardo, si denudò e si diresse alla doccia, sperando che l'acqua purificasse il suo corpo eliminando l'entità che lo aveva tradito poco prima.

Fine prima parte

   3 commenti     di: Felice Scala


GIULIA 4 Il Feeling

Che facesse caldo o che fosse inverno, abbiamo trascorso infinite ore a chiacchierare; ho, raccontando a Giulia la mia vita, descritto mezzo secolo di storia; poi, logorroico come sono, le ho parlato di tutto, e raccontandole di studio, libri, film, sogni politici e civili, ne ho fatto un piccolo mostro.
Non che Giulia fosse da meno, in solo tre anni, nei quali ha stracciato tutti i compagni nel conseguire la licenza media, è riuscita ad interessarsi a tantissime cose.
Io mi chiedevo, come fa una bambina con un handicap così devastante ad essere così assetata di vita? Giulia cresceva, esile, al limite della magrezza, alta, capelli neri portati sempre cortissimi, quasi alla paggetto, volto spigoloso sul quale risplendevano, ancorché spenti, due incantevoli occhi color grigio azzurro, un colore così raro e stupefacente, così in contrasto con i suoi caratteri fisici da farla sembrare una extraterrestre.
E probabilmente lo era, sicuramente lo era per il suo grado di civiltà, cultura e disponibilità.
I miei anni, trascorsi in funzione della mia amicizia con Giulia, sono stati, di fatto, una vera sintonia con una persona, un parlare liberamente, un passare in un attimo dal serio filosofico esistenziale al pettegolezzo più becero, senza vergogna, senza cerimonie.
Sentirsi liberi da falsi atteggiamenti di riserbo, lo so, è raro, se non addirittura impossibile in questa società di simulacri televisivi, di divismo corrotto e pornografia imperante, però con Giulia ci sono riuscito, ci siamo riusciti, e allora giù a parlare d’ogni cosa e una mattina, mi disse che ”stava per diventare donna”, assistita ed amorevolmente consigliata dalla signora Anna, una delle ”balie” dell’Istituto, Giulia affrontò una nuova prova della sua vita.
Vinto in pochi attimi il comprensibile imbarazzo, promisi a Giulia che mi sarei documentato e le avrei dato tutta la conoscenza possibile. Mi rivolsi a Carla, una amica con la a maiuscola, e lei mi fece en

[continua a leggere...]

   9 commenti     di: luigi deluca


La Botola. Prima parte

Mi chiamo Emilio e non sono una gran brava persona, almeno così la raccontano. Amo la natura, tutte le cose belle del Creato e, anche, i miei consimili. La Dea Bendata, deve avermi scambiato per qualcun'altro, visto che, ogni tanto, sbaglia bersaglio. La solita vita di lavoro, sacrifici e fregature, ma veniamo ai fatti. Nel settantanove, i miei risparmi finirono nelle mani di un Leguleio, che mi fece entrare in possesso di sessantadue ettari di pietraie. In cambio, mi spogliò di ogni mio altro avere, riducendomi sul lastrico. Cosa potevo mai fare con quella sterminata sassolaia? Nella migliore delle ipotesi... prendermela con la mia dabbenaggine. Nemmeno gli ovini sapevano trarre profitto dai radi arbusti e dall'erba macilenta. In compenso, reddito agrario e reddito dominicale andavano inseriti nella dichiarazione del 740. Negli anni che seguirono tirai la carretta, mentre gli eventi della vita seguivano il loro corso. Ci incrociammo nel 96, allorché il mio possedimento fu inserito nel Piano Regolatore Generale. Lo smottamento della Pedemontana aveva costretto gli Uffici Tecnici ad una scelta obbligata. Espropriarono alcuni ettari della Proprietà : Strada, Complesso scolastico, Edilizia agevolata, Verde pubblico, Caserma dei Carabinieri, Campo sportivo ed altro. Il resto attirò l'attenzione degli Speculatori e degli Imprenditori. Un fiume di danaro che si riversò anche nelle mie tasche. Trentasette miliardi delle vecchie lire, non erano una bazzecola.
Niente più code alla banca o alla posta, anzi inchini e tappeti srotolati. Nel duemila, mi ritrovai con una bella casa, giardino e ( dispiace questo termine) Servitù. Memore dei soprusi e angherie subite nella vita lavorativa, decisi di trattare i miei collaboratori, con i guanti bianchi. Una villetta, dotata di ogni comfort, tutta per loro, stipendi superiori alla media, orari di lavoro inferiori a quelli dei Docenti e piccole regalie. Un sistema di video-sorveglianza miniaturizzato e invisibile mi permetteva

[continua a leggere...]

   6 commenti     di: oissela


L'ultimo contratto

Un tempo schifoso.
Piove a dirotto da un pezzo ormai e sembra non voler smettere tanto presto.
L'ululare del vento fischia nelle orecchie in modo estremamente fastidioso.
C'è da sperare che tutto questo casino non si trasformi in un fottuto uragano. Non sarebbe certo una cosa fuori dal comune di questi tempi e da queste parti.
Los Angeles è una città che sembri amare la collezione di disastri naturali ed io invece sono una persona tranquilla.
Già il volo in aereo ha fatto schifo. Una prima classe da dimenticare; solo tre ore ma gli ultimi quaranta minuti sono stati davvero tremendi. Vuoti d'aria e turbolenze a non finire, per non parlare dei fulmini che ci sfioravano pericolosamente. Ed ancora più irritante era la voce del comandante che si ostinava a ripetere che tutto andava bene e le hostess con i loro sorrisi finti che erano sempre attaccate al culo dei passeggeri, chiedendo se avessero bisogno di qualcosa.
Non c'è niente da fare: volare non è proprio roba per me. Ho sempre preferito e sempre preferirò la macchina per viaggiare, anche se questa volta era necessario fare un'eccezione. I tempi erano stretti e se non fossi arrivato qui repentinamente l'uccellino avrebbe preso il volo un'altra volta; gli è riuscito piuttosto bene negli ultimi mesi, devo ammetterlo. Per essere un pensionato ha dimostrato molta più grinta di quanto tutti ci aspettassimo da lui, ma adesso la sua libera uscita è terminata. Dovrebbe rientrare a momenti.
Mi dispiace di aver bagnato la moquette, ma non potevo davvero aspettarlo fuori, rischiando di prendere una polmonite o morire affogato. Il divano è decisamente molto comodo... quello che ci voleva per rilassarsi dopo un viaggio del genere e dopo essermi inzuppato sul vialetto di casa e mentre forzavo la serratura.
Il tempo sembra scorrere più lentamente in questo soggiorno... il silenzio è rotto solo dalla pioggia che picchia contro le finestre e dal monotono ticchettio della pendola vicino alla cucina.
Verrebbe vo

[continua a leggere...]



GIULIA 1 Presentazione parte II

Nessuno mai si premurò di indagare su di un fatto così apparentemente strano e inusuale, anche perché, contemporaneamente, Giulia cominciò a perdere l’uso della vista.

C’è invero tutta una letteratura scientifica che spiega come una piccolissima anomalia genetica, possa inevitabilmente condurre alla cecità totale, una persona altrimenti perfettamente sana; il fatto è, che, per il momento almeno, non c’è via di scampo né possibilità di guarigione, e Giulia a neanche quattro anni, restò al buio, per il resto dei suoi giorni.

Ci sono cose che si accettano, magari dopo un macerante percorso di dolore, ed altre che invece si rifiutano in toto, la mamma di Giulia dopo aver percorso il calvario di medici, ospedali, specialisti omeopati, santoni guaritori, viaggio ed immersione nelle “sante” acque di Lourdes, crollò; “astenia depressiva” fu la diagnosi, e le conseguenze furono, in questo ordine: rottura dei rapporti affettivi col marito e conseguente separazione, allontanamento dalla città, o meglio “fuga”, con ritorno a casa della vecchia madre, in un piccolo borgo del Salernitano; perdita del lavoro. Ed ora è lì, in campagna, in perenne stato vegetativo, accudita dai vecchi parenti come fosse una neonata, incapace perfino di nutrirsi.
Non che al padre sia andata molto meglio, perso l’aiuto economico dello stipendio della compagna, ha dovuto cedere l’appartamento ad una coppia subentrante, sia fra le mura di casa che nel mutuo; ha accettato, su consiglio del primario dell’Ospedale Civile che la piccolina venisse portata in una struttura per nonvedenti ( si, perché non sono ciechi, bensì nonvedenti!) ha poi, accettato dalla sua azienda, un trasferimento a Napoli, dove avrebbe potuto rimanere, se non altro, più vicino alla sua Giulia.

continua...

   8 commenti     di: luigi deluca


La Leggenda della Settima Figlia

Carpino, provincia di Foggia.

Questa è una storia vera, che riporto così come mi è stata raccontata.

Viveva in un grande appartamento al secondo piano un vecchio molto ricco, ex ufficiale dell'esercito durante la Grande Guerra.
Era il 1955, e ormai si avvicinava ai 90 anni. Semi-invalido, passava le giornate a letto. Due persone di servizio andavano da lui ogni mattina alle 8, per prestare servizio fino alle 19, ora in cui andava a dormire nel grande letto di legno scuro.

Il palazzo era completamente disabitato, a parte il suo appartamento. Gli altri locali completamente vuoti davano allo stabile un aspetto fatiscente. Anche l'appartamento del vecchio ufficiale era fatiscente. I muri antichi trasudavano umidità secolare e ormai scrostati avevano assunto un colore grigiastro. I pesanti mobili, segno di antica ricchezza, ormai corrosi dal tempo. Nonostante questo, si diceva in paese che gli antichi armadi conservassero soldi, gioielli, ricchezze inaudite di paesi lontani.
Nell'intrico di vicoli bui che si arrampicavano sulla collina le persone pensavano a questo, quando passavano sotto casa sua, guardando la finestra sempre aperta al secondo piano.

Ed è così che in quei tempi bui sette sorelle, la più piccola 16 anni, la più grande 25, decisero di derubarlo.
Una notte di agosto camminarono in silenzio lungo i vicoli, salendo scalinate, attraversando angoli bui e arrivando finalmente sotto la porta del palazzo.
Sapevano che la servitù era già stata congedata.

Non si sa in che modo entrarono nell'appartamento, forse arrampicandosi e sfruttando una finestra aperta per la calura estiva, o se semplicemente forzarono la porta.
Fatto sta che entrarono nella camera dell'ex ufficiale, svegliarono il vecchio, lo buttarono giù dal letto e, prendendolo a calci, lo costrinsero a strisciare verso l'armadio dove teneva i suoi averi. Aprirono ante, svuotarono cassetti, presero con ingordigia tutto ciò che trovarono. Stavano uscendo, quando la più picc

[continua a leggere...]

   1 commenti     di: paolo molteni


oNLy iF YoU bELiEvE iT WiLL hAPPeN<<

L’osserva, semplicemente. Tutto ciò gli basta per stare bene. Assapora a pieno l’odore che emana il corpo della bella ragazza che ha al suo fianco:i capelli che ancora sanno di shampoo alla pesca, confuso con il profumo fruttato che ha indosso. Avverte il suo dolce respiro sulla pelle.. D’un tratto, il ritmo dei respiri diventa irregolare, a volte profondo ed altre quasi rimanendo in apnea. Il bel manager sorride, la bella testolina bionda starà sognando. Nel silenzio della camera, s’avverte il suono di un pianoforte in lontananza. Con le forti mani, percorre il corpo della bella biondina.. Le bacia dolcemente la guancia, impaurito di poter provocarle ancora dolore.. Sospira a fondo, il bel biondino, pensa a quanto.. beh.. a quanto sia contento. Anzi:contentissimo. Eppure, quella contentezza sembra voler sfociare nella più cupa delle tristezze:stanotte, una ragazza ha regalato il suo amore ad un uomo che, di questo sentimento, se ne ricorda solo lo spelling. Stanotte, una piccola stella ha regalato piacere ad una stella cometa. Proprio come quando le stelle più giovani vengono inghiottite, in tutta la loro luce, da una potente supernova:provano dolore, distrutte nella loro integrità, per regalare superficiale felicità ad un’altra, che senza scrupolo trarrà piacere dall’essersene impossessata. Stanotte.. beh.. stanotte, mr. James ha vissuto. Sente il cuore collassare su se stesso ogni quanto la piccola biondina stringe inconsciamente il suo corpo, catturata da un dolce sogno. Dunk si avvicina all’orecchio della bella. Dolcemente, quasi impercettibile, inizia a cantarle una dolce canzone. La sussurra, immedesimandosi come mai. Canta sensualmente, con gli occhi persi nel vuoto. E stranamente lucidi. Ogni tanto, il suo dolce canto viene smorzato da uno strano magone. Lascia all’immaginazione della piccola l’ultima parte del brano, e si stende su di un fianco a riflettere. Una piccola lacrima riga trasversalmente il volto del bel manager:la lascia scendere giù, senza preoccupars

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultima



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Drammatico.