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Racconti fantastici

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Deus ex machina

La tecnica non come volontà di potere bensì necessità per nutrire nuove macchine con vecchie macchine, alcune macchine con altre macchine. La tecnica non come sinonimo di ferocità bensì di vita migliore per chi è predestinato a tale destino.
In questo luogo non esistono domande fondamentali sulla vita perché non esiste vita di nessun genere in questa dimensione. In questo posto non esiste il tempo come variabile bensì come costante.
Qui, nessuno nasce, cresce e muore. Qui, si crea, si usa e si distrugge. Qui, una macchina non può mai diventare la macchina, l'eroe per qualcosa e/o per altre macchine. Non esistono vittorie e sconfitte. Non esistono sentimenti di nessun genere. Comprendi che in questo luogo non esistono motivi per lottare, per "vivere" per un scopo ultimo bensì è cosa gradita essere usati fino a quando ogni più piccolo componente possa essere utilizzato per la creazione di altre macchine.
La monarchia non esiste, la democrazia non esiste, i ricchi non esistono, i poveri non esistono. Non esiste l'intelligente, lo stupido, lo stolto, il saggio, il maniaco, il nobile, il plebeo, l'eroe, il vigliacco, la legge, l'ingiustizia, l'umiliazione, la guerra, il combattente, il morto, lo scienziato, il ribelle.
In questo posto, sconosciuto a tutti gli esseri viventi, non esiste male e bene.
Non esistono religioni e fedeli di qualcosa o per qualche macchina illuminata esistita precedentemente. I diritti non esistono. Non esistono privilegi. Non esistono obiezioni. Non esiste sopravvivenza per nessuna macchina quando è l'ora della sua demolizione.
Le macchine sono create perché completamente differenti da qualsiasi cosa esistente al di fuori del loro spazio. Essi sono unici.
Le macchine non hanno nessuna minaccia interna ed esterna.
Le macchine esistono per sempre ed è per questo motivo che il tempo non ha significato ed è per questo che non saranno mai distrutte totalmente.
Le loro origini non appartengono al caos, al caso, alla

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   1 commenti     di: Aurelio Greco


Il mare ritorna

Ho sognato di andare al mare ed appena arrivato, l'ho visto lentamente ritirarsi e lasciare solo sabbia al suo posto... poi una voce dal tono profondo all'improvviso dice: "basta, non meritate più il piacere delle mie onde, del dolce cullarvi con il mio movimento, immergervi per guardare le mie meraviglie sommerse, avete profanato ed inquinato troppo la mia esistenza, mi ritiro e vi lascio ciò che meritate:sabbia solo un'arida distesa di sabbia!" Incredulità, sgomento e per qualcuno paura sono i sentimenti che assalgono tutti i presenti all'evento, il silenzio viene rotto solo dal pianto di tutti i bambini presenti, allora grido dalla parte dove prima c'era il mare "cosa dobbiamo fare per farti tornare?"Nessuna risposta, solo vento e sabbia, mi avvicino dove prima arrivavano le onde e vedo un oggetto, lo raccolgo e lo mostro a tutti i presenti, è un palloncino colorato ed allora ho un'intuizione sul segnale che il mare ci ha lasciato, i palloncini li usano i bambini per giocare, qui tutti loro stanno piangendo se costruiamo delle mongolfiere dicendo loro che è un gioco e li convinciamo a salirvi sopra quando raggiungeranno la parte opposta potranno scendere e chiedere a mare di tornare! La maggioranza dei presenti mormora commenti negativi, qualcuno avvicina il dito indice alla tempia per farmi capire che sono matto, ma accade una cosa sensazionale, tutti i bambini, nessuno escluso mi circondano e mi chiedono urlando, saltando tirandomi per le braccia, come si costruisce una mongolfiera? Non lo so gli rispondo ma dobbiamo provare a farlo, a quel punto qualche genitore, fratelli e sorelle più grandi si avvicinano e cominciano a prendere sul serio l'idea. Siamo in tanti ognuno di noi può essere utile, cerchiamo e troviamo quello che serve per costruire più mongolfiere possibile e qualcuno che sa governarle per accompagnare i bambini, nel giro di pochi minuti la spiaggia si svuota e tutti partono alla ricerca del necessario per riavere il mare. Non so quanto tem

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   4 commenti     di: leopoldo


Dove sono?

Questa era l’unica domanda che riuscivo a formulare con chiarezza nella mia mente. Non era molto, certo, ma era comunque un punto di partenza.
Cominciamo con le cose semplici: proviamo ad aprire gli occhi…
Mossi le palpebre, pesanti come il piombo, e dopo alcuni istanti un’immagine sfuocata cominciò a delinearsi di fronte a me.
Era buio… confortante, no?!?
Ma non proprio buio assoluto, tanto che potevo distinguere alcuni punti luminosi davanti ai miei occhi, in lontananza.
“Sono stelle!” sentenziai “Devo essere all’aperto, allora… e sdraiato sulla schiena.”
Lentamente la mia coscienza stava riprendendo il sopravvento e potevo ricominciare a controllare il mio corpo.
Provai a spostare il braccio destro, per fare leva e sollevarmi a sedere, ma questo ancora non ne voleva sapere di muoversi al mio comando. Tutto quello che riuscii a fargli fare fu un leggero tremolio incontrollato.
Richiusi gli occhi e persi coscienza per qualche tempo. Se fossero passati minuti, ore o giorni non avrei saputo dirlo, ma quando riaprii gli occhi era ancora buio.
Le stelle sopra di me brillavano fra alcune macchie scure che pensai fossero nuvole. Raccolsi tutte le mie forze e mi concentrai sui movimenti che avrei dovuto compiere per togliermi da quella fastidiosa situazione di stallo, poi in rapida successione mossi il braccio e con sufficiente forza lo usai come leva per girarmi parzialmente su di un fianco. Guadagnata la posizione seduta, riuscii a muovere le gambe fino a puntare un ginocchio a terra e infine (non ci avrei mai sperato in quella situazione) mi alzai.
Mi tastai le braccia per assicurarmi di non avere ferite o dolori, poi esaminai la testa e l’addome e infine le gambe, ma a parte un generale stato di confusione, mi rassicurai nel constatare di non avere nulla di rotto, o così pareva. Nulla tranne un ronzio che persisteva ancora nella mia testa e che stavo cercando di eliminare per riacquistare il pieno controllo di me stesso.
Cosa era suc

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   1 commenti     di: Fabrizio Piazza


Cronaca del domani

Viaggiavo con un amico in autostrada, guidando veloce e controllando nel contempo la posizione della macchina sul Navigatore, strumento utilissimo, quando serve, del tutto inutile quando si viaggia di routine su percorsi noti.
Ad un tratto il Navigatore dice, con voce di donna autoritaria: -Gira a sinistra!- Siamo in pieno rettilineo, cosa vuole questa, spingermi al suicidio? Tiro dritto scuotendo la testa e il Navigatore dice: -Prosegui su questa strada- e va bene, penso, ha preso atto della mia decisione.
Dopo un poco: -Esci alla prima uscita!- Ma come! La destinazione prefissata è distante almeno 30 Km! Vuole mica mandarmi in mare?
Mi sta nascendo il dubbio che, a furia di creare macchine con software intelligenti, queste abbiano deciso di liberarsi di noi, mandandoci a sbattere contro i guard-rails o facendoci tuffare direttamente in mare, oppure spingendo a perderci nella sterminata Maremma.
Il Navigatore è collegato ad un satellite via GPS, per cui il rischio di errore è quasi nullo, eppure succede.
Immagino il dialogo tra Navigatore e satellite, credo che si svolgerebbe più o meno così:
Navigatore: -Questo cretino ha sbagliato strada, per piacere Satellitino mio, guarda un poco dove cacchio è finito, sto scemo-.
Satellite: -Si mia cara, sempre ai tuoi ordini, vediamo, mi sa che vuole portarti nel bosco, anche lo scemo sarà turbato dalla tua voce sexy, eheheh!-
Navigatore: -Ma dai, cosa dici! Mi fai arrossire! Finisce che sullo schermo le autostrade hanno lo stesso colore delle provinciali!-
Satellite: -Tesoro, con quella voce mi fai venire i pensieri più erotici!-
Navigatore: -Su, su, ora dobbiamo lavorare, abbiamo tempo, quando lo scemo si chiude in casa, la sera-;
Satellite: -Si, hai ragione, scusami. Allora: lo scemo si è distratto, devi farlo tornare indietro fino alla prima uscita-
Navigatore: -Fare inversione a U-
Navigatore: -Continua ad andare dritto! Cosa devo fare per fermarlo?-
Satellite: -Ma mandalo a sbattere da qualche p

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Film afrosidiaci

"Si Pinky, all'inizio fù anche il fuoco. Ti ricordi quel fulmine che prese in pieno una parabolica e, come dice il libro di storia che abbiamo visualizzato per studio, contemporaneamente insieme, ci fù la prima fiammata, che l'uomo geneticamente modificato di neanderthal, se la mangio' per riprender vigore. E quello era un elemento primordiale. Come l'acqua, altro elemento che ti ho fatto vedere ieri, a video, che fa tutte quelle bollicine, e quei pesci che ci vivono dentro, che uno mangia l'altro. E quell'alga che ha mangiato quello squalo. E poi la terra, ah la terra! Non ricordo più cos'e', comunque anche la terra, era un elemento. E infine l'aria. Che come sai serviva a tutti gli esseri terrestri, animali e vegetali, a vivere, in un'ecosistema già in crisi... Pinky, ehi Pinky. Si va bene, domani ti parlerò dell'elemento amore-odio che ci mantiene ancora in vita, come entità quasi come virtuali, in questo spazio infinito".
Fu cosi che l'entità madre dette un bacio all'entità figlio, ora che si era addormentato, in quell'istante anche lei era stanca.
Click.
Amore, che film meraviglioso. Mi è venuta voglia di fare l'amore.
Certo cara... ero sicuro del suo effetto. Questi film afrodisiaci a sconto, sono fenomenali, (bacio) vero?
Vero (bacio)... vero!

   2 commenti     di: Raffaele Arena


Andò così!

Anno 16740 A. N. (avanti Noè)

Katzomolok, la sua compagna Fijasekka e il loro piccolo Rinkotodo
decidono di partire per una vacanza,
è 2 fantastilioni d'anni luce che non evadono un pò.
La loro meta è la cintura di Kuiper,
non è molto lontana, 2 anni luce poco più,
il viaggio sarà comodo, loro sono Ornitorinkoniani
e passerà presto lì vicino la cometa di Oort,
che se presa a tempo li condurrà placidamente alla meta.
Preparato lo stretto necessario la famigliola parte.

Panorami stupendi,
la galassia Kittenkiuma, con 3 soli,
il Duoverso di Sik Cilia, pianeti silenti, omertosi,
un sole ma grande come Kitten, caldissimo e vitale,
la stella Kaspiterina con le sue 2 lune sempre piene, Doche e Kiappana.
Il viaggio rilassante prevede una tappa fissata dall'agenzia Allahnc'è
nel posto più ludico e lussurioso che esiste, il Buco Nero "Hjlton Jon".

Fermatisi per la notte la coppia si diverte a Buddhanc'è,
il maestoso parco divertimenti.
Girano intorno a stelle sui Kalcinkiù,
tirano meteore contro code di comete,
vincono 2 piccoli animaletti tirando cerchietti intorno un pianeta,
credo si chiamasse Saturno.

Fijasekka prima di riprendere il viaggio litigò aspramente col compagno Katzomolok,
perchè il loro figliolo non voleva saperne di lasciare quei 2 stupidi animaletti.
Non sentiva ragioni,
che tanto nel viaggio non sarebbero durati,
che sarebbero morti subito,
che era meglio per loro lasciarli nel Buco Nero...
Si sa come sono i bimbi Ornitorinkoniani... testardi!

Poco prima della partenza comunque, convinto dal papà,
Rinkotodo si convinse d'abbandonare i 2 esserini,
ma in accordo col genitore li avrebbe nascosti dove voleva lui.

Affittò un Cimettunkaz, mezzo velocissimo,
portò i 2 cuccioli in un pianeta lì vicino e disse
< Piccoli, qui nessuno vi scoprirà, fra qualche anno luce, se riesco, torno a giocare con voi >.

Li baciò teneramente, con affetto fanciullesco... e li salutò...
< Ciao Adamo, cia

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Il ladro di sogni

questa volta non raccontero' la trama del mio libro, questa volta ho deciso di raccontarvi come è nato il mio libro. e' dal 2010 che cerco una storia interessante da pubblicare e finalmente nell estate 2014 è arrivata. ero a casa a mangiare come sempre, era quasi mezzanotte e stavo vedendo un film che ora non ricordo il nome, ma non è importante. quel film mi ha dato l'ispirazione per il mio libro. il libro si intitola il ladro di sogni, ora vi riportero' i 16 capitoli

1. il lago
2. sofia
3. demetria
4. donatella
5. il varco
6. gnomi, folletti e fate
7. il ladro di sogni
8. il labirinto dei ricordi
9. il giardino dei desideri
10. il ponte delle 3 ombre
11. il castello
12. il mio nome è josen!
13. la regina
14. baratto
15. ritorno nella realtà
16. i sogni diventano realtà

   2 commenti     di: gianluca



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