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Racconti fantastici

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Elogio del corpo

La religione cattolica, specie in passato ha svalutato l'importanza del corpo assertion che l'essenza dell'uomo è da ricercarsi nello spirito, nell'anima. Oggigiorno, tuttavia numerosi teologi concordano nell'affermare che anima e corpo sono due aspetti di una stessa realtà ed invitano ad affidarsi di più al corpo.
Del corpo ci si può fidare. Fa atto di presenza alle riunioni, inoltre fa bella figura in giacca sportiva e torna comodo ( è l'unico modo) quando ci si vuol dare una grattatina.
Provate a partecipare ad una riunione senza corpo, per quanto possiate partecipare e stare attenti, quelli vi segneranno assenti. E dopo tre assenze...
Bisogna rispettare il proprio corpo. Io lo rispetto sempre, anche se lui invece, a volte, se ne va per i fatti suoi e manco mi saluta. Consapevole della sua superiorità mi ignora, finge di non conoscermi. C'è una specie di schizofrenia, una specie di scissione cartesiana tra me e lui. Io comunque, malgrado questi episodi di maleducazione continuo a rispettarlo perché sono consapevole della sua importanza di cui vi fornirò alcuni semplici esempi.
Provate a partecipare sempre alle riunioni di condominio senza il corpo: dopo un po' costruiranno davanti al vostro corridoio d'ingresso, riempiranno il vostro garage di scatoloni e rattatoilles varie, arriverete alla fine a trovare i cani dei vostri vicini dormire comodamente nella vostra camera da letto. Per forza, gli altri condomini hanno messo ai voti tutte queste opzioni e voi non avete potuto alzare la mano perché il vostro corpo non c'era.
Al contrario, mandate solo il corpo alle riunioni condominiali e pensate ai fatti vostri per tutta la riunione. Anche in questo caso, non capendo il motivo, non alzerete la mano, però la presenza del vostro corpo alzerà il quorum di maggioranza e gli altri condomini non potendo raggiungere la maggioranza assoluta dei voti più un, non potranno causarvi tutti quei danni precedentemente descritti. Qualcuno potrebbe obiettare che

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La principessa dei fiori - (1° e 2° capitolo)

Prefazione.


Il racconto che seguirà è formato da diversi capitoli, ogni persona o cosa è puramente casuale, tutto frutto di fantasia.
Il racconto inizia in una nota cittadina Ligure e si svilupperà in una grossa città della Francia,
tra realtà e fantasie avrà numerosi colpi di scena.


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( 1° capitolo) - (Gerard.)



La mia vita è sempre stata caratterizzata da alti e bassi, momenti d'euforia e tanti altri d'angoscia, non so come è accaduto, ma in questa storia che racconto, all'improvviso ho perso tutto, moglie, figlio, lavoro e casa; è strana la vita, t'ubriaca con le sue bellezze e poi di colpo quando le luci riflettono tutto su di te, accade l'imprevisto che ti manda all'inferno...(la ditta dove lavoro fallisce, lasciando tutti i dipendenti disoccupati, a 50 anni chi mi assume?), in Italia le Leggi non ci proteggono, tutto il mondo si muove intorno ai giovani, le Leggi aiutano le ditte che assumono i giovani... (e noi?), noi siamo pronti al macero, prepensionamenti a quattro soldi, a volte nemmeno quelli...
(Cosa faccio sono confuso, intanto inizierò a prendere la disoccupazione o la mobilità, vedremo dopo gli eventi).
Dopo... già dopo; il tempo ha due fasi: la prima, quando non hai problemi, viaggia nella sua normalità e lo guardi attraverso l'orologio; la seconda, quando il tempo è contato com'è nel mio caso, vola in un attimo, ti accorgi che è trascorso quasi un anno, intanto la situazione non è cambiata, rimangono ancora un paio di mesi di disoccupazione e poi... spero sempre di trovare un lavoro.
Preso dai pensieri, mi scuote il suono del (drin)... il telefono chi sarà?
"Pronto"
"Ciao Piero, come stai è molto che non ci sentiamo"
"Gerard, ma sei tu, quanto tempo è trascorso dall'ultima telefonata, sicuramente più di due anni"
"È vero, ma qui a Parigi la vita scorre veloce, spesso non troviamo lo spazio per telefonare ai vecchi a

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Lo strano sogno di Vidharr

L'universo si sa, è uno, a immagine del Centro che l'ha generato, e tutto comprende non potendo escludere che l'impossibile a realizzarsi in nessuno dei suoi indefiniti piani di realtà, quello dei sogni compreso.
— Lì si realizzano le cose più strambe—
pensò Vidharr, guardandosi attorno stralunato, nell'impossibilità di cogliere il senso di quello che vedeva. I nani, escluse rare eccezioni, non dormono molto e si danno un gran daffare a costruire castelli e strade in dura pietra, scavare miniere dove estrarre metalli e pietre magiche e corteggiare nane pericolose, con le quali tentare invano di esporsi in vanterie che le nane mortificano senza alcuna pietà, maneggiando una cruda superiorità intellettuale che è l'unica arma che un nano ha problemi a schivare. 
 Questa loro natura non li spinge, di solito, a dare eccessiva importanza al corpo dei sogni evanescenti che insidiano la loro connaturata solidità. 
 Per la stessa ragione i nani poco apprezzano tutto quello che mette in precario equilibrio convinzioni e conoscenze, le quali si allungano misteriosamente nel loro epico passato, allo stesso modo in cui l'intreccio di grotte, scavate dagli antenati, si perde sprofondando verso il centro del pianeta, infuocato come la fucina che arde nei loro cuori. 
 Ma questa volta era uno strano sognare, quello che accompagnava le solide convinzioni di Vidharr verso il pericolo di sgretolarsi, e i responsabili dovevano essere stati i funghi raccolti nella grotta del labirinto oscuro. 
 Gli tornavano alla mente antichi ricordi di frasi sussurrate alle sue orecchie appuntite dalla nonna, che gli ordinava di calpestare quei frutti del diavolo e di non guardarli neppure. 
 Lui, entrato nella grotta del labirinto oscuro inseguendo un coniglio selvatico, si era perso e aveva vagato per un tempo interminabile tra quei cunicoli, ciechi come la sua anima che aveva dovuto azzittire per riempirsi lo stomaco. Già, lo stomaco. La sua nonnina gli aveva insegnato a

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   1 commenti     di: massimo vaj


La città degli Dei

Era una notte invernale strana nelle Terre Desolate, una di quelle che potrebbero cambiare la storia da un momento all'altro dove una decisione sbagliata potrebbe portare un uomo alla morte e un altro alla gloria.
Il vento soffiava forte tra gli alberi spogli che caratterizzavano il paesaggio mentre le cime aguzze dominavano incontrastate l'orizzonte di una terra che sembrava essere stata abbandonata dall'armonia della natura...
Sulla cima di un albero appariva una sagoma cupa di un ragazzo dai capelli neri pallido, uno dei quattro generali dell'Impero: Thanatos.
Si trovava in quel luogo per via di un gruppo di ribelli che avevano osato causare non pochi problemi alla Causa e che si erano rifugiati in quel posto dimenticato da Dio per sfuggire all'Imperatore. Perciò gli era stato assegnato il compito di stanarli e renderli inoffensivi, doveva essere un lavoro da niente tanto che era partito alla testa di solo ottocento uomini ma sfortunatamente i nemici dell'Impero di Equilenia erano più organizzati del previsto senza contare che aveva il sospetto che fossero al corrente della loro presenza e dei loro spostamenti. Tuttavia era riuscito a eliminarli senza perdere troppi uomini; disgraziatamente durante la marcia verso casa arrivò una spiacevole notizia...
Sull'altro versante del monte che stava scrutando era in corso un incontro tra re Gaspar di Erzenia e i rappresentanti della repubblica di Orianea, l'ultimo paese libero del mondo. A quanto pare tramavano qualcosa di grosso contro Equilenia, ma la cosa non era preoccupante in se poiché i due paesi non potevano nulla contro di loro. Ciò che interessava al suo Signore era annettere il regno di Erzenia e quella notte gli era stata fornita una valida scusa per farlo senza indugio.
L'ordine del supremo generale Ares era stato chiaro: <<trattienili fino al mio arrivo>>. Era ovvio che la missione era suicida, non disponeva di molti uomini e secondo le informazioni delle loro spie il codardo re aveva t

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   1 commenti     di: emanuele masci


Il viaggio

Questa è la storia di una goccia che si ribella al suo destino:essa nacque tra le nuvole a più di 2000 metri d'altezza, la prima cosa che vide fu un turbinio di vento, fulmini e rumori assordanti, in mezzo a tutto quel caos, era in compagnia di migliaia anzi milioni di altre gocce che, a gruppi venivano scagliate verso la terra, rimase affascinata ed impaurita allo stesso tempo, poi venne il suo turno, sentì una forza sconosciuta attirarla e cadde giù sempre più giù, in compagnia di tante altre gocce, poi accadde una cosa strana lei ebbe la forza ed il coraggio di fermarsi a pochi centimetri da terra perché capì che non gli piaceva quel suo destino, ed allora prese vita propria sfidando il vento ed in mezzo alla sorpresa di tutte le altre gocce si rialzò un po'di più dal suolo e prese a vagare in cerca di qualcosa che gli piacesse, passò tra rami di alberi, foglie che volavano persone che correvano auto che suonavano, vide tutte queste cose si fermò solo un momento a guardare gli occhi di un bambino che, sorpreso quanto lei rimase ad osservarla, poi con le sue manine cercò di prenderla, ma lei dopo avergli fatto una carezza sulla guancia ripartì, sempre più veloce, ora sapeva dove andare, il mare.. si, il mare era quello il suo destino, arrivò e vide in lontananza quello che cercava! Un cono che dal mare si alzava verso il cielo, ecco si! Accelerò sempre di più fino a tuffarsi dentro quel turbinio di gocce dolci e salate, come in una giostra senza fine si senti trasportare in alto si abbandonò a questo suo piacere e tornò su in cielo da dove era partita!

   4 commenti     di: leopoldo


82, Washington Road (Episodio 7)

Osservo me che scruta se stesso, il signor Leonard Haslam vicedirettore della filiale cittadina di una delle maggiori agenzie assicurative che si assicura di non avere qualcosa nel naso. Appaio così buffo a me stesso, intento a curare il mio aspetto come mai prima, quasi che sapessi di dover vivere il giorno della mia morte e volessi agghindarmi per la bara. Il me ignaro volta la testa da un lato, poi dall'altro, lasciando che lo specchio gli confermi che tutto è a posto, ma quello stesso specchio mostra a me lingue di fiamma che si protendono ad accarezzarlo e danzano d'aspettativa.
Ho perso il conto di quante volte ho rivisto la stessa scena, ormai ne anticipo ogni singolo frammento come in un lunghissimo deja-vù e sconto la mia pena eterna al margine della mia stessa vita. Dallo stereo suona "One last time" dei Dream Theather e James Labrie sottolinea l'insensatezza di questa tragica fine, ma Leon Haslam non lo nota, non capisce, non può.
Ma se solo potesse...
Senza bisogno di muovermi seguo me stesso che fa tacere la musica, indossa il giubbotto leggero ed esce di casa mormorando ancora la melodia ascoltata. Sul pianerottolo trova un quarto di dollaro e si convince che deve proprio essere il suo giorno fortunato, tanto più che il bello deve ancora venire. Sono tornato a stare con Leila, appena il giorno prima ci siamo rappacificati e lei stessa ha proposto di andare a lavoro insieme, a piedi, come ai vecchi tempi quando vivevamo nello stesso appartamento. Se avessi un corpo rabbrividirei ora che mi vedo entrare in ascensore pensando a lei, perché un ascensore sarà presto il luogo della sua morte, ma non posso saperlo, non posso ricordare una cosa simile perché non è ancora successa.
Ma se solo fosse possibile...
Sebbene non vi sia un vero e proprio tempo in questa dimensione perpetua posso intuirne lo scorrere grazie alla sequenza infinita che mi si ripropone, e di volta in volta qualcosa cambia, dentro di me, il me defunto, permette

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Il babau-parte seconda

Nella bieca oscurità di quella casa fatiscente Alder stava rintanato a rimuginare non riuscendo a capacitarsi di cosa potesse aver fermato la sua mano, anzi le sue affamate fauci. Quel bambino era nelle sue mani, poteva agevolmente mangiarlo e prendere il portagioie, ma qualcosa glielo aveva impedito, non qualcosa di esterno perchè il ragazzino era del tutto indifeso, era stato qualcosa che veniva da lui, da dentro, una specie di sensazione mai provata prima.
Improvvisamente una voce terribile lo richiamò: era il re delle ombre che gli ricordava che il nebbioso e freddo inverno stava per terminare, poi il sole di primavera avrebbe reso più difficile il suo compito, perciò doveva sbrigarsi oppure sarebbero stati guai per lui. Allora Alder preoccupato interrogò la scatola dei presagi, un vecchio talismano che rivelava i segreti e ne udì il responso: tu in tutto questo tempo, simulando un comportamento paterno ti sei divertito a nutrirti dell'amore del ragazzo, perchè come una droga ti da un senso di euforia e grandezza. Ma questo sentimento ora combinandosi con i tuoi poteri, ti sta crescendo dentro come un cancro finchè non si impadronirà completamente di te e ti tramuterà in ciò che hai imitato: un essere umano con dei sentimenti.
Al sentire ciò Alder ebbe un brivido di terrore.
Taglia corto con questo gioco è pericoloso, concluse la scatola, elimina subito il ragazzino.
Il giorno dopo Alder chiamò di nuovo Marc con l'intento di attirarlo nella vecchia casa, ma il fanciullo gli venne incontro con un album di foto di famiglia e incominciò a sfogliarlo.
Alder notò che era intriso di emozioni, sentimenti, ricordi, amore e non resistendo allo stimolo non potè fare a meno che prenderlo in mano e assorbire quelle energie che lo pervasero completamente. Così anche quella giornata trascorse tra piccole magie, giochi e svago e alla fine Marc tornò a casa sano, salvo e divertito.
Ma di notte Alder si intrufolò in casa di Marc ed entrò nella camer

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