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Racconti fantastici

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Nightmare

Cielo di mille colori, trombe che annunciano un'altro nuovo livello di esistenza. Le nuvole soffiano insistentemente sul sole adirato dal frastuono provocato dai tuoni. Angeli si stringono le mani in una serie di movimenti rassomiglianti una danza mentre demoni assetati di sangue vendono caramelle ai bambini sul ciglio dell'ormai putrida strada. Enormi alberi spinati si fanno largo lì dove un tempo c'era la folta boscaglia e le piante si attorcigliano tra di loro formando un erbaceo muro vivente. Losche figure si aggirano indisturbate tra le strade piene di crepe, cartacce e lattine di coca accompagnati dall'inconfondibile e stonato verso di migliaia corvi che scrutano attentamente ogni singolo angolo della città. Antiche profezie escono dalla bocca di una piccola e dolorante vecchietta seduta su una panchina. Un terremoto scuote la terra, onde altissime invadono gli spazi, tornadi travolgono ogni cosa e una voce familiare si ode nel caos: "Claudio svegliati, è ora di andare a scuola"... che noia la realtà!



The earth 2 fantascenza

La navicella ci portò (io e mia moglie jane ) nella nostra futura casa, sulla costa. atterró sull enorme terrazzo che fungeva da pista d atterraggio, scesi insieme a mia moglie e mi precipitai a vedere la casa:una piscina, 3 piani, 3bagni, 2camere da letto, un salotto, una cucina immensa completa di ogni oggetto che serviva per cucinare, un giardino e un armeria. mentre contemplavo la bellezza della piante già piantate insieme a jane, un drone-sentinella mi s avvicinò, era composto da una testa circolare con un solo occhio e 2 braccia sottili(le gambe non gli servivano, una potente fonte d energia lo sorreggeva)-il capo di questo settore la informa che domani comincerà il suo lavoro--di cosa mi occuperò ?-risposi-le sarà detto domani, arrivederci e si goda la vostra nuova sistemazione-così feci.
continua...

   0 commenti     di: Thomas


Un viaggio aldilà del normale

C'era una volta un pilota di nome Sebastian, lui amava viaggiare verso luoghi sconosciuti al mondo.
In un giorno d'estate portò con sé l'intera famiglia più un gruppo di conoscenti.
Quelle giornate erano molto calde.
Durante il volo per il viaggio succede un imprevisto..., le temperature calano: il vento tira forte e il loro elicottero sventola come una bandiera a destra e a sinistra.
Insieme a loro viaggia anche un meteorologo che rimane insospettito da quelle nuove temperature.
Arrivati a destinazione scelgono di accamparsi lungo un fiume, il vento continuava ad essere minaccioso e proprio per questo decisero di montare una tenda.
Nonostante questi imprevisti i nostri amici sembrano sereni poiché si erano ben preparati per questa avventura.
Verso mezzogiorno, succede un ulteriore imprevisto. .., il sole inizia a nascondersi dietro a delle nubi.

-Non ci voleva ma il meteo l'aveva previsto. Dice John meteorologo

-Pazienza! Afferma Frank il dottore.

Marge (moglie di Sebastian) prepara un thè caldo per tutti, era quello che ci voleva per zuccherare un po' l'atmosfera.
Mentre stava girando lo zucchero, il sole emanava diversi strani colori, tanto da far pensare ai nostri amici fosse uno strano arcobaleno.

-L'arcobaleno? , non credo. Afferma fra se'John

Mentre pensa fra sé, stringe fra le mani il cellulare e con le mani ancora bagnate controlla su Internet.

-Impossibile!

-Una serie di meteoriti stanno colpendo il sole ad una velocità impressionante.

Tutti iniziano a credere alle parole di John ma le donne sembrano più agguerrite, vogliono cercare di far sopravvivere i loro piccoli. Quindi li coprono e vanno alla ricerca di frutta e pesce.
Inoltre creano una sorta di illuminazione con le candele.
Peter, figlio di Marge e Sebastian, continua a rigirarsi nelle coperte e durante la notte si risveglia.
Al suo ultimo risveglio sono le otto del mattino e si ritrova come per magia sul letto dei genitori.

-Peter cosa hai sognato?

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   0 commenti     di: Giovanna


La fine dell'umanità

Nell'anno 3048 la Terra era diventata un pianeta ostile a qualunque forma di vita. Ogni risorsa naturale era stata esaurita: la foreste erano solo un lontano ricordo, le acque di fiumi, laghi e mari erano avvelenate, il cielo era perennemente oscurato da nere nubi generate dall'inquinamento dell'uomo; i giacimenti petroliferi erano prosciugati e ogni altra fonte di energia scomparsa. In breve tempo le piante iniziarono a morire; poi queste furono seguite dagli animali, e poi dagli uomini stessi. La fame e la mancanza di igiene fecero presto germinare malattie che si rivelarono mortali a causa della carenza di medicine. L'umanità era sull'orlo dell'estinzione. In poco più di un anno l'intera popolazione mondiale fu drasticamente ridotta; da più di 7 miliardi si passò a meno di un miliardo di individui.
Sin dai primi anni in cui le risorse terrestri erano cominciate a scarseggiare, i grandi governi del pianeta avevano messo a disposizione le proprie ricchezze per la costruzione di un'enorme astronave; questa avrebbe portato i pochi superstiti di questo immane cataclisma in giro per l'universo, alla ricerca di un nuovo mondo da colonizzare. L'immensa nave spaziale venne chiamata Nova Gaia e partì dalla Terra con a bordo ciò che restava del genere umano. La stessa umanità che era stata la causa della fine del proprio mondo adesso era costretta ad abbandonarlo. La colossale astronave vagò nello spazio per anni. Essa, nel suo lungo cammino, incontò pianeti in grado di fornire cibo e acqua ai suoi abitanti; ma nemmeno uno di questi corpi celesti si rivelò adatto a sostenere la ricostruzione del genere umano. Nova Gaia divenne quindi la nuova casa dell'uomo.
Anno 3074. L'astronave Nova Gaia che aveva salvato il genere umano dall'estinzione transitava nei pressi di un pianeta denominato Xenon 6. Dalla nave partì un convoglio di esploratori per esaminare questo piccolo mondo intorno al quale orbitava un unico satellite naturale. Esso era una immensa landa des

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   1 commenti     di: Francesco


Muffa Frullata

Notte piovosa, senza stelle e luna, che rischiarerebbero questa grigia terra, una volta: ricca e bella ora: incolta e brutta; un uomo si aggira con il suo sgangherato carretto spinto con la sola forza delle sue braccia, è fradicio e sudato all'inverosimile, ma stoicamente continua il suo viaggio, ogni tanto bussa ad una porta con la speranza che qualcuno gli apra, così lui può cercare di vendere, quello che trasporta, in cambio di cibo, qualcosa di caldo da mettere in corpo, questa è la sua vita, in giro giorno e notte, per cercare di convincere qualcuno, che la sua mercanzia è "miracolosa", Barattoli di vetro con dentro una sostanza grigiastra, l'aspetto è disgustoso, ma lui ne assicura la bontà, ogni tanto gli capita che qualcuno, un po' per pietà un po' per curiosità accetti la sua offerta e ne acquisti qualche confezione e lui, furbo, non torna mai dove è riuscito nell'impresa e continua a girare. A volte si nasconde tra la folla nei mercati nelle manifestazioni sportive ed: ASCOLTA, ecco questa è una cosa che gli riesce benissimo, ascoltare, assorbire, immagazzinare e di conseguenza agire, sa dove e a chi portare questa sua sostanza miracolosa, poco importa se a volte sente persone che si lamentano: "era disgustosa", "mai promessa fu più bugiarda!" ,"Se lo rivedo gliela tiro addosso!" E cosi discorrendo, ma lui aveva venduto ed i creduloni avevano comprato! Un giorno capitò in un paesino dove ovviamente non era mai stato, al suo arrivo in piazza c'erano dei bambini che giocavano a nascondino, si sedette ad una panchina e attese.. l'imprevisto per lui si materializzò sotto forma di bambina e bambino (gemelli probabilmente) potevano avere si e no una decina di anni, lui gli fece il suo solito sorriso trasse dalle tasche due caramelle e gliele porse, loro non accettarono, rimasero in silenzio ad osservarlo, lui dopo un po' si disinteressò di loro e continuò a osservare i movimenti della piazza. Dopo qualche minuto i due bambini erano ancora lì, s

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   9 commenti     di: leopoldo


La srega

Marianna viveva sola ormai da molti anni in un appartamento di due stanze scure ed umide nella periferia di una piccola città della Lombardia
La sua unica compagnia era rappresentata da Ettore, un gatto vecchissimo e mezzo cieco che un tempo doveva essere stato nero ed ora aveva assunto un colore sbiadito che lo rendeva spiacevolmente anonimo. Da tempo ormai parlava quasi esclusivamente col gatto e con i santi che pregava tutti i giorni recitando a memoria sempre le stesse preghiere imparate in gioventù. Aveva trasformato una delle sue due stanzette in un piccolo santuario: ceri ed immagini sacre appese dovunque. Dal suo piccolo appartamento usciva un odore di cose vecchie di incenso e di urina. Forse per questo i vicini non la potevano sopportare: dicevano che era una strega e che portava sfortuna. La vecchietta aveva ormai 87 anni ed il suo volto era completamente raggrinzito, avrà raggiunto sì e no i quaranta chili di peso e camminava a fatica, tutta ingobbita recitando litanie ed antiche preghiere in latino arricchite da strane formule imparate molti anni prima al paese natale. La vita, per lei, era diventata un rituale estenuante e sempre uguale. Una sorta di lotta continua che conduceva diuturnamente ed ossessivamente per sconfiggere l'ansia e la paura che l'andavano attanagliando ormai da anni.
I suoi rituali esorcizzavano l'ansia, che come si sa, è una paura senza oggetto, ma poco potevano contro la paura vera e propria che le facevano certi giovinastri del paese che, un po' per gioco, un po' sul serio, avevano cominciato a chiamarla strega ed a farle ogni sorta di dispetto. Si erano sparse delle strane voci: una volta Benassi, il garzone della farmacia, dopo averla vista, era scivolato e si era rotto un polso, le comari dicevano anche che quando passava lei era opportuno rimanere alla larga almeno con i bambini piccoli. Eppure Marianna non aveva mai fatto del male a nessuno. Quand'era più giovane anzi aveva sempre tentato di aiutare chi ne aveva bi

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Fotografie

L’avevano risvegliato alcuni giorni prima e gli avevano detto che si chiamava Giò. Gli avevano dato una casa, una famiglia e un lavoro. Quando dal futuro si attendeva un mondo migliore in cui la Scienza sarebbe stata capace di dominare anche morte e malattie, era stato fra i primi a farsi ibernare e dopo di lui centinaia avevano seguito. La memoria, man mano che il tempo passava, gli si faceva più incerta ed i contorni, i volti, le cose che in essa emergevano dal passato avevano l’aspetto di vecchie fotografie che il tempo, cominciando dai margini, facesse progressivamente ingiallire. Il mondo in cui ritornava a vivere, gli era divenuto scontato dopo solo pochi attimi; ed anche i suoi gesti avevano ormai il peso fiacco di vecchie abitudini contratte in anni. Senza sapere come, si era trovato subito su quella che doveva essere la via di casa. Era l’alba.
Il sole, sorgendo rapidamente in un cielo di un grigio luminoso, affievoliva la luce delle lampade elettriche ed andava ad illuminare con precisione tutte le cime di quei grandi palazzi bianchi ed uguali. Bianchi essi, bianche le strade e le vetrine, bianco il vestito che portava. Giunto a casa, una donna vestita di bianco che non ricordava, gli si fece incontro. Doveva essere sua moglie, o meglio, la moglie di un Giò. Gli sorrise, punto sorpresa che egli si trovasse lì, gli fece gli auguri. Oggi era San Giò, il suo onomastico. Oggi, ieri, domani. Le uniche unità di tempo oltre le ore. Si sentì salire alle labbra un sorriso automatico di risposta, che, come quello del gatto di Alice, rimase anche dopo, quando il suono delle parole della Moglie era svanito. Il paese delle meraviglie! Che Paese era quello in cui si era svegliato? Chiudendo gli occhi, proprio come se guardasse una vecchia foto, vedeva qualcosa di diverso filtrare da sotto ciò che appariva un attimo prima. Ma non riuscì a bloccare quella sensazione ed a dare corpo a quella intuizione. Dalla finestra aperta il sole non era così accecant

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