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Favole per bambini

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Ka-dune

Avanzo, stancamente, passo dopo passo, e duna dopo duna, illuminato dalla

Luna, nel deserto, seguo il mio percorso. Ho perso i contatti con il

Resto della carovana, durante l’ultima tempesta di sabbia;mi resta poca

Acqua, non so se supererò quest’altra notte, se non diventerò

Cibo per qualche leonessa in agguato fra le rocce all’orizzonte!

Comunque, sono certo che la squadra di soccorso, ha già

Avviato le sue ricerche, o, almeno, lo spero! Ora credo di

Riconoscere quei ruderi, si! Sono proprio i resti dell’antico fortino,

Là è il punto di ritrovo per tutti gli escursionisti! Sono salvo! e lei mi

Aspetta, preoccupata ma felice di rivedermi, e fra le sue braccia…rinasco!
(è la favola di un sogno, o il sogno di una favola!)

   9 commenti     di: luigi deluca


bianca-neve e i 7 vani

Pora Bianca-Neve, co’ ‘n nome così scontato nun poteva che esse amica de Verde-Prato e Azuro-Celo. Sempre de niscosto ar Principe(Azuro pure lui)che è geloso come ‘n Hotello…. e quanno ce se mette da’ er massimo(***** 5 stelle).
Er cacciatore che se aggirava nella favola cor core ‘n mano consijò a Bianca-Neve d’anna’ner bosco perché c’era ‘na casetta de 7 vani.
Nun era n vendita anche se la Tecno-Bosco je stava a fa’ er filo da parecchio.
La Matrigna cattiva aveva trovato er modo de fa’ li sordi, comprava le mele ar mercato je dava ‘na mano de vernice rossa sulla coccia e je appicicava er bollino adesivo:MELINDA & ER BRIGADIERE…così nisuno ciaveva er coraggio de denuncia’ la contraffazzione.
L’animali der bosco ereno stufi…. Bianca-Neve je trovava sempre quarcosa da fa’:
“Lavate li piatti”…”Rassettate la casa”….”Pulite per tera”…’nzomma…sfruttati e marpagati decisero de rivorgegese ar sindacato la “CI. SLegate. pe. ffavore”.
Dar canto loro li 7 Nani c’aveveno sempre da lavora’nella miniera de diamanti pe’ paga’ er conto dello pisicanalista. Si, perché loro annaveno curati, s’ereno messi ‘n testa de esse’ li rivali dei “GLOBBE-TROTTE” pe’ gioca co’ loro la mitica partita der core:NANI contro MORETTI!
Stretta la noia.. devo anna’ via…. dite la vostra.. c’ho detto la mia!



Enrica la formica, ultimo atto

Enrica la supplicò nuovamente, nulla da fare non le credeva. Finse di andarsene e repentinamente scattò verso l’ingresso del nido, ma la formica soldato non si fece sorprendere. Sbarrandole il passo la inchiodò con la sua possente zampa sul terreno e si apprestava a colpirla con la terribile mandibola quando un grido la bloccò:
-Fermati, non ucciderla!- il Saggio Grillo, con un balzo si frappose tra Enrica e le mandibole della grossa formica
-Enrica dice la verità, siete tutte in pericolo, un enorme esercito di formiche legionarie è in procinto di attaccarvi. Avverti la Regina.-
Vennero accompagnati al cospetto della Regina informandola di ciò che erano venuti a sapere.
- L’effetto sorpresa ci avrebbe sicuramente annientati, ma ora le possibilità di salvarci sono aumentate. Grazie a voi prepareremo le difese opportune.
-Ma maestà - intervenne il saggio Grillo – l’esercito che sta per attaccarci è di centinaia e centinaia di formiche, voi siete troppo poche.-
-Tutte combatteranno -continuò la Regina - anche le operaie, le formiche otri. Prepareremo trappole, scaveremo nuove gallerie per intrappolarle. Sarà durissima, ma vinceremo.-
Enrica ascoltava rapita le parole della sua Regina, si sentiva invincibile e disse:
-Sì maestà, combatteremo fino alla fine. Io darò la mia vita per il nido, ma posso consigliarle una cosa?
-Dimmi Enrica-
-Ho sentito la Regina delle Legionarie affermare che dopo noi avrebbero attaccato tutti i formicai del prato. Se io ed il Saggio Grillo partissimo immediatamente riusciremmo a lanciare l’allarme a tutti i formicai e sono sicura di riuscire a convincerli: verranno tutte in nostro aiuto.-
La regina ci pensò un attimo e capendo che pure il parere del Grillo concordava con la formichina, acconsentì.
Enrica ed il Saggio Grillo non si persero in chiacchiere, in men che non si dica partirono per la delicata missione.
Nel formicaio tutte le formiche erano in fermento, scavarono finte gallerie, allagarono,

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   2 commenti     di: cesare righi


Il passamano dell'amore

Voi non ci crederete, bambini, ma una volta, il mondo era diverso.
Gli uomini vestivano con abiti semplici, lavoravano la terra, pascolavano le greggi.
Erano felici, perché possedevano il sorriso e sempre se lo scambiavano.
Ma, ahimè, in una foresta nera sulla grande montagna, vi abitava un grande mago, terribile e cattivo.
Si chiamava NONVOGLIORIDERE, infatti piangeva sempre e gli gnomi al suo servizio, avevano le faccine tristi.
Un giorno, mentre passeggiava per la foresta, udì i tagliaboschi, ridere.
Pensò fra se"perché gli uomini ridono e non piangono mai?"
Cominciò a spiarli, nascondendosi nei cespugli, alla fine, roso dall'invidia per la tanta allegria degli uomini, decise di rubarlo.
Poverino, era talmente sciocco, che non pensava che bastava domandarlo per riceverlo in dono.
Così, tornato, furioso alla grotta, chiamò gli gnomi, e disse loro- Mettetevi in fila, vi ricoprirò con la polvere che rende invisibili, andrete fra gli uomini e ruberete il sorriso
Chi non mi ubbidirà lo mangerò a colazione-
Scese la notte ed gli gnomi scesero nei villaggi.
Non appena fu buio fondo, quatti quatti, entrarono nelle case e rubarono il sorriso, tornarono dal mago, che abituato a non sorridere mai, per quanto fece non riuscì a stamparlo sulla bocca.
Per rabbia, lo rinchiuse in uno scrigno.
Al mattino, gli abitanti dei villaggi, appena alzati, s'accorsero che qualcosa in loro non andava, ma non capivano cosa.
Si misero a lavorare, ma il lavoro sembrava pesante, ma fatto strano, bastava una sciocchezza per farli litigare.
La paura li prese, quando per la prima volta, iniziarono a piangere.
Le lacrime erano copiose, tutti ora stavano in casa a piangere, i bambini non vollero più giocare, gli uomini più lavorare e le donne non cucinavano più.
Che mondo brutto era diventato!
Ma in una notte di Dicembre, mentre tutti singhiozzavano, cadde una stella dal cielo, si posò dolcemente su un prato.
Nacque un fiore con la corolla d'argento chiusa, c

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La stellina all'alba

C’era una volta una bellissima principessa, che viveva in un grande castello e aveva circa venti anni. Non era mai uscita dal giardino del castello, perché quando era più giovane, avevano rapito il suo fratellino. Nonostante le varie ricerche non erano riusciti a ritrovarlo e i suoi genitori le avevano vietato di uscire sola, così non conosceva il mondo e la realtà che la circondava. Abituata fin da piccola a non uscire gli piaceva stare in giardino, ma non si allontanava da sola, restava nella sua ingenuità. Era una ragazza dolce, intelligente, sensibile e timida di nome Alba. Un giorno uscì in giardino a fare una passeggiata e conobbe il nuovo giardiniere. Un ragazzo giovane, della sua età, carino e simpatico che si chiamava Celestino. Ogni giorno gli mostrava un fiore nuovo e tante altre cose belle del giardino. Gli diceva: “Questa violetta è dolce come te, questa margherita è semplice come te”. A lei faceva piacere stare con lui era contenta, ma non usciva mai dal castello.
Un giorno le disse. “Questa rosa è grande e bella come l’amore che provo per te” e lei sorridendo senza dire una parola mostrò il suo amore con un bacio. Un dolce bacio sulla bocca che fu l’inizio di una splendida storia d’amore. Non lo sapeva nessuno, ma si vedevano sempre di più.
Un giorno lui le afferrò la mano e la avvicinò al cancello del giardino. Lei aveva un po’ paura, ma con lui vicino sentiva il coraggio e la sicurezza risvegliarsi. Uscirono dal cancello e l’emozione era così forte che sentiva il cuore esplodere, ma con un uomo così premuroso che l’amava, era contenta.
Il loro obiettivo era essere insieme e felici, ma lui era un giardiniere e lei una principessa così decisero di scappare. A lei non importava chi fosse lui perché lo considerava il suo principe che da qualche tempo aspettava per amare ed essere amata.
S’incamminarono per il paese e Alba era sempre più meravigliata di vedere cose nuove. Cominciarono a vedere anche un po

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   7 commenti     di: sara zucchetti


Un cuore nuovo

Le umiliazioni che tu hai inferto, come il più disumano degli aguzzini, non sono volate via ingoiate dal tempo, esse vagano sul tuo capo come avvoltoi affamati che inseguono la preda.

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La dea della vita, giunse al vivere dei suoi campi, e prese a camminare per i prati in fiore. Era bellissima e piena di luce, ed uno scarafaggio guardandola ne restò incantato:

Meravigliosa creatura, tu al di sopra di tutte, tu luce che rischiari la vita, tu anima gentile, si inchina il mio capo al tuo cospetto.

Ma la dea della vita, sapeva bene chi invero fosse quel buio animale e pertanto al suo gentil parlare rispose:

Alza pure la fronte, non devi a me questo rispetto, ti conosco e so che non hai mai dimostrato gentilezza al vivere, se non a chi ti è apparso superiore.

Io?

Disse offeso lo scarafaggio.

Madre della vita, ti starai confondendo con altri, non esiste scarafaggio più altruista di me, te lo dimostra il fatto che mi sia rivolto a te con grande rispetto senza neppure conoscerti.

Continui a creder che il viver dorma, figlio ingrato, ho osservato ogni passo del tuo cammino e le umiliazioni che hai inferto al più piccolo dei miei figli e come se le avessi inferte a me.
Non posso dimenticare il dolore che hai procurato, e sino a quando i miei figli continueranno a versar lacrime sui tuoi misfatti, io non ti perdonerò.

AHHAHAHH e che mi fai, ho avuto una vita bellissima e piena di soddisfazioni, ogni qualvolta ho desiderato qualcosa me la sono presa. Posso davvero ritenermi soddisfatto di ogni cosa, dimmi ora cosa puoi togliermi forse la vita?
Prenditela pure, era già previsto ma non cambierei una virgola del mio passato.

Tu dici? Parli così in virtù della tua limitata visione di vita, ma se comprendessi che la tua esistenza e solo all’inizio e non alla fine così come pensi, le tue certezze incomincerebbero a vacillare e piangeresti lacrime amare, per come hai lavorato qui sulla terra.
Le umiliaz

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   2 commenti     di: Cleonice Parisi


Astuta come una lucciola

Astuta come una lucciola
Talvolta i più grandi mutamenti hanno inizio grazie alle intuizioni del più piccolo degli esseri. Non conta che ruolo tu abbia nel vivere, sempre e dico sempre, potrai modificare il futuro del mondo. La vita è l’unico bene irrinunciabile che vedrà il suo realizzo solo se condiviso col mondo intero. Muta il mondo di domani, inizia oggi diffondendo la tua voglia di vivere.

Un grosso ragno intesseva la sua complessa e scintillante ragnatela, fiero della propria opera restò immobile ad ammirarla, e poi si disse:

È meravigliosa questa ragnatela la più bella che abbia mai fatto, e visibile solo ai raggi del sole, ma quando scenderà la notte molti sventurati cadranno nella mia trappola.

Giunse la notte, e il ragno si nascose dietro una foglia, e con grande tranquillità attese che qualche sprovveduto insetto finisse contro la sua vischiosa ragnatela. La sua attesa non fu lunga, erano passati appena pochi minuti, quando una piccola lucciola nel volare finì nella rete del ragno.

Aiuto, aiuto!!!

Prese a urlare la piccola, un altro gruppetto di lucciole che stavano volando con lei, a quelle grida si avvicinarono alla piccola, e nel vedere che era finita in una ragnatela, seppur addolorate l’abbandonarono al suo destino.

Era cosa risaputa, che quando un ragno catturava la sua preda, non ci fosse scampo per la vittima del suo inganno. Il ragno uscì dalla sua tana, e con le sue zampe pelose incominciò ad avvicinarsi alla preda dicendo:

Piccola lucciola che tu sia la benvenuta, sappi che oggi la tua esistenza mi appartiene, ma il tuo sacrificio non sarà vano, servirà a nutrire me e i miei piccoli. Pertanto non esser triste, accetta la tua sorte con gioia, darai continuità al vivere.

Ti prego, abbi pietà, io sono solo una piccola lucciola, ma voglio fortemente vivere.

La lucciola aveva notato che il ragno era una femmina, e quando aveva fatto riferimento ai suoi figli aveva sentito una sorta d’infle

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   2 commenti     di: Cleonice Parisi



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Questa sezione contiene favole e storie per bambini e adulti, racconti con morale e allegorie

Le favole sono dei racconti breve che trasmettono un insegnamento di carattere morale o didascalico. I protagonisti sono solitamente animali antropomorfizzati che rappresentano vizi e virtù degli uomini. La presenza di un intento morale le differenzia dalle fiabe - Approfondimenti su Wikipedia