PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Favole per bambini

Pagine: 1234... ultimatutte

La casa in campagna

Katerin stanotte si e' svegliata con un senso di disagio, un magone come si dice, la notte e' stata fredda, fuori la neve non permette nemmeno di uscire, i rami delle douglasie sono cariche di neve, Katerin non vede da qualche settimana le ormicine dei sui amici gnomi che gli facevano visita tutte le sere e dava loro biscotti e gocce di caffe, e non solo, uno di loro apprezzava molto il vin Santo toscano con qualche briciola di cantuccini di Prato, comprati da un recente viaggio a Firenze.
Il sogno di Katerin era quello di comprare una casa in campagna in Toscana, amava questa regione le sue tradizioni gli spettacolari colori settembrini, la gente burbera ma schietta.
Ne aveva parlato con enfasi anche ai sui piccoli amici, intrattenendosi con loro serate intere a raccontargli le caratteristiche di questa regione, e gli gnomi a bocca aperta ad ascoltarla, una sera disse loro che anche in Toscana ci sono i boschi, e se un giorno lei si dovesse trasferire permanentemente in Italia gli avrebbe portati tutti con se, gli gnomi erano eccitatissimi per questa eventualita', soprattutto quello a cui piaceva tracannare il vin Santo. Una sera Katerin racconto' loro che aveva visitato un luogo incantato, con un bosco di douglasie uguale a questo che c'era in Canada, un posto dall'aspetto eterno con un Monastero, questo luogo magico si chiama Vallombrosa, nella sua breve vacanza conobbe un monaco che gli avrebbe confidato la presenza in questo bosco di esseri piccoli piccoli, che facevano visita saltuariamente al Monastero dei Benedettini. Katerin si avvicino' alla finestra e guardando fuori fisso' il suo sguardo su quelle ormicine che non c'erano più immaginandosele
, vedendo i sui amici sgambettare e pensare se mai li rivedra'.
Katerin corono' il suo sogno di andare a vivere in Toscana, e in casa non mancava mai una bottiglia di buon Vin Santo toscano.
Quella mattina Katerin si sveglio' prestino e apprese dalla radio, che un vasto incendio interessava la zon

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: Isaia Kwick


La Luna e Margherita

C’era una volta la Luna ed il suo Re, che viveva tutto solo in un grande e meraviglioso palazzo bianco. Aveva pochi servitori e passava le sue giornate a guardare le stelle e la Terra con tutti i suoi mille colori.
Non c’è molta luce sulla Luna, tutto è penombra; non ci sono colori, tutto è bianco; non ci sono rumori, tutto è silenzio; non c’è la notte e neanche il giorno; tutto è triste e malinconico, così come tristi e malinconici erano gli occhi del Re della Luna. Profondi e scuri come la notte più buia e sempre alla ricerca di qualche cosa, ma senza sapere di cosa.

Una non-notte della Luna, il Re guardando verso la Terra dal suo palazzo bianco, incrociò lo sguardo di una ragazza: Margherita. Anche lei cercava qualcosa, qualcosa che aveva perduto pur non avendolo mai avuto. Aveva gli occhi blu come il cielo e anche i suoi erano coperti da un velo di tristezza. Ogni notte alzava lo sguardo al cielo e alle stelle, cercava……, sperava,…….. sognava.

Una sera d’estate in cui il caldo era insopportabile, Margherita decise di andare a rinfrescarsi al lago. Lasciò i vestiti sulla spiaggia, e si lasciò avvolgere dalle acque, accarezzata dalle piccole onde. Guardò il cielo, guardò le stelle, guardò la luna eppoi chiuse gli occhi……cercando, sperando, sognando.
Il Re della Luna la vide mentre sembrava dormire sulle acque ed ordinò al suo raggio più lungo di scendere sulla Terra e rapirla. E così fu.

Il raggio la sollevò dalle acque, l’abbracciò e cullandola come braccia materne la trasportò sulla Luna. Margherita non si accorse di nulla, continuava a dormire. Si risvegliò dopo molto tempo, in un palazzo che non era casa sua, in un letto che non era il suo. Tutto era bianco e silenzio. Accanto a lei era il Re della Luna che la guardava con i suoi occhi scuri e profondi che ora brillavano di una luce particolare.
“Ecco cosa cercavo da sempre!” le disse guardandola, “ecco da chi volevo essere trovata!” rispose lei, e

[continua a leggere...]



La piccola Meri

Era un giorno di estate, una giornata splendida tutto era perfetto per la piccola Meri.. quando arrivò una lettera da suo padre che diceva che sarebbe tornato per il suo decimo compleanno, lei era molto contenta, non vedeva suo padre da più di un anno, ecco si avvicina il suo compleanno, Meri era molto felice, durante la sua festa gli arriva uno scatolo grande con un fiocco rosa, lei molto contenta lo apre sapendo che il regalo era di suo padre, aprendo il regalo iniziano ad uscire molte farfalle di tutti i colori palloncini colorati, e poi ecco il regalo un cucciolo bellissimo, lei però si guarda intorno ma non vede suo padre, ed ecco sentire una musica arrivare da molto lontano lei vede una torta tutta rosa piena di candeline, era felice vide che dietro quella torta enorme c"era suo padre che le sorrideva e le cantava buon compleanno Meri, lei felice di tutto questo chiese al padre:Papà adesso vai via di nuovo? la piccola meri aveva paura di riperdere suo padre, ma lui gli rispose:no piccola mia papà resterà per sempre con te, ed è cosi che vissero felici e contenti

   3 commenti     di: annalisa


La strategia del grillo

C'era una volta un grillo che nella lotta per le chiavi del granaio combatteva contro un nemico ed un avversario.
L'avversario vinse, ma la sua vittoria non fu completa e chiese dunque aiuto al grillo che rifiutò l'offerta, ma non contento del semplice diniego, in sovrappiù lo schernì con la seguente accusa:
"Ti sei compromesso con il nemico".
Tranquilla e non priva di qualche verità fu la risposta: "La miopia non è una colpa grave, l'oculista mi visitò male e l'ottico fece anche peggio".
"Se vedevi male da entrambi gli occhi e non focalizzavi bene da vicino e lontano, potevi usare le lenti bifocali nell'occhiale che portavi sopra il naso".
"Lo farò e se tu mi darai una mano diventerò saggio, lo sai, il granaio è vuoto ed ormai troppi tra noi sono già alla fame".
Il grillo, però, preferì combattere con ostinazione contro l'avversario ed usare contro il nemico solo una sterile lotta verbale.

L'avversario, suo malgrado, si alleò con il nemico per salvare ciò che restava del granaio, ma in breve tempo fu costretto alla resa. Questo fatto rientra nello stato delle cose. Un nemico che al momento giusto non si atterra, poi si riprende e resta sempre un pericolo mortale.

Un finale possibile

Nella nuova contesa per le chiavi del granaio vinse il nemico.
L'avversario fu battuto e deriso da chi l'aveva sostenuto perché deluso da quel suo patto astruso.
Il grillo, indebolito per non aver capito la regola del gioco, però, non fece ammenda scegliendo di lottare ancora, ma senza avere compagni di merenda.

La strategia miope ha un respiro corto e quella del nemico vince grazie a quella anche presbite dell'avversario. La strategia del grillo, di fare l'orbo, non porta mai a nulla, tanto meno a vincere le chiavi del granaio.

Altro finale plausibile

Nella nuova contesa per le chiavi del granaio vinse, infatti, il nemico, ma anche lui di poco e come l'avversario fu costretto a chiedere un aiuto.
Il grillo glielo concesse volentieri, perché

[continua a leggere...]



Una mano al cielo

Il mondo ci nutrirà sino a quando la nostra fame ci spingerà a cercare le cose del mondo. Solo quando ne saremo sazi, riusciremo ad ascoltare la voce del cielo, riconoscendoci per quello che siamo, esseri di luce. E la pace regnerà nel mondo per sempre.

Dammi pane, dammi pane!

Disse un topo ad una bambina, e la bambina prese del suo pane e lo condivise con il topolino, e poi vedendolo più sereno ora che aveva il pancino pieno, gli disse:

Sei disposto ad ascoltarmi?

E il topino disse:

Certo mi hai dato pane ed io ti darò ascolto.

Tu non sei un topino, come hai sempre creduto di essere, tu sei un essere di luce.

Il topino incominciò a sbellicarsi dalle risate.

Che dici bambina di una sola cosa sono certo nella vita e cioè quella di essere un topino roditore.

La bambina prese dalla tasca della sua bianca veste uno piccolo specchio, e consegnandolo al roditore disse:

Guardati!

Il roditore guardò perplesso la sua immagine riflessa nello specchietto e restò senza parole.

La bimba sorrise contenta, mise le ali e volò alta.

Aspetta disse l’ex topino, ma allora perché ho sempre pensato di un topo quando invece sono un angelo?

E la piccola nel volare disse:

Siamo tutti angeli ma dobbiamo camminare molto per meritare la nostra lucente natura.



Aspetta perché tu hai le ali ed io no?



Per lo stesso motivo per il quale non avevi capito d’essere un angelo, le tue ali te le devi meritare, camminerai in terra sino a quando non sarai maturo per il volo.

L’angelo nuovo, prese lo specchietto conservandolo gelosamente, ora sapeva che doveva fare. Salì su un palco e chiamò a se tutti i topini del circondario e disse:

Mangiate e bevete e quando sarete sazi, avvicinatevi a me ho messaggio per voi!

I topini si avvicinarono al grande buffet che l’angelo terreno aveva preparato e quando erano ormai sazi, gli corsero incontro, erano tanti e l’angelo non aveva uno specchio tanto gr

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: Cleonice Parisi


Il Parco delle Meraviglie

Suono di grancassa, squillo delle trombe, rullo di tamburi, e sul fondo della carovana, lui, fiero e impettito, col suo bel vestito blu, sorriso smagliante, sguardo sicuro e bombetta sul capo calvo, eccolo là, il capo della fiera, l'unico, inimitabile, impareggiabile conduttore del più difficile, duro, impegnativo, entusiasmante e divertente gioco di tutta l'isola di Fanta Bay.
Con il suo megafono in mano, con voce suadente e decisa ripeteva : "Venghino siori venghino! Iscrivetevi al più divertente e impegnativo gioco di tutti i tempi! Affrontate anche voi la sfida! Superate le prove! Impegnate le forze! Stringete i denti! Aguzzate l'ingegno! Lottate col cuore! E anche voi uscirete vincitori dal "Parco delle Meraviglie"! Iscrizione gratuita! Gioco a coppie!... ma non solo per coppie! Premi a non finire per i vincitori!"
Tutti corsero ad iscriversi; coppie e non, e la sera di apertura, ai cancelli del parco, si ammassarono centinaia e centinaia di partecipanti di ogni età.
Prima dell'apertura dei cancelli, nella moltitudine di clown, giocolieri, buffoni di ogni genere, banchetti imbanditi di ogni cosa, dal croccante ai canditi, allo zucchero filato alla castagna, si potevano distinguere due file ben precise, una composta da coppie già formate, disposti su due code, e una fila di partecipanti "scoppiati", che sarebbero stati poi accoppiati con una banalissima estrazione.
Non vi sottolineo il fatto che le coppie già formate fossero più determinate alla vittoria dei singoli partecipanti, che avevano uno sguardo triste, e rassegnato alla sconfitta.
In questa moltitudine di persone, tutte apparentemente insignificanti, ma tutte con una loro storia alle spalle, la mia attenzione ricadde su dueragazzi, anzi, un ragazzo e una ragazza per la precisione, ancor prima che il gioco iniziasse; i loro nomi erano Povero e Piccola.
Povero era un ragazzo logorroico, ma nn troppo antipatico, deciso, ma un po' insicuro, spigliato, ma imbarazzato, al tempo stesso.
Piccola e

[continua a leggere...]



mamma canguro

Mamma Canguro aveva già versato fiumi di lacrime per la prematura scomparsa della sua creatura : un piccolo canguro di pochi giorni.
La sua caratteristica borsa addominale era rimasta vuota ma lei sentiva ancora il forte impulso di nutrire un cucciolo.
Tanto era forte il desiderio che la sorte arrivò in suo aiuto.
Stava percorrendo mestamente, a piccoli salti, la prateria australiana, quando la sua attenzione fu attratta dai lamenti disperati di un piccolo essere sporco ed affamato.
Si trattava di un Koala che la madre, morta mentre lo dava alla luce, aveva lasciato tutto solo.
Mamma canguro gli si avvicinò tutta emozionata e mentre lo prendeva delicatamente in braccio si accorse che alcuni metri più in là, ai bordi della strada un altro koala, di dimensioni poco più grandi anche lui abbandonato giaceva a terra.
Quello che la mosse a compassione, fu il silenzio di questo secondo cucciolo, così disperato per la sua infelice situazione da non riuscire ad emettere nemmeno un piccolo verso.
Mentre pensava: “Anche loro sono dei marsupiali come me, e hanno bisogno d'aiuto, di coccole, di cibo per poter sopravvivere”, li raccolse entrambi e li mise dentro la sua sacca per riscaldarli e per nutrirli con il suo latte.
Il tempo trascorreva e la balia si prodigava in tutti modi verso i cuccioli adottivi, cercando di non far loro mancare nulla.
Li leccava spesso in tutti i versi per tenerli puliti e stringeva a sé la pelle della sacca per meglio riscaldarli.
Ogni tanto per far credere ai piccoli di essere la loro vera madre emetteva anche degli strani suoni che aveva udito fare dai suoi amici koala.
Osservandoli bene mamma canguro si era accorta che, giorno dopo giorno, i due cuccioli si sviluppavano in modo diverso: uno di loro, il più debole e denutrito, era cresciuto a vista d'occhio, mentre l'altro, che all'inizio sembrava quello più forte, era rimasto del tutto inalterato nel suo aspetto.
Questa situazione, unita al fatto che

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

Questa sezione contiene favole e storie per bambini e adulti, racconti con morale e allegorie

Le favole sono dei racconti breve che trasmettono un insegnamento di carattere morale o didascalico. I protagonisti sono solitamente animali antropomorfizzati che rappresentano vizi e virtù degli uomini. La presenza di un intento morale le differenzia dalle fiabe - Approfondimenti su Wikipedia