username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Favole per bambini

Pagine: 1234... ultimatutte

bianca-neve e i 7 vani

Pora Bianca-Neve, co’ ‘n nome così scontato nun poteva che esse amica de Verde-Prato e Azuro-Celo. Sempre de niscosto ar Principe(Azuro pure lui)che è geloso come ‘n Hotello…. e quanno ce se mette da’ er massimo(***** 5 stelle).
Er cacciatore che se aggirava nella favola cor core ‘n mano consijò a Bianca-Neve d’anna’ner bosco perché c’era ‘na casetta de 7 vani.
Nun era n vendita anche se la Tecno-Bosco je stava a fa’ er filo da parecchio.
La Matrigna cattiva aveva trovato er modo de fa’ li sordi, comprava le mele ar mercato je dava ‘na mano de vernice rossa sulla coccia e je appicicava er bollino adesivo:MELINDA & ER BRIGADIERE…così nisuno ciaveva er coraggio de denuncia’ la contraffazzione.
L’animali der bosco ereno stufi…. Bianca-Neve je trovava sempre quarcosa da fa’:
“Lavate li piatti”…”Rassettate la casa”….”Pulite per tera”…’nzomma…sfruttati e marpagati decisero de rivorgegese ar sindacato la “CI. SLegate. pe. ffavore”.
Dar canto loro li 7 Nani c’aveveno sempre da lavora’nella miniera de diamanti pe’ paga’ er conto dello pisicanalista. Si, perché loro annaveno curati, s’ereno messi ‘n testa de esse’ li rivali dei “GLOBBE-TROTTE” pe’ gioca co’ loro la mitica partita der core:NANI contro MORETTI!
Stretta la noia.. devo anna’ via…. dite la vostra.. c’ho detto la mia!



La leggenda del santo ingollatore

La leggenda del santo ingollatore

Nel piccolo paese di *, incastonato nell’interno dell’isola, la vita trascorreva in modo assolutamente normale, tanto che potevi sentire, fin dalla piazzetta principale, le rimostranze di qualche pecora pascolante nelle campagne d’intorno, od anche il boaro intento a riprendere?" con mugghiî ancor più volitivi?" la vacca indecisa od il mulo lavativo, oppure, ?" perché no?" con orecchi ben’attenti, si poteva pur sentire la blandizia lisciante d’una brezzolina odorosa sull’erbe svogliatizze e indolenti.

?" Ahhh! Oggi càuru c’è..! 1?" poteva benissimo fare uno.

?" Èccaromio, càuru, càuru, chi ’buòi fari? 2 altrettanto bene poteva rispondere un altro.

Ma c’erano anche altre possibilità:

?" ’Gnura Gì, ch’àma ’fàri, è pronta ’p’a ’gniziòni? N’allistièmu? 3

?" Ka sì, sì, ’ronna Cuncè… pari ch’attruvàstuvu ’u spàssu, pirciànnumi ’u cùlu a ’mìa..! 4

Insomma, così dialogavano?" normalmente?" le finestre, arroccate fra i vicoletti serrati del paesello, le cui stradine spettinate s’aggrovigliavano in punto di raggiungere la chiesetta Madre.

***

Don Giovannino Crocetta, ?" inteso “’U ’Zìu Canna”, per il suo proverbiale talento di piegarsi ad ogni soffio accidentale di nuovo vento avverso, dimodoché la carena sua non avesse a temere (Dio ne liberi!), là per là (sai com’è), l’oltraggio di spezzarsi?" era un picaro nostrano, bello tondo, bassottello, di scimmiesca complessione, vile alquanto se del caso di tirar fuori i... corbelli, e in aggiunta molto facile a conoscer da lontano, per la camminata sua sbilenca che tirava un po’ da un lato.

Superata giovinezza senza troppo dar fastidio né alle cose né agli animali, approdò all’età di mezzo risolvendosi di dare, alla sua persona corta, un chiarore di sapiente, un odore di gran saggio, una specie di brillio... guadagnato con il tempo.

In paese, a dire il

[continua a leggere...]



La pasqua di Pino

Era un pino solitario, se ne stava sulla collina dominando tutta la vallata.
Svettava poderoso, la sua immaginabile altezza sfiorava i 60mt. Una moltitudine di aghi raccolti a coppie di due disegnavano la chioma in una forma conica perfetta;
dal possente fusto, non temeva nulla. Non vi erano bufere o tormente che potessero piegarlo.
Ogni tanto qualche boscaiolo tentava di abbatterlo per farne legna da ardere, ma l'accetta, seppur usata con forza non scalfiva minimamente quella bruna corteccia.
Erano passati centinaia di anni e tante generazioni si erano tramandate la storia del magico pino, nessuno avrebbe pensato di riuscire ad abbattere quel magnifico esemplare. Fu così che si dimenticarono di lui.
Passarono ancora cento e cento anni, il pino divenne riparo per uccelli ed ogni forma di vita campestre.
Il tempo non lo segnava minimamente, poderoso era e poderoso restava.
Nelle fredde notti invernali, quando la neve lo ricopriva, si ritirava in se stesso chiedendosi quale fosse il suo destino, perché ne era certo, lui non era un albero come gli altri.
-Io sono nato per un motivo, la mia vita ha uno scopo.
Passarono le ere, guerre e devastazioni, la collina si impregnò del sangue degli uomini morti in battaglia.
Urla, grida e disperazione accompagnarono la sua esistenza, ma nessuno riuscì mai ad abbatterlo o a segnarlo minimamente.
Lo sconforto iniziò ad avere il sopravvento su di lui, non si capacitava di tutta quella malvagità che albergava sulla terra.
Era stanco, il suo amore per gli esseri umani iniziava a vacillare, ma era impotente, non sapeva che fare per poter aiutare quella terra devastata.
Una notte si accorse che in cielo non brillava nessuna stella, la luna era scomparsa, eppure doveva essere proprio lì, sopra alla sua immensa chioma. Non vi era nessuna nuvola, ma il firmamento era scomparso. Improvvisamente una luce lontana si evidenziò sempre più viva, non aumentava di circonferenza, ma solo di intensità.
Un lampo improvviso e

[continua a leggere...]

   4 commenti     di: cesare righi


Enrica la formica sciupona

La formica soldato restò allibita nel vedere Enrica uscire per prima. Le altre formiche operaie erano ancora nel nido a rifocillarsi per affrontare la lunga giornata lavorativa e questa qua…
Era in procinto di chiederle dove andasse quando ella ordinò:
-Lasciami passare soldato, vado in missione per la Regina- sicura e decisa passò oltre ritrovandosi nuovamente nel prato.
Brrr che freddo, però la mattina presto. Mi è venuta anche fame, pensò. Si mise alla ricerca di cocciniglia e trovatala le disse senza nemmeno salutare:
-ho bisogno di nettare per portare a termine una missione segreta. Non ho tempo da perdere-
-Buongiorno Enrica, mi dispiace mai ieri pomeriggio hai bevuto tutto quello che ero riuscita a produrre, ora dovresti portarmi altre tenere foglioline e quando il sole sarà alto nel cielo avrai il tuo nettare.-
-Non ho tempo da perdere, sfaticata cocciniglia, andrò da un’altra- disse la maleducata formica.
-Fai come ti pare,- aggiunse la piccola cocciniglia-ma io sono l’unica nel raggio di molti chilometri-
La prospettiva di dover camminare tanto non entusiasmava Enrica, che acconsentì alla richiesta. Si mise alla ricerca delle foglioline, quando improvvisamente da dietro una enorme foglia comparve il saggio Grillo.
-Buongiorno Enrica, già al lavoro?-
-Vattene grillo bugiardo, per colpa tua ieri sera sono stata punita. Sei un racconta frottole!-
-Enrica, Enrica, attenta. Ascolta i miei consigli e non ti adirare. Ho saputo che la Regina ti ha mandato alla ricerca di cibo. Non sottovalutarla, se tornerai senza provviste, questa volta non te la caverai così velocemente. Nonostante tutto mi sei simpatica, voglio aiutarti. Tu vai a raccogliere il cibo e io porterò le foglie a cocciniglia-
Enrica ci pensò un attimo poi acconsentì. Che stupido quel grillo, faceva il suo lavoro. Lei si sarebbe coricata all’ombra di una foglia ed avrebbe atteso che il nettare fosse pronto. Però un po’ di fame l’aveva. Si mise alla ricerca di q

[continua a leggere...]

   3 commenti     di: cesare righi


Un cuore nuovo

Le umiliazioni che tu hai inferto, come il più disumano degli aguzzini, non sono volate via ingoiate dal tempo, esse vagano sul tuo capo come avvoltoi affamati che inseguono la preda.

****************************


La dea della vita, giunse al vivere dei suoi campi, e prese a camminare per i prati in fiore. Era bellissima e piena di luce, ed uno scarafaggio guardandola ne restò incantato:

Meravigliosa creatura, tu al di sopra di tutte, tu luce che rischiari la vita, tu anima gentile, si inchina il mio capo al tuo cospetto.

Ma la dea della vita, sapeva bene chi invero fosse quel buio animale e pertanto al suo gentil parlare rispose:

Alza pure la fronte, non devi a me questo rispetto, ti conosco e so che non hai mai dimostrato gentilezza al vivere, se non a chi ti è apparso superiore.

Io?

Disse offeso lo scarafaggio.

Madre della vita, ti starai confondendo con altri, non esiste scarafaggio più altruista di me, te lo dimostra il fatto che mi sia rivolto a te con grande rispetto senza neppure conoscerti.

Continui a creder che il viver dorma, figlio ingrato, ho osservato ogni passo del tuo cammino e le umiliazioni che hai inferto al più piccolo dei miei figli e come se le avessi inferte a me.
Non posso dimenticare il dolore che hai procurato, e sino a quando i miei figli continueranno a versar lacrime sui tuoi misfatti, io non ti perdonerò.

AHHAHAHH e che mi fai, ho avuto una vita bellissima e piena di soddisfazioni, ogni qualvolta ho desiderato qualcosa me la sono presa. Posso davvero ritenermi soddisfatto di ogni cosa, dimmi ora cosa puoi togliermi forse la vita?
Prenditela pure, era già previsto ma non cambierei una virgola del mio passato.

Tu dici? Parli così in virtù della tua limitata visione di vita, ma se comprendessi che la tua esistenza e solo all’inizio e non alla fine così come pensi, le tue certezze incomincerebbero a vacillare e piangeresti lacrime amare, per come hai lavorato qui sulla terra.
Le umiliaz

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: Cleonice Parisi


Ricciolino

Gesù era nato da poco e già i primi pastori erano davanti alla grotta con i loro poveri doni: Latte, formaggio, uova.
Uno meno povero degli altri portò un agnellino vivo, molto piccolo. Maria sorrise e lo pose delicatamente sulle gambe di Gesù. L' agnellino belò e Giuseppe, accarezzandolo, gli disse: " Sta tranquillo. Nessuno ti farà del male" Come tutti sapete Giuseppe, Maria e Gesù dovettero fuggire in Egitto. Non ebbero il coraggio di lasciare l' agnellino solo e lo portarono con sè. Maria era in gropa ad un asinello con Gesù in braccio. Giuseppe con una mano teneva la cavezza dell' asinello per guidarne il cammino e, nel braccio libero, teneva l' agnellino. Quando finalmente tornarono a Nazareth Giuseppe fece una stalletta per l' agnellino che divenne il compagno di giochi di Gesù via via che cresceva. Anche
l' agnellino cresceva e Maria pensò che fra poco Gesù sarebbe stato troppo grande per giocare ancora con l' agnellino e si
intenerì al pensiero che questo si sarebbe sentito solo.
Allora comprò una pecorella e la mise nella stalletta. Cosa pensate che successe? Successe che i due si innamorarono e si sposarono. Nacque un agnellino, bello come i genitori che
lo chiamarono Ricciolino per i riccioli neri che incorniciavano la sua testa. Passò qualche anno. Gesù, che aveva guarito i lebbrosi, ridato la vista ai ciechi e l' udito ai sordi, fu condannato morte da Pilato che non avrebbe voluto farlo
perché riteneva Gesù un uomo giusto. Saprete che, sotto le feste pasquali, in Palestina c' era la consuetudine di liberare un prigioniero. Pilato chiese alla gente radunata sotto il suo palazzo se volevano libero Gesù o Barabba, un feroce malvivente. La gente, aizzata da uomini malvagi, scelse Barabba. Gesù fu condotto sul monte Golgota e fu crocifisso. Ricciolino lo aveva seguito ed aveva assistito con grande dolore alla sua agonia. Quando Gesù emise l' ultimo respiro il cuore di Ricciolino si spezzò. Gli amici di Gesù lo seppellirono pro

[continua a leggere...]



Il pesce pittore

In mare c'era un pittore chiamato "Lejeux Sonfet", era un pesce che dipingeva fuori dal mare. Alzava la testa fuori dall'acqua e dipingeva i suoi quadri, che restavano fuori.

Lui era famoso in tutto l'oceano e certe volte i pesci di Pescelandia parlavano di lui, come quando, un giorno, andò a una gara per pittori e vinse il primo premio.

Ogni giorno inventava anche qualcosa, e una volta decise di dipingere un quadro e portarlo nel mare.
Quando lo immerse però, dopo aver finito, i colori uscirono dal quadro, e il mare diventò tutto colorato con le onde di colori diversi che si alternavano.

Il mare prese tutti i colori che esistevano diventando così un grande quadro colorato, e questo fu il suo quadro più grande e più bello.




Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

Questa sezione contiene favole e storie per bambini e adulti, racconti con morale e allegorie

Le favole sono dei racconti breve che trasmettono un insegnamento di carattere morale o didascalico. I protagonisti sono solitamente animali antropomorfizzati che rappresentano vizi e virtù degli uomini. La presenza di un intento morale le differenzia dalle fiabe - Approfondimenti su Wikipedia