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Favole per bambini

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Lo Splendido

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Il Frutto della Serenità

Il mare della serenità
ha schiuso il suo cuore
osserverai la sua immensa distesa
ed immergendoti nelle sue confortanti acque
tu diverrai mare.

Nel mare della serenità vedrai fiorire
l’espressione migliore del tuo esistere
carezzerai i sogni di un vivere carezzato
e nel cuore della vita tu risplenderai.

Il mare della serenità oggi
ha un nome
il tuo.

Cerca la serenità,
chiama la serenità
quella dolce creatura
avrà sentore del tuo dire
solo dopo averti molto ascoltato.

Prendi la tua serenità,
e nel sole del tuo cuore
depositerà il suo primo figlio
la Gioia.

Un uomo stanco, aveva vagato al vivere per un tempo che neppure più ricordava, alla ricerca di un unico sentire la sua gioia.

Gioia, Gioia!

Gridava l’uomo nella solitudine del suo immenso deserto.

Ti chiamo da sempre e di te solo arido deserto. Gioia, Gioia, questo sarà il mio ultimo grido alla tua inesistente figura, se esisti appari ora al mio vedere fa che io scorga la tua essenza anche senza possederla.

Il sole era alto, e l’afa rendeva l’orizzonte mobile, e fu proprio in quel vedere confuso che l’uomo scorse i passi di una bellissima donna vestita di una tunica azzurra, che giuntagli vicino gli offrì della acqua dicendo:

Io sono la Serenità.

L’uomo guardò quella nobile creatura, e con occhi delusi disse:

Non di te ho avevo chiesto la visione, seppur meravigliosa cosa tu non sei la Gioia.

La donna, guardò con amore l’uomo e spogliandosi nuda di fronte ai suoi occhi attoniti, gli mostrò la sua avanzata gravidanza. L’uomo guardò senza comprendere l’audacia di quella donna, e continuando a fissare quel ventre turgido e pregno disse:

Di chi è il figlio che porti in grembo?

E la donna illuminatasi di una luce interiore disse:

È tuo figlio.

L’uomo scoppiò in una risata cristallina, e mentre il sudore gli rigava il viso, una s

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   2 commenti     di: Cleonice Parisi


Leo…nino, lezione di caccia

Sveglia ragazzi, il sole è già alto. Ho visto Enrica la scimmietta, lanciarsi di liana in liana dirigersi alla tana di Ras. Venite andiamo a vedere che novità ci sono.
Silenzio e attenzione a serpenti e coccodrilli. Stiamo tutti vicini, anche se siamo venuti con il treno della fantasia…non si sa mai!

Ecco Enrica, occhio vispo e musetto simpatico, nascosta dietro un grosso ramo, si sta gustando una banana e non perde d’occhio l’ingresso della tana di sua maestà.
- Grauuuuuu- ecco Ras che se ne esce. Terribile, il suo ruggito sveglia tutta la foresta. Dolcissimi bambi ancora piccini si avvicinano alla mamma tremanti. Cuccioli d’elefanti barriscono impauriti, impala dal corto codino iniziano a correre in tutte le direzioni. Una nuova giornata è iniziata e forse qualche abitante di Kisangani non vedrà il nuovo sorgere del sole, ahimè, così è la vita della giungla. Ecco Ras, sentiamo che ha da dire.
- Leonino, vieni inizia la tua istruzione. Grauuu, oggi tutti gli animali della foresta sentiranno il tuo terribile ruggito. Forza vieni.-
Eccolo, quel grazioso musetto, esce dalla tana titubante, circospetto, guarda il papà con gli enormi occhioni azzurri e trotterellando felice gli si avvicina. Si struscia contro la possente zampa emettendo fusa come fosse un gattino.
Ras, lo allontana dolcemente da sé e guardandolo amorevolmente gli ordina con tono autoritario
-Ora, fammi sentire un bel ruggito, voglio che tutti sappiano chi è mio figlio, ma… ma… dove sei Leo?-
Enrica sporgendosi da dietro il ramo che la cela alla vista di Ras, dice con voce divertita
-Maestà, ecco, ho visto il terribile principe dirigersi al fiume-
-Che dici sciocca se era qui un attimo fa!-
-sì ma ora è andato da quella parte e penso stia facendo colazione-
-Grauuuu-continua Ras innervosito- colazione con che stupida scimmia, se non gli ho ancora insegnato a cacciare.-
-Hi hi, venga a vedere- risponde questa saltando velocissima da un ramo all’altro.
Ras la s

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   0 commenti     di: cesare righi


Volo

Un bel giorno Pio Pio di buon mattino si mise in testa di voler volare, quanto le sarebbe piaciuto planare nel cielo aperto, e saziare la sua voglia di conoscere, e viaggiare in luoghi sconosciuti. Quindi fece mille tentativi dal punto più alto del pollaio, ma puntualmente invece che planare ballonzolava giù nella paglia che attutiva le cadute. Cocca D'Oro più volte l'aveva esortato a non farlo: "I pulcini non possono volare, quante volte telo devo dire?! .. ma il pulcino come il suo solito non ascoltava, e più testardo che mai decise di allontanarsi dal pollaio. In questo modo avrebbe potuto agire indisturbato, convinto che tutto il risultato potesse dipendere dalla concentrazione! Si sposto in un luogo appartato, vi erano alti cespugli, e un solo grosso albero d'ulivo, il quale copriva la terra sottostante con la sua ombra. Nascosto su un grosso ramo vi era Nonno gatto Bastiano disturbato dall'arrivo di Pio Pio;Bastiano si domando tra se e se : "Ma santo cielo! Cosa combina quel batuffolo di piume?" nel frattempo lo vide arrampicarsi su un alto cespuglio, con l'ausilio del becco e delle aluccie. In bilico fra un ramo e l'altro, cercava di raggiungere la cima troppo alta per un pulcino. Nonno gatto pensava che avrebbe potuto farsi un gran male, poteva morire battendo la testa al suolo! Immediatamente si preoccupo di correre a chiamare lo zio Rupert l'oca in corsa tutto agitato con balzi felini fece più in fretta che poté. Quando la mina vagante Pio Pio giunse in cima all'alto cespuglio, era tutto sudato, sfiatato e stanchissimo, guardare verso il basso le faceva girare la testa. "Oh dio aveva le vertigini!! " "Casplitelina mi viene da vomitale!" in un attimo si senti mancare, così perse l'equilibrio e precipitò, cercando con le poche forze rimaste di battere le ali, o agguantare i rami, ma niente continuava a precipitare. Penso che sarebbe finita la sua vita, qualcuno lo salvo in tempo, prima di toccare il suolo, un grande pennuto fiondo al volo tenendol

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   4 commenti     di: Gabry


Il mondo della passione

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   2 commenti     di: Cleonice Parisi


L'asino e il cavallo

C'era una volta un asino, tanto vecchio quanto distratto,
che viveva in un bosco con il suo branco e con esso si
recava, tutti i giorni a brucar l'erba, nel prato più vicino.

Un dì, l'asinello era intento a gustare la sua erba preferita, con la voracità di un leone e non si accorse che i suoi compagni si erano allontanati. Così, egli s'incamminò e inoltrandosi in una prateria, incontrò un cavallo selvaggio, che scorazzava festoso come fosse un cerbiatto, in cerca di un po' di libertà.

L'asino si avvicinò a lui e gli chiese:
"Ciao amico cavallo, hai visto passare un gruppo di asini?"
e il cavallo, riflettendo un tantino, con aria un po' sorniona, rispose:
"No, asinello, non ho visto passar nessuno".

In quel momento, l'asino s'intristì e s'incupì così tanto che il cavallo si dispiacque per lui e si offrì di aiutare il ciuchino nella sua ricerca.

A quel punto, i due, proseguirono il viaggio camminando ininterrottamente per quattro giorni e quattro notti. Allo spuntar del quinto giorno, finalmente, ritrovarono la mandria e l'asinello ringraziò il cavallo e si riunì ai suoi compagni.

Sul punto di partire, però, esso, volle chiedere al suo amico d'avventura di entrare a far parte del gruppo e il cavallo rispose di sì. In tal modo, avrebbe avuto una famiglia tutta per sé.



Enrica la formica sciupona (terza parte)

...
- Dici a me? – rispose prontamente l’astuta formica
- a chi se no? Ci sei solo tu qui come agente segreto-
-io non ho mai detto che sono un agente segreto. Ho solo detto che sono in missione per la Regina-
La Regina assistendo divertita chiese:
-Ah sì, e che missione ti avrei affidato?-
-Sua maestà, non mi ha incaricato di andare a procurarmi del cibo?-
-Sì certo-
-E non è una missione questa?-
-Sì certo-
-io ho sempre affermato questo. Il saggio Grillo può confermare che non ho mai detto che sono un agente segreto-
- Hummm-un po’ spazientita la Regina congedò il grillo e rivolgendosi ad Enrica:
-Bene Enrica, dove è il cibo?-
-Ah, è successo che mentre ne andavo alla ricerca, ho incontrato un insetto che mi ha chiesto di aiutarlo. Un certo cocciniglia, mi ha detto che noi formichine li nutriamo perché loro ci regalano poi il nettare che piace tanto alle Regine. Io pensando di farle piacere, sono corsa a cercare una bella fogliolina da dare a cocciniglia, e lei mi ha dato tanto nettare…-
-Ma che brava sei stata e tutto questo nettare dov’è?- chiese la regina guardandosi intorno
Fingendosi disperata la scaltra formica aggiunse:
-L’avevo accumulato tutto nel mio sacco di trasporto, poi tornando verso il nido mi sono stancata e ne ho bevuto un pochino. Giuro solo un goccio per rimettermi in forza, ma quando sono arrivata qui non ce ne era più. Non riesco ad immaginare cosa possa essere successo. Prima c’era ed ora non c’è più. Una magia, forse.-
La Regina non sapeva se castigare Enrica o premiarla per la fervida fantasia. Decise di punirla solamente per quella sera. L’avrebbe mandata a dormire senza mangiare nulla.
-Enrica, lo sai che il nettare prodotto dalle cocciniglie serve a noi formiche per l’inverno? Lo immagazziniamo ed è il nostro nutrimento durante il grande freddo, quando il cibo scarseggia, il nutrimento del nettare ci permette di arrivare alla nuova primavera senza soffrire e specialmente senza farci

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   2 commenti     di: cesare righi



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Questa sezione contiene favole e storie per bambini e adulti, racconti con morale e allegorie

Le favole sono dei racconti breve che trasmettono un insegnamento di carattere morale o didascalico. I protagonisti sono solitamente animali antropomorfizzati che rappresentano vizi e virtù degli uomini. La presenza di un intento morale le differenzia dalle fiabe - Approfondimenti su Wikipedia