username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Favole per bambini

Pagine: 1234... ultimatutte

L'ape e la farfalla

Una stupenda giornata d’estate, due sorelline giocavano correndo in un prato floreale arricchito d’alberi, panchine e giochi. Erano nel giardino del castello, due piccole principesse, una di circa tre anni e l’altra di cinque. Entrambe avevano una bambolina in mano e si rincorrevano. La più grande cercava di curare quella più piccola intanto che si divertivano. In certi momenti sorridevano ed erano felici in altri provavano invidia l’una per l’altra e litigavano facendosi male, ma il dolore era più morale che fisico perché erano innocenti bimbe senza forze.
La più grande, che si chiamava Serena, si sentiva subito in colpa quando litigavano, era più tranquilla e si sentiva tanto responsabile della piccolina, anche se nel giardino erano sicure. La piccolina, si chiamava Teresa, era una birichina, un po’ prepotente e ogni tanto faceva qualche dispetto a Serena. Quindi l’invidia di Serena era diversa da quella di Teresa.
All’ora di pranzo, cena e merenda erano richiamate e rientravano nel castello. Nonostante due o tre persone di servitù le seguissero loro andavano a cercare sempre i genitori, soprattutto Teresa, convinta che loro volessero più bene a Serena. Ogni volta gli saltava in braccio e si faceva dare un po’ d’affetto. Serena ricordandosi le parole: “È più piccola” osservava e sorrideva.
Passò un po’ di tempo e Serena cominciò a studiare. La mattina andava a scuola e il pomeriggio era tanto impegnata a svolgere i compiti e a leggere, cosa che trovava piacevole. Così Teresa era spesso sola, ogni tanto provava a chiamarla e a convincerla a uscire a giocare ma lei preferiva leggere.
Un giorno anche se il tempo non era molto bello, era nuvoloso, riuscì a convincerla. Serena pensò che fosse giusto liberarsi ogni tanto da qualsiasi impegno. Uscirono da casa, si sentivano già forti tuoni e alzando gli occhi Serena vide anche frizzanti lampi in cielo. Teresa era già corsa avanti mentre lei le diceva: “Aspetta non è il mo

[continua a leggere...]

   5 commenti     di: sara zucchetti


Fratelli

Fratelli

Erano ormai parecchi i giorni trascorsi dacché avean lasciato casa?" la cara casa dove ogni cosa può nascondersi ma si ritrova, dove l’indispensabile dell’ospite è l’inutile pel visitatore, quel luogo dell’anima dove si torna (col pensiero almeno) nel momento in cui s’è tristi altrove?" quando incontrarono un anziano signore.
Assiso sur un lastrone di pietra, incassato nel muricciolo antico quanto lui, rimirava, costui, fisso un punto vuoto innanzi a sé, ma macilento e?" va detto?" male un pochino in arnese, tutto compreso?" circondato persino?" d’una irreale immobilità, d’una apatia tetragona fuor dal tempo?" si direbbe?" comune, pareva voler solo mostrare, come residuo segnale di appartenenza a questo mondo, un fremito impercettibile nei polsi cerei e scarni, dalla vecchiezza rosicchiati.
Un refoletto impertinente?" frequentatore unico di quell’angolo di solitudine dimentica e rara, tirava a far dispetto a un ciuffetto di capelli, radi e sbiancati come logore lenzuola al sole, la qual cosa poteva essere notata a condizione d’osservare il vecchio adusto di profilo.
E così Patonsio e Carmine fecero, poi che l’esame dal di fronte non li incoraggiò nel progredire approcci e conoscenza. L’osservarono pertanto da variate prospettive, lo studiarono un po’ dietro e al lato un poco, gli girarono d’attorno, assai curiosi del come e del perché, sinché fattisi vicino, piano piano, come a scoprir che fosse vivo, gl’inviarono un saluto:
?" Buon Giorno, egregio signore, saprebbe dirci, per favore, che strada è meglio fare per raggiungere il paese?
?" …
?" Se non è troppo incomodo, s’intende…
?" …
?" Questo dorme, ?" disse Patonsio indovinando un che d’insolito negli occhi assenti, benché aperti?" pare che è sveglio, e invece dorme. ’U jabbu arriva e ’a stima no!
?" Va bene, ?" fece Carmine, riguardoso ancora verso quel vecchio austero e strambo?" ci scusi tanto del dis

[continua a leggere...]



Il buio che accese il Sole

Non creder che a un grande dolore corrisponda l'ira del cielo,
talvolta è il contrario,
si vogliono segnalare strade speciali a cuori meritevoli ma addormentati.

Quando un anima dorme,
a svegliarla non saranno i falsi credo del vivere,
che ne saprebbero solo prolungare il sonno all'infinito.

A risvegliare i cuori scende il semplice dolore.

Solo questo pungolo avvelenato,
risveglierà
il coraggioso condottiero addormentato nel tuo cuore.

Solo attraverso il suo risveglio saremo in grado di vivere davvero.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Prendi questa lampada.

Disse una vecchia donna, alla giovane Lima.

E sappi custodirne il tesoro, non esistono nel vivere preziosità uguali al suo inestimabile valore.

Lima raccolse la piccola lampada e ridendo disse:

Non sarà mica la lampada di Aladino, strofinandola viene fuori il genio?

La vecchia donna non ascoltò neppure la sua domanda, e dandole le spalle sparì come ingoiata dalla fitta nebbia del sottobosco, portando con se la vecchia lanterna che Lima portava con se.

Vecchina, vecchina, che fai, così mi lasci al buio?

Non vedo nulla, non puoi fare così, ti sei presa la mia lanterna accesa, per lasciarmi questa vecchia lampada spenta. Aspetta...

Disse urlando.

E la voce della vecchina ormai lontana sussurò:

Accendi la tua lampada.

Lima, cercò nelle tasche un cerino per accendere la sua lampada, il buio era talmente intenso da farle mancare il respiro, ma le sue tasche erano vuote ed un profondo sconforto la colse.
Immediatamente tre piccolissime lucine presero a girarle intorno, ed altrettante tante piccole voci incominciarono a parlarle:

Lima, ciao sono Sara.

Lima io sono Leda.

Ciao Lima, io mi chiamo Forny.

Erano talmente tante le voci che Lima invece di sentirsi rincuorata dalla compagnia e dalle lucine, prese a coprirsi le orecchie terrorizzata.

Vedi si è spaventata.

Disse Sara

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: Cleonice Parisi


Ladro amico

Due amiche puzzole abitavano in una casa nel bosco.
Una sera, mentre le due amiche dormivano, un ladro gli entrò in casa.
Le due non si erano accorte che il ladro gli era entrato in casa, ma se ne accorsero la mattina dopo.
Qualcosa non c'era più quindi si accorsero dell'arrivo del ladro.
Mancavano una tovaglia, un osso di gomma, due rose e un bicchiere con l'acqua dentro.

Una delle due, allora, fece una trappola. Scavò una fossa e ci mise qualcosa sopra per nasconderla alla vista. L'altra puzzola, nel frattempo, si preparò un panino.

Quando tornò per mangiarlo, ci cascò lei nella trappola.
La prima disse:
"il ladro finalmente!"
Subito dopo, però:
"Oh no amica mia, sei finita tu nella mia trappola!"
L'altra puzzola disse:
"Si, sono finita nella tua trappola ed ora come faccio a tornare su?"
Ed aggiunse:
"Guarda un po' in magazzino se c'è una corda."

Presero la corda ma mentre la puzzola si arrampicava, la corda si spezzò.
Quindi alla fine usarono la scala.

Dopo la disavventura, però, la trappola funzionò perché durante la notte seguente catturarono il ladro dinosauro.



La gatta principessa

In una terra straniera molto lontana, al di là del mare, c'era un regno che stava sul cocuzzolo di una montagna. In cima c'era il palazzo reale e giù per le pendici le case e i campi. Non c'era strada che non fosse o in discesa o in salita.
Il re era il migliore dei sovrani e aveva un solo dispiacere. Era già vecchio e aveva tre figli. Avrebbe desiderato che si sposassero garantendogli così una discendenza, ma i figli non potevano perché non c'erano principesse.
Un giorno il re chiamò i tre figli e disse loro: - "Prendete queste tre palle d'oro, andate nel punto più alto del mondo ed ognuno di voi tiri la propria sfera nella direzione che preferisce. Dove questa si fermerà, una sposa si troverà."
I figli presero ciascuno la loro palla e fecero quanto aveva detto il padre. Le palle d'oro rimbalzarono a lungo. Quella del figlio maggiore si fermò davanti la cascina di un contadino, quella del figlio mezzano davanti la bottega di un fornaio e quella del minore andò in una cesta.
I due fratelli maggiori entrarono nelle botteghe e videro che c'erano due belle ragazze da marito, per cui tutti contenti le portarono al palazzo per presentarle al re. Federico, il fratello minore, se ne stava in ginocchio davanti a quella cesta dove giaceva addormentata una gatta dal pelo folto e lucido, era di un bianco candido e sembrava una creatura dolce e indifesa.
Il ragazzo vedendola disse: "Siccome la palla che ho tirato è caduta in questa cesta, tu dovresti essere la mia sposa". "Sono contenta, vienimi a prendere la mattina delle nozze", rispose la gatta svegliandosi dal suo sonno profondo. Federico se ne andò triste al palazzo dove trovò i fratelli che già si preparavano per le nozze e sogghignavano per la sua sfortuna.
Il re li chiamò allora nella sala del trono e disse loro: "Ora che ognuno di voi ha trovato la sposa dobbiamo decidere chi sarà il re e la regina. Ecco, queste sono due libbre di lino per uno, prendetele e portatele alle vostre promess

[continua a leggere...]

   13 commenti     di: Dilaila Bella


La Luna e Margherita

C’era una volta la Luna ed il suo Re, che viveva tutto solo in un grande e meraviglioso palazzo bianco. Aveva pochi servitori e passava le sue giornate a guardare le stelle e la Terra con tutti i suoi mille colori.
Non c’è molta luce sulla Luna, tutto è penombra; non ci sono colori, tutto è bianco; non ci sono rumori, tutto è silenzio; non c’è la notte e neanche il giorno; tutto è triste e malinconico, così come tristi e malinconici erano gli occhi del Re della Luna. Profondi e scuri come la notte più buia e sempre alla ricerca di qualche cosa, ma senza sapere di cosa.

Una non-notte della Luna, il Re guardando verso la Terra dal suo palazzo bianco, incrociò lo sguardo di una ragazza: Margherita. Anche lei cercava qualcosa, qualcosa che aveva perduto pur non avendolo mai avuto. Aveva gli occhi blu come il cielo e anche i suoi erano coperti da un velo di tristezza. Ogni notte alzava lo sguardo al cielo e alle stelle, cercava……, sperava,…….. sognava.

Una sera d’estate in cui il caldo era insopportabile, Margherita decise di andare a rinfrescarsi al lago. Lasciò i vestiti sulla spiaggia, e si lasciò avvolgere dalle acque, accarezzata dalle piccole onde. Guardò il cielo, guardò le stelle, guardò la luna eppoi chiuse gli occhi……cercando, sperando, sognando.
Il Re della Luna la vide mentre sembrava dormire sulle acque ed ordinò al suo raggio più lungo di scendere sulla Terra e rapirla. E così fu.

Il raggio la sollevò dalle acque, l’abbracciò e cullandola come braccia materne la trasportò sulla Luna. Margherita non si accorse di nulla, continuava a dormire. Si risvegliò dopo molto tempo, in un palazzo che non era casa sua, in un letto che non era il suo. Tutto era bianco e silenzio. Accanto a lei era il Re della Luna che la guardava con i suoi occhi scuri e profondi che ora brillavano di una luce particolare.
“Ecco cosa cercavo da sempre!” le disse guardandola, “ecco da chi volevo essere trovata!” rispose lei, e

[continua a leggere...]



La mia prima favola

Tanti, ma tanti anni fa'... nella Citta' dell Amore... era scesa la sera,
e mentre Rometto..., micione vagabondo, fissava la luna intirizzito dal freddo mentre cercava tepore accanto a quel comignolo... a malincuore si accorse che il comignolo aveva smesso di tirare e più passava il tempo e più sentiva il gelo che si stava insinuando oltre la pelliccia, ma.. voleva restare ancora un pochino su di quel tetto.. ad ammirare la luna... e guardarla riflessa in un abbaino li vicino era un gioco che a lui piaceva tanto, si spostava con la testa per creare dei mosaici di luce...

Duchetta, invece una micetta fortunata, ospite di una casetta riscaldata dal camino, ogni notte si sedeva comoda, sul suo cuscino a fiorellini rosa, davanti all abbaino e lo guardava sognante... era innamorata di quel bellissimo micio fulvo.. dal portamento da guappo di quartiere, dagli occhioni scuri ed una meravigliosa coda da fare invidia persino ad una volpe... ma era anche curioso il fatto che passasse tutta la notte con i baffetti all'insu' invece che scorazzare per i tetti della citta'..
Aveva timore di attirare la sua attenzione, quindi stava attenta a non farsi scorgere, Duchetta era molto timida a causa di un piccolo difetto di pronuncia, dalla nascita, la zeppola, ... e poi chissa' quante micette aveva intorno Rometto su' per i tetti... quindi non le restava che adorarlo ed amarlo da lontano...

Improvvisamente qualcuno accese una candela nella stanzetta di Duchetta e questa luce diffusa attiro' l'attenzione di Rometto, che non riusciva più a vedere la luna riflessa sui vetri... ma vide una stella solitaria bellissima, da quanto tempo lei era li' ad osservarlo..?

Lei gli sbatte' le lunghe ciglia per ricambiare quello sguardo intenso... allora lui, facendosi coraggio, si avvicino' all abbaino.. e le chiese :
come ti chiami principetta...
mi chiamo Duchetta... e tu?
.. io Rometto...

Eh si... a volte i luoghi non contano... ma il chi ed il quando...
zeppolando zeppolando.

[continua a leggere...]

   1 commenti     di: Aure



Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

Questa sezione contiene favole e storie per bambini e adulti, racconti con morale e allegorie

Le favole sono dei racconti breve che trasmettono un insegnamento di carattere morale o didascalico. I protagonisti sono solitamente animali antropomorfizzati che rappresentano vizi e virtù degli uomini. La presenza di un intento morale le differenzia dalle fiabe - Approfondimenti su Wikipedia