PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Fiabe

Pagine: 1234... ultimatutte

L'Isola Misteriosa

S'imbarcò per non soffrire più alla volta di un nuovo mondo da scoprire.
S'imbarcò su una piccola - forse troppo - piccola nave;
negli occhi lucidi solo voglia di morire per il suo amore perduto perché lui nulla aveva oltre al suo amore. E per lei, che amava se stessa più di ogni altra cosa, non era abbastanza.
La nave affondò, ma lui, trasportato dalle onde, si risvegliò dinanzi ad un paesaggio senza eguali.
Dall'alto di una rupe, una cascata di diamanti, tintinnando sulla roccia, tuffava il suo splendore in uno specchio di acqua dorata.
Si disse: - Son pazzo, oibò! Il dolore mi ha fuso il motore della ragione!
E, voltandosi verso il mare, richiamato da uno strano suono, vide, oh si, vi dico che lo vide...! Credetemi!
Insomma, vide che l'onda che lo aveva trasportato, altro non era che oro fuso. A riprova di ciò, sul suo corpo, una patina dorata brillava al sole... Oro? Si, era proprio oro!
Sto sognando, perbacco! Qualcuno mi svegli! - Cominciò ad urlare e si ritrovò a chiamare il suo amore: "Elena, Elena!"
Ma Elena non poteva rispondere perché era troppo lontana. Si sdraiò su quella sabbia dorata e sprofondò in un sonno ristoratore.
All'improvviso aprì gli occhi e vide davanti a sé una donna bellissima.
-Chi sei? - Le chiese
-Sono colei che ti salverà!
-Come ti permetti? Io amo un'altra donna e, adesso che sono ricco, posso tornare a riprendermela!
-Tu sei libero di andare, tanto so che tornerai!
-Ma si può sapere chi sei?
-Sono la custode dell'isola e vivo qui da oltre due secoli.
-Allora tu sei ricchissima!
Rise di gusto la donna a questa osservazione così ingenua.
-Certo che lo sono!
-Tu... tu puoi avere diamanti e oro e tante cose ancora e...
-No - lo interruppe - non è per questo che sono ricca...
-Ma... come.. tu..
-Tutto ciò che vedi è solo apparenza.
-Ma oro... diamanti.. potrei regalare un anello alla mia fidanzata e lei... oh si.. lei mi amerebbe per tutta la vita!
Sorrise la giovane donna: - Oh no, non l

[continua a leggere...]



La regina dei fiori

II prato ubertoso attorno al lago argentato, era abitato da fiori; un popolo di creature di rara bellezza.
Miosotis, con l'azzurro tenue del suo abito era tra le fanciulle più belle dell'abitato. Ninfea candida scivolava tra le foglie galleggianti, era la sua amica del cuore e ogni giorno stavano in dialogo per ore sulla riva erbosa,, occhieggiando tra il verde
Erano molto eccitate perché avevano saputo che entro pochi giorni sarebbe venuta in visita la regina.

Miosotis pregò l'amica di controllare i petali dei suoi fiorellini; temeva di non essere al meglio della fioritura. "Non ti preoccupare, mia cara, sei bellissima sotto il cielo azzurro il tuo colore è intenso e luminoso" rispose Ninfea.

Una coccinella venne ad informare che le amiche lumache e formiche, avrebbero preparato il tappeto rosso per il passaggio della regina e la moltitudine di tutte le coccinelle del prato erano invitate a disporsi compiutamente nelle prime ore del mattino.
Furono invitate anche le libellule dalle ali impalpabili e dei colori più belli, a fare ala al passaggio della regina.

Poco più in là due girasoli litigavano perché non riuscivano a guardarsi in viso: entrambi attratti dalla stessa parte dove sfolgorava il sole, non avrebbero potuto stare immobili a lato del trono.
Nugoli di farfalle celesti volavano basse nelle vicinanze; a loro venne chiesto di formare corona sopra il capo della sovrana.

Nel lago, un coro di ranocchie si esercitava con canti leggeri e bassi, alternando le loro voci a quelle del fringuello che le accompagnava con il suo canto dal tono soave e melodioso.

Uno tra i più alti e bei tulipani, con i petali rosso carminio e variegati, si disponeva a fare da gran ciambellano per il grande evento.
Ridondanti sulla riva opposta, grappoli di lillà avrebbero fatto da damigelle precedendo il corteo reale.

Due giorni dopo, all'alba, iniziarono i cori. Alle ranocchie del lago ed al fringuello, si unirono usignoli e capinere cantando mu

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: Verbena


Il calciatore vincente

C’era una volta Thomas, un giocatore di calcio molto bravo; un giorno arrivò un drago, brutto e cattivo.

Questo drago faceva molti dispetti a Thomas; per tale motivo la sua squadra perdeva sempre.
Un giorno arrivò, in suo aiuto, un X5, un robot che gli donò un telefono magico. Gli spiegò come usarlo e se ne andò.
Thomas usò il telefono e sconfisse il drago.


Thomas tutto contento ritornò allo stadio e la sua squadra vinse la partita nazionale.

   2 commenti     di: Andrea Raineri


Lo stagno incantato

Una leggenda narra che nelle Terre Incantate, nascosto tra gli alberi secolari del Bosco Senzanome, c'era un piccolo stagno che aveva un incredibile potere: chiunque si specchiasse nelle sue limpide acque poteva vedere il proprio futuro. Tanti erano i cavalieri che l'avevano cercato per conoscere in anticipo l'esito delle battaglie cui avrebbero preso parte e altrettanti i regnanti, che avevano incaricato i loro servi di trovarlo ad ogni costo perchè speranzosi di sapere per quanto tempo avrebbero esercitato il loro potere o se il loro regno sarebbe stato minacciato da qualche cavaliere solitario in cerca di fortuna.
Per anni e anni, i regnanti che si succedettero nella dinastia dei Draghi delle Terre Incantate impiegarono tutte le loro forze per trovare la strada che conducesse allo Stagno Incantato (così la leggenda narrava che si chiamasse) perchè erano certi che, una volta trovato, nessuno avrebbe potuto più spodestare la loro famiglia poiché, grazie al potere di quell'acqua, avrebbero visto il futuro.
Ma tutte le ricerche erano state vane.
Si ricorda solo di un servo che, tornato dal suo Re dopo molti mesi di ricerche, dichiarò di avere trovato lo Stagno Incantato e di avervi letto il suo futuro, ma non quello del Re. Quest'ultimo, indignato che una tale magia avesse privilegiato un servo e non il suo Re gli chiese che cosa mai avesse visto tra quelle acque.
"Sire..." Disse il servo "... in verità ciò che ho visto mi ha terrorizzato e la mia paura è tale che non riesco nemmeno a parlarne. Chiedo solo il Vostro perdono..."
Ma il Re, al quale questa spiegazione pareva solo una burla per tentare di guadagnare credito agli occhi della corte, lo fece imprigionare, dichiarando al suo popolo che costui non aveva trovato in verità lo Stagno Incantato, bensì aveva solo cercato di imbrogliare il Re.
Così il servo fu condotto nelle segrete del castello, accompagnato dalle guardie e da un prete. Mentre si avvicinava alla sua cella, il servo chiese di pa

[continua a leggere...]



Lo spaventapasseri triste

C'era una volta un bellissimo paese chiamato Pacilia, su cui regnavano saggiamente un re e la regina, sua adorata sposa.
Si trattava di un meraviglioso reame, con immense terre ricche e fertili, per buona parte coltivate con passione da un contadino insieme ai suoi numerosi figli, parenti e amici che, in cambio di tali amorevoli cure, donava buoni frutti, assicurando sostentamento e benessere a tutti gli abitanti del regno, ciascuno a sua volta dedito al proprio lavoro.
In questo regno esisteva però un campo, molto esteso e ben curato, fitto di vegetazione e rifornito di ogni ben di Dio che non veniva coltivato a beneficio della comunità, la quale era già abbondantemente approvvigionata, ma fungeva semplicemente, per volontà dei sovrani stessi, da dimora per una grande varietà di animali, che in essa vi trovava cibo e rifugio.
Tra di essi spiccavano in gran quantità ogni tipo di uccellini, amati più di tutti dai sovrani perchè con il loro melodioso e piacevole cinguettio allietavano le giornate del re nel corso delle lunghe passeggiate, nonchè degli altri abitanti intenti ad assolvere alle proprie mansioni nei territori limitrofi.
Un triste giorno il re si ammalò e poiché necessitava di un lungo periodo di riposo e di cure fuori dal suo regno, e non volendo la regina per nessun motivo lasciarlo partire senza di lei, fu costretto a chiamare suo fratello minore affinchè lo sostituisse nel governo del suo regno.
Al contrario del re, la cui bontà era rinomata anche fuori i confini del suo regno, il fratello era un uomo dall'animo piuttosto cattivo e fin da subito fece sentire il peso del suo tirannico potere, impartendo ordini a destra e a manca, stabilendo nuove regole, imponendo e cambiando nel corso del suo regno tante di quelle cose che non sempre, nello sconvolgimento generale, anzi quasi mai, furono gradite dai suoi sudditi.
Per prima cosa chiamò il contadino e gli ordinò di tagliare tutti gli alberi del bosco, soprattutto quel

[continua a leggere...]



Labbra di stelle (Fiaba dedicata a Cinzia Gargiulo)

Una volta la donna dalle labbra sottili,
aveva labbra bellissime come il bocciolo
di una rosa damascata.
Un incantesimo le aveva ridotto
lo spessore, ma non la bellezza.
La donna dalle labbra sottili
davanti ai bei tramonti sognava:
se labbra sincere mi baciassero
l’incantesimo svanirebbe,
i miei occhi si accenderebbero
come falò sulla spiaggia buia,
e il mio cuore pulserebbe
come un assolo di batteria.
Ma un giorno una strana brezza
sospinse l’incantesimo fino ad una stella
nella lontana costellazione dello zodiaco.
La resistenza dell’incantesimo entrò
in attrito con forza della gravitazione
ne scaturirono delle esplosioni
e tanta polvere di stelle si disperse.
La Mano che muove l’Universo
raccolse quella polvere che
una volta impastata
presero forma un paio di labbra speciali.
Nella cornice della notte di San Lorenzo
mentre la donna dalle labbra sottili
sognava i suoi sogni felici,
labbra di stelle la baciarono.
E l’incantesimo fu spezzato.

   8 commenti     di: Fabio Mancini


Pommes de terre à la française

Nel regno della cucina, che ben conosciamo, le due principessine, Alice e Paoletta, vogliono aiutare il nonnino, il nostro bravo cuoco brillo ma non troppo.
Da una grande finestra a vetri colorati, dei bellissimi raggi di sole penetrando accarezzano le chiome variopinte delle bambine, colpendo anche il tavolo di lavoro dove appaiono più in evidenza un mucchietto di patate, delle belle salsicce e delle uova.
Alice vorrebbe lavare le patate e senza sbucciarle metterle in pentola per poi bollirle. Ma nel prendere l' acqua dal rubinetto, essendo troppo piccola, scivola e cade, facendosi male ad un ginocchio che sanguina un poco. Interviene Paoletta lesta lesta e la disinfetta, provocando ad Alice, però, un pizzicore forte per via dell'alcol, ed una delle sue lacrimucce cade sopra uno spiritello appartenente ad un dei tanti globuli rossi, inondandolo letteralmente.

Lo spiritello:

- Fai attenzione figliola mia, quasi quasi mi affogavi.

Alice:

- Scusami, ma chi sei? Dove sei?

Lo spiritello:

- Sono proprio qui, dentro la ferita e sono uno spiritello, appartengo ad un globulo rosso.

Alice:

- Sei solo?

Lo spiritello:

- Macché, oltre ai globuli rossi e sono tanti, tantissimi, ci sono anche i globuli bianchi, ed io infatti sono fidanzato proprio con uno spiritello femmina di un globulo bianco, nostro vicino, ed inoltre ci sono anche le piastrine che non stanno mai ferme.

Paoletta non si accorge di nulla, sa solo che la cuginetta non piange più e lascia fare.

Alice: (rivolta sempre allo spiritello)

- Siete dunque esseri viventi?

Lo spiritello:

- Si!

Alice:

- Quindi come noi un giorno morirete?

Lo spiritello:

- Forse non sono stato chiaro nella risposta di prima, noi spiritelli eravamo esseri viventi ma non lo siamo più, quindi non possiamo di nuovo morire, gli altri si. Pensa che i globuli rossi vanno a morire in massa in un cimitero apposta per loro, che si chiama milza.

A questo punto però Paoletta gli fasc

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

FiabeQuesta sezione contiene storie e racconti su fate, orchi, giganti, streghe e altri personaggi fantastici

Le fiabe sono un tipo di racconto legato alla tradizione popolare e caratterizzata da componimenti brevi su avvenimenti e personaggi fantastici come orchi, giganti e fate. Si distinguono dalle favole per la loro componente fantastica e per l'assenza di allegoria e morale - Approfondimenti su Wikipedia