username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Fiabe

Pagine: 1234... ultimatutte

Pel di lupo e la carriola

Pel di lupo e la carriola




(Romanza triste e cinica un po’:

andantino, andante moderato, allegretto, larghetto, allegro moderato, allegro con brio)







Atto primo




(Andantino)




Il mattino ha l’oro in bocca!

L’oro in bocca c’ha il mattino? Che espressione assai curiosa!

Ma sarà poi vero ciò?

Par di sì. Almeno a dirla secondando l’impressione di color, che?" mica pochi! ?" una tal formulazione utilizzano per darsi indennizzo quotidiano (di sospetta compiacenza) d’apprestar se stessi e gli altri, con le prime luci già, alle pene d’ogni dì.

Per talaltri, invece questo spicchio di giornata può (: è tutt’altro appagamento), sorvolato esser da lungi, con le pari ali del sonnellin ristoratore, che gradito strappa via un gustoso pegno lieto?" riciclabile a piacere?" alle grevi strapazzate delle ore ancora da subentrare e poi svanir.

San codesti, normalmente, che il castigo rimandato non sarà, per questo stesso, amnistiato, annichilito; tuttavia, la voluttà di scacciar per breve tratto?" se non altro, perlomeno?" la grigiastra realtà (cosiddetta) “vera” e dura, in favor di quella piena (e policroma vieppiù) del più serio cosmo ideale?" quel nei sogni confinato?" è per essi, un sensual bacio, rubacchiato?" ad abundantiam?" alle labbra confortanti d’Amaltea divin nutrice. 1

Tali labbra affatturanti?" si dirà, per farla breve?" eran premio ricorrente cui s’aggraticciava saldo, e con gusto prelibato, il Signor Pietro Ditrè, che abituato a disertare il talàmo2 coniugale una mezza ma abbondante (invidiabile) dozzina di nottate a settimana, predisposto avea quel furbo una vecchia sua carriola?" rimorchiata a viva forza di bicipiti e tricipiti (non da meno i quadricì ) da un devoto amico caro?" a esercizio d’ingegnoso mezzo di trasporto proprio, del qual mai volle privarsi, con lo scopo dignitoso di portare indietro a casa il suo corpo provvisorio, mentr

[continua a leggere...]



Altra volpe altra uva

Una volpe, non riuscendo ad afferrare dei grappoli d'uva pendenti da un pergolato, dopo vari tentativi, s'arrese all'evidenza della sua incapacità.
"Robaccia acerba", sogghignò fra sè e sè, per ingannare furbescamente la fame del suo stomaco, e saggiamente se n'andò in cerca d'altro cibo a lei più facile da trovare.
Così, anche fra gli uomini, mascherare nelle circostanze non favorevoli l'incapacità del loro intento, è cosa saggia ricorrere all'ironia



Il Cavaliere e la Strega

La nostra storia ha inizio in una tranquilla e prosperosa contea, un luogo fuori dallo spazio e dal tempo, in cui vivevano un padre e la sua bella figlia ventenne, Giselle. Un giorno, però, la pace di quella regione venne improvvisamente interrotta dall'arrivo di una strega e del suo drago. La strega ridusse in schiavitù l'intera popolazione, e con lei anche Giselle e suo padre. Le giornate per quella gente erano lunghe e faticose, perché tutti erano tenuti a praticare la propria arte a beneficio della strega. Molti per lungo tempo tentarono di spodestarla, ma senza mai riuscirci. Una sera, in una piccola casupola, alcuni giovani, tra cui la stessa Giselle, decisero che era ora di annientare la strega e di riportare finalmente la pace nella contea. Fu così che la notte stessa quei giovani si diressero verso il castello dove la strega aveva stabilito la sua dimora. Entrati di soppiatto nel castello, e ignari di cosa li aspettasse, alcuni di loro iniziarono a dar fuoco alle cose, ma, scoperti, vennero uccisi dal drago. I restanti, terrorizzati per quel che era successo, batterono in ritirata e trovarono rifugio presso un paese vicino, dove furono benignamente accolti dal re. Dopo essere stati tranquillizzati da quest' ultimo, la tremante Giselle iniziò a raccontare al re la terribile situazione in cui versava la sua contea. Gli raccontò della malvagia strega e del suo drago, che agli occhi dei nostri amici sembrava essere invincibile. Il re, carezzandosi il mento, fece convocare il mago di corte, un uomo potentissimo ed esperto di draghi, al quale avrebbe potuto chiedere consiglio. Il mago, pregando Giselle di descrivergli il più accuratamente possibile il drago, consultò il suo libro degli incantesimi e subito pregò il re di procurargli degli ingredienti magici, che gli sarebbero serviti per ottenere un potentissimo infuso, con il quale i giovani avrebbero così potuto sconfiggere il drago. A questo punto il mago chiese d'esser lasciato solo e, dopo tre gio

[continua a leggere...]



La pizza di patate

Per chi mi ha seguito fin qui, posso dire che ci troviamo nella solita e ormai famosa cucina.
Sul tavolo da lavoro ci sono già i generi alimentari occorrenti all'uopo, una forma da forno già unta e le spezie necessarie. Fra loro un calice di vetro, si, proprio quel solito calice, che in silenzio aspetta gli eventi.
Entra in pompa magna, il nostro ormai caro cuoco brillo, ma non troppo, con in mano la sua fiaschetta; ma cosa vedo! Non è la solita, consumata ed unta, ma una nuova con del buon Chianti dentro.
Guarda cosa c' è sul tavolo, li elenca; patate...

Il cuoco:

- Perché non sono già bollite, sbucciate e passate?

Le patate stesse:

- Non abbiamo permesso a nessuno di toccarci, sei tu l'unico di cui ci fidiamo e quindi tocca a te!

Il cuoco:

- bene!

Mettendo a bollire le patate nella propria buccia in una pentola, già a noi conosciuta, guarda oltre e vede:

Salsicce affumicate, del salame, una bella mozzarella di bufala un po' essiccata, del parmigiano già grattugiato, sale, pepe nero già macinato e noce moscata, anch'essa macinata.
Al cuoco gli viene in mente una buona ricetta. Ma quando già vuol tirar fuori le patate già cotte, per poterle sbucciare il calice protesta:

- Ma come non mi vedi?

Il cuoco:

- Potrei ignorarti? Pensa che in tua mancanza mi son tracannato un po' di questo liquido di Bacco direttamente da questa nuova fiaschetta.

Il calice:

- E come si chiama?

Il cuoco:

- Chianti. Ed è di un'annata molto buona davvero!

Il calice:

- E tu, disgraziato te lo bevi direttamente da una sconosciuta fiaschetta, anche se ben impagliata, senza averlo prima versato dentro di me, tuo fedele amico e buon intenditore, e poi annusato, osservato e degustato, come si conviene?

Il cuoco:

- Ma come la sai lunga, io non ho tanto tempo da perdere, devo cucinare.
E proprio grazie a questo Chianti e agli ingredienti disponibili, di cui le patate, che nel frattempo ho già sbucciate e passate, mi è venuto

[continua a leggere...]



Marco e il nonno Ugo

Ieri Marco e il nonno Ugo, tifosi della Juventus, sono andati a vedere in uno stadio lontano da casa la partita Juventus - chievo Verona. All'andata hanno usato la cartina ma quando sono arrivati allo stadio l'avevano persa. La partita è finita 3 a 0 per la Juventus, con loro grande gioia. Però il ritorno a casa non è stato così facile. Aveva cercato di ricordare la strada del ritorno ma non c'erano riusciti. Migravano per molte strade senza trovare quella giusta. Marco infine ricordò che la loro casa era a nord e guardando la posizione del sole capì che stavano andando a sud, quindi facendo una inversione a u ritrovarono la strada d ritorno. Appena suonarono al citofono tutti si rallegrarono. Marco e il nonno Ugo felici di essere tornati a casa raccontarono agli altri come era finita la partita e tutti scesero come fulmini con una palla di gomma a giocare a calcio.

   3 commenti     di: Andrea Raineri


La Ballerina

C'era una volta...
In un antico borgo, proprio là dove sembra esserci un confine tra la realtà e il sogno, una ca­setta di pietra e mattoni, circondata da pini, banani, mandarini, limoni, chinotti, aranci...
La casetta era su due piani e vi abitavano due sorelle, sposate ma senza prole: la prima si chia­mava Miranda e stava al primo piano, la seconda che era anche la minore, stava al secondo piano e si chiamava Esterlita; al pian terreno c'era un bell'ampio forno, un tavolo di legno di quercia, quattro sedie, una vetrina a due ante, con tanti vasetti e boccettine che sembrava quella dello speziale. La stanza del forno era proprietà di entrambe le donne.
Miranda era molto laboriosa, orgoglio e vanto del marito: ella oltre a cucinare, spazzare la casa, fare i letti, amava principalmente spolverare e riassettare: non c'era angolo della casa in cui ella non ravvisasse un peluzzo, che, naturalmente, veniva buttato nella spazzatura.
A mezzogiorno, si svolgeva poi, il rito dei maccheroni. E appena l'orologio della torre scandiva il mezzodì, Miranda lasciava ogni cosa lì, ogni conversazione, ogni altra occupazione e accorre­va in cucina per versare la pasta nell'acqua in ebollizione.
Esterlita, amava anch'essa cucinare, spolverare, lavare, riassettare, però non prolungava i suoi lavori domestici, oltre il necessario e lasciava che una buona parte di tempo fosse da lei dedi­cato a incoraggiare le proprie propensioni artistiche: per questa ragione dipingeva e amava, in particolare, modellare l'argilla o altre paste modellanti: se non aveva a disposizione, il mate­riale più idoneo, ella ricorreva a farina, acqua, sale, zucchero, cera. Per il fatto che le cure di casa, trovavano concorrenza in altre occupazioni, Esterlita, si era guadagnata dal parentado, il titolo onorifico di: "Signora Scansafatiche".
Un bel giorno i genitori delle due sorelle, che avevano una casa vicina a quelle delle figlie, così parlarono alle proprie creature: «Figliole noi partiamo p

[continua a leggere...]



Se il matto parla alla luna

Non gli sembrava vero, aveva tutto quello che poteva desiderare, possedeva soldi, automobili di lusso, faceva una bella vita ed era sempre stato invidiato da tutti, ma ora era diverso, anche se da un certo punto di vista... migliore.
Paolo era un uomo giunto, come si suol dire, "nel mezzo del cammin di nostra vita", quindi era un uomo di mezza età, come detto viveva nell'agio e non aveva nessun problema, anzi uno si ma per lui non era tale: Paolo giudicava le persone ancora prima di conoscerle, a lui bastava vedere l'apparenza per dare un giudizio che difficilmente cambiava, a chi gli faceva notare questo suo comportamento lui rispondeva: "Le apparenze non ingannano". Per lui tutti gli extra-comunitari erano ladri, chi non la pensava come lui stupido e chi si comportava in modo strano, per i suoi standard, era matto, ecco lui si vantava di conoscere più matti di tutti, e diceva che non meritavano rispetto perchè non sono come noi.
Qualcosa, però, stava per cambiare, tutto ebbe inizio un paio di settimane fa, era un normale giorno lavorativo e Paolo si stava recando in ufficio pronto ad un'altra giornata fatta di pratiche e scartoffie da firmare, una volta sul posto di lavoro incontrò una ragazza che era stata appena assunta, da subito questa ragazza lo stregò, aveva qualcosa di strano, di particolare che attirava la sua attenzione, ma lui non poteva distrarsi, non era concepibile, quindi tornò con la testa bassa sul computer. Durante la pausa pranzo la ragazza gli si avvicinò, si chiamava Luisa e disse che aveva un compito da fare, ed aveva scelto lui per portarlo a termine, Paolo subito pensò: "Ecco un'altra fuori di testa", non diede troppa importanza all'episodio e tornò al lavoro. Finita la giornata lavorativa Laura gli si avvicina e, come per magia, lo prese per mano e lo portò alla sua auto, lo fece accomodare e parti, senza che Paolo facesse la benchè minima protesta. Lui non capiva come fosse successo, non era accettabile questo episod

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

FiabeQuesta sezione contiene storie e racconti su fate, orchi, giganti, streghe e altri personaggi fantastici

Le fiabe sono un tipo di racconto legato alla tradizione popolare e caratterizzata da componimenti brevi su avvenimenti e personaggi fantastici come orchi, giganti e fate. Si distinguono dalle favole per la loro componente fantastica e per l'assenza di allegoria e morale - Approfondimenti su Wikipedia