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Fiabe

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La principessa del bosco di Lavanda

C'era una volta in un casa fatta di ciottoli di pietra candida e luccicante una pincipessa dai capelli viola, fatti di tanti fili profumati di lavanda. Era nata dall'amore tra il Re della Valle dei fiori ed una Fata dei boschi e, da entrambi, aveva ereditato l'amore per la natura e gli animali.
La principessa, dall'animo gentile ed amichevole, amava scrivere poesie e storie. Timida ed introversa sedeva sempre sotto lo stesso antico albero di noci, su una coperta che le aveva cucito la mamma tanti anni prima e, quando avevo terminato un racconto, amava leggerlo a voce alta con il viso rivolto alle nuvole.

Il suono della sua voce sembrava la melodia di un magico violino e si spandeva leggera in tutto il Regno ed amata da chi la udiva. La principessa si era innamorata una sola volta, di un cavaliere che si era fermato sulle sponde del lago per riposarsi dopo un lungo viaggio. L'aveva fissata a lungo e lei era fuggita frettolosamente.

I suoi racconti da allora erano sempre molto malinconici e nascondevano una profonda tristezza: quella di un sogno che non si avverava. La principessa pensava che quel principe non l'avrebbe mai potuta amare, perche' il suoi capelli, fatti di petali profumati erano cosi'diversi da quelli delle dame e delle principesse del Regno.

Non sapeva, invece, che il principe si era innamorato di lei al primo sguardo e, quello che per lei rappresentava un limite, per lui era un dono speciale.

Vorrei scrivervi che i due si incontrarono di nuovo e che ne nacque un amore appassionato e duraturo, ma cio' non avvenne mai, perche' la principessa continuo' a scrivere suoi racconti malinconici ed il Principe trovo' un'altra Regina per il suo Regno. Il tempo passo' lentamente in una giostra di stagioni e di colori senza che la principessa trovasse mai il coraggio di parlare al principe.

Le nostre vite sono fatte di sorprese, a volte belle a volte spiacevoli, talvolta, pero', il mondo che costruiamo intorno a noi e' chiuso da mura invisibili,

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   3 commenti     di: Lilybets


Un'Amica Speciale

C’era una volta un uccellino di nome Angie che era talmente piccolo da non riuscire ancora a volare.
Per la maggior parte della giornata se ne stava tutto solo nel nido che, con tanta accuratezza gli avevano preparato la sua mamma e il suo papà, sempre in volo alla ricerca del cibo di cui Angie aveva bisogno per crescere.
Divenuta grande, Angie disse ai suoi genitori che era arrivato il momento per lei di imparare a volare, anche perché si era scocciata di guardare, da quel piccolo nido posto su di un albero, sempre e solo gli altri spiegarsi nell’immensità del cielo!
I genitori di Angie, stando sempre in giro a procacciarsi il cibo, erano molto preoccupati per la loro figlia… la quale nel cimentarsi da sola nei vari tentativi di volo, si sarebbe certamente potuta far male.
Loro poi, per mancanza di tempo, non sapevano come fare ad insegnarle l’arte del volo…
Un giorno Angie, mentre la sua mamma e il suo papà non c’erano, provò da sola a volare e durante l’esperimento, fece amicizia con Clara, un gabbiano buono, grande ed esperto di volo che agganciò Angie sulla sua ala mentre stava per cadere.
Per un bel po’ Angie volò sull’ala di Clara e giorno dopo giorno, dopo aver ben bene appreso l’arte del volo, , Angie imparò finalmente a volare!
Mamma Terry e papà Jhon, quando videro volare Angie scoppiarono in lacrime dalla gioia…perché finalmente anche lei sapeva volare!
Clara ed Angie diventarono amiche fino al punto di non poter fare a meno l’una dell’altra.
Il Gabbiano a cui Angie si era affezionata era una meravigliosa Stella del Cielo…e poichè lassù servivano delle stelle speciali come Clara, capaci con la loro luce di illuminare tutto il mondo intero, Clara decise di accettare l’incarico datogli dal Capo di tutte le stelle del firmamento.
Certo Angie, all’inizio si sentì tanto sola da non voler più fare amicizia con nessuno, ma poi si rese conto di essere molto fortunata ad aver incontrato una amica speciale co

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Il museo stregato

Molti anni fa, in una lunga distesa di pianura c' era un palazzo. Lì dimorava un' incantevole principessa che si chiamava Costanza. Ella aveva i capelli lunghi, ondulati e biondi, gli occhi azzurro cristallino. Vestiva sempre con un vestito celeste, scarpe e corona argento.
Un bel giorno di sole, Costanza, decise di andare al museo.
Quando entrò, la porta, improvvisamente, si chiuse da sola a chiave, e Costanza prese uno spavento che saltò in aria. Questo museo era stregato da fantasmi.
La principessa corse su per le scale.
Costanza sentì un ululato di fantasmi e gridò:
-C-c' è q- qualcuno qui!?!
Essi risposero:
- Siiii! Siamo noii!
- Voi chi?
- I fantasmi!
- I f-fantasmi!?! Aiutoooo!!!!
All' improvviso da una nuvola scese una magica chiave dorata.
Era la chiave della porta.
Essa la prese, corse giù per le scale, mise la chiave dentro la serratura e chiuse dentro i fantasmi.
Tornò al palazzo e visse per sempre felice.
Costanza disse:
- Speriamo di non trovare più quei fantasmi!



Il formicaio

Tanto tempo fa, un uomo onesto e di buona fede, fu ingiustamente condannato a morte. Poi non si sa per quale miracolo, la pena gli fu tramutata ad ergastolo a vita. Proprio ad un centinaio di chilometri dove io abito personalmente, scontò gran parte di essa. C' era nella sua cella un piccolo finestrino, tanto da far passar qualche fascio di luce, e non confondere con questo il giorno dalla notte. Su questo piccolo ed insignificante davanzale comincia la nostra storia.
C' era un formicaio, costituito da formiche operaie e laboriose, e capi che si facevano rispettare, come a loro volta rispettavano ed onoravano la loro Regina. Una tale disciplina raramente la si può vedere.
Questo osservava giornalmente, senza mai stancarsi il nostro amato prigioniero. Se non che un giorno si sentì chiamare, si voltò indietro ma non c' era nessuno, guardò di nuovo queste piccolissime creature, e con una forte lente e con occhi ben spalancati, si accorse che proprio una di loro gli rivolgeva la parola.
Lo stupore fu tale, che per qualche istante chiuse gli occhi, poi riaprendolo, quella piccola formica ancora con lui parlava e gesticolava al prigioniero.

- Dici a me?
La formica:
- Si, proprio a te.
Il prigioniero:
- E cosa vuole la formichina da me?
La formica:
- Potevamo esser altrove, ma siam qui a farti compagnia. Sappiamo che sei buono e lo meriti.
Il prigioniero:
- Grazie mille, formichina mia bella,

Da quel giorno e per moltissimi ancora, fra il formicaio e il prigioniero si stabilì un vero rapporto di amicizia sincera e duratura.
Ogni giorno i soliti convenevoli, addirittura il povero prigioniero s'inchinava alla regina formica, la quale arrogante rispondeva con un gesto insignificante di zampetta. Ma la solita formichina operaia, e veramente operosa, infatti sgobbando a non finir, gli dedicava tutto il tempo che poteva. Anche se per questo sant'uomo spesso, era sufficiente guardarle nel loro serio operato. Un due, un due, senza mai sgarrare.
Venne u

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Luna

Un giorno la luna, circondata da milioni di stelle che la invidiavano e milioni di occhi che la guardavano, cominciò a pensare, poi dopo un po' di tempo si sentì forte, abbastanza forte da voler brillare di luce proprioa, piano piano scomparve dagli occhi e dal cuore di chi le stava accanto e inizio anche ad avvertire freddo. I suoi pensieri tornarono indietro, a rileggere le vecchie pagine del libro dei ricordi è realizzò. Non sempre chi ti copre o cerca di starti vicino lo fa per opprimerti o surclassarti, no, lo fa per farti sorridere, proteggerti, riscaldarti. Non chiese scusa, ma non ce ne fù bisogno il sole torno ad irradiarla e riscaldarla e lei ritrovò la felicità e la stabilità. Finalmente con lei anche gli amori ritornarono a sbocciare, i cuori a gioiere e gli occhi a guardare di nuovo in alto.

   2 commenti     di: Nicola Luongo


Cucina speciale

Per chi mi ha sempre seguito sa che ci troviamo nella solita cucina. Il cuoco brillo, ma non troppo, il nostro simpatico e grande protagonista, oltre alla sua immancabile fiaschetta, ha con se le due nipotine, Katjuscia, che mette il ditino nelle narici del proprio bel nasino, ed Alice, che si guarda le scarpine di seta rossa. Barcollando di qua e di là, come una gondola senza gondoliere, arriva finalmente al tavolo di lavoro vicino ai fornelli.
Saluta con un bel sorriso le sue nipotine, altrettanto i suoi buoni e fedelissimi collaboratori. Scruta ogni cosa sul tavolo, c' è veramente tanto da accendergli la fantasia culinaria. Gli gnocchi son già pronti, basta solo calarli in acqua bollente e salata ed in meno che non si dice tirarli già fuori.
Ma manca tutto il resto, c' è della carne macinata, un misto di bovino e suino.
Ma qui guarda Katjuscia ed Alice, poi la sua fiaschetta, tracanna un poco di quel liquido di Bacco direttamente da essa e la depone.
Vede della carne suina, che potrebbe usarsi come involto, gli ingredienti necessari all'uopo ci son tutti, e sono sull'attenti e taciturni. Conoscono il carattere di questo cuoco bonario, ma se si arrabbia ne combina di cotte e di crude.
Per come tiene la fiaschetta nel suo grembo, spontaneamente alla piccola Alice gli vien da dire:

- Scusami nonnino, ma cosa reggi in grembo?

Il nonnino:

- Sciocchina! Vedi bene che è una fiaschetta, ed anche piena di buon vino.

Alice:

- Ma cos'è? Chi è?

Il nonnino:

- Santo Oddio! La mia fidanzata, o se vuoi anche mia moglie.

Alice:

- Ma ha anche un'anima?

Il nonnino:

- Senti piccina mia, lo sai che non ci ho mai pensato? Se non ha un'anima ha un cuore, è quella macchiolina più rossa che si vede, ogni volta che la uso, anche il mio batte sempre più forte.

Alice, per quanto piccina, si rende conto che non è il caso di continuare e sta zitta; mentre Katjuscia un po' incuriosita interviene:

- Ma nonnino perché ci tieni tanto a q

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le avventure di sfortunella

C’era una volta una piccola bimba, con boccoli castani e occhi verdi, come i prati intorno alla sua casetta di montagna. Il suo nome era Sfortunella e viveva in quella casetta di legno con i suoi genitori, da quando era nata. Era una bimba tranquilla e giocava spesso nel prato davanti a casa sua o si riposava all’ombra di un vecchio albero, con attorno delle violette profumate, insieme al suo amico più sincero che era un gattino affettuoso. Non si allontanava mai tanto dalla casa, per paura di avvicinarsi troppo al burrone e cadere, nonostante ciò si accorse che dall’altra parte del burrone c’era qualcuno.
Non lo vedeva bene, ma lui non avendo paura si avvicinò per salutarla, i suoi occhi la colpirono intensamente come raggi solari e le sue labbra le lanciarono un sorriso. Così lei sentì un forte legame che li univa come un filo invisibile.
Questa persona era un bimbo dai capelli biondi, corti e occhi azzurri. Il suo nome era Spero e anche lui giocava spesso in un prato con semplici margherite. Era molto vivace e insieme al suo cagnolino correva e saltava, senza mai fermarsi.
Ogni tanto invitata la bimba a raggiungerlo, ma lei non aveva il coraggio di attraversare il burrone sul ponte di legno. Era un vecchio ponte pericoloso formato da due corde e tavolette di legno alla base. Così la raggiungeva spesso lui, insieme giocavano e si divertivano scoprendo ogni giorno di più, l’innocente affetto di un’amicizia che li univa e le emozioni che sentivano facendoli vivere con gioia.
Un giorno la piccola sfortunella decise di sconfiggere la paura, affrontando la traversata, per dimostrare il piccolo interesse per lui. E per la vita, che realizzando i sogni che abbiamo nel cuore raccoglie più senso.
La tensione si alzava, ma si avvicinò sempre di più. Allungò il primo passo, mentre il cuore batteva come un orologio impazzito. Non sapeva che cosa fissare con gli occhi: verso il basso la facevano tremare e verso l’alto, l’orizzonte era lontano e

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   4 commenti     di: sara zucchetti



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FiabeQuesta sezione contiene storie e racconti su fate, orchi, giganti, streghe e altri personaggi fantastici

Le fiabe sono un tipo di racconto legato alla tradizione popolare e caratterizzata da componimenti brevi su avvenimenti e personaggi fantastici come orchi, giganti e fate. Si distinguono dalle favole per la loro componente fantastica e per l'assenza di allegoria e morale - Approfondimenti su Wikipedia