PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Fiabe

Pagine: 1234... ultimatutte

L'accordo che salvò il Natale

Era il 21 dicembre, l'inverno avanzava a grandi falcate e il Natale era ormai alle porte.
Fra i ghiacci del Polo Nord, sotto una luce opaca e nebbiosa, Babbo Natale aveva dato inizio ai preparativi per il grande evento.
Tutto procedeva a rilento poiché accadeva che, appena lui tentava di uscire dalla sua baita, la lingua ghiacciasse, come del resto la sua barba che sembrava, a volte, uno stoccafisso.
Come ben sapete la corporatura panciuta e dondolante di Babbo Natale si accentuava durante questo periodo a causa delle grosse abbuffate di dolci che era costretto a mangiare ben volentieri.
Ma la prova più certa della sua simpatia stava in quelle guance grosse, rotonde e rubiconde come due mele, con le quali andava in giro a organizzare il lavoro dei suoi folletti.
L'attività della fabbrica di giocattoli, lassù in Lapponia, era al massimo. Tutti lavoravano con impegno e serietà: nessun bambino avrebbe dovuto ricevere un giocattolo brutto o difettoso!
I folletti costruivano giochi ben strani: bolle di sapone che, quando scoppiavano, facevano materializzare oggetti divertenti; macchine spara dolcetti; aggeggi trasforma desideri, insomma, tutto doveva essere pronto per il 25 dicembre!
Quest'anno il lavoro era aumentato perché Babbo Natale aveva ricevuto molte richieste in più da un paese chiamato Italia.
Aveva deciso di accontentare le richieste di tutti i bambini però sapeva che in quella parte del mondo negli ultimi cento anni, una vecchia col naso orribile, i brufoli e un vestito logoro e stracciato, costruiva e portava regali ai bambini.
Si sarebbe offesa?
Nelle ultime settimane, al Polo Sud, stranamente erano arrivate meno letterine del solito per la Befana, così ella si chiamava, che si era preoccupata e insospettita aveva deciso di mandare ad indagare le sue aiutanti streghette.
Le streghette si misero prontamente al lavoro e, per prima cosa, videro nelle strade, sui balconi, sugli alberi addobbati, sopra le vetrine dei negozi e all'interno de

[continua a leggere...]



MAGIE...

Prima era tutto gemme
e iridi d'opale...
Filamenti di stelle...
Fate con bacchette magiche
dai capelli d'argento,
che gettano intorno
manciate di polvere d'oro..
Poi venne una strega,
dalla bacchetta nera...
Tutto si oscuro'..
Illusioni creo'...!

   0 commenti     di: claudia checchi


I tre fratelli

Questi tre fratelli non sono altro che tre ghiaccioli a forma di cuneo, Luigi è il più grande, poi Gino il medio e infine Gigino, il più piccolo.
Tutti e tre ben saldi ad una grondaia di una masseria. Il che fa subito pensare ad una bella campagna, vero! Ma coperta da un soffice manto bianco, quasi a proteggere la natura dal freddo in corso.
Gino è un po' preoccupato del suo futuro e di quello dei fratelli, ed è quindi imbronciato e muto.

Luigi:

- Che hai Gino? L'inverno è appena cominciato, da quassù ci godiamo il bel panorama, vasto, sembra senza fine.

Gino non risponde, tace e anche se trasparente, un buchetto fresco nella neve fa intuire che sta piangendo.

Luigi:

- Gino, fratello mio! Smettila di piangere altrimenti ti sciogli tutto.

Gino:

- ma proprio questo mi preoccupa, forse non vedrò il nuovo sole.

A questo punto si fa vivo Gigino:

- Cosa devo dire io poi! Essendo così piccolo, se mi metto a piangere o qualche dispettoso raggio di sole mi colpisce; un due e facendo una bella buca nella neve sottostante finisce il povero Gigino.

Luigi:

- fratelli miei, fratellini cari, non sapete godervi questi attimi che abbiamo. Ma guardate là che spettacolo, pur essendo la neve bianca, grazie al sole, che all'orizzonte si va a fare il suo pisolino, ha acquistato i colori dell'arcobaleno.

Gigino:

- E quanto li ha pagati?

Luigi:

- Sciocchino, qui è tutto gratis, si dice acquistato nel senso che imita i colori dell'arcobaleno.

Gino:

- Come si vede che sei il più grande, ma cosa significa quello che hai appena detto?

Luigi:

- dunque, noi da quassù vediamo la neve laggiù non bianca, ma di colori variopinti. In realtà è un'illusione.

Gigino:

- Cos'è un'illusione?

Luigi:

- Un'illusione può essere ottica, come in questo caso, se avessimo potuto recarci laggiù, la neve che c' è lì è sempre e comunque bianca. capito?

Gino e Gigino:

- Si!

Questo discorso ha distratto i fratellini d

[continua a leggere...]



Il sindaco del bosco

Ci troviamo in un bel bosco, alquanto selvatico, ove la presenza umana è poco gradita.
Un albero quasi millenario, senza capigliatura alcuna, essendo già novembre, si candita a sindaco del bosco.
I conoscenti e i coabitanti lo conoscono come onesto, senza pecche, e non vigliacco; almeno fin qui.
Prende la parola, aprendo la bocca in mezzo al tronco e facendogli da naso un ramoscello, anch'esso senza foglie, e da occhi vispi due nodi. Mentre tutt'intorno è tutto spoglio e quasi già tutto candido.

Il candidato:

- Credete a me, che sono una quercia millenaria, miei coabitanti e conoscenti! Il nostro vero nemico, il numero uno, è l'uomo, che intorno a noi tutto strugge, per i propri interessi; magari per quattro soldi manda tutti noi all'altro mondo.

Dei consensi, con qualche applauso, arrivano da qualche daino, cervo e porcospino, da qualche volatile e una libellula.

Ma quest'albero maestoso e fiero non si arrende e riprende:

- Ebbene, voi sordi, senza orecchie e senza vista; non v' è bastato l'accaduto dell'estate scorsa, quando proprio un omo incosciente lasciò una cicca accesa vicino a dei ramoscelli secchi, provocando un grande incendio e distruggendo ettari ed ettari di questo nostro amato bosco?

A questo punto gli applausi furono veramente tanti, infatti nel frattempo si erano avvicinati altri animali, e anche le conifere intorno ed altri alberi posero attenzione e plaudivano.

Il candidato più coraggioso ancora:

- Se voi mi votate come vostro sindaco, e primo coabitante o cittadino, come dir si voglia, vi garantisco che tutto ciò non accadrà mai più.

Gli astanti, fatti di essere semplici, e come dire, creduloni, come tanti pecoroni, votarono quest'albero forzuto ed imbroglione.
Al momento del dunque, quindi, fu fatto sindaco, con tanto di carta bollata. Cosa seppe fare?
Si lasciò segare, senza protestare affatto, fino al midollo e cadde da un lato, senza più linfa né vita.
A questo punto si fece vivo Cincillino, il s

[continua a leggere...]



Piccoli desideri

C'era una volta, anzi no c'è una piccola comunità di gnomi, detti gnomi marini perché vivono in un angolo della pineta sul mare. Questi esserini sono leggiadri e felici sempre, ma ancor di più quando possono esaudire i desideri dei loro piccoli amici bambini.
Vivono con poco, si accontentano di qualche fungno, un po di pinoli, e quando sono fortunati le briciole delle merendine e torte dei loro amichetti, bevono la rugiada mattutina, anche se a volte non disdegnano un goccetto di coca-cola.
Questa storia parla di quando uno dei loro giovani amici, un bimbo di 5 anni di nome Piero, detto ercolino per via delle sue dimensioni e forza, arrivò di corsa presso il loro villaggio e... ma andiamo con calma.
Dicevamo che gli gnomi marini vivono nella pineta e precisamente sotto uno dei pini marini più vecchi ai cui piedi ci sono tre cespugli di alloro, qui vivono in capanne fatte di legnetti e foglie di alloro; un giorno di Luglio, caldo come non si ricordava da anni, arriva Piero, che d'ora in poi chiameremo Ercolino, tutto trafilato, ed inizia a fischiare per chiamare gli gnomi, i quali si fanno vedere solo se conosci la parola d'ordine che è appunto un fischio lungo e due corti. Appunto così fece Ercolino, ed ecco il guardiano, che quel giorno era lo gnomo Flick, che lo vide e riconoscendolo lo fece entrare nel villaggio; dovete sapere che gli gnomi sono grandi come passerotti, ossia alti una decina di centimeri, anche se si racconta di uno gnomo che arrivò addirittura a 15, ma secondo me sono solo leggende, e per stare insieme ad i loro amici umani fanno loro una magia per rimpicciolirli. Dicevamo appunto che Ercolino entrò nel villaggio e tutto ansimante, sia per la corsa che per l'eccitazione chiese di vedere il mago miracolante di giornata, ossia colui che in quel giorno possedeva la tavoletta magica per esaudire i desideri. Ora vi domandere, ma perché gli gnomi esaudiscono solo i desiderei dei bambini, perché loro sanno che gli umani possono

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: mauro crisante


La Fanciulla che sapeva volare

C'era una volta una bambina di cui non ricordo il nome e neppure il momento della sua nascita, ma ricordo che era bella e aveva gli occhi profondi come un lago disteso nella notte. Quando iniziò a parlare, tutti rimasero stupiti, perchè nel suo farfugliare di bimba, diceva cose del mondo che non poteva sapere e, quando nessuno la guardava, si alzava in volo per un attimo, per poi tornare a terra. Col tempo, imparò a dimenticare e smise di volare.
Quando divenne fanciulla sentì il bisogno di fare un viaggio, per ricordare.
Iniziò a scalare un'impervia montagna, gradino per gradino e con le mani sanguinanti giunse fino alla vetta coperta di neve. Rimase stremata sulla cima della Montagna per molti giorni, fino a quando la Montagna le disse: "Fanciulla che cosa fai qui? Devi scendere a valle, non puoi rimanere"
La Fanciulla rispose: "Pensavo tu fossi la mia casa, per questo mi sono fermata"
La Montagna stupita disse alla Fanciulla: "Tu sei bella e buona, ma io sono già abbastanza affaticata, non vedi quanta Neve porto sul capo e lungo i fianchi, quanto vorrei che portassi via un po' di questa Neve"
"E che cosa dovrei dire io" interruppe la Neve "che il Sole mi trafigge giorno per giorno trasformandomi in acqua? Portami via Fanciulla dove non c'è il Sole"
La Fanciulla, allora, si alzò e disse: "Ho compreso, cercherò la mia dimora altrove. Ma non posso portarti via Neve, devi restare proprio qui, per alimentare lentamente il Fiume, quello giù a valle. E tu Montagna sei importante perchè consenti alla Neve di raggiungere il suo scopo"
La Fanciulla iniziò a scendere per il pendio, salutando la Montagna e la Neve.
Ma da quel giorno la Montagna si fece culla di magnifici ghiacciai e la Neve iniziò a brillare come una cascata di diamanti.
Arrivata a valle, la Fanciulla vide un Albero. Decise di arrampicarsi e sedersi su un ramo fiorito. Appena posata, sentì un Fiore brontolare: "Ma chi sei? Che cosa vuoi? Non puoi rest

[continua a leggere...]

   4 commenti     di: ANGELA VERARD0


Il maialino pulì

C'era una volta un maialino tutto rosa di nome Pulì, che viveva in una fattoria. Lui se ne stava tranquillo e in disparte, facendo attenzione ai suoi movimenti, perché gli piaceva essere pulito. I suoi fratellini si rotolavano nel fango, ma lui non lo sopportava. Era un po' schifiltoso e non gli facevano mai il bagnetto. Invidiava il cagnolino che ogni tanto lavavano nella vaschetta, e il gattino che si puliva leccandosi bene.
Una sera, mentre era sul ciglio della stalla, ammirava la luna e le stelle e pensava al profumo dei fiori, che avrebbe voluto sentire sul suo corpo. Notò un insetto, che volava intorno a lui e quando arrivò vicino ai suoi occhi, vide che era una piccola lucciola, con la luce che brillava come le stelle.
"Ciao, come ti chiami?"
"Pulì e tu?"
"Piacere io sono Lulù"
"Il piacere è mio Lulù, non sai quanto t'invidio, tu puoi volare e non ti sporchi come me."
"Oh no, ti sbagli, mi sporco anch'io. Sai quanta polvere c'è nell'aria, soprattutto se c'è il vento, che la solleva."
"Ho capito, sai a me non piace essere un maiale perché mi sento sempre sporco."
"Ma no! Non sentirti sporco. Ora ti racconto una storia. Un giorno apparve la Vergine Maria, madre di tutte le persone e anche degli animali, lei è buona e ci vuole molto bene. Quando è apparsa, ho visto una luce molto più potente della mia che mi ha fatto sorridere. Tutti gli animali che le andarono attorno, furono accarezzati con tenerezza e poi rivelò delle parole molto importanti."
"Dille anche a me per favore."
"Certo, lei ricordò a tutti l'amore del Signore e disse che se vuoi essere pulito, devi solo essere buono altrimenti ti sentirai sporco, per la colpa del male che commetti."
Pulì rimase un po'perplesso da queste parole, lo fecero riflettere un attimo e poi ascoltò ancora Lulù.
"Tu hai commesso qualche atto maligno e sei stato cattivo?"
"No, non penso, io voglio bene ai miei fratelli maialini e li tratto bene. Sono sempre gentile, anche con gli altri anim

[continua a leggere...]

   18 commenti     di: sara zucchetti



Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

FiabeQuesta sezione contiene storie e racconti su fate, orchi, giganti, streghe e altri personaggi fantastici

Le fiabe sono un tipo di racconto legato alla tradizione popolare e caratterizzata da componimenti brevi su avvenimenti e personaggi fantastici come orchi, giganti e fate. Si distinguono dalle favole per la loro componente fantastica e per l'assenza di allegoria e morale - Approfondimenti su Wikipedia