username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Lettere e racconti epistolari

Pagine: 1234... ultimatutte

Lettera a mio figlio

Ciao Tato.

Oggi hai compiuto 18 anni e, anche se credo tu non sia ancora un uomo, penso sia giunto il momento di sapere un po' di più di tuo padre... di me.
Non tanto perché sia così importante, per te, conoscere di me, ma piuttosto per quanto sia essenziale conoscere un po' di più di te stesso.
Prima però tengo a dirti, tra le tante cose che dovrei, quale sia una cosa speciale che, a tutti i costi, devi sforzarti di fare tua, in modo che la tua vita vada nel migliore dei modi.
Questa cosa che devi fare tua... sono i ricordi.
Ma non i ricordi di cose lontane nel tempo... quelle ti rimarranno comunque, almeno quelle importanti... io parlo dei ricordi del giorno prima.
Parlo del riuscire a trattenere nel cuore e nella mente tutte le cose vissute nel giorno appena finito, in modo che ti si archivino nel cuore, in modo che quel giorno... ma proprio quel giorno... non vada perduto.
La vita senza ricordi è, se ci pensi bene, come se non fosse mai stata vissuta... se non te ne rammenti... il giorno appena passato è come se non fosse mai esistito, ed andrà perso.
Invece, se riuscirai a ricordare, terrai sempre con te tutte le piccole grandi cose che accadono tutti i giorni e che, spesso. non riusciamo a comprendere e ad apprezzare e, se sarai capace di fare questo, diverrai un uomo sicuramente migliore di quello che sono stato io.
Ogni giorno della vita ti porta un po' di bene, un poco di dolore... un briciolo di gioia, una scheggia di rabbia e un pizzico di tenerezza... la somma di questi minuscoli frammenti farà di te l'uomo che diventerai... non perderne neppure un pezzettino, e amali tutti allo stesso modo.
Ti dico questo perché, per qualche mistero che in fondo mistero non è, quando ti guardo vedo un bel po' di cose in cui mi rassomigli, e questo, se da una parte mi inorgoglisce, da un'altra un po' mi preoccupa, e mi spinge a provare a non farti cadere nel mio stesso errore.
Vedi Andrea... tuo padre non ha memoria.
L'ha persa tanti anni

[continua a leggere...]

   3 commenti     di: Tinelli Tiziano


Una sorpresa

Il tempo che passa fra le gioie ed i pensieri, ed un giovane ricordo mi riporta a te ieri...
La musica il juke box, tanta gente, Battisti che cantava MI RITORNI IN MENTE.
Tu, ragazza dagli occhi di lago, capelli lunghi e castani, nelle tue mani i sogni di giovani gabbiani.
Tu, la tua precisione, ricordo la tua voce e la tua abilità a raccontare fiabe e fare il punto a croce.
Ricordo quando con te era una festa, era come mangiare una tavoletta di cioccolata, le tue filastrocche, le tue amiche, le tue canzoni... per me eri una fata...
Poi il tuo principe un giorno è uscito da una fiaba e ti ha fatto regina, era soltanto ieri che tu eri bambina.
E nel tuo giardino curato con amore è spuntato il primo fiore, sarà stato l'egosimo o un po' di nostalgia, o forse la mia infanzia che scivolava via.
Tu oggi, sei come ieri, sei diventata GRANDE, ma non ti sei mai invecchiata, forse ancora reciti quella formula fatata, che ha origini dal cuore perché quella formula segreta l'hanno chiamata amore.
Tu, madre dolce e premurosa, tu figlia generosa, sorella, moglie, amica... che Dio ti benedica ed una cugina con un gran cuore è questo che fa onore.
E questo ciò che penso... non l'ho mai detto è tutto qua e te lo dico oggi con gran sincerità.
Non so se questa dedica ti ha sorpresa, penso tu l'abbia capito È TUTTA PER TE, TERESA!

   6 commenti     di: laura marchetti


La fede dei padri

Carissima, eccomi qui a raccontarti un momento della mia vita, un momento di ricordi di fanciulla che hanno ormai perso la loro autenticità. Ricordi le nostre vacanze pasquali da ragazze? le funzioni religiose a cui prendevamo parte borbottando, però era un modo per incontrare i ragazzi. Ma non era l'unico motivo:eravamo state educate nella morale, nella religiosità delle famiglie di cui facevamo parte. Tradizioni che hanno imbevuto la nostra fanciullezza, adolescenza, giovinezza e che pensavamo di trasmettere ai nostri figli. Illusione!!! io non ci sono riuscita e tu??? non sapevamo che la persona che avremmo incontrato e, che per bellezza e giovinezza di avrebbe colpito, poteva pensarla diversamente ed avversare in ogni modo quelle nostre idee. Quando ascolto per tv cosa succede a donne "non libere"e sento i ragazzi fare le loro riflessioni, racconto loro cos'era per noi l fanciullezza e la giovinezza. Ricordi? non potevamo entrare in chiesa con abiti che in estate avessero le maniche più su del gomito, il capo doveva essere sempre coperto dal velo e noi cercavamo i veli più leggeri in vendita perchè non volevamo rovinare le nostre capigliature e poi il colmo dei colmi:inginocchiarsi davanti al prete. che rabbia!! inginocchiarsi per confessarsi, inginocchiarsi per fare la comunione mentre i maschi erano in piedi... com'era fredda quella balaustra dell'altare!!! e ora??? che ci è successo??? abbiamo chinato il capo davanti ai nostri genitori, davanti alla chiesa, davanti ai nostri mariti ed ora ci ritroviamo senza genitori, senza chiesa e senza marito!!! bella vita!!! o forse no... la fede possiamo reinterpretarla e ritornare a viverla... siamo grandi... vero??? comunque ti avevo scritto per dirti altro ma la vita mi ha preso la mano. A presto rileggerci NIVES

   4 commenti     di: soffice neve


Lettera per Edinburgh

Alghero, 17 giugno 2010

Carissimi,

qui il Sole splende ancora, tra gli innumerevoli fili degli eucalipti e tra i rami sparsi del leccio. Immagino le betulle bianche erette ed imponenti fiancheggiarsi alle vostre strade, infrastrutture umane che ignorano gli spazi della natura.
Il mare splende alla vista dei raggi miracolosi e caldi del Sole, l' acqua continua a sbattere inesorabile qui sulla sabbia che è così tenera e ricca di conchiglie sparse.
Il vento non smette di soffiare ed immagino il vostro cielo così opaco, reso difficile dall' inquinamento, ma per fortuna, voi abitate in periferia. La vostra casetta la ricordo ancora, nonostante gli anni siano passati.
Il lentischio emana delle fragranze sperando arrivino a voi tramite questo scritto. Alghero è frenetica, i turisti la invadono, lo smog è poco per fortuna.
Fortuna, che amo rifugiarmi in campagna!
È tanto che non invio una lettera così proprio a voi, ma la mia passione della scrittura è cresciuta tanto. Forse lo avrete gia capito, che voglio venire li, nei cieli bui e nelle metropoli affollate, può darsi anche che verrò, questo solo il destino lo sa.
La vita corre, il tempo scorre. Le rughe compaiono su vari visi, i fiori si seccano e privano dei loro bellissimi colori vari sguardi. Molte sono le nuvole che pare corrano spinte dal maestrale che come sapete, qui non smette mai di soffiare.
I rami ondeggiano ed emanano emozioni, profumi. Delle voci e dei saluti. Questo, come sapete, è il mio modo di chiedervi come state, che fate, com' è la vita lì.
In quel di Edinburgh forse farà freddo, ma vi invio un po' di calore. Il tempo ed i cambiamenti climatici si sentono anche qui, purtroppo.
Ma la mia lettera è scritta per un episodio in particolare, carissimi. Vorrei, forse farvi intendere, l' uomo è tanto crudele. Proprio oggi, mi trovavo in serra, ed in un foro della porta, le vespe avevano fatto un nido costanzioso, ma non davano fastidio a nessuno, davvero.
Rimasi impotente

[continua a leggere...]

   3 commenti     di: Giuseppe Tiloca


Le labbra si piegano

Amore caro,
credimi che le ferite del mio cuore ogni qualvolta che mi passi accanto, tracciano una sanguinosa lotta contro questo sentimento che non riesco a placare.
Vorrei poter sorvegliare di più ma, ahimè non mi è possibile.
E'come una frana che travolge tutto sdraricando alberi, cavando ogni radice e seppellendo ogni cosa ma, quella frana che dilaga e irrompe non riuscirà mai a scalfire questo amore fatto dal nutrimento dei tuoi respiri, dei tuoi baci furtivi e dei tuoi sussurri.
Affondo ogni giorno in una ineffabile luce di passione, di turbamento e cerco di sbirciare attraverso il sipario del tuo pensiero se mai un giorno ti acorgerai di me, pur sapendo che appartieni ad un'altra.
Quante volte ti sogno, esalto la mia mente e m'immagino d'averti fra le mie braccia e sono così inebriata dal tuo profumo di maschio che mi perdo lungo i sentieri dell'estasi e mi denudo in angoli sperduti coprendomi di polvere l'anima e ancora quante volte, cerco con ordine che non ho speranza.
Eppure quando ti vedo sono come una cascata d'acqua che nascosta nella foresta selvaggia, irrompe con il suo fragore l'intimità del silenzio.
I miei occhi ormai hanno perso la loro provvista ma, le labbra si piegano, TI AMO.

   9 commenti     di: augusta


Lettera a Joop

Cara Joop, sono molto felice di avere un'amica di penna, anche perchè credo che sia importante confrontarmi con altre persone, non solo a scuola e nei luoghi pubblici, ma anche attrverso le parole scritte. Prima di tutto voglio presentarmi: mi chiamo Josephine, ma tutti mi chiamo Jo. Ho quindici anni, e sono di indole buona, forse un po' cocciuto però ho tanta volontà, se non ne avvesi non avrei mai preso questa carta da lettere e non ti avrei mai parlato di me. Come ti ho già detto (o meglio scritto), ho quindici anni e si sa a quest'età i genitori parlano spesso del futuro, infatti mia madre spesso mi chiede cosa farò da "grande". Io non ho mai risposto apertamente, però ovviamente ho tante idee. Se chiudo gli occhi la prima professone che mi viene in mente è la scrittrice, anche perchè il mio sogno è quello di diventare una scrittrice famosa, in seguito vorrei divenire una giornalista e mettere su famiglia; già mi immagino tutto... La mia scrivania è piena di fogli e penne, ci sonoa nche pile di libri, e le mie mani sono imbrattate di inchiostro, insomma mi immagino molto indaffarata a scrivere di tutto. La mia concrentrazione viene interrotta da un gemito. Ascolto meglio e capisco che quel gemito è il pianto di un bambino: è mio figlio, probabilmente avrà fame. Passo per l'angusto corridoi e mi dirigo verso la camera del piccolo. Squilla il telefono, mollo tutto e vado a rispondere: è quello zotico del mio vicino, non fa altro che blaterare. Dopo aver riattacato, una pallottola di pelo mi salta addosso: è Joke, il mio cagnolino. Mi ricordo che devo spazzolarlo, vado nel ripostiglio e prendo l'occorrente. Fischiando e battendo le mani invito Joke a venire da me. Nessuna risposta. Capisco subito che si è nascosto, ormai mi ci sono abituata. Dopo un po' lo trovo, lo acchiappo dal collare e lui si arrende, ma proprio quando tutto sembra tranquillo Joke mi morde il polso, io mollo il collare e lui scappa via. Mi ha ingannato con uno stratagemm

[continua a leggere...]

   1 commenti     di: silvia costante


L'amico migliore

Luigi guardava dal finestrino del treno di ritorno dalla casa dove era stato invitato dall'amico Dario. Era contento d'aver accettato; aveva trascorso un giorno diverso, un giorno bello.
Mi piacerebbe dirgli quello che penso di lui ma è così difficile esprimere i propri sentimenti, specie quando si tratta di un amico. Sappiamo che basta uno sguardo, un cenno, per intendersi ed è forse per questo che le parole sono superflue. Tuttavia stasera ho voglia di dire le cose che penso. Ti ho lasciato insieme con tua moglie ed i tuoi figli ed io mi sento solo".
"Scrivo, ho bisogno di esprimere in qualche modo quello che ho dentro:
"Sarò breve perché le cose grandi della vita non sono facilmente esprimibili e non richiedono molte parole.
Ciò che rende cara la tua presenza nella mia esistenza è proprio ciò che sei: persona bella, semplice, intelligente, prudente, fida, seria, umile ed alle stesso tempo capace di affermare la propria volontà, a volte con una fermezza che intimidisce.
Non ho voluto fare l'elenco di elogi a mo' di sviolinata, ma soltanto dire di te ciò che conosco.
Ti ho visto in tutte le situazioni ed ho osservato il tuo comportamento sempre: di uomo, di padre, di figlio, di amico.
Io ti ho voluto bene quasi subito, fin dal primo giorno che ti conobbi ed era il giorno delle tue nozze. Da allora, attraversando il tempo ed elevando lo sguardo su ogni occasione che ci è stato dato di vivere insieme, non ho mai ravvisato artificiosità o doppiezze.
Ho sempre gradito la tua discrezione e, sebbene tu mi abbia raccontato tante cose, da come le dicevi, io capivo che il tuo non era mai uno sfogo, né tanto meno un pettegolezzo. Comunicavi a me la tua vita, i tuoi pensieri ed io li accoglievo dentro di me come fiori da mantenere freschi il più a lungo possibile nel vaso della memoria.
Era il tuo sincero desiderio di riporre in luogo sicuro brani della tua vita, con quella confidente fiducia di chi è certo che non sarà tradito.
Laborioso, pr

[continua a leggere...]

   3 commenti     di: Verbena



Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.