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Lettere e racconti epistolari

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Il tuo mondo

Ciao Amico. Ho visto il tuo mondo. È bellissimo, non come il mio. Nel tuo mondo c'è rispetto, serenità e calma. Nel mio invece, gli uomini si odiano e non sono mai tranquilli. Il tuo mondo è Rosa, il mio Grigio. Nel tuo mondo gli angeli possono distrarsi. Nel mio no, stanno sempre a preoccuparsi e a prendersi cura delle persone. Ma non sempre riescono a proteggerle, perché l'incoscienza e l'irresponsabilità a volte prevalgono. Sai, ho notato che casa tua è fatta di sabbia. Non hai paura che la pioggia possa scioglierla? Aspetto con ansia una tua risposta. Con affetto, Amica.
Cara Amica. Purtroppo hai ragione, il tuo mondo è Grigio, così Grigio, che visto da quassù, fa persino paura. Le persone qui si amano. Noi non abbiamo né re e né regine. Qui le decisioni si prendono in comunità, nessuno escluso. Non esiste la paura, ma abbonda la speranza. Vuoi sapere perché non ho paura che la pioggia possa sciogliere la mia casa? Beh, perché qui la pioggia non è come la vostra. Da noi piovono solo sogni, sogni bellissimi che cadono nelle case delle persone, portando tanta serenità, soprattutto ai bambini. Che creature meravigliose che sono, i bambini. Credo che non ci sia niente di più puro come loro in tutto l'universo. So che i bambini qui sono uguali ai vostri, giusto? Spero di sentirti presto. Un abbraccio, Amico.
Che bello risentirti Amico! Si, è vero. I bambini sulla Terra sono uguali ai vostri. Concordo pienamente con quello che hai detto. Sono bellissimi. Ma come ben sai, nel mio mondo regna soprattutto l'odio, e i bambini molto spesso subiscono atrocità da uomini crudeli e privi di cuore, che tentano in ogni modo di strappare loro ciò che di più fondamentale e meraviglioso c'è: la purezza. A volte vorrei che tutti i mondi fossero come il tuo. Ma con amarezza devo ammettere che non è così. Ora devo andare via. Devo prendere parte a quella missione di cui ti ho parlato. Stiamo combattendo duramente. Sono sicura che mettendocela tutta riusc

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   9 commenti     di: Roberta R.


Lettera per te

Ti ricordi?
In quella stanza che sapeva d'alcool iniziammo a spogliarci per sentirci più forti e immuni, per la vaccinazione!
Ecco, in un'altra stanza, ma di prato bagnato affacciata al profumo, vorrei arrivare con te fino al cuore nudo di una notte stellata e, in un silenzio avido e dolce, con i baci che in qualche scrigno tenevamo chiusi, dirci tutto.
“Guardate sorelle,” direbbero le stelle “lì, in quel minuscolo punto, un uomo e una donna si stanno incontrando, ci illuminano con la loro luce! Questo ci piace osservare! ”
E rideremmo, sì. ubriachi di un momento eterno, oltre l'impero dei sensi, oltre il quotidiano, come bambini mano nella mano, alle porte dell'infinito.
Istanti... che non ci regalerà nessuno, ma noi li strappiamo alla vita e ce li doniamo illuminando la terra, amando il cielo.



Lettera per non dimenticare

Oggi 15 agosto 2010
Ciao tesoro mio, donna meravigliosa.
Seduta su questa spiaggia che ci vide sorridenti, ti scrivo perché ho voglia di ribadire un po' dei miei pensieri, che possano essi raggiungerti e parlarti di me.
Siamo stati sei anni insieme, settantadue mesi di gioia intensa ventiseimiladuecentoottantadue giorni di vita in comune e siamo cresciute insieme. Ci siamo conosciute un giorno di autunno e il fato ci ha separate un triste giorno d'inverno. Abbiamo avuto tutto quello che la vita fino allora ci aveva negato, tante esperienze, tante notti d'amore, tanti giorni pieni di emozioni, tanti progetti per il nostro futuro.
Ricordi amore mio quella sera passata al cinema abbracciate a vedere quel film dell'orrore e dopo a casa tu ed io a dormire strette l'una all'altra per la paura del ricordo di quel film. Serate e serate passate sul divano a leggere, ti piaceva leggere ma più di tutto, poi, ti piaceva raccontarmi la trama del libro appena letto e dopo... ore e ore passate a fare l'amore. Fare l'amore! Com'era incantevole realizzare con te quello che avevamo sempre cercato. Per sei anni sei stata tu la mia vita, la mia ragione di essere, il nostro amore era unico. Mi avevi detto - voglio conoscere l'Italia, - e insieme abbiamo visto la tua bella patria. Poi? Poi tanto dolore, tu ricoverata per una leucemia fulminante, io cacciata via dal tuo capezzale, le coppie come noi non hanno diritti neanche quello di tenersi per mano nei momenti disperati e ultimi della propria vita.
Ci hanno fatto soffrire tanto, ricordo con dolore i tanti momenti brutti, tu hai sofferto molto la mia lontananza, io ho pensato di spegnermi separata da te, fino ad allora avevo sempre pensato che nessuna forza al mondo ci avrebbe divise ma.. chi può fare i conti con la morte?
Per me, amore mio, tu sei andata anche contro la tua famiglia, che pure amavi tantissimo, per me sei rimasta lontana dal tuo mare, dalle uscite sul peschereccio di tuo padre e, adesso, cosa mi resta de

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Alle mie figlie

Mie piccole stelle, con le lacrime agli occhi scorro l'album dei ricordi, le nostre fotografie. Due angeli le mie stelline! Rivivo la nostra vita, i vostri primi vagiti, le pappine, che spargevate sul mio viso ed io presa tra due fuochi ridevo dei vostri dispetti, i vostri primi passi. Meravigliose creature, spesso capricciose ma sempre allegre, due piccole pesti le mie stelline, il vostro sorriso era il mio, eravate la luce dei miei occhi, eravate il raggio di sole in un giorno di primavera, contagiosa la vostra gioia di vivere. Ricordo le sere d'inverno tutte e tre sul mio lettone, quando eravate voi a rimboccarmi le coperte e le favole da voi inventate per farmi addormentare senza incubi. Allora facevo finta di dormire e voi vi addormentavate al suono del mio respiro. Il tempo passa e voi, dolci pulcini, siete cresciute, la scuola, i primi esami, la maturità, i primi amori e adesso l'università. Mai ansiose e sempre con tanta grinta avete superato le avversità della vita, la mia omosessualità non vi ha mai spaventate.
Avete accettato la mia compagna che per voi fu subito mamma, confidente, amica, compagna di giochi, maestra di vita, complice.
Alla sua morte una sola domanda : mamma... "PERCHÉ ".
Sono così' orgogliosa di voi figlie mie! Avrei voluto vedervi diventare Donne, mamme.


Cucciole di donna,
voi:
parole e melodie,
purezza e rispetto,
leggiadria e sensualità,
incanto e simpatia,
angoscia e amore,
spensieratezza e nostalgie.
Sono stanca, voi mi date la forza di vivere, voi sarete le eredi del mio vissuto, chissà forse adesso è arrivato il mio tempo e, se questa notte fosse l'ultima mia notte, ricordate che vi ho tanto amate e che sempre vi amerò oltre la mia vita. Nelle notti buie la mia mano accarezzerà le vostre paure, i vostri sogni. Io sarò sempre la vostra mamma e voi le mie piccole stelle.



Eleonora

Ciao Eleonora,
è passato così tanto da quando sei volata via, e ormai sarai in paradiso, se esiste. Te lo meriti.
Penso spesso a te, a dove sia ora; fra le nuvole. Su una stella. In mezzo al niente. No, non nel niente: non è possibile che di te non resti nulla più che una lapide e una scritta sul marciapiede. E allora dove sei?
A me è sempre piaciuta l'idea della reincarnazione, di tante possibilità per migliorarsi un passo alla volta. Se è davvero così, ti auguro di diventare una farfalla e volare lontano, libera e pura. E morire presto, ancora una volta, ma almeno felice.
Come vedi, Eleonora, non ho mai smesso di pensare a te, neanche ora che sto meglio. Non ho voluto né potuto dimenticarti, non se a sedici anni sei stata consumata da una malattia tanto crudele e spietata quando avresti dovuto pensare a smalti e rossetti. Non se tu, come me, dovevi ancora scoprire la vita, scartarla come un cioccolatino... e invece ti sei spenta così. Povero angelo.
Ho paura di averti idealizzata troppo. Chiamo con il tuo nome tutte quelle forze che mi tengono qui, calda e viva e lontana dal pozzo. Non so se sia Dio o la mia forza di volontà o se sia tu davvero, ma è stata la tua tragedia a farmi uscire dal pozzo e meriti almeno di essere chiamata angelo.
Se ci sei ancora, se puoi sentirmi, spero che ti faccia piacere sapere che la tua storia così ingiusta e triste sia servita a qualcosa di buono. Spero che non mi odi perché ti parlo così e neanche ti conoscevo, o perché gioco alla vittima ma non so nemmeno cosa sia il dolore. Avresti ragione, comunque; io il dolore l'ho solo visto da fuori. Negli occhi spaesati di mia madre.
Eleonora, non sai cosa darei perché tu fossi qui. Vorrei conoscerti, chiederti un consiglio, ringraziarti. E invece tu continuerai ad essere lì, ovunque e da nessuna parte, e io a parlarti senza sapere chi sei né se le mie parole ti arrivano.
Eppure non smetterò di scriverti, di ringraziarti, di prometterti che non sp

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   0 commenti     di: vale


A mia figlia

Mia cara Andrea, figlia mia adorata, Parigi in questo periodo dell'anno è meravigliosa, ho passeggiato lungamente sul lungo Senna, ho aspettato il calar del sole, in quel momento ho rivissuto il mio primo incontro con tua madre, la madre che ti ha messa al mondo e, con negli occhi il tuo corpicino urlante fra le braccia di tua nonna, ho deciso di scriverti.
Sin dall'adolescenza sapevi che essere lesbica non ti avrebbe comportato una vita facile. Decidesti di vivere serenamente e alla luce del sole, conquistando tanti piccoli traguardi, che ancora oggi mi fanno dire:
- brava Andrea hai fatto bene.
Non posso riprendermi il tempo che non ti ho dedicato, ma posso assicurarti che il mio amore per te è sempre vivo e immenso. Spesso mi chiedo che donna diventerai, che vita avrai, chi amerai, come e quando darai una svolta alla tua esistenza ma, qualunque strada intraprenderai, so che sarai sempre te stessa e non avrai nessuna remora a dichiarare al mondo la tua omosessualità. Il tuo sguardo sempre curioso e indagatore, mai illusa e superficiale, sempre conscia della tua forza che ti permetterà di riempire a tuo piacimento la tela della tua vita. Io ho un sogno sì un sogno, mia piccola cucciola, che tu un giorno possa trovare l'amore della tua vita, trovare la donna che fiera di amarti dica ai suoi amici:
- "questa è la donna che vedrà la mia vecchiaia, questa è la donna che io amo".
Mia dolce cucciola, posso solo dirti, dal profondo del cuore, grazie di aver condiviso parte delle tua vita con me. Niente ti potrà privare della tua libertà, sappi che tutti abbiamo un paio di ali, un domani sarai una grande aquila che solcherà i cieli.
Che cosa erano quelle goccioline sulla tua guancia? Lacrime? Inconsciamente sapevi che sarei sempre andato via ed io mi sentivo in colpa per tutte le volte che mentre dormivi, annusando l'odore della sua pelle pronunciavo la consueta odiosa frase:
-"domani parto per (...)."
Ed ero a casa da appena cinque giorni.
Eri bella

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Una mail per un'amica

Ciao Xxx, spero tu stia bene.
È probabile che al termine di questa mail rimarrai alquanto sorpresa, ma credimi, mai quanto lo sono io in questo momento, mentre la sto scrivendo.
Mai infatti avrei pensato di doverti dire ciò che sto per dirti... ma talvolta le cose accadono così... inaspettatamente...
Probabilmente la mail non è il mezzo migliore per dire certe cose, ho sempre pensato che sia meglio parlare faccia a faccia... ma ti assicuro che non è facile... non me la sono sentita, spero tu mi capisca.
Vengo al dunque, Xxx, noi ci conosciamo ormai da diversi anni; dopo il viaggio in Canada abbiamo iniziato a frequentarci in compagnia, prima saltuariamente, poi sempre più frequentemente. Si è creato, io credo, nel tempo un bellissimo rapporto di amicizia, che ci ha permesso di condividere momenti piacevoli, qualche delusione, belle serate, giornate divertenti, gag, pettegolezzi, e viaggi indimenticabili. Ho imparato a conoscere a poco a poco la bella persona che sei, e ti ho sempre considerato una ragazza molto carina; ma non ho mai avuto secondi fini, come deve essere in un rapporto di amicizia.
Da qualche tempo però qualcosa è cambiato; giorno dopo giorno ho capito che stavo guardandoti con occhi diversi, che il sentimento di amicizia e di simpatia che provavo nei tuoi confronti stava per essere sostituito da qualcosa di più profondo... In poche parole Xxx, temo di aver preso una sbandata per te... una cosa assolutamente irrazionale... Non immagini quanto mi senta ridicolo quando mi scopro a pensare a te, a controllare se sei on line su Facebook, ad attendere con ansia la tua risposta ad un sms...
Ecco, l'ho detto... e ora? Provo a vedere il tuo viso attraverso il monitor... provo a immaginare la tua reazione... Stupore? Indifferenza? Stai ridendo?
Io Xxx ho smesso ormai tanti anni fa di credere alle favole, so benissimo che tra noi non potrà mai nascere nulla di più del bel rapporto di amicizia che già è nato... E infatti non ti sto chiedendo

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   4 commenti     di: Rick Deckart



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.