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Lettere e racconti epistolari

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Le labbra si piegano

Amore caro,
credimi che le ferite del mio cuore ogni qualvolta che mi passi accanto, tracciano una sanguinosa lotta contro questo sentimento che non riesco a placare.
Vorrei poter sorvegliare di più ma, ahimè non mi è possibile.
E'come una frana che travolge tutto sdraricando alberi, cavando ogni radice e seppellendo ogni cosa ma, quella frana che dilaga e irrompe non riuscirà mai a scalfire questo amore fatto dal nutrimento dei tuoi respiri, dei tuoi baci furtivi e dei tuoi sussurri.
Affondo ogni giorno in una ineffabile luce di passione, di turbamento e cerco di sbirciare attraverso il sipario del tuo pensiero se mai un giorno ti acorgerai di me, pur sapendo che appartieni ad un'altra.
Quante volte ti sogno, esalto la mia mente e m'immagino d'averti fra le mie braccia e sono così inebriata dal tuo profumo di maschio che mi perdo lungo i sentieri dell'estasi e mi denudo in angoli sperduti coprendomi di polvere l'anima e ancora quante volte, cerco con ordine che non ho speranza.
Eppure quando ti vedo sono come una cascata d'acqua che nascosta nella foresta selvaggia, irrompe con il suo fragore l'intimità del silenzio.
I miei occhi ormai hanno perso la loro provvista ma, le labbra si piegano, TI AMO.

   9 commenti     di: augusta


Il tuo, un dolce ricordo

Caro dolce amore oggi ho voglia di raccontarti come passo le giornate in questo angolo di paradiso che è il tuo paese.
Mi sono svegliata presto e, come tutti i giorni, percorrendo la salita che sale al cimitero, incontro il custode e, visto che siamo diventati amici, mi ha dato un passaggio sulla sua sgangherata motoretta. Mi accorgo subito che il pover'uomo vuole dirmi qualcosa, ma non trova il coraggio, sai mia piccola cucciola io per i tuoi compaesani sono "la signora" così mi chiamano ormai in paese. Finalmente prende coraggio e abbassando lo sguardo mi dice che io sono l'unica persona che viene a trovare la sua "morta" al cimitero; -qui si usa piangere i propri morti a casa-, mi dice, quasi come se venire in questo luogo di silenzio e pace non fosse "bene". Mi chiedo: -cosa è per loro il "bene" e il "male"-. Chissà, l'amore fra due donne è un bene? Forse il prete la domenica li ha avvertiti "state lontani da quella donna". La mia donna, la mia cara compagna, è ormai sotto questa lapide bianca e il mio cuore è con lei, le lacrime scendono silenziose, il cervello mi scoppia e le ginocchia si piegano, a stento riesco a tenermi in piedi, non è certo quello che i paesani pensano di noi, il mio primo pensiero. In lontananza sento il custode che è impegnato a tenere curato il piccolo cimitero, di certo, quel piccolo uomo, mi ha detto una grande verità, io sono l'unica a piangere apertamente una donna che hai loro occhi aveva un solo torto: essere diversa da loro.
Mia cara, ieri sono stata al porticciolo e, finalmente, ho visto il "tuo peschereccio" ti ricordi così lo chiamavi, me lo avevi descritto centinaio di volte, la barca dove assieme a tuo padre e ai tuoi fratelli avevi passato le ore più belle della sua giovinezza, si, mia piccola scavezzacollo, da ragazza eri andata per mare a pescare, un lavoro da "uomini" ma tu eri solo il maschiaccio della famiglia. Voglia di sentire il profumo del mare sul viso, questa era la molla che ti spingeva a fare un

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A Lillian

Carissima Lillian,
prima di partire dovevo salutarti.
Ti starai chiedendo dove me ne devo andare, non ti risultava che io dovessi partire.
Dove vado è un luogo da cui non potrò ritornare, non ho avvisato del mio arrivo, ma sono certa che troveranno un posto anche per me.
Sarà un viaggio breve, credo, non so ancora bene, non vi sono stata mai.
Partirò alle prime luci dell'alba, quando ancora il sole, con i suoi raggi, invaderà la vallata. Sai quello è il momento che preferisco del giorno. Tutto assume un aspetto fatato, i colori sono tenui e dolci anche i più cupi, si sentono i primi uccelli col loro canto mattutino, se si è fortunati, si vedono anche piccoli caprioli che brucano l'erbetta fresca, poi sul suo punto di vedetta appare il piccolo falco che scruta tutto con la sua eleganza.
Non saranno necessarie valige piene di roba che puntualmente riportiamo da ogni viaggio sottoutilizzato, con la paura di lasciare a casa qualcosa che ci possa servire. Dove vado, non servono vestiti, creme, profumi o scarpe. Si dice che tutto sia etereo e che dunque non si badi molto a quello che s'indossa. Non vi è né caldo ne freddo, non piove e mai neppure nevica, o almeno credo.
Sai le fonti su quel luogo sono molto incerte, ha mille nomi e diverse descrizioni, ma nessuno è mai potuto tornare per raccontare ciò che ha veduto.
In genere si viene chiamati per andarci. Spesso ti fanno una bella improvvisata, forse per questo non serve portare nulla, quando ti chiamano non si ha tempo per preparare le cose, tante volte non si ha tempo neppure per salutare le persone più care.
Poi ci sono le persone come me, che invece da maleducate si autoinvitano, ma sia sono molto tolleranti e non si arrabbieranno molto, almeno spero.
... cosa dici? Sono una vigliacca?
Lo so hai ragione, non è di certo questo il modo di fare, ma lo sai io non sono mai stata capace di lottare, soprattutto quando la battaglia è già persa alla partenza.
Amica mia non sono triste e neppur

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   8 commenti     di: stella luce


Lettera per Edinburgh

Alghero, 17 giugno 2010

Carissimi,

qui il Sole splende ancora, tra gli innumerevoli fili degli eucalipti e tra i rami sparsi del leccio. Immagino le betulle bianche erette ed imponenti fiancheggiarsi alle vostre strade, infrastrutture umane che ignorano gli spazi della natura.
Il mare splende alla vista dei raggi miracolosi e caldi del Sole, l' acqua continua a sbattere inesorabile qui sulla sabbia che è così tenera e ricca di conchiglie sparse.
Il vento non smette di soffiare ed immagino il vostro cielo così opaco, reso difficile dall' inquinamento, ma per fortuna, voi abitate in periferia. La vostra casetta la ricordo ancora, nonostante gli anni siano passati.
Il lentischio emana delle fragranze sperando arrivino a voi tramite questo scritto. Alghero è frenetica, i turisti la invadono, lo smog è poco per fortuna.
Fortuna, che amo rifugiarmi in campagna!
È tanto che non invio una lettera così proprio a voi, ma la mia passione della scrittura è cresciuta tanto. Forse lo avrete gia capito, che voglio venire li, nei cieli bui e nelle metropoli affollate, può darsi anche che verrò, questo solo il destino lo sa.
La vita corre, il tempo scorre. Le rughe compaiono su vari visi, i fiori si seccano e privano dei loro bellissimi colori vari sguardi. Molte sono le nuvole che pare corrano spinte dal maestrale che come sapete, qui non smette mai di soffiare.
I rami ondeggiano ed emanano emozioni, profumi. Delle voci e dei saluti. Questo, come sapete, è il mio modo di chiedervi come state, che fate, com' è la vita lì.
In quel di Edinburgh forse farà freddo, ma vi invio un po' di calore. Il tempo ed i cambiamenti climatici si sentono anche qui, purtroppo.
Ma la mia lettera è scritta per un episodio in particolare, carissimi. Vorrei, forse farvi intendere, l' uomo è tanto crudele. Proprio oggi, mi trovavo in serra, ed in un foro della porta, le vespe avevano fatto un nido costanzioso, ma non davano fastidio a nessuno, davvero.
Rimasi impotente

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   3 commenti     di: Giuseppe Tiloca


Pour Demoiselle Lina Pescio

Douce Pesciolina, da quando mani irriverenti, ci hanno diviso in due diverse boccione, due mondi. La mancanza dei Vostri guizzi e coreografie motorie, non solo mi mancano ma, avviliscono il mio animo atteso che i medesimi non sono mai stati di dominio altrui ma, solo nostri.
Cherie je suis, io sono, in attesa di un Vostro cenno liberatorio acchè la nostra, pardon, la Vostra riservata vita affettiva possa volgere come dettato dal recondito sentimento che nel Vostro cuore alberga.
Je pense, aime Vous, aussi le jour pourquoi, excuse moi le francaise ma la mia terra, la mia regione non ha confini incogniti ai primi raggi del sole indossati per incensare, elogiare le donne come la S. V. Pratica questa, che certi Borboni facenti parte della etnia indigena costì insediata rifiuta.
Cheveux chàtains j'ador, il ricordo deVotre parfum.
Je vais attendre Vous, mon Dieu.
Quale martirio, m'attende rinchiuso in questa sfera acquea lontano dalla essenza che per lungo tempo ha inebriato i sensi di questo modesto scriba e foraggiato gli aneliti miei e non solo.
Spero, poter appagare la sete d'averVi.
Poter nuotare ancora con Voi, oui à jamais.
A bientòt Pesciolina
Il sempre devoto pesciolino rosso, shapiro



Lettera passionale

Cara Nadya,
tu sei la più bella donna che io abbia conosciuto. Mi piaci e son so...
Io cerco di essere indifferente ma le tue foto sono davvero molto suggestive.
Il tuo corpo danza ed è amore passionale.
Che fare o, cara Nadya?
I nostri impedimenti, la mia precaria salute, i soldi: pochi senz'altro.
Il mio matrimonio passato s'interpone fra di noi e poi ancora...
Sei sensuale, molto sensuale...
Questo va bene per molti ma per me è un problema: io potrei perdere il controllo di me.
Ti ho già commentato la mia confessione con il sacerdote: niente discorsi di sesso!
Nadya, amore di donna, bellezza voluttuosa, che fare? Con te che fare?
Come comportarsi?
E rimango qui turbato...
Inizierò dopo a pregare, se avrò l'occasione farò l'elemosina e digiunerò.
Sai, amore mio, sono prescrizioni antiche per tenere buone le passioni e gli sguardi: le concupiscenze, così si chiamano.
Che farò con te? Che farò?

Michele



Ancora dalla Russia

Cara Victoria,
grazie per le tue dolci parole.
Spero di sentire al più presto la tua voce al telefono.
Però devo dirti qualcosa su ciò che mi scrivi.
Non ti sembra affrettato parlare d'amore in maniera così intensa senza neanche conoscersi di persona?
Io so che l'essere umano non vive di solo pane. Non è solo il cibo che lo alimenta.
Una parola buona la tempo opportuno è una medicina che da la vita.
Sono lieto che si sia il sole là do voi, in Russia, e possiate uscire a fare una bella e sana passeggiata.
Qui è brutto tempo è entrato l'inverno, fa freddo. Non è il vostro freddo con temperature sotto zero gradi ma per noi italiani...
Ti invio una mia poesia sul denaro. Ti invito a leggerla e a dirmi cosa ne pensi.
Nell'attesa della tua telefonata ti auguro il più felice Natale.

Michele




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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.