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Lettere e racconti epistolari

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Caro Amico in questo giorno

Caro Amico, in questo giorno in cui mi sorridi e mi abbracci dicendomi "sei grande", io sento la mia sicurezza franare, nasce in me la paura che un giorno potrei deluderti.

Mi abbracci e mi dici "mai"

Amico mio ti ricordo che sono fatta di testardaggine, voglio sempre avere ragione e non mi piego mai a volte posso apparire arrogante e lo so bene, altre rido amara e tu sai perché.

Certo sono fatta anche di risa, allegria e ironia, credo nelle cose impossibili e questo ti diverte molto.
Ma tu lo sai che sono anche piccola? A tratti fragile...
Cosa ti aspetti da me?
Che io abbia sempre la risposta giusta a tutto?
Che io sia sempre divertente e disinvolta?
Che la mia intelligenza non possa mai trasformarsi in idiozia?
Per favore non ti aspettare nulla di tutto questo aspettati la sola cosa che meglio mi riesce fare e darti "la mia amicizia "

Scusami per miei silenzi, scusami quando mi infiammo davanti alla tua debolezza o quando mi dici che ormai non vali nulla, che per te la corsa è alla fine, ma è solo perché ti voglio bene e c'è molto per te nel mondo se solo tu le volessi davvero "cambiare le cose".

Forse può apparire come un discorso egoistico e lo sarebbe se ti dicessi che dalla tua felicità dipende la mia ma non è cosi: io rido, io vivo, io sogno anche quando la tua testa è china e scompari per nasconderti dal mondo.

Desidero che tu possa essere felice semplicemente perché ti voglio bene.
A dispetto dei tuoi discorsi bui e sebbene la tua visione della vita è lontana dalla mia ti voglio bene ugualmente, la tua felicità può essere un valore aggiunto alla mia vita per te è invece l'essenza della tua stessa vita.



Mi vedi ma non mi vedi

Mi vedi sempre ma non mi vedi.
Mi guardi negli occhi ma non mi guardi.
Mi piaci quando cammini, ti osservo quando mangi. Le tue mani agevolissime che pigiano i tasti di quel computer.. sono adorabili... vorrei che sfiorassero la mie pelle che frime per te. Ti aspetto all'uscita nascosta nel cespuglio che ormai è la mia casa. Perchè non mi vedi sono così invisibile?
Non sono pazza, è il mio amore che è pazzo per te. Tu non capisci.. tu mi ferisci.. se mi parli, poi durante il giorno ti penso. Se mi porgi un foglio la notte ti sogno. Mi rude il fatto di non poterti chiamare "amor mio" perchè non sei mio? odio chi ti stringe fra le braccia, mi strappo i capelli quando ti sfiora le labbra.. sei un tormento.. sei il mio fardello.. non posso continuare a mordermi le dita.. non posso continuare a far finta che sia felice per te.. Non vedi come ti guardo? non senti come ti chiamo? li senti i venti che ululano al mondo, senti come sbattono alle finestre chiuse dalla gente.. non apriranno mai perchè il vento entrerebbe a gelare le stanze.. io sono quel vento tu sei quella finestra..



Lettere mai scritte

Dear...
è molto tempo che penso e riepnso a tutte le cose che avrei voluto dirti e non te le ho dette, tante di quelle cose che volevo farti fare, vedere o anche immaginare ma niente. non ho mai avuto il coragigo di dire cio che provavo e provo veramente. ogni volta che ti vedo andare via, beh, mi si stringe il cuore perchè vorrei fermarti e dirti tutto... ma sono troppo timido per farlo quindi vedo solo la tua bellissima forma sgretolarsi a ogni passo che fai.
probabilmente sono io lo stupido o semplicemente cieco da non aver capito prima quanto potessi amarti... in questo periodo mi piacerebbe averti vicino a me per colmare quel senso di vuoto con cui vivo da sempre e che solo con pochi prescelti riesco a colmarlo. e una di questi sei tu...
spero che un giorno tu venga da me come quando ci siamo visti la prima volta...

   1 commenti     di: luca serrani


Voce che ti chiama

Alla luce soffusa di una lampada guardo pagine bianche... Ho la malinconia tra le dita che fremono al risuono del cuore che ti chiama...
Decido di scriverti, e immagino così di parlarti come se tu fossi accanto.
Carissimo, il tuo silenzio ormai è lapide di un sentimento che solo io avverto.. ma mi chiedo perché certe emozioni sembrano più dure a svanire, o semplicemente non si riescono ad accantonare in quei remoti di vissuto che poi si confondono di contorni di realtà se ti vengono alla mente, per caso.
E ogni giorno scorre nell'indizio di un'attesa che non ha origine in nessun spazio e tempo reale... solo nel testardo mio cuore.
E così ti penso, soprattutto nei languori silenziosi dell'anima, e ti vedo nei passi decisi, ti sento nelle frasi che conquistano, e ti sorrido nell'ombra.
Oggi, come ieri, altrettanto domani io ancora sono qui a vederti, a sentirti e a sorriderti... come necessità di non interrompere il flusso delle tenerezze ascoltate, perché sei sogno accarezzato, amore idealizzato, fantasma nei pensieri e convivo di ore di nostalgia con te anche se tu mai lo saprai.
Ovunque l'amore ti porti con sé, in mistero di nuove sensazioni, vi è antico ancora il mio che ti sfiora tra sguardi di cielo, tra volti incrociati, tra frasi allegre o tristi, tra notti che t'amano o t'addormentano...
Io sono qui, anche in queste righe che non mentono, io sono in ogni parola solitaria che ha unica voce ma che ti chiama... ti chiama, amore mio!

   1 commenti     di: Marhiel Mellis


Eleonora

Ciao Eleonora,
è passato così tanto da quando sei volata via, e ormai sarai in paradiso, se esiste. Te lo meriti.
Penso spesso a te, a dove sia ora; fra le nuvole. Su una stella. In mezzo al niente. No, non nel niente: non è possibile che di te non resti nulla più che una lapide e una scritta sul marciapiede. E allora dove sei?
A me è sempre piaciuta l'idea della reincarnazione, di tante possibilità per migliorarsi un passo alla volta. Se è davvero così, ti auguro di diventare una farfalla e volare lontano, libera e pura. E morire presto, ancora una volta, ma almeno felice.
Come vedi, Eleonora, non ho mai smesso di pensare a te, neanche ora che sto meglio. Non ho voluto né potuto dimenticarti, non se a sedici anni sei stata consumata da una malattia tanto crudele e spietata quando avresti dovuto pensare a smalti e rossetti. Non se tu, come me, dovevi ancora scoprire la vita, scartarla come un cioccolatino... e invece ti sei spenta così. Povero angelo.
Ho paura di averti idealizzata troppo. Chiamo con il tuo nome tutte quelle forze che mi tengono qui, calda e viva e lontana dal pozzo. Non so se sia Dio o la mia forza di volontà o se sia tu davvero, ma è stata la tua tragedia a farmi uscire dal pozzo e meriti almeno di essere chiamata angelo.
Se ci sei ancora, se puoi sentirmi, spero che ti faccia piacere sapere che la tua storia così ingiusta e triste sia servita a qualcosa di buono. Spero che non mi odi perché ti parlo così e neanche ti conoscevo, o perché gioco alla vittima ma non so nemmeno cosa sia il dolore. Avresti ragione, comunque; io il dolore l'ho solo visto da fuori. Negli occhi spaesati di mia madre.
Eleonora, non sai cosa darei perché tu fossi qui. Vorrei conoscerti, chiederti un consiglio, ringraziarti. E invece tu continuerai ad essere lì, ovunque e da nessuna parte, e io a parlarti senza sapere chi sei né se le mie parole ti arrivano.
Eppure non smetterò di scriverti, di ringraziarti, di prometterti che non sp

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   0 commenti     di: vale


Missiva per Lady Margareth

Dear Margareth
quanto tempo, dall'ultimo viaggio in mongolfiera a parlar coi cumuli nembi e, con uno spillo, ridurli a stracci bianchi intrisi d'acqua dopo quel temporale. Mi manca non poco, la Vostra compagnia anche se lo spazio su quello strano mezzo aereo, non abbondava di certo ma, è altrettanto vero che leVostre inebrianti fragranze mi giungevano nitide sì da frastornare la mia ratio di navigatore. Già, lo rammentate? Fù in quella occasione che ci perdemmo fra cirri, agglomerati d'ovatta e cime secolari di nuda roccia sbiadite appena da algidi fiocchi ritardatari, per quella stagione. Quale tormento Lady, nel risvegliare il mio tatto a contatto, della Vostra preclara essenza quando mi schierai come unico baluardo per scaldarVi onde evitare che gli algidi refoli d'altura si abbattessero impietosi sull'incarnato ambratoChiesi aiuto a Dio, per non commettere atti impuri e spaventarVi. Faticai non poco, a staccare lo sguardo da quegl'iridi che di umano avean poco, atteso che le sfumature oceaniche in esse manifestate appartenevano all'irreale.
Non fate caso, Lady, se da questa stesura traspare inquieta attesa, la presente vorrebbe avere l'insolenza di porre in essere una prece. Avanzare alla attenzione della Vostra squisita benevolenza la, eventuale, possibilità di averVi correa di altre inenarrabili scorribande. Anche se sarebbe più giusto dire che Vi amo ancora.
Il Vostro, sempre devoto
shapiro49



La fede dei padri

Carissima, eccomi qui a raccontarti un momento della mia vita, un momento di ricordi di fanciulla che hanno ormai perso la loro autenticità. Ricordi le nostre vacanze pasquali da ragazze? le funzioni religiose a cui prendevamo parte borbottando, però era un modo per incontrare i ragazzi. Ma non era l'unico motivo:eravamo state educate nella morale, nella religiosità delle famiglie di cui facevamo parte. Tradizioni che hanno imbevuto la nostra fanciullezza, adolescenza, giovinezza e che pensavamo di trasmettere ai nostri figli. Illusione!!! io non ci sono riuscita e tu??? non sapevamo che la persona che avremmo incontrato e, che per bellezza e giovinezza di avrebbe colpito, poteva pensarla diversamente ed avversare in ogni modo quelle nostre idee. Quando ascolto per tv cosa succede a donne "non libere"e sento i ragazzi fare le loro riflessioni, racconto loro cos'era per noi l fanciullezza e la giovinezza. Ricordi? non potevamo entrare in chiesa con abiti che in estate avessero le maniche più su del gomito, il capo doveva essere sempre coperto dal velo e noi cercavamo i veli più leggeri in vendita perchè non volevamo rovinare le nostre capigliature e poi il colmo dei colmi:inginocchiarsi davanti al prete. che rabbia!! inginocchiarsi per confessarsi, inginocchiarsi per fare la comunione mentre i maschi erano in piedi... com'era fredda quella balaustra dell'altare!!! e ora??? che ci è successo??? abbiamo chinato il capo davanti ai nostri genitori, davanti alla chiesa, davanti ai nostri mariti ed ora ci ritroviamo senza genitori, senza chiesa e senza marito!!! bella vita!!! o forse no... la fede possiamo reinterpretarla e ritornare a viverla... siamo grandi... vero??? comunque ti avevo scritto per dirti altro ma la vita mi ha preso la mano. A presto rileggerci NIVES

   4 commenti     di: soffice neve



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.