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Lettere e racconti epistolari

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è vero

Tutto comincia con un tocco delle mani, del brivido che percorre la persona dopo aver toccato l'altro o l'altra. Si passeggia mano nella mano, si accarezza il viso con la mano, si passano le mani nei capelli della persona che ami.
Sensazioni, che non hanno uguali, vengono trasmesse alla mente dal solo tocco di questo strumento che Dio ci ha donato, le mani. Possono diventare armi terribili, con e mani si può ferire una persona, ma anche le parole sono altrettanto devastanti. Un ti Amo seguito da una carezza, anche se tutto si svolge ad occhi chiusi, ha un qualcosa di magico, forte, devastante allo stesso tempo. Il cuore ti va a mille, ti salta in gola animato da emozioni che solo un bacio ti può dare. Adoro guardare la tua foto, lo sai, ed la punizione che mi sono cercato per il solo peccato di amare un altra. La punizione di non poterti dire quanto il sapere che ci sei mi riempie di gioia. Tu dici che devi sparire perchè non vuoi farmi soffrire, ma io soffro di più a non sapere dove sei, che nel sentirti ogni tanto, nel parlare con te, anche se da lontano. Poi quelle rare volte che ci incontriamo, il sentire di nuovo il tuo odore, baciare le tue guance da semplice amico, toccare il tuo viso per rubare un po' del tuo profumo e tenerlo finché il tempo non lo cancella è la sofferenza più grande, ma è anche la mia punizione più grande. È inutile che non ti fai sentire, è inutile che sparisci per un po' di tempo, io ormai lo so, morirò con il tuo nome sulle labbra. Il bello è che sono convinto di morire per primo e per giunta quando sarò dall'altra parte mi toccherà litigare con qualcuno che sono sicuro ti abbia amata moltissimo, per venirti in sogno... devo essere impazzito. Anzi no, i pazzi, come spesso ti ripeto, non sanno di esserlo, per cui sono folle, e tu la mia lucida follia.

   5 commenti     di: clem ros


Silenzio di una donna

carissima rita, apprendo dai tuoi cari che oggi torni a casa, finalmente! Dopo diverse settimane in ospedale, dove hai ricevuto le cure del caso, torni a casa. Non so quale sarà la tua reazione nel vedere che andrai a stare con tuo figlio, ma credimi è la soluzione migliore e forse potrai avere un po' di tranquillità, di sicurezza, di serenità. Ricordo l'ultima telefonata con te, gli auguri per il nuovo anno, la tua grande solitudine nel corpo e nell'anima e poi... l'ictus! Ora hai forse raggiunto quel silenzio a cui le circostanze della vita ti avevano accompagnata;ora il silenzio è obbligatorio! L'ictus ha colpito la tua gola più di qualsiasi altro organo ed io credo tu ne sia consapevole... eri costretta a non parlare, eri sola:ora non parli anche se sei in compagnia. Certo ti ho vista nel letto, immobile, con gli occhi chiusi e mi si è stretto il cuore... sei stata la mia maestra di scuola materna e vederti così mi ha fatto tanto male... ho seguito il tuo lento procedere nella malattia, ho tentato di parlarti al telefono e ricevevo in risposta solo mugugnii che nulla hanno di voce umana. Rita, sapessi quanto ti penso! vorrei trasmetterti un po' della mia forza ma credo di averne poca anche per me stessa. Pur consapevole che tu mai leggerai voglio dirti grazie per l'esempio che mi hai dato con la tua vita, con il tuo esempio e con i tuoi consigli e incoraggiamenti. Spero di farne buon uso, in quel che mi resta della mia vita e quanto prima verrò a trovarti per sussurrarti Grazie! mi basterà la stretta della tua mano, il silenzio delle tue labbra e il lento scendere delle lacrime dai nostri occhi. Ed ora sii serena e... pensami. un bacio.. la tua sorellina

   6 commenti     di: soffice neve


Dalla Russia

Cara Mariya,
prima che le cose diventino serie devo dirti che io sono povero e malato.
Ho corrispondenza con altre donne ma sono amiche per me perché io non posso mantenere una donna.
Ho passato la notte a realizzare un video in Youtube. Non riuscivo a dormire.
Ho registrato un video in greco antico.
Il testo parla del rapporto della persona che crede in Dio con il denaro.
" Non si possono avere due padroni, o Dio oppure il denaro "
Vedo se riesco ad inviari il video e concludo qui salutandoti vivamente.
Davvero passa un buon Natale.

Michele
Da: "labodaloda@yahoo. com" <labodaloda@yahoo. com>
A: Michele Galantino <michele_galantino@yahoo. com>
Inviato: Giovedì 22 Dicembre 2011 14:04
Oggetto: Re[4]: Entra in Facebook

Ciao mio caro Michele!
Grazie per la tua lettera.
Sono davvero felice che abbiamo con ogni lettera troviamo la reciproca comprensione e rispetto, ed e davvero importante.
Mi chiedo spesso sulla vita futura e ho un'eta che fa davvero il pensiero sulla vita e la famiglia.
Scusa per la domanda Michele: voglio sapere se si scrive a qualcun altro oltre a me?
Sei davvero bravo e affascinante uomo e penso che e possibile scrivere a qualcun altro.
A sua volta, voglio dire che io sono solo a te e che io sono in comunione solo con te.
Inaccettabile per me comunicare con molti uomini. Spero che saremo del tutto onesti con gli altri.
Ora, quando io non ho nessuno che passo piu tempo con i miei amici, questo corso diverso intrattenimento, relax e cosi via.
Ma non tutto e quello che mi serve, voglio essere con il suo ragazzo, dargli la cura e calore.
Avere una serata romantica insieme, o semplicemente passeggiare.
E 'cosi bello! Sei d'accordo? Che ne dici di te stesso? Tu sei romantica?
Voglio sapere di piu su di te e io sono costantemente chiedendo la vostra vita.
Per me in realta e tutto molto interessante. Come hai trascorso la giornata oggi?
Vorrei scrivere molto di piu ogni giorno, ma io sono quasi tutto il giorno al lavoro e sc

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A Letter To Whatsername

From the land of No One
3:01
Cara piccola Whatsername,
Le ho iniziate sempre così le mie lettere.
E mi sembra giusto che anche l’ultima che riceverai inizi così.
Stanotte è stata un notte particolare, c’era… qualcosa nell’aria. Era una di quelle serate in cui tutto sembra avere un odore diverso, una forma diversa, un colore diverso. E l’aria ti sembra quasi poterla respirare a pieni polmoni. Perché credi, o almeno ti sforzi di credere, che sia davvero pura.
Questa è l’ultima volta che leggerai una mia lettera.
Non so se è l’ultima volta che mi sentirai, effettivamente credo che io e te non abbiamo più nulla da dirci, ma di sicuro non riceverai più lettere da me perché, oramai, è giusto che tu sia libera, è giusto che tu vada per la tua strada.
È giusto quello che ti ho sempre augurato dienti realtà.
Avrei voluto dirti cose pesanti e gravi, forse avrei voluto offenderti. Probabilmente l’avrei fatto.
Ma questa è una di quelle sere strane. In cui l’aria sembra pura.
Stasera ho preso tutte le tue lettere e ho iniziato a rileggerle. Tutte. In ordine cronologico, dalla più vecchia all’ultima, datata un paio di settimane fa.
Come posso offenderti? Come posso dirti cose pesanti? Eri un angelo quando iniziasti a scrivermi. Eri dolce, timida, impaurita… così dannatamente intelligente. E man mano che passavano le settimane acquistavi confidenza, mi parlavi dei tuoi problemi, dei tuoi sogni, della tua voglia di rivalsa fra gente che ti odiava e che odiavi. Era bello essere il tuo diario al quale sbattere in faccia tutti i tuoi crucci. Era così… perfetto. Tu eri perfetta.
Eri una persona costretta a viviere un vita che non aveva chiesto, fra falsità e ipocrisie, che si nascondeva dagli suardi delle amiche che la additavano, che la offendevano alle sue spalle. Forse che semplicmente la invidiavano.
Tu mi amavi, cazzo. Ed io non capivo. Ho capito tardi, ho capito quando tutto era irrimediabilmente andato. Ho capito quando tu

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   1 commenti     di: Enzo Santilli


E la sera

22 Settembre, 2012

Ci sono giorni in cui speri qualcosa accada, e invece non accade un bel niente. Momenti in cui credi, e invece la corda anche più stretta si scioglie dando la vita com'era inizialmente. Ci sono ore in cui speri di essere da qualche parte, con la tua vita sulle dita e qualche cosa che bolle in pentola, qualcuno che dorme nel tuo letto occasionalmente e tu sveglio ad osservare il petto alzarsi e abbassarsi, invece ti ritrovi sempre nel tuo letto, con accanto strumenti di compagnia non validi per attraversare pienamente una serata alle dieci e mezza passate, di sera.
Ci sono minuti in cui lavorando, le mani svolgono il loro compito, ma la mente pensa e riflette a ciò che può avere, a quanto questo può essere lontano, o incredibilmente vicino. In questi momenti puoi solo assaporare l'attimo, e non pensare troppo. Quando la vita si volterà a guardarmi e sorridermi? Io gli sorrido fin troppo.
Così, dormi in attesa che arrivi un giorno, che forse non arriverà mai o arriverà prima di battere nuovamente le ciglia, in cui con in mano una valigia partirai, con la tua vita sulle dita, gli sconosciuti nel letto, e il futuro nel cuore.

Qualcosa di cui l'uomo é atteso nel fare, è il cambiamento: tardivo o vicino speriamo arrivi comunque.

   0 commenti     di: Giuseppe Tiloca


Il buio si avvicina

Il buio si avvicina.
Camminerai. Camminerai per la strada. Sempre sicura di te. Senza mai fermarti, senza mai voltarti indietro, nemmeno nel suonare di un clacson. Il buio scenderà comunque. Scenderà e coprirà tutto e tutti col suo blu intenso. Non lascerà spazio alle lacrime. Scenderà e basta.

Sarah. Così mi chiama la gente. Sono una ragazza giovane e piena di emozioni. Cammino per le strade cercando di tenere la testa alta, nascondendo ogni fottuta paura che ho acquistato pian piano negli anni. Mi riesce piuttosto bene. Mentire è sempre stata la soluzione più facile. Per tutti. Una piccola bugia per salvarti il culo. Altro motivo per cui il mondo stra andando a rotoli. Se la gente si aprisse di più al mondo, fregandosene delle paure, delle critiche della gente, sarebbe tutto migliore. Io mi sento tirata in causa. Sapete è bello quando un'amica si sente a disagio per qualcosa e voi a stile "donna vissuta" , le dite cose in cui, nemmeno voi stesse, credete. Mi sento novamente tirata in causa. Parlo tanto, forse troppo, dico frasi che fanno stupire me stessa e poi mi chiedo: - Chi sono io per dire questo se poi sono la prima a fare il contrario? NESSUNO. La risposta è nessuno. Brutto da dire. Brutto pensare di essere un nessuno insignificante, un nessuno di cui nessuno si interessa. Puoi essere un nessuno con mille qualità, ma quando vieni etichettata con quel nome, la gente non si interessa nemmeno un po' per cercare di capire come sei realmente. In questi anni mi sono sempre posta una domanda, una domanda a cui una risposta non sono ancora arrivata. Credo. Tante persone hanno paura del buoio sapete? Anche io, ma solo a volte. Per quanto possa far paura, penso che il buio, sia una delle poche cose belle e indolore che stanno rimanendo ancora intatte nel mondo. Quando il buio scende copre tutto. Non fa sconti per nessuno. Eccetto per alcune stelle. Quelle che riesocno a brillare più forti di altre. Copre tutto, non ti fa vedere le cose belle, ma alm

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   2 commenti     di: Valentina Iengo


Lettera a mio figlio

Ciao Tato.

Oggi hai compiuto 18 anni e, anche se credo tu non sia ancora un uomo, penso sia giunto il momento di sapere un po' di più di tuo padre... di me.
Non tanto perché sia così importante, per te, conoscere di me, ma piuttosto per quanto sia essenziale conoscere un po' di più di te stesso.
Prima però tengo a dirti, tra le tante cose che dovrei, quale sia una cosa speciale che, a tutti i costi, devi sforzarti di fare tua, in modo che la tua vita vada nel migliore dei modi.
Questa cosa che devi fare tua... sono i ricordi.
Ma non i ricordi di cose lontane nel tempo... quelle ti rimarranno comunque, almeno quelle importanti... io parlo dei ricordi del giorno prima.
Parlo del riuscire a trattenere nel cuore e nella mente tutte le cose vissute nel giorno appena finito, in modo che ti si archivino nel cuore, in modo che quel giorno... ma proprio quel giorno... non vada perduto.
La vita senza ricordi è, se ci pensi bene, come se non fosse mai stata vissuta... se non te ne rammenti... il giorno appena passato è come se non fosse mai esistito, ed andrà perso.
Invece, se riuscirai a ricordare, terrai sempre con te tutte le piccole grandi cose che accadono tutti i giorni e che, spesso. non riusciamo a comprendere e ad apprezzare e, se sarai capace di fare questo, diverrai un uomo sicuramente migliore di quello che sono stato io.
Ogni giorno della vita ti porta un po' di bene, un poco di dolore... un briciolo di gioia, una scheggia di rabbia e un pizzico di tenerezza... la somma di questi minuscoli frammenti farà di te l'uomo che diventerai... non perderne neppure un pezzettino, e amali tutti allo stesso modo.
Ti dico questo perché, per qualche mistero che in fondo mistero non è, quando ti guardo vedo un bel po' di cose in cui mi rassomigli, e questo, se da una parte mi inorgoglisce, da un'altra un po' mi preoccupa, e mi spinge a provare a non farti cadere nel mio stesso errore.
Vedi Andrea... tuo padre non ha memoria.
L'ha persa tanti anni

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   3 commenti     di: Tinelli Tiziano



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.