Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te. Questo è un principio sul quale si basa il mio agire. Rispetto gli altri e mi aspetto d'essere ricambiato alla pari. Soprattutto con gli amici e con chi amo non celo alcunché, svelo tutto.
Sono sincero e dico la verità, in quanto mentendo dovrei ricordare tante più cose di quanto mi è possibile e rischierei di contraddirmi. Le bugie hanno le gambe corte e la verità viene sempre a galla.
Io ho la mia dignità e vestirmi di mentite spoglie non ha alcun senso. Io sono me stesso e non ho paura o vergogna a mostrarmi come sono. Ho rispetto anche di me stesso. A cosa serve fingere? Perché mentire? Se inganno c'appizzu l'affannu, non ne ricavo alcunché anzi perdo.
In internet tanti si velano con maschere per nascondere la loro identità, ma chi sono queste "persone"? Se scelgo un nick o username dichiaro chi sono alla persona che contatto, è educato farlo, non solo per farsi riconoscere. Chi si fida di un essere misterioso? Chi sta dietro una faccina grigia? E chi parla o meglio scrive a questi elementi? E perché lo fa? E perché può sospettare che può servirsene un tale senza averne riscontro tangibile? E perché... non si finirebbe di porre domande.
Io mi fido delle persone con le quali intrattengo dei rapporti, le rispetto ma mi dispiace tantissimo quando diffidano di me, per la mia lealtà.
Non è da me essere accusato di colpe non mie e proprio perché non sono il responsabile sosterrò sempre, anche con forza, la mia estraneità.
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Cara Mariya,
Rispondere a questa domanda : " Sei felice? " non è cosa semplice.
Oggi pubblicherò in internet la tua domanda e la mia risposta.
Che cos'è la felicità?
Ottenere ciò che si vuole? Sentirsi bene nel corpo? Esaltarsi un po'?
Che cos'è? Ti faccio questa domanda: Che cos'è la felicità?
Ti do la mia risposta e aspetterò la tua.
Nel 1999 ero in Taganga, un villaggio di pescatori, sulla costa colombiana. Ero in vacanza. Se vacanza si potesse chiamare.
Ero in pessime condizioni, sull'orlo del baratro. Una donna violenta al mio fianco, una donna che non mi amava, che non mi comprendeva,
che non voleva collaborare con me. Dall'altro lato io ero un drogato, fuggiasco, con i Carabinieri alle calcagna perché mi ero messo in
un brutto giro di persone. Me ne ero andato da casa mia perché cercavo proprio questa cosa: la felicità.
Mi andai a mettere in situazioni insostenibili umanamente parlando.
In questo villaggio c'è una Chiesa in cattive condizioni; io uscivo dalla casa che ci ospitava. In quel tempo ero davvero magro, uno scheletro;
guardai verso la Chiesa era piena e dicevano la messa. Pensai fra me: " La messa! Da quanto tempo non entro in una Chiesa! ". Entrai con
i miei occhiali da sole come fosse casa mia. Ero senza vergogna e disinvolto.
Ora, il sacerdote alzava le braccia al cielo, io fui preso letteralmente, preso; un calore intenso sentivo nel mio petto, un nodo misi fece in gola,
le lacrime mi scendevano abbondanti sulle guance: fui preso da vergogna per la forte emozione che provavo fuggii via.
Raccontai alla mia compagna l'accaduto.
Quel giorno la mia vita cambiò, e cambiò per sempre. Sono rinato a vita nuova.
Si sono risolti molti miei problemi e incominciai il ritorno verso Dio, il ritorno verso la mia vera patria.
Questa cosa è frequente nella Chiesa Cattolica e si chiama: metanoia. Questa parola indica il cambiamento della mente.
Io continuo il mio cammino verso la felicità...
Michele
Dear Margareth
quanto tempo, dall'ultimo viaggio in mongolfiera a parlar coi cumuli nembi e, con uno spillo, ridurli a stracci bianchi intrisi d'acqua dopo quel temporale. Mi manca non poco, la Vostra compagnia anche se lo spazio su quello strano mezzo aereo, non abbondava di certo ma, è altrettanto vero che leVostre inebrianti fragranze mi giungevano nitide sì da frastornare la mia ratio di navigatore. Già, lo rammentate? Fù in quella occasione che ci perdemmo fra cirri, agglomerati d'ovatta e cime secolari di nuda roccia sbiadite appena da algidi fiocchi ritardatari, per quella stagione. Quale tormento Lady, nel risvegliare il mio tatto a contatto, della Vostra preclara essenza quando mi schierai come unico baluardo per scaldarVi onde evitare che gli algidi refoli d'altura si abbattessero impietosi sull'incarnato ambratoChiesi aiuto a Dio, per non commettere atti impuri e spaventarVi. Faticai non poco, a staccare lo sguardo da quegl'iridi che di umano avean poco, atteso che le sfumature oceaniche in esse manifestate appartenevano all'irreale.
Non fate caso, Lady, se da questa stesura traspare inquieta attesa, la presente vorrebbe avere l'insolenza di porre in essere una prece. Avanzare alla attenzione della Vostra squisita benevolenza la, eventuale, possibilità di averVi correa di altre inenarrabili scorribande. Anche se sarebbe più giusto dire che Vi amo ancora.
Il Vostro, sempre devoto
shapiro49
Si è sempre gli stessi di sempre, i bambini degli incubi notturni, gli adulti degli amori feroci.
Con te ho ritrovato la mia adolescenza non vissuta, le mie insicurezze e paure.
Vorrei poterti sfiorare, tremante, le mani e baciarti i capelli con dolcezza.
Vorrei avere i tuoi sedici anni per poterti voler bene nel tuo stesso modo, con i tuoi caldi occhi.
Vorrei poter piangere come fai tu quando vuoi far vedere che ci puoi riuscire e perchè no, capire le tue "bravate".
Ti amo come un figlio, ti desidero come uomo, ti invidio per tutto ciò che potrai conquistare.
Dear...
è molto tempo che penso e riepnso a tutte le cose che avrei voluto dirti e non te le ho dette, tante di quelle cose che volevo farti fare, vedere o anche immaginare ma niente. non ho mai avuto il coragigo di dire cio che provavo e provo veramente. ogni volta che ti vedo andare via, beh, mi si stringe il cuore perchè vorrei fermarti e dirti tutto... ma sono troppo timido per farlo quindi vedo solo la tua bellissima forma sgretolarsi a ogni passo che fai.
probabilmente sono io lo stupido o semplicemente cieco da non aver capito prima quanto potessi amarti... in questo periodo mi piacerebbe averti vicino a me per colmare quel senso di vuoto con cui vivo da sempre e che solo con pochi prescelti riesco a colmarlo. e una di questi sei tu...
spero che un giorno tu venga da me come quando ci siamo visti la prima volta...
Ancora una volta mi trovo in balia delle onde. Solo che non potevo dirti durante la telefonata, che mai come ieri sera, l'unico modo per evitare di sentirmi come mi sentivo, era quello di scappare insieme a te.
Insomma per farti chiamare devo segnalarti su facebook che sto a pezzi?
Ma allora un po' di bene me ne vuoi se almeno ti preoccupi di me?
Lasciami illudere, lo so che ne me ne vuoi ne scapperesti con me. Forza, mi devo dare forza da solo, magari cercarmi una distrazione. Stasera se mi sento uguale me ne esco, mi faccio un bel giro a piedi, e smaltisco le incazzature.
Mi sto ricreando la situazione di molti anni fa, sfocando nel lavoro il malessere del non essere in pace con me stesso, insoddisfatto del mio status sentimentale. Lo sai che sei l'unica donna che ho amato e che amo veramente, e non posso nè farci niente, nè dirtelo apertamente, atrimenti corro il rischio di non sentirti più. Non ti arrabbiare, non ne vale la pena, con me è tempo perso. La canzone di Venditti... alta marea... descrive il mio stato d'animo. Ogni cellula del mio corpo, che anche se sono dimagrito, sono miliardi di miliardi, mi parla di te. Dovrei ammazzarle tutte, ma onestamente anche se sono convinto che per come mi sto adoperando, prima o poi il coccolone mi viene, non me ne frega niente. Lo faccio solo per non pensare. Bell'egoista che sono vero?
Mi ritrovo ancora una volta a scriverlo alla tua mail, sperando che un giorno, anche se non ci sarò più, ritrovandole potrai dire... Non lo so, non voglio metterti parole in bocca.
Mio amato bene,
è appena partito il treno che mi ha diviso dai tuoi occhi di mare.
Io non so se l'azzurro del cielo potrà colmare il vuoto del tuo sguardo vivo e profondo; se nell'angolo di mondo verso il quale mi dirigo, riuscirò a placare lo struggimento della tua assenza.
Sto vivendo, istante dopo istante, la solitudine di te nella corsa decisa di questo treno, che va sperdendo a poco a poco il profumo della tua pelle e, ancor più, mi sconforta l'amarezza di non udire la tua voce dolcissima e gioiosa già distante nell'eco remota di queste ore.
Sono solo con me stesso e cerco inutilmente un varco per spaziare oltre questi vetri di treno perché i miei occhi possano sconfinare oltre la barriera dei monti e dei villaggi che si frammettono.
Fuori, si piega ogni chioma al vento dei distacchi, sfilano i casali nelle immagini lacerate dalla corsa e scivolano inebetite le nubi nella gola oscura del tramonto.
Ogni spiraglio di questo giorno va declinando di luce, mentre il tuo volto si leva ad accendermi lo spirito di tenue speranza.
Ora, ti prego, serba in me questa tua luminescenza, questa fulgida cometa in cui ti trasfiguri regina del mio tempo vuoto e lontano, sii perseverante a soggiogarmi ancora con le tue moine.
Mi conforta l'idea di vivere afferrato ai pochi simboli che di te mi restano in custodia nel cuore, scrigno segreto d'ogni tuo frammento dorato, di gesti, di parole, d'accenti armoniosi che si assemblano nell'incanto della tua esistenza.
Ed il pensiero d'averti vicina per vegliarmi nei sogni futuri, ti conforma già nell'immagine alla quale non saprei sottrarmi, né potrei eludere, per la passione di cercarti, lo strale di cielo da cui potresti rilucere per espandere tepore sino alla mia stanza.
Credimi, se tu ora restassi come sei, così luminosa al mio cospetto, saprei resistere al tormento d'averti perduta, e saprei vivere ristorato sempre dal tuo calore e dalla sorgente consolatrice del tuo sguardo.
Ecco, già alberghi nel mio spirit
Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.