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Lettere e racconti epistolari

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Winter

E all' improvviso sei scomparso, sei andato via da questo mondo. So che magari ti sei offeso se al tuo funerale non ho pianto... sai come sono fatto.
Sta per arrivare l'inverno, e già mi sento solo, senza le sigarette fumate insieme, senza i giri a vuoto nei vicoli del paese, durante i quali mi raccontavi di tutto, dando libero sfogo alla tua passione per la vita e allo stare insieme. Due opposti eravamo, e per quanto ero strano e ti dicevo che eri una femminuccia per la tua sensibilità, in realtà ti ammiravo. Desidero ancora essere ciò che tu eri, puro, buono e senza moralità contrastanti... Adulto e bambino che non aveva vergogna di piangere. Amato da tutti eri, anche da chi non ti conosceva, e sono fiero di poter dire : " era mio amico".
E ora ricordo il suono del vento di novembre nel tuo paese, ricordo la verità che eri, senza maschere. E non voglio che arrivi dicembre perchè sarò solo.
Penso all'inverno e ricordo la tua voce, il tuo nome scolpito nel mio cuore, e sto male.
Non voglio stare così, perchè la tua voce è dentro me... Lo so sto sbagliando... Sto perdendo me stesso... E ancora mi manchi.

   9 commenti     di: Daryl


Il tuo mondo

Ciao Amico. Ho visto il tuo mondo. È bellissimo, non come il mio. Nel tuo mondo c'è rispetto, serenità e calma. Nel mio invece, gli uomini si odiano e non sono mai tranquilli. Il tuo mondo è Rosa, il mio Grigio. Nel tuo mondo gli angeli possono distrarsi. Nel mio no, stanno sempre a preoccuparsi e a prendersi cura delle persone. Ma non sempre riescono a proteggerle, perché l'incoscienza e l'irresponsabilità a volte prevalgono. Sai, ho notato che casa tua è fatta di sabbia. Non hai paura che la pioggia possa scioglierla? Aspetto con ansia una tua risposta. Con affetto, Amica.
Cara Amica. Purtroppo hai ragione, il tuo mondo è Grigio, così Grigio, che visto da quassù, fa persino paura. Le persone qui si amano. Noi non abbiamo né re e né regine. Qui le decisioni si prendono in comunità, nessuno escluso. Non esiste la paura, ma abbonda la speranza. Vuoi sapere perché non ho paura che la pioggia possa sciogliere la mia casa? Beh, perché qui la pioggia non è come la vostra. Da noi piovono solo sogni, sogni bellissimi che cadono nelle case delle persone, portando tanta serenità, soprattutto ai bambini. Che creature meravigliose che sono, i bambini. Credo che non ci sia niente di più puro come loro in tutto l'universo. So che i bambini qui sono uguali ai vostri, giusto? Spero di sentirti presto. Un abbraccio, Amico.
Che bello risentirti Amico! Si, è vero. I bambini sulla Terra sono uguali ai vostri. Concordo pienamente con quello che hai detto. Sono bellissimi. Ma come ben sai, nel mio mondo regna soprattutto l'odio, e i bambini molto spesso subiscono atrocità da uomini crudeli e privi di cuore, che tentano in ogni modo di strappare loro ciò che di più fondamentale e meraviglioso c'è: la purezza. A volte vorrei che tutti i mondi fossero come il tuo. Ma con amarezza devo ammettere che non è così. Ora devo andare via. Devo prendere parte a quella missione di cui ti ho parlato. Stiamo combattendo duramente. Sono sicura che mettendocela tutta riusc

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   9 commenti     di: Roberta R.


Lettera ad un padre

Papà dove sei ora? Per quale motivo ti comporti cosi? Hai quattro figli e vorrebbero averti accanto. Sai ho fatto diciotto il 4 marzo, perchè non mi hai chiamata? Io ti ho sempre cercato, ero sempre con te e avrei dato la mia vita per la tua. Ti ho voluto bene e come ogni ragazza eri il mio uomo preferito perchè mi sentivo protetta accanto a te. Quando ero bambina desideravo sempre stare tra le tue braccia ricordi? quella maledetta separazione... Hai perso tutto di me, la mia adolescenza, i miei sorrisi e i miei pianti, tutto! L'alcool cosa ti da papà? per quale motivo bevi? Non voglio crescere, dovevi esserci tu qui con me, dove sei papà? Scelgo sempre i ragazzi sbagliati e assomigliano tutti a te!
Credo nell'amore tra un genitore e un figlio, io ti ho amato con tutta me stessa.
Un giorno mi dicesti: devi studiare, la mia materia preferita era scienze. Beh pà anche a me piacciono le materie scientifiche ma tu non lo puoi sapere perchè manchi da dieci anni come genitore. Amo scrivere e disegnare, mi piacciono il rap e l'hip hop ma tu non sai nulla di me! Ho problemi di salute papi e questo lo sai, la mamma ti chiamava ma tu non ti sei mai presentato in ospedale, per quale motivo papà? Credi sia un caso che anche io sia finita nella trappola dell'alcool? Credo proprio di no! La differenza tra me e te è che io mi sono resa conto che i problemi non si risolvono con l'alcool e che non mi dava nulla, tu no! Vorrei un tuo abbraccio, di quelli che dicono andrà tutto bene ma tu non ci sei. Sono cresciuta bene nonostante la tua mancanza, non mi drogo, non vado a letto con chiunque e sono altruista. Ho sofferto molto per colpa tua, le conseguenze dei genitori ricadono sui figli, dovresti ricordarti questa frase!
addio pà.

   2 commenti     di: jenny


Lettera All'Anima.. All'Infinito

Luce mia,
sei così buia adesso.
Ti scrivo per mezzo di queste parole perchè forse ciò che in questi ultimi anni mi vien meglio è provare a scrivere. Non voglio né perdono, nè clemenza né compassione.
Voglio solo essere ascoltata. E quando dico che voglio essere ascoltata non è la mente che parla. Capiscimi, è l'anima. Che cosa strana, vero?
L'anima è infinito e finito insieme e molto di più. Mi viene ogni tanto, di parlarti tramite lei e con lei, ma viene così facile fermare questo flusso di parole che scorrono all'unisono con il cuore e l'universo. Mi piace andare oltre l'apparenza, anche se non sempre ci riesco. Non ho mai chiesto niente a nessuno, nemmeno a te. Non ho mai detto niente a nessuno, nemmeno a me. Buffo, no? Prima di parlarmi in quei tanti modi, forse avresti dovuto guardare dentro te. Proverò a imbrattare questa carta, proverò a farla nera e fradicia di parole bagnate.. ci riuscirò? Ma sopratutto.. riuscirò ad arrivare alla tua anima interna e a portarla in alto, più della mia? Perchè se riesce ad arrivare così in alto, come la mia e più della mia, allora lo sbaglio potrei esser io, sai? Anelerò alla perfezione, ma quanti dubbi mi vengono.. come faccio!? Non posso cercare la perfezione se quando mi guardo allo specchio vedo solo un unico enorme punto interrogativo. Vorrei il doppio della sicurezza che ho per darla a te, e per toglierti di dosso tutto quel petrolio che ti invade le vie eterne. Ti intacca, ti intacca troppo velocemente e diventi cieca. Sei diventata cieca, un po' per gelosia, un po' per sofferenza e trascurazione. Hai le tue colpe. Ho le mie colpe. Ci sono molte cose diverse, tra noi. Eppure siamo così dannatamente vicine. Ma come possono due cose essere così diverse se si attragono così, dal nulla? Un motivo ci dev'essere, ma non vuoi vederlo.
Mi ricordo, i giorni in cui l'oblio era venuto a galla dal fondo dell'oceano.. piano piano s'è allontanato tutto dal cuore ed è sceso un gelo poco cle

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   5 commenti     di: Federica.


La più bella cosa

Cara nonna,
non ti ho mai conosciuta. Sei volata in Cielo poco dopo avere messo alla luce mio padre, e lasciando un vuoto incolmabile nella vita del nonno. Io non ho sentito parlare di te se non raramente; quando chiedevo a mio padre di raccontarmi le poche cose che ricordava.
Me ne parlava con dolore, perché l'averti persa così presto, per lui rappresentava una ferita aperta.
A volte si chiudeva nel silenzio, ed io, lo so, pensava a te così lontana da tutti noi, ma sempre presente nel suo cuore.
Ne sono certa: hai continuato a proteggerlo e a fargli sentire la tua carezza dentro l'anima nei momenti di amarezza.
Sai, mio padre ne ha passate tante, ma se l'è cavata bene. Io gli ho dato un po' di grattacapi. Mi ammalavo spesso da bambina, sta di fatto che avevo sovente la febbre. Il mio primo compleanno l'ho festeggiato (si fa per dire), all'ospedale di Trieste, e per me è stato un evento talmente drammatico che ne conservo persino un vago ricordo. Rivedo ancora la culla dalle sbarre di metallo che mi ospitava, e mia madre attraverso un vetro. Poi l'incubo è finito, ma non appena mi ritornava alla mente quella stanza asettica e priva di colori tremavo. I miei genitori, a turno, mi prendevano in braccio e mi facevano dimenticare. Un giorno mio padre è tornato a casa con un sacco di canapa pieno di giocattoli; aveva "svaligiato" il negozio facendo felice la commessa, perché voleva vedermi sorridere, e, forse, farmi dimenticare quel brutto episodio. Me lo vedo ancora arrivare felice, con il grosso sacco di canapa che certamente aveva il suo peso. La mamma forse, deve avere pensato che papà era il solito esagerato, ma egli, quando si trattava dell'unica figlia, non badava a spese, e avrebbe rinunciato a qualunque cosa pur di strapparmi un sorriso. Voleva vedermi sempre il sorriso sulle labbra, forse perché ha sofferto molto nell'infanzia. Non ha mai pianto in maniera manifesta; gli uomini non dovevano piangere mai: questo era un precetto che veniva inevi

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Lettera dalla clinica

Ciao Mamma è da tempo che non ci sentiamo, volevo semplicemente informarti che sto bene

Qui alla clinica mi trattano come una regina, sono la più giovane, o almeno così sembra, le altre anche se sono più piccole di me, dimostrano il doppio dell' età.

Quelle rughe di espressione sembrano solchi infernali tracciati sulla loro pelle.

Ogni notte succede sempre qualcosa che allarma tutti.

Tipo, Valentina, ricordi?

L'altro giorno era in bagno con delle ferite sanguinanti su tutto il corpo, pensavamo si fosse scontrata con l altra ragazza, insopportabilmente paranoica perché questa da sempre vede in lei l ' immagine della sorella che la picchiava da piccola.

Che te lo dico a fare.

Valentina si era da sola procurata le ferite e le bruciature di sigaretta sulla gambe, è accorso il primario che l ha legata sul letto e ha dovuto raccontare la favola della buona notte per farla addormentare, che davvero non sapevo se piangere o ridere.

Rispetto a molti sono la più normale, ma non ti nascondo che voglia di farmi male ne ho e come.

Soprattutto quando ripenso al passato, a tutto quello che è successo. Non saranno mai abbastanza le mie scuse.

Sai, prima guardavo le foto di Praga, quel posto mi è piaciuto tantissimo. Vorrei portarti con me un giorno ma tu hai paura di volare e con il pullman credimi ci vuole un'eternità.

Intanto scorre una canzone bellissima si chiama tipo bloodstr qualcosa dei nature and organisation, mi viene da piangere è dolcissima come te.




... dottoressa, dottoressa la prego è urgente...






Ora mamma ti lascio mi sa che devo andare...




Una scena orribile si manifestava sotto gli occhi di tutti

Le macchie di sangue schizzate sul camice bianco riflettevano come gocce di rugiada dopo una tempesta di pioggia

Urla disumane mischiate a pianto rimbombavano nella stanza, un caos incredibile, Valentina che beatamente dormiva nel suo letto, si alzò di colpo, sgranò gli o

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   6 commenti     di: RAFFAELLA MUNNO


Decollo

Stai iniziando a decollare, i motori sono accesi e tu cominci a planare a braccia larghe. Dirigi come il vento un amore senza rumore e le ali ti aiuteranno mentre sorvoli i cieli a rimanere anche per un solo istante, in equilibrio e non ti spaventare se per caso il tuo veivolo, per incertezza rallenta e sprofonda nell'abisso, l'oceano riporta sempre a galla, i suoi relitti.
Ma tu sono sicura che con la tua forza, ti tufferai e quando l'ultimo momento ti sembrerà perduto, ecco che con il tuo respiro a bocca a bocca, riprenderà fiato e allora, le vostre mani si spingeranno sui corpi, insinuandosi, fra le pieghe della pelle...

   6 commenti     di: augusta



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.