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Lettere e racconti epistolari

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Chi sei?

Ti ho aspettato per tanto tempo, quasi perdevo la speranza di vederti all'orizzonte... Un bel giorno sei arrivato, il mio cuore batteva così forte che nel silenzio lo si poteva sentire. Un sentimento così bello che si a paura di perderlo, che si custodisce gelosamente.. Ti senti dire di star tranquilla, di fidarti che non piangerai più, che non ti sentirai più raccontare bugie... come in un incubo ti svegli e ti rendi conto che hai sbagliato ancora a fidarti, che hai dato il cuore a qualcuno che non curante di te, nasconde bene ciò che non devi sapere, e noi nessuna intimità!!! Ti senti un nodo alla gola che t'impedisce di urlare, ti chiedi perchè ancora a te mentre senti un calcio nella tua pancia che ti ricorda che un altro amore e dentro di te, mentre davanti a te non sai chi c'è!

   2 commenti     di: lunotta lu


Contro l'abbandono

Caro amico,

quando siamo diventati amici ero davvero felice,
specialmente quando passavi il tuo tempo libero
giocando con me, lì mi sentivo davvero fortunato.

Ricordo,
ora che cammino su questo ciglio di strada,
le corse che ci facevamo,
quelle belle ore in cui passeggiavamo insieme tra la natura.

Bello era anche quando mi sgridavi,
magari avevo fatto qualcosa che non dovevo,
o forse eri solo nervoso e io ero la tua valvola di sfogo.

Ma ero felice di esserlo,
ero felice lo stesso perché ogni giorno
passato con te era stupendo.

Il momento che preferivo era quando ritornavo da te
per fare pace o per consolarti,
e mettevo il mio muso in una tua mano
per farti capire che c’ero,
e non ti portavo rancore,
anche se magari mi avevi sgridato o picchiato senza motivo.

Sai noi cani, amico mio,
non portiamo rancore,
amiamo incondizionatamente.

E anche ora,
che cammino qui,
su questo ciglio di strada,
sotto il sole rovente,
sopra questo asfalto che brucia come l’inferno,
penso a te amico mio,
e ti amo ancora, senza riserve.

Cerco di capire perché mi hai lasciato qui,
perché mi ha abbandonato,
forse non ti sono stato vicino quanto tu desideravi,
forse sono stato un pessimo cane,
forse quella volta che ho sporcato casa,
o quando ho masticato le tue costose scarpe…..

…forse perché ora che ti accingi ad andare in vacanza,
sono solo un peso per te.

Amico mio,
ora la mia sorte è quella di un cane randagio,
probabilmente morirò di stenti
o sotto le ruote di un autoveicolo, o
finirò chissà dove, dimenticato e privo di affetti.



Addio

Ciao amore mio, ciao a colei che è e resta il mio sogno proibito. Purtroppo sei nata in un mondo virtuale e li sei stata relegata dalla persona che ti ha creata e che adesso non vuole più farti vivere. Come vedi insieme alla lettera ti ho portato un dono formato da più oggetti che come sempre ha un significato ben preciso. Quattro rose di colore diverso: una rosa rossa per l'amore che provo per te, una blu per la passione che ci ha unito, una gialla che rappresenta la gelosia provata e una bianca che rappresenta la purezza del mio sentimento. Questa volta però i fiori non sono freschi volutamente, ma finti perché essi rappresentano il mondo virtuale in cui adesso questo sentimento è stato chiuso. Questo perché l'amore da me provato per te non si è potuto concretizzare in qualcosa di più, non è stato possibile gridarlo al mondo esterno, non è stato possibile trasportarlo nel mondo reale. I fiori sono poggiati nel cesto di una mongolfiera che rappresenta una cosa a te molto cara: la tua libertà. Niente di meglio per rappresentare la libertà con una mongolfiera. Infatti essa senza essere legata a motori si libra nell'aria con il calore racchiuso nel pallone, affidandosi al vento benevolo che la trasporta dolcemente. La bambola è inutile dirtelo, ti rappresenta in tutta la tua bellezza, in tutta la tua straordinaria forza d'animo che ti sostiene da sempre. Allora se me lo permetti affiderò questa simbologia al buon Dio al quale rivolgerò ogni tanto una preghiera, quella che la mongolfiera ti porti dove il tuo cuore desideri, tenuta in aria dal calore della fiamma che hai fatto ardere in me, guidata da venti benevoli che ti portino dolcemente alla meta, senza scossoni e senza tempeste, senza farti pesare le sofferenze in cui immancabilmente ogni tanto sei costretta a vivere, come tutti del resto. Io seguirò il cammino che ormai ho intrapreso, sperando anche io di giungere alla meta, magari in bicicletta, con l'ausilio della sola forza delle mie gambe,

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   11 commenti     di: clem ros


Una mail per un'amica

Ciao Xxx, spero tu stia bene.
È probabile che al termine di questa mail rimarrai alquanto sorpresa, ma credimi, mai quanto lo sono io in questo momento, mentre la sto scrivendo.
Mai infatti avrei pensato di doverti dire ciò che sto per dirti... ma talvolta le cose accadono così... inaspettatamente...
Probabilmente la mail non è il mezzo migliore per dire certe cose, ho sempre pensato che sia meglio parlare faccia a faccia... ma ti assicuro che non è facile... non me la sono sentita, spero tu mi capisca.
Vengo al dunque, Xxx, noi ci conosciamo ormai da diversi anni; dopo il viaggio in Canada abbiamo iniziato a frequentarci in compagnia, prima saltuariamente, poi sempre più frequentemente. Si è creato, io credo, nel tempo un bellissimo rapporto di amicizia, che ci ha permesso di condividere momenti piacevoli, qualche delusione, belle serate, giornate divertenti, gag, pettegolezzi, e viaggi indimenticabili. Ho imparato a conoscere a poco a poco la bella persona che sei, e ti ho sempre considerato una ragazza molto carina; ma non ho mai avuto secondi fini, come deve essere in un rapporto di amicizia.
Da qualche tempo però qualcosa è cambiato; giorno dopo giorno ho capito che stavo guardandoti con occhi diversi, che il sentimento di amicizia e di simpatia che provavo nei tuoi confronti stava per essere sostituito da qualcosa di più profondo... In poche parole Xxx, temo di aver preso una sbandata per te... una cosa assolutamente irrazionale... Non immagini quanto mi senta ridicolo quando mi scopro a pensare a te, a controllare se sei on line su Facebook, ad attendere con ansia la tua risposta ad un sms...
Ecco, l'ho detto... e ora? Provo a vedere il tuo viso attraverso il monitor... provo a immaginare la tua reazione... Stupore? Indifferenza? Stai ridendo?
Io Xxx ho smesso ormai tanti anni fa di credere alle favole, so benissimo che tra noi non potrà mai nascere nulla di più del bel rapporto di amicizia che già è nato... E infatti non ti sto chiedendo

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   4 commenti     di: Rick Deckart


Lettera ad uno sconosciuta (non è un errore di scrittura)

Mia dolce... , mi accingo a scriverti per renderti partecipe della mia umile ed egocentrica tragedia, perché tu sei il principio e la miccia in molti modi di essa. Non voglio colpevolizzarti ne farmi compiangere, ma questo è il mio libro e sono libero di scriverci quello che mi pare. Ironicamente è cominciato tutto molto dopo la tua assenza, come se il caso avesse giocato in modo particolare con la mia esistenza, perché sa quanto mi piace soffrire di vittimismo e capisce quanto sia stato felice nell'averti conosciuto, triste nell'averti perso e ingrato nell'averti avuto. Ricordo tutto le date e tutti i luoghi, così come ricordo ogni tipo di emozione. Niente esce dalla mia mente, o almeno niente di importante. Mentre scrivo sento il suono triste e blues di un'armonica stile carcere, come se in qualche modo fossi imprigionato da queste parole. Mi sto facendo un interrogatorio e sono sia lo sbirro cattivo che quello buono, sono un bambino che marina la scuola per andare al museo, sono un ignoto paradosso. Devi quindi darmi il modo di criticarti nel modo più spietato ed educato possibile. Che cosa mi diresti se cominciassi ad elencare ogni volta in cui sei stata immorale con me? potresti averla vinta anche questa volta come le altre mille, perché la moralità e soggettiva, ma quando chi subisce le colpe ne accusa la mancanza vorrebbe almeno delle scuse, e io potrei accontentarmi delle tue scuse.
Ma alla fine anche le scuse non sono altro che parole e le parole non mi risolleverebbero, neanche i gesti e ormai nemmeno riaverti mi ridarebbero le mie mancanze senza le quali non riuscirei a vivere. Io devo continuare ad essere sincero prima di cominciare a mentire spudoratamente per annullare il biasimo di chi pensa di conoscermi, senza tutto questo ora non sarei io, sarei un altro io, e non ha importanza se quell'altro io sia giusto o sbagliato, migliore o peggiore del mio attuale, sarebbe diverso e io mi amo ora in questo modo. Se fossi un altro io potrei amar

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   3 commenti     di: mario mautone


Alle mie figlie

Mie piccole stelle, con le lacrime agli occhi scorro l'album dei ricordi, le nostre fotografie. Due angeli le mie stelline! Rivivo la nostra vita, i vostri primi vagiti, le pappine, che spargevate sul mio viso ed io presa tra due fuochi ridevo dei vostri dispetti, i vostri primi passi. Meravigliose creature, spesso capricciose ma sempre allegre, due piccole pesti le mie stelline, il vostro sorriso era il mio, eravate la luce dei miei occhi, eravate il raggio di sole in un giorno di primavera, contagiosa la vostra gioia di vivere. Ricordo le sere d'inverno tutte e tre sul mio lettone, quando eravate voi a rimboccarmi le coperte e le favole da voi inventate per farmi addormentare senza incubi. Allora facevo finta di dormire e voi vi addormentavate al suono del mio respiro. Il tempo passa e voi, dolci pulcini, siete cresciute, la scuola, i primi esami, la maturità, i primi amori e adesso l'università. Mai ansiose e sempre con tanta grinta avete superato le avversità della vita, la mia omosessualità non vi ha mai spaventate.
Avete accettato la mia compagna che per voi fu subito mamma, confidente, amica, compagna di giochi, maestra di vita, complice.
Alla sua morte una sola domanda : mamma... "PERCHÉ ".
Sono così' orgogliosa di voi figlie mie! Avrei voluto vedervi diventare Donne, mamme.


Cucciole di donna,
voi:
parole e melodie,
purezza e rispetto,
leggiadria e sensualità,
incanto e simpatia,
angoscia e amore,
spensieratezza e nostalgie.
Sono stanca, voi mi date la forza di vivere, voi sarete le eredi del mio vissuto, chissà forse adesso è arrivato il mio tempo e, se questa notte fosse l'ultima mia notte, ricordate che vi ho tanto amate e che sempre vi amerò oltre la mia vita. Nelle notti buie la mia mano accarezzerà le vostre paure, i vostri sogni. Io sarò sempre la vostra mamma e voi le mie piccole stelle.



Voce che ti chiama

Alla luce soffusa di una lampada guardo pagine bianche... Ho la malinconia tra le dita che fremono al risuono del cuore che ti chiama...
Decido di scriverti, e immagino così di parlarti come se tu fossi accanto.
Carissimo, il tuo silenzio ormai è lapide di un sentimento che solo io avverto.. ma mi chiedo perché certe emozioni sembrano più dure a svanire, o semplicemente non si riescono ad accantonare in quei remoti di vissuto che poi si confondono di contorni di realtà se ti vengono alla mente, per caso.
E ogni giorno scorre nell'indizio di un'attesa che non ha origine in nessun spazio e tempo reale... solo nel testardo mio cuore.
E così ti penso, soprattutto nei languori silenziosi dell'anima, e ti vedo nei passi decisi, ti sento nelle frasi che conquistano, e ti sorrido nell'ombra.
Oggi, come ieri, altrettanto domani io ancora sono qui a vederti, a sentirti e a sorriderti... come necessità di non interrompere il flusso delle tenerezze ascoltate, perché sei sogno accarezzato, amore idealizzato, fantasma nei pensieri e convivo di ore di nostalgia con te anche se tu mai lo saprai.
Ovunque l'amore ti porti con sé, in mistero di nuove sensazioni, vi è antico ancora il mio che ti sfiora tra sguardi di cielo, tra volti incrociati, tra frasi allegre o tristi, tra notti che t'amano o t'addormentano...
Io sono qui, anche in queste righe che non mentono, io sono in ogni parola solitaria che ha unica voce ma che ti chiama... ti chiama, amore mio!

   1 commenti     di: Marhiel Mellis



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.