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Lettere e racconti epistolari

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A mia figlia

Mia cara Andrea, figlia mia adorata, Parigi in questo periodo dell'anno è meravigliosa, ho passeggiato lungamente sul lungo Senna, ho aspettato il calar del sole, in quel momento ho rivissuto il mio primo incontro con tua madre, la madre che ti ha messa al mondo e, con negli occhi il tuo corpicino urlante fra le braccia di tua nonna, ho deciso di scriverti.
Sin dall'adolescenza sapevi che essere lesbica non ti avrebbe comportato una vita facile. Decidesti di vivere serenamente e alla luce del sole, conquistando tanti piccoli traguardi, che ancora oggi mi fanno dire:
- brava Andrea hai fatto bene.
Non posso riprendermi il tempo che non ti ho dedicato, ma posso assicurarti che il mio amore per te è sempre vivo e immenso. Spesso mi chiedo che donna diventerai, che vita avrai, chi amerai, come e quando darai una svolta alla tua esistenza ma, qualunque strada intraprenderai, so che sarai sempre te stessa e non avrai nessuna remora a dichiarare al mondo la tua omosessualità. Il tuo sguardo sempre curioso e indagatore, mai illusa e superficiale, sempre conscia della tua forza che ti permetterà di riempire a tuo piacimento la tela della tua vita. Io ho un sogno sì un sogno, mia piccola cucciola, che tu un giorno possa trovare l'amore della tua vita, trovare la donna che fiera di amarti dica ai suoi amici:
- "questa è la donna che vedrà la mia vecchiaia, questa è la donna che io amo".
Mia dolce cucciola, posso solo dirti, dal profondo del cuore, grazie di aver condiviso parte delle tua vita con me. Niente ti potrà privare della tua libertà, sappi che tutti abbiamo un paio di ali, un domani sarai una grande aquila che solcherà i cieli.
Che cosa erano quelle goccioline sulla tua guancia? Lacrime? Inconsciamente sapevi che sarei sempre andato via ed io mi sentivo in colpa per tutte le volte che mentre dormivi, annusando l'odore della sua pelle pronunciavo la consueta odiosa frase:
-"domani parto per (...)."
Ed ero a casa da appena cinque giorni.
Eri bella

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Dichiarazione d'amore

Mio amato,
anche la piccola parte razionale del mio cuore ha ceduto e sono qui a confidarti il tumulto emotivo che esalta e turba l'anima mia.
So che gli amori impossibili amplificano il sentimento, proprio perchè non possono manifestarsi completamente, e la sofferenza mescolata all'ardore fanno si che la sua portata sia potente come un fiume in piena che non riesce ad esondare,
poichè gli argini della compostezza tengono il flusso capiente entro i limiti dello sconfinamento.
Io sono una donna della plebe e tu un Re.
Io stupita dal tuo fascino, tu libero di andare ovunque la tua fantasia e irrequietezza lo desiderano.
Ma sono consapevole di questa grande diversità, e sono certa che il tuo sfiorarmi non ti dona la gioia che la mia pelle, solo ad un tuo lieve tocco, riceve.
In quel meriggio, quando accaldata mi sedetti sotto un albero, non fu la frescura delle fronde a farmi rinascere, ma l'incontro con te.
Sicuramente per te fu cosa consueta ma per me fu una rivelazione, un sussulto, un'emozione.
Il mio corpo vibrava, e languidamente si lasciava cullare da carezze mai prima sentite, quando poi scompigliasti i miei capelli con mano delicata, il mio viso si volse a te per ricevere quel bacio, un dolce e delizioso soffio sulle mie labbra.
Scendesti poi lungo la mia schiena e un brivido mi fece capire che avrei voluto osare.
Ma tu eri etereo e sfuggente, il tuo dire e non dire accese in me passione, ma non potevo trattenerti fra le mie mani ed allora compresi :
la tua imprevedibilità, l'incostanza, il tuo cambio repentino d'intensità, fanno di te un'amante che nulla promette ma sempre seduce.
Tu risuoni, balli, fischi e canti ed io dal tuo corpo impalpabile resto ammaliata. Ma seppur non posso pensarti solo mio e possederti questo dichiaro :
il vero amore non è dire " ti voglio bene " ma " voglio il tuo bene ", quindi amo la tua libertà e solo vederti danzare e accarezzare l'altrui fisicità mi dona bellezza.
Quando dalla finestra il vol

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Lettera per non dimenticare

Oggi 15 agosto 2010
Ciao tesoro mio, donna meravigliosa.
Seduta su questa spiaggia che ci vide sorridenti, ti scrivo perché ho voglia di ribadire un po' dei miei pensieri, che possano essi raggiungerti e parlarti di me.
Siamo stati sei anni insieme, settantadue mesi di gioia intensa ventiseimiladuecentoottantadue giorni di vita in comune e siamo cresciute insieme. Ci siamo conosciute un giorno di autunno e il fato ci ha separate un triste giorno d'inverno. Abbiamo avuto tutto quello che la vita fino allora ci aveva negato, tante esperienze, tante notti d'amore, tanti giorni pieni di emozioni, tanti progetti per il nostro futuro.
Ricordi amore mio quella sera passata al cinema abbracciate a vedere quel film dell'orrore e dopo a casa tu ed io a dormire strette l'una all'altra per la paura del ricordo di quel film. Serate e serate passate sul divano a leggere, ti piaceva leggere ma più di tutto, poi, ti piaceva raccontarmi la trama del libro appena letto e dopo... ore e ore passate a fare l'amore. Fare l'amore! Com'era incantevole realizzare con te quello che avevamo sempre cercato. Per sei anni sei stata tu la mia vita, la mia ragione di essere, il nostro amore era unico. Mi avevi detto - voglio conoscere l'Italia, - e insieme abbiamo visto la tua bella patria. Poi? Poi tanto dolore, tu ricoverata per una leucemia fulminante, io cacciata via dal tuo capezzale, le coppie come noi non hanno diritti neanche quello di tenersi per mano nei momenti disperati e ultimi della propria vita.
Ci hanno fatto soffrire tanto, ricordo con dolore i tanti momenti brutti, tu hai sofferto molto la mia lontananza, io ho pensato di spegnermi separata da te, fino ad allora avevo sempre pensato che nessuna forza al mondo ci avrebbe divise ma.. chi può fare i conti con la morte?
Per me, amore mio, tu sei andata anche contro la tua famiglia, che pure amavi tantissimo, per me sei rimasta lontana dal tuo mare, dalle uscite sul peschereccio di tuo padre e, adesso, cosa mi resta de

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Lettera All'Anima.. All'Infinito

Luce mia,
sei così buia adesso.
Ti scrivo per mezzo di queste parole perchè forse ciò che in questi ultimi anni mi vien meglio è provare a scrivere. Non voglio né perdono, nè clemenza né compassione.
Voglio solo essere ascoltata. E quando dico che voglio essere ascoltata non è la mente che parla. Capiscimi, è l'anima. Che cosa strana, vero?
L'anima è infinito e finito insieme e molto di più. Mi viene ogni tanto, di parlarti tramite lei e con lei, ma viene così facile fermare questo flusso di parole che scorrono all'unisono con il cuore e l'universo. Mi piace andare oltre l'apparenza, anche se non sempre ci riesco. Non ho mai chiesto niente a nessuno, nemmeno a te. Non ho mai detto niente a nessuno, nemmeno a me. Buffo, no? Prima di parlarmi in quei tanti modi, forse avresti dovuto guardare dentro te. Proverò a imbrattare questa carta, proverò a farla nera e fradicia di parole bagnate.. ci riuscirò? Ma sopratutto.. riuscirò ad arrivare alla tua anima interna e a portarla in alto, più della mia? Perchè se riesce ad arrivare così in alto, come la mia e più della mia, allora lo sbaglio potrei esser io, sai? Anelerò alla perfezione, ma quanti dubbi mi vengono.. come faccio!? Non posso cercare la perfezione se quando mi guardo allo specchio vedo solo un unico enorme punto interrogativo. Vorrei il doppio della sicurezza che ho per darla a te, e per toglierti di dosso tutto quel petrolio che ti invade le vie eterne. Ti intacca, ti intacca troppo velocemente e diventi cieca. Sei diventata cieca, un po' per gelosia, un po' per sofferenza e trascurazione. Hai le tue colpe. Ho le mie colpe. Ci sono molte cose diverse, tra noi. Eppure siamo così dannatamente vicine. Ma come possono due cose essere così diverse se si attragono così, dal nulla? Un motivo ci dev'essere, ma non vuoi vederlo.
Mi ricordo, i giorni in cui l'oblio era venuto a galla dal fondo dell'oceano.. piano piano s'è allontanato tutto dal cuore ed è sceso un gelo poco cle

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   5 commenti     di: Federica.


Il tuo mondo

Ciao Amico. Ho visto il tuo mondo. È bellissimo, non come il mio. Nel tuo mondo c'è rispetto, serenità e calma. Nel mio invece, gli uomini si odiano e non sono mai tranquilli. Il tuo mondo è Rosa, il mio Grigio. Nel tuo mondo gli angeli possono distrarsi. Nel mio no, stanno sempre a preoccuparsi e a prendersi cura delle persone. Ma non sempre riescono a proteggerle, perché l'incoscienza e l'irresponsabilità a volte prevalgono. Sai, ho notato che casa tua è fatta di sabbia. Non hai paura che la pioggia possa scioglierla? Aspetto con ansia una tua risposta. Con affetto, Amica.
Cara Amica. Purtroppo hai ragione, il tuo mondo è Grigio, così Grigio, che visto da quassù, fa persino paura. Le persone qui si amano. Noi non abbiamo né re e né regine. Qui le decisioni si prendono in comunità, nessuno escluso. Non esiste la paura, ma abbonda la speranza. Vuoi sapere perché non ho paura che la pioggia possa sciogliere la mia casa? Beh, perché qui la pioggia non è come la vostra. Da noi piovono solo sogni, sogni bellissimi che cadono nelle case delle persone, portando tanta serenità, soprattutto ai bambini. Che creature meravigliose che sono, i bambini. Credo che non ci sia niente di più puro come loro in tutto l'universo. So che i bambini qui sono uguali ai vostri, giusto? Spero di sentirti presto. Un abbraccio, Amico.
Che bello risentirti Amico! Si, è vero. I bambini sulla Terra sono uguali ai vostri. Concordo pienamente con quello che hai detto. Sono bellissimi. Ma come ben sai, nel mio mondo regna soprattutto l'odio, e i bambini molto spesso subiscono atrocità da uomini crudeli e privi di cuore, che tentano in ogni modo di strappare loro ciò che di più fondamentale e meraviglioso c'è: la purezza. A volte vorrei che tutti i mondi fossero come il tuo. Ma con amarezza devo ammettere che non è così. Ora devo andare via. Devo prendere parte a quella missione di cui ti ho parlato. Stiamo combattendo duramente. Sono sicura che mettendocela tutta riusc

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   9 commenti     di: Roberta R.


E lucevan le stelle

Caro..., anzi carissimo.
L'ho scritto così perché ho voluto riprendere l'inizio della lettera che ti mandai anni fa e fu fonte di malinteso.
Ti ho ingannato, e spero che tu mi perdoni. Te lo chiedo e lo spero.
Non sono andata lontano, non ne ho mai avuta l'intenzione, sono andata in una clinica per essere curata, con poche speranze.
E visto che ricevi questa lettera, è stato tutto vano.

So che eri alla stazione il giorno della partenza, ti ho visto sai? Mi ha fatto piacere, nonostante fossimo rimasti d'accordo che non saresti venuto, per non rischiare che tu incontrassi i miei ed anche per non farmi commuovere.
Ho resistito, ma dopo essermi sporta un po' di più per farti intenzionalmente un ultimo saluto, sono rientrata nello scompartimento ed ho pianto.
Ho pensato a te e ai miei. Anche loro non sapevano nulla.
Ho voluto fortemente così. Non volevo che vedessero quest'ultima parte della mia vita. Ho visto tanta gente, purtroppo, soffrire e non volevo straziarli. A loro ho scritto diverse lettere immaginandomi i primi mesi della mia nuova vita lontano da loro.

L'ho fatto a fin di bene, come si dice.

Perché ti ho inventato questa storia del figlio che mi dovevi regalare? Ora te lo spiego.
Sei stata una persona importante, per me. L'unica, tra i non familiari, che ho ritrovato dopo anni, e che mi ha, in un certo senso, fatto compagnia nella gioventù e nella fase ormai finale della mia vita.
Volevo vedere, facendoti quella strana proposta, quanto del nostro rapporto complice era rimasto, e devo dire che sapevo che mi avresti fatto il regalo.
Quando mi hai detto che era una cazzata quello che ti chiedevo ti ho guardato bene, ed ho capito che non lo era.
Si vedeva che ti avevo sorpreso, ma ti aveva fatto piacere. A mano a mano che ti spiegavo la proposta, aumentava la mia convinzione di fartela, e portarla a compimento.

Quei quattro giorni che ci siamo, per così dire, incontrati (vedi come sono diventata pudica nel parlare di certe

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Lettera ad un padre

Papà dove sei ora? Per quale motivo ti comporti cosi? Hai quattro figli e vorrebbero averti accanto. Sai ho fatto diciotto il 4 marzo, perchè non mi hai chiamata? Io ti ho sempre cercato, ero sempre con te e avrei dato la mia vita per la tua. Ti ho voluto bene e come ogni ragazza eri il mio uomo preferito perchè mi sentivo protetta accanto a te. Quando ero bambina desideravo sempre stare tra le tue braccia ricordi? quella maledetta separazione... Hai perso tutto di me, la mia adolescenza, i miei sorrisi e i miei pianti, tutto! L'alcool cosa ti da papà? per quale motivo bevi? Non voglio crescere, dovevi esserci tu qui con me, dove sei papà? Scelgo sempre i ragazzi sbagliati e assomigliano tutti a te!
Credo nell'amore tra un genitore e un figlio, io ti ho amato con tutta me stessa.
Un giorno mi dicesti: devi studiare, la mia materia preferita era scienze. Beh pà anche a me piacciono le materie scientifiche ma tu non lo puoi sapere perchè manchi da dieci anni come genitore. Amo scrivere e disegnare, mi piacciono il rap e l'hip hop ma tu non sai nulla di me! Ho problemi di salute papi e questo lo sai, la mamma ti chiamava ma tu non ti sei mai presentato in ospedale, per quale motivo papà? Credi sia un caso che anche io sia finita nella trappola dell'alcool? Credo proprio di no! La differenza tra me e te è che io mi sono resa conto che i problemi non si risolvono con l'alcool e che non mi dava nulla, tu no! Vorrei un tuo abbraccio, di quelli che dicono andrà tutto bene ma tu non ci sei. Sono cresciuta bene nonostante la tua mancanza, non mi drogo, non vado a letto con chiunque e sono altruista. Ho sofferto molto per colpa tua, le conseguenze dei genitori ricadono sui figli, dovresti ricordarti questa frase!
addio pà.

   2 commenti     di: jenny



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.