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Lettere e racconti epistolari

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Chi sei?

Ti ho aspettato per tanto tempo, quasi perdevo la speranza di vederti all'orizzonte... Un bel giorno sei arrivato, il mio cuore batteva così forte che nel silenzio lo si poteva sentire. Un sentimento così bello che si a paura di perderlo, che si custodisce gelosamente.. Ti senti dire di star tranquilla, di fidarti che non piangerai più, che non ti sentirai più raccontare bugie... come in un incubo ti svegli e ti rendi conto che hai sbagliato ancora a fidarti, che hai dato il cuore a qualcuno che non curante di te, nasconde bene ciò che non devi sapere, e noi nessuna intimità!!! Ti senti un nodo alla gola che t'impedisce di urlare, ti chiedi perchè ancora a te mentre senti un calcio nella tua pancia che ti ricorda che un altro amore e dentro di te, mentre davanti a te non sai chi c'è!

   2 commenti     di: lunotta lu


Lettera dalla clinica

Ciao Mamma è da tempo che non ci sentiamo, volevo semplicemente informarti che sto bene

Qui alla clinica mi trattano come una regina, sono la più giovane, o almeno così sembra, le altre anche se sono più piccole di me, dimostrano il doppio dell' età.

Quelle rughe di espressione sembrano solchi infernali tracciati sulla loro pelle.

Ogni notte succede sempre qualcosa che allarma tutti.

Tipo, Valentina, ricordi?

L'altro giorno era in bagno con delle ferite sanguinanti su tutto il corpo, pensavamo si fosse scontrata con l altra ragazza, insopportabilmente paranoica perché questa da sempre vede in lei l ' immagine della sorella che la picchiava da piccola.

Che te lo dico a fare.

Valentina si era da sola procurata le ferite e le bruciature di sigaretta sulla gambe, è accorso il primario che l ha legata sul letto e ha dovuto raccontare la favola della buona notte per farla addormentare, che davvero non sapevo se piangere o ridere.

Rispetto a molti sono la più normale, ma non ti nascondo che voglia di farmi male ne ho e come.

Soprattutto quando ripenso al passato, a tutto quello che è successo. Non saranno mai abbastanza le mie scuse.

Sai, prima guardavo le foto di Praga, quel posto mi è piaciuto tantissimo. Vorrei portarti con me un giorno ma tu hai paura di volare e con il pullman credimi ci vuole un'eternità.

Intanto scorre una canzone bellissima si chiama tipo bloodstr qualcosa dei nature and organisation, mi viene da piangere è dolcissima come te.




... dottoressa, dottoressa la prego è urgente...






Ora mamma ti lascio mi sa che devo andare...




Una scena orribile si manifestava sotto gli occhi di tutti

Le macchie di sangue schizzate sul camice bianco riflettevano come gocce di rugiada dopo una tempesta di pioggia

Urla disumane mischiate a pianto rimbombavano nella stanza, un caos incredibile, Valentina che beatamente dormiva nel suo letto, si alzò di colpo, sgranò gli o

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   6 commenti     di: RAFFAELLA MUNNO


Lettera alla mamma

Cara mamma,

70 anni e rotti, da quando hai dato la luce ai miei occhi, nel giorno in cui si sta per festeggiare in tutto il mondo "la "Festa della Mamma", mi è venuta voglia di scriverti, come facevo quando ero soldato e tu tenevi le mie lettere nello scrigno sul cassettone in camera da letto e ne parlavi con le tue amiche. Sono sicuro che leggerai queste poche righe da lassù dove, con papà, per sempre, segui le avventure della nostra vita come alla televisione, con schermo panoramico gigante, in ansiosa attesa del nostro rientro.
Come vedi, vivo solo, in quell'isoletta che ti è piaciuta tanto, che tu paragonavi alle Tremiti. Ho tanto tempo per pensare, tanti ricordi e anche tanti rimorsi.
Forse non sono stato un buon figlio, non avevo voglia di studiare, tu che volevi assolutamente il figlio laureato, perciò ti feci una promessa, che mantenni. Alla laurea provvide poi la mia cara sorellina. Quando smisi di studiare, ti giurai che sarei riuscito a fare una carriera importante da laureato; alcuni anni dopo, ricordo con commozione, che volesti per te il mio primo biglietto da visita con sù scritto: "Direttore Commerciale"; avevamo le lacrime agli occhi, quando te lo diedi.
Dopo aver cresciuto le zie e gli zii, ti era rimasto poco tempo per coccole e moine, ma nel momento del bisogno eri lì, sempre presente, con le pezzuole di acqua e aceto da posare, con una carezza, sulla mia fronte calda per la febbre. A volte, in sogno, sento ancora la tua mano fresca e ne sento il profumo di pulito.
Purtroppo quello che da te era visto come un evento felice, il mio matrimonio, alla fine si rivelò come uno sbaglio, in parte anche per colpa mia, sono sicuro che quel fallimento contribuì ad accelerare il decadimento della tua salute.
In quella triste notte in cui la tua anima candida lasciò questo mondo, si chiuse un ciclo, quando trovai il coraggio di chiuderti gli occhi.
Grazie mamma, ti ho voluto tanto bene, anche se ero molto restio a dirtelo. A presto.

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P r l oa e ( parole )

Hei che succede cose tutto questo trambusto...!?
Aha siete di nuovo voi, arrivate sempre prima la mattina, non potevate stare quiete ancora qualche minuto?
Lo sapete che non dovete arrivare così presto. Si lo so non vi facevo uscire più da 20 anni, ma adesso volete uscire sempre più spesso e con sempre più insistenza, con la scusa pronta di Racconto

Io mi devo pettinare, lavare, fare colazione... la mattina faccio fatica a carburare ... devo avere almeno una mezz'ora
... non siate cosi pressanti... appiccicose
Non posso farvi uscire così ... debbo, aggiustarvi, tagliarvi, darvi un senso.
Cosa penserebbero le persone se vi vedrebbero andare in giro in questo modo , che figura ci farei vedendovi tutte alla rinfusa ? Almeno rimettetevi un po' a posto : allacciatevi le scarpe, sistematevi gli abiti, pettinatevi un pochino e tu Ribelle guarda che pettinatura hai... sistemati un pochino

Chi c'è li dietro? Sei tu... piccolina. Lo so non ti uso più spesso mi hanno un po' rimproverato, mi hanno rinfacciato che divento un po' troppo sdolcinato, che abuso un po' troppo di te. Quanto sei carina, paffuta e tenera. Non te la devi prendere non ti abbandonerò mai, non del tutto almeno

E tu chi sei? Non ti ho mai visto... ma si ora ricordo sei quella nuova. Come faccio a farti uscire non so nemmeno cosa significhi veramente. Tutta colpa di quella poetessa così impegnata, inserisce sempre parole nuove nelle sue poesie, e così mi costringe a cercare il loro significato. Invece quella Semplice non fa di questi scherzi, mi rilassa e capisco subito quello che vuole dire, certo forse è un po' troppo classica... ma è come fosse mia sorella ci capiamo al volo

Banale non spingere, cerchi sempre di uscire per primo, ma poi fai stancare tutti. Sono stanchi di averti sempre tra i piedi.
Chi ci sta affianco a te? Oh mi scusi Good, non l avevo proprio notata. Ma si lo so devo portargli più rispetto lei è il rappresentante della lingua universale, la più p

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   1 commenti     di: luigi granito


La menzogna

Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te. Questo è un principio sul quale si basa il mio agire. Rispetto gli altri e mi aspetto d'essere ricambiato alla pari. Soprattutto con gli amici e con chi amo non celo alcunché, svelo tutto.
Sono sincero e dico la verità, in quanto mentendo dovrei ricordare tante più cose di quanto mi è possibile e rischierei di contraddirmi. Le bugie hanno le gambe corte e la verità viene sempre a galla.
Io ho la mia dignità e vestirmi di mentite spoglie non ha alcun senso. Io sono me stesso e non ho paura o vergogna a mostrarmi come sono. Ho rispetto anche di me stesso. A cosa serve fingere? Perché mentire? Se inganno c'appizzu l'affannu, non ne ricavo alcunché anzi perdo.
In internet tanti si velano con maschere per nascondere la loro identità, ma chi sono queste "persone"? Se scelgo un nick o username dichiaro chi sono alla persona che contatto, è educato farlo, non solo per farsi riconoscere. Chi si fida di un essere misterioso? Chi sta dietro una faccina grigia? E chi parla o meglio scrive a questi elementi? E perché lo fa? E perché può sospettare che può servirsene un tale senza averne riscontro tangibile? E perché... non si finirebbe di porre domande.
Io mi fido delle persone con le quali intrattengo dei rapporti, le rispetto ma mi dispiace tantissimo quando diffidano di me, per la mia lealtà.
Non è da me essere accusato di colpe non mie e proprio perché non sono il responsabile sosterrò sempre, anche con forza, la mia estraneità.
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Caro bambino

Caro bambino,
chi ti scrive in questa breve e assai incompleta lettera é una bambina come te che é ancora convinta che in questa nostra umanità ci sia, nonostante tutto, ancora spazio per la pace, per la non violenza, per il rispetto, per la libertà e la nobiltà di spirito. Chissà cosa stai sognando; chissà come ti sembra questo mondo. Io posso solo dirti che viviamo in un mondo bellissimo e, forse, é proprio questo il problema: é troppo delicato e sfuggevole per persone che non hanno gusto, credibilità, senso dell'estetica; per uomini che sono ossessionati da troppi problemi, troppi complessi materialistici e inutili. Ma, ti dirò, che questo mondo é proprio una meraviglia, sebbene facciamo di tutto per rovinarlo e depredarlo di tutta la sua sublime essenza. E, se tu, per un attimo, hai la folgorazione di appartenere a questo Essere Cosmico, non hai bisogno d'altro. Quasi sempre pensiamo che tra noi e il mondo ci sia una dicotomia, una divisione, ma é assolutamente sbagliato. E bisognerebbe una volta per tutte combattere questa perfida opinione, perché, distruggendola, vedremmo finalmente che tutto é Uno, che facciamo parte e siamo protagonisti di una Realtà che ha in sé il Tutto. E, allora, non ci sarebbe più il vegetale né l'animale, ma questa energia, questo nucleo solidale di volontà, di sentimenti, dove ognuno é autore di sé e di ogni altro, dove la fine é l'inizio di qualcos'altro.
Non ci sarebbe più differenza tra bene e male, tra ricco e povero, tra bello e brutto, perché tutto diverrebbe il battito vitale dell'Uno. Non ci sarebbe più il timore del "diverso". Sai, vivere qui è complicato, ci sono piccole e grandi guerre quotidiane. Eppure, sapessi com'è bello vivere nel mondo reale quando tante sono le possibilità e le occasioni di essere quello che tu vuoi, e fare una vera vita, una vita in cui ti riconosci é fattibile. Mantenersi fedele a se stessi é una realtà, non un'illusione. Questo mondo ti tende la sua mano e ti sal

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   1 commenti     di: Luana D'Onghia


Lettera di Yaguine e Fodé*

""Loro Eccellenza i signori membri e responsabili dell'Europa.
Abbiamo l'onorevole piacere e la grande fiducia di scrivervi questa lettera per parlarvi dello scopo del nostro viaggio e della sofferenza dei bambini e giovani dell'Africa.
Ma prima di tutto, vi presentiamo i nostri saluti più squisiti, adorabili e rispettosi.
A tal fine, siate il nostro sostegno e il nostro aiuto, siatelo per noi in africa, voi ai quali bisogna chiedere soccorso: ve ne supplichiamo per l'amore del vostro bel continente, per i vostri figli che voi amate come la vita.
Inoltre per l'amore e l'amicizia del nostro creatore Dio onnipotente che vi ha dato tutte le buone esperienze, la ricchezza e il potere per costruire e organizzare bene il vostro continente e farlo diventare il più bello e ammirevole tra gli altri.
Signori membri e responsabili dell'Europa, è alla vostra generosità ed alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto in Africa.
Aiutateci, soffriamo enormemente in Africa, aiutateci, abbiamo dei problemi e i bambini non hanno diritti.
Al livello dei problemi abbiamo: la guerra, la malattia, il cibo, eccetera.
Quanto hai diritti dei bambini, in Africa, e soprattutto in Guinea, abbiamo molte scuole ma una grande mancanza di istruzione e di insegnamento, salvo nelle scuole private dove si può avere una buona istruzione e un buon insegnamento, ma ci vogliono molti soldi, e i nostri genitori sono poveri.
È poi non abbiamo scuole di sport come il calcio, il basket, il tennis, eccetera. Dunque, in questo caso noi africani, e soprattutto noi bambini e giovani africani, vi chiediamo di fare una grande organizzazione utile per l'Africa, perché progredisca. Dunque se vedete che ci sacrifichiamo e rischiamo la vita, è perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra in Africa.
Ciò nonostante noi vogliamo studiare, e noi vi chiediamo di aiutarci a studiare per essere come voi in Africa. Infine: vi

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   2 commenti     di: Fabio Mancini



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.