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Lettere e racconti epistolari

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Nives a neve

carissima, da tanto volevo scriverti ed anche questa sera termina, come ogni giorno e ogni notte... ricordi bene cosa ha rappresentato per me questo giorno tanti anni fa, si tanti, troppi eppure sembran pochi, se non fosse per i capelli che diventan sempre più bianchi... ma tu sai bene che non sono i capelli bianchi la mia preoccupazione... domani compirò per la terza volta... anta... caspita!!! mia madre con molti anni di meno, sembrava già vecchia anzi era vecchia eppure era molto più bella di me... tu sai come trascorrerò domani e dopo e poi tutto tornerà nel vuoto... lo sai quanto vuoto ho intorno e dentro di me, eppure la mia mente ferve di vita, di desideri, di mondi inesplorati... spesso mi chiedo se bastasse una manciata di soldi, anzi di euro, per realizzare tutto ciò che vorrei... ma tu sai bene la poca importanza che ho sempre dato al denaro... caspita come vola, si sembra che le monete abbiano ali e allora mi chiedo a che serve averne tanto??? per vederlo sparire? ma poi ricordo le frasi sagge:una malattia senza denaro è una doppia malattia... e scoppia la paura di averne bisogno e di non averne... e poi c è lui che se potesse arrampicarsi sulla luna per me lo farebbe e io non so, non so accettare... una parte di me teme la vita e mi chiedo :alla mia età ho già sconvolto tanto perché sconvolgere di più??? non so, neve, non so e in questo non so c'è ancora la giovane donna che 38 anni fa avrebbe voluto dire no, voglio essere libera invece disse si, pensando di acquistare la libertà... sai bene le cose come sono andate ed ora quella giovane donna che vive ancora in me festeggia per la terza volta i suoi... anta! tvb, grazie perché ci sei. nives

   2 commenti     di: soffice neve


Bimbo mio

Bimbo mio ti amo,
ti amo più di quanto il tuo cuore potrà mai sentire..
Forse sono io in errore,
forse ho creduto troppo in me,
nel mio saperti dare amore..
Forse non arriva.. come vorrei.. al tuo cuore..
se così fosse capiresti quello che ti può dare..
come può aiutare a sconfigger le paure..
Bimba corre, insegue, ama..
cerca amore, cerca te..
cerchi di ignorarla.. ma la senti, ti chiama..
tu rallenti il passo, ascolti il cuore.. cerchi un perchè..
Poi ritorna la paura, ricompare la freddezza..
il distacco, il cuore piange.. in bimba torna l'amarezza..
Parla, cerca di spiegare.. vorrebbe crescere con te..
camminare, respirare..
Cammina bimbo, cammina non correre..
rallenta il passo, aspetta la felicità.. lascia che ti raggiunga..
puoi sognare con lei, non smettere..

   2 commenti     di: Giada..


Insomma

Ancora una volta mi trovo in balia delle onde. Solo che non potevo dirti durante la telefonata, che mai come ieri sera, l'unico modo per evitare di sentirmi come mi sentivo, era quello di scappare insieme a te.
Insomma per farti chiamare devo segnalarti su facebook che sto a pezzi?
Ma allora un po' di bene me ne vuoi se almeno ti preoccupi di me?
Lasciami illudere, lo so che ne me ne vuoi ne scapperesti con me. Forza, mi devo dare forza da solo, magari cercarmi una distrazione. Stasera se mi sento uguale me ne esco, mi faccio un bel giro a piedi, e smaltisco le incazzature.
Mi sto ricreando la situazione di molti anni fa, sfocando nel lavoro il malessere del non essere in pace con me stesso, insoddisfatto del mio status sentimentale. Lo sai che sei l'unica donna che ho amato e che amo veramente, e non posso nè farci niente, nè dirtelo apertamente, atrimenti corro il rischio di non sentirti più. Non ti arrabbiare, non ne vale la pena, con me è tempo perso. La canzone di Venditti... alta marea... descrive il mio stato d'animo. Ogni cellula del mio corpo, che anche se sono dimagrito, sono miliardi di miliardi, mi parla di te. Dovrei ammazzarle tutte, ma onestamente anche se sono convinto che per come mi sto adoperando, prima o poi il coccolone mi viene, non me ne frega niente. Lo faccio solo per non pensare. Bell'egoista che sono vero?
Mi ritrovo ancora una volta a scriverlo alla tua mail, sperando che un giorno, anche se non ci sarò più, ritrovandole potrai dire... Non lo so, non voglio metterti parole in bocca.

   2 commenti     di: clem ros


Lettera ad un amore perduto

Son passati quattro mesi ed io mi faccio ancora le stesse domande, mi pongo ancora, continuamente gli stessi interrogativi. Spero l'impossibile. Scontatamente mi manchi. Mi manchi tanto, troppo; e non è un "mi manchi" sognante, è un "mi manchi" stanco, snervato, sfinito. Non mi sono mai piaciuta, lo sai. Oggi, attraverso i tuoi occhi non mi piaccio ancora di più. Mi sento inadeguata, fuoriluogo, eppure, ho preferito leggessi quel che ho da dire questa notte. Due notti fa ho sognato di stare in un cinema, ti ho incontrato lì con una ragazza, nel sogno doveva essere la tua nuova ragazza, era bionda, i capelli quasi gialli, gli occhi nocciola, più bassa e magra di me, esile, armoiosa, qualche anno in più di me. Piangevo. Una notte fa invece, sei stato mio, di nuovo naso contro naso. Mi hai sfiorato il volto, poi l'hai preso fra le mani delicatamente, come per custodirlo. L'avresti messo in tasca se solo ne avessi avuto la possibilità. Ti ho abbracciato, la mia silouhette comabaciava ancora perfettamente col tuo busto, sembrava avessi lasciato un'impronta prima che tu decidessi d'andartene, sembrava non esser passato tutto questo tempo, sembrava tutto reale, assurdamente. Mi ha svegliata il miagolio di Frenzy, occhi bui e luminosi mi guardavano imperterriti nella mia camera da letto; verso le cinque del mattino gli vien fame, gli ho dato da mangiare, poi mi sono addormentata di nuovo verso le sei del mattino. Mi chiedo, chissà se mi pensi, se mi pensi con un sorriso, se ripensi all'estate, ne abbiamo trascorsa una interamente insieme, o l'hai dimenticato? Quando per caso scendevamo di casa con la maglietta dello stesso colore, quando quella ragazza ci fermò sotto al sole per l'abbonamento dei libri. Ti piacevo, cazzo se ti piacevo. Chi se lo scorda il nostro primo bacio sotto il sole cocente davanti casa mia, ci guardavamo ancora con lo sguardo imbarazzato. Ricordi quando bevvi? E il giorno dopo? I nostri primi filoni? Quando vennero a rubare a casa

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   10 commenti     di: Agata Gatti


I percorsi dell'amore

Dolcissimo amore,
Sono qui davanti ai tuoi occhi che mi guardano con la tenerezza di un bambino che osserva il mondo per la prima volta. Ogni tuo respiro, ogni tuo pensiero, mi entra nel cuore e mi regala brividi indescrivibili. Mi sono spesso chiesta cosa sia l'amore, come si può riconoscere questo sentimento che bussa nell'anima e che senza renderci conto gli apriamo e lo nutriamo giorno dopo giorno!
Ora so con certezza che le mie domande hanno una risposta: " l'amore sei TU". L'amore mi sta facendo volare, mi sta insegnando a sognare, mi ha aperto lo spirito fino a renderlo vulnerabile, quest'amore che mi rende così forte e così fragile, ha un solo nome il tuo.
Ogni giorno vorrei condividere con te il sole che si affaccia sulla terra donandomi il suo buongiorno con i suoi raggi caldi, il cielo che si specchia nei miei occhi per aiutarmi a vivere il mondo che mi circonda, la tazza di caffè che sorseggio sola nella mia casa per iniziare la mia giornata, vorrei condividere con te ogni cosa importante e inutile che ci possa rendere due persone felici.
Troppe difficoltà ci hanno allontanato, troppa amarezza ci ha diviso... ho sbagliato, ho commesso mille errori per non perderti, ma nel mazzo di quaranta carte, ho scelto l'unica che mi ha portato lontana dal tuo cuore! Ma oggi sono qui, vicino a te, vicino alla persona che il destino mi ha assegnato, vicino alle nostre paure, vicino alle nostre debolezze, vicino ad un amore che non può spezzare neanche la lama più tagliente. Piango per la gioia di averti visto, non credo che tornerai da me, non credo che tu voglia buttare alle spalle il tuo dolore... ma non importa, il mio amore solitario nel deserto, non intende appassire, continua a crescere e a nutrirsi con il ricordo del tuo sorriso. Amore mio, credo che alle volte la verità sia difficile da trovare e da comprendere, nel nero che circonda le nostre vite, esiste quel piccolo spiraglio di luce bianca che solo chi sa amare può vedere e cogliere! So che ne

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   4 commenti     di: laura


Dedicato a te

Allo specchio vedo una persona diversa. Il vero me stesso. Quel me stesso che dovrebbe starti accanto. Il dolore è grande quando scopro che così non può essere. Mero egoismo. Mere convinzioni sociali. Menti chiuse.
Così come ho imparato, grazie a te, ad amare con tutto me stesso, così ho imparato a odiare quelli che mi hanno allontanato da te. Tra loro rientrano anche i miei genitori, e allora? Cambia qualcosa? Proprio da loro non mi sarei mai aspettato una delusione del genere. Un tradimento alla mia persona. Io che di loro mi fidavo ciecamente, credendo che mi avrebbero sempre lasciato amare chi volevo. E che vengo a scoprire, dopo tanto tempo? Che non è così, che erano solo parole dette per mettermi a tacere quel momento. Nel momento del bisogno, la gente è bravissima a rimangiarsi le parole che si pente di aver detto in precedenza. Dove sta lo sbaglio? Perchè non posso, non possiamo amarci? Tranquillamente, con tutto quello che può comportare. Dopotutto, siamo o non siamo persone responsabili che hanno agito sempre secondo giudizio? Trovatemi un motivo valido perchè questo nostro amore deve essere negato! Non c'è! Il muro che ci divide non ha motivo di esistere. Averti a pochi centimetri di distanza... e non poterti realmente avere con me... è qualcosa che mi uccide. So che per te è uguale. Sebbene non lo dimostri. Ma quando ti guardo negli occhi riesco a scorgere quell'amore che mai ha cessato di esistere. E mi fa ancora più male. Ci sono poi momenti di follia, in cui mi auguro di non essere mai nato o non esserci mai conosciuti, durano un attimo. Ma come mai potrei? Tu che mi hai cambiato la vita! Che l'hai elevata a qualcosa di più come mai prima. Che mi hai trasmesso una gioia di vivere diversa, facendomi capire il valore di amare e di avere qualcuno accanto. Ed è proprio ora che manchi che mi sento morire. Togliete a qualcuno l'unica cosa che possiede, l'unica a cui tenga davvero, come dovrebbe sentirsi? Beh, tu eri il mio tutto, l'

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   2 commenti     di: Vic M.


Lettera a Joop

Cara Joop, sono molto felice di avere un'amica di penna, anche perchè credo che sia importante confrontarmi con altre persone, non solo a scuola e nei luoghi pubblici, ma anche attrverso le parole scritte. Prima di tutto voglio presentarmi: mi chiamo Josephine, ma tutti mi chiamo Jo. Ho quindici anni, e sono di indole buona, forse un po' cocciuto però ho tanta volontà, se non ne avvesi non avrei mai preso questa carta da lettere e non ti avrei mai parlato di me. Come ti ho già detto (o meglio scritto), ho quindici anni e si sa a quest'età i genitori parlano spesso del futuro, infatti mia madre spesso mi chiede cosa farò da "grande". Io non ho mai risposto apertamente, però ovviamente ho tante idee. Se chiudo gli occhi la prima professone che mi viene in mente è la scrittrice, anche perchè il mio sogno è quello di diventare una scrittrice famosa, in seguito vorrei divenire una giornalista e mettere su famiglia; già mi immagino tutto... La mia scrivania è piena di fogli e penne, ci sonoa nche pile di libri, e le mie mani sono imbrattate di inchiostro, insomma mi immagino molto indaffarata a scrivere di tutto. La mia concrentrazione viene interrotta da un gemito. Ascolto meglio e capisco che quel gemito è il pianto di un bambino: è mio figlio, probabilmente avrà fame. Passo per l'angusto corridoi e mi dirigo verso la camera del piccolo. Squilla il telefono, mollo tutto e vado a rispondere: è quello zotico del mio vicino, non fa altro che blaterare. Dopo aver riattacato, una pallottola di pelo mi salta addosso: è Joke, il mio cagnolino. Mi ricordo che devo spazzolarlo, vado nel ripostiglio e prendo l'occorrente. Fischiando e battendo le mani invito Joke a venire da me. Nessuna risposta. Capisco subito che si è nascosto, ormai mi ci sono abituata. Dopo un po' lo trovo, lo acchiappo dal collare e lui si arrende, ma proprio quando tutto sembra tranquillo Joke mi morde il polso, io mollo il collare e lui scappa via. Mi ha ingannato con uno stratagemm

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   1 commenti     di: silvia costante



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.