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Lettere e racconti epistolari

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Lettera per te

Ti ricordi?
In quella stanza che sapeva d'alcool iniziammo a spogliarci per sentirci più forti e immuni, per la vaccinazione!
Ecco, in un'altra stanza, ma di prato bagnato affacciata al profumo, vorrei arrivare con te fino al cuore nudo di una notte stellata e, in un silenzio avido e dolce, con i baci che in qualche scrigno tenevamo chiusi, dirci tutto.
“Guardate sorelle,” direbbero le stelle “lì, in quel minuscolo punto, un uomo e una donna si stanno incontrando, ci illuminano con la loro luce! Questo ci piace osservare! ”
E rideremmo, sì. ubriachi di un momento eterno, oltre l'impero dei sensi, oltre il quotidiano, come bambini mano nella mano, alle porte dell'infinito.
Istanti... che non ci regalerà nessuno, ma noi li strappiamo alla vita e ce li doniamo illuminando la terra, amando il cielo.



Ancora dalla Russia

Cara Victoria,
grazie per le tue dolci parole.
Spero di sentire al più presto la tua voce al telefono.
Però devo dirti qualcosa su ciò che mi scrivi.
Non ti sembra affrettato parlare d'amore in maniera così intensa senza neanche conoscersi di persona?
Io so che l'essere umano non vive di solo pane. Non è solo il cibo che lo alimenta.
Una parola buona la tempo opportuno è una medicina che da la vita.
Sono lieto che si sia il sole là do voi, in Russia, e possiate uscire a fare una bella e sana passeggiata.
Qui è brutto tempo è entrato l'inverno, fa freddo. Non è il vostro freddo con temperature sotto zero gradi ma per noi italiani...
Ti invio una mia poesia sul denaro. Ti invito a leggerla e a dirmi cosa ne pensi.
Nell'attesa della tua telefonata ti auguro il più felice Natale.

Michele



So che mi senti

Pensieri.. la mia mente vaga, non riesco a fermarla..
Penso a te, a noi.. anche tu ci starai pensando?
Penso e mi sento pazza, completamente pazza di te, di noi, di tutto ciò che siamo..
Ripenso alla nostra storia, al nostro amore così "strano".. speciale..
Siamo in un posto in cui nessuno potrà mai arrivare, l'hai detto tu.. e avevi ragione..
La nostra storia fuori dal comune.. che ai più potrebbe sembrare pazzesca..
Ma per me è solo unica, piena d'amore vero, romantica..
È da pazzi innamorarsi così, senza un contatto, senza un abbraccio, senza un bacio..
Quanti baci abbiamo sognato.. quante carezze.. quante coccole..
Tutti i nostri dettagli.. il nostro amore fatto di passione inspiegabile, di parole che una volta dette e sentite non mollano più il cuore.. di speranza, di voglia di farcela..
Il nostro amore che cresce sempre di più nonostante tutti gli ostacoli che sembrano volerlo fermare.. nonostante il non poterlo esprimere anche a gesti oltre che a parole, a sensazioni, a voce..
"Scriviamo non parliamo.. ma è uguale..".. senza rendertene conto hai spiegato il nostro amore in poche parole.. è amore, puro..
Quasi una corrispondenza di anime.. antica e romantica.. come piace a noi..
Le nostre anime.. si sono loro che si "sentono".. anche se non possiamo parlare.. anche se siamo lontani e distanti.. le nostre anime sono unite e indivisibili..
Mi ritrovo nel letto sdraiata a parlare ad una foto.. mi sembro pazza.. di certo un po lo sono.. ma so che in qualche modo che non possiamo spiegare, tu mi senti, come io sento te..
Mi manchi.. so che lo senti..

   4 commenti     di: Giada..


Lettera alla Democrazia

Cara Democrazia,
sono anni ormai che Ti guardo da lontano, Ti vedo all'orizzonte, certi giorni sembri più vicina, altri Ti allontani; Ti ho scritto più volte, Ti scrivo ancora una volta, Ti scrivero' sempre; insieme a chi come me ancora Ti cerca, Ti ha sempre cercato e Ti chercherà ancora, ho urlato il Tuo nome a squarciagola nelle piazze; Ti ho letto in mille modi, stampata sulla carta di un libro, spruzzata nel muro di una scuola, dipinta su un cartellone, scritta con i fiori e coi palloncini colorati; sento parlar di Te da famiglie giovani che non arrivano in fondo al mese; vieni invocaTa da chi subisce torti e ingiustizie; i nostri nonni Ti lodano con ancora negli occhi i ricordi freschi di una dittatura recente; Ti vedo sventolata in tv da quattro politicanti privi di cultura, grassi e arricchiti, che nel Tuo nome si nutrono di diritti già acquisiti dal popolo in un passato turbolento.
Alla tv si parla di scontri, manifestazioni, gente che perde il lavoro, vedo politici che vorrebbero fare i comici e comici che vorrebbero fare i politici; mi affaccio alla finestra, guardo l'orizzonte e nn ci sei più, torna presto.
Francesco



Epistolario numero uno

Mia cara,
scusa se ti disturbo, ma scrivo questa breve e-mail più per me stesso che per te.
Mi pare chiaro che non ho capito come rapportarmi nei tuoi confronti e ho tardato molto a comprendere che vuoi mantenere dei rapporti solo "formali" senza scendere troppo nel personale.
Del resto le mancate risposte a quei due miei SMS di "solidarietà e vicinanza" nelle serate in cui lavoravi, a cui non mi hai mai risposto, al fatto che domenica non hai sentito neppure la necessità di rispondere alla mia proposta con un (per esempio) "non posso perché esco con il mio fidanzato" o ieri sera che dopo due minuti di scambio di parole hai chiuso senza replica la comunicazione (capisco che avevi da lavorare, ma potevamo risentirci alcuni minuti più tardi), tutto questo - dicevo - ha fatto capire anche a uno "duro di comprendonio" come me che tipo di rapporto vuoi intrattenere.
Mi dispiace, ma ne prendo atto e auspico - soprattutto - che questo non vada ad incidere nei nostri rapporti professionali, in quanto la tua bravura fotografica è fondamentale per la continuazione e (speriamo) il decollo dell'attività di VIPIESSE.
Scusami ancora e - se puoi - giustificami col fatto che sono un vecchio sentimentale e che, con le persone a cui mi affeziono e voglio bene, mi piacerebbe avere un rapporto più profondo e coinvolgente.
Ti saluto e questo giustificherà (come dicevo, più per me stesso) il fatto che manterremo solo rapporti formali legati alla fotografia.
Un abbraccio.
Stefano

P. S.: confidando che oggi non avresti lavorato, ti avrei voluto invitare a pranzare insieme; ma ovviamente anche questa richiesta diventa pleonastica e, soprattutto, la risposta è ovvia.


ciao, Stefano. non so se ti ricordi, ma io ho lavorato di notte ieri, quindi oggi ovviamente sto riposando. io non so che tipo di rapporto sei abituato ad avere con i tuoi amici, ma io e te siamo diversi, e se tu sei più vicino ai tuoi amici è perche te sei così e io no. non con tutti ovviamente. se

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   3 commenti     di: Stefano Bacci


Siamo

Sono qui a respirare il vuoto della mancanza.
Mi manca al punto che il mio corpo ormai si ribella alla sua assenza.
Mi manca da farmi male, molto male.
Mi manca come nessuno mai prima.
Vedi Claire, io e lui siamo "qualcosa".
Qualcosa di comune ma unico.
Siamo il morso ad un pezzo di pane appena sfornato.
Siamo il composto per dolci che avanza nella scodella, quella cucchiaiata che la mamma ti concede dicendoti "Solo un po' però, perchè fa male".
Siamo la sensazione che si prova nel momento in cui si impara ad andare in bicicletta senza rotelline.
Siamo il venticello fresco che ti accarezza al mattino presto, in un giorno a caso d'estate.
Siamo una fotografia riuscita bene dopo svariati tentativi.
Siamo una bella canzone che ancora non conosce nessuno, e che piace solo a noi.
Siamo il rumore delle nostre scarpe sulla neve.
Siamo il mio "soffrire di vertigini".
Siamo te che stai leggendo e ti rispecchi in queste poche righe.
Ma più di tutto, siamo quello che ancora non siamo.
Siamo quello che saremo, insieme.

   3 commenti     di: Roberta R.


Mi vedi ma non mi vedi

Mi vedi sempre ma non mi vedi.
Mi guardi negli occhi ma non mi guardi.
Mi piaci quando cammini, ti osservo quando mangi. Le tue mani agevolissime che pigiano i tasti di quel computer.. sono adorabili... vorrei che sfiorassero la mie pelle che frime per te. Ti aspetto all'uscita nascosta nel cespuglio che ormai è la mia casa. Perchè non mi vedi sono così invisibile?
Non sono pazza, è il mio amore che è pazzo per te. Tu non capisci.. tu mi ferisci.. se mi parli, poi durante il giorno ti penso. Se mi porgi un foglio la notte ti sogno. Mi rude il fatto di non poterti chiamare "amor mio" perchè non sei mio? odio chi ti stringe fra le braccia, mi strappo i capelli quando ti sfiora le labbra.. sei un tormento.. sei il mio fardello.. non posso continuare a mordermi le dita.. non posso continuare a far finta che sia felice per te.. Non vedi come ti guardo? non senti come ti chiamo? li senti i venti che ululano al mondo, senti come sbattono alle finestre chiuse dalla gente.. non apriranno mai perchè il vento entrerebbe a gelare le stanze.. io sono quel vento tu sei quella finestra..




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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.