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Lettere e racconti epistolari

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Scusa

Scusami, per forza non capisci, ma non perché sei "scema", sono io ad essere complicato e "stupido". Ti mando questa mia sul tuo indirizzo mail, non so neppure se la leggerai o quando la leggerai.
Alle volte vado in tilt, si accumulano le cose, non vanno come vorrei, mi faccio il mazzo e anche se stanco mentalmente e fisicamente, avrei bisogno di momenti di evasione totale, proiettarmi in un altro mondo, Avere qualcuno con cui parlare, condividere interessi, anche una semplice passeggiata, non chiedo altro. Invece... siamo alle solite.
Scusami se sfogo con te tanto ormai conosci la situazione, mi dispiace solo annoiarti,
Passo da momenti di euforia, a momenti assolutamente no, dove pensi che solo scappando via risolveresti...
Già risolveresti, ma cosa, il mio problema? e poi? Le responsabilità ti inchiodano, due ragazze a cui dare ancora un futuro, la casa da finire di pagare, l'acqua la luce, il gas... le rate della macchina... che palle. Del resto me la sono scelta, è la mia vita, non potrei fare diversamente.
Le situazioni si intrecciano, è come se il Padreterno alle volte ti mette alla prova...
Sapessi quante volte in questi anni mi si sono presentate queste situazioni, quante volte sono andato in tilt, quante volte ho desiderato scappare via. Ma lo sai anche tu che non è scappando che si risolvono i problemi, magari li rimandi, ma sempre devi affrontarli. Un po' per volta, cominciando da quelli più urgenti. Sapessi quante volte mi sono distratto con il mio "pensiero felice" quello che mi permetteva di volare lontano, almeno con la fantasia, ritrovandomi in posti meravigliosi, solo con questo pensiero. Immaginare passeggiate mano nella mano, vicino al mare, in giornate tempestose, dove il vento ti sferza il viso. Dove il mare in burrasca ti riempie gli occhi, affascinati da questa forza che rende meravigliosa la vita. Al sicuro sulla terra fermi osservo il mare tempestoso, come la mia vita. Il "pensiero felice" mi rende calmo

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   4 commenti     di: clem ros


Lettera a mio figlio

Ciao Tato.

Oggi hai compiuto 18 anni e, anche se credo tu non sia ancora un uomo, penso sia giunto il momento di sapere un po' di più di tuo padre... di me.
Non tanto perché sia così importante, per te, conoscere di me, ma piuttosto per quanto sia essenziale conoscere un po' di più di te stesso.
Prima però tengo a dirti, tra le tante cose che dovrei, quale sia una cosa speciale che, a tutti i costi, devi sforzarti di fare tua, in modo che la tua vita vada nel migliore dei modi.
Questa cosa che devi fare tua... sono i ricordi.
Ma non i ricordi di cose lontane nel tempo... quelle ti rimarranno comunque, almeno quelle importanti... io parlo dei ricordi del giorno prima.
Parlo del riuscire a trattenere nel cuore e nella mente tutte le cose vissute nel giorno appena finito, in modo che ti si archivino nel cuore, in modo che quel giorno... ma proprio quel giorno... non vada perduto.
La vita senza ricordi è, se ci pensi bene, come se non fosse mai stata vissuta... se non te ne rammenti... il giorno appena passato è come se non fosse mai esistito, ed andrà perso.
Invece, se riuscirai a ricordare, terrai sempre con te tutte le piccole grandi cose che accadono tutti i giorni e che, spesso. non riusciamo a comprendere e ad apprezzare e, se sarai capace di fare questo, diverrai un uomo sicuramente migliore di quello che sono stato io.
Ogni giorno della vita ti porta un po' di bene, un poco di dolore... un briciolo di gioia, una scheggia di rabbia e un pizzico di tenerezza... la somma di questi minuscoli frammenti farà di te l'uomo che diventerai... non perderne neppure un pezzettino, e amali tutti allo stesso modo.
Ti dico questo perché, per qualche mistero che in fondo mistero non è, quando ti guardo vedo un bel po' di cose in cui mi rassomigli, e questo, se da una parte mi inorgoglisce, da un'altra un po' mi preoccupa, e mi spinge a provare a non farti cadere nel mio stesso errore.
Vedi Andrea... tuo padre non ha memoria.
L'ha persa tanti anni

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   3 commenti     di: Tinelli Tiziano


Le labbra si piegano

Amore caro,
credimi che le ferite del mio cuore ogni qualvolta che mi passi accanto, tracciano una sanguinosa lotta contro questo sentimento che non riesco a placare.
Vorrei poter sorvegliare di più ma, ahimè non mi è possibile.
E'come una frana che travolge tutto sdraricando alberi, cavando ogni radice e seppellendo ogni cosa ma, quella frana che dilaga e irrompe non riuscirà mai a scalfire questo amore fatto dal nutrimento dei tuoi respiri, dei tuoi baci furtivi e dei tuoi sussurri.
Affondo ogni giorno in una ineffabile luce di passione, di turbamento e cerco di sbirciare attraverso il sipario del tuo pensiero se mai un giorno ti acorgerai di me, pur sapendo che appartieni ad un'altra.
Quante volte ti sogno, esalto la mia mente e m'immagino d'averti fra le mie braccia e sono così inebriata dal tuo profumo di maschio che mi perdo lungo i sentieri dell'estasi e mi denudo in angoli sperduti coprendomi di polvere l'anima e ancora quante volte, cerco con ordine che non ho speranza.
Eppure quando ti vedo sono come una cascata d'acqua che nascosta nella foresta selvaggia, irrompe con il suo fragore l'intimità del silenzio.
I miei occhi ormai hanno perso la loro provvista ma, le labbra si piegano, TI AMO.

   9 commenti     di: augusta


E se fosse solo colpa mia?

L'altra sera mi stavo deprimendo. Ho preso un foglio e una penna e ho iniziato a scrivere, scrivere parole, frasi sconnesse e poi, poi, rileggendole, mi sono accorta che un loro senso quelle parole lo avevano e non voglio che rimangano parole solo per me.
Caro amore, la serata di ieri è stata dolorosa, difficile da sopportare come poche. Sono stata seduta a un tavolo circondata dagli amici di mia nipote, ragazzi che mangiavano, ma io non ho toccato cibo. Soffrivo, ero angosciata perché non accettavo il Tuo silenzio, un silenzio che mi stava ferendo come nessun'altra cosa al mondo aveva mai fatto.
Me ne stavo seduta a inseguire i miei pensieri e non mi accorgevo che il ragazzo seduto accanto a me ci provava spudoratamente, voleva per forza un fottutissimo bacio, sono fuggita via.
Una volta fuori, sigarette su sigarette e poi rum e poi vodka e poi un grandissimo mal di testa! Torno a casa mia e mi butto sul letto non ho voglia di sentire nessuno. Per scacciare l'angoscia che mi accompagna da quando non hai voluto parlarmi più lascio che le lacrime mi segnino il viso. Abbraccio la coperta incapace di respirare, i singhiozzi non si placano, continuano a uscire ostinati.

VOGLIO MORIRE!

Rivoglio il mio cuore quello che ti avevo affidato, non ne posso più, sto male. Ancora una volta un'altra persona è uscita dalla mia vita, voglio scappare dal mondo. Annaspo, boccheggio e ho un terribile mal di gola, la testa che mi scoppia, la nausea che non mi abbandona, guardo la sveglia che domattina suonerà troppo presto, non ci voglio neanche pensare. Vorrei poter uscire, respirare qualche boccata di aria fresca, e poi piangere e ancora urlare al mondo che mi arrendo, Il mondo mi odia. Non gli è bastato portarsi via la mia cucciola, no, si doveva portare via anche Te, amore mio.

E VAFFANCULO!

Basta versare lacrime per amore. Basta davvero. Mi merito di meglio, ma perché sbaglio sempre? Non può finire così, non dopo di quello che ho passato. In meno di due

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E se fosse vero?

L'amore fra due donne é qualcosa di speciale, é: impetuoso come mare in tempesta, é forte come il volo di un gabbiano, é tenero come il sorriso di un cucciolo d'uomo, é... favoloso... tenero... esagerato... adorabile... originale... unico; l'amore é assordante come il silenzio fra due amanti dopo la lite, é soave come una preghiera. Fra noi la prima volta fu impetuoso, forte, semplice, dolce, fu un tenero sfiorarsi di labbra, fu avvolgente come un respiro.
Ecco ci risiamo la mia mente lo capisce ma il mio corpo si rifiuta di capire, si rifiuta di dimenticare si rifiuta di smettere di amare. E ritorna indietro a quell'ultima sera.
<La stanza é al buio, io guardo la pioggia che batte sul vetro, mi giro Lei é là sul letto di questo mostro di ospedale che non riesce a guarirla "Andrea!" La sua voce mi arriva ovattata, sopraffatta dal ticchettio della pioggia, o chissà forse dalle lacrime che mi solcano il viso "si, cucciola" "Lei mormorava dolcemente parole che non volevo capire il suo pensiero era per me." Il suo viso é leggermente girato verso di me, mi fissa, capisco, vuole dirmi addio.>
Da quando lei é morta mi sento emotivamente vuota, allora mi torna alla mente mio padre che con i suoi baci asciugava le mie lacrime, leniva il mio dolore, addolciva le mie ansie.
Esiste il sesso delle stelle? Si. Spero proprio di si. Spesso volgendo lo sguardo al cielo vedo due stelle che amorevolmente guardano verso di me, sono loro, mio padre e la mia cucciola, loro mi dicevano spesso che mi sarebbero rimasti accanto.

Nelle notti insonne rileggo l'ultima lettera di mio padre.
Mia cara Andrea, figlia mia adorata, spesso mi chiedo che donna diventerai, che vita avrai, chi amerai, come e quando darai una svolta alla tua vita, ma, qualunque strada intraprenderai, so che sarai sempre te stessa e non avrai nessuna remora a dichiarare al mondo la tua omosessualità. Il tuo sguardo sempre curioso e indagatore, mai illusa e superficiale, sempre conscia della tua

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Il tuo, un dolce ricordo

Caro dolce amore oggi ho voglia di raccontarti come passo le giornate in questo angolo di paradiso che è il tuo paese.
Mi sono svegliata presto e, come tutti i giorni, percorrendo la salita che sale al cimitero, incontro il custode e, visto che siamo diventati amici, mi ha dato un passaggio sulla sua sgangherata motoretta. Mi accorgo subito che il pover'uomo vuole dirmi qualcosa, ma non trova il coraggio, sai mia piccola cucciola io per i tuoi compaesani sono "la signora" così mi chiamano ormai in paese. Finalmente prende coraggio e abbassando lo sguardo mi dice che io sono l'unica persona che viene a trovare la sua "morta" al cimitero; -qui si usa piangere i propri morti a casa-, mi dice, quasi come se venire in questo luogo di silenzio e pace non fosse "bene". Mi chiedo: -cosa è per loro il "bene" e il "male"-. Chissà, l'amore fra due donne è un bene? Forse il prete la domenica li ha avvertiti "state lontani da quella donna". La mia donna, la mia cara compagna, è ormai sotto questa lapide bianca e il mio cuore è con lei, le lacrime scendono silenziose, il cervello mi scoppia e le ginocchia si piegano, a stento riesco a tenermi in piedi, non è certo quello che i paesani pensano di noi, il mio primo pensiero. In lontananza sento il custode che è impegnato a tenere curato il piccolo cimitero, di certo, quel piccolo uomo, mi ha detto una grande verità, io sono l'unica a piangere apertamente una donna che hai loro occhi aveva un solo torto: essere diversa da loro.
Mia cara, ieri sono stata al porticciolo e, finalmente, ho visto il "tuo peschereccio" ti ricordi così lo chiamavi, me lo avevi descritto centinaio di volte, la barca dove assieme a tuo padre e ai tuoi fratelli avevi passato le ore più belle della sua giovinezza, si, mia piccola scavezzacollo, da ragazza eri andata per mare a pescare, un lavoro da "uomini" ma tu eri solo il maschiaccio della famiglia. Voglia di sentire il profumo del mare sul viso, questa era la molla che ti spingeva a fare un

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Una lettera mai spedita (quello che non ti ho mai detto)

Può capitare a tutti di trovare in un cassetto, nel PC o in una scatola posta nel ripostiglio o in cantina, una lettera che per un motivo che la mente non riaffiora si è deciso di non spedirla più. A me è capitato di trovarla una mentre riordinavo alcuni documenti sul mio PC, come spesso accade nel rileggerla ti accorgi quanta tenerezza ed amore provavi nello scrivere quelle parole. Quanta amarezza apprendi dopo averle lette pensando che quelle parole dovevano essere mandate alla persona che più amavi tanto( mio padre) e che gli sarebbero state utili. Ti rendi conto dopo che è troppo tardi per farla leggere , troppo tardi per dirgli quello che avresti dovuto dire. Ti domandi se da lassù il buon Dio potrà farla recapitare... Papà queste sono le parole che non ti ho mai detto perché non l'ho mai spedita.. perché?
Ciao papà monopoli 15-4-2009
In questa mia lettera vorrei raccontarti un po' di me, senza essere monotona. Spesso mi interrogo se piace anche a te parlare un po' , sapere della mia vita, del mio passato di quello che mi è successo, dei miei momenti di difficoltà, delle mie paure, delle mie debolezze e mi sono chiesta se un giorno ti torneranno in mente queste mie parole, un po' sofferte un po' d'amore, che spesso preferisco tenerle dentro anziché esprimerle. A volte si dicono cose che non vorresti dire, spesso è la coscienza che ti spinge a farlo nel tempo giusto, nel suo rimorso, ma poi ti rinchiudi in te stessa, nelle ritrosie disperate, forse per pigrizia o per svogliatezza, in un " ma tanto è chiaro o.. è inutile dirglielo tanto lo sa già .. o forse "sarebbe meglio non farlo sapere", rimandando tutto ad un altro giorno, lasciandoti sperare che un giorno accadesse spontaneamente senza alcuna tua richiesta. Non è certamente questione di carattere, come giustamente potresti pensare, ma è questione di cuore.

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   7 commenti     di: Giulia Gabbia



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.