PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Racconti del mistero

Pagine: 1234... ultimatutte

Lettera dal Cuore

Lettera dal cuore.

La sera buia e silenziosa, arriva puntuale ed entra senza mai bussare sicura di se, perché sa di essere lei la padrona della mia vita, dei miei pensieri. A volte mi chiedo se sono i miei stessi pensieri che hanno bisogno di incontrarla, o se della sua naturalezza ne hanno necessariamente bisogno per riuscire ad addormentarsi.
Si, deve essere così, arriva perché sa che la sto aspettando, ed in me ritrova i monologhi muti di un intero giorno, li trova annodati ed imbavagliati e prendendoli per mano, li scioglie e li riordina uno ad uno.
Poi, li prende per mano, li culla, li riassapora, li rivive, li coccola fino ad assopirli nella mia mente, fino ad imprimerli notte dopo notte come il ripetersi di una lezione imparata a memoria, e finalmente riesce ad addormentarli con me, fino a
non ricordare più nulla se non l’averti sognata.
Ho provato anche a parlarle e nella sua quiete le ho detto che un giorno diverrò nuovamente io il suo padrone, perché prima o poi il buio lascerà la mia vita tornando a donarmi un mondo pieno di luce.
Non sarà la luce che hai saputo accendere tu, ma non sarà più velata di lacrime e quel giorno saprò guardare al tuo sorriso sorridendo, vedere la tua felicità tornando ad essere felice, si... quel giorno saprà arrivare.
Ma non ora, quel giorno è ancora troppo lontano per me, oggi fingo di essere felice nel sapere che per te è tutto diverso... ma fingo male, e se per un istante i tuoi occhi potessero vedermi lo capirebbero come leggere queste parole che non ti sapranno mai arrivare.
È facile raccontare una bugia... a volte perfino troppo semplice renderla convincente... ma puoi renderla veritiera per tutti tranne che per te stesso.
Ogni falsa parola che provi a pronunciare nell’illusione che uscendo dalle tue labbra possa farle del bene, muore ancor prima di prendere voce... annegata in quelle lacrime che ti sforzi di tenere a bada, segregando dentro di te ciò che invece vorresti pote

[continua a leggere...]



Gli animali

gli animali hanno la stessa nostra vita nel senso mangiamo, beviamo, dormiamo, moriamo e forse di come ci sentiamo tutto questo serve per crescere fino che si può crescere e vivere fino quando si potrà vivere.

Ma ce una cosa che cambia tra noi persone e animali e la parola la parola non ce l'hanno gli gli animali tranne che il pappagallo ma lasciamolo fuori mettiamo dentro in fatto tutti gli altri animali come mai li manca la parola?

Non si dovrebbe rispondere anche se si e intelligenti "sono animali e gli animali non hanno le parole" invece se siamo veramente intelligenti si dovrebbe scoprire il vero perchè gli animali non hanno parole...!

verso di noi perchè tra di loro si capiscono, parlano solo che noi non capiamo cosa dicono. Ad esempio un uccellino fischia ma possiamo fischiare anche noi... ma mai come lui... il vero perche e che a noi sembra che fischino invece tra di loro parlano.

Oppure vorrebbe dire qualcosa, lasciarci un messaggio a noi ma non riusciamo capire cosa cosi' liu cosi' noi. Ci sono tantissime cose nel mondo che non conosciamo ancora e che conosceremo ancora non dobbiamo dire una cosa senza
sapere bene il perchè. senza capire bene. Senza dire la storia perche una storia vera e sempre lunga.

   6 commenti     di: mower rell


San Giorgio-parte terza

Profondo ammiratore e servo devoto di Santa Madre Chiesa, la prima azione del cavaliere fu quella di scendere da cavallo prima di accostarsi ai due ecclesiastici, operazione che gli permise di attendere alla debita distanza che la folla si diradasse del tutto. Avvenuto ciò si diresse, questa volta con passo calmo e quasi interrotto, verso i due uomini, che lo notarono già da lontano.
Ora si poneva il dubbio sulla precedenza degli omaggi, in quanto prediligere uno sull’altro avrebbe potuto causare malintesi e pregiudiziali antipatie. Optò per la soluzione più astuta. Giunto in prossimità dei due uomini, si inginocchiò e cominciò a declamare con voce sicura : “ Credo in un Solo Dio, Padre Onnipotente…”, a tali parole, ci fu un cambiamento di espressione da parte di tutti e due i personaggi : quello in piedi alzò un sopracciglio ed inclinò la bocca in uno specie di sorriso stupito, frammisto a compiacimento incredulo, l’altro, sempre accovacciato al lato del piedistallo, inclinò leggermente il capo ed emise un suono che pareva integrare nel suo significato disillusione e scherno. Uguale fu la successiva azione di tutti e due, che fermarono la declamazione di Giorgio, in particolare l’uomo in abito talare disse: “Non siamo in tempo di eresia, cavaliere, non c’è bisogno di proclamare il Nostro Santo Credo, ma apprezziamo il tuo desiderio di mostrare devozione”, l’ altro aggiunse: “siete un chierico di qualche ordine combattente?”. Giorgio, mantenendo sempre la posizione inginocchiata, guardava i due personaggi alternativamente, inclinando le pupille sotto la fronte agrottata, col capo reclinato in avanti, riflettendo a chi dei due dovesse per primo rivolgere la parola. Alzandosi in piedi lentamente, decise di mantenere una linea di equilibrio: “Il Credo è sempre il miglior segno di riconoscimento per chi opera alla luce della Fede, anche per chi vive nel Mondo ed è un semplice uomo, quale io sono, Giorgio, figlio del Conte Aghemo

[continua a leggere...]



La forza della fede

Su un lettino, composto di una branda quasi arrugginita, un materasso di vecchia lana da ricordare le Dolomiti, un paio di lenzuola di panno giallastro e una coperta di tipo militare, giace infermo Michelino.
Nella stanzetta generosi entrano pochi raggi di sole, da un finestrino, che non ha visto una pennellata dai tempi della bisnonna.
Michelino ha una chioma bionda e riccioluta, occhi vispi e azzurro mare, un visino pulito, con un nasino all'insù ed una boccuccia a petali di rosa; ha poco più di otto anni, soffre ma non lo mostra.
I genitori piangono per questo piccolo ed unico figliolo; sanno quel che sente, quel che prova, ma sotto a quei begli occhi non hanno mai visto spuntare una lacrima.
Michelino tutte le sere, a mani giunte prega Dio e San Michele Arcangelo, suo protettore, che forza gli danno per aprire gli occhi e sentirsi forte e sereno ad ogni spuntar del sole, seppure immobile.
Una mattina un passerotto, piccolo e carino, sul davanzale del finestrino, appena socchiuso, s'era posato; Michelino ha in mano un pezzo di pane e lo invita a colazione; un piccolo aprir di ali in lieve e dolce movimento, ed il volatile gli è già vicino a beccarsi le briciole; per ringraziarlo poi, si posa sul suo indice cinguettando qualcosa, che fuori viene come una deliziosa melodia.
Da questo dì Michelino ha un fedele amico, che compagnia gli fa ogni mattina.
Una notte, apparentemente non diversa dalle altre, qualcosa accade di veramente straordinario; un fascio di luce, che tutti i colori dell'iride comprende, entrando dal finestrino accarezza la bionda chioma dell'infermo; apre gli occhi e vede la fiammeggiante spada dell'Arcangelo Michele, spalancò del tutto quelle pupille stanche e lo vede tutto intero, proprio così com'è su quel Monte a lui dedicato. E così dice:

- Oh Michelino, Michelino!

- Sono qui Mio Signore.

Rispose egli senza dolore.

- Oh Michelino, Michelino!

La sublime apparizione replicò.

Michelino:

- Sono qui ad ub

[continua a leggere...]



Il bene e il male:

una teoria mia dice che il bene e la parte tutta da dio e il male e del diavolo



qualsiasi cosa che ci sia che ci sentiamo profondamente bene che il bene lo si conosce subito e la parte di dio.


Invece quando ci sentiamo nervosi, quando si soffre, quando facciamo guerre, quando commettiamo
errori quando litighiamo, quando si sta male e quando si ha paura e la parte del diavolo.


Ma dicono che anche il diavolo fa il bene cioè manda bene che secondo mè è un bene falso e che lo
porta solo per i suoi scopi ad esempio credere quel bene che lui ha creato per noi soltanto per credere che quel bene sia stato dio a crearlo invece in verità non lo è



ma è il diavolo. Qui e difficile a capire quale bene sia quando noi riceviamo bene o quello di dio o quello del diavolo perchè il daivolo fa la magia sia quella buona che quella cattiva.



Quindi la nostra guarigione può essere quella di dio miracolosa e quella del diavolo magica però dovete sapere che dio lo fa per amore invece il diavolo lo fa per scopi


ad esempio lo fa per credere che lui sia dio ad esempio cioè credere che il bene del diavolo sia quel bene che fa dio qui cadiamo nella trappola perchè il diavolo è molto astuto si fa credere che sia dio invece non lo è proprio. quel bene che lo fa soltanto per tanti suoi scopi





il diavolo può fare di tutto ma non contro dio il fuoco e potente però l'acqua spegne il fuoco.

   3 commenti     di: mower rell


La Cisterna

PREMESSA

Fatti e circostanze narrati in questo racconto, così come i personaggi e i loro nomi, non sono frutto della fantasia dell'autore e tutto ciò che viene descritto è realmente accaduto
_________________________________________________________________
Erano alcuni mesi che Ettore abitava la sua nuova casa. Era calda, accogliente. Non una reggia, beninteso, ma era esattamente ciò che desiderava e non avrebbe ambito a niente di meglio.
Era un giorno, quello, esattamente uguale a tutti gli altri. Alle prime luci dell'alba Ettore si sarebbe svegliato e, esattamente come da sempre faceva, avrebbe avuto la sua colazione insieme alla compagna e trascorso il resto della giornata oziando e dormendo, intervallando quel niente perpetuo, a qualche tuffo... Tanto per spezzare quella monotonia della quale, pure, sembrava non accorgersi affatto.
Tutta la vita così.

Ma quel giorno, apparentemente identico a tutti gli altri, sarebbe successo qualcosa che in futuro Ettore avrebbe potuto raccontare. Qualcosa che avrebbe spezzato la monotonia quotidiana per un po', magari proprio prima di rigettarlo in quel niente perpetuo fatto di ozio, di gozzoviglie e di qualche tuffo.
Esattamente durante uno dei suoi momenti di relax successe qualcosa. Non ebbe il tempo di capacitarsene. Non ebbe modo di reagire. Non ebbe tempo di realizzare che... Fu, suo malgrado, proiettato in un nuovo ambiente, completamente e incredibilmente diverso dalla sua accogliente e calda casetta.

Adesso si ritrovava, completamente nudo, in quella che aveva tutta l'aria di essere un enorme cisterna colma d'acqua. Non era una vera e propria cisterna poiché era piuttosto bassa e il diamentro piuttosto esteso. Le pareti erano levigate e lisce, ed avrebbero impedito qualsiasi tipo di appiglio. L'acqua era ghiacciata, nonostante una sorta di meccanismo posto sul fondale sembrava poter regolare termicamente la temperatura interna dell'enorme catino. Dopo qualche istante, e materializzandosi

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: Ettore


In principio è il chaos

C'era una volta...
Forse ci sono ancora delle nonne e delle mamme - se le televisioni non le hanno rimbambite tutte - che comincia così, per raccontare ai propri figli e nipoti l'incanto di una fiaba.

I miei racconti invece vengono dalla notte dei tempi ed io sono la dea Memoria, Mnemosyne.
Le mie storie sono state trasmesse da generazione a generazione e il mio grande orecchio, che tutto vede e tutto ascolta, le ricorda.
Aedi, poeti, musicanti girovaghi le hanno cantate ed io li ho ispirati e li ho ascoltati.
Le loro saghe, le ho impresse tutte nella lamina d'oro della mia Mente.

Allora comincio così:
C'È DA SEMPRE...
Voi contemporanei vi chiedete che cosa c'era, quando ancora non c'era qualcosa, quando non c'era proprio nulla?
Siete interessati solo al Nulla, lo sapete?
Perché tendete sempre a qualcosa fuori di voi, al di là e così rendete il vostro attimo presente un nonnulla.
Non conoscete Afrodite, la gioia.
Non si può conoscere ma solo provare.
Non conoscete l'eterno presente, il momento reso intenso da una decisione, un moto di volontà che sempre ritornerà nell'eterno presente.
Non si può conoscere ma solo sperimentare.

In principio è il Chaos, la potenza dai mille nomi.
Uno di questi nomi è Abisso.
È un vuoto, un vuoto oscuro, dove niente può essere distinto; una notte buia, dove tutte le vacche sono grigie.
È un punto di caduta, di vertigine e confusione, un precipizio senza fine, senza fondo.
Abisso è fauci immense in cui tutto può essere ingoiato e confuso in un'unica oscurità indifferenziata.

Chaos decide di scagliare il suo maglio di fuoco e appare Gaia, la Terra.
Dai recessi segreti dell'Abisso sorge il pianeta Terra.
Chaos ama la diversità e la Terra è il suo contrario.
Gaia non è più una caduta nel buio senza limiti, indefinito, inarrestabile.
Sulla Terra ogni cosa è ben delimitata da orizzonti, visibile, solida, corposa, tangibile.
Gaia è il suolo su cui dei, uomini e animali camminano con si

[continua a leggere...]

   3 commenti     di: Mauro Moscone



Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Racconti del mistero.