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Racconti sulla natura

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Il mio amore

Io amo tantissimo la natura e gli animali! il mio animale preferito è il cane!!!
Io ho 2 cani. il primo è... Il preferito!! Si chiama Doks ed è un pastore tedesco. in questo testo vorrei parlare prorpio di lui.

Ha 7 anni, il pelo è bellissimo e lucente. Me lo hanno regalato 7 anni fa per la mia promozione. Dal primo momento che l'ho visto ho subto detto: "che meraviglia!". Da quel giorno non me ne sono più separata. lo amo contutto il cuore e non saprei come fare a vivere senza di lui!
dedicato al mio amore!!! 1

   2 commenti     di: Margherita Cp


Dimostrazione dell'evidenzia di una Causa Prima Incausata, Efficiente e Sussistente del Cosmo

Ogni consequenza, aristotelicamente parlando, è determinata da una causa. Rodi, Spallanzani e Pasteur, scienziati dei secoli scorsi, hanno infatti dimostrato che nulla, in natura, nasce dal niente, dal vuoto assoluto, dall'assenza di cause efficienti. Basta pensare alla bistecca di carne che Pasteur è riuscito a conservare dal 1800 fino ad oggi, posta in esposizione in un contenitore sterilizzato e senza aria. Infatti la bistecca, che lasciata indifesa alle insidie della natura, diviene prontamente substrato di nuova vita, isolata in un vuoto incausato ed incausante, è rimasta sterile ed intatta, non putrefatta e, soprattutto, senza vita. Cosi anche nel Cosmo. Deve esistere dunque necessariamente una fonte di "energheia" primaria, che si rende causa efficiente, ovvero creativa, e sussistente, cioè che tiene in atto, in vita, il Cosmo con le sue leggi. Dubitare dell'esistenza di questa causa primaria incausata, ovvero di questa fonte di "energheia" innata, artefice dell'atto creativo, è come dubitare dell'esistenza di ciò che passa sotto i nostri cinque sensi. Lo stesso Carnot, fisico del 1800, ha dimostrato che un sistema di energia tende col tempo ad affievolirsi. Infatti, possiamo notare che l'uomo è soggetto iniziale della legge dell'evoluzione, ma comunque inevitabilmente, anche a quello della disevoluzione. La mente umana pesa poco, ma consuma quasi un quinto dell'energia che serve all'intero organismo. Per questo, sostiene uno studio di Cambridge, ha smesso di crescere. Anzi, rischia perfino di regredire, in quanto le reti neuronali hanno esaurito le potenzialità mnemoniche ed elaborative.. Ci vorrebbero corpi più forti, e crani più larghi, per poter continuare ad evolversi, almeno per un altro po. Carnot e Cambridge testimoniano quanto detto... La causa prima incausata, efficiente e sussistente del creato, imprime in esso una certa energia. E gioco forza, questa energia, non avendo un accesso diretto alla fonte di energia primaria incaus

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   0 commenti     di: Antonio Zullo


Paesaggio etereo

Il suono di un nordico vento e il suo vociare tra gelide onde e candidi ciottoli... un brivido lungo la schiena a suggellare l’incontro con l’eterea natura che mi circonda. Chiudo gli occhi pensando al domani imminente, invadente, inevitabile sinonimo di buio e silenzio.
Il candore della spiaggia si perde nel setoso mare argenteo, l’atmosfera crepuscolare ne esalta lo splendore non riflesso: è luce propria, cristallina... spirituale. Tristi pensieri abbandonano i miei occhi, racchiusi nella lacrima che lentamente va perdendosi anch’essa nell’aria di dicembre.
Pura armonia, sulla via dell’estinzione. Si dissolve inosservata tra l’indifferenza della gente... la gente, nota stonata che imperterrita continua a stonare, noncurante, distruggendo l’armonia.
Etereo paesaggio, riflesso nei miei occhi... dimmi, per quanto ancora il nordico vento potrà accarezzarti e farti dono della sua purezza? Tu muori silenziosamente... verrai però un giorno a riprenderti la perfezione che dall’uomo ti fu tolta... nessuna nota stonata intaccherà allora la tua perfezione.

   7 commenti     di: Chiara S.


Seduti insieme... a guardare

Non ci sono parole… Domenico...
eppure ho visto come guardavi un albero… ci vedevi l’oro!
Una chioma abbagliata dal sole d’autunno…
Ho visto come guardavi i raggi del sole mentre scaldavano il fiume e i piedi dell’albero…
Mille stelle solleticate dal vento che s’accendevano e si spegnevano senza mai scomparire.
Non ci sono parole…
Tu guardavi l’oro dell’autunno ed io pensavo al mare, alle calde giornate estive profumate dal sospiro dei fiori.
Vedevo quello stesso albero con le sue foglie vibrare… attente a non cadere…
Le vedevo col braccino esile attaccate al ramo, combattevano sfinite dal vento, contro il tempo.
Mi parevano farfalle dalle ali dorate pronte, ma indecise a spiccare l’ultimo volo. Così, come il vento si fermava… finiva il loro affanno. S’affacciavano tutte sull’acqua del fiume… specchiandosi, ma allora… non erano stelle?



I colori delle stagioni

I colori delle stagioni sono bellissimi,
pittorici e vivaci... La primavera è la dolce stagione, il suo
Clima è mite, fioriscono i primi fiori. L'estate è calda, il sole è lucente con il suo caldo torrido. Gli alberi fanno i primi frutti, e ci sono fiori di tanti colori... I campi mutano e si trasformano in bellissimi prati verdeggianti.
La stagione autunnale è altrettanto Bella e colorata.
I colori delle foglie cambiano, si arrossano e così abbelliscono le città. L'inverno è freddo e pesante, però quando arriva la neve ci si dimentica del clima
rigido e del raffreddore... Ogni stagione ha la sua beltà, i suoi colori, il suo clima. Non si può scegliere quale sia la migliore, perché tutte hanno delle particolarità diverse, che le rende amate.

   1 commenti     di: Helenia


La fonte del cervo

Tantissimi anni fa, che a contarli si impiegherebbe un tempo lunghissimo, i ghiacciai alpini si ritirarono, lasciando profondi solchi sulle pendici delle montagne che avevano ricoperto lungamente. Trascorse altro tempo e le valli si rivestirono di erbe, cespugli, boschi, e si popolarono di animali. Infine venne l'uomo. Non sappiamo chi fu il primo a penetrare nella nostra valle e a stabilirvisi. Né conosciamo il motivo che lo spinse ad abbandonare la fertile pianura per addentrarsi in un ambiente ostile, fatto di lunghi inverni e di brevi estati, dove la natura non concede sconti e punisce severamente anche il minimo errore. Forse fu cacciato dal suo territorio da altri uomini più numerosi e potenti o forse fu a causa della innata curiosità della nostra razza, che ci spinge a voler andare sempre oltre. Probabilmente fu una famiglia o una minuscola tribù quella che si stabilì nella valle, non certo una moltitudine di genti. L'ambiente montano non riesce a mantenere che piccoli gruppi di persone. Pietre e legname non mancavano certo: si costruirono abitazioni. Di ridotte dimensioni, basse, con poche aperture, vicine le une alle altre. Quei costruttori non mancavano certo di ingegno! Sapevano che la natura va assecondata, non combattuta. Passarono gli anni, poi i secoli: il piccolo villaggio mutò di poco. Alcune altre abitazioni per i nuovi nuclei famigliari, qualche stalla e qualche fienile in più. In basso, verso il torrente, un vasto spiazzo soleggiato fu adibito ad orto per tutta la comunità.
Già allora si conosceva la fonte del cervo. Si tramandava che nei tempi passati un cacciatore del villaggio, il più abile e forte, raggiunta una verde radura avesse scorto un grande cervo maschio che si abbeverava ad una sorgente che sgorgava alla base di un masso biancheggiante in mezzo al prato. Teso l'arco con tutta la forza che possedeva, presa accuratamente la mira, il cacciatore scoccò la freccia che colpì il cervo diritto al cuore. Per noi oggigiorn

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Dal diario della Luna

1. 08. 2004 secondo giorno consecutivo di luna piena. Evento che accade solo ogni 7 anni..

Oggi è una nottata speciale, sono sette anni che aspetto, è la nottata della seconda possibilità, ed io sono ancora quassù più affascinante di ieri con il vestito più bello, appena collaudato la sera prima. Accattivanti riflessi amaranto sfumano il mio sguardo, perfino le stelle si sono tirate da parte, comincia l'inusuale replica di uno scontato successo. Esco di fuori e sono ancora io, di nuovo, per farmi guardare, per moltiplicare le stesse lusinghiere parole, per stupire ed ammagliare, per fare sognare, innamorare e sospirare. Mi guardo in giro nella mia superba bellezza e cerco gli sguardi ammirati di ieri che accompagneranno la mia oscurità e riempiranno la nuova attesa con inusuale abbondanza. Ed eccoli lì con il naso all'insù, mi aspettavano, occhi innamorati che risucchiano da me poesia, passione, sentimento, calore di cui si nutriranno e di cui nutriranno i loro baci, gli abbracci... ma io sento freddo, un gelo profondo, ghiaccio che scintilla sulla mia pelle ammirata da tutti.
Ed ecco la vedo, ha il respiro un po' affannato, un po' di sudore le imperla il corpo nudo. Apre le griglie, non cerca me, solo il fresco della notte, è al piano terra ma non le importa se qualcuno durante la notte potrebbe spiarla, si ridistende nel buio, sopra il lenzuolo stende le gambe, allarga le braccia offrendo all'aria nuova il suo corpo. Socchiude gli occhi per il caldo che non passa e tra le ciglia mi scorge. Si sente osservata. Io resto immobile nascosta tra i ventagli simmetrici di una palma, la osservo, l'attaccatura dei capelli sul cuscino è umida come la dolce curva che dal suo labbro superiore raggiunge il suo naso. Chiude gli occhi si lascia fare dal mio sguardo che ora le sta illuminando la pelle. La mia luce la sta accarezzando, mi ha davanti ed ha un brivido di stupido pudore scorgendo il luccichìo del suo seno, il piccolo avvallamento del suo ombelico,

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   6 commenti     di: Monica d



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