Una località di montagna, a molti forse nemmeno conosciuta, un paesino piccolo con pochi abitanti stabili, un lago, nemmeno tanto grande, ad una media altitudine...
Detto così sembrerebbe insignificante... privo di interesse ma... se solo ti capita, per volere o per caso, di passarvi, o ancor meglio di soggiornarvi, ecco che tutto cambia, tutto assume un colore ed un aspetto diverso e scopri che... nel suo piccolo, questa località sa rendersi grande, capace di ristorare qualunque fisico e, cosa non facile, qualunque animo!
I bordi del lago sono lasciati liberi da cemento e costruzioni, e così puoi vedere una grande fascia verde di prato, con alberi, cespugli ed un'infinità di motivi floreali di buon gusto che degrada verso il lago con una spiaggia di ghiaia bianca che nulla a da invidiare ad un paesaggio caraibico.
Il paese poi, dal canto suo, si erge "spavaldo" e sovrasta il lido con case e alberghi curati ed ordinati con al centro la bella piazza con Chiesa, campanile e terrazza con vista incantevole, negozietti discreti ed accoglienti, senza sfarzi, ma anche questi gestiti con buon gusto nel proporre prodotti locali e souvenir per i turisti che vi si aggirano in poche centinaia di metri della via centrale.
Nei dintorni poi le possibilità di escursioni non mancano, per tutti i gusti o per tutte le esigenze... così puoi scegliere di salire un po più in alto con gli impianti e passeggiare godendoti la vista dall'alto... oppure puoi trovare sentieri che costeggiano il lago od il ruscello fino a trovare anche vie per salire ad alta quota per malghe e rifugi delle nostre inimitabili Dolomiti.
Durante il giorno tutto si anima, il prato diventa un grande lido per bagni di sole, pic-nic, partite a carte, bimbi che giocano festosi, o semplicemente dolci dormite al fresco di un'ombra, solleticati da quell'arietta leggermente fresca e frizzante che difficilmente manca.
Però è al tramonto, oppure di primo mattino, che questo luogo si esprime al massimo, ne
Il caldo oggi, picchiettava sulla mia testa. I suoi raggi lambivano l' area circostante, facendo salire di netto la temperatura. Io, impegnato al lavoro, sudato dalla testa ai piedi, ma felice.
Oggi, in serra si poteva morire, ma ero felice, ero felice di essere li, a sudare, a toccare quelle piante. Oggi ho visto solo il pomodoro, piccola pianta esile, che, qualche volta, l' ho anche spezzata. I bombi* ronzavano nell' aria, producendo fortissimi rumori. Uno mi si è quasi posato sulla spalla, ma, dicono che non fanno niente, io ci credo, basta non avere paura, e, loro non la sentono.
Basta volergli bene, anche ai bombi. Impollinavano tranquilli i fiori giallognoli delle piante e, io gli passavo affianco, senza disturbarli. Tutti si chiedevano, forse, come facevo a non avere paura. Bhè, ma si sa, chi cresce con la natura, non ha di certo paura di due api più grosse del normale!
Tutta una serata, tutta una sudata, in serra. Però sono stracontento.
Alle 18, 30 finisce il mio turno, esco dalla serra e mi dirigo verso nonna, passando da quella stessa strada, percorrendo quei tratti faticosi della vigna, salendo una salita, per poi scendere in discesa.
Nella discesa, attendevano curiosi, i miei cani, che, come al solito, mi hanno fatto le feste. Sono rimasto lì per un po' , a chiaccherare con la nonna, la mia nonna così saggia. Ormai è diventata come una amica per me, e seguo tutti i suoi consigli. Poi, ho fatto una bella passeggiata, pensando a tutto quello che vorrei fare, segnarmelo per la mente, senza mai perderlo.
Tornai a casa con babbo, questa sera. Girai più volte la faccia, perchè Capo Caccia, mi offriva un' altro dei suoi tramonti da favola.
Seguii il sole, che, piano, scendeva sull' orizzonte, quasi il mare lo stesse inghiottendo. Si iniziarono a formare dei colori armoniosi, più belli dell' altro giorno.
Giallo, mi fece ricordare i fiori del pomodoro, piccoli, gialli, e che producono frutti buonissimi.
Arancione, mi ricordò le albi
A cosa servono le norme se
non sono nient'altro che un paradosso?
Era questo il mio dilemma, il mio cruccio, il mio grattacapo insomma. Perché far diventare la vità un surrogato iniettandone il male? Perché?
NESSUNA RISPOSTA.
Spostai i mie pensieri dai perché umani a quelli della grande madre. NULLA. I perché non le interessavano, sembrava quasi non preoccuparsene, sicura e navigata della vità continuava serena. Voci indefinite, infinite, inprecise si stagliano al orizzonte.
MA NIENTE. Noia.
Dovette passare la stella di fuoco molte volte prima che io potessi capire. Fui un folle. Lo compresi, si può forse spiegare il senso specifico di ogni goccia del mare? Solo generalizzando e quindi sbagliando spiegazione, perché non si può fare di tutt' erba un fascio. L'incommensurabile immenso non può attrarre gli uomini, le distanze sono troppe per potersi comprendere.
TORNAI.
I mie vecchi crucci mai passati mi aspettavano al rubicone.
Non erano più come prima, o forse IO non ero più come prima, si stagliavano ora in modo chiaro e limpido. Li compresi.
Era l'ECCESSO.
Grandi cose potei guardare, comprendere e studiare.
Grandi cose false potei guardare, comprendere e studiare.
Che senso ha la legge se non la si applica in modo fermo e rigoroso? Ma che senso ha se la si applica in modo draconiano?
Le persone nel primo caso si faranno burla di essa e nel secondo caso la odieranno e la temeranno finendo per distruggerla.
Lo seguì. L'eccessive idee portarono a eccessivo rigore. Eccessivo rigore porto a eccessive pene. Eccessive pene portarono a eccessivi dolori. Gli eccessivi dolori portarono alla amara FINE.
Chi è il criminale e chi il giusto?
I colori delle stagioni sono bellissimi,
pittorici e vivaci... La primavera è la dolce stagione, il suo
Clima è mite, fioriscono i primi fiori. L'estate è calda, il sole è lucente con il suo caldo torrido. Gli alberi fanno i primi frutti, e ci sono fiori di tanti colori... I campi mutano e si trasformano in bellissimi prati verdeggianti.
La stagione autunnale è altrettanto Bella e colorata.
I colori delle foglie cambiano, si arrossano e così abbelliscono le città. L'inverno è freddo e pesante, però quando arriva la neve ci si dimentica del clima
rigido e del raffreddore... Ogni stagione ha la sua beltà, i suoi colori, il suo clima. Non si può scegliere quale sia la migliore, perché tutte hanno delle particolarità diverse, che le rende amate.
Scuro in volto si avvicina minaccioso, ha assoldato un esercito di nuvole pesanti e le manda avanti... un fronte impenetrabile dai raggi di un sole rassegnato... peccato l'estate è alla resa...
Un lampo e poi due seguiti da un tremendo boato... trema il creato... seguiti da un bombardamento di gocce fitte che come lance penetrano la terra, cadono pesanti e si allargano in laghi che camminano verso il nemico da sempre... l'uomo.
Colpire dritto al cuore dell'estate e farla sparire...
Un attacco questa notte quando l'uomo non se l'aspettava... e sotto le coperte tremava...
Ho pensato a quello che avevo lasciato di fuori... oddio la bici, i fiori, ma il mio cuore andava agli animali randagi, alle persone senza tetto, a quel circo che ora sembra un lago...
Vicino e poi lontano... sugli scalini seduti un gruppo di bambini ad ascoltare il boato dei tuoni e a chiedere alla mamma spiegazioni... era il diavolo che buttava la moglie dalle scale perché non aveva cotto bene la pasta...
Restavo chiusa lì dentro quel guscio a pensare a quanto la vita fosse tutta da guadagnare...
Ecco la fiaba è finita... un momento... non ancora... mi stringo dentro il lenzuolo il mio brivido... ora lo sento allontanare tacciono gli allarmi e le sirene... posso tornare a sognare... di un autunno che avanza e quel che resta dell'estate... qualche giornata di sole l'hanno promesso...
Dormi, dormi adesso...
Salve Genere Umano, per la prima volta da quando ho ricevuto il mio eterno incarico dal Creatore, mando un messaggio di avvertimento e di allarme nella speranza che venga accettato.
Io, che vedendoti così fragile al cospetto degli altri animali, ti ho affidato il dono dell’ingegno, del saper progredire imparando, in modo da darti un aiuto per sopravvivere di fronte alle tante avversità del mondo.
Tu, che dagli alti rami della giungla africana, hai avuto il coraggio di poggiare a terra le zampe e affrontare le fiere con astuzia e che hai iniziato a comprendere l’importanza della vita sociale e i mille modi per comunicare con i tuoi simili.
Egli, che ti ha concesso tutto il Suo amore e ti ha fatto evolvere, facendoti divenire diverso da ogni altro Essere presente sulla Terra, regalandoti intelligenza, sensazioni e stati d’animo che in precedenza solo il Divino possedeva.
Noi, che per migliaia di anni abbiamo vissuto in perfetta simbiosi, che ci siamo amati e rispettati nonostante la velocità e l’insistenza delle tue richieste di risorse naturali che aumentavano di secolo in secolo.
Voi, che, con la scoperta del benessere e con il vostro egoismo, vi siete sviluppati freneticamente, vi siete moltiplicati smisuratamente e avete dimenticato il legame primordiale che ci univa. Il deturpamento del mio regno, l’eliminazione della biodiversità e l’alterazione dei fenomeni naturali hanno creato in me una totale sfiducia verso chi si è elevato dal genere animale e ne ha perso il rispetto: voi.
Essi: gli animali, le piante, gli agenti atmosferici, le montagne, i mari…tutti loro, un giorno, cesseranno di subire l’irrispettosa convivenza con l’uomo che, in quel momento, capirà troppo tardi di aver commesso errori ormai incolmabili.
Non preoccupatevi, Esseri Umani: c’è sempre un rimedio anche in situazioni difficili, la corretta strada esiste…basta solo cercarla! Trovatela tra le verdi colline irlandesi, percorretela lungo le ampie distese della
(Trad. Eliude Santana)
Calda prigione. Misterioso carcere. Tenebre, isolamento, oppressione. Lo spazio che occupo è esiguo e limita i movimenti. Avevo tutto per essere disperato. Indubbiamente, sono un carcerato anche se qualcosa fuori i miei sensi mi dice di no. Nessuno sconforto, quindi, non ho paura. Non ho la consapevolezza di quasi niente, a parte quella di sapere di trovarmi tra le quattro mura che sembrano volermi schiacciare. Eppure, sono elastiche.
Non so chi sono, né come sono finito qui. E non ho la più pallida idea di come ne uscirò, neppure se ci riuscirò, poiché non vedo un'uscita.
Un'altra sensazione molto strana: nonostante il fatto di narrare questa storia, è la prima volta che provo un qualche tipo di percezione. Mi sento comodo, eppure, una premonizione mi avverte: qui non ci rimarrò per sempre.
Avverto la sensazione di vicinanza del tempo in cui ci sono. Se dipendesse da me, resterei. Il mio futuro è ora.
Curiosamente, anche se non ci vedo riesco a sentire. Dormo bene e ho persino dei sogni. Sono capace di inghiottire i cibi anche se non ho fame, posso pure respirare nonostante l'aria sia pressoché nulla. E infatti, l'aria non mi manca.
Non mi preoccupa per niente il fatto di essere da solo. Trovarsi con un'altra persona, qui, porterebbe sconforto. È pericoloso. La solitudine non mi da tristezza, anzi, è la mia compagna e alleata.
Si avvicina il mio giorno. Cos'è il mio giorno? Sarà quello in cui tutto cambierà. Quando perderò quest'identità e ne guadagnerò un'altra: strana, confusa, imprevedibile. Il giorno in cui ci sarò anziché ci starò. Amo questo posto, dove nulla mi disturba, e siccome non ne conosco un altro mi ci attacco avidamente. Invano.
Sento le pareti che mi schiacciano sempre di più. Mi meraviglio nel constatare che loro sono più elastiche di quanto non potessi immaginare. Nonostante la pressione che percepisco ho la certezza che non sarò schiacciato. Anche se non avessi la
Questa sezione contiene racconti sulla natura, gli animali, piante e fiori