PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Racconti sulla nostalgia

Pagine: 1234... ultimatutte

When the angels sing

Il silenzio si fa da parte. La tua voce è più dolce di quanto ricordassi. Ma è così leggera e non riesco a capire quello che vuoi dirmi. Parla più forte. Cosa??
Che bello rivederti. Ti sento lontana. Eppoi c’è questa musica…
Mi chiedo se gli angeli cantano, se per loro sia semplice intonare una canzone o, se, a volte, hanno la voce roca anche loro.. un colpo di tosse, per schiarirsi.
Mi chiedo se gli angeli hanno bisogno di starsene soli, pomeriggi interi, appollaiati tra due nuvole, ad ascoltare canzoni.. soli..
Mi chiedo se conoscono tutte le parole di ogni canzone, o devono impararle anche loro..
Mi chiedo se a Paradise Radio passano canzoni d’amore, se c’è un palco, se qualcuno applaude quando cantano, se qualcuno ride.. si emoziona..
Gli angeli cantano? Perché io non riesco a sentirti, tra i miei ricordi, non del tutto, tra pensieri accatastati in un angolo, tra foto rinchiuse in garage.. canti?
Un angelo non muore, e nemmeno la sua voce, ma oggi non riesco a sentirti, perdonami.. cantami quella canzone, proprio quella..
Gli angeli provano qualcosa quando cantano?
Piangono d’amore?
Chi dice che gli angeli non fanno rumore?? Li sento sussurrare di notte, mentre passeggiano, di sogno in sogno; credo che sappiano suonare; se ne stanno ore seduti al pianoforte, cercano l’ispirazione, e provano, riprovano finchè non esce qualcosa, finchè la vita scaturisce di nuovo dai loro polpastrelli..
Dai ordine a quelle note, lo sai, quei tasti si lasciano accarezzare solo da te, sono diffidenti.. fuggono la nostalgia di uno sconosciuto..
Mi chiedo se gli angeli sanno che qualcuno qui sotto canta, e vorrebbe sentirsi rispondere. Rispondimi tu, non ricordo bene la tua voce, ma so che canti.
Vorrei riascoltarti, dimmi quali accordi devo suonare per poterti ascoltare di nuovo.
Ho una corda fuori posto, accordiamola.. accordiamoci.. o almeno balliamo, ho bisogno di respirarti..
Sei nuda.. vestiti dei miei sguardi, balliamo..
Dimmi, se vuoi scriviamo qual

[continua a leggere...]

   7 commenti     di: billiejoe.


le mie ali... rattoppate

... amavo volare...
come il gabbiano Jonathan le ali mi facevano salire ad altezze vertiginose da cui mi tuffavo fino a sfiorare... il mare, poi risalire ancora sempre più su fino quasi a toccare il cielo ed ancora planare fluttuando dolcemente fra le nuvole...
Cresciuta a pomeriggi di studio, pane e nutella e Azione Cattolica (gli adolescenti della mia generazione erano suddivisi in due sottinsiemi complementari : Azione cattolica e " partito")
sognavo...
sognavo come tutti di cambiare il mondo
sognavo girotondi di mani colorate
e poi...
amavo cantare, amavo gridare la mia voglia di vento nei capelli o di quell'acqua davanti agli occhi che mai avrebbe arrestato la mia corsa...
vedevo il sole nei vicoli più bui
vedevo stelle luminose sorridermi
vedevo questa " palla" ruotare non solo nel verso sbagliato...
... poi lentamente la nuova vita adulta, decisamente terrena, dapprima mi cullava e poi mi avvolgeva nelle sue spire...
Ma le mie ali dov'erano finite?
per anni invano le ho cercate!.. nulla...
dovevano essersi disintegrate, forse completamente atrofizzate o... banalmente dimenticate chissà dove...
Senza il loro aiuto ho riprovato a volare: un balzello con un piede poi con l'altro, infine con entrambi e faticosamente ho spiccato il mio primo piccolo... bassissimo volo...
Testarda, cocciuta ho continuato imperterrita nei miei allenamenti; sono riuscita ad inciampare, a cadere, a rialzarmi...
Poi un riflesso luminoso e nei meandri della mia memoria. un ricordo lontanissimo che mi scuote e mi fa correre nella mia vecchia stanza, da anni perfettamente in ordine, dove le ritrovo appoggiate sulla poltroncina accanto al letto : irriconoscibili, malconce, ingrigite, addirittura bucate...
Con polvere di fata le ho pazientemente ricucite, rammendate ed ora con queste ali rattoppate sono pronta. a spiccare il volo verso quel mondo di mani colorate già pronte ad afferrarmi per farmi entrare nel loro girotondo.

   9 commenti     di: alice costa


Illusioni

Il suo sguardo viaggiava lungo quel sentiero ciottoloso tra aride distese autunnali, punteggiate qua e là da imponenti querce immerse in un sogno crepuscolare. I raggi rossastri del sole nella sua quotidiana decadenza abbozzarono un fugace sorriso che subito si sciolse in un'amara consapevolezza: si stava solamente illudendo di aver potuto trovare un sostituto della sua dolce ispirazione.
Aveva scritto per lei. Aveva scritto a causa di lei. Scriverà solo di lei.

   5 commenti     di: Primo Wong


L'Italia

Basta parole buttate al vento per avere l'applauso del popolo Italiano.
Quì non stiamo giocando una partita di calcio dove ci sfottiamo e Rosichiamo se la nostra squadra del cuore perde. Quì c'e' in gioco il futuro delle persone; dei giovani, dei meno giovani e degli anziani! un popolo intero che si trova nelle mani di questi personaggi che come nel poker, barano, facendoci credere di avere una scala reale quando in verità hanno solo una carta isolata.
Cari partiti è ora di fermarsi e riflettere, è ora che vi fate un esame di coscienza per capire cosa sta succedendo.
Tantissimi voti di protesta; ma voi vi state chiedendo il perchè?
vi siete accorti che c'e' stato un grande fallimento?
la gente è stanca di questa spazzatura che ogni giorno ci viene propinata, la gente vuole iniziare a respirare aria pulita, vuole poter credere, vuole poter tornare ad avere una speranza nel cuore.
L'Italia ha bisogno di rinascere, di spazzare via tutta questa corruzione, tutti questi ladri che hanno mangiato a nostre spese, che si sono permessi di Infangare e Umiliare una Nazione come la nostra, fregandosene di guardare verso il popolo, verso coloro che hanno la dignità di soffrire e guadagnarsi onestamente il pane.
È ora di cambiare, è ora di ridare a questa Italia la propria dignità, il proprio rispetto, è ora che quella poltrona non sia solo un trofeo, ma un ideale!
Non mi vergogno di essere Italiana, perché la mia terra non ha colpe, lei ha solo bellezze da scoprire, lei ci regala le meraviglie e ci mette a disposizione tutti i mezzi per realizzare i nostri sogni.
Gli errori sono stati fatti dal potere, da coloro che ci hanno violentati, strappandoci ogni diritto di esseri umani. Ma oggi dico Basta! È ora di cambiare, è ora di far emozionare questa Italia, che silenziosa aspetta in disparte qualcuno che la sappia amare.
Ora Basta!

   5 commenti     di: laura


Silenzi

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: Filomena


Il Tesoro più grande

Era la vigilia di Natale ed erano tutti riuniti attorno al fuoco del camino. Donna Pina sferruzzava con in mano un vecchio maglione da rammendare, ancora vestita di nero a un anno dalla morte del marito. La gente continuava a chiamarla la Salinara nonostante il fatto che ormai tutte le miniere di sale le erano state tolte dagli avidi parenti.
Sarina, la più grande delle sue figlie, aveva quindici anni e dondolava con monotonia la piccola Carmela di appena due anni che non smetteva di piangere.
Il più piccolo dei fratelli, Francesco, si rigirava i lacci delle scarpe alla ricerca di un modo per passare il tempo. Rosetta e Francesca, invece, stavano apparecchiando la tavola con il misero pasto che si potevano concedere: qualche fetta di pane duro, qualche pezzo di formaggio e qualche uova appena presa dal pollaio.
In tutta la casa regnava un opprimente silenzio interrotto solo dai brevi pianti di Carmela e dal rumore frenetico dei ferri che sbattevano senza sosta.
Qualcuno bussò con insistenza contro la porta. Donna Pina alzò gli occhi dal suo lavoro solo per riabbassarli l'attimo dopo. Sarina si voltò e chiamò Rosetta. Bastò quel breve movimento del capo per far dondolare i suoi orecchini d'oro con la “esse” del suo nome incisa sopra, ricordi di tempi migliori...
- Rosetta, va a vedere chi è alla porta.-
Con ubbidienza Rosetta andò ad aprire l'uscio di casa. Entrò un giovinetto contento e agitato.
- Mamma! Talia chi ci resi Don Vincenzo!- Era stato Angelo, che aveva tredici anni, ad entrare tanto festante dopo essere tornato dal bar dove lavorava. Tra le sue mani stringeva un grande panettone.
Francesco alzò gli occhi da quello che stava facendo e corse dal fratello maggiore, seguito a ruota da Francesca. Rosetta e lei posarono il panettone a centrotavola come una specie di monumento.
Sarina si avvicinò al tavolo con Carmela in braccio che aveva smesso di piangere incuriosita dallo stupore generale.
Perfino Donna Pina alzò gli occhi dal suo

[continua a leggere...]

   1 commenti     di: Simone Fiume


Ombre (prima parte)

La vetrina risplendeva di mille colori, e il nero del velluto si rifletteva sul bianco della seta lanciando ammiccanti occhiate agli acquirenti. Giacche, pantaloni, maglie di tutte le taglie sorridevano a coloro che passavano, immagini vaghe di sogni proibiti e forse troppo lontani per essere raggiunti. Il ragazzo stava in piedi sul marciapiedi, e le ombre che si proiettavano dalla vetrina s’incontravano sul suo corpo per disegnare forme incomprensibili agli occhi dei passanti; ma lui non se ne curava, forse nemmeno le vedeva, perso nei sogni dei vestiti che lo chiamavano, chiavi d’accesso ad un magico mondo di desideri e piaceri, piaceri che si concentravano in notti passate in una discoteca- il Karma- e lei che lo guardava e gli diceva mi piaci, ti voglio qui e subito e loro due uscivano insieme ed andavano a passeggiare sulla spiaggia, loro due soli, le mani che si sfioravano e allora non ci sarebbero stati né la spiaggia, né il traffico lontano che gridava né i pedoni che camminavano distratti e indifferenti ai pensieri altrui…solo loro due e lì, in riva al mare, il traffico che gridava ma era lontano, sotto una calma luna primaverile si sarebbero baciati e lei gli avrebbe detto- piano ma la sua voce avrebbe sovrastato il mare: “Ti amo”. Ma per tutto questo ci voleva il vestito, la macchina, l’ingresso per il Karma, e lui, mentre guardava la vetrina, pensava che ci dovesse essere un modo per procurarsi i soldi, e che chissà chiedendo a Trent forse ci sarebbe riuscito- e le ombre si allungavano, invadevano la strada che si riempiva sempre più di pedoni affrettati, con il sole calante che annunciava il sabato sera imminente- e per alcuni, per Eddy tra questi, anticipo della notte esplosiva di sogni, ambizioni e desideri che chissà se si sarebbero avverati.
Una macchina inchiodò, e Trent gettò il mozzicone di sigaretta dal finestrino prima di rispondere con un gesto annoiato al clacson che suonava dietro di lui “Perché ti sei fermato” str

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: Simone Mascardi



Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Nostalgia.