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Cos'era io non lo so

Era la pioggia che batteva forte sui tetti delle case.
Era un lamento che si faceva sempre più insistente lungo corridoi senza luce dove un bambino giocava da solo.
Era la sete e la fame insieme.
Era spiga appassita, era rosa calpestata.
Era il maleodorante odore di qualche bar che ho conosciuto.
Era il suono pigro di un telefono isolato. Il vento freddo, un camino ormai spento.
Tutto questo lo ricorderò per sempre.
Ero io e gli altri insieme.
Rinchiusi in recinti di ferro senza possibilità di uscita.
All'apparenza ci sembravano d'oro ma erano in realtà erano tristi rifugi costruiti per non dover guardare il mondo in faccia.
Era qualcosa a cui non ho mai saputo dare un nome ma che conosco come fosse un mio braccio.
Tempesta ora fuori da qui.
Discordia nel cuore.

 

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