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L'anello

La domenica pomeriggio andavamo con babbo, mamma e Isella, mia sorella, o al cinema San Marco o a fare una giratina a piedi.
Quella domenica avevamo deciso di andare al porto.
Babbo e mamma camminavano avanti e io con Isella, mia sorella, un po' indietro guardando tra le macerie che ancora ingombravano la Via S. Giovanni.
Una volta arrivati al porto, Isella mi fece un cenno di raggiungerla.
- Marcello, ti devo dire una cosa ma, mi raccomando, acqua in bocca. -
- Dimmi. -
- Mentre si veniva al porto ho visto un anello di ferro in terra. -
- Perché non lo hai preso? -
- Bravo! Se babbo e mamma ci vedono ce lo levano. -
- Allora come facciamo? -
- Allora, quando si ritorna, si rimane indietro e si piglia senza farci vedere. -
- Va bene. Ma poi cosa ci si fa? -
Per tutto il pomeriggio fantasticammo su che cosa avremmo fatto con quell'anello.
Isella voleva metterlo in camera sulla libreria io invece volevo giocarci nella corte con Enrico, il figlio della portinaia.
Finalmente ci avviammo verso casa.
Noi rimanemmo indietro e quando giungemmo dove Isella aveva visto l'anello mi disse.
- Io mi fermo per tapparti e te raccogli l'anello. -
- Va bene. -
Emozionatissimo mi chinai per raccogliere quel bell'anello di ferro ma, delusione, attaccato all'anello c'era un tombino di pietra di un quintale!

 

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