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Dancing Bolero

Ho deciso. Stasera mi sento proprio in forma e mi metto quello rosso un po' trasparente, scollato e con lo spacco, mi dico andando all'armadio, quindi sotto tutta nera con il reggiseno a balconcino, giusto per sostenermi un po'.
Quando si sono superati gli anta e si fa questo mestiere, si deve sempre avere cura di ogni dettaglio: la concorrenza è tanta e le giovani hanno armi affilate.

- Gabriella, stasera sei uno schianto - mi dice il barista, agitando un cocktail. Ma guarda da un'altra parte.
- Grazie Riky, prendo il solito -.
In giro le persone che cambiano ogni sera, rimanendo ossessivamente uguali.
Vado al piano dove Gianni sta suonando la mia preferita.
- Ciao Gianni, grazie del pezzo -.
- Lo sai che è anche la mia canzone e poi stasera, lasciatelo dire, sei super! -
- Non dirmelo anche te, poi finisce che ci credo davvero -.
Mi siedo accavallando molto le gambe, in modo da far intravedere qualcosa sotto, e aspetto che qualcuno si faccia avanti, sorseggiando il mio drink in maniera, spero, sexy.
La mia parrucchiera, confidente, estetista e amica mi ha sempre consigliato di mettere in mostra le gambe. Non hai un filo di cellulite e, se ti guardano quelle, magari trascurano di guardarti il collo. Lei dice bene, ma tutti lo guardano il collo, senza ritegno.
Pensare che volevo fare la ballerina classica e invece...
- Balli? -
Mi volto molto lentamente e quasi mi va di traverso il Mojito.
- Si, grazie -.
Mi precede sulla piccola pista e inizia ad agitarsi; lasciandomi il tempo per guardarlo nel buio rischiarato da brevi lampi colorati della musica dance.
Ha tutto quello che una donna cerca in un uomo, senza esagerare in niente.
Si parla un po', come sempre succede in queste circostanze, di tutto e di niente, a me non importa tanto quello che dice, ma come lo dice con quella bocca.
Gianni, sempre molto attento dietro le sue tastiere a quello che accade sulla pista, attacca un lento e Luciano, così ho saputo che si chiama, mi prende tra le braccia stringendomi delicatamente.
- Cosa ci fa una ragazza come te in questo locale? -
- Una maniera come un'altra di passare una serata -.
- Io, con te, ce le passerei tutte, le mie serate -.
Sono frasi fatte, parole scontate sentite mille volte, ma il modo che ha lui di dirle le rende nuove. Mamma mia cos'è questo brivido che sento sulla schiena? Non sono una studentella, ma stasera mi va di lasciarmi andare.
Luciano decisamente ci sa fare e mi accarezza la schiena con le sue mani asciutte e forti, io non resisto e gli cingo il collo con le braccia pressando quello che ho dentro il reggipetto sul suo torace.

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1 commenti:

  • Ellebi il 18/11/2017 12:47
    Non si può essere che delusi dopo aver letto l'ultima riga di questo breve brano, eppure è la prova di quanto esso sia ben composto. Complimenti e saluti

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