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Nasata

Il cambio di stagione è una di quelle cose che manda al manicomio.
Fa tornare indietro la merce invernale per fare spazio a quella estiva… il tutto in cinque ore massimo.
Compreso spogliare e vestire i manichini e fare l’intera vetrina.
A tal proposito la settimana scorsa accadde che per la prima volta fummo costretti a fare il cambio di stagione di sabato, quindi le cinque ore concesse di solito, dovevano essere per forza dimezzate.
Il panico aleggiava in me, nella mia irrequieta collega, ma soprattutto… nel vetrinista agitato come se fosse stato morso da una tarantola.
Mi sentivo come se partecipassi al gran premio di formula uno.
Pronta per la pole position… Go!!!!!!!
- Spoglia il manichino dagli abiti invernali, rivestilo con questo! No! Quella camicia la chiudiamo, no la apriamo, no la facciamo indossare. Corri, corri che quel bermuda lo mettiamo sulla pedana. No! Lo facciamo indossare… Mmm… che gambe orribili ha sto manichino. Ok lo appendiamo! ?" la voce del vetrinista era una raffica di cazzate.
Finito!!! L’unica cosa da mettere in vetrina sono i prezzi, ma siccome ancora non è ora della riapertura dedichiamoci alla fine sistemazione della merce negli scaffali.
Le ore erano passate in una volata e nessuno si rende conto che sono le cinque e mezzo del pomeriggio.
Come in una scena Horror, quando fa la sua apparizione il mostro che esce all’improvviso da qualche anfratto buio e nascosto… esce da dietro le tende del camerino il vetrinista tutto agitato che sentenzia l’ora come se fosse il taglio di una mannaia.
- Porca miseria i prezzi!!!
Li scrive con mano tremante di fretta… se fosse stato tritolo era da un pezzo che saremmo saltate per aria.
- Mè… li metti in vetrina?! Ma sta attenta a non toccare i manichini o la merce poggiata sulle mensole, la potresti far cadere.
Mi muovo flessibile come un serpente. Sembro una contorsionista che esegue il suo numero.
La gente si avvicina alla vetrina a curiosare e mentre mi giro di lato… DIMENTICANDOMI che per delimitare l’area “vetrina” c’è una parete in vetro..
Do ‘na nasata a quel vetro di merda!!!!
Rimango l’impronta del naso sul vetro. La testa mi gira, le lacrime agli occhi, la gente che ride da fuori, collega e vetrinista che ridono da dentro, mi scappa di ridere anche a me, ma fa troppo male. Mi si liberano le narici, perché non so se avete mai notato che quando date una botta col naso respirate meglio perché sembra che le narici si liberano e mi scende una lacrima.
Cazzo che male!!!!!!!!!!!

 

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5 commenti:

  • Bianca Moretti il 19/01/2012 17:06
    Ah ah ah, scusa se rido ma la nasata era la tua, mica la mia... per fortuna
    Dai, scherzo... Mi pare di vederla la scena ma immagino anche il dolore provato: tutti prima o poi lo abbiamo sperimentato. Comunque, mi piace il tuo racconto: divertente, conciso e ben scritto.
    Prova ancora Lup
  • Kable il 07/11/2008 13:59
    Ahaahahahahah
    I tuoi racconti son davvero divertenti continua a scrivere, il mondo ha bisogno di ridere
  • Anonimo il 12/05/2008 23:32
    hehehe... brava!!!!
  • luigi deluca il 07/05/2008 21:16
    poverina al danno... anche la beffa delle risate degli spettatori
    ti consoli il fatto che hai scritto in modo "brillante" senza sbavature e senza autocommiserazione, insomma senza errori di sorta, brava! gigi
  • alice di nanna il 07/05/2008 16:21
    meraviglioso! piaciuto!

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