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Racconti brevi

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La nostra vita

La nostra vita, così ridicola nella sua brevità, così insignificante da impedirci di comprendere il suo reale significato, possiede in realtà una potenzialità devastante, capace di ribaltare verità assolute e certezze inoppugnabili.
Creatori di un dio fatto a nostra immagine e somiglianza, lo abbiamo poi gravato di tutti i mali del mondo, relegando il bene in un'ipotetica vita ultraterrena, giacché non siamo stati capaci di trovarne anche solo un poco in questa.
Dopo aver creato un dio rimanendo però insoddisfatti delle sue risposte, abbiamo cercato di sostituirlo con un altro idolo, la scienza.
Anteponendo alla necessità della fede, alla quale avevamo affidato il compito di chiederci di credere senza capire, la necessità della logica che invece esige da noi lo sforzo di capire senza necessità di credere, siamo tornati al punto di partenza.
Non esistono risposte per le nostre domande.
Ci stiamo di nuovo sbagliando.
Il dio che abbiamo creato non ci ha dato risposte perché le uniche che sarebbe stato in grado di fornire avrebbero necessariamente coinciso con le nostre speranze, entrando così in un circolo vizioso nel quale il soggetto che poneva la domanda coincideva con quello che forniva la risposta. Così come è stato.
La scienza non potrà mai fornire risposte alle nostre domande, perché non esistono risposte, solo scelte.
Scelte che ognuno di noi dovrà compiere nel silenzio e nella solitudine della propria coscienza, senza l'ausilio d'inutili orpelli e d'ingombranti concrezioni.
Non per questo il mondo cesserà di esistere, diventerà solo un po' meno complicato.
Forse riusciremo addirittura a sognare.



Circe

Questa è la mia storia di Circe, o meglio di colei che pensava di essere sua vera essenza, il nome era un altro, uno dei tanti; non scorderò mai ciò che mi disse un pomeriggio afoso e stanco, quello che successe poi me lo disse un sogno... lei non la rividi più!!

Tempo fa, girando per le strette viuzze di Trastevere, poteva capitarti di vedere una donna seduta per terra a chiedere una muta elemosina, saresti stato catturato dal suo sguardo, intenso, senza tempo e profondo, ti ci saresti perso in quei grandi occhi scuri che ipnotici fissavano i tuoi e, immancabilmente, la mano sarebbe andata a qualche spicciolo trovato in tasca ed il grazie che, con voce quasi suadente e fanciullesca, lei ti rivolgeva quasi ti avrebbe invogliato a donare ancora per sentirla parlare.
Decisamente una persona strana e intrigante, t'instillava un desiderio di ascoltarla ma, si sa, la frenesia di tutti i giorni ruba il tempo e alla fine rimaneva solo il rimpianto per non aver soddisfatto la curiosità.
Finchè un giorno imposi alle mie gambe di fermarsi e mi sedetti di fronte a lei.. quel pomeriggio fui partecipe della sua incredibile confessione.
Sappi amico - mi raccontò- che giro per Roma tra il pulsare della città ma non sono una donna normale, io non sono erede di un'antica maga ma sua reincarnazione, ho visto secoli passare sotto questi cieli e sono sempre qui, piu eterna della Città Eterna, innamorata ormai di questi luoghi fino alla sofferenza...-si fermò un attimo scuotendo la testa e poi mi guardò, per un attimo ebbi la sensazione di essere in una bolla fuori dal tempo, solo io e lei, poi riprese a raccontare.
A volte mi chiedo il perchè di tutto ciò, ho reminiscenze delle vite passate ma quasi come fossero sogni e allora la mia certezza, venuta da chissà dove, vacilla!! Penso che sono solo una lunatica un po pazza, che forse dovrei fare come tanti altri, vivere di emozioni imposte o altrui, magari andare via da qui, ma non ci riesco! Ho un qualcosa dentro ch

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   1 commenti     di: Saverio


Correnti microscopiche

per adesso.. c'è un'interazione di campi elettrici. correnti microscopiche con origine di campo magnetico prodotto da materiali magnetici naturali.
Eli dice che si tratta di semplice innamoramento. dice pure che sono troppo complicata, perchè una cosa così non si è mai sentita.. che possa capitare. in casi come questi. io dico che c'è una interazione di campi elettrici. dico pure che è la stessa cosa. e che l'innamoramento non è semplice. immediato, sì.
.. è perchè io dico che c'è una ragione per tutte le cose, anche per quelle che sembrano senza ragione.
ma è perchè, a volte, uno ha un'idea strana di "ragione"...



La Bellissima Estate

C'è stato un periodo nel quale erano girati film nei quali i bambini finivano male in uno di questi, girato a Livorno e Castiglioncello, Lino Toffolo interpretava "il barone Rosso" un personaggio di strada che si vantava di essere stato aviatore.
Cantava: "E gira gira l'elica, romba il motor, questa è la bella vita la vita bella dell'aviator..." girava su una vecchia bicicletta con in testa un caschetto da pilota di aereo.
Si scoprirà che era solo un millantatore quando salirà su un aereo vero e confesserà al tragico protagonista di non aver mai volato...
Era un sabato pomeriggio del 1974, al cinema "Sorgenti" con mio fratello e mio nonno.



Centodieci in ricordo di Lino Toffolo



La partenza

Un mattino d'estate, dopo che l'ultimo ansimante sbuffare della locomotiva si fu del tutto spento nella soffice nebbia della campagna, mia madre con cui avevo condiviso tutta la mia vita, mi apparve in tutta la sua meravigliosa bellezza. Mi chiese se avessi preparato tutto. Pensai a lungo a tutte le azioni che avevo agito per riporre ogni cosa nel grande baule. Il mio primo giorno di scuola, il parto, la nascita di mio fratello, la morte di mio nonno, ogni cosa in un posto preciso, da potervi accedere con facilità. Lei guardò dove avessi riposto il parto, la mia metà, e sorrise davanti al mio agitarmi nel suo ventre. Il suo viso divenne d'improvviso triste. Mi chiese dove fossero i suoi sogni di madre. Sbottonai lentamente la camicia, erano legati ad un filo d'oro, sul mio petto. Per poter entrare nei suoi sogni anche dopo che dall'esistenza fosse stata liberata.

   4 commenti     di: Michele Loreto


Dove sei amore?

"Dove sei amore..?"
Cerco il tuo pensiero dentro me, ma il dolore mi soffoca,
fatico a respirare.. poi lo sento.."è il tuo? è il mio?"
Non li distinguo, non posso sentirli divisi, non esistono l'uno senza l'altro..
Stringo forte le mani, l'una nell'altra, fino a sentir pulsare il cuore tra loro..
è il nostro cuore, stringo fino a farmi male, forse sentirai il mio dolore, forse sentirai la mia presenza..
Cerco il respiro.. lo trovo in affanno.. ho bisogno della tua presenza per respirare..
Guardo il cielo,"Dove sei amore? non ti vedo! ho bisogno dei tuoi occhi per vedere.."
"Ascolta il cuore e mi sentirai.." lo ascolto, ma sento forte un lamento.. "ho bisogno del tuo cuore per amare!"
"Dove sei amore? Non mi lasciare!"
"Sono qui, sono dentro te"

   2 commenti     di: Giada..


Ladri di vita

Mi guardo intorno inquieto, come a cercare qualcosa.
Vedo le tante persone racchiuse nel singolo individuo che comunicano silenziosamente con le tante persone racchiuse in me. Sono immagini chiare e sfocate, fumo, nebbia, spettri di una coscienza collettiva dalla quale cerco di estraniarmi ogni volta che posso. Forse mi trovo all'interno di un ufficio. Devo fare qualcosa, ma ora mi sfugge.
Sono in fila. Nell'attesa mi accorgo di avere in mano una cartella rossa, liscia. Dà soddisfazione al tatto più di quanta ne dia il pavimento sotto i piedi. Ho anche un numero che certifica la mia appartenenza ad un ordine temporale forse già prestabilito dalla rotazione terrestre.
Provo un piacere sommesso e confortante nel passare un lembo del mio numero sulle tre zigrinature della mia cartella rossa. Mi accorgo che sto suonando una musica silenziosa che raggiungerà un crescendo e farà accadere qualcosa di inaspettato... Nessuno la sente, ma sentiranno sicuramente i suoi effetti e, secondo me, nulla sarà più lo stesso.
I miei occhi restano folgorati alla vista di un orologio quasi incastonato nella parete di una colonna.
Non ne capisco il funzionamento, non sembra appartenere a questo mondo. Il quadrante opaco, al posto dei numeri piccoli specchi di cui l'ultimo con cornice nera. Tre lancette identiche con punta di freccia partono insieme e progressivamente si distanziano prima di aver completato il giro. Avviene tutto molto rapidamente. Credo di essere il solo ad averlo notato e mi guardo intorno per sincerarmene. Non capisco cosa misura e non oso chiederlo a nessuno per il pudore di apparire tanto disinformato. Lascio correre, anche se ogni tanto occhi e pensieri tornano a curiosare ed a fare domande.
Guardo l'impiegata al di là del vetro... dall'altra parte tutti i colori risentono di un verdino pallido, forse le luci, forse le tinte dominanti, forse appartengono ad un'altra specie. Credevo fosse più giovane quella donna, forse il vetro, forse la luce,

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   3 commenti     di: glauco collini



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Questa sezione contiene una serie di racconti brevi, di lunghezza limitata all'incirca ad una videata