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Racconti brevi

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Il metodo dev'essere astrazione

ma ve lo immaginate, voi, il silenzio spettrale nella stanza di Hemingway dopo che particelle rosa di cervello hanno imbrattato il muro bianco dove stava appesa la testa di qualche animale impagliato? terribile, nevvero? non ci pensò su, Ernie. si fece saltare le cervella. doveva essere un uomo molto disperato. ora com'è che mi venga in mente quel bravo figlio d'un diavolo di Hemingway, non lo so. o meglio, lo so. Stefania Ralli s'è tagliata la gola due giorni fa. non è morta. la figlia Sara l'hanno presa in custodia gli assistenti sociali. il padre è un beone che bazzica il quartiere cinese. Stefania Ralli s'è tagliata la gola, ma non è morta. dicono che gli hanno dato quarantatré punti e che resterà sfregiata a vita nel collo. aveva un discreto collo. Stefania Ralli s'è tagliata la gola. era stanca, figlia mia. ma ha fallito. io non c'ho mica mai pensato davvero al suicidio. m'è balenato qua e là nella testa, certe volte, ma con impatto superficiale. Stefania Ralli s'è tagliata la gola. Stefania Ralli s'è... Stefania Ralli... cazzo, la vita è una cosa difficile.

mi viene incontro questo Domenico Quartarone, oggi "zi', c'ho na cosa grossa p'e mani e t'ho pensato a te. mi sa che t'interessa. ah, ma che ne sai, Stefania Ralli s'è tagliata la gola"
"Stefania Ralli?!"
"si. dicono che resterà sfregiata, la poverina"
"vita caina, Mimmo"
"già"
"ma cos'è sta cosa che mi stavi dicendo?"
"si tratta di tenere una rubrica su un giornale, settimanalmente"
"che giornale?"
"un giornale nuovo, 'il metodo dev'essere pura carne'"
"che rubrica?"
"una rubrica sulla politica e la società"
"non m'interessa la politica"
"tutto è politica, nino"
"e infatti Stefania Ralli s'è tagliata la gola e io c'ho n'assurdo mal di testa"
"tu la conosci la vita, celinio. devi scrivere di vita, nulla più e nulla meno"
"non m'interessa"
Hemingway era un cronista di guerra. Hemingway cercava il senso nel vedere un toro ammazzato sotto la violenza del sole. Stefani

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   0 commenti     di: Ferdinando


Il ritorno

la stanza era buia, filtrava soltanto una lama di luce leggera e il calore del sole, si facevano largo da una imposta semi chiusa.
Da fuori arrivavano rumori ovattati di auto e tram che passavano, di vociare di gente, di bambini che si rincorrevano giocando. la vita in strada, scorreva normalmente. Ma non per me, non oggi.. io aspettavo.
il tempo passava lento, il sole, che aveva riscaldato e illuminato l'esterno, fu soppiantato da una luce fredda di lampioni a neon, che rischiaravano man mano che il buio avanzava. Fuori dopo il caos del giorno i rumori si diradavano.
Sentii un girare di chiave alle mie spalle. un aprirsi di porta, il rumore dei suoi passi
cadenzati. Dissi "non accendere nulla, chiudi."
il suo profumo conosciuto da anni riempi la stanza.
arrivasti alle mie spalle, mi abbarcciasti dolcemente mentre mi baciavi il collo
il tuo alito caldo mi riempi le narici.. sapevi di caffè e fumo... fù come un brivido per me. mi dicesti " ti amo"
ed io reclinai lievemnte la mia testa sulla tua spalla. godendo di quell'attimo ritrovato.
dopo tanto tempo lontani. Quanto eri stato via, feci un calcolo veloce.. forse più di un anno. ma non aveva più importanza eri lì con me.
chiusi gli occhi e assaporai il momento. le tue braccia mi circiondavano la vita, avevo la gola asciutta per l'emozione. a ti dissi " siediti, parlami, racconta."
tu lo facesti, prendendo la mia mano
mi tirasti sulle tue lunghe gambe, seduti così come un ricordo ancestrale, cullandomi come una bambina, come se il dondolio ti aiutasse a ricordare.
iniziasti a raccontare del tuo ultimo viaggio, mi parlavi di posti lontani pieni di fame e di dolore, di guerre, mi dicevi dei pericoli passati, delle notti al freddo
dei massacri, degli appostamenti per poter fotografare tutto quello sfacelo di uomini e cose. quello era il tuo lavoro, di fotografo di guerra.. lo facevi per far vedere al mondo
quello che l'uomo avido e senza un Dio faceva ad altri uomini solo per potere e denaro. Tu ch

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   5 commenti     di: anna


La storia dell'umanità

La storia dell'umanità cominciò con un quiz: si doveva scegliere tra lo smog e l'aria pulita. Lo smog avrebbe portato con sé il godimento di tutte le comodità possibili e immaginabili, dimore calde d'inverno e fresche d'estate, conservazione dei cibi al riparo dalle muffe, spostarsi daun capo all'altro del globo restando comodamente seduti, un'infinità di aggeggi usa e getta, e poi il denaro... fiumi di denaro. L'aria pulita non prometteva altro che una vita a misura d'uomo. Sembrò troppo poco! E poi, l'aria pulita già c'era, mentre lo smog costituiva una novità, e il premio era alto. Così sembrò, allora. Sono occorsi molti anni perchè un manipolo di scienziati scoprisse che la risposta era sbagliata.



Caro lettore

per la serie, "patti chiari, amicizia lunga", è meglio se c'intendiamo già dall'inizio: io non sono il tuo prostituto intellettuale, io non sono la tua zoccola editoriale.
Io non prometto l'amore eterno mediante un groviglio arrugginito di lucchetti da ferramenta che deturpano il patrimonio architettonico e artistico italiano; non ti blandisco con assurde storie sentimentali, dove tutti si masturbano per anni prima di chiavare, finalmente, e si poteva farlo decenni prima! Però l'autoerotismo è più commerciale; io, prima di scrivere, non ero un comico o una conduttrice televisiva dalle grandi poppe stillanti latte o con la gonna che stranamente si straccia e si vede il pelo, o un raccomandato dallo Scilipoti di turno o uno stipendiato dal Vaticano travestito da monaco.

No, caro lettore, io sono soltanto una parte della tua dose di pesce settimanale. Sono Omega 3, magnesio, fosforo, qualcosa che nutre i tuoi neuroni.
Se non ti piace il pesce e preferisci il miele o le carote nere o il tiramisù, bè, ti basta un click e oplà, via il Moscone di torno!
Se invece vuoi fare la fatica di pensare, (al massimo poi ti prendi un moment), vorrei proprio parlare dei tuoi poteri, o lettore.

Perché ti conosco bene, amico mio, essendo un accanito lettore anch'io.
Tu hai il potere del VAFFANCULO.
Ti compri un volume a venti euro, attratto dalla copertina, dal titolo e dalle sinossi accattivanti stampanti sulle bandelle.
Leggi l'incipit e dici: "uhmm, niente male...", poi leggi tre pagine e ahia! C'è qualcosa che non va! Questo tizio mi aveva promesso un'avventurosa storia di spionaggio e comincia a rompermi le palle con questa digressione sulla storia della C. I. A: ma che cazzo me ne frega?
E dopo altre venti pagine di storia dei servizi segreti esplodi: ma VAFFANCULO! Vaffanculo te e la C. I. A.! Vaffanculo anche alle venti euro che ho buttato nel cesso!
Ovviamente il modo che hai di dire vaffanculo non è quello di un ubriaco in una bettola, ma ha lo stile d

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   1 commenti     di: Mauro Moscone


Memoria

Le foto non rapiscono l'anima dei soggetti.
Le foto rapiscono l'anima di coloro che le guardano.
Che ore sono? le 13. 10 e una manciata di secondi, esattamente otto in questo momento.
Continuo a guardare quella foto e non riesco a non tuffarmi in quelle sensazioni. Qualsiasi cosa appartenga al passato, che abbia fatto bene o abbia fatto male, fa parte del nostro passato per cui fa parte del nostro presente e farà parte del nostro futuro. Lo so. Cazzo se lo so.
Ma perchè proprio adesso? Domanda sbagliata.
Perchè ancora adesso?
Mi sento come se mi avessero infilato di forza nella lavatrice dopo una cena da McDonald's e avessero acceso la centrifuga. Per la sesta volta. Per la diciassettesima.
Cosa mi circonda? Nulla.
Ancora questa foto tra le mani e nessuna risposta dal cielo. È bastato un click per rimettere le cose dov'erano prima, ovvero da nessuna parte.
Tutta quella gente che mi aspetta. Nessuno ha la minima idea di che diavolo sta succedendo.
Perchè sta per succedere, vero?
Sai cosa ha il potere di infrangere una promessa? Il cuore.
Sai cosa riesce a darti la delusione più forte mai provata? Il cuore.
Un disagio così forte l'ho provato più o meno quella volta che l'infermiera mi esortò a infilarmi il termometro nel culo. Quanto era arrapante quell'infermiera.
Ho bisogno di bere, scommetto che papà ha lasciato il mobile degli scotch aperto.
Bingo! Via, giù tutto di un fiato.
Cielo sento il fegato abbaiare.
Un altro bicchiere.
Dove ho messo le sigarette? Trovate.
Sto per mandare tutto in cenere e la cosa più bella è che non me ne sento assolutamente in colpa. Anzi. Sento il bisogno di essere me stesso e mai come adesso sento la mia testa priva di merda. Chi prendo in giro? Non la testa. Il cuore.
Chiunque mi sparerebbe. Che dico? Mi spareranno.
Sto per distruggere il lavoro di una vita.
Tutto questo per una foto.
Sto per distruggere la vita di quelle persone.
Sto per distruggere la vita di quella persona.
Il castel

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   12 commenti     di: Guido Ingenito


Notti per parlare d'amore

Jack prepara i suoi esami, i primi da docente, una notte incontra sul web una ragazza, che segue il suo stesso corso, si chiama Mary Jane Ross, prepara proprio uno degli argomenti a lui cari.
Scopre che il " soggetto " delle sue ultime letture e scritture e studiato anche da Mary, si danno appuntamento il giorno dopo nella facoltà, per scambiarsi delle impressioni.
Mary Jane consegna un foglio a Jack, che risponde : Sai sto per partire per l'Australia.
Jack apre il foglio e trova delle parole che sono consuete nei suoi impegni e studi recenti, non pagati, sottolinea a Mary Jane, valgono solo un titolo che conseguito a sorpresa, soprattutto valgono una cattedra accademica, vediamo, continua Jack, leggiamo insieme.

Jack dopo avere letto risponde : È la solita traccia di questi studi.
Mary Jane aggiunge : Caro Jack stanotte verrò a farti visita come un fantasma per proporti le altre lettere, io sono già una tua studiosa, ho messo su tutta una serie di storie sulle tue avventure, ci raccolgo buoni voti a dire il vero, mi dicono che sei tu che crei per l'Università la " copia originale ", sei tu che riconosci con i testi le persone.
Jack sorrise e con calma saluto la ragazza aggiungendo: Si certo la visita di un fantasma sarà ed allora ti aspetto sveglio!!!
Verrò da te per fare l'amore- aggiunge- per farti sentire una bella canzone.
Erano le 2 di notte ed alla porta di Jack suona qualcuno, il cuoco apre e trova una busta con dei fogli, sopra c'è scritto leggi quello che racconta di te Mary Jane, che sei bello, affascinante, come i personaggi dei film.

Mary Jane e Jack si guardano sorridendo e si scambiano un grosso : siamo uguali stesse lettere, stessi personaggi, dice Mary Jane, io sono e resterò una studentessa, tu invece Jack, sei un docente, resta solo da sapere, conclude la ragazza, con tono garbato, se questi sono fantasmi o persone che scrivono, esistono veramente, oppure sono la tua scorta di professore, sono dei gentiluomini che danno un

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I quaderni di Lorella

19 Maggio piovoso
E si, questa giornata affannosa di maggio mi fa girare la testa e l'umore... il cielo e grigio e l'atmosfera pesante, carica per il nubifragio che sta per scoppiare. Già nella mia agonia non ci riesco più a pensare chiaro... chi sono? Perché sono? Che cosa dovrei fare con questa vita? Come mai sono così codarda da non farlo finita e incoscientemente cercarne sempre un motivo per camminare verso domani... un domani poi così brutto, uguale a ieri ingessata nelle mie scelte sbagliate... Mi ritrovo odiando la mia mamma per avermi portato alla luce... mia ha donato una vita che non avevo chiesto e che non lo mai voluta... è un'agonia... Inutile mentirmi che vivo per il piacere di vedere sorgere il sole, sentire il profumo delle dune fiorite o il sapore salmastro del mare... Si, sono tute queste cose mi piacciono e mi alleviano il dolore di essere... Ci ho provato di vivere come tutti, ho provato pure oggi, 19 di maggio del'anno tale, ma non sono io, sono una farsa... come fa uno a sentirsi così sbagliato e così a disaggio nello stesso mondo in quale tutti gli altri sono come il pesce nell'acqua, o perlomeno la maggior parte di loro?
Mi dicono che sono egoista e ingrata davanti alla fortuna di avere accanto una persona bella, intelligente, carismatica e con dell'umorismo... io, Calimero, con un fisico appesantito, con tratti grossolani, stupida e incapace di vedere oltre, con un carattere di merda e sopratutto EGOISTA...
E fa male, perché non lo penso così può anche essere che uno che è così non e capace di arrivarci e rendersi conto di come è per d'avvero... Non so come spiegarmi bene ma a mio avviso e tutto l'opposto, in senso che la mia così detta manchevolezza, stupidita ed egoismo sono date proprio da certi atteggiamenti che uno ha nei miei confronti. Sentirsi dire ogni giorno che manchi in qualcosa, che quello non va bene, quell'altro l'hai dimenticato, "mi hai mandato in giro con le ciabatte puzzolenti, odorale prima!" ... Odor

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   2 commenti     di: Simona



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Questa sezione contiene una serie di racconti brevi, di lunghezza limitata all'incirca ad una videata