Non ero che un fanciullo, di appena cinque o sei anni. Piccolino e vanitoso, ma col naso che a volte mi colava. Eppure da lo mio paese, ne la campagna d'intorno
me addentravo, con spirito guerriero, a raccoglier legna pe lo mio rione, pe fa na pira in onore de lo Santo Antuono. Non sempre, ma toccò anche a noi, de aver la pira più alta e bella, e questo anche grazie a me, misero pisello. Gli adulti, fra lazzi e vino, castagne e patate messe sotto cenere, brindavano e ci ignoravano, erano i re della festa, mentre noi bambini avevamo fatto il mazzo, e spesso, a me personalmente nemmeno na castagna m'era toccata. La storia si ripete, ce chi fa il mazzo e chi si intrallazza..
Alla fine gliel'ho fatta! Sono riuscito a far eleggere Guccini Presidente della Repubblica.
Mancavano poco più di cinquecento voti, ieri, così sono andato da ogni singolo grande elettore e gli ho chiesto di farmi il favore di disperdere il voto su Guccini.
"Chi vuoi che lo voti, si fa per burla!"
"Solo per la votazione di domani."
Sono riuscito a dirlo quasi a tutti, tanto non avevano ancora un nome su cui convergere. O scheda bianca o Guccini, cosa gli costava?
Li ho visti sbiancare quando il presidente ha cominciato lo spoglio: Guccini, Guccini, Guccini, ...
Hanno capito...
"Voto dal sen fuggito, più richiamar non vale."
Ora andiamo a Pavana...
Strappò di netto la carta argentata, aiutandosi con i denti,
quasi inghiottendo il fiocco blu.
Con un pugno sfondò il cartone rinforzato e con il piede allargò il varco, estraendo il delicato vaso di porcellana dalla forma quasi eterea.
Grugnì soddisfatto.
Aveva gli occhi come il cielo settembrino in una giornata di tramontana, gli stessi che aveva trasmesso ai quattro figli rimasti orfani prima del previsto; come ci fosse un tempo giusto per esserlo.
La sua specialità era la pasta ai formaggi; mi divertiva vedere i fili che si allungavano come prolungamento degli spaghetti.
L'ho sempre vista molto anziana, con occhiali spessi quasi da uomo, senza vezzo.
L'ultima cosa che ricordo di lei furono i calzettoni di lana, che faceva a noi nipoti, dai colori accesi: rosso, verde, giallo, blu, con un doppio rigo di colore diverso al bordo, in contrasto con la sua vita ormai scolorita nella casa di riposo.
Centodieci familiare
Tu già alle Superiori, io ancora alle Medie, mentre ti avvicinavi da giovane uomo alle tue esperienze nell'universo femminile.
Arrossivo nel vederti passare e di nascosto con una compagnetta di segreti d'amore, venivo a vederti agli allenamenti, perché dovevo rientrare a casa presto...
Tu, invece, eri preso dalle ragazze più grandi, già provocanti, che ti regalavano i primi rudimenti del sesso adolescenziale!
Ti amavo silenziosamente nel mio mondo incantato di bambina, con i suoi capelli lunghi fino alle spalle, le gonne da zingarella, le prime forme di donna acerba, ma così sognatrice...
Era scritto...
Un giorno alla fermata dell'auto, verso i miei 16 anni mi noti, ti ricordi forse di quella bambina che ti guardava in silenzio, mi vedi in un altro modo.
Vado alla Radio, sono una speaker, gioco a basket, vado in palestra ed al cinema... Tu hai già preso la patente e quel pomeriggio hai la macchina di tuo padre!
Piove, ho perso l'auto, sono bagnata, nonostante l'ombrellino!
Nel caos romano tu mi vedi ed accosti per chiedermi di salire...
Non ci penso tanto: sei tu, quello dei miei furtivi batticuore, salgo, ma poi mi pento, ho paura, mentri mi guardi dolcemente! Lì sono già tua, senza neanche che ce lo chiediamo, ce lo diciamo..., inizia la nostra storia d'amore, il nostro sogno, amore!
Era una fredda notte d’inverno e il piccolo appartamento di Celestino si trovava al settimo piano di un vecchio edificio d’appartamenti: appartamento numero, 72. Il ticchettio metallico della sua macchina da scrivere echeggiava nella notte:
Formica, torre, mare, vento, mandorla, divano, bicicletta, ghiacciaio, temporale, libellula, fontana, mattone, orecchino, albero, telefono, matita per gli occhi, calendario, piuma, sudare, amare, sognare, ascensore, candela, camminare, guardare, bambino, serpente, luna, tappeto, piangere, tagliare, raffreddore, nuotare, aspettare, frigorifero, blu, rosso e verde, palla di neve, cucchiaino, vacanza, solitudine, toccare, ferirsi, rospo, pettinarsi, giocare, gatto, incidente, asfalto, caldo, bagnato, secco, una montagna altissima, la rosa e una mela, fagiolo, zuppa di zucca, disegnare e fare il bagno, cantare, perdersi e ubriacarsi, marciapiede, taxi, biglietto per il cinema, imbroglione, pastore, sporcarsi, nave, crosta di formaggio, granello di sabbia, ombra, foglia, panino, scuola, gabinetto, fumo che esce dal camino sopra una casa in città, e baciarsi, forbice, russare, benzina, polvere, desideri inconfessabili, nuv
Qualcuno bussò alla porta. Celestino smise di battere a macchina. Si alzò dalla vasca da bagno, raccolse l'accappatoio da terra, se lo infilò, si strofinò e andò alla porta.
"Sì?"
"Scusi, ma sono le tre della notte!" disse una voce di donna.
Celestino aprì la porta.
"Questa volta ho portato la macchina da scrivere in bagno," spiegò Celestino e si sistemò l'accappatoio tirando per la cintola.
"Eppure il ticchettio della vostra macchina da scrivere si sente ancora!" disse la ragazza. Aveva sì e no vent'anni. Le unghie delle dita dei piedi erano coperte da uno smalto rosso brillante e addosso aveva una maglietta bianca che le arrivava alle ginocchia.
"Ho anche riempito la vasca d'acqua. Pensavo che così il rumore risuonasse di meno," continuò spiacente Celestino.
"È insopportabile!" esclamò l
L'Allegretti faceva onore al suo cognome, con la faccia cicciottella da bambina già molto sviluppata.
A volte credo mi prendesse un po' in giro, altre volte era invece molto carina con me, come con un fratello più piccolo.
Era la bionda della classe, e sembrava svampita. Il suo aspetto la classificava come la maggiorata, in più bionda con i capelli sotto le spalle e la zazzera alla Raffaella Carrà.
Nell'immaginario doveva essere per forza scema, ma non lo era.
Aveva due occhi grandi, di un celeste imbarazzante e due argomenti fuori misura per l'età, da futura mangiatrice di uomini.
Non era colpa sua se chi l'aveva disegnata l'aveva fatta così.
Centodieci scolastico
Questa sezione contiene una serie di racconti brevi, di lunghezza limitata all'incirca ad una videata