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Racconti brevi

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Ricordava, Ricorda, Ricorderà

L'Aquila così maestosa volava nel cielo limpido fin quando un brutto temporale la spaventò. Impaurita cercò rifugio e non trovandolo fu colpita da un fulmine, un fulmine nero e assetato di dolore.
L'Aquila cadde giù non riuscendo più a battere le ali : era in prenda al terrore.
Faceva freddo quella notte, quella notte così buia : nemmeno le stelle c'erano a farle compagnia con la loro lucentezza.
Risuonavano boati, lamenti, pianti.
L'Aquila era distesa giù , sotto la polvere non riusciva a vedere più niente : era cieca.
Dopo poco riuscì ad alzarsi, provò nuovamente a sbattere le ali quando finalmente un giorno riprese il volo ma qualcosa era cambiato.
L'Aquila non aveva più un posto dove volare, un posto dove riposare, gioire, piangere, amare. Si sentiva sola ed anche se provava ad andare avanti c'era qualcosa che non glielo permetteva.
Ad oggi, ogni volta che ripercorre "quella" notte, riprova lo stesso sconforto, la stessa paura, anche se gli anni passano questa sensazione la tormenta.
L'Aquila però è in grado di reagire, di non mollare, e spera davvero di poter tornare a volare nel suo cielo, più forte e sicura di prima portando sempre dentro di sè tutti coloro che non ci sono più , il ricordo e la consapevolezza di ciò che ha passato che mai nessuno potrà capire.
L'Aquila Ricordava, Ricorda e Ricorderà.

6 Aprile 2009 - 6 Aprile 2014 : L'Aquila Vola.

   5 commenti     di: Lunetta


Correnti microscopiche

per adesso.. c'è un'interazione di campi elettrici. correnti microscopiche con origine di campo magnetico prodotto da materiali magnetici naturali.
Eli dice che si tratta di semplice innamoramento. dice pure che sono troppo complicata, perchè una cosa così non si è mai sentita.. che possa capitare. in casi come questi. io dico che c'è una interazione di campi elettrici. dico pure che è la stessa cosa. e che l'innamoramento non è semplice. immediato, sì.
.. è perchè io dico che c'è una ragione per tutte le cose, anche per quelle che sembrano senza ragione.
ma è perchè, a volte, uno ha un'idea strana di "ragione"...



Il colore delle donne buone

Che strano e delizioso colore il rosa
Un colore forse femminile perché Rosa è un nome di donna.
Si racconta una storia sul come nacque questo colore... si dice che il creato fosse divenuto troppo cattivo. Per questo sulla terrà il colore preponderante era il rosso; il colore del sangue umano versato nelle lotte degli uomini.
Una donna buona chiese al suo angelo di fare qualcosa perché non ne poteva più di quel colore. Per quanto gli uomini si lavassero le loro mani rimanevano tinte di rosso sangue.
L'angelo allora l'accontentò e disse: Donna buona non posso far diventare buoni i cattivi né obbligare i violenti a essere miti. Quello che posso fare è rendere l'amaro meno amaro, il rosso meno rosso.
E detto fatto fece cadere sulla terra neve bianchissima che si mischiò al sangue e fece nascere figlio meticcio del bene e del male questo nuovo colore.
Donna buona qual'è il tuo nome? Chiese l'angelo
Mi chiamano Rosa rispose
Allora Rosa sarà il nome di questo colore... Il colore delle Donne buone.



Avvelenami il sangue

Sono sdraiata sul mio cazzo di divano in pelle finta, sudore misto ad alcool misto a nicotina, misto a fenciclidina, quella merda di cane sta pisciando di nuovo la lampada troppo fottutamente moderna per tutto il resto che la circonda, quello stronzo fottutissimo di Ramon tarda ad arrivare, sarà ancora da sua moglie a leccarle il culo per convincerla che non ha nessun altra a parte lei.
Le ore passano lente, strani anfibi percorrono il mio parquet, inseguono grossi pesci e li mangiano avidamente, sudore misto ad alcool misto a nicotina, misto fenciclidina, misto a ketamina, Ramon non arriva, sarà ancora con la moglie a convincerla che il suo uccello lo usa solo per lei.
I pesci nuotano nella pozza del mio sudore alcolico, sono madida, sporca, troppo fatta per riuscire ad aspettare ancora per un'insana chiavata, compongo il numero di Ramon,
risponde la moglie, devo aver composto per sbaglio il numero di casa. Improvviso : "Salve servizio di moquette Dermur per 20 dollari mettiamo la moquette ad una camera e per 39 dollari e 99 mettiamo la moquette a tre camere a metà tempo, normalmente è una cosa che costa 40 dollari."
"Ora mio marito non c'è, si occupa lui di queste faccende richiami un'altra volta", risponde l'idiota.
Riappendo la cornetta consapevole che quel fottuto bastardo di Ramon non è a casa e non è nemmeno qui da me, questa volta compongo il numero giusto. Squilli al vuoto sempre quella vocina della segreteria, apatica senza un'enfasi particolare, le voci degli altoparlanti le chiamo io, quelle voci prive di interesse, di persone che hanno venduto la loro massima forma d'espressione col solo risultato di trovarsi sole in una stanza a ficcarsi due dita in gola per sentirsi migliori.
Ecco quel figlio di buona donna di Ramon, ha fatto 2 ore di ritardo il fottuto bastardo, viene verso di me, mi blocca le braccia che sferrano schiaffi e mi assesta un pugno allo stomaco per bloccarmi le gambe, mi scopa per la restante ora, poi prende e v

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La scelta di Stefania

Stefania non si era mai completamente ripresa dal grande incendio che aveva devastato i Laboratori di Biologia Stellare dell'Università di Bologna, un rogo spettacolare a cui era sopravvissuta per un soffio, ma poi era stata afflitta da una tosse tremenda, qualche lieve miglioramento, non una reale guarigione, anzi le sue forze si erano a poco a poco affievolite fino a cessare del tutto... Dall'inizio dell'estate all'inizio dell'inverno erano passati circa 6 mesi e Alberico che assisteva commosso ai funerali alla Certosa calcolò che lei era la terza vittima tra i sopravvissuti al fuoco, i primi due erano stati seriamente ustionati ed erano più morti che vivi. Per Stefania la cosa era diversa, era come se fosse tornata alla vita in un corpo non suo, ne aveva sentito tutte le nuove ramificazioni e con stupore aveva scoperto di vedere colori strani che non aveva mai visto prima, difficili davvero da descrivere, ma caparbiamente aveva dato loro un nome, posidonia, uno strano miscuglio tra blue, marrone e giallo che si presentava con un profumo di alghe lievemente marce, scintilia, una via di mezzo tra il rosso e il verde purissimo di uno stagno, le cose belle, i sorrisi erano fatti di scintilia e ancora mimolia, un incrocio tra il giallo e il nero... gli istanti della vita e della morte erano fatti di mimolia...
Se avesse avuto più tempo ne avrebbe descritti tanti di più, ma le sembrò che già così fosse sufficiente.
Da quando dopo l'incendio era molto cambiata la società ed era andato al governo del paese il partito mistico del Carmelo, queste sue visioni o fantasie erano guardate con ammirazione, incoraggiate come un percorso iniziatico di cui dare ogni giorno preziosa testimonianza e questo proprio non le andava. Era andata a trovarla il leader del partito con il suo entusiasmo giovanile voleva ascoltare vecchie storie, sentire vecchie zie... era un po' noioso davvero aveva un'aria molto molto posidonia. Finché un giorno si paragonò al sindaco santo La

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Resto o vado via

"Lu, c'è qualcosa che non va? Se ti scoccia stare qui possiamo anche andare da un'altra parte.. ormai il nostro dovere l'abbiamo fatto, abbiamo presenziato." Disse Pablo sfoggiando quello sguardo complice di cui lui solo era capace e che avrebbe fatto sentire al sicuro il più feroce degli assassini.
"Dai, stellina, prendi il cappotto, facciamo un giro; in macchina ho una bottiglia di vino che ci aspetta."
Gli rivolsi un cenno di assenso e un sorriso appena abbozzato, mentre cercavo di infilare la giacca troppo leggera imbavagliando i sensi per buttare giù l'ultimo sorso di vodka in fondo al bicchiere.
"Ti aspetto fuori", gli dissi, mentre si apprestava a procedere con i convenevoli.
Uscii dal locale senza salutare i pochi conoscenti della festa, l'alcool e la musica martellante avrebbero celato senza sforzo la mia assenza.
La pioggia finissima di quel sabato sera di ottobre mi raggiungeva a stento sotto la tettoia del pub, regalandomi una piacevole sensazione di ritrovata intimità con il mio sentire frastornato dietro alle palpebre pesanti; non mi andava di tornare a casa, pensavo solo a questo, quando la mano inconfondibile di Pablo si strinse con scherzosa decisione intorno alla mia, facendo cadere sul selciato ciò che restava di una Camel Blu sporca di rossetto.
"Piantala di avvelenarti", disse.
"Da ragazzina dicevi che non avresti mai fumato."
"È perché ero una piccola moralista."
"Lo sei ancora in fondo, per questo ti voglio bene."
Qualche minuto dopo era già passata un'eternità. Non avevo più bisogno di bere, ma sentivo che potevo riempirmi di tutto, delle colline che si rincorrevano fuori dal finestrino dell'automobile, della radio che stavolta suonava solo per me, di quel meraviglioso silenzio tra noi.
Ci accostammo in un piccolo parcheggio che dava su un parco giochi, dove intravidi dietro allo scivolo una coppia di adolescenti che si scambiavano un bacio infuocato, incuranti della pioggia e del resto del mondo. Sorrisi e mi acces

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   1 commenti     di: Venere Storpia


Ogni emozione è arte, vita

Dolce.
Inizia tutto da una leggera pioggia, che battente scende dal cielo posandosi sulle mie non lisce gote, infiltrandosi all'interno degli angoli perfetti dei miei occhi, s'è posata sulle orecchie ed ha scomposto i miei capelli, divenuti neri anzichè castano chiari. Ed è lei la fonte di tanta creazione e vita tanto la desideravo. Gocce d'acqua e amore sfiorano il mio corpo, lo cedo volentieri a loro, tanto sanno che avevo voglia di loro in questi giorni di solo Sole e cielo pulito.
Nei passi dove si confonde l'assoluta convinzione di un sorriso spiegato lungo la strada, dove un gatto delizioso all'aspetto cerca rifugio sotto un'auto, dove delle minute onde si sviluppano su una pozza d'acqua, ora sta riflettendo il tuo volto mentre continuo a proseguire.
Cade solenne, la terra ne è avida, le piante l'attendono inpazienti.
Ora il Sole è più alto, ma è nascosto dalle nuvole grigiastre che non si decidono a concludersi in tempesta. Proseguo solo lungo la via col tuo pensiero costante, un sorriso deciso e forte, magari anche una perfetta decisione mia, di me stesso, e per me stesso.
Il mondo corre - deve farlo purtroppo - ma c'è qualcuno che ancora, come me, continua ad andare piano, a piedi sotto la pioggia fine e tenera. Non so resistere proprio a creare la vita.
Mio acquisto oltre al caffè, delle calle rosse e rosa, e le pianterò subito, finchè c'è luce solare.
Esatto perchè non resisto difronte alle forme espressive della vita, mi donano emozioni allargate, sensazioni e brividi lungo gli occhi, essi si saziano di ogni visione.
Or dirigo il mio minuto corpo che ingrassa, verso la mia fede e la cattedrale risplende adornata da quei disgustosi ponteggi che ne rovinano l'esterno ormai da anni. Ma io vedo quella luce bianca illuminarla, e la pioggia si posa ora sui suoi gradini, ed io salgo piano pregando di già. Ecco spengo l' ipod, chiudo l'ombrello ed entro nel Tuo mondo Maria, con te parlerò oggi.
''Grazie di avermi creato co

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   5 commenti     di: Giuseppe Tiloca



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Questa sezione contiene una serie di racconti brevi, di lunghezza limitata all'incirca ad una videata