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Racconti brevi

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Dal mio cardiologo

Andare dal mio cardiologo mi fa sentire bene. È un viaggio nei cinque sensi, nei colori, nell'arte, nello spirito della Terra, nella musica più colta e raffinata.


Il mio cardiologo è un musicista, suona il sax e ama il jazz. Il mio cardiologo è un uomo sulla cinquantina dai capelli ricci e rossi, sempre gentile, educato e sorridente. Un garbo d'altri tempi. Provo ammirazione per il mio cardiologo, era da tempo che ormai non provavo ammirazione per qualcuno.


Entrando nel suo studio-appartamento cambiano le coordinate. Non mi trovo più in una piccola città siciliana ma, come Alice, mi sento catapultato in un Paese delle meraviglie, un connubio di colori, forme e suoni che ritemprano corpo e anima.


Le stanze sono colme di oggetti ricercati con amore, di poesie, di quadri primordiali, tra i vari cd ritrovo Miles Davis, il pavimento decorato con deliziosi gechi, gli strumenti del mestiere quasi scompaiono al cospetto di tanta armonia.


Osservando le mille meraviglie del suo studio, mi viene in mente un nome: Kon-Tiki. La zattera usata dall'esploratore e scrittore norvegese Thor Heyerdahl che nel 1947 attraversò il Pacifico dal Sud America alla Polinesia allo scopo di dimostrare che la colonizzazione della Polinesia poteva essere avvenuta, in epoca precolombiana, da popolazioni del Sud America. Non so per quale motivo penso al Kon-Tiki, forse perchè anche il mio cardiologo è un esploratore, esplora il cuore del Mondo.


Il mio pezzo preferito è una scatola rettangolare in pietra intagliata proveniente dall'India o dal Nepal, è uno degli oggetti più belli che abbia mai visto in tutta la mia vita, esprime amore per la vita e per la morte, sembra fluttuare sulla bella scrivania colma di meraviglie. Poi, nella stanza dell'ecocardio, uno splendido mobile in lacca rossa, uno spettacolo per gli occhi.


Nella stanza del tapis roulant, poggiato su una scrivania, un libro di poesie dove figurano importanti personalità della mia città. Nell'a

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   4 commenti     di: vincent corbo


Attitudine

Le ho detto di entrare e di mettersi comoda.
Ero già ubriaco. Lei invece a prima vista mi è parsa completamente sobria.
Ma questo non è un problema perché ciò che davvero conta è che io abbia i sensi e la mente offuscati, non lei.
"Si può fumare qui?" Mi chiede. Le dico che si può, in realtà non ne ho la più pallida idea.
Non è la mia stanza questa.
Allora si siede sul letto, io sto su una poltrona mezzo scassata proprio di fronte a lei che armeggio con il treppiede. Faccio finta. Mi trovo in difficoltà, giro e rigiro le manopole senza un fine ben preciso perché in realtà sto guardando lei.
Infila una mano dentro la tasca del montgomery nero e tira fuori un pacco di Philip Morris, sfila una sigaretta e se la porta alla bocca. Sono istanti, sono secondi talmente fugaci che forse non dovrei vederli. Eppure le sue labbra che si aprono e poi veloci si richiudono attorno alla sigaretta, le piccole rughe che compaiono ai lati della bocca, i denti che intravedo appena, tutto quanto si scaraventa veloce dentro i miei occhi. Ha le labbra che rapiscono. Questo penso. E mi hanno rapito a tal punto che le mie si aprono insieme alle sue. Quando me ne rendo conto le richiudo subito e guardo in basso, guardo i miei piedi scalzi quasi come volessi nascondermi e nascondere quel gesto. Sono proprio ubriaco.
"Oh che stupida.. tu ne vuoi una?" Alzo la testa, la guardo. Si, la voglio. Ha tolto la sua dalla bocca.
Prende di nuovo il pacco che aveva lasciato sul letto e lo lancia verso di me. Alzo il braccio per prenderlo ma lo manco, si schianta contro il muro bianco alle mie spalle.
É allora che ride. Dice che qualunque cosa io abbia preso vuole prenderla anche lei.
"Non ho preso droghe. Ho solo bevuto..". Mi volto per raccogliere le sigarette, tengo il pacco stretto nella mano.
Poi mi alzo e vado verso l'unico mobile presente, di fianco al letto, prendo in mano la bottiglia e la allungo verso il suo corpo.
"Scusa, non ho bicchieri".
"Rum?" Ha un sorriso

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   2 commenti     di: Sonia


On Air

Luce verde
On Air
Sam: "Buonasera a tutti, benvenuti al..." pausa "Benvenuti al Sam alone night radio!"
Sam: "Cominciamo subito col primo brano? Lo so, lo so che siete stanchi è notte, quindi? Cosa ne dite di una bella ninna nanna?" ride"Eccovela!" brano- Lullaby- Cure-

Sam: " Sono qui... questo brano è abbastanza sensuale nonostante Smith, con tutto il rispetto, non è che mi faccia impazzire" ride"Lei invece, ecco, lei per esempio è la sensulità in persona.
Immaginate amici, immaginate per un attimo di trovarvi distesi al sole come lucertole, immobili sugli scogli che seppure lisci son sempre sassi, che state per rialzarvi dopo minuti interminabili ad arrostire, mentre non sapete per un attimo dove siete e se state dormendo.
Ecco in quel momento mettete a fuoco un viso davanti a voi, come una secchiata d'acqua fredda, ecco cosa intendo.. lei è per voi ora il risveglio morbidamente violento dall'intorpidimento mentale e anche dal mio se posso osare. Melliflua e seducente. Posso sembrare azzardato e maledettamente bugiardo, ma io conosco quella sensazione ed anche il volto che me l'ha rubata. Si, perché nell'attimo in cui realizzi che il sogno esiste ed è di carne, esso stesso ti ruba il desiderio di sognare, diviene il sogno stesso e la sua negazione... tutto è amore? Forse si, anche solo la sua idea, anche solo il suo odio..."brano-All is full of love-Bjork-

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Sam: "Non sono in buona stanotte, forse vi sembrerà il contrario, ma invece sono stanco, stanco morto e forse questo brano vi farà comprendere cosa provo mentre guardo la pioggia rigare i vetri spessi di queste finestre sospese nel tempo " brano-Supper's ready- Genesis-

Sam: "Scusate, scusate ne avevo bisogno, dovevo farvi ascoltare quel brano, dovevate comprendere come sia distorto il mio pensiero nel cercare di comunicarvi questa notte, di farvela guardare negli occhi, di farvela tenere tra le mani... volete ancora conoscerla? Volete sapere cosa succe

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   21 commenti     di: laura cuppone


Il ragazzo astuto (parte seconda)

Quando il ragazzo tornò a prendersi il sacco, ringraziò e partì. Arrivato nella foresta disse, sedendosi sotto un castagno "Finalmente ho chi mi prepara la cena, mi accende il fuoco, mi lava i vestiti. Da stanotte comincia la bella vita!" E così cantò: da un chicco di grano un gallo, da un gallo un gatto, da un gatto un cane, da un cane una cavalla, dalla cavalla la figlia del padrone... Slegò il sacco e disse: "Su bella, esci, accendi il fuoco e preparami la cena..." Ma invece della ragazza uscì il lupo feroce, che con un morso gli staccò il naso. Allora il ragazzo fuggì nel bosco. E più correva il ragazzo, più correva il lupo, e più correva il lupo e più correva il ragazzo. Tanto che se non si son fermati, corrono ancora in giro per il mondo e forse qualcuno di voi li ha incontrati...

   3 commenti     di: Dilaila Bella


Tanto per i fantasmi del passato non c'è più niente da fare

Lei usava frasi fatte tipo "mi ha sedotta e poi abbandonata", ma non approfondiva, forse per non ricordare o per non dare troppa importanza ai propri ricordi. Mi disse solo che lei ne era innamorata, davvero, perdutamente. Lui da un giorno all'altro sparì dalla sua vita, senza darle nessuna spiegazione. Lei ci rimase maledettamente male. Allora pensò che il modo migliore per reagire fosse quello di odiarlo visceralmente perché a dimenticarlo semplicemente no, proprio non ce la faceva. Ma si sbagliava l'odio non le servì a nulla. Anzi, più passava il tempo e più il rancore la consumava dentro. Passarono un po' di anni e lei si decise a elaborare quello che considerava un vero e proprio lutto.
Recuperò il suo numero di telefono e dopo tutti quegli anni lo richiamò. Lui la riconobbe quasi subito. Parlarono di quei tempi, cercarono di chiarirsi... Christina si sentì subito meglio, ma per lei non era ancora abbastanza, lei sentiva il bisogno di rivederlo, di parlargli a quattr'occhi. L'uomo in questione era un po' titubante sul da farsi. Passarono altri mesi. Poi lui iniziò a chiamarla. E chiamata dopo chiamato decisero di rivedersi. Ma per lei l'incontrarsi era abbastanza complicato, allora stava già con quello che oggi è il suo ex marito; il quale doveva, per lei, rimanere all'oscuro di tutto.
Non si dilungò molto sul come o perché ma mi disse che un paio di giorni prima dell'appuntamento tra lei e quel suo amore giovanile quello che allora era suo marito "li scoprì"! Non la prese per niente bene e le fece una scenata di gelosia, lui che non era mai stato geloso, incredibile! Ma lei sembrava intenzionata a procedere con i suoi propositi di "fare pace con il proprio passato". Ma proprio il giorno del loro appuntamento, suo marito reclamò la sua presenza accanto a lui. Lei avrebbe tanto voluto trovare una scusa per non raggiungerlo, ma non ce la fece. Christina era abile nell'occultare la verità ma non nell'arte della menzogna vera e propria.

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   0 commenti     di: frivolous b.


Una sera di marzo

Alla fine, una sera di marzo, con una primavera ancora mezza addormentata e ancora mezza sveglia, ho oltrepassato il giardino pieno di narcisi fioriti, crochi ormai chiusi per il buio, giacinti coloratissimi, tulipani, e piante molto più grandi, dalla foggia esotica, della grande villa e mi sono presentata alla festa.

Non mi aspettavano, del resto io manco ci volevo venire. Non ho più bisogno di farmi vedere io, perché non ho più nulla da dimostrare. Appena ho messo piede nel salone le sciacquette da quattro soldi, lì presenti, hanno iniziato a spettegolare tra loro al mio indirizzo, e i distinti signori a rizzarsi in tutti i sensi.




Quando ero più giovane ho partecipato a tante feste; quasi una per ogni sera della settimana, ma mi sono stancata subito di quella "bella vita"; mi è venuta subito a noia. Però di tanto in tanto mi piace "ricapitare" ai grandi ricevimenti, perché mi rassicura l'"immobilità" degli altri, e per un altro motivo, più intimo, segreto, una speranza segreta, ovvero quella di essere in qualche modo sorpresa da qualcuno di vagamente sorprendente.




Quella sera di marzo il tedio mi stava letteralmente uccidendo, in una maniera indicibile. Certo ho avuto anche io le mie belle distrazioni. Soprattutto con il giovane figlio dell'ambasciatore brasiliano; un giovane torello dalla pelle magnificamente marroncina, così caldo passionale, in quelle fredde stanze aristocratiche, che mi ha risvegliato una passione selvaggia e femminile che davvero pensavo del tutto estinta in me. Invece il capo procuratore catanese, capo procuratore di non so che, con la sua parlantina esagerata non faceva altro che stordirmi! Avevo bisogno di prendere una sana boccata d'aria fresca, così ad un certo punto, ho deciso di uscire su uno dei balconi. E mentre ero di fuori e da sola che mi sventagliavo con il mio inseparabile ventaglio spagnolo, nel momento centrale della festa, infrangendo ogni etichetta, come mio solito, sono stata

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   2 commenti     di: frivolous b.


Antica-mente6

La mamma, fiorendo bellissima nella sua maturità, affrontava da sola la morte dei nonni, i miei successi scolastici, la vita movimentata ma tranquilla dell'albergo, i miei primi amori finiti e inutilmente cercava di allontanare da me quel fantasma... il fantasma dell'abbandono. Io crescevo ed aspettavo che, anche se vecchio, il mio papà smettesse di costruire e tentasse con umiltà di fermarsi con noi. La notizia della sua morte accidentale ci unì ancora di più. La base di uno dei pilastri di quei ponti da lui amati era crollato ed egli era lì, con lo sguardo rivolto al cielo, a quel cielo che aveva sempre cercato di raggiungere, sollevando da terra i suoi ponti. E fu in quella terra amata che fu sepolto con gli onori degni di un capo tribù. Lentamente la bellezza sfiorì dal volto della mamma, il sorriso scomparve dai suoi occhi, dalle sue labbra... cominciò a rifiutare le allegre compagnie di gitanti che la domenica fluivano nei viali del nostro albergo e sedeva su quel terrazzo, dove tante volte si era stretta a Guido... sedeva Chiara, in solitudine, fissando lo scorrere delle stagioni su quella immutabile campagna... ed anche lei non si sottrasse al suo destino:si sporse lentamente dalla balaustra di pietra e si lasciò cadere tra i suoi amati fiori... i suoi occhi fissarono per l'ultima volta il cielo... si era riunita a Guido...

   8 commenti     di: soffice neve



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Questa sezione contiene una serie di racconti brevi, di lunghezza limitata all'incirca ad una videata