PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Racconti brevi

Pagine: 1234... ultimatutte

Viva la pace

Faccio presente a tutti gli autori che li stimo e li rispetto in egual misura, non amo essere messa in mezzo a diatribe che giudico banali. Consiglio vivamente di non riempire il sito con inutili battibecchi utilizzando lo spazio del commento, ma di utilizzare i messaggi privati per avere chiarimenti quando sorge un battibecco fra autori.
Secondo me un sito non perde di qualità per le opere pubblicate anche se alcune non sono pregiatissime-tra le quali metto anche le mie poesie-ma per la volgarità espresse nei commenti, a volte pieni di insulti. Dico solo questo: partecipando a concorsi letterari, ho modo di incontrare tante persone di tutta Italia e mi fa piacere dire che pubblico su poesie e racconti e su altri siti, solo che ieri ho ricevuto una telefonata di un poeta molto noto nel campo letterario , mio amico, il quale si è collegato su pr e ne è rimasto deluso nel leggere tutta questa guerriglia e le nefandezze che vi circolano... scusatemi la franchezza. Cercate di appianare le vostre divergenze, pacificamente, se è vero che vi piace lo scrivere, la poesia, dovete volgere l'animo solo al diletto che donano, insomma utilizzare l'arte per rendere migliore questo mondo che mi pare faccia proprio schifo.
VI VOGLIO BENE E VI ABBRACCIO:viva la pace!



Processo a Dio

Verbale N 6019 Data 09/03/2050


"Lei giura di dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità? Dica lo giuro."
"Lo giuro"
"Si limiti ad esporre i fatti, cosa è successo la notte del 23 Gennaio del 2040 Signore?
"Beh, un'onda solare ha colpito l'America provocando un milione di morti sul colpo, le persone non esposte direttamente hanno accusato sintomi da fotosensibilità acuta e in seguito si sono ammalate di tumore alla pelle"
"Di quante persone stiamo parlando Signore?"
"Del resto della popolazione Americana"
"Continui Signore, fino alla fine"
"Beh, l'America, con i suoi pochi esponenti superstiti ha subito pensato ad un attacco terroristico, ed ha convocato una assemblea generale per fare il punto della questione..."
"La prego non si interrompa esponga tutti i fatti"
" L'assemblea generale ha riunito i capi di tutte le nazioni, i ministri e gli ambasciatori sono accorsi da tutto il mondo per escludere qualsiasi implicazione nell'immane catastrofe. I problemi sono sorti quando sono state visionate le immagini ricevute dal satellite Omega, l'unico ancora funzionante dopo l'ondata elettromagnetica"
" E ci dica cosa evidenziavano queste immagini?"
" Le immagini mostravano come l'onda aveva distrutto il suolo Americano, e dove era stata letale"
"Ebbene quali erano le zone dove l'onda si è dimostrata letale e soprattutto che forma, la suddetta onda, ha delineato sul suolo degli Stati Uniti d'America?"
"La forma di una croce"
" Molto bene, e questa croce ricorda in qualche modo la croce sulla quale è morto Gesù, il figlio di Dio?
"Si"
" E Lei Signore in che rapporti si trova con Gesù, figlio di Dio?
" Io sono il padre di Gesù"
"E sbaglio se affermo che Lei e Gesù siete la stessa persona?"
"No non sbaglia"
"E ancora, sbaglio se aggiungo che L

[continua a leggere...]



Il ragazzo astuto

C'era una volta un ragazzo che girava il mondo in cerca di fortuna. Un giorno arrivò alla casa di una vecchia e le chiese un pezzo di pane. "Il pane non è ancora cotto" disse la vecchia. Allora datemi un po' di farina, le rispose il giovane. "La farina non è ancora macinata!" aggiunse la vecchia. Allora datami un po' di grano chiese nuovamente il ragazzo. La donna perse la pazienza e gli buttò un chicco. "tienilo!" urlò. Il ragazzo ringraziò, mise il chicco nel sacco e si allontanò dalla fattoria.
Arrivò la sera e il giovane chiese ospitalità in una corte agricola. "Si, si" risposero. Ma ho un compagno, aggiunse il ragazzo. "Quale compagno?" Questo chicco di grano. "Beh, per un chicco di grano... Dissero. "Lo metteremo sulla tavola: " Misero il chicco di grano sulla tavola e se ne andarono a letto.
La mattina presto, la padrona aprì il pollaio ed il gallo saltò sulla tavola, trovò il chicco di grano e lo beccò. Il ragazzo si alzò, si pettinò e si mise in ordine, poi disse: "Voglio il mio compagno!" "mi dispiace, il gallo se l'è mangiato... ma non importa, abbiamo il granaio pieno di chicchi di grano, gliene darò uno dei miei" disse la padrona di casa. "Eh no!" esclamò il giovane. Voglio il galletto, voglio chi ha mangiato il mio chicco di grano! Insomma fu tanta la sua insistenza che gli diedero il gallo e il ragazzo continuò il suo viaggio.
Passò vicino ad una casa e si fermò a far due chiacchiere con la massaia. Alla fine le chiese: "Sposa, mi custodite un po' questo gallo che devo terminare un impegno?" Guardatelo con cura, sarò presto di ritorno. "Certo, mettetelo nel cortile e quando ripassate lo riprenderete."
Il ragazzo non aveva ancora girato l'angolo che il gatto, fiutava un gallinaccio forestiero, lo inseguì, lo morsicò e se lo mangiò lasciando solo le penne. Il ragazzo, al suo ritorno disse: "Voglio il mio galletto." "Mi dispiace, ma il gatto se l'è mangiato... Ma non importa, abbiamo un altro galletto" disse la signora.

[continua a leggere...]

   7 commenti     di: Dilaila Bella


correvo

Correvo, un platano attendeva al mio riposo sotto casa.
Irte braccia con cascanti movimenti cercavano di elargire un sollievo inaspettato. Freddo montano sferzava una giovane vita smaniosa di viversi.
Vagabonda pascolava in attesa di donazione a bimbi pallidi e inermi, una giovane senza pretese di cultura manifesta.
Correvo, verso la vita matura non avvezza a dolori umani.
Bionda, piccina confessa su carta bianca seduta su vecchi banchi ammuffiti: violenza privata avvolta da etilico gas.
Lacrime silenti apparvero e impotente restarono parole inespresse.
Correvo alla vita impreparata a incesti nascosti. Morbi genetici arruolavano pallide vite.
Venti anni: vite a me affidate. Comunità montana accattivante nella sordida omertà.
Correvo ignara cresciuta in fretta.
Corro ancora oggi impotente a tanto delitto.
... piccola Silvia, non ho mai potuto difenderti.



Dissonanze Cognitive

Giulia ha deciso di dimagrire, ma non ce la farà.
La vita bisogna comunque salvarsela, e lei lo fa nutrendosi di un sentimento che si auto produce: l'invidia che percepisce negli altri nei suoi confronti anche senza evidenti ragioni.
Non lavora, abita con i genitori e sta sempre in casa.
Ha un marito che vede una volta a settimana perché non la sopporta, eppure l'invidia degli altri la percepisce nitida.
Ha deciso di dimagrire, ma trangugia il suo "Soilent", la sua sola forma di autonomia; ne produce in grandi quantità ingozzandosene come uno Zanni.
Mangiando un panino continuerà a postare la sua rabbia in rete, insieme alle poesie della Merini.


Centodieci psicologico



Esibizionismo

Erano circa le 11 di domenica 10 ottobre,

una bella mattina piena di sole, di quel sole tiepido di ottobre che ti fa venir voglia di godere la natura ed Alessandro e Cristina tornavano verso quella spiaggia, dove qualche tempo prima avevano trovato tanta eccitazione. Alessandro trepidante con l'entusiasmo di fare quanto la sua fantasia lo stuzzicava, ed il gioco, lui ben lo sapeva, non era dei più ingenui e non senza rischi di compromettere verso gli altri la reputazione della coppia. Cristina al contrario non aveva costruito fantasie e non era particolarmente eccitata dal gioco ma sia per fare contento il marito, sia per la volubilità delle donne che le porta più giorni ad essere caste, ma ogni tanto, così almeno pensava Alessandro, un po' libertine, quel giorno aveva voglia anche lei di giocare, di esibirsi e di fare eccitare. Non c'era più il caldo afoso di agosto, conoscevano orami la strada ed erano arrivati belli freschi e tranquilli, avevano anche trovato posteggio nel parcheggio proprio lì di fronte alla pineta.
Attraversate le dune si diressero verso la spiaggia nel luogo dove erano già stati altre volte e sui cui limiti erano piantati dei tronchi d'albero. C'erano poche persone ed il mare era appena increspato.
Sdraiato tra un quadrato di tronchi appoggiati a terra si intravedeva un sedere nudo, che poi si rivelò appartenere ad un culturista che al momento di andarsene salutò Cristina con un estemporaneo "ciao nudista". Alessandro e Cristina si fermarono poco distante, più vicini alle dune che al mare, attorno a loro non c'era nessuno; indossato il costume Alessandro lasciò Cristina sdraiata a prendere il sole e si avviò verso la riva per fare una passeggiata sulla spiaggia, non c'erano molte persone: rimase colpito da un uomo sdraiato nudo con un grosso cane ai margini delle dune, qualche altra coppia, poi tre cavallerizzi due uomini ed una ragazza che facevano rinforzare i garretti dei loro cavalli, che tra l'altro avevano lasciato vist

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: iogiro


LA METAMORFOSI (dalla lettura di KAFKA)

La lama di luce che filtra dal verde tendone di velluto le deposita un lieve contatto sul viso e colpisce un occhio ancora chiuso. Il tepore le regala una sensazione piacevole, come sempre, ma soprattutto ora, quando l'età è avanzata e le ossa sono ghiacciate e dolenti.
Apre un occhio, poi l'altro ed è abbagliata dalla striscia di luce. La vista è confusa, lo è da tempo per via della cataratta. Però oggi c'è qualcosa di strano: una volta assuefatta alla luminosità, quando riesce a mettere ben a fuoco la camera che la circonda, si accorge di poter cogliere non solo il pulviscolo che danza, ma anche i minimi dettagli dell'intarsio della specchiera dorata. Quella che proviene dalla sua vecchia camera matrimoniale, quella stanza calda e gradevole, arredata con mobili di famiglia da cui è stata sloggiata per necessità di spazio con un doloroso totale e rapido oblio del suo passato di moglie, madre, nonna. Allora si strofina gli occhi, ma la sorpresa permane. Volge gli occhi alla sveglia sul cassettone. Le cifre, appena ieri confuse, le balzano contro con una nitidezza incredibile. Cos'è successo? Ha indosso degli invisibili occhiali? Mentre in gran fretta volge tra sè questi pensieri, senza sapersi decidere ad uscire dalie coltri il suo stupore raddoppia quando invece delle dita rattrappite dall'artrosi le si offre lo spettacolo di due mani bianche, levigate, con le dita affusolate di una volta. Anche le macchie che ne cospargevano il dorso, infinite come le stelle della via lattea, sono svanite. E sembrano svaniti i dolori alla schiena che la tormentavano da anni. Si gira cautamente su un fianco - deve muoversi dolcemente, per non far infuriare la sua osteoporosi- trovando il movimento stranamente agevole, ed allunga un piede. Non lo riconosce come suo: i calli ed i duroni non ci sono più, ed anche le unghie giallastre sono diventate perlescenti.
Non fa nessuno sforzo ad infilare la pantofola adagiata ai piedi del letto, anzi, atterra sullo scen

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: Luisa Zambrotta



Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

Questa sezione contiene una serie di racconti brevi, di lunghezza limitata all'incirca ad una videata