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Riflessioni

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Le cose della vita

Non abbiamo la possibilità di cambiare molte cose che la vita ci mette davanti ma possiamo scegliere come affrontarle quanto farci influenzare da esse... e quanto possa lasciare che ci trasformino dentro. La vita non è aspettare che passi la... tempesta... ma imparare a ballare sotto la pioggia. Quando indugiamo allora chiediamo a Dio che ci illumini.. perché la vita è un lungo cammino... mai nessuno ci ha insegnato come superare gli ostacoli.. cerchiamo nella nostra anima il punto che ci aiuti ad affrontare le intemperie, anche quando ci troviamo persi nel nulla... La mancanza di una persona molto amata ci chiude negli 'abissi del silenzio.. solo la voglia che nasce in noi ci aiuta a superare il dolore... Vivere significa amare ogni istante sia nella gioia che nel dolore.. Scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana fatti di sentimenti e di passioni.. è nella poesia che troviamo il coraggio e la forza di continuare... La paura ci rende prigionieri del nulla.. la speranza ci rende vincenti... Non so cosa potrà mai succedere domani, né cosa mi accadrà.. né posso spostare le lancette del destino, né cambiare la direzione.. quando il mio tempo arriverà non avrò più paura...

   3 commenti     di: Giulia Gabbia


Una passeggiata

Mi piace percepire la mancanza del rumore di fondo dei giorni festivi, come a natale o il primo dell'anno m'incammino verso il fiume, una passeggiata per immergermi nel silenzio...
Verso le ultime case del paese ci sono dei bambini col pallone...
<< No Alessio! Prima l'hai tirato te e sono andato io a prenderlo! >>
La voce squillante e lagnosa del fratello minore che ha tirato il pallone nel recinto dei vicini mi infastidisce... no, non perché turba il silenzio, ma perché è intrisa del senso di giustizia che ti inculcano da piccoli... esigeva che il fratello ricambiasse il favore
Bisognerebbe iniziare subito a spiegare che la giustizia è rarissima e se la ottieni sei un privilegiato

Poi mi irrita anche il babbo, lo scorgo polleggiarsi accovacciato sulle punte dei piedi, è li che spera
che almeno uno dei due viziati che ha creato arricchisca la famiglia diventando un calciatore grazie ai suoi insegnamenti della domenica...

Mi viene da pensare una bestemmia, ma la trattengo anche nel pensiero... Anche se non credo nella giustizia divina e nel giudice competente in materia, voglio non mancare di rispetto alla Pasqua,
e a chi ci crede fermamente... probabilmente solo perché fra quelli che ci credono fermamente si annovera anche mia mamma, e non voglio giudicarla...
Poi penso che le tradizioni vanno rispettate, comunque sia hanno il loro fascino di comportamento millenario, questo pensiero mi fa venire in mente un pezzo di una canzone di luca carboni, quando dice "c'erano ancora le candele di cera e non queste con l'elettricità" , raccontando di un suo rientro in una chiesa... Probabilmente stava apprezzando quel fascino...

Giudico giudico, ma chi sono io per giudicare?... Nessuno

Continuo la mia passeggiata... come un buon credente non si sente mai solo perché ha il proprio dio al suo fianco, anche io non sono mai solo... ho sempre la mia fida depressioncina che mi segue...
E a volte mi fa anche sorridere, come adesso che me la sono immag

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Digressioni mentali (1a parte)

-L'intesa vincente: gossip (pettegolezzo), scoop (notizia), reality (sceneggiata)... audience (ascolto) per business (danaro)


-La mente umana: concepire il pensiero, elaborare le idee e pervenire agli ideali


-Il cervello secerne il pensiero (mente), il pensiero distilla l'amore (anima). La mente inscena follie, l'anima scrive poesie


-L'amore, neurotrasmettitore spirituale: conoscere a fondo se stessi (gnothi sautòn) per prendersi cura degli altri (amo e sempre sarò)


-L'esaltazione espressiva, verbale o scritta, non è una turba della mente ma il turbo dello spirito


-Se denudi l'anima (solare striptease) non deludi la vita


-La coscienza è il cordone spirituale della nostra identità e certa paternità


-Se si studia la morale Satana fugge a gambe levate


-Chi tace dissente e non parla per non urlare


-La condivisione delle sofferenze compatta la famiglia, la divisione dei beni la sgretola


-Il cancro (cellulare) della società: razzisti (metaplasia), nazisti (displasia), fondamentalisti (neoplasia)


-Il conflitto dell'io tra mente (cognizioni, ricognizioni e rincoglionimenti) ed anima (fantasie, follie e poesie)


-Meglio illudere la materia che deludere lo spirito


-Tra anima, amore e vita: se l'amore è il movente dell'anima, la sessualità è il vettore della vita


-I colori della morale: il bianco candore (coscienza) al fuoco dell'amore (rossore) dà giallo splendore (pensiero illuminato)


-La macula oculare è il peccato originale che limita la visione spirituale


-La funzione corticale (esaltazione) e la fusione mentale (depressione) sono il bipolarismo della materia cerebrale


-Con le mogli si fanno i figli, con le amanti si fa l'amore e con le muse le poesie


-L'unione matrimoniale: pronti (viaggio di nozze), partenza (figli) e via... separazione!


-Il sesso è bello quando si fa, nessuno ti vede e ognuno lo fa come meglio crede


-La vita sentimentale: ci si innamora (fida

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Vizio di forma

È successo l'altra sera, per la prima volta, o quantomeno per la prima volta è accaduto con inattesa evidenza e inusitata forza, che uscisse dalle mie labbra una serie di suoni senza senso, o almeno che m'apparvero tali in una maniera così poco ortodossa da farmi temere il peggio, ossia una catastrofe, ovvero il vuoto... uno scoppio insensato di risa.
Avevo apparecchiato il tavolino della cena, ché il tavolo serve per il pranzo, con le solite suppellettili, un tovagliolo, uno solo, tanto io non mi macchio mai, tre forchette, una potrebbe servire per un imprevisto, per esempio potrebbe cascare in terra, due coltelli, un cucchiaio per servirsi, tre piatti piccoli, (il mio commensale ha la mania del cambio di piatto), una caraffa d'acqua di rubinetto, una bottiglia di minerale non gassata (il commensale ha paura del cloro), vino bianco per me, vino rosso per il commensale, due bicchieri uno più alto uno più basso ( ho la passione per il calice, chiudo gli occhi e mi pare di bere dalla corolla d'un fiore), un po' di pane da affettare al momento..
Avevo messo tutto, anche se il dubbio mi prese d'aver dimenticato qualcosa, quel qualcosa che m'avrebbe fatto alzare proprio sul più bello, quando il boccone ancora fumante sarebbe stato lì lì per raggiungere la golosa fauce, per andare a cercarla; ma qualsiasi cosa fosse ora era del tutto assente dalla mnemonica lista e poi, mi parve non esserci posto alcuno per essa sul piccolo tavolino della cena.
A lavoro ultimato mi sentii soddisfatto, ero stata bravo, ordinato e puntuale, questa sensazione saziò tutto il mio essere, tanto che me ne stetti lì seduto, un po' discosto, in prospettiva d'angolo, assaporando il piacere più puro che si possa aver la ventura d'incontrare: l'assenza dei pensieri molesti, il silenzio delle inquietudini, contemplazione allo stato elementare, che è poi il più elevato, della forma delle cose e delle cose della forma.
E fu così che il composto, composito quadretto posto al mio fian

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Lezioni di maglia

Un negozio di filati è per me affascinante. Deve essere molto fornito e presentare tutti i gomitoli dei colori variegati in vista. Ecco si vedono i diversi tipi di fili pronti ad essere lavorati per le creazioni più fantasiose che io riesco ad immaginare già finite. Da un lato i colori brillanti delle sete e dei lini estivi e qua e là rocche di lane preziose. Cesti di filati a basso costo e per lo più acrilici adatti a mani inesperte che si cimentano nei loro primi lavori. Odori di fibre naturali e il tutto capace di far scorrere la mia creatività nell'immaginare composizioni complicatissime.
Arrivo ad una decisione sul colore e o spessore e vado a casa con il pacchetto pronta ad iniziare una nuova fra le molte opere da me realizzate negli anni.
Scelgo con cura i ferri da lavoro, solitamente sottilissimi, adatti a tenermi impegnata in un lungo lavoro che si sviluppa talvolta per mesi. Scelgo il punto che devo ripetere, ricamo selezionato fra complesse descrizioni di fili passati o accavallati, gettati o ripetuti in maglie a diritto e rovescio. Via via che scorrono i centinaia di punti piccolissimi la mente corre invece in pensieri lasciati liberi. Il lavoro cresce ed io penso alla figlia lontana, alla mamma sempre più vecchia e traballante, alle cattiverie di alcuni colleghi, alla dolcezza del sorriso dell'amatissimo nipotino, alle strepitose vedute rimaste nei miei occhi dall'ultimo viaggio. Il lavoro cresce e mi dà soddisfazione. Riconosco piccole imperfezioni di quando ero nervosa perché non ero riuscita a spiegarmi in una discussione famigliare, vedo qualche piccola aggiustatura perché ho commesso un errore e non ho avuto voglia di tornare indietro, così come non mi sono scusata di un torto.
La varietà nel lavoro a maglia è come la vita, fatta di tante e tante sfaccettature rappresentate dai colori e dai diversi motivi. Anche nel lavoro a maglia si possono scegliere strade semplici o percorsi tortuosi e non sempre le cose vanno per il ve

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Luna

Per la prima volta dopo un po' di tempo ho guardato il cielo, stanotte.
Dopo giorni che era tormentato da nuvole nere, piene di tempesta, mi è sembrato così sereno.
Un profondo blu cobalto, puntellato di stelle luccicanti ed una luna piena, così raggiante e potente, di quelle che, a prima vista, t'illuminano l'anima.
Aveva una luce così invadente, che sembrava che potesse raggiungere e combattere la luce implacabile e divina del sole.
Sarei stata ore ad osservarla. Solitamente è una delle cose in natura che cattura prepotentemente la mia attenzione, come uno spettacolo che non hai la forza di perdere, nonostante tu l'abbia visto milioni di volte.
Mi sono messa a pensare, col naso all'insù, fissando insistentemente quella dolce e plateale bellezza che m'illuminava il viso, con questo vento autunnale estremamente freddo, che mi ghiacciava il viso.
Solo la luna poteva riscaldarmi.
Mi ha riportato alla mente così tanti ricordi, soprattutto tristi, del mio passato eppure nonostante la malinconia dei miei ricordi ho sentito un'ondata di benessere nello stesso momento in cui i miei occhi sono sprofondati nel profondo blu del cielo, catturati dalla luce che illuminava tutto quanto.
Che debba cercare la felicità nelle piccole cose, invece di rincorrerla continuamente?

   4 commenti     di: Lavinia Pini


Pensieri stonati 2

Ed anche questa notte sta per arrivar a metà, volgendo lo sguardo al penultimo giorno di settembre. Cicale che cantano a tempo accelerato, portano con se le ultime note d'un estate che legalmente è già finita, ma la calura di questi giorni tende a raffigurarla come un artiglio aggrappato ad una parete di fragile tufo.
Si lascia assaporare la pesantezza della malinconia e del costante gioco programmatico che s'incatena ad una sorta di meccanismo sul passare dei giorni. Disperatamente ne cerca sul calendario quelli di un colore diverso, sperando così di riuscire a spezzare anche solo per un paio d'ore la dentatura ad incastro della monotonia di sapere cosa farai.
La cosa che mi ha fatto riflettere, è come s'insinua la mediocrità degli attimi, la paragonerei alle ruote di un'autobus di linea. Si consumano sempre alla stessa maniera. L'unico modo che hanno di sfuggire alla pressione dell'usura è sperare che salgano meno persone. Quello di toccare qualcosa di diverso è desiderare che vi sia una buca nuova sul loro sentiero. Quello di sentire una cosa nuova è l'auspicio che arrivi la pioggia.
Se il sudore fosse piombo e la voce lastra di vetro, il rischio di farsi male risulterebbe pesante come un cappotto bagnato e affilato come un foglio di carta.
La paura non è rappresentata dal suo significato, ma dal significato che noi stessi diamo ad essa.

   7 commenti     di: Teresa Tripodi



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