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Riflessioni

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La preghiera

Ho mio Signore tribolo come una bestia e sono sempre insoddisfatto. Questa vuol essere una preghiera buon Dio.
Un attimo che mi gratto la crapa sai non e' facile colloquiare con te. Saranno le zanzare le pulci i comandi della moglie. Vacca la miseria che odissea. Tutti mi vogliono bello ricco altezzoso. Chiedilo al mio cane: io sono un misero essere umano. Fondalmentalmente sono un essere felice. Se mi guardo attorno c'e' ne di gente che sta' peggio di me, e, a me, mi vien da penare. Non serve che tu lo chieda al mio cane. Non ti voglio far perdere tempo. So che dopo hai una partita a tennis. Poi ti sconcentro e va a finire che te la prendi con me. Capisco i tuoi grattacapi ma nel mio piccolo voglio farmi sentire. Questa e' la preghiera:. Mi devi aiutare. A volte ho dei vuoti di memoria. Per esempio adesso non ricordo cosa volevo dirti. In ogni caso ogni tanto da un'occhiatina ai miei gerani che non sono belli come quelli dei vicini.



Hold the line

Tasche bucate. I pensieri ci passano attraverso e tu credi di averli persi, credi che siano scivolati via, precipati in qualche fiume e, giunti al mare, credi si siano attaccati alla schiena di qualche ignaro bagnante. Quello che non sai, o cerchi di ignorare, è che non si perdono affatto. Finiscono per incastrarsi nelle intercapedini, sotto i mobili, nelle crepe dei muri o tra le pagine di qualche vecchio libro che non apri da secoli. Di notte forse cuociono marshmallows e raccontano storie alle ombre che si affollano intorno ai loro bidoni in fiamme, mantenendo ovviamente una certa distanza, in religioso silenzio e ondeggiando al ritmo dei capricci del fuoco.

Forse a volte si annoiano, o forse sono stanchi di farsi corrodere i denti dallo zucchero dei marshmallows. Fatto sta che sfondano le piastrelle, riemergono dagli abissi in cui li avevi rinchiusi e vanno a piantarsi nel tuo petto [probabilmente tra l'aorta e l'intenzione, sebbene sui testi di anatomia non se faccia menzione]. Così è. Piccoli bastardi dai denti taglienti come lame alla mora, sono estranei a qualsiasi tipo di pietà o comprensione, insensibili a veleni o insetticidi. Tornano ai loro nascondigli solo dopo aver spillato il sangue fino all'ultima goccia. Ciò che resta, a sera, è un sottile stato di pelle che si china, traslucida, a mostrare un corpo ormai composto dal niente.



Grazie

Anche quest'anno ho ricevuto il regalo più bello che si possa desiderare. Anche quest'anno, abbracciati, saluteremo il nuovo anno che arriva, illuminati dai fuochi d'artificio che tingono le nostre labbra unite. Ringrazio te che mi doni il tuo tempo, la tua pazienza, le tue paure, i tuoi consigli, i tuoi abbracci, i tuoi respiri... il tuo cuore.
Anche quest'anno... ho ricevuto il tuo amore!
Grazie. Ti amo



La Sveglia suona, ma non funziona

Sei appena morto. Io rimango qui accanto al tuo cadavere freddo e privo di qualsiasi ricordo. Provo ad accarezzarti ma l'azione risulta essere solo un contatto tra un corpo freddo ed uno caldo.
Alzo lo sguardo e vedo molte persone attorno a te: parenti ed amici accorsi come me dopo aver appreso la triste notizia! Devo dire che hanno le facce più morte della tua, vero Faustino? Secondo me non è possibile stare una notte intera accanto ad un cadavere senza riuscire a pensare a qualcos'altro almeno per qualche minuto. Quella è tua zia Marcella vero? Ricordo che me ne parlasti solo due o tre volte, ma io l'ho riconosciuta subito per via dei suoi vestiti strampalati di cui mi hai raccontato.
Penso che se ora le chiedessi di ripescare un ricordo felice con te si troverebbe in imbarazzo, visto il poco tempo che avete passato assieme.
Sono proprio tutti impalliditi! Devo fare qualcosa per queste persone attorno a te: mi dispiace che soffrano così quando invece tu ora sei così sereno.
Mi spieghi cosa pensano gli esseri umani riguardo alla morte?
Capisco, quindi hanno solo paura di morire anche loro e di conseguenza tentano di mantenere viva la persona quanto possibile nei ricordi. Tuttavia non si spiega la loro tristezza.
Ma adesso provo a svegliarli tutti quanti:
-È MORTO! HO DETTO CHE È MORTO!-
Allibiti. Come si permette questo di urlare così durante la Veglia? Non è conveniente.
-Non puoi farci niente Valdo, capisco il tuo dolore ma ti prego di comprendere anche il nostro.-
Lo sapevo, questa qua non ha capito niente.
-NON AVETE CAPITO! Lui è ormai andato, e dovete andare anche voi! Il tempo non torna più per nessuno signori, cerchiamo di renderci conto che se avete dei rammarichi ormai è troppo tardi ed è inutile che stiate qua senza un motivo REALE!-
Le loro facce si trasformarono dunque in volti spaventati, arrabbiati, e punti interrogativi sgusciavano da ogni poro della pelle.
-Per favore adesso basta. E abbassa la voce! Siamo tutti qui p

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   3 commenti     di: Luca Baritussio


Formica o aquila?

È un attimo. Prima i corridoi pieni di gente, tutti indaffarati ad andare avanti e indietro; poi, come per magia, tutto vuoto. Inizi a desiderarlo e si avvera. Ti senti confuso, un po’ stordito. “Com’è possibile? ” ti domandi.
Hai voglia di piangere. Magari lo fai per qualche minuto. Tristi lamenti abbandonano la tua bocca. Infine capisci che è troppo, che è tutto inutile. Meglio smetterla adesso. Lo fai. Sei deciso. Non basta.
Cominci a vagare per quei corridoi vuoti, cercando una domanda che ti possa condurre a una risposta. Dentro di te c’è solo il dubbio che non si placa. Corri da un angolo all’altro della casa. Vedi le mura sfrecciare davanti al tuo sguardo. Sì, corri come un pazzo in uno spazio che non c’è. Sei indemoniato. Hai il peccato del rimosso dentro di te. Vorresti poter capire, eppure sei costretto alla sofferenza. Dove sono andati a finire tutti? Cosa ne è stato della tua? X? Yz?
Ti siedi a terra. Ti guardi ancora intorno. Che cosa vedi? Niente. Ecco cosa c’è dentro e fuori di te. Un vuoto assoluto. Un vuoto che ti spinge a far chissà cosa. Povero inetto. Mai avresti pensato di fare quest’orrida fine: risucchiato nel vuoto assoluto. Povero te, povero nulla che ti prende e ti porta lontano. In fin dei conti cosa ti resta? Un muro, una porta e forse un letto? Sì, le persone si lamentano che non trovano casa, che non hanno questo o quello, che il mondo è difficile bla bla bla. Già, le persone si lamentano sempre una continuazione. E tu? Lo fai? Certo! Sei parte di loro, come potresti sottrarti alla Madre? Così inizi un lungo lamento, un??? che rimbomba tra le mura vuote. Pensavi fosse diverso. Solo perché loro erano con te? Ah, mentecatto dall’animo oscuro!
Torna il buio nella tua mente. È tardi, magari sarebbe l’ideale andare a letto, scoprire cosa il tuo “essere” ha da dirti. Ma tanto, stupido come sei, anche se te lo comunicasse in modo chiaro, non lo capiresti. Pezzente che non sei altr

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   2 commenti     di: Sergei Lubosky


Parole efficaci di fatti

Per trovare quel senso buono della vita in sé, negli altri e per gli altri bisogna dimenticarsi degli eventi delittuosi sia a carattere religioso, politico, sociale, familiare che invece lo deprimono inevitabilmente! Mi chiedo se e quando le parole d'intenzioni di giustizia, di supplica, di perdono potranno integrarsi efficaci con i fatti di questa dolente realtà per rimediare ciò che l'umano barbaro provoca continuamente con la sua aggressiva e totalitaria violenza! Chi ha fede è di certo aiutato a sperare, chi crede solo nell'azione umana, lungo e contraddittorio sarà il suo percorso di comprensione e di redenzione!

   1 commenti     di: mariella mulas


La mia Anima

Un groviglio color sangue, un filo di lana indistricabile e dai contorni impossibili. Non si vedono gli estremi, non si vede il capo, non si vede la fine.

Ho un sogno.

Uno sguardo esterno, pulito, sicuro, tranquillo, pacifico, abile, che sbircia dentro me e capisce. Mi guarda con i suoi occhi limpidi e chiari, mi indica qual è il capo del filo da prendere e mi insegna come fare a districarlo. Non lo fa al posto mio, non si sostituisce a me, mi affianca. Mi mostra i movimenti da compiere e quelli da evitare per non rompere il filo. Mi spiega come rimediare nel caso dovesse strapparsi. Perché un rimedio c'è per tutto, vorrei che mi dicesse, per ogni strappo lieve o violento che sia.

Da sola la mia anima è indomabile. Come un gattino, che gioca
sereno e spensierato con un filo di lana, pensa di fare bene, pensa di non fare nulla di male. Invece inconsapevolmente, con le sue unghie affilate che la vita gli ha donato, aggroviglia, annoda, strappa e lacera, lasciando dietro a sé il caos.

C'è bisogno di addomesticare il gattino.




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