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Riflessioni

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La Foresta delle vagine rotanti (13)

Tempo fa - diciamo ieri - ho pensato che l'unico modo utile
Per la mia solitudine fosse crearmi un amico immaginario- Ero indecisa
In quanto donna se creare un amico Maschio- Ero indeciso in quanto uomo
Se creare un amica donna -Oppure Avendo gusti sessuali inversi
Creare qualcuno consono al mio stato sessuale in essere- Ovviamente
Durante la creazione ho fatto un po di casino- mi spiego meglio- credo sia doveroso nei confronti di chi mi legge - mi è sempre garbato avere qualcuno accanto che mi ascoltasse-con il sorriso- che sapesse apprezzare i miei pensieri - ma che sapesse anche giudicarmi in modo corretto ed appropriato se facessi qualche cavolata di troppo - oppure se le mie scelte non fossero consone al suo stato di pensiero- in quanto amico anche se pur sempre immaginario il problema è nato subito quando - avendolo creato
uomo mentre ero donna -dato che non ci potevo fare niente a livello sessuale- in quanto immaginario dicevo- sono subentrate complicazioni quando mutando in uomo desideravo invece avere una amica immaginaria donna- tutto questo caos è venuto fuori per la stessa ragione di sempre- quando sono uomo non riesco a collimare emozioni con le donne- quando sono donna non riesco a collimare le stesse emozioni con gli uomini-
perciò trovarmi da uomo con un'amica immaginaria donna uguale- a quando sono donna con un amico immaginario uomo- sconvolgeva sia me che lui me in quanto non riuscivo a capire come comportarmi- con i due strati dell'immagine- lui oppure identificata lei in quanto-non riusciva ad essere a mia richiesta o uomo o donna- so che la cosa è un tantino complessa pertanto ho creato due amici immaginari che si dessero il cambio (consapevoli di farlo) quando io ne avessi avuta necessaria urgenza e dato che come novità mi sono voluta imporre (in quanto donna) - in questo momento che il mio amico immaginario maschio- fosse partecipe di tutte le mie situazioni giornaliere e notturne mi fossero capitate- lo stesso valeva per la mia

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   0 commenti     di: Dark Angel


Mamma

È un sogno, si un brutto sogno ora apro gli occhi e tutto tornerà come prima, prima di quella notte, quando lo squillo del telefono interruppe, violentemente, il mio sonno.
Odio Ottobre perché mi ha portato via Te mamma.
Mi dicono "forza.. devi reagire,, ora non serve piangere"... devi, devi.. ma che cosa DEVO?!
Il mio cuore si è spento quella notte, la mia mente si ribella...
Perché è così difficile il distacco da Te mamma?
Dicono che hai fatto una "bella morte".. cos'è bella?!
Tu amavi vivere, amavi i tuoi momenti trascorsi con i tuoi nipoti, con me ultimamente ti confidavi anche su argomenti che prima ritenevi... non opportuno raccontarmi...
Entrare nella Tua casa, sentire il tuo profumo dappertutto: negli armadi, nei cassetti. Rimanevo ore ad annusare con gli occhi chiusi i tuoi vestiti.. ti vedevo davanti a me.. mentre li indossavi.
Il giorno che sono entrata per l'ultima volta nella tua casa, accarezzavo lentamente i mobili e mentre lo facevo ti parlavo, ricordando com'eri orgogliosa di come avevi arredato la tua casa,"
Oh mamma.. com'è doloroso tutto questo.
Venire a trovarti "qui nella tua.. nuova.. casa, fredda e buia" è triste
Le mie mani accarezzano questo marmo rallegrato dai colori dei fiori. A te piacevano tanto i fiori.
Il mio sguardo va oltre quel marmo e ti vedo.. si ti vedo, chiusa li dentro senz'aria, senza luce e vorrei Urlare chiamarti MAMMA perché è così difficile il distacco da te.

   3 commenti     di: ESTER zaniboni


Dissertazioni scientifico/filosofiche (2a parte)

-La voce dell'anima: esisto (cogito ergo sum) per amare (amo e sempre sarò) veramente (gnothi sautòn)


-Lo spazio è la grandezza della materia finita (corpo), il tempo è la lunghezza del pensiero infinito (anima)


-Meglio l'essenza (Parmenide) per la speranza (divina misericordia) che l'esistenza (Eraclito) per la sostanza (carta moneta)


-Alla lunga vincerà l'intelletto per amare (Maiello, amo e sempre sarò) sulla ragione per valutare (Cartesio, cogito ergo sum)


-La vita non va presa con filosofia ma intesa con la filosofia


-L'anima della filosofia: la coscienza (Socrate) dell'amore (Platone) nella mente (Aristotele)


-La filosofia dell'anima: pensier (Aristotele) dell'amor (Platone) nel subconscio (Socrate)


-Filosofia spicciola: di coscienza (Socrate) in conoscenza (Platone) per la scienza (Aristotele)


-La filosofia della medicina: la coscienza (Socrate) di curare con amore (Platone) nei limiti della scienza (Aristotele)


-Il pensiero è la scintilla d'impatto tra spirito e materia che illumina la mente


-L'arte è l'impronta dell'anima che attinge e si disseta alla luce della sua vera fonte


-C'è un'equazione nella materia (Einstein), sorgente di luce solare. C'è l'amore nella vita (amo e sempre sarò, Maiello), fonte di luce spirituale


-L'amore è la verità del sapere (verum scire). Il sapere è la luce della verità (scire per causas)


-Tra corpo ed anima: il corpo (entità materiale) è alimentato dal sole (sistema eliocentrico), l'anima (unità spirituale) è presieduta dall'amore (luce universale)


-Est modus in rebus (Orazio). È nell'uomo il rebus (Maiello)


-La luce dell'anima: certezza di esistere (cogito ergo sum), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi sautòn)


-Il medico deve essere anche filosofo, il filosofo può essere anche medico: dalla medicina alla filosofia e viceversa (Aristotele)


-Il destino mesco

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Nessun rimpianto

Sapeva a cosa stava andando incontro, ma non le importava. Aveva deciso di rischiare. Cosa se ne sarebbe fatta di un rimpianto? I rimpianti hanno un tempo troppo lungo da smaltire, forse sono davvero l'unico nodo irrisolto dei nostri pensieri.
E il rischio poi.. poteva davvero essere questa la definizione migliore? Rischio? Non era forse una scelta la sua? Perchè ad un certo punto devi scegliere, perchè se non scegli hai già perso.



Fra un mese mi sposo.

Sono arrivato alla conclusione di arrivare all’essenza delle cose della vita. Come? Vivendo intensamente ogni attimo, colmando d’amore ogni attimo, ogni progetto nuovo, o vissuto di nuovo. Rendere speciale il quotidiano, assaporare tutto il buono e il cattivo della vita. “Ciò che non uccide rafforza”: proprio una bella citazione!
Circondato da quattro muri, davanti ad uno schermo, dietro un parabrezza, seduto in una stazione o in un parco, non ha importanza, se quello che hai dentro è positivo. Bisogna captare tutto quello che c’è intorno, non è importante se è bello o brutto, prenderlo assorbirlo, digerirlo e restituirlo al mondo….

Si sente che sta arrivando, è il clacson ed il rombo della 500 che lo rendono riconoscibile. Infatti, dopo un minuto, la rossa fuoriserie degli anni ’50 arriva davanti al porticato del convento. Dietro una lunga scia di macchine che accompagnano lo sposo. È proprio lui il primo a scendere. L’emozione traspare dal suo viso abbastanza tirato. Io da qui lo intravedo abbastanza. Quando si sposta, mi metto in piedi sulla panchina per vederlo meglio. È ancora fuori della chiesa, mente tutti gli invitati, pian piano arrivano e parcheggiano. Il sole è alto e arriva forte sul selciato di pietra antistante il convento. Da dentro la chiesa si sente l’organista che fa le ultime prove prima della cerimonia. È tutto pronto, mancano cinque minuti alle undici. Lo sposo entra in chiesa sulle note di una marcia solenne, passano altri cinque minuti e un coro di clacson arriva dall’esterno, sempre più forte. Il ragazzo sull’altare sente salire la pelle d’oca fino a quando non vede dalla porta entrare la sposa e i suoi occhi diventano lucidi. Lei, pian piano accompagnata dal padre, si avvicina all’altare. Una dolce composizione d’organo, fa da sottofondo a tutta la scena. Il frate richiama un po’ al silenzio l’assemblea e inizia la cerimonia. La sua voce da quel momento è padrona, le sue parole, la parola

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   4 commenti     di: Emilio C.


Mi son persa

Mi chiedo come si faccia a scrivere a comando. Per alcuni è facile come bere un bicchier d'acqua o come respirare, per altri basta avere un incipit e il seguito vien da sè, per altri ancora, come me, dirlo non basta a farlo.
È da molto tempo che non scrivo più un testo, o tema che dir si voglia, intendendo con esso "scrivere o discutere su un argomento in base ad una traccia data".
Anche in questo caso una sorta di indicazione, per quanto vaga e aleatoria, mi viene fornita, ma ciò non mi aiuta a mettere insieme delle idee per farne un pezzo decente. Il tema in questione è l'"equilibrismo".
A dire il vero, questo tema forse ben si presta al senso di vertigine che mi coglie ogni qualvolta mi accingo a redigere uno scritto, di qualunque natura esso sia: relazione, verbale, resoconto, promemoria e via discorrendo.
Una volta individuato il contenuto, cerco innanzitutto di raccogliere i pensieri e dar loro un senso, un ordine logico, anche una certa scorrevolezza che lo renda comprensibile, oltre che piacevole da leggere, opto per una sintassi semplice ed essenziale, senza tanti ghirigori, subordinate e parafrasi, per snellire ma anche per meglio apprezzare la concretezza dell'enunciato. Tutti bei propositi che poi si infrangono nella pratica. Quando la penna (o le dita sulla tastiera di un computer) si posa sul foglio, tutte le raccomandazioni, gli auspici, le belle intenzioni vanno a farsi benedire.
Comincio così a perdermi nei meandri delle parole che, intrappolate nel corpo di una frase, poi di un discorso, diventano un torrente e in seguito un fiume in piena, senza controllo, che straripa, esce dagli argini e riempie tutti gli spazi circostanti. Le virgolette, le parentesi, gli incisi, i punti e virgola cominciano a sostituire ad ogni piè sospinto il punto fermo, troppo rigido, imperativo, conciso, avaro e asettico. Una semplice frase composta da soggetto, predicato e complemento non implica e non rende tutte le sfumature e i voli pindarici ch

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Morte illusoria

Cos'è la morte, se non uno stato di passaggio tra la vita e la rinascita. È il vuoto, il momento in cui ti senti di esprimere qualcosa ma le tue palpebre, ormai coperte e ribaltate, le tue mani, ormai aperte e putrefatte, le tue labbra, ormai devastate e recluse non danno alcun cenno di risposta.
NO; voglio morire sepolto e lasciare questo mondo sporco dove la popolazione, sottomessa alle regole del gioco, non trova l'ormai estinto coraggio per evadere da un mondo prigioniero. Un mondo che porta solo illusioni per stupidi burattini convinti che la loro vita abbia uno scopo definito chissà dove e chissà da quale mente diabolica e piena di vendetta reciproca. Rido pensando a tutto questo; pensando a quante volte rimango assorto, tra mille pensieri, e mi fermo a divagare cercando una spiegazione, sempre che esista...




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