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Riflessioni

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Coraggioso è colui che vive

Il vero coraggio sta nell'amare ciò che ci circonda, pur sapendo che un giorno dovremmo separarcene.
Nell'ammettere che abbiamo paura di esplorare noi stessi perché temiamo di scoprire che ciò che sta fuori, è solamente la proiezione di ciò che sta dentro.
Il vero coraggio sta nel mettere su carta bianca i nostri limiti, e nonostante tutto, continuare a vivere con gratitudine.

   2 commenti     di: Valentina


Dialogo tra un lombrico e un pescatore

- Perché mi vuoi far del male?
- Chi è che parla?
- Sono io, mi stai tenendo tra le dita e stai per trafiggermi il corpo con un uncino metallico.
- Ma... tu sei un lombrico. Non è possibile che un lombrico mi stia parlando!
- In effetti non ti parlo come fate tra di voi umani. Non ne ho gli strumenti. Sto comunicando con te per via telepatica.
- Ciò è ancora più strabiliante. Non è mai successo niente di simile!
- Mai dire mai! Quello che non è accaduto in passato può sempre accadere. Oggi il grande Dio Verme ha esaudito le mie preghiere.
- Voi lombrichi avete un Dio?
- Certo, tutte le creature viventi hanno un proprio Nume tutelare. Mi risulta che anche voi umani ne abbiate uno... anzi più di uno.
- Non ho intenzione di sprecare il mio tempo parlando di teologia con un lombrico. Sono qui per pescare, quindi lasciami proseguire.
- E intanto chi ci rimette la vita sono io... e nel modo più doloroso.
- Non credevo che i lombrichi provassero dolore.
- Eccome! Tutti i viventi provano dolore se sono feriti, mutilati, uccisi. Siete voi, per vostro tornaconto o divertimento, che fingete di non saperlo.
- Ma è la legge di natura: il più forte sovrasta il più debole.
- Bella legge! Te la sei fatta a tuo uso e consumo: vorrei vedere se venisse qui uno più forte di te e ti infilasse un palo acuminato nel culo facendolo uscire dalla bocca. Non invocheresti certo la legge di natura!
- Non mi sembra che l'esempio che tu fai sia calzante. E poi sei anche sboccato, per essere un lombrico! Tra di noi abbiamo altre leggi che ci tutelano.
- Ci avrei scommesso!
- E aggiungo che ultimamente ci siamo preoccupati anche degli animali, che sono tutelati pure loro.
- Bene! Allora toglimi quell'uncino da dosso.
- Veramente le norme di tutela non comprendono animali di specie inferiori, come insetti, vermi, eccetera.
- Mi compiaccio! Questo è razzismo bello e buono! E chi decide quali sono le specie inferiori?
- Ora basta! Non me ne starò

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Scrivere

Conoscenza e fantasia. Ci vuole solo questo. Vista, udito e immaginazione. È il necessario per scrivere. Bisogna tenere gli occhi aperti, capire i diversi stili di vita e riassemblarli seguendo un insolito ragionamento. Ed è anche l'unico modo per evitare di produrre un libro già letto.

   5 commenti     di: vasily biserov


La luce del pensiero

Sulle soglie del nuovo millennio è tempo che il pensiero, scintilla d'impatto tra spirito e materia, prendendo finalmente consapevolezza di se stesso come amalgama vitale, si illumini per dare il giusto indirizzo all'umanità in affanno, sempre più prigioniera e vittima della materia.
Su questa strada la cellula nervosa, d'incanto, diventerà cellula spirituale con il pensiero illuminato (membrana esterna) a proteggere l'amore (citoplasma) in coscienza (nucleo) e mirabilmente ci ritroveremo al cospetto della nostra anima!

La cellula spirituale, in virtù di tanto, rappresenta la nostra sicura fede (certezza della Verità che Dio esiste) ed anche anima immortale che, dall'alto della sua bontà (pietà+carità), si affida nelle mani della divina misericordia (bontà+perdono) per ricevere il premio della vita eterna (amo e sempre sarò!).
Questa strabiliante cellula elementare, da cui origina il sistema spirituale (luminosa fonte della nostra anima), sempre ben riflettendo alla luce del pensiero, costituisce l'elemento primordiale della vita (atto creativo) a cui deve ispirarsi l'atto generativo consapevole (coscienza dell'amore nella mente) dell'umanità più evoluta, d'esempio agli altri per un fulgido avvenire in un mondo migliore.
Se il sistema nervoso, nella sua continuità intercellulare ed integrità funzionale, per elaborare il pensiero si avvale dei neurotrasmettitori che realizzano veri ponti chimici sugli spazi sinaptici, nell'ambito del sistema spirituale è l'amore a fungere da messaggero (oltre che da citoplasma della cellula spirituale) per realizzare quella luminosa catena di amori infiniti (albero genealogico dell'umanità con paternità divina) che ci riporta all'immacolato candore della Luce creativa (estasi contemplativa).

Quello che state leggendo e leggerete in queste pagine non sono vere fantasie ma rappresentano il pensiero ispirato di un soggetto normale, vissuto senza problemi di primaria sopravvivenza (cibo e casa) e con grande

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L'italiano

In varie zone della mia città sono apparsi dei negozietti squallidi guarniti di macchinette aperti ventiquattrore al giorno dove ognuno può ristorarsi con un caffè o un succo alla pesca, una barretta di cioccolato alle arachidi o una semplice acqua minerale. Hanno preso il posto di veri negozi falliti a causa della pesantissima crisi economica che ha investito tutto e tutti. Dove c'era il negozio delle bomboniere adesso troneggia il buco delle macchinette mangiasoldi, dove scintillava una media gioielleria ora c'è il punto di ristoro-fantasma.


Alla luce del giorno passano inosservati e forse riescono anche a trasmettere un lieve senso di sicurezza perchè se, per caso, ci viene sete o voglia di qualcosa di dolce-salato, allora basta avere qualche monetina in tasca e il gioco è fatto. Voilà! In men che non si dica stiamo sgranocchiando qualcosa mentre siamo a passeggio in mezzo a una marea di immigrati d'ogni nazionalità.


Ma al tramonto questi luoghi illuminati e spogli, si trasformano in loculi inquietanti che emanano una luce sinistra e abbagliante. Nel cuore della notte non è raro intravedere all'interno zombies e loschi figuri che sorridono malefici. Sono solo apparizioni della notte, inutili proiezioni della nostra mente enfatizzate dal quel piccolo buco luminoso pieno di snack e patatine.


Alle tre della notte (o del mattino) immagino di trovarmi in giro alla ricerca disperata di un cappuccino e imbattermi in uno di questi 24 hours saturi di luce fluorescente in un contesto buio e denso di spettri. M'infilo dentro e circondato di una voglia innaturale faccio per inserire la moneta quando, all'improvviso vedo sbucare da fuori un immigrato di Accra in cerca di qualcuno che gli paghi il primo caffè del mattino. Al mio diniego (anch'io sono un poveraccio senza più monete) l'immigrato con un cenno chiama i suoi compagni che mi circondano e cominciano a cantare canzoni ossessive dell'Africa occidentale. Al che, per istinto di difesa (e non per

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   2 commenti     di: vincent corbo


Bilancio

Scrivo di getto, per cui chiedo scusa per gli errori e per il mio malo modo di scrivere.
Capita a tutti di arrivare a fare bilanci alla fine di un anno, io poi che sono una ragioniera, che di partita doppia e di quadrature ne ho scritte tante, non posso fare a meno di farne una sul mio 2013.
Certo diventa difficile, perchè questo anno è stato senza ombra di dubbio, il più complesso per me da catalogare, ed anche qui esce il mio essere impiegata, dove tutto in ufficio andava archiviato e catalogato nel modo corretto.
Un anno complesso, fatto di sorrisi, pianti, gioie, dolori, partenze, ritorni, verità svelate ed altre celate, volti puliti, maschere troppo truccate, voli infiniti, cadute paurose.
Un anno passato qui a scrivere, leggere e commentare in modo più o meno frequente.
Tanti giorni che non torneranno mai più, che resteranno qui, sempre che il sito non ci lasci, e che andando a ritroso nei versi di inizio gennaio fino a quelli di ieri svelano il mio vissuto, il mio essere una donna che cerca di essere il meglio che può.
Però se ci penso, mi dico che fortuna, io questo 2013 l'ho vissuto dando tutto di me, e per tutto intendo dire la mia vera essenza di persona, nel bene e nel male.
Chiedo scusa a chi non ho riconsciuto il giusto tempo e la meritata attenzione.
Mi perdoneranno coloro che hanno ricevuto da me troppe parole, so bene di essere logorroica.
Si arrabbieranno coloro che avrebbero voluto da me ciò che non ho pututo dare.
Mi chiamo Stella, anzi no così mi chiamava una persona a cui ho voluto molto bene, ma per i miei versi e le parole di PR io sono Stella con una Luce un poco blu che ora sa ben poco di giallo.
Vivo come meglio posso, sorrido a chi mi dona un sorriso, piango con chi vuole piangere, dono il mio appoggio a chi ne ha bisogno, amo tutti anche coloro che volendo e no mi hanno fatto del male.
Finito il mio anche troppo e lungo bilancio del 2013, e che dire... arriverà il nuovo anno ed avrà il profumo di tutte le cose e

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   4 commenti     di: stella luce


Il circo

Ho sognato le scale. Scale alte. Scendere ogni gradino era come saltare giù in un burrone. E io scendevo giù, sempre più giù con fatica, ma procedevo a scendere verso un mondo che mi spaventava, con il cuore in gola.

Profumi nauseabondi lì in basso e facce che sorridono isteriche. Maschere e pagliacci,
foche ammaestrate e animali in gabbia. Odalische colorate, leoni e domatori, diavoli travestiti da santi, giocolieri di vite, prostitute ammiccanti, cloni convinti di essere unici, coriandoli e magiche polveri bianche che rendono immortali i più deboli.
Voglio fuggire, penso mentre le risa acidule mi entrano in testa come inquietanti motivetti stonati. Tutti contenti nei loro castelli di cartone, in quel circo di vanità e miseria dorata mi invitano a restare...
Ho Paura.
Esco risucchiata da un mondo di zucchero filato, troppo dolce per essere reale, troppo inconsistente.
All'improvviso sono così vuota che potrei perdermi e svanire per sempre in un universo di niente.
Mi riempio di colori e di visioni, di musica e di fiabe sfavillanti. Infiniti giri di valzer, principi azzurri aspettati invano, sogni tristi, illusionisti e mimi, orologi impazziti che si sciolgono come in un quadro di Dalì. Mi riempio così tanto per non restare vuota che alla fine ho solo voglia di vomitare.
E sono di nuovo vuota.
Perché non sono fuggita subito? Forse perché scalare quei gradini infiniti è molto più difficile che buttarsi semplicemente giù pensando di volare come ho fatto per scendere.
Esiste una via di uscita? Sì che esiste, devo solo trovare la volontà per iniziare a scalare, forse pensando che lassù in cima mi aspetta la mia unica, reale e semplice Anima.

   0 commenti     di: roberta z.



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