Che cosa c'è dentro di me che non si possa quantificare come un pene -sebbene sia uomo -Oppure stabilire non definendo -Vagina il mio impulso- Ma moto d'anima di chi voglia davvero essere ciò che e'? Ero seduta in bagno -Facevo pipi riflettendo sul mio dramma interiore- Accanto a me per necessita' Il mio amico immaginario faceva pure lui i soliti bisogni- Nel nuovo water immaginario accanto al mio- Che avevo creato- E quell'insolita condivisione Io donna- Lui uomo- Non mi spaventava affatto -Poi Qualcuno busso' alla porta del bagno mi resi conto che stavo mutando -Da donna ad uomo
Semplicemente perché -L'amica immaginaria sussurro' con voce decisa all'altro d'uscire Ed io Oltre a mutare me stessa -Dovetti Cambiare Pure l'arredamento del bagno. Ma facciamo un passo indietro- una volta- credo ieri pomeriggio ero a casa di una bellissima ragazza- io donna- e dopo aver fatto l'amore mi aveva offerto di rimanere a pranzo- io l'amore lo faccio anche di mattina con le donne - se sono donna
se sono uomo preferisco le diciassette diciassette e venti- dicevo- ero li
seduta sulla sua tavola molto indecisa se chiederle il permesso- di far sedere il mio amico immaginario in quanto uomo- poi ho lasciato perdere ho scostato la sedia e lui si è seduto- aspettando le pietanze come me (in realtà gli avrei allungato qualcosa di mio quando la ragazza si fosse voltata) non credo sarebbe stato il caso dire lei di mettere un piatto in più in un posto che vedeva vuoto- già che c'ero siccome in quel momento mi sentivo un po tutti e due- ed è caso raro ma succede- ho chiesto alla mia amica immaginaria- che un po indisponente stava in piedi davanti alla porta- con le braccia scoscese- come in attesa che io cambiassi- ho chiesto lei -nonostante fossi donna e nonostante non fosse- apertamente il suo momento di sedersi anche lei al nostro tavolo imbandito- (o quasi) e per la prima volta - proprio ieri eravamo in quattro- io
come donna -la mia amica che era donna (e che donna)- il mi
... eppure la tua voce, ieri sera, mi pareva verosimilmente bella. Tale mi appariva all'orecchio. Tale mi appariva non secondo i canoni umani e le conoscenze sottese alla perfettibile ed incompleta natura dei comuni mortali. Mi appariva sotto forma inspiegabile gaudio per il mio spirito irrequieto. Sono sufficientemente folle da viaggiare da un capo all'altro dei confini caratteriali. Sono il bello e il brutto di ogni cosa. Sono e non sono. Nutro la mia duplice natura come madre che parimenti ama ognuno dei suoi figli... Sono un sogno reale, che ha tanta ma tanta voglia si sognarti... capito????
Sentivo, giusto ieri, un inconscio desiderio del tuo cuore di esser presa delicatamente in braccio, e di sentire forza e protezione proprio in quel delicato sollevarti dal mondo... Si... sollevarti dall'arida terra, per condurti in un posto degno d'esser calcato dai tuoi piedi. Non è solo l'esser attratto da te, non si esaurisce nel solo venerare te. Io venero anche il respiro che danza in te; il cuore che pulsa in te; il seno che lo protegge; le mani che coccolano l'aria mentre cammini...
Non è universo questo sterile ammasso di stelle, pianeti, nebulose, supernove, buchi neri... Non è questo il vero universo. Io ne ho scovato uno più bello in te, fuori di te... e nel "mezzo" di ciò che unisce, incolla, salda la distanza impercettibile che miracolosamente si impone in quel misero distacco tra questi due mondi che si legano attraverso di te. Cosa sei??? Sei dea da venerare, lodare e pregare? O sei tu stessa preghiera? Cosa sei? Musa ispiratrice cui dedicare una mistica e sensuale poesia? Ovvero, tu stessa sei poesia????????
Le cose vanno, vanno per inerzia, devo ammettere sono in piena crisi, il grigiore dei miei pensieri oscura la mente, se rivolgo lo sguardo in cielo, una stella si avvicina, mi trascina nel vuoto, barcollo, a tentoni lievito e cerco la luce, il grigiore si dirada, la mente si illumina, riesco a connettere, vago leggero come, e, meno di una piuma, mi ritrovo nella mia verona con la sua stella di natale, così pulita
, così piena di luci con musica soave che manifesta la gioia, sono tutti allegri buoni gli uni verso gli altri, niente polizia, niente assassini, niente ladri, niente donne uccise, niente bambini seviziati, niente debiti dello stato, niente votazioni, niente rincorrere il potere, tutto così facile, ognuno fa quello che vuole senza arrecare nocumento al prossimo, solo chi aveva prima il dominio tenta di rivoltarsi, non è d'accordo, non è giusto così, troppo semplice, come è possibile che il povero possa avere tutto e il ricco deve assecondare il volere degli altri, sicuramente sto vaneggiando è troppo bello per essere vero, difatti, mi sveglio, stavo sognando.
Una panchina in una piazza...
Persone, macchina, moto: avanti e indietro, indietro e avanti.
Ma io dove sono?
Dove sono le persone?
Io non vedo niente...
Percepisco solo un brusio indistinto, una massa fluttuante. A volte neanche quella. Non voglio farne parte, io non sono qui: il mio spirito non è qui.
Il mio spirito... Non è di qui.
E in ciò che mi circonda non c'è spirito; solo sfruttamento di corpi, che marciranno come ciò che li circonda e come ciò che contengono; una sostanza morta prima di aver avuto la possibilità di fiorire.
Occhi vitrei, vuoti, spenti.
Vitrei e freddi, perchè non hanno niente da trasmettere o non hanno la forza di farlo.
Vuoti perchè non specchio, ma squarci di una membrana sul nulla.
Spenti perchè non c'è raggio di luce che illumini quel nulla, perchè non hanno avuto la capacità di farsi penetrare dalla vita e dall'amore che scaturisce dalla natura.
Io Amo, io Vivo, perchè non vedo un filo d'erba, non vedo l'acqua che gorgoglia fresca rotolando scrosciante fra la roccia, non vedo un fiore schiudersi sotto le luci dell'alba, imperlato da goccioline di rugiada.
Io Li Vivo, io faccio parte di ogni sfumatura che sia degna di rappresentare la vita. E sono molto orgogliosa di poter partecipare ad un incanto che chi è cieco cerca nei sogni...
Ascolta il rumore del canto della mia Anima, e conoscerai l'impeto del mio fiume che scorre...
Io, disse l'ego...
Tu? disse il cuore...
Lo vedo, disse l'occhio
Certo! Disse la bocca
Perché? Disse il cervello.
Lo sento, disse la pancia
E io no? Disse l'ano
Ah Ah risero gli altri...
ma non per molto!
Nessuno capì
che appartenevano
allo stesso corpo!
-- IL DESTINO È GIA' SCRITTO? --
I miei genitori si sono separati quando io e mia sorella eravamo ancora piccoli, pochi anni dopo mia madre morì... non fu un'infanzia facile, ma del resto è la vita che non lo è!
Orfani di madre ci trasferimmo dai miei nonni con mio padre, essi erano i custodi di un bellissimo santuario; è lì che crebbi fisicamente, moralmente e spiritualmente.
In quella chiesa, ai piedi di quell'altare, mi immaginavo mentre fiero ed innamorato, promettevo amore eterno alla mia sposa; non c'erano dubbi, ERA INEVITABILE che mi sarei sposato lì.
In seguito conobbi la donna che sarebbe divenuta mia moglie. Quando decidemmo di fare "il grande passo" le espressi il mio desiderio di sposarci in quel santuario, ma lei (che era di un altro paese) disse che è nel paese di "lei" che ci si sposa per tradizione e che era una cosa a cui teneva molto. Io non volli insistere, in fondo l'importante era la promessa d'amore eterno al cospetto di Dio, non la chiesa dove l'avremmo fatta. Dentro di me, seppur rassegnato, sentivo che era inutile forzare le cose, perchè le cose sarebbero comunque andate come dovevano...
-- COME LA PIOGGIA SCENDE A TERRA --
Qualche settimana dopo, la mia dolce metà mi disse che non ci saremmo più potuti sposare nella chiesa del suo paese poichè, dopo anni e anni, avevano deciso di restaurarla. Alla fine ci sposammo al santuario dov'ero cresciuto e dove fra l'altro la conobbi.
-- CONSIDERAZIONI --
Questo è un esempio, forse il più eclatante che ricordo, anche se ce ne sono molti altri; mi porterebbe a credere che il destino sia già scritto, che la mia vita, la tua vita non è il risultato delle scelte che compiamo di volta in volta, ma solo il proseguimento di un racconto già scritto, con un inizio ed una fine prefissati e decisi. Forse se ci pensi, anche tu potresti farmi esempi di quanto ti sto dicendo, anzi sono sicu
Buonasera a tutti e Fan-culo a tutti - sono incazzato di brutto -quando sono uomo
incazzata - se sono donna- e non fate finta di niente che lo sapete-io dico basta
a quei social network-dove la gente non sa neanche a chi scrive e cosa scrive
dove ti dicono che non sei te-che sei altro-ma non sanno cos'altro-quando io so benissimo cosa sono-quando sono donna sono donna-quando invece muto in uomo sono uomo
e viceversa in arrendevole avvicendamento-mi importa una sega a me-di quello che dite
se uomo-m'importa una pubica a me di quello che fate-se donna-se sono uomo che la fa ad un uomo-se sono donna che la fa ad una donna-(la pubica)ma non viceversa-ero li ieri
come uomo-battevo craniate nel muro-quello dove ho attaccato migliaia di riviste giornali-affreschi di notizie-che la mia amica immaginaria-in quanto io uomo
cercava di sostenermi-mi diceva che non me la dovevo prendere per il troppo giudizio altrui-ma io sono fatta male-se donna-fatto male-se uomo-sono sensibile se donna-lo stesso se uomo-e ci rimango male-se donna-in egual misura se uomo-pertanto da ora in poi
vivrò di vita vissuta-niente più network-social-chat-rat-cat-solo qui-qui-solo qui
scriverò le mie cose e basta-dicevo- battevo delle testate da urlo-(il mio)-sia che fossi stato uomo-(e lo ero)- sia che fossi stata donna-(ma non mutai) pertanto non lo ero-quando- tra una nerbata intellettiva ed un'altra-mi capitò di leggere una notizia su quel muro a me tanto caro-"Nano ottantenne perde la verginità in estasi"
O mio Dio pensai -ed ero uomo-non sarò mica la causa di tutto ciò?
Dato che due giorni prima ieri l'altro insomma-ho fatto sesso con uno simile
pareva basso-ed in effetti lo era-ma il suo pene non misurava grandezze stratosferiche
perciò non badate alle solite dicerie che si dicera-(e scusate l'eufemismo)in giro
un nano l'ha lungo-un nano l'ha normale-da nano-è come dire che tutti i giocatori di pallacanestro l'hanno corto-ma che ne sapete voi-come l'hanno-ma lo sapete con q
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