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Riflessioni

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Luci ed emozioni

Ci alzammo presto quando ancora l'oscurità avvolgeva la natura, per cogliere il tramutar della notte in giorno. Dopo che il chiarore ci aveva già mostrato le parvenze di quei posti, un raggio ci colpì, sia negli occhi, ma ancor più nel cuore. Nel cogliere la bellezza di quei momenti, nulla riuscì a trattenerli dopo che la luce era diventata abitudine e non più novità; e nulla avrebbe più colpito in egual misura il nostro cuore finchè un altro mutamento non avesse coinvolto nuovamente il giorno e la notte.
È strano pensare come un cambiamento che ricorre due volte al dì ci renda sempre così incommensurabilmente coinvolti (se solo prestiamo attenzione a ciò che ci circonda).
Eppure, a volte, son le cose più abituali che ci fanno provare le emozioni più straordinarie.
Ma allora, forse, anche la luce permanente potrebbe essere il tesoro che cerchiamo da sempre! Ma ce ne accorgiamo solo quando non c'è e ritorna, quando è presente e se ne va.

   1 commenti     di: Elisa cec


Per deduzione

Infestazioni, fantasmi, apparizioni... che peccato che queste cose non siano vere! Vere oltre ogni ragionevole dubbio. Vere, certificate come tali! Sarebbe davvero bello se lo fossero. Per deduzione saremmo certi della vita futura, che ci attende oltre la morte, e potremmo anche avere una certa rassicurazione che Dio esista. Purtroppo tanti mettono in dubbio queste cose, quindi vuol dire che non sono oggettivamente vere. Non è come il calore della fiamma o il freddo del ghiaccio. Sono cose opinabili. Quindi non sono certe. Allora possiamo pensare che noi, dopo morti, siamo come quel pollo che giace nel congelatore. Solo che lui era un animale poco evoluto e non gli era concesso nemmeno di poter fare queste considerazioni. Quello che fa la differenza, tra noi e lui, da vivi è il nostro sofisticato intelletto. Da morti, non c'è nessuna differenza. Che lo vogliamo o no.

   7 commenti     di: Fiscanto.


Del grigio indelebile

Incertezze. Dubbi.
Mediocrità. Ovvietà.

Associo il colore grigio a situazioni sterili. Di quelle che ti mettono nella condizione di " soggiornare " in una sorta di limbo. E può succedere a volte che tenti di cambiare colore, ma ti accorgi che nella tua tavolozza non c'è altro che il grigio. O più semplicemente ti rendi conto che non sei capace di usare gli altri colori. E finisci con l'adagiarti in quella situazione. Perchè è più semplice.

Il grigio è il colore dell'assenza di emozioni.
È il colore della paura delle emozioni.
Le emozioni sono l'essenza della vita. Sono i suoi colori.
Sopravvivo nel grigiore alla continua ricerca di quei colori.
Sopravvivo con addosso la paura di rimanerne devastata.

Il grigio è il colore dell'incertezza.
È il colore della paura di sciogliere i dubbi
Scegliere una strada da percorrere non è semplice, se non hai l'istinto ad aiutarti. Così rimango ferma di fronte quel bivio perchè prevale la paura che quella non sia la strada giusta.

Il grigio è il colore della mediocrità.
È il colore della paura di migliorare.
Conosco e riconosco i miei limiti. Conosco e (mi) riconoscono le mie potenzialità.
Ho ben presente il mio prossimo traguardo ma so che per raggiungerlo devo mettere in gioco tanto. E rimango a crogiolare nella mia mediocrità valutando se il prezzo da pagare sarà troppo alto.

Sento addosso il grigio indelebile. Eppure non è il mio colore.
I mie colori sono tutti gli altri.

So benissimo cosa occorre per evitare di sopravvivere. So cosa occorre fare. Di certo, però, pacche sulle spalle e luoghi comuni non sono lo stimolo giusto.
Ho solo voglia di crogiolarmi ancora un po', di adagiarmi.
Soltanto perchè, credetemi, così... è più semplice

   3 commenti     di: patrizia melito


È come cercare di cacciare un raggio di sole per poi rinchiuderlo in una scatola

Pensieri scomodi che lasciano scie di amarezza e dolore. Dolore che diventa fisico. Non puoi calmare un dolore essendo allergica agli antidolorifici... Come non puoi calmare un dolore interiore con qualcosa che non hai... come fossi allergica alla felicità . Disagio interiore... . Tutto doloroso.. lo senti nelle ossa, nelle vene.. inonda te stessa con emozioni forti... incontrollabili. Come una tempesta.. come un tornado... ti copre di, ti soffoca e per poco non riesci a respirare... senti il battito del cuore come se fosse talmente forte da farti scoppiare la testa. Vorresti coprirti le orecchie con le mani ma non riesci a muoverti... ti senti pesante, tutto è pesante.. l'aria... E per poco il tempo si ferma... per te. Guardi scorrere tutto intorno a te, immobile non reagisci e non puoi manco gridare. Come diceva qualcuno..."Non puoi colmare un abisso con l'aria " .. Come non puoi colmare il vuoto dentro con dolore... È angosciante aspettare che ti salvi.. che salvi te stessa dall'inferno provocato dagli altri... È angosciante provare e riprovare senza risultati... È angosciante vivere cosi. Per chi è nato con il dolore... è difficile trovare la felicità . È come cercare di cacciare un raggio di sole per poi rinchiuderlo in una scatola.

   3 commenti     di: Michela


Oggi (nemesi d'un ignoto)

È un bel giorno, piove.
Il gelo acuisce la mia percezione della realtá, oggi il mondo mi appare stranamente piú vero; ma non é una verità stabile, solida, tangibile, è una veritá fragile quanto quelle piccole gocce trasparenti che stanno popolando i vetri delle finestre.
Sembra che basti un soffio per sovvertire il loro ordine; ed ecco che le vedi scivolare lentamente trascinate dalla impetuosa forza della gravità che le attira a sè, per poi sparire nel nulla.
Così accade alla verità, così accade al mondo, oggi.
Sono certo che domani sarà diverso, che ieri era altro, ma oggi è questo e non puó che essere tale.
Ed io non posso che essere qui, anche se vorrei essere altrove; questo é il mio posto, oggi.
I miei piedi percorrono la strada per me designata, niente mi protegge, niente mi permette di fuggire;
ma forse sono io il mio unico limite, il mio unico blocco, io ho tracciato il mio percorso.. O forse è anche questa un'ennesima scusa.
Io, io, puro egoismo, ma non il mio egoismo; è l'egoismo del soggetto ignoto, che uno può essere e tutto (e tutti) puó essere.
È l'essere senza identità, è solo un'altra manifestazione scialba e flebile della massa informe e sperduta.
É fiamma in un caotico incendio, é goccia nell'incessante pioggia, è quasi nullo ma per nemesi si sente tutto;
si sente un Io.
Tuttavia ciò non basta, non gli basta impersonare un'identità, non gli basta essere.. vuole essere primo, grande; arriva perfino a convincersi che il suo tutto sia migliore.
Ma io mi sento nulla non tutto. Mi sento perso. Caos.

   0 commenti     di: Melo Fiorito


Il profumo dell'anima (paradiso terrestre)

In virtù di un comportamento ottimale (genitori), dell'educazione morale (scuola) e della medicina educativa (medici di famiglia), nella nuova era spirituale (ultrapallio) si perverrà all'anima nella sua triplice veste (coscienza vigile, consapevole e morale) e il suo profumo si diffonderà nell'aria (paradiso terrestre)!


La luce dell'anima,
essenza divina,
ha il profumo di un fiore...
si sente, non si vede
e mai appassisce


Alla lunga vincerà l'intelletto per amare (Maiello, amo e sempre sarò) sulla ragione per valutare (Cartesio, cogito ergo sum) e, pertanto, il buio della mente diventerà la luce dell'anima.

Proprio così il cervello completerà la sua evoluzione:

1-paleoncefalo (il cervello del rettile/troncoencefalo)
2-archipallio (il cervello dei mammiferi antichi/sistema limbico)
3-neopallio (il cervello dei mammiferi recenti/corteccia cerebrale)
4-ultrapallio (il cervello dei mammiferi moderni/aree associative corticali)


In questa nuova era spirituale, grazie ad un comportamento ottimale (genitori), all'educazione morale (scuola) e alla medicina educativa (medici di famiglia), la ragione della materia grigia (sistema nervoso), finalmente, segnerà il passo all'intelletto della corteccia illuminata (sistema spirituale)... e l'uomo divenne un'anima vivente in virtù del genoma eccelso (luce spirituale/Maiello sulla scala elicoidale/Wilkins con base comportamentale/Paul Mac Lean) dopo aver attinto all'albero della conoscenza (del bene e del male) e all'albero della vita (Sacrificio della Croce).

Il sottoscritto, da forzato (e non da predestinato!), si è dovuto piegare alla volontà divina e rappresenta, pertanto, la testimonianza vivente di come la divina potenza può manovrare a suo piacimento le menti.
Di me, infatti, tutto si poteva dire (soprattutto di essere un accanito giocatore) ma non certo passare per filosofo (la complessità di Hegel mi scatenò il complesso per la filosofia!), per scrittore (la penna s'impantan

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Tavolozza

Sono bianco come il mio mal di testa, come le sclere degli occhi, come il mio culo non abbronzato, come i termosifoni spenti e i libri sullo scaffale, come le pareti della mia camera gialla.
E sono rosso come la bibbia e la mia chitarra elettrica.
E sono incazzato grigio tendente al nero, come il mio quaderno delle note.
E sono verde come la mia avidità.

E poi sono sentimentalmente daltonico.

Di che colore sei?

   5 commenti     di: Desio Sicario



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