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Riflessioni

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Luoghi dove finisce la terra

Per necessità, inevitabili, prevedibili come i sogni, esistono, lo giuro, luoghi dove le cose solide finiscono.
Posti dove tre mondi si incontrano e si misurano inquieti.
L’aria, terra e l’agitato mare.
Cammini per giorni e notti guardando il coperchio di stelle, imprecando contro le coperte piovose delle nubi, i piedi dolgono esausti di roccie sconnesse, Luna e Sole giocano e si fanno dispetti:

“discoli... mal educati ai bisogni dell’uomo! ”

Finalmente i tuoi passi giungono all’ultimo limite saldo possibile e i tuoi capelli agitati dal vento si specchiano, a tratti, nelle creste dell’onda.
Ti senti forte come una statua di bronzo dorato e sei il fulcro scandaloso del mondo.
Ora d’avvedi dell’arpia piumata di smeraldo che vola agile come il vento, ti accorgi della sirena d’argento che ride di te tra le onde, le spire spendenti dell’Idra sono a i tuoi piedi si chè nuove dinamiche si assommano tra i bagliori e le ansie dei mondi.
La risacca rigetta parole e ricodi come conchiglie e sportine indigeste.

“Ritorna, ritorna al tuo principio”

Gridano così gli stormi di gabbiani candidi e sanguinari.
Ma ti manca il coraggio e, convinto, parli di partenze quando altro non hai che un’arrivo, li dove finisce la terra.



La preghiera

Ho mio Signore tribolo come una bestia e sono sempre insoddisfatto. Questa vuol essere una preghiera buon Dio.
Un attimo che mi gratto la crapa sai non e' facile colloquiare con te. Saranno le zanzare le pulci i comandi della moglie. Vacca la miseria che odissea. Tutti mi vogliono bello ricco altezzoso. Chiedilo al mio cane: io sono un misero essere umano. Fondalmentalmente sono un essere felice. Se mi guardo attorno c'e' ne di gente che sta' peggio di me, e, a me, mi vien da penare. Non serve che tu lo chieda al mio cane. Non ti voglio far perdere tempo. So che dopo hai una partita a tennis. Poi ti sconcentro e va a finire che te la prendi con me. Capisco i tuoi grattacapi ma nel mio piccolo voglio farmi sentire. Questa e' la preghiera:. Mi devi aiutare. A volte ho dei vuoti di memoria. Per esempio adesso non ricordo cosa volevo dirti. In ogni caso ogni tanto da un'occhiatina ai miei gerani che non sono belli come quelli dei vicini.



Quali parole cercate con Google e scrivete nei vostri cybertesti?

Ogni giorno su Google vengono cercate un miliardo di parole, una su quattro di carattere sessuale o pornografico, due su quattro per lavoro e fare soldi e il resto mancia, passatempi, cultura, e altre sacrosante forme di cazzeggio.
Cioè ogni secondo centomila persone cercano una parola.

Queste aride cifre ci danno il senso di una mutazione antropologica ormai conclamata e avvenuta.
Ogni giorno scriviamo mails e cerchiamo delle parole.
Nei siti letterari, noi autori dilettanti, queste parole oltretutto le scriviamo, anche se mi viene il sospetto che più che altro scriviamo mails con forme più emozionanti e ricercate.
Ora, il cuore di questo brano è la condivisione: voi che parole cercate?
Fluttuando nei motori di ricerca, scrivendo mails, chattando, vagando per i portali, insomma: che parole cercate, amiche e amici?


Nel frattempo parlo per me, come è giusto che sia.
Parole ne cerco tante, penso come tutti voi; ma da qualche tempo una precisa consapevolezza mi ha fatto intravedere l'unica che è la regista di tutte le mie ricerche: "esperienza", o meglio fare esperienza.
Nella mia esistenza ho sempre distinto e percepito una grande differenza tra Esperienze interiori, quei momenti in cui la percezione del vivere si raggruma in forti emozioni, ricordi e racconti e il banale vissuto quotidiano, la routine automatica e inconsapevole.
In sintesi, la scrittura Web ci permette di fare esperienza.
Prima di dirmi quali parole cercate, vorrei chiedervi un'altra cosa: in quale modo facciamo esperienza?


Sappiamo bene che l'ambiente in cui viviamo o il medium che usiamo ci condizionano.
Perché qui amiche e amici, è davvero cambiato tutto.
Prima del Web, fare esperienza era un faticoso lavoro di pazienza, di studi metodici e perfino di adesso tanto odiata erudizione.
Dopo esserci fatti un sedere così, allora, come in un lampo estatico si provava interiormente una vera esperienza che ci arricchiva e che andava narrata intorno a noi.
Questa era l

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   2 commenti     di: Mauro Moscone


.. fumatine interiori

<< Oggi pago solo la colazione, ho smesso di fumare>> Annunciare all'amica il proprio tradimento verso le future entrate economiche del suo bar, sarà dura come smettere? . Appena spenta l'ultima sigaretta i buoni propositi vengono a galla come tappi di sughero nell'acqua.
<< Basta con il fumo! >>
I polmoni gridano libertà d'espressione mentre l'alito avvolto da un cupo impasto rilascia odori sgradevoli ad ogni prova di espressione verbale. Anche le relazioni sociali con il tempo finiscono nel posacenere della stupidità. Il fumo è una trappola mortale che ti prende per sfinimento, ti scava dentro nel profondo dell'anima in cerca dell'ultimo focolaio di resistenza chiamato volontà. Purtroppo più passano gli anni e più diventa difficile ascoltare quella voce dall'interno, quel campanello d'allarme che alle prime boccate ti fa capire da subito che stai ingurgitando sostanze nocive per il tuo organismo. Ho appena spento una sigaretta e visto il sapore che mi ritrovo in bocca penso inevitabilmente al coraggio della mia ragazza quando mi bacia... che donna!. La mia forza di volontà per smettere di fumare dura da quando mi alzo dal letto, fino al vicino bar per fare colazione. Il caffè è tra i migliori alleati alla nicotina e una volta bevuto si sente l'estremo bisogno di mischiarlo con l'odore del fumo. In quel preciso istante la bocca si trasforma in una betoniera umana. Da quel mix di odori impastati ne esce un vento caldo stile fogna di Calcutta.. vorrà dire che punterò al fascino del ribelle. Per debellare una volta per tutte la voglia di fumare alle generazioni future, si dovrebbe imporre alle ostetriche di somministrare a tutti i neonati alitate in faccia di fumatore. Tremendo sarà il ricordo per farsene una voglia futura. Le gestualità sono l'essenza del vizio, ma nel vizio del fumo sono solo gesti utili per accendini.
In attesa dell'ultima sigaretta e "consolato" di non dover tradire l' amica, continuerò a pagare i miei sei euro al Bar.

Q

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   0 commenti     di: Antonio Morrone


Conflitto

Non è facile oggi essere educato e allo stesso tempo apprezzato
L'educazione è debolezza oggi.
Quando la parola più ardita che si può usare è "caspita ". L'educato spegne l'entusiasmo, uccide il linguaggio, spegne gli ardori
L'educato è ormai una figura mitologica, estinta su molte terre di questo pianeta. Diciamolo : è noioso.
Che noia quei sorrisi, che noia il suo parlare rispettoso, che noia... E allora? Allora mettiamoci dentro parole di amplessi bestiali, di erezioni stradali, di sbevazzamenti vari e ripetuti,
raccontiamo la vita reale con parole reali.
Invidie, menefreghismo, blasfemita, impudicizia. Ma si è tendenza, è poesia, è racconto.
Stiamo diventando tutti una sorta di Aldo Busi, lui si che è avanti, è il Vasco Rossi del linguaggio
Lui? Ma forse è superato, è fin troppo gentile, poco sboccato.

Urina, vagina, umori, malori,
non sono parole poco usate dagli educati?
Genitali, maiali, animali, bestiali. Non sono queste le nuove frontiere dello scrivere, quelle che fanno vibrare le menti?

Sono queste? Sono quelle meno noiose, quelle che si fanno leggere di più .
Si, si fanno leggere di più . E che leggeranno gli educati? Loro... (i maleducati ) Loro che hanno infranto la barriere del suono del linguaggio. Che barriera ci sarà dopo? Quella della luce.
E dopo quella della luce? Non c'è materia oltre la luce. A meno che... A meno che? A meno che non si trovino altre barriere da infrangere.

Altre barriere? E quali?
A breve hanno dimostrato che la velocità della luce può essere superata.
Superata? E da che? Caspita non lo so proprio, sono troppo educato per saperlo.

   4 commenti     di: luigi granito


La macchina da scrivere

Chiunque tu sia, puoi leggere questo testo! L'altro giorno ero nella soffitta della grande, ma ormai vecchia casa dei nonni. Non avevo molto da fare, e così cominciai a frugare dentro un baule, su cui c'era scritto "Ricordi" a caratteri cubitali. Lo aprii e all'interno trovai tanti quaderni, fogli sciolti, fotografie, libri e infine una cosa molto rara: una macchina da scrivere. Era impolverata e così pensai di portarla di sotto e di pulirla. Dopo un po' presi un foglio e cominciai a scrivere qualcosa, giusto per vedere se funzionava. Per fortuna era ancora intatta e, con il permesso del nonno, la portai a casa. Ormai ho ventidue anni e vivo a Pisa, la città in cui c'è l'università che frequento. Sin da bambina sognavo di diventare una giornalista o una scrittrice famosa e, probabilmente, il mio sogno diverrà realtà. Pisa è una città bellissima, comincio ad orientarmi e adoro il panorama che posso vedere dal mio piccolo appartamento. Sono cambiate molte cose da quando è finito il liceo e a volte, quando sono sola, ripenso ai bei momenti trascorsi a scuola. L'università è molto dura, e la voglia di studiare è poca ma mi sto impegnando per riuscire nel mio scopo. Nel baule a casa della nonna c'era anche il mio vecchio diario: non credevo di averlo lasciato lì, pensavo che fosse nella mia vecchia stanza o dentro a qualche zaino. Rileggendolo ho pensato "Oh... com'ero ingenua", e dopo questa osservazione mi è venuta l'idea di scrivere un nuovo diario, ed eccolo qui!! I tasti della macchina da scrivere sono un po' duri, però mi ci sto abituando. Magari, dopo un po' di tempo, potrei scrivere un libro basato su questi miei pensieri, già mi immagino... riceverò un premio, sì , il premio bancarellino, ma specialmente tanti lettori mi adoreranno!! Se c'è una cosa che non smetterò di fare è Sognare... È tardi, domani ho un esame, devo andare.
A presto

   6 commenti     di: silvia costante


Avrà una fine?

Inizi a seguire una via, una direzione, ci metti entusiasmo, fatichi, finché ti accorgi che è una strada chiusa. È proprio allora che devi ripartire, sembra facile a dirsi, ma è molto impegnativo, demoralizzante, riprogrammare i tuoi impegni per riempire i vuoti e tentare di uscire definitivamente da questo pantano, da questo luogo inospitale. E provi ad arrampicarti, a usare qualche fune, ti sforzi per cercare di risalire. Non è semplice, rischi di scivolare, cadere di nuovo, ma se alla fine ce la farai e sarai sano e salvo, senza alcun danno (a parte quelli morali), potrai esclamare:
Bene, e adesso che cazzo faccio?
La vita è un labirinto e dovresti imparare a ritrovarti. Come chi esce di galera dopo una lunga pena, chi ritorna a casa dopo la guerra, rimani spaesato, senza appigli e senza la tua terra, il tuo campo d'azione tramuta in delle sabbie mobili. E fra distrazioni e piccole gioie quotidiane puoi domandarti soltanto:
Quando tutto questo avrà una fine? Attendere e soffrire per tutta questa eutanasia oppure decidere di staccare la spina?
La vita è una e dev'essere vissuta al massimo, senza lacrime né rimpianti, non ha senso continuare a respirare, rubare l'aria, per farsi male. Il dolore fortifica, indubbiamente, ma se presenta un carattere persistente può solo mortificare, facendoti abbassare la testa davanti alle questioni più gravi. Se vogliamo un paese migliore dobbiamo reagire tutti quanti, chi accetta le ingiustizie statali fa il loro gioco e in questo modo legittima ciò che altri combattono, vanifica tutto il lavoro fatto.

   0 commenti     di: vasily biserov



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