Nella città di Carrara un maestro scultore stava lavorando col suo martello e il suo scalpello su un grande blocco di marmo bianco.
Un ragazzino, che passeggiava fischiando una vecchia canzone, si fermò davanti alla porta spalancata del laboratorio.
Il ragazzino fissò affascinato la pioggia di polvere bianca, di schegge di pietra piccole e grandi che ricadevano a destra e a sinistra.
Non aveva idea di ciò che stava accadendo: quell'uomo che picchiava come uno squilibrato la grande pietra gli sembrava un po' strano.
Qualche settimana dopo, il ragazzino ripassò davanti allo studio e con sua grande sorpresa vide un grande e possente leone nel posto dove prima c'era il blocco di marmo.
Tutto entusiasto, il bambino corse dallo scultore e gli disse: "Signore, per favore, dimmi, come hai fatto a sapere che c'era un leone nella pietra?".
La nostra vita è come un blocco di pietra di marmo bianco.
Tocca a noi lasciarla scolpire dal Maestro e farla diventare un capolavoro.
Cos'è la morte, se non uno stato di passaggio tra la vita e la rinascita. È il vuoto, il momento in cui ti senti di esprimere qualcosa ma le tue palpebre, ormai coperte e ribaltate, le tue mani, ormai aperte e putrefatte, le tue labbra, ormai devastate e recluse non danno alcun cenno di risposta.
NO; voglio morire sepolto e lasciare questo mondo sporco dove la popolazione, sottomessa alle regole del gioco, non trova l'ormai estinto coraggio per evadere da un mondo prigioniero. Un mondo che porta solo illusioni per stupidi burattini convinti che la loro vita abbia uno scopo definito chissà dove e chissà da quale mente diabolica e piena di vendetta reciproca. Rido pensando a tutto questo; pensando a quante volte rimango assorto, tra mille pensieri, e mi fermo a divagare cercando una spiegazione, sempre che esista...
una parola che fa parte della nostra immaginazione, lasciare la mente aperta ad una valanga di cose, concetti, azioni, pensieri.
Ognuno di noi ha un sogno che vorrebbe vedere davanti ai suoi occhi, e spesso la realtà stessa può essere un sogno.
Il mio di sogno è quello di uscire dalla gabbia in cui sono prigioniera, di essere libera, di trovare davanti a me la consapevolezza di terre vaste e lontane, di oceani, laghi, montagne, città, monumenti, persone... ma persone nuove, diverse da quelle a cui sono stata abituata, persone con dentro nuovi mondi.
Scoprire che la mia casa non è un tetto con quattro mura, due finestre e una porta, bensì il mondo emerso, lo spettacolo della natura, l'aria fresca dell'alba al mattino, le stelle lucenti nell'oscurità della notte.
Per me questa è la vera libertà. la libertà di vivere fuori dagli schemi, dalle combutte politiche e sociali, dalle apparenze, dall'attaccamento al denaro, dagli scandali mediatici, dal pettegolezzo, dal giusto e dallo sbagliato, dal cinismo, dall'arroganza e dalla superficialità.
Il mio sogno è la possibilità di volare in alto attraverso le mie braccia, le mie gambe, il mio cuore e la mia testa.
Per fare uno spettacolo pare sia necessario, al minimo un attore ed uno spettatore.
Nella enorme variegata offerta di spettacoli ho assistito ad una rappresentazione del tutto insolita.
Gli spettatori, dopo un percorso a piedi, si sistemano in una tribuna fatta di panche sovrapposte, alcune hanno qualche cuscino per un maggiore conforto, le altre sono abbastanza spartane. Sono spettatori insoliti perché hanno tutto un corredo di potenti macchine fotografiche dotate di incredibili obiettivi dotati di zoom. Alcuni si sono dotati di generi di conforto per ingannare l'attesa, bottiglie di birra o biscotti. Altri si stanno cospargendo di lozioni contro gli insetti. Il silenzio è totale in attesa dell'inizio dello spettacolo. Fa un freddo pungente. Il palcoscenico è una pozza d'acqua come sono frequenti in questo territorio della Namibia: sì sono nel parco dell'Etosha e siamo in attesa dello spettacolo notturno della natura. Non è programmato nel suo inizio e nel suo svolgimento. Possiamo sperare, come i nostri occasionali compagni di quella serata, che qualche animale assetato si avvicini ed esegua la sua rappresentazione proprio di fronte a noi, illuminati dalle luci che puntano alla pozza d'acqua.
Non sappiamo se questa sera saremo fortunati né quanto ci sia da attendere, solitamente qualche animale si dovrebbe presentare perché è un periodo di grande siccità e le pozze sono sempre frequentate, allora aspettiamo. I fotografi sono già pronti con la loro attrezzatura. Ci guardiamo attorno cercando un rumore o un movimento dietro ai cespugli di acacia che circondano la pozza d'acqua che è abbastanza grande e con alcuni massi sparsi attorno.
Ecco un movimento fra gli spettatori più attenti ed abituati : vedo che indicano qualcosa non ancora perfettamente visibile ed in lontananza. E'una bellissima ed enorme giraffa che lentamente si avvicina con la sua andatura altalenante sulle lunghe zampe e dondola il lungo collo in modo ritmico. Si ferma e gu
"Stavolta lo scegli tu il posto!". Mia sorella è stata categorica, senza mezzi termini, la sua frase mi è piombata addosso come un ordine al quale non ho potuto sottrarmi.
Finora aveva pensato lei a prenotare il pranzo per il compleanno del "nonno", nostro padre.
Io vado poco al ristorante, un po' per i prezzi e anche perché sono sempre a dieta, ma piace anche a me trovare il pranzo pronto, eccome se mi piace, e di fronte a certi piatti la linea proprio me la scordo.
È la prima volta che mia sorella mi affida questo impegno, normalmente mi assegna cose terra terra, come la spesa, le pulizie e lavori affini, mi tratta un po' come una cenerentola.
Se all'inizio, dopo la morte della mamma, il suo comportamento mi infastidiva, col tempo ho imparato a trarne vantaggio. Mi spiego... dopo il suo matrimonio, in casa sua, hanno cominciato a girare i soldi e così oltre a dimenticare di essere stata povera, ha incominciato a criticare tutto quello che facevo.
Per lei la vita corre in discesa, frequenta ristoranti di lusso, fa crociere più volte all'anno e si permette tutto ciò che le frulla per la testa, mentre per me non è cambiato nulla e il borsellino lo devo sempre tenere a bada se voglio arrivare alla fine del mese, così ho cominciato a lasciarla fare, lei si mostrava grande ed io me ne stavo tranquilla.
Comunque, questa volta, me la dovevo cavare da sola. Ho pensato che a mio padre sarebbe piaciuto un agriturismo: piatti casalinghi, cibi nostrani e aria pura, in piena campagna. Il suo ideale, ma non potevo permettermi errori nella scelta, perché dovevo far tacere mia sorella.
Così mi sono affidata alle mie umili conoscenze, ho chiesto alla postina e alla panettiera, loro girano di casa in casa e hanno una profonda conoscenza della zona. Tutte due mi hanno consigliato lo stessa azienda agrituristica. Ho telefonato sul posto per accertarmi della disponibilità, poi ho chiamato mia sorella per vedere se andava bene anche a lei e nel f
Quando si può dire che viviamo la vita.
Questa riflessione la faccio questa sera perchè sento fortemente la solitudine, che non è vita.
La vita merita di essere vissuta, secondo la mia opinione, quando sai con sicurezza che qualcuno ti è amico e sai che ti stima che le sono necessario che quando ci incontriamo entrambi sorridiamo ci abbracciamo affettuosamente, allora capisci che merita vivere.
Non sempre, anzi raramente, c'è un tempo consistente per questi momenti di gioia.
Perché la lontananza, anche se temporanea, ti porta ad avere momenti lunghi di tristezza, se poi la lontananza è grandissima, allora la tristezza è veramente tremenda, ma se sei convinto che tornerà, allora hai la forza di pensare al momento del ritorno, così la gioia esploderà perché la potrò riabbracciare e dare e ricevere tanti bacetti su le nostre guance.
Cara amica mia, ormai fai parte di me perciò della mia vita e non dovrai più uscirne perché se ciò accadesse, sarebbe come uscisse l'anima dal corpo mio, allora vorrebbe dire la fine di vivere.
COLUI IL QUALE TI VUOLE TANTO BENE E TI AMMIRA.
Se io fossi un uomo... sarei diverso da alcuni di voi.
Se io fossi un uomo
cercherei la mia donna tra tante... non mi importerebbe nulla della sua bellezza esterna, ma mi piacerebbe conoscere il suo cuore, e la sua anima, in modo da amarla ancora di più e capire cosa la ferisce e cosa la rende allegra.
Se io fossi un uomo... guarderei la mia donna all'infinito... bevendo ogni sua metamorfosi... perche è lei che ho scelto tra tutte.
Se io fossi un uomo cercherei di sorprendere sempre la mia donna, la farei vivere sempre in attesa di me, sempre con quel bisogno impellente di avermi al suo fianco... ma non perche vorrei essere sempre presente nelle sue scelte, ma perche senta il bisogno di completarsi solo con me.
Se io fossi un uomo sceglierei un donna che sappia prendere le sue decisioni... cercando di coinvolgermi con le sue idee... nei suoi problemi, facendomi sentire, così, importante per lei.
Se io fossi un uomo prenderei la mia donna per mano e la trascinerei fuori mentre piove... perche così saremmo due esseri che si completano nella natura.
Se io fossi un uomo bacerei la mia donna all'infinito, la guarderei mentre dorme bevendo ogni suo tratto, ogni suo movimento.
Se io fossi un uomo sarei contento di esserlo.. perche così saprei che solo con la mia donna mi completo
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