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Riflessioni

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Lo Specchio

Alle volte evitiamo d'incontrare una persona, solo perchè turba il nostro presunto equilibrio. Se qualcuno riesce ad avere questo potere su noi, probabilmente non siamo così sereni come crediamo e qualla persona risulta lo specchio della nostra anima e ne abbiamo paura! Affrontare il nostro vero "IO" non è mai semplice, ma alla fine per quanto possiamo evitare di camminare sulla stessa strada di colui che ci spaventa, la vita un giorno ci metterà sullo stesso passo, e tardi o presto siamo costretti a fare i conti con la realtà e a mettere a nudo il nostro spirito!

   4 commenti     di: laura


La Fiera

Nella città di *** si svolgeva la fiera di "oggetti d'arredamento per la casa e per il giardino" così come era pubblicizzato sui cartelloni presenti in città. All'ingresso della fiera c'era un cartello con la seguente scritta: "Oggetti unici oggetti rari, in altre parole oggetti... comuni" e poi sotto: "Pagamento in contanti, rateali, con cambiali, assegni post-datati e soprattutto in nero e subito" e infine "tutti gli oggetti sono collaudati, brevettati e omologati come da legge". All'interno dell'area della fiera c'era la banda che suonava una marcia americana, i bambini attorno ai venditori di zucchero filato con accanto i genitori che tenevano in una mano i palloncini legati al filo e nell'altra l'oggetto acquistato o un bigliettino, probabilmente una ricevuta.
La fiera non era organizzata in padiglioni, c'era un unico grande immenso con al centro un solo venditore che esponeva. Il venditore elogiava le proprietà, l'utilità, le funzionalità degli oggetti e le persone tutte intorno ascoltavano estasiate approvando con la testa ciò che diceva e toccandone con mano le qualità.
Era una vendita a ciclo continuo, terminato di elogiare le proprietà dell'ultimo oggetto iniziava daccapo. Era un via vai di persone e chi usciva portava immancabilmente con se, soddisfatta, l'acquisto appena compiuto.

... e quest'oggetto che vedete alle mie spalle è fatto con legno pregiato d'olivo l'olivo che è il simbolo della pace è stato realizzato dalle abili mani degli artigiani locali su questa croce è morto Nostro Signore Gesù Cristo, questa è la croce originale. La potete sistemare nel vostro giardino, e vedrete che attrattiva sarà. Ma se non avete un giardino e la vostra casa non dispone di un grande salone, allora vi posso dare delle croci più piccole, ma sempre originali, affrettatevi la serie è limitata, diffidate dalle imitazioni, qui solo pezzi autentici. Ne abbiamo di tutti i tipi oro ebano argento con diamanti con pietre preziose e di tutte le dimensio

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Il mito del professore italiano

I professori italiani sono fuori dal tempo, dal tempo di Platone che raccontava di come, con il suo mito della caverna, un filosofo debba compiere il dovere di far partecipi gli altri delle proprie conoscenze. I professori italiani non hanno voglia di insegnare, ma di giudicare; voglia di non compiere il proprio dovere e lasciare gli alunni nell'oscurità delle ombre; voglia di umiliare ragazzi e fare quella smorfia di soddisfazione come se stesse provando un orgasmo, anzi come se si stesse masturbando poichè il piacere di umiliare lo prova da sè e per sè. Il loro genio non sarà mai ricordato perchè trattenuto dallo scudo egoistico che li circonda.

   4 commenti     di: SalvatoreCierro


L' attesa

"Prego si accomodi. - disse l' infermiera ad Anna - Il dottore sarà qui tra poco". Anna si sedette su una poltroncina della sala d' aspetto dell'ospedale, il cuore gonfio d' ansia per il risultato di un esame clinico importante che aveva fatto qualche giorno prima. Il medico, che aveva letto la paura negli occhi di Anna, le aveva consigliato di non ritirare lei stessa il risultato. Glielo avrebbe comunicato lui stesso, così ne avrebbero discusso insieme.

...

Lorenzo baciò Barbara a lungo, dolcemente. " Buonanotte, Barbara. Dormi in fretta! E domani non mi fare aspettare troppo in chiesa. Finalmente vedrò il tuo abito da sposa. Sarai bellissima".
Barbara non dormì affatto e la notte precedente il suo matrimonio le sembrò la più lunga che avesse mai passato.

...

Due attese brevi, una angosciante, l' altra gioiosa, ambedue percepite come lunghissime. Che cosa avrà detto il medico ad Anna? E il matrimonio di Barbara e Lorenzo sarà stato felice?
L' attesa è aperta a mille possibilità. È una porta sul futuro che non si può prevedere. Cercando un esito futuro buono facciamo delle scelte, ma navighiamo al buio. L' attesa è ambigua.
L'ottimista spera, l' incerto si affida alla sorte, il pessimista ha paura. A volte la paura ci travolge e per superarla speriamo che quello che deve avvenire avvenga presto, anche se è doloroso, terribile, tragico. Mi colpì molto, quando lessi Kierkegaard, una sua riflessione. L' umanità di Gesù, dice il filosofo danese, non si rivela nel famoso: "Mio Dio, perché mi hai abbandonato?" ma nelle parole piene di angoscia che rivolge a Giuda, mentre si consuma la cena pasquale. "Quello che devi fare, affrettati a farlo".
Per questa terribile ambiguità dell' attesa la vita dell' uomo è perennemente pervasa da

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Milano e... Dintorni

-Dov'è papà? Ho paura!- disse la bambina stringendo avidamente il pupazzo di peluche.
-Non ti preoccupare amore. È andato a lavorare come tutte le sere. Domani, quando ti sarai svegliata, ti darà tante coccole.- Rispose la madre con il consueto rituale per mettere a dormire i suoi tre bambini.
Ifigenia era la più piccola dei tre fratelli e di gran lunga la più brillante. Nonostante i suoi cinque anni aveva già provato a guidare la macchina col papà e si era misurata a stare da sola per qualche ora in attesa che i suoi genitori tornassero dalla spesa settimanale.
Quella sera una strana inquietudine accompagnava il dormiveglia. Qualcosa di ancestrale premeva nei suoi pensieri come per soffocarla.
Gli Hudorovic erano una di quelle famiglie che si riuniva all'ora di cena davanti al televisore a schermo piatto, quasi come fosse un loro parente adottivo. Il suono delle trasmissioni si spalmava sullo sfondo dello schiamazzo dei bambini capricciosi per il cibo, isolandoli per qualche tempo dalla ferocia del mondo esterno. Solo in seconda serata, quando tutti i bimbi si addormentavano il papà poteva uscire tranquillo per andare a lavorare.
Il mattino successivo alle prime ore dell'alba bussarono alla porta: -Lei è la signora Hudorovic?- disse il poliziotto con tono formale.
-si!- rispose lei lasciando cadere le stoviglie che stava armeggiando.
-dobbiamo entrare per perquisire la roulotte. Suo marito è stato arrestato durante il furto in un appartamento-
Fu al risveglio di quella mattina che Ifigenia comprese di essere diventata improvvisamente adulta e che non avrebbe rivisto il padre per i successivi otto anni, mentre al campo nomadi di via Rubattino la vita riprendeva indifferente, con la stessa sequenza dei giorni passati.



La Foresta delle Vagine rotanti (10)

Mi è stato detto che posso scrivere di tutto che posso esprimere di tutto
che non ho limiti ne condizioni d'uso la massima libertà d'azione
ed io ho accettato per questo di espormi così e di dirvi quanto sto male
quanto mi sento sola oppure solo quanto ho bisogno di questa parola
amore amore amorevolmente infinito questo bisogno io ho bisogno d'aiuto
chiedo aiuto lo chiedo nel modo più forte mi sia mai concesso
tanto so che nessuno lo prenderà sul serio sono stanca oppure stanco
del cambiamento sono stanca d'essere apprezzata solo per quello che faccio - non per come sono non per chi sono non per quanto sono
mirabilmente me stessa nel cambiamento oppure l'inverso
quando non faccio sia come donna sia come uomo quando non credo
sia come uomo sia come donna quando non vivo parzialmente
insoddisfatto di tutto anche solo per un attimo in più e viceversa
ed allora credo d'avere il diritto nonostante abbia fatto sesso
con mezzo mondo femminile e sesso con l'altra parte maschile che avanzava meno la quota rimanente il contrario - credo d'aver il diritto
di dire la mia di quanto imperversano tempeste dentro le nuvole
che non si spremeranno mai alla luce al buio al niente - ecco perché sono qui forse uno una nessuno - oppure chissà cosa prima che tutto finisca
e poco importa se amo qualunque donna mi passa intorno
se come donna esisto e poco importa - se amo qualunque uomo
mi passa intorno se come uomo esisto amo per la condizione d'esistenza
amo per sopravvivere al disastro della solitudine - oggi ho trovato solo pochi spiccioli per terra forse non è giornata ed i miei consiglieri
al bar erano assenti che sia solo finzione chi ti voglia aiutare a capire?
Ho bisogno di aiuto è vero chi non ne ha? Mi chiamo Valentina
Vincenza Vattelappesca - quanto ancora potrò resistere in questo mondo
per gli amici (casomai ne avessi)

   0 commenti     di: Dark Angel


Un lungo viaggio sotto casa

L’uomo ha sempre anelato ai grandi viaggi per scoprire nuovi e, forse, più ampi orizzonti da osservare con sguardo emozionato ed entusiasta. Per capire il mondo in cui vive e se stesso.
Il viaggio è poi, principalmente, movimento, e il movimento è vita.
Viaggiare, quindi, per spostare i confini della mente assieme a quelli geografici.
Il piacere delle piccole e grandi scoperte dietro l’angolo, sono, invece, quelle che, chissà perché, si scoprono per ultime, quando si è finito di girare il mondo e viene la nostalgica curiosità di ritrovare le cose “sotto casa”.
Perché, allora non farlo prima? Specie se abbiniamo ad un breve viaggio nello spazio anche un lungo viaggio nel tempo.
Quando sentiamo parlare della “macchina del tempo” pensiamo ad una invenzione che, forse, sarà realizzata nel futuro per effettuare delle “escursioni temporali” e assistere così agli avvenimenti passati, anche di epoche remote, come le ere geologiche. Un viaggio, dunque, nella quarta dimensione concepita come “quella cosa che procede ad una velocità sempre uguale a se stessa e sempre in una sola direzione”. Cioè la si immagina come una sorta di “freccia temporale” che vorremmo percorrere anche in senso inverso.
Einstein stesso aveva teorizzato che il tempo si dilata (rallenta) all’aumentare della velocità, ciò ha fatto supporre che si potessero trovare delle “brecce temporali” per introdursi in epoche passate e future.
A parte il fatto che gli ultimi orientamenti scientifici non concordano più sul fatto che la quarta dimensione sia da identificare sicuramente con il tempo, c’è una domanda di W. P. Sanders su cui riflettere: - Quale altra certezza abbiamo se non quella della nostra esistenza nel momento in cui sentiamo di esistere?
La nostra memoria del passato altro non sarebbe che una sensazione attuale come pure il concetto del futuro. Così, forse, la macchina del tempo non potrà mai esistere per mancanza del mezzo stesso in c

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   0 commenti     di: Giulio Caso



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