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Riflessioni

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Ingenuità

Se c'è qualcosa che mi manca è quel
campanello d'allarme che ti avverte
se ti stai cacciando in qualche guaio,
io proprio non lo conosco, non
capisco cosa sia.
Delle persone vedo sempre il
lato migliore, mai quello peggiore.
Quando credo di sapere mi accorgo
che devo ancora imparare molto,
e che la vita ti da sempre delle
opportunità, ti fa dei regali,
alle volte graditi e speciali,
altri sgradevoli, e dolorosi.
E può sembrare strano ma
sono proprio gli eventi pù
dolorosi a dare una svolta
positiva alla nostra vita, una
" mazzata "
che ti arriva ti disorienta poi
ti rende più forte.
Di qui devo imparare a ripartire
devo puntare anche su un pizzico
di ironia.
Sorridere un un poco anche delle
proprie vicissitudini e rendere meno
pesante la situazione, e riconoscere
che pure se ho ricevuto un brutto
colpo, può avere cambiato in meglio
la mia vita.
E non sentire più quel tarlo dentro
" che mi rode ".
Ma sento che le cose ora sono cambiate.
Una verità da accettare, un amore che
può finire.
Ma l'affetto deve sempre
rimanere...



Quella luce

Nel bene o nel male le cose vanno avanti, scorrono veloci.
Non c'è niente che tu possa fare per tornare indietro e cambiare tutto.
Puoi solo modificare il tuo destino, il tuo futuro.
Puoi manovrarlo tu e puoi decidere tu stesso cosa ti riserverà questa merda chiamata vita.
Basta un piccolo sforzo, un passettino in avanti, guardare al di là del proprio naso, dei propri occhi.
Gli esseri umani peccano di noia e fatica a volte, basterebbe fare come le nuvole che si muovono lente con il vento, o guardare un po' di più il cielo soleggiato per accorgersi che gli occhi s'illuminano di nuovo di una bella luce.
E per sentirsela dentro, quella luce, non basta solo farci caso;
devi assaporarla, sentirne il calore, coccolarla e farla entrare dentro la retina, fin sopra la testa, lasciare che ti avvolga, che rubi ogni pensiero negativo e che lo distrugga, per poi farla scendere giù fino al cuore, dove esplode come una bomba ad orologieria e riempie il petto di calore, quasi come se bruciasse.
Ed ogni respiro, si affanna sì, ma quando butti fuori l'aria liberi qualcosa, che non so definire, ma ti svuota del male e ti da un battito in più, quasi irregolare, che fa scorrere il sangue più veloce...

   2 commenti     di: Lavinia Pini


Due fiori dello stesso albero

Io e Faith siamo come due fiori dello stesso albero, uno, avendo la benevolenza di nascere in cima all'albero, dove la luce del sole batte più alto, è cresciuto distinto e meraviglioso.
L'altro, ancora bocciolo, si culla nell'ombra della chioma di quel grande albero.
Ma ciò non significa che non potrà crescere.
Quando sboccerà, combattendo per la ricerca di un fascio di luce, sarà più splendente e duraturo del primo fiore.



Leggere e scrivere, per me

Scrivere. Leggere. Queste due azioni, questi due momenti nella mia giornata sono i miei preferiti.
I momenti in cui mi stacco dalla realtà, in cui per qualche ora posso diventare ciò che voglio, il mondo, i problemi che mi riguardano, scompaiono, per fare spazio alla mia creatività, alla mia fantasia. Come per un tossico che si fa la sua dose, io leggo, l'effetto è assicurato, un distacco totale da tutto ciò che mi circonda. Ieri ero un avventuriero in un mondo misterioso, oggi sono un fumatore incallito che cerca di fuggire dal suo vizio(la coscienza di Zeno). Leggere è ciò che mi rende libero. Non esiste più nessuno nel momento in cui apro un libro, io stesso non esisto più, ma esiste solo la lettura che mi dà accesso a un altro luogo, un luogo incantato. Non credo che questa attività possa essere uguale per tutti, non voglio essere come quei pallosi insegnanti di lettere che dicono, e se non dicono, costringono, a leggere, che vogliono imporre una cosa per forza, se a qualcuno non interessa leggere che non legga, non è mica una colpa. Ognuno trova il suo modo per fuggire da ciò che lo circonda, chi ha un hobby, chi viaggia, chi si droga, sono tutti modi per andarsene, scappare da tutto, chi più chi meno. La scrittura ha mille forme diverse, i libri hanno mille forme diverse. Il modo di scrivere, la descrizione, i caratteri dei personaggi, quando leggo un libro non mi immedesimo semplicemente nel personaggio ma in modo presuntuoso gli rubo il ruolo, divento lui, mentre nel caso di altri libri che li sento più vicini a me prendo il posto dell'autore ed è come se la parole in quelle pagine fossero state scritte da me. Non esistono libri leggeri o pesanti, esistono libri che più si avvicinano a te nel modo di scrivere, nel significato, e libri che invece li senti lontani, che non ti riguardano che semplicemente non fanno per te.
Non sto parlando solo di libri di narrativa, ma anche di libri di cultura, di quelli di conoscenza.
Amo gli stili divers

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Le rapide

Navighi tranquillo nel fiume di casa tua, ormeggi beato nei meandri della felicità.
Poi d'improvviso il corso si fa più veloce, e vivace il navigare.
Cozzi con la tua piroga contro rocce affioranti, schivi i risucchi, sobbalzi veloce nell'acqua spumeggiante.
La corrente si fa tumultuosa, trascina la tua canoa tra gli anfratti della roccia e le balze della corrente impetuosa: fatichi a governare il timone e le rapide si fanno sempre più ruggenti.
Il fragile kayak, tra piroette e sobbalzi, sfiora rocce taglienti, tra spruzzi accecanti e boati fragorosi prosegue la sua folle corsa verso l'ignoto.
Un botto improvviso e la piccola imbarcazione si sfascia contro un'ostacolo affiorato all'improvviso.
Tra mille difficoltà, sballottato dalle gelide acque, affronti distrutto l'ultimo tratto del fiume.
In un attimo la corrente s'acquieta, tutto sembra più calmo, poi improvvisamente accelera vertiginosamente e, con un grande balzo nel vuoto, vieni risucchiato dal fragore della sottostante cascata: "Il Salto Ángel" (*).

(*) È la cascata più alta del mondo, si trova in Venezuela (n. d. r.)



Pensieri di una sera di mezza estate

C'era ancora luce fuori dalla finestra, pochi libri sparsi sul tavolo, da sotto si udiva la voce di alcuni ragazzini che giocavano in cortile, Thomas stava sdraiato sul divano in cucina, nella penombra si godeva il fresco della sera, finalmente, dopo quella giornata così dannatamente afosa.
Teneva una mano sopra la fronte, gli faceva un po' male la testa, aveva passato tutto il giorno a fare un mucchio di cose che ora non ricordava nemmeno più, adesso poteva tirare il fiato finalmente.
Il suo telefono non suonava più da giorni, era deluso e triste per questo, l'ultimo appuntamento andato a buca con quella ragazza che tanto gli piaceva lo aveva del tutto disorientato, gli sembrava di essere un naufrago appoggiato a qualche detrito di una nave nel bel mezzo del mare, non aveva idea di che cosa poteva serbargli l'indomani, poteva soltanto seguire la corrente cercando di restare a galla.
Quella casa affittata da poco gli piaceva, c'era un forte odore di chiuso e di mobilia vecchia, ma ora tenendo tutt' e due le finestre aperte circolava l'aria, si sentiva anche il profumo del fieno appena tagliato ed un fresco piacevolissimo, dovuto a quei vecchi muri fatti di pietre e calce.
Era un bene che almeno lì si trovasse a proprio agio, con quella soluzione aveva posto fine a tutte le sue insofferenze verso il nuovo compagno di sua madre, se ne stava per conto suo ed il poco affitto lo saldava con il lavoro saltuario o se non bastava sua madre gli passava un po' di denaro. Lo aveva fatto anche la settimana scorsa, da quindici giorni il suo contratto di lavoro al supermercato era scaduto e non gli era stato più rinnovato, poco importa, domani in ogni caso sarebbe andato a fare un giro all'agenzia, conosceva molto bene il ragazzo che lavorava lì ed era quasi sicuro che qualcosa lo avrebbero rimediato, d'estate un lavoretto si trova sempre e poi per l'inverno c'era la manna dal cielo del lavoro agli impianti di sci, tre mesi di stipendio assicurati, frutto delle conosce

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   1 commenti     di: Claudio


Sono il Re del mio mondo

-- IL DESTINO È GIA' SCRITTO? --

I miei genitori si sono separati quando io e mia sorella eravamo ancora piccoli, pochi anni dopo mia madre morì... non fu un'infanzia facile, ma del resto è la vita che non lo è!
Orfani di madre ci trasferimmo dai miei nonni con mio padre, essi erano i custodi di un bellissimo santuario; è lì che crebbi fisicamente, moralmente e spiritualmente.
In quella chiesa, ai piedi di quell'altare, mi immaginavo mentre fiero ed innamorato, promettevo amore eterno alla mia sposa; non c'erano dubbi, ERA INEVITABILE che mi sarei sposato lì.
In seguito conobbi la donna che sarebbe divenuta mia moglie. Quando decidemmo di fare "il grande passo" le espressi il mio desiderio di sposarci in quel santuario, ma lei (che era di un altro paese) disse che è nel paese di "lei" che ci si sposa per tradizione e che era una cosa a cui teneva molto. Io non volli insistere, in fondo l'importante era la promessa d'amore eterno al cospetto di Dio, non la chiesa dove l'avremmo fatta. Dentro di me, seppur rassegnato, sentivo che era inutile forzare le cose, perchè le cose sarebbero comunque andate come dovevano...


-- COME LA PIOGGIA SCENDE A TERRA --

Qualche settimana dopo, la mia dolce metà mi disse che non ci saremmo più potuti sposare nella chiesa del suo paese poichè, dopo anni e anni, avevano deciso di restaurarla. Alla fine ci sposammo al santuario dov'ero cresciuto e dove fra l'altro la conobbi.

-- CONSIDERAZIONI --

Questo è un esempio, forse il più eclatante che ricordo, anche se ce ne sono molti altri; mi porterebbe a credere che il destino sia già scritto, che la mia vita, la tua vita non è il risultato delle scelte che compiamo di volta in volta, ma solo il proseguimento di un racconto già scritto, con un inizio ed una fine prefissati e decisi. Forse se ci pensi, anche tu potresti farmi esempi di quanto ti sto dicendo, anzi sono sicu

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