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Riflessioni

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IL boxeur

"Vincerai se andando al tappeto, riuscirai a rialzarti. Ricordalo figliolo!"
Disse Rudi al figlio.
"Questa vita è un ring, tu sei come un pugile. Ogni round è un lasso di tempo della tua esistenza, dove l'avversario tende a mandarti al tappeto, pur di sopraffarti. Ricordati di non mollare mai! Sappi che il vero vincitore non è chi manda al tappeto l'avversario, ma e colui che riesce a rialzarsi, nonostante le batoste che la vita elargisce".
Oscar ascoltava il padre in silenzio. Lui, era ancora un bimbo per capire ciò che intendeva dire suo padre.
La sua vita era ancora agli albori, perché lui iniziasse a preoccuparsi sin da ora...



Elogio al cinismo

Travolta da un'ondata di passi e corpi senza nome, scendo dal treno. Involucri vuoti camminano veloci, ognuno con il suo peso sull'anima, ognuno col suo bagaglio di cose inutili. Mi guardo attorno. Tossisco. Che schifo. Vorrei sprofondare in un momento, vorrei essere risucchiata dal mondo, Blup, e più niente.
Cerco uno sguardo, invano. Mi butto nella folla come fossi una di loro, cammino per inerzia, sento il cuore svuotarsi come un sacco. Quanta felicità buttata al vento e alle lacrime. Quanta gioia da ricordare piangendo. Vedo la mia vita come ho appena visto il paesaggio allungato dietro al finestrino di un treno, mai fermo, mai deciso, mai disposto a guardarmi. Credo di non avere forze per continuare a camminare...
Mi guardo attorno. Schermi piatti ultratecnologici urlano il loro vuoto, stuprano il silenzio con la loro volgarità. Passi e musiche, musiche sceme, passi straziati. Cammino lenta, la tristezza mi riempie gli occhi, trabocca. Il pensiero fa male, fa male cazzo, brucia l'anima, tagliuzza lentamente ogni parte di quella gioia ingenua che provavo, quando...
Incrocio lo sguardo di un barbone sdraiato su una panchina, che tenta invano di dormire. Mi guarda sofferente, mi chiede aiuto, come se io potessi darglielo il mio aiuto, come se io fossi in grado di rendere un solo momento di questa vita più accettabile, come se la sua vita precaria e infreddolita non fosse peggiore della mia, della mia vita, di questa mia vestaglia consunta che trascino tra la polvere, della mia che una volta era bella luccicante morbida calda, la mia che una volta adoravo, che non vedevo l'ora di mettermi appena svegliata al mattino, la mia che bastava una canzone per sorridere, la mia che adorava i bambini, la mia che aveva fiducia, che voleva essere gettata all'aria... la mia, che non è più mia. Che non mi appartiene più, che è solo accessorio, solo appendice di un'inerzia esistenziale, la mia che ormai non sa che dipingere tristezza ovunque posi lo sguardo.

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   4 commenti     di: debora giampani


Fumo

Tonio Krőger s'accese la sigaretta del vespero. Erano giorni che non si concedeva più quel piacere centellinato, quel vagheggiare materiale nelle volute fumose, e meditativo, nei pensieri che le accompagnavano. Tanto essi erano numerosi ed intensi, quanto le esalazioni stesse dalle quali scaturivano. Il gesto era infatti così raffinato e sbarazzino. Una carezza "vespertina" appunto; come amava definirla. In effetto il suo pensiero aveva la medesima forma, la stessa ineluttabile caparbietà.
Mentre inalava le prime, rapide boccate, Tonio Krőger pensava. Da sempre quel ridicolo bastoncino psicotropico, quello scettro evocativo e nocivo esercitava su di lui un magnetismo inspiegato, suscitandovi un'inspiegata serie iconografica nella testa. Più volte ne aveva abbozzato sopra dei versi. Qualcuno, probabilmente i più giovani e meno validi, gli tornavano addirittura alla mente; ancora, come relitti galleggianti sopra un sepolcro liquido di flotte:
Oh sigaretta mia, bianca e odorosa,
con te l'ispirazione e il genio sfamo;
con te la Morte pare una sciocchezza...
Sei la bara del labbro che riposa.
Sei il funerale di un amante gramo,
o di chiunque a cui la vita si spezza...
Ma se arder devi in morte di qualcosa,
di che sei il funerale? Oh, fumo arcano!
Tu sei l'incenso della giovinezza!

Sì. Empiti di getto decisamente ignari, vivi e puerili. Celeri sprazzi michelangioleschi. Ma più belli ne aveva scritti poi, più da fumatore... Più da artista limatore e disilluso. Quello che ora lo stupiva era il sorprendente accorgimento che avessero potuto avere, vuoi per condizionamento di una congiuntura a sprazzi tanto poetica, vuoi per una intellettuale (e dunque forzata) immedesimazione, un non so che di inaspettata connaturalità, una origine ed una forma tanto simili. Nella fugacità di quei fumi egli aveva scorti, scritti nell'aria appestata, i versi che, di getto, s'era sentito di produrre. In quei versi poi, molto dopo, egli si rifigurava pressoché alla per

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   0 commenti     di: tonio kroger


Libertà

Bello vedere un campo di papaveri, fiori delicati, di color rosso vivo, van toccati con delicatezza, sfiorati con le dita, perchè i loro petali sono fragili, tanto belli, ma fragili, si staccano con facilità.
Cammino con passo tranquillo, calpestando l'erba, faccio attenzione a non calpestare i papaveri.
Indosso un leggero vestito bianco di cotone lungo fino alle caviglie, insieme ai capelli sciolti, danza, accompagnato da un soffio di vento, bello da sentire sulla pelle.
Alzo le mani al cielo, come se volessero dire: “eccomi sono qui, ad ammirare questo splendore di colori, nel silenzio”.
Il viso rivolto allinsù, il sorriso sulle labbra, gli occhi chiusi,  ispiro profondamente il profumo che mi circonda,  la bocca calda, il sole l'ha toccata, l'ha sfioratea l'ha baciata.
Sorrido, la mia mente sta chiudendo i pensieri tristi nel cassetto della memoria, butterà via le chiavi, non vuole riaprirli, non voglio rattristarmi ancora.
Ora ho i cassetti aperti solo per il sorriso, per i ricordi belli, colorati.
La voglia di rinascere, senza illusioni, senza previsioni, voglio assaporare e vivere l'"Attimo", si, solo così le nubi nere non oscureranno il sole che ora sta riscaldando il mio viso.
Vivere l'attimo, che la vita mette a disposizione, devi solo
afferrarlo al volo e non lasciarlo, fino a che quell'attimo ti riempie la vita di emozioni, che sono la linfa per il corpo e per l'anima.
Mi chiedo "La vita è tutta un illusione?
Viviamola senza troppe domande, le domande spesso ti fan impensierire, perchè non sai rispondere e ti frenano nel tuo voler sceglere l'esser libero...

   4 commenti     di: Sole Luna


Occhiali

Cosa non si darebbe per conoscere anticipatamente le conseguenze delle proprie scelte. Molti scrittori dei corsi di scrittura creativa che ho letto dicono, la vita di una persona è come un romanzo, sta all'autore far fare delle scelte al protagonista. Una volta individuata la sua area di pericolo, lo si fa scornare con tutto quello che a lui non piace e non sopporta, creando così interesse nel lettore. Ma la cosa fondamentale è che lui decida.

Soltanto che in quel caso se la storia si incartoccia, si cancella e si riscrive. Cosa impossibile nella nostra vita di tutti i giorni, specie se certe scelte risalgono a tempi lontani, quando il mondo lo si vedeva con colori diversi e dall'alto verso il basso perché si era giovani e i colori allora, apparivano belli e brillanti. Una tecnica che ormai si usa comunemente, quando i nostri apparecchi elettronici si impallano, è quella di fare un bel reset, caso limite si formatta o si ripristina il sistema.

Quante volte chiudendo gli occhi avremmo il piacere di poterlo fare su di noi, sulla nostra vita, bella o brutta che sia. Soddisfare la curiosità di sapere come sarebbe andata a finire se le nostre scelte fossero state diverse da quelle fatte. E caso limite... ripristinare la propria vita andare in default e ricominciare da capo.
Chissà ?
Forse un giorno sarà possibile, certamente non riguarderà noi...
Dobbiamo solo riconsolarci nel credere che, nella prossima vita potremmo tenere presente tutti gli errori fatta in questa. Ma, alla fine di tanti discorsi, sappiamo bene che la vita è una ed è troppo preziosa per non viverla con tutte le sue emozioni...
comprese quelle brutte.

   1 commenti     di: cadoni angelo


La forza della vita

Era qualche anno che non lo incontravamo. Si, un nostro amico di famiglia un ragazzo di quaranta anni circa coetaneo dei nostri figli scout come loro. Abbiamo seguito da lontano per ovvii motivi la sua assenza perchè trapiantato di midollo osseo, donatole da una delle due sorelle. Ha dovuto subire naturalmente diverse terapie e si notava che il suo fisico era abbastanza provato e fiaccato dalle intense cure. Ci siamo rivisti come dicevo dopo un lunghissimo periodo di tempo, provando da ambo le parti una indescrivibile emozione. Ci siamo dati un lungo e intenso abbraccio e stringendoci reciprocamente mi sono lasciato tradire da una certa commozione, mentre lui al contrario mi rincuorava e rivolgendomi a lui gli faccio questa banalissima domanda :Ma chi ti da tanta forza? E lui senza parole con gli indici delle dita rivolti al cielo mi ha fatto capire tutto. Anchio ho rivolto gli occhi al cielo e ho pregato per lui. Io, misero uomo pur credente al cospetto di quella fede in DIO mi sono sentito una nullità.

   9 commenti     di: salvo ragonesi


Non so che fare, oggi

.. non so che fare, oggi. ho spolverato il comò. solo il comò. ho accarezzato il gatto. solo quello nero. ho cucinato i fagioli con le cotiche e il pepe. quelli rossi. e il pepe nero. ho bevuto una bottiglia di vino. rosso. perchè fa freddo. ho guardato il calendario. ho visto che tra un po' verrà il sole. e il caldo. e il vento meridionale.
mi è sembrato un pensiero geniale. mi è sembrato anche che potrebbe essere domani che arrivano tutte queste cose belle.
.. ora, non so, vorrei domandare all'umanità se è d'accordo con me, e se si sente più stupida o più insignificante.. non lo so..




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