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Riflessioni

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L'albero e il cemento.

Nel piccolo giardino un esile alberello un uomo un dì ha piantato, era malato
e più nessuno l'ha guardato, MadreTerra; con amore l'ha curato.
Molti anni son passati e il piccolo alberello ora... non è più quello.
D'alto fusto è diventato, sano, forte e ben piantato, non lo scuote nessun vento,
la sua chioma è rigogliosa madre Terra n'è orgogliosa.
Le sue fronde folte e tante fan riparo a ogni viandante, ai suoi piedi son sbocciati,
fiori bianchi delicati, tutto intorno è un'armonia par vedere, una magia.
Nel cielo turchino bianche nuvole ammirano il bel giardino, orché nell'aria echeggia un cupo suono; c'è un gran fermento ora laggiù, bianche le nuvole si chiedon cos'è e con sgomento vedono che... hanno abbattuto l'albero!
Or giace tra l'erba, i bei rami tendono in alto come a voler...
chiedere al cielo perché!
I fiori attoniti han piegato le loro corolle e bianchi petali lascian cadere accanto
al bell'albero, qual saluto, un omaggio, ed un'ultimo inchino.
E son passati gli anni, al posto del bell'albero c'è un edificio grigio,
nessuno più ricorda il piccolo giardino!
E passa ancora il tempo, ora c'è un grande muro e dicono;
che l'hanno costruito per abbellimento!
È bello sì quel muro, ma se lo guardi dentro... è fatto solamente col cemento.



Recensione al libro: Essere persona umana completa

Se difficilmente la lettura di un libro può cambiare il corso di una vita, sicuramente il libro di Anselm Grun: "Essere persona umana completa" potrebbe riuscirci.
Dico ciò perché penso che difficilmente si trovano in libreria pubblicazioni che coniugano perfettamente l'aspetto psicologico con quello spirituale-religioso.
Già anni addietro mi ero imbattuto in autori come: Amedeo Cencini e Alessandro Manenti quasi altrettanto bravi nell'analizzare le tematiche religiose con il piglio psicoanalitico, ma nel caso del monaco benedettino ci troviamo dinanzi ad una persona profondamente "illuminata".
L'autore dapprima esamina gli ostacoli che limitano una fede matura ed elenca tre categorie di difficoltà: la paura del mondo e l'immagine di Dio usata come se fosse una droga, la rimozione degli impulsi, il desiderio di perfezionismo e le gabbie del pre-giudizio a cui tutti più o meno dobbiamo fare i conti.
Il libro traccia un percorso dove il fedele inconsapevole(uso tale aggettivo, perché il testo è rivolto a tutti quei cristiani ancora non del tutto coscienti e correttamente realizzati nella pratica religiosa) interpreta la propria aggressività ed i propri istinti non come se fossero elementi negativi da combattere o da occultare; invece il testo critica tale pratica e spiega che la componente naturale-istintiva deve essere accettata e ben integrata dentro di noi, perché possa essere finalizzata alla scoperta di una spiritualità disattesa, quanto umana e possibile.
La corporeità disprezzata dai Santi (San Francesco d'Assisi chiamava il proprio corpo, fratello asino, mentre San Pio, al secolo Padre Pio diceva che il corpo andava bastonato, anche se non troppo!) nel libro di Anselm Grun assume un preciso ruolo; esso è la cartina tornasole della nostra spiritualità.
Il nostro corpo deve possedere un'adeguata sensibilità, il linguaggio deve essere rispettoso e sereno, gli atteggiamenti devono esprimere pace e accoglienza; il cristiano in poche parol

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   2 commenti     di: Fabio Mancini


La Foresta delle Vagine Rotanti (5)

C'è stato un periodo della mia vita che ero molto solo Se uomo-Sola Se donna
E la voglia di sesso e stravaganza in me aveva raggiunto il limite sconosciuto
Mi ricordo di quella volta Come uomo Che mi feci un clistere alla vaniglia
Un altra come donna volli provare l'ebrezza della masturbazione pubblicitaria
Nell'ordine mi toccai guardando Mastrolindo Coccolino E l'uomo del mulino bianco
In quest'ultimo caso tardai a venire - Mi ricordo invece di quella volta era un inverno mite- conobbi un uomo tanto carino quanto bello-ero uomo ovviamente-la sera che uscimmo mi regalò un mazzo di rose io ne rimasi così affascinato che quando mi invitò a casa sua
dopo avermi offerto la cena lo spogliai e con l'aiuto di un po di miele decorai il suo pene con i petali delle rose che mi aveva regalato per poi ingoiarle una ad una
quel dolce giovanotto scappò da casa sua lasciandomi solo con le rose io chiusi la porta e me ne andai forse mi aspettavo più coraggio ma lui non ne ebbe- Come quella volta che ero donna e conobbi una ragazza svedese dentro un locale africano - non ho idea di cosa ci facesse li ma la conobbi- dopo due ore andammo da lei-e consapevole di quanto ogni giorno sapevo per quel che vi raccontai dei consiglieri- le proposi un gioco
mentre ci stavamo baciando io ero nuda e lei era nuda mi venne in mente di prendere un uovo poi le chiesi di distendersi per terra di lasciarsi andare in quanto ci avrei pensato io a gestire il gioco misi pertanto l'uovo sul suo ombelico poi mi avvicinai al suo ventre ponendomi sopra di lei stando attenta a non schiacciare l'uovo che la cosa si sarebbe tramutata in un pasticcio- le chiesi di fare lo stesso ed in quella posizione che molti chiamano con un numero altisonante ed ambiguo io coniai una nuova definizioneil sessantanove e mezzo- ovviamente ci vollero tre uova -alla terza delicatamente potemmo gioire l'una dell'altra-e quella sensibilità che ne venne fuori da due corpi così in bilico alla propria fisicità ed essen

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   1 commenti     di: Dark Angel


Io so

Le tue carezze sono tiepide, non mi riscaldano più il cuore.
La tua voce mi sembra lontana, come se fosse di un'estranea.
Prima mi bastava sentirti pronunciare il mio nome, per venire da te di corsa, per raggiungerti in un secondo.
Non credo più ai tuoi baci mattinieri, a quando dicevi che c'ero solo io per te.
Ieri ho saputo. Quando sei scesa dall'auto, ed io sono corso da te, ho sentito.
Ho annusato il suo odore.
C'è un altro cane nella tua vita.

   4 commenti     di: alba radiosa


Ciao Sally

Sally amore mio sussurami in quest'ora di prigionia
sono rinchiuso nella solitudine della mia testa..
tu mi parli attraverso le dita quando rapide volteggiano sul ponte di una chitarra
oppure impugnano il profilo sottile della prima penna che mi capita a tiro
Lo sai che sono un bravo ascoltatore ma un pessimo rielaboratore,
sempre più ti amo nel migliorarmi, se ciò accade.
La mia voce rimbalza su queste pareti di piombo,
non ci sono orecchie a prestarmi udito.. non do loro colpa,
ognuno si fa carico della propria croce eppure..
mi sento compresso in questa strana intelligenza o stupidtà o follia o persino mostruosa sensibilità ma verso di te, non verso gli esseri umani, no, per quanto possa amarli, in buona parte di loro non posso nutrire fiducia;
si costringono per la loro intera esistenza in numeri che vanno da 1 a 10 e mettendo il caso che capitino nel 5, 5 (fra la merda e la salvezza) ecco che perdono la testa, se non l'avevano già fatto.
Mi dicono che non ho i piedi per terra, che sono poco serio, se questo significasse tuffarmi in questa folle classifica, ne varrebbe la pena? E comunque che posso farci,
ho il vizio di amare troppo le mie deformazioni mentali della realtà sebbene io riesca a vederla cristallina con questi occhi devastati dall'insonnia e dal pensare troppo (o male)

   2 commenti     di: Marco Ambrosini


La legge degli amorali

La legge degli amorali non conosce confini di luogo, né di tempo. Stamani... Ero nella chiesa della Madonna della scoperta... Tra Peschiera e Lonato, quando percepii una presenza e un grido. Giungevo a casa e la sentii presente, ancora nella sua essenza. Mi ha detto: "Amica, Tu non sapevi della mia esistenza, ma sentivi il fetore di chi sapeva. Fai sapere a tutti che sono morta relegata in casa, rea della colpa di non avere eredi. Ma c'è la legge interiore che condanna chi si rivolge al prossimo dicendo: non ti conosco."



Emozioni

Un giorno, seduta su di un poggio con il pensiero che vagava in un immenso spazio di colori, mi sono ritrovata ad analizzare le emozioni che stavo provando e per passi successivi a ricordare e riordinare tutto ciò che aveva fatto fremere e sobbalzare il mio cuore.

Divisa in due entità lasciavo la prima esplorare senza meta le sensazioni vissute, cercando di assaporare quanto più possibile ogni minima emozione provata e con la seconda analizzavo e catalogavo quanto succedeva nella prima.

Dato l'ambiente, a scorrere sotto gli occhi della memoria, emergono le emozioni vissute accanto alla natura.
Il mare e i boschi, per me hanno sempre avuto il fascino intenso che provoca un rapporto vissuto in uno stato di innamoramento.

Le immagini, i profumi, le parole della Natura danno sensazioni inebrianti ed indimenticabili.
Messe a confronto con ciò che si prova nei rapporti interpersonali, sicuramente più forti e coinvolgenti, ma con fasi alternanti e con picchi negativi e sofferti, le emozioni date dalla natura, libere da vicissitudini, lasciano un ricordo indelebile scritto in fondo all'anima e ritornano sempre alla mente ed al cuore come stimoli originali, quasi come fossero imprinting, sensazioni ricevute e memorizzate nella placenta materna.

Molte volte ritorno su quel poggio e, anche se non fisicamente, lascio volare la mia fantasia per riassaporare quanto vissuto.



Il bosco:

Il bosco è la mia casa, è il grembo materno che mi culla e mi ridà vita.
Ho passato ore ad ascoltare sensazioni ed a parlare con lui.

In montagna il bosco ha una sua particolarità, una sua grandezza.


L'immagine di se stesso si replica nei versanti vicini presentandosi in anfiteatri di alberi.

Il bosco di notte ha una sua vita,
respira tranquillo come un gatto in stato di dormiveglia ma, come il felino, è sempre allerta con tutti i suoi sensi.

I rumori che turbano la sua tranquillità, sono particolari, caratteristici del momento...
ad ogni

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   4 commenti     di: Igina



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