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Riflessioni

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Domani

Io non vivo oggi. Vivo il domani. Devo fare qualcosa? Domani inizio. Ho cominciato a ingrassare ultimamente, domani farò esercizio, domani andrò a correre. Si lo so che l'ho detto anche stavolta, ma domani è sicuro, inizio. Con la scuola uguale, penso sia sei anni che dico: domani!
Ma ogni giorno sono sicuro, domani è il giorno in cui ce la farò, il giorno in cui sprizzerò voglia di applicarmi, il giorno in cui mi concentrerò sui libri, il giorno in cui ripartire, riiniziare tutto. Domani però, oggi sono troppo stanco, ho già fatto troppe cose, e poi ho mangiato troppo, quindi dopo pranzo mi è venuta quella classica stanchezza.
Oppure provo a mettermi all'opera, ma prima come si può non fumare una sigaretta per dare inizio a tutto? Allora mi fumo una sigaretta fuori, sotto il sole, ma così l'effetto è uguale a quel del dopo pranzo, e la pigrizia, la stanchezza mi soprassalgono e mi convincono che domani sarà perfetto per iniziare.
Questa è sempre stata una delle mie più grandi scuse per continuare a non fare niente, posso avere anche un esame, un compito domani, ma io oggi non ho voglia di studiare, domani andrà male, ma per il prossimo test sarò preparato e credo, no anzi, ne sono sicuro, andrà per il meglio.
V. G.



Pensieri sulla vita

Rimanere sola a pensare a come la vita a volte è ingiusta.
Dicono che siamo noi che tracciamo la linea della nostra vita.
Non credo sia così...
Possiamo modificare il nostro cammino?
Possiamo scegliere come camminare? Se "obbedire"alle "regole" o no? ... gia le regole...
Vorrei volare in alto e sentire il vento accarezzarmi la pelle.
Guardar giù ed osservare la "vita"...
Bisogna sper respirare profondamente e sentire tutto il sapore e l'odore dell'aria, senza farti soffocare da spazi... stretti e bui... che troppo spesso incontri nel tuo cammino.
Volare ed osservare l'immenso spazio che sta lì. difronte a te..
ma spesso non puoi perchè non sei sola e allora sogni... spazi immensi e ti fai trasportare dal vento sentendoti leggera e serena senza più pensieri

   8 commenti     di: ESTER zaniboni


I ricordi

I luoghi, le cose, i profumi ci portano alla mente ricordi vissuti.
Conservano qualcosa di magico, come se una parte di noi non se ne fosse mai staccata.
Così ripercorrere quella strada, ci riporta a quel giorno di sole in cui passando stavi andando verso un nuovo destino.
Così indossare quel vestito, ci porta all'emozione sentita quando eri intento a cercare il modo migliore per essere pronto a quell'incontro.
Così assaporare quel profumo, ci porta a sognare il desiderio vissuto nel sentire quella alchimia scendere nell'anima, quando il corpo ne veniva inebriato.
Tutto pare, pur essendo già passato, come rimasto fermo in quel luogo, su quel vestito, in quel profumo.
Credo che ogni attimo davvero importante rubi una parte di noi e se ne resti là come se non volesse andare oltre.
Sono i ricordi di attimi, felici oppure no, ma sono attimi di noi.

   10 commenti     di: stella luce


Ode all'albero

è incredibile quanto sia puntuale la natura. Sono sul mio letto che ascolto musica da un lettore e guardando dalla finestra vedo le foglie di un albero che si lasciano cadere trasportate da un vento leggero.
Ogni anno puntuale;gli inizi di Novembre portano sempre un briciolo di malinconia a chiunquesi soffermi solo un attimo a notare con quale perfetto tempismo ogni anno gli alberi decidano di farsi spogliare dio ciò che possiedono in questo preciso periodo dell'anno. Ecco una cosa couriosa, perchè proprio in questo periodo?
Eppure un qualsiasi essere vivente in questo periodo ci penserebbe due volte prima di togliersi di dosso qualcosa che lo possa riparare dai primi freddi pre-invernali.
Invece gli alberi no; loro si spogliano e restano la, tutti nudi a prendersi quei simpatici venticelli gelidi che noi uomini evitiamo con felpe e giacchettini vari: FESSI!
Ma non dimentichiamoci i sempreverdi: loro si che sono furbi, inverno ed estate sempre con il loro bel carico di foglie a proteggerli da qualsiasi tipo di attacco climatico; ma non suderanno d'estate?
Certo, resina docet!
E un sudore appiccicoso come il loro è difficile da trovare in giro, anche se qualcuno ci va molto vicino!
Provate a mettervi nei panni di un albero: ancora non è nato e ha già 1000 pensieri per la testa. Dove mi pianteranno? Si prenderanno cura di me? Mi faranno crescere ben eretto? Mi beccherò qualche fumine quando sarò grande? E i funghi, quei maledetti, mi useranno per la loro crescita?
Non sono di certo problemi da trascurare, ma il problema più grande è che l'albero non può farci assolutamente niente!
Ah, se un albero potesse parlere quante ne avrebbe da dire!
Comincerebbe a sparare a zero su tutti noi che con le macchine mettiamo nell'aria della roba per lui irrespirabile, ci racconterebbe del viaggio che ha fatto quando era un seme trasportato dal vento, di quando due innamorati hanno inciso sul suo tronco i loro nomi circondati da un cuore procurandogli un dol

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   3 commenti     di: Davide Parpinel


C'era solo lei

Mi ha sempre amato.
Ha cercato di farsi notare ogni giorno, entrando nella mia vita il maggior numero di volte che poteva. Sapeva ascoltare e dare un senso alle mie parole più di chiunque altro, non perché aveva una spiccata intelligenza o un'incredibile empatia nei miei confronti, bensì perché lei era solo ciò di cui avevo bisogno.
Gli anni prima del suo incontro: tenebrosi e incerti. Non solo le mie parole e le mie azioni ma anche i più delicati sussurri, giungevano alle sue orecchie gelose. Il suo desiderio più grande era quello di poter vivere con me fino alla fine dei miei giorni, aiutandomi a non cadere nei momenti in cui cercavo la morte con i miei errori, o quando attiravo a me la rovina, con le mie stesse mani.
Si, questo era il suo più grande desiderio ma ero io che dovevo decidere, ero io colui che avrebbe dovuto amarla e tenerla stretta al mio cuore. Ogni gesto negativo poteva offenderla e ciò avrebbe causato la sua lontananza, e il trascorrere i miei giorni nella più totale follia.
Quando, da lontano, potevo sentirla, le sue parole avevano sapore di fragola, erano come miele che si scioglieva lento tra le mie pupille gustative, lasciandomi il gusto della felicità. Come potevo, dopo aver assaggiato tale prelibatezza, voler provare altro?
Ma sono sempre stato incostante, se non per intraprendere scelte che mi avrebbero portato solamente nell'inganno, la mia bocca difatti pronunciava parole insensate verso di lei; quest'ultima si sentiva pugnalata da mille lame ad ogni mia parola cattiva nei suoi confronti, non cercava mai di rimproverarmi, piuttosto si allontanava da me il tempo necessario perché io sentissi la sua mancanza.
Non solo il mio corpo era visibilmente stanco e trasandato, come il tronco di una vecchia quercia centenaria, colpito da colpi d'ascia per il divertimento di due giovani ragazzi che volevano misurare la loro forza, ma la mia anima era in uno stato di coma, non sapevo più cos'era giusto o sbagliato.
Lei non h

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Sul fine e i mezzi per raggiungerlo

Questo scritto è dedicato e rivolto a tutti coloro i quali sono convinti che, poiché l'esistenza deve la sua sopravvivenza alla violenza dell'inter-divoramento dei suoi componenti, questo sopraffarsi vicendevole, che poi vede il più forte sopravvivere a scapito del debole, viene visto come una buona ragione perché sia emulata quella forza che garantisce il guadagno di un vivere indegno. Il mio studio mostra che costoro hanno torto e, con loro, intere correnti ideologiche e di pensiero degradato che hanno segnato di crimini e genocidi la triste storia dell'umanità.

C'è chi pensa che il fine giustifica i mezzi e chi dice che è, invece, l'insieme dei mezzi usati per raggiungerlo.
La questione sollevata dall'accostamento di queste due visuali, in opposizione tra loro, è così interessante e importante da dover essere sviluppata e chiarita, perché le conseguenze che ne derivano sembrano altrettanto inconciliabili dei due punti di vista che si fronteggiano, ed è importante trovare una soluzione che sia in armonia con i principi universali dell'esistenza.
Se questo fine fosse rappresentato da un numero, scomponendo a ritroso questo numero si vedrebbe che i numeri ottenuti da questa divisione porterebbero al numero rappresentato da questo fine per differenti vie di calcolo, le quali sono altrettanti modi diversi di calcolare, per somma o sottrazione o per moltiplicazione e divisione, questi numeri parziali che condurranno a quello totale. Così, se il fine fosse dieci, le dieci unità che lo compongono arriverebbero al dieci per somma di unità, ma potrebbero arrivarci anche per moltiplicazione, con un due per cinque o con un tre più tre più tre più uno, oppure tre per tre più uno, o cinque più cinque etc.
Questo modo di arrivare al fine utilizzerà I numeri che sono compresi nel dieci, e sarebbe la rappresentazione di un fine che è esplicato dai mezzi che gli appartengono.
L'altro caso, invece, può riferirsi a una sottrazione o a una divisione, e il

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   0 commenti     di: massimo vaj


Voglia di scrivere

E poi ho voglia di scrivere...
Di lasciare andare tutte le mie emozioni, i miei sentimenti... Di scrivere su un foglio bianco ciò che provo, che penso...
Scrivere tutto quello che mi accade, scrivere delle amicizie vere, di quelle perse, del primo amore, delle prime delusioni, della prima volta...
Scrivere tutto ciò che mi passa per la testa perché solo in quel momento mi sento libera, libera da tutti i pensieri o problemi che mi circondano, libera da questo mondo che mi fa schifo, da persone che giorno dopo giorni si rivelano le più false e mi deludono...
Libera da tutto ciò che mi fa star male, da tutto ciò che non vorrei...

   2 commenti     di: Sara Turco



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