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Riflessioni

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Morire nell'anonimato

Ci sono uomini, donne e bambini che muoiono quotidianamente nell'anonimato, in seguito ad un'operazione al cuore o dopo un incidente. Altri, eroi o illuminati dalla televisione, restano per settimane, mesi e anni a galleggiare sui giornali e dei quali viene anche scritta la biografia, riveduta e corretta.


Un'operazione per la sostituzione di una valvola cardiaca diventa un evento mediatico da seguire con ansia e preoccupazione, l'ospedale in questione, per molti giorni sarà il centro del mondo dal quale si dipaneranno notizie più o meno incoraggianti, il medico sarà la bocca della verità, i giornalisti penderanno dalle sue labbra.


Morire nell'anonimato è un'altra cosa: nessun giornalista, nessuna foto, nessun andirivieni o appostamento all'ospedale. Ci saranno solo medici sgarbati e infermieri incompetenti, tristezza e desolazione. Quanti migranti muoiono quasi ogni giorno inghiottiti dai flutti del Mediterraneo? Pensate che qualcuno ricorderà i loro nomi, le loro speranze, i loro sogni? Si tratta di una massa indistinta senza volto nè nome e bambini che avrebbero voluto solo una possibilità.


Un uomo vale quanto i suoi soldi, se possiedo dieci euro allora il mio valore sarà dieci euro. Se possiedo dieci miliardi di euro, allora la musica cambia totalmente. Poteva Prince, il grande Prince, morire nell'anonimato? Lui ha lasciato in eredità al mondo la sua energia, il suo spirito combattivo, la sua musica elettrica, l'unicità di un genio. Altri lasceranno solo terra bruciata, ma questo non importa.


Il mondo in cui viviamo è troppo dipendente dal denaro, è un connubio indissolubile, col denaro tutto si compra e al denaro tutti s'inchinano. Si fa presto a dire dignità. Alcuni mecenati, circondandosi di un esercito che potrei definire "intellighenzia" riescono a far percepire la realtà (ai comuni mortali) in un modo edulcorato, falsato. A questo punto voi lettori obietterete: tu, caro scrittore dei miei stivali, stai uscendo fuori dal se

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   1 commenti     di: vincent corbo


Fiume di silenzio (1861 -2011)

Barone Miranda, Barone Vincenzo, Battialli Michele, Bello Domenico, Bianco Angelo, Blasucci Elisabetta, Boffa Antonio, Borbone Maria Sofia d'Asburgo, Buzzelli Domenico, Canosa Michele, Capuano Alfonso, Carriello Reginalda, Caruso Giuseppe, Casale Carolina, Castrorella Leporino, Carrirelli Teresa, Cianca Antonio, Consiglio Maria, Costi Antonio, Crocco Carmine, detto Donatello...
A tutte le vittime del Sud che si sono opposte all'esercito Piemontese. Ai perdenti...
Ai morti in cifre e senza più nome a causa delle frane, delle alluvioni, delle colate di fango e dei terremoti annunciati, accaduti in ogni parte del nostro Paese in 150 anni di disgraziata storia di cui nessuno risponderà ...

   2 commenti     di: Fabio Mancini


ELUCUBRAZIONI

Una canzone sola ha sempre rappresentato l’ancora di salvezza del cinema italiano.
Nella cornice di una Roma antievangelista, un posto di rilievo lo occupano i plotoni di ragazzini che al massimo sarebbero stati chiamati sul sito dei marines.
«Una storia molto brutta». Fu questo il commento di alcune persone nei giorni prima della partenza. Sono sogni che meriterebbero discorsi più lunghi e utopistici, ma in ogni caso tocca a chi avverte il peso dei nostri figli non apparire estetico.
L’impressione di superiorità degli uomini si esamina rischiando la vita nell’individualismo. I singoli possono mescolarsi alla folla dimenticando però il nostro sistema culturale; in realtà l’intero concetto dell’educazione rilancia l’idea del valore comune. Tutto si mischia: internet, le tecnologie, lo sport, lo spettacolo, gli scandali.
Per tenere sotto controllo gli sbagli si è ipotizzata la distruzione degli habitat naturali: non è un danno da poco, ma si può giocare d’anticipo su scandali e ruberie che la pianta della corruzione ha sempre coltivato.
Insomma, anche dopo la decisione di eliminare il mito di Crono che divora i suoi figli, la trasformazione avverrà con l’aggiunta della fiducia agli sconfitti.



Coraggioso è colui che vive

Il vero coraggio sta nell'amare ciò che ci circonda, pur sapendo che un giorno dovremmo separarcene.
Nell'ammettere che abbiamo paura di esplorare noi stessi perché temiamo di scoprire che ciò che sta fuori, è solamente la proiezione di ciò che sta dentro.
Il vero coraggio sta nel mettere su carta bianca i nostri limiti, e nonostante tutto, continuare a vivere con gratitudine.

   2 commenti     di: Valentina


Alzando La Testa

il mondo ha smesso di ridere
in un breve tempo
solo in alcuni volti resta il sorriso
a quelle persone soddisfatte dal drink del Sabato sera
ma realizzo che non è nulla
niente di niente
la gente insegue la vita semplice
mangiare bere e avere la pancia piena
questo è!
guardando verso il cielo, mi rendo conto di quanto grande è l'universo
e delle sue meraviglie
i tuoi occhi, i tuoi pensieri sono sempre lì per terra
ma io no di certo!
in quattro mura posso volare e stare bene
se solo bene io sto con me
il mio spirito navigatore
va vagando nella notte e danzando con le stelle
ne ho scelta una in particolare che mi accompagna
ma quanto è bello il mondo?
se solo si dipingesse di colori forti
qui 'il tempo stringe
e leghiamoci la cintura
perché stiamo per scendere.

   1 commenti     di: ciro


Un consiglio

A te che leggi queste parole, io do un consiglio.
Scrivi. Scrivi sempre.
Che tu abiti in questo tempo o quando gli anni avranno sciolto i monumenti, non lasciare che la tua vita passi in un soffio di brezza.
Scrivi.
Sputaci il rancore e l'odio sulla carta. Maledici il mondo quando ti maledirà, gettacelo quando ti cadrà addosso.
Componici odi alla gioia e all'amore. Imprimici il profumo dei tuoi amanti, le note fragranti dei loro sospiri, il trillo delle risa nel sole.
Perché un giorno, quando ti ritroverai improvvisamente vecchio e stanco, sarà di questo che vivrai.
Scrivi, scrivi sempre.

   5 commenti     di: myatyc myatyc


La grande pietra bianca

Nella città di Carrara un maestro scultore stava lavorando col suo martello e il suo scalpello su un grande blocco di marmo bianco.
Un ragazzino, che passeggiava fischiando una vecchia canzone, si fermò davanti alla porta spalancata del laboratorio.
Il ragazzino fissò affascinato la pioggia di polvere bianca, di schegge di pietra piccole e grandi che ricadevano a destra e a sinistra.
Non aveva idea di ciò che stava accadendo: quell'uomo che picchiava come uno squilibrato la grande pietra gli sembrava un po' strano.
Qualche settimana dopo, il ragazzino ripassò davanti allo studio e con sua grande sorpresa vide un grande e possente leone nel posto dove prima c'era il blocco di marmo.
Tutto entusiasto, il bambino corse dallo scultore e gli disse: "Signore, per favore, dimmi, come hai fatto a sapere che c'era un leone nella pietra?".
La nostra vita è come un blocco di pietra di marmo bianco.
Tocca a noi lasciarla scolpire dal Maestro e farla diventare un capolavoro.

   2 commenti     di: Rita



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