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Saggi

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Gli stadi della vita (l'evoluzione della specie umana, dal buio alla luce e dalla polvere alla verità)

1 stadio - vita vegetativa-solare (fotosintesi clorofilliana)
2 stadio - vita animale-istintiva ( midollo, cervello primitivo)
3 stadio - vita animata-emotiva (sistema limbico, cervello intermedio)
4 stadio - vita cosciente-riflessiva (corteccia cerebrale, cervello superiore con il raziocinio della ragione)
5 stadio - vita illuminata-intellettiva (corteccia associativa, cervello eccelso con l'idealismo dell'intelletto e la luce della sapienza).



Capacità umane, pulsioni emotive e gestione delle masse

Premessa

Questa sintesi di osservazioni e pensieri è rivolta alla comprensione dei nostri tempi e dell'atteggiamento assunto dalle persone, in quella che potrebbe essere definita "la crisi senza fine".

Non dimenticando l'indubbio peso che rivestono attualmente le questioni economico - monetarie, lo scritto vuole raccontare e mettere in relazione tre aspetti che attengono, essenzialmente, alla natura umana e che paiono assai poco distanti l'uno dall'altro.

Il tentativo è quello di "unire i puntini" per scoprire il disegno nascosto che, spesso, non lo è più di tanto.


Tre temi e tre domande

Il primo argomento riguarda le capacità e potenzialità del cervello e del corpo umano, le quali sono costantemente in fase di studio, catalogazione e approfondimento scientifico.

La mole di lavoro svolta, le pubblicazioni e la sperimentazione inerenti alle "possibilità" della nostra mente, è semplicemente sconfinata.

Suscitano particolare attenzione, gli studi e gli esperimenti che si occupano della capacità di precognizione/presentimento, che alcuni scienziati hanno definito essere "patrimonio comune della razza umana".

La questione riveste particolare importanza, soprattutto se si considera che un uomo sensibile, attento, istruito e consapevole dei propri "mezzi", è più difficile da "amministrare".

Il secondo tema è quello che vede il macro mondo dei mass media impegnato in un incessante bombardamento, fatto di notizie e rappresentazioni grafico - televisive intrise di violenza, sesso e messaggi subliminali.

Il terzo aspetto attiene alla "gestione delle masse".

È il secondo argomento, tuttavia, a "ispirare" gli interrogativi che seguono:
- Perché negli ultimi anni i media ci "impegnano", in modo assillante e ben più che evidente, con immagini e richiami violenti, oltre che di natura sessuale?
- Come mai, soprattutto in rete, la maggior parte di trattazioni e approfondimenti (scientifici e non), "ci raccontano" della costante pres

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   4 commenti     di: Antonio Pani


Prenatalità - Infanzia

"Gen. 1-27: Dio creò l'uomo a sua immagine..."
Ciò ci informa che la nostra persona proviene dall'Eternità e che è opera della Onniscienza di Dio che ci ha voluti ottenere per mezzo della riproduzione umana, nelle sue infinite possibili combinazioni genetiche di ogni uomo con donna, viventi sulla Terra.
Nella procreazione quindi è presente l'Infinità di Dio ed anche la sua Eternità dalla quale tutti noi proveniamo.
Il microscopico ganglio che ciascuno di noi è all'atto della fecondazione, la Chiesa lo chiama "Persona", con tutte le relative implicazioni spirituali, materiali ed etiche che tale definizione comporta.
Sin dal concepimento l'embrione è persona, sebbene oggigiorno lo si possa ottenere per mezzo della manipolazione genetica che ha preso le distanze dall'atto procreativo dell'uomo con donna attuando la fecondazione al di fuori del loro atto unitivo.
La scienza ci dichiara invece che l'ovulo fecondato, ossia l'embrione, non è persona e che ne è quindi consentito l'uso, l'utilizzo ai fini di un più progredito benessere umano, potendo trarre dagli stessi, opportunamente sviluppati in laboratorio, le cellule staminali per la formazione di quei tessuti organici, atti ai trapianti.
Ciò comporta e determina una indiscriminata manipolazione degli embrioni, sia per l'ottenimento degli stessi che per la loro conservazione o distruzione a breve o lunga scadenza.
La Chiesa attribuisce all'embrione una identità, una dignità pari a quella dell'uomo nato; gli conferisce l'uguale valore, ogni diritto, primo fra tutti quello di poter nascere, poiché in esso sono presenti tutti quei presupposti fisici e morali virtualmente capaci di intendere e di volere.
Per la Scienza, o meglio, per alcuni scienziati, quando l'embrione è prodotto attraverso la manipolazione genetica e risulta prodotto in misura eccedente, anche la sua distruzione è consentita.
Il presupposto della Chiesa sancisce la presenza di un soggetto che già vive,

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   4 commenti     di: Verbena


Le Verità taciute

Tutti sapevano di quell'uomo solo, che visse nella Fede del dolore, ma nessuno parlò.

Salve, Lettori,
sono quel poeta, del quale non ci sono documenti, pur essendo vissuto sulla Terra in un tempo recente. Poiché non si conosce il mio pensiero, né tante cose del tempo in cui vissi, ma solamente alcune raccolte, raggruppate nel titolo in mio onore: "Pianto di Stelle", ho ritenuto duopo presentarmi, poiché è già l'ora che volge al tramonto.
Io fui Giovanni, figlio quartogenito, di Ruggero Pascoli e Caterina Vincenzi.
Per le leggi del cuore, a onor del vero, mia madre ebbe un altro nome che fu occultato dalla "adozione".
La famiglia adottiva di mia madre, apparteneva a due illustri casati: Vincenzi ed Allocatelli; quest'ultimo, essendo altolocato, si avvalse del diritto di precedenza. Le origini paterne, almeno quelle, non sono ignote... Mentre di mia madre, non si sa niente; gli storiografi si sono attenuti alle conoscenze generiche, non avendo a disposizione dati certi, ed i miei discendenti non hanno sentito la necessità di chiarire la sua posizione. Ma ora, per offrire a chi ha taciuto, una opportunità di far la pace, il poeta vuol dire alcune cose, a cominciar da Lei, che si è annullata per dare ai propri figli ciò che fu tolto a Lei. Ella ci disse, prima di morire: "Non rilevate che fui poverina, perché voglio che abbiate dalla vita, ciò che vi spetta di diritto."
Mia madre, prima di essere adottata, fu "battezzata" col nome di Helenia; la sua identità fu taciuta per motivi dinastici, da parte degli Allocatelli,

Come nelle intenzioni del Principe, ma senza che mio padre fosse preparato all'incontro, i miei genitori si conobbero nel mese di settembre del 1839, in occasione della raccolta delle olive, nella proprietà data in appalto dai Principi agli Allocatelli. Il rapporto tra i Principi La Torre e la famiglia dei Conti Allocatelli, era curato, da interessi economici e contemplava la divisione del ricavato in parti uguali.

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Siamo tutti schiavi

"Siamo tutti schiavi perché ci è impedito di fare quel che più ci piace"
È una spiegazione molto semplice, ma abbastanza esaustiva.
Nonostante la schiavitù sia abolita da diverso tempo, la condizione dell'uomo oggi, di tutti i cittadini, è quella di persone negate della propria libertà. E, cosa peggiore, il nostro padrone oggi non è una persona in carne ed ossa, ma è rappresentato da alcuni concetti astratti, come il mercato, i soldi, la società.
Tutto ha avuto inizio con un sintomo, il nichilismo, che ha bussato alle coscienze degli esseri umani in seguito alla Rivoluzione Industriale. Da allora tutto, le persone, i sentimenti, i valori, gli oggetti hanno perso il loro significato più profondo per essere considerati esclusivamente per il loro valore pratico, perché funzionano. Vennero prosciugati i sogni, le speranze, i desideri degli individui, e trasformati in oggetti vuoti. Ed è su questo che contano le industrie che, grazie a programmi televisivi, pubblicità, mode, mirano a creare dei desideri insite alla massa che l'individuo cercherà di soddisfare acquistando quel vestito, quel prodotto, quell'oggetto. Quindi è chiaro che tutti, la maggior parte della gente perlomeno, sono schiavi del mercato.
"Per i soldi, le persone sono disposte a uccidere
sì, per i soldi le persone uccidono..."
Questo è un passaggio della mia poesia "Attesa simile alla mela". In questa lirica parlo dell'importanza del nuovo oro, il petrolio, che può essere la causa scatenante di una nuova guerra, ma nel seguente saggio riporterò il concetto centrale del testo poetico per avanzare delle considerazioni riguardo al rapporto umano con la moneta. L'attenzione rivolta verso questi fogli di carta è sicuramente eccessiva. Il meccanismo è molto simile a quello delle droghe: i soldi provocano dipendenza, non se ne hanno mai abbastanza, e le crisi di astinenza possono essere, nel vero senso della parola, mortali. L'unica differenza è che queste 'sostanze stupefacenti'

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   0 commenti     di: vasily biserov


Le morti di Polidoro

C'è più di un personaggio, nel mito troiano, che porta il nome di Polidoro. Le fonti classiche e medievali ne fanno concordemente un figlio di Priamo, l'ultimo: ma non tutti lo dicono figlio di Ecuba, anche se in questo convengono Omero, Euripide e Virgilio. Ma è sulla morte di Polidoro che le fonti discordano: Omero lo fa uccidere da Achille il giorno stesso della sua prima battaglia, Euripide e Virgilio raccontano che egli era stato consegnato a Polinestore, suo cognato e re di Tracia, con molte ricchezze che ne determinarono la morte. Quando Enea profugo sbarca in Tracia, per fare un sacrificio agli dèi estirpa i ramoscelli d'un cespuglio e assiste a un orrendo prodigio: da quegli sterpi viene fuori la voce di Polidoro che racconta l'empio agguato. È l'episodio che Dante imiterà per Pier delle Vigne, nel XIII canto dell'Inferno. Non rievochiamo qui il racconto virgiliano, ma vi invitiamo a farlo direttamente, è il più noto perché è il più bello. Lo stesso vale per Euripide, che fa di Polidoro il protagonista (il primo attore in ordine d'apparizione) dell'Ecuba. Presentiamo invece a mo' di parafrasi il racconto di Omero, Iliade XX e quello delle fonti medievali, Benoît de Sainte-Maure e Guido delle Colonne, che sulla scorta di Ditti Cretese (di cui riportiamo il passo originale) dànno una terza versione della morte del fanciullo. Chi volesse disporre degli altri testi originali può richiederli via mail a fchiappinelli@libero. it;al solito, altri contributi e approfondimenti sono desumibili da http://www. culturaescuola. it/ e http://www. mediterranees. net/mythes/troie/troyennes/polydore2. html.

1. Omero, Iliade XX
Priamo non glielo aveva mai permesso: era troppo legato al più giovane dei suoi figli. Certo, Polidoro gli ripeteva sempre che non doveva temere per lui: era o no il più veloce di tutti nella corsa? Sarebbe riuscito comunque a fuggire in città se i Greci avessero preso il sopravvento. Alla fine il re si era fatto convincere, ma non

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La scala dell'umore

LA SCALA DELL'UMORE
(disturbo bipolare o spirituale)

-VERSANTE POSITIVO
(+1 allegria, +2 gioia, +3 buonumore, +4 ironia, +5 euforia, +6 mania, +7 delirio di grandezza)



-SERENITA'
(gradiente giusto dell'umore, maschera o mimica dell'anima!)


-VERSANTE NEGATIVO
(-1 tristezza, -2 astenia, -3 apatia, -4 melanconia, -5 angoscia, -6 depressione, -7 delirio di persecuzione)


Il gradiente giusto del bello è la DOLCEZZA:


Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per gli occhi una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi no la prova...

L'ideale per i figli in una bella e sana famiglia è la dolcezza materna e la serenità paterna!




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