"Innamoratevi, se non vi innamorate tutto è morto!".
Questo è il tema centrale del monologo che Begnini recita nel suo film "La tigre e la neve". Ed è un buon consiglio, l'amore rende veramente vivi. Innanzitutto fa scaturire dei sentimenti e sono essi a guidare l'individuo nelle scelte di ogni giorno. Per capirne la forza e l'importanza basti pensare all'atteggiamento opposto all'amore, l'odio, che nei casi estremi spinge ad uccidere. È fondamentale che ogni persona ne faccia nascere di diversi tipi, dall'amicizia alla simpatia, dall'ostilità alla pietà. L'uomo deve sviluppare il proprio mondo interiore, altrimenti rimarrebbe soltanto una creatura facilmente controllabile dai governi e dal mercato.
Rivolgiamo la nostra attenzione al passato. C'è stato un periodo nella storia umana in cui venivano esaltati i sensi e i sentimenti. Si tratta dell'epoca del Romanticismo, momento in cui natura ed emozioni hanno avuto un ruolo centrale. Ha avuto il suo primo sviluppo anche l'idea di nazione, la quale ha acquistato da subito una grande rilevanza. Questo ideale è stato alla radice delle guerre risorgimentali, che avevano l'obiettivo di liberare un popolo italiano dal suo oppressore. Si sa, l'uomo è un animale stupido, ed è per questo che il concetto di nazione è stato enfatizzato fino al suo significato estremo, creando i diversi nazionalismi. In questo modo, al valore della patria si è affiancato quello dell'aggressività e ciò ha contribuito a creare attriti che, dalla Prima Guerra mondiale fino ai nostri giorni continuano a sfociare in guerre. Tralasciando la gravità di certi esiti, rimane il fatto che tante aspirazioni generate dal Romanticismo sono sopravvissute per oltre un secolo, fornendo la base per i moderni ideali.
Gli orientamenti estremistici ancora oggi sono molto diffusi per un semplice motivo: il Novecento non ne ha prodotti di nuovi. Unica eccezione è stato il movimento degli hippy, una "controcultura" che metteva completamente
È incredibile quanto l'inibizione sessuale, imposta alle donne da una società maschilista, abbia seriamente menomato la loro capacità di godere del sesso.
Questo ha danneggiato, di riflesso, anche i loro partners maschili. È inconcepibile trovare tantissime donne che definiscono "perversioni" delle naturalissime pratiche sessuali, fonte d'immenso piacere per la coppia. Queste donne creano sensi di forte insoddisfazione nel partner, spingendolo a cercare altrove ciò che non trova nel rapporto di coppia.
Quando cominci a leggere un libro e ti prende talmente tanto, ne sei così coinvolta da provare incessantemente il desiderio di proseguire nella lettura della storia, credendo che non riuscirai mai ad arrivare alla fine.
E quando finalmente sei lì, agli ultimi capitoli, agli ultimi istanti decisivi che chiudono il libro, improvvisamente ti viene l'irrefrenabile nostalgia di dispiacerti del fatto che abbia un termine. Ti accorgi che una volta finito ti mancherà, ti mancheranno quei personaggi, quello stile, quella ambientazione, ti mancherà l'essere avvolta in quella dimensione raccontata da qualcun'altro, vera o surreale che sia perché un libro per quanto sia impegnativo ti fa compagnia come se tutto fosse catapultato nella tua piccola realtà tanto da prenderne forma come in un film e realizzi che non c'è niente di meglio di un libro per accompagnare i tuoi istanti solitari per poi continuare la tua foga letteraria in un'altra appassionante e affascinante lettura.
Cosa è essere femministi?
Credere nell'uguaglianza di diritti tra uomini e donne, pur rispettando e considerando l'esistenza di differenze fisiologico caratteriale tra sessi.
Definizione complessa che esprime il dovere all'uguaglianza, ma lo sottopone all'esistenza di differenze reali.
Beh, analizziamo ora le differenze:
A)io come qualche altro miliardo di individui di sesso maschile non partorirò e non allatterò, circostanza che ha conseguenze dirette sulla mia sessualità a livello prima fisico e conseguentemente psicologico
B)Differenze a livello fisico, motorio.
C)Differenze psicologico caratteriali: mediamente le donne sono più organizzate e metodiche, gli uomini più istintivi e imprevedibili, ripeto, mediamente.
Senza voler scrivere un trattato, ma cercando di semplificare il discorso proverò a descrivere con esempi pratici la mia definizione di femminismo.
Immaginiamo una donna, Anna, che ha una buona carriera professionale concretata dalla dirigenza in una grande impresa e ottenuta attraverso i suoi meriti personali.
La mia Anna ha 2 figli, li alleva e divide la responsabilità dell'educazione con Paolo, suo marito, i suoi bimbi frequentano una scuola attrezzata ed efficente, dove imparano e socializzano, alleviando le sue preoccupazioni da mamma.
La mia Anna non soffre l'invidia delle colleghe, nel suo ambiente di lavoro non si ironizza sessualmente della sua recente promozione, ma si riconoscono le sue capacità, Anna quando parla di affari con gli altri Manager non lì ascolta scherzare sulle sue gambe, comunque bellissime, ma si occupa con serietà di lavoro.
Un'altra donna è la signora Luisa, d'aspetto sgradevole, già quasi cinquantenne, ma con una dirompente allegria e simpatia. La sua dizione è praticamente perfetta, come la sua verve del resto, tant' è che conduce un varietà di successo.
I telespettatori l'ascoltano apprezzando la qualità del programma; passeggiando tra i salotti delle nostre case non si sentono qu
Sono sempre più le menti che si augurano un ritorno ad uno stile di vita più semplice, collegiale, non governato completamente dalla moneta. Tengono dei bei discorsi, sostenuti da varie argomentazioni, ma quando poi dimostrano l'impossibilità di fare affidamento, quando la fiducia, sentimento essenziale per la coesione sociale, viene a mancare, ti sembra che ogni sforzo sia inutile e vorresti mandare tutto a cagare. Tutto, il mondo, le persone, perfino te stesso. Quando è uno sconosciuto a fregarti pensi:
Vabbe, è il triste destino dell'essere umano, l'incoerenza.
Ma quando è un amico, una persona che credevi di conoscere profondamente, a farlo, purtroppo non rimane che rinchiuderti in te stesso, provando un odio diffuso verso l'ambiente circostante. Poi capisci che da solo non puoi rimanere, che necessariamente ti devi legare, quindi continui, lacrimando, sanguinando, sei costretto a cercare l'appoggio degli altri individui, devi metterci energia, entusiasmo, in quello che stai sognando, e puoi chiederti soltanto:
Chi sarà il prossimo a mettermelo in culo.
E purtroppo è in questo modo che funziona. La vita è come una casa costantemente in costruzione, fai un piano, poi un altro, finché arriva un terremoto che distrugge tutto, risparmiando solo le fondamenta.
Ad onore de lo onnipotente Dio et ad utilitate de li omini che questo libro legeraco, et us[er]annolo de legere, che lo faza sapio. Noi commenzamo da lo primo omo fi alla citate de Roma como fo fatta. Inprimamente vengamo a le nomina de li regi et a le nomina de li consoli de essa la citate ; e le vattalie e le vittorie de diversi genti e de diverse provincie che abero, e li fatti de li imperatori, si como in diversi libri trovamo.
De Iason e de lo pecorone e de Laumedot rege de Troia
In quello tempo in Grecia foro doi fratri, Eson e Pelias. Pelias non avea filio masculo, ma presore filie. Eson avea filio lasone, lo quale era ditto filio de dea Cereris, et avea bona agura ne li sementi de la terra. Pelias, avenno pagura de lasone suo nepote, che era molto sapio et ardito, sotrasselo e gìoli a tradimento como devesse morire. E disse : Filio mio, ne l'isola de Colco ene una ventura de uno pecorone, che hao la lana de auro et ene fatto ad onore de dio lovis. Se tu me la duci, io te donno la midate de lo regno mio ; estimanno ca potea morire de la ventura de lo pecorone. lason incontenente recipea la ventura de lo pecorone e fece fare una granne nave per esso e per li compangi soi. E menao seco molti nobili omini de Grecia, li quali foro questi : Ercules, Peleus, Telamon, Pilium Nestore et altri assai compangi. Cum lason allitasse allo porto de Troia per granne tempestate che abe ne lo mare, fo nunziato a Laumedonte, rege de Troia, ca era una nave venuta ne lo porto de Troia da Grecia. E Laumedot commannao alli soi e disse che ne la cazassero de tutto loro tenimento.
A Iason sa[p]pe troppo rio et alii compangi soi, et annaosenne a Colcum insula. Et avenno lo pecorono, retornaosenne in Grecia. Staienno in Grecia, lason et Ercules e li compangi loro racordaro la iniuria che li fece fare Laumedot, rege de Troia. E per tutti li granni de Grecia mannaro lettere e significaoli la iniuria che li fece fare Laumedot, rege de Troia. E cosi tutti li Greci fecero una granne o
I nostri demoni erano nuovamente lì con noi.
Il mio se ne stava appoggiato con le spalle al bancone del bar, rivolto alle entrate con il volto chiaramente insoddisfatto e le braccia incrociate sul petto imponente.
Faticava quasi a prendere il respiro, tanto mancava l'aria in quel luogo a cui mi ero arresa.
Il suo demone invece lo seguiva a distanza, a passi lunghi, tenendo gli arti distesi presso i fianchi e le mani impegnate a rigirarsi due monetine nelle tasche della giacca a quadri.
C'erano istanti in cui si facevano troppo ravvicinati nella presenza, tanto da risentirsene entrambi e il ragazzetto raggelato si voltava di scatto con il volto oscurato dalla coscienza di ciò che stava accadendo; dischiudevano le fauci, ghignando, con lo sguardo fermo, nostante il vuoto; occhi negli occhi, iniettati di sange.
Era accaduto diverse volte dalla sua entrata in scena.
Il mio demonio aveva una vocina sottile e fastidiosa, un sibilare distinto da tutto il sottofondo costante, imprecava, dissentiva, e mutava nelle forme, plasmando il suo starsene li come una stoffa sacra che si fonde e diventa carne chimica adosso ad altri. Quando si stancava di marcare, il mio demonio, lo faceva soltanto per lasciarmi più tempo in compagnia del mio errore; al suo ritorno la caduta sarebbe stata tremendamente più dolorosa e bruciante.
Non erano pericolosi poichè erano demoni del passaggio, i demoni del dinamico salto da vita a vita, quelli che seguivano solo coloro che avrebbero potuto sopportare, al termine dell'esistenza terrena che stava accadendo loro, un cambiamento importante per la prossima rinascita.
La pensavo a quel modo.
Non avevo mai osato chiamarlo demonio fino a quando non conobbi lui.
O lui riconobbe me, sarebbe più accorto dire.
Ci siamo ritrovati a parlare di noi, nudi nella notte. Con i corpi vestiti, di confessioni buie, ce ne stavamo lì, a due passi dal bar, come estranei alle nostre stesse vite.
Mi sale al pensiero un vecchio libro, e
Questa sezione contiene un insieme di opere di saggistica