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Saggi

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Il libro

Le pagine sono tutte uguali. Stessi margini, stesso colore, stesso carattere. Forse qualche parola in corsivo: l’unica variazione in questa apparente monotonia. Sembra tutto assolutamente piatto ed insignificante, in superficie...
Poi, il segreto.
A pochi è dato di scoprirlo, a pochi è data l’immensa fortuna di penetrare nel cuore del Segreto.
Con una certa difficoltà iniziale - è una prova “selettiva” -, si giunge ad una azzardata percezione di “ulteriore”. C’è qualcosa di più, c’è qualcosa di nascosto tra le parole ben disposte e le righe precise di queste pagine. Da principio è un gioco lento che richiede pazienza e dedizione, poi ci si accorge che la velocità aumenta.
La percezione si fa sempre più nitida ed insistente. Uno squarcio si apre e ci mostra mondi senza fine. Nulla scappa più. Immagini, visi, storie, tutto è lì per noi. Tutto è chiaro.
Non potrebbe essere altrimenti.
Le parole prendono vita e danzano nella nostra mente riempite di colori e di suoni.
Non manca nessun particolare. Si avvertono persino i tintinnii dei bicchieri, il vociare di una sala réstaurant, addirittura il fruscìo di lunghi abiti, mossi dal passo veloce di giovane donna.
Ah, quale incommensurabile dono! Quale gioia profonda nel divenir parte del Segreto.
Già, ora siamo noi a vivere la storia; non è più un racconto di altri: noi lo viviamo e lo raccontiamo.
Le luci della città, le musiche di altri tempi, il luccichio di gioielli... e le risa discrete ed eleganti o sguaiate e chiassose... Noi le sentiamo.
Non è solo immaginazione lontana ed effimera. Questi attimi sono in noi presenti e concreti più che mai. Sentimenti autentici - seppur brevi - ci pervadono completamente. Perché dire che sia semplice e banale finzione?! Può una finzione lasciare un ricordo così netto? Può una finzione portare con sé uno strascico tanto voluminoso e ricco? Se sì, allora è - quanto meno - una Grande Finzione. È una grande opportunità c

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Dio, l'uomo, la conoscenza e l'energia

Premessa.

Questo breve scritto "poggia" sull'ormai consolidata tendenza che vede il mondo culturale e scientifico, mettere in discussione le principali teorie sull'evoluzionismo e quelle collegate alle fondamenta delle varie fedi e religioni.


Affrontare temi inerenti a dogmi di scienza e di fede è impresa assai ardua, poiché dibattere "delle nostre verità", significa andare davanti allo specchio col pensiero di accettare un'immagine diversa da quella vista sinora, cosa non esattamente semplice.


L'idea, tuttavia, è quella di "sfiorare" detti temi sfruttando un "percorso logico", alimentato e agevolato da una moltitudine di studi indipendenti (e non solo), oltre che da numerose riflessioni che "impegnano" la rete in modo costante e, spesso, illuminante.


Partendo dal presupposto, neanche tanto remoto, che la razza umana possa essere stata "incoraggiata" nel suo cammino evolutivo da un intervento alieno/superiore, è possibile costruire un ragionamento in grado di aiutarci a osservare, collegare e comprendere meglio, alcuni aspetti che attengono alla nostra quotidianità.


È implicito che questo concetto "voglia" anche che Dio sia sostituito/sostituibile, con una o più entità/esseri provenienti da un "altro mondo".


Alla luce della considerazione appena illustrata, pare"equilibrato" riflettere sulla possibilità che l'uomo sia stato "creato" per essere, successivamente, "studiato" da parte di un'intelligenza più evoluta.


Il termine "studiato" è posto fra virgolette, poiché s'intende comprensivo anche dei seguenti significati: "Educato, civilizzato, esaminato, utilizzato, sfruttato, dominato" e via discorrendo.


Questo ragionamento è stato ispirato da due interessanti letture, in una era spiegato, con il semplice uso della logica, come l'uomo abbia imparato a parlare grazie a un "aiuto esterno", poiché "... non poteva parlare da solo: aveva bisogno necessariamente di ascoltare la voce di

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   12 commenti     di: Antonio Pani


Ricordo di un poeta:Luciano Folgore (1888-1966)

Ricordo di un poeta: Luciano Folgore ( 1888- 1966 -)

Nella fase di declino del movimento crepuscolare, si distingue, quale poeta futurista a pieno titolo, Omero Vecchi che assunse il nome d'arte di Luciano Folgore, nato a Roma nel 1888. Della sua biografia si sa molto poco. Nelle sue raccolte " Canto dei motori " (1912) ; " Ponti sull'Oceano" (1914) e " Città veloce" (1919) egli conferma la sua forte fibra creativa e dirompente. Propongo le due seguenti liriche tratte da Ponti sull'Oceano.

" Paglia"

Carri di paglia;
scricchiolìo delle erbe secche
per tutta la città,
pestate da piedi di vento fresco
in cammino verso il Sud.
Ditate di zafferano sugli alberi.
Una foglia
due foglie
tre foglie.
Desiderio di farsi trascinare,
a lungo
oltre l'ovest,
dai nastri rossi del crepuscolo.



" Torrefazione"

Piazza di vento ardente,
sollevata di colpo
negli alti forni del sole.
Papaveri di luce
avanti alle pupille.
Spille nel sangue.
D'intorno le case,
affondate
nei marciapiedi
liquefatti dal caldo.
Camminare evitando
colonne ubriache di rosso,
sfondare col petto
semicerchi di solleone,
e invidiare l'ombra di un ragnatelo
ad un insetto addormentato.

( Luciano Folgore)



L'estate nel villaggio dell'anima

Oggi quando vedo una pietra ascolto una poesia, quando vedo un uomo mi consolo, quando incontro una donna m'innamoro.
Sulla sabbia, divina armonia, nel battito celeste del pianeta ascolto la melodia dei tuoi passi, le dolci azioni dei fiori che come versi di dolcezza e di abbandono esprimono la bellezza della tua esistenza.
Sulla sabbia contemplo il deserto e il dono della sua essenza, il soffio vergine del vento che trasporta l'onda sublime dei tuoi passi per incontrare l'oceano dell'anima.
Dormi ora, se sei stanca tra le mie braccia di vento e di mare e lascia che il mio amore ti trasporti sull'isola perduta del tuo corpo, su villaggi di pietre antiche a conoscere la poesia della tua bellezza.
Stenditi infinite volte laddove non ci sono ricordi, memorie distanti, scene, situazioni di uomini e donne, eventi e destini che ti hanno allontanato dalla tua anima di pietra.
Distenditi laddove il vento soffia con dolcezza e permea di bellezza la soffice tela delle tue labbra.
Scriviamo insieme la nostra poesia sull'onda silenziosa della vita e lasciamo che la primavera nel villaggio non guardi ai doni che la tempesta ha lasciato ma contempli i doni che gli angeli della bellezza e della luce hanno sparso sulla terra.
Doni che contemplo quando cammino in ogni istante della mia vita, che raccolgo come un viandante felice sul suolo fecondo dell'esistenza. Anche il mio respiro per quanto affannato dalle ciccatrici del tempo è un dono, come un dono è il respiro delle piante, della sabbia e di ogni pietra la cui anima misconosco, e di ogni cosa che nel cielo percorre intere distanze come un canto di grazie e di magnifico abbandono.
Ho visto una pietra quest'oggi all'alba, nella quiete delle prime luci. Una pietra ho visto e l'ho salutata con un grazie, con un canto che proveniva da lontano, da un luogo distante e che sembra così accanto al mio corpo, un luogo in fondo così nascosto ma che abbraccia posti inesorabili e mete calde e senza forma e che ci mostra che anc

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   0 commenti     di: salvatore


Gesù storico, Gesù mistico

Il documento più antico che afferma l'esistenza di Gesù di Nazaret è la fonte Q che secondo gli studiosi sarebbe stato redatto una ventina di anni dopo la morte di Gesù. La fonte Q non elenca i fatti relativi alla vita di Gesù, quanto piuttosto l'insieme dei detti a carattere sapienziale proferiti dal maestro della Galilea. La figura di Gesù viene proposta come maestro di sapienza, profeta rifiutato, condannato a morte, e poi risorto.
L'85 per cento del suo contenuto è stato ripreso e inserito nel vangelo di Matteo e di Luca che vengono presentati nello stesso ordine di Q, per questo motivo la "Quelle" è nota anche come la fonte dei detti sinottici. Dopo gli anni sessanta vengono scritte le biografie di Gesù, nascono i vangeli canonici, di cui Marco risulta il precursore. Successivamente gli evangelisti Matteo e Luca completano e prolungano il testo di Marco, attingendo dalla fonte Q e aggiungendo del materiale proprio.
Grazie a tali interventi i vangeli di Matteo e Luca hanno una lunghezza quasi doppia rispetto al testo di Marco. L'ultimo vangelo in ordine di tempo è quello di Giovanni che si discosta dallo schema generale degli altri tre che vengono chiamati i vangeli sinottici, cioè paralleli, simili. Il nome di Gesù oltre che nella collezione Q e nei vangeli canonici, viene citato anche negli scritti apocrifi (cioè segreti e dalla Chiesa non considerati testi ispirati da Dio) come, il vangelo di Tommaso, il vangelo di Pietro e alcuni papiri. Scoperto nell'Alto Egitto nel 1945, il vangelo di Tommaso è scritto in egiziano antico (copto) contiene 114 sentenze attribuite a Gesù ed è stato datato all'anno 350.
La sua costruzione è simile alla collezione Q e secondo alcuni autori è considerato il quinto vangelo, in quanto la sua diffusione sarebbe avvenuta intorno all'anno 50. La maggior parte degli studiosi asserisce che il vangelo di Tommaso contiene alcune parole di Gesù che non sono state raccolte nei vangeli canonici, mentre la ma

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   7 commenti     di: Fabio Mancini


La scala della conoscenza (la scala dei fantasmi con il gradiente di luminosità)

Il corpo è il fantasma della materia
(Il grigiore del cogito, esistenza passiva!)

Lo spirito è il fantasma del corpo
(Lo splendore della ragione)

L'anima è il fantasma dello spirito
(Il bagliore dell'intelletto)

La luce è il fantasma dell'anima
(Il fulgore della sapienza)

La verità è il fantasma della luce
(L'immacolato candore della contemplazione)



Carlo Goldoni, avvocato

Scrivo queste notarelle un po'divertenti sul nostro Carlo Goldoni, grande commediografo veneziano del 1700, analitico e spietato ironico della borghesia mercantile e della aristocrazia taccagna e boriosa del suo tempo. Ancora molto rappresentato nei teatri di mezzo mondo, Goldoni esercitò l'avvocatura, e con un certo successo, sia in Venezia che in Pisa, dopo essersi laureato all'insigne università di Padova, università antagonista di Bologna, in fatto di studi giuridici. Goldoni abbandonò l'avvocatura per dedicarsi solo al teatro, con una commedia esilarante, " L'avvocato Veneziano" , con la quale egli diede l'addio alla toga. Ricordiamoci però ch'egli per tutta la vita si qualificò sempre come" avvocato veneziano". La commedia è assai curiosa perchè parla di un avvocato che si innamora della cliente avversaria, con tutto il traffico e i problemi deontologici che la faccenda poteva comportare anche in quei tempi. C'è una frase grandiosa, nel testo, che Goldoni fa dire al suo protgonista, con calcata serietà, ossia : "co l'avvocato xe in renga" - quando l'avvocato svolge l'arringa- "xe impiegà tutto l'omo", ossia tutto l'uomo è preso.
La toga, dunque, annulla e giustifica.
La commedia ha uno scopo didattico giuridico manifesto. All'epoca la scuola forense veneziana era tutta orale, anche per il diritto civile. E tanto era l'autorevolezza di questa scuola che gli avvocati del tempo potevano esercitare oralmente presso anche altre corti foreste, fuori del Veneto. Nel testo goldoniano l'avversario dell'avvocato veneziano è il dottor Balanzone, che rappresenta l'uso forense bolognese, ossia la difesa scritta, caricata e, visto il gusto dell'ironia goldoniana, messa in caricatura. Balanzone si dibatte in libelli scritti, trasudanti latino. Si confronta e scontra con l'avvocato veneziano che invece si prepara la difesa solo oralmente, per una causa di eredità da trattare davanti al tribunale di Bologna. Insomma una commedia assai gustosa e vivace, condita

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