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Racconti di ironia e satira

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Il contrappello

La notte fonda tenebrosa ci trova nel letto, con fare rovente spezza sogni la solita voce si ché il risveglio è ancora più atroce.
Come sempre in preda a bacco urla la voce... ne mancano quattro!! Ma ormai si sa sono errori banali, la conta non torna senza gli occhiali.
Entrano in due al solito modo, il primo dice indicando con il dito, contali tu che io non vedo, l'altro risponde strizzandogli l'occhio... non preoccuparti ci vedo doppio.

   4 commenti     di: alta marea


Te lo faccio il pieno

Dovrei ricordarmi quando decido di andare a maschi in generale, e in sauna in particolare, di evitare di appartarmi con determinate tipologie di uomini. Ma le checche come me non imparano mai, sono fatte per cadere tutte nei soliti errori di sempre.



Dovrei evitare tipi che mentre ti violentano la bocca con la loro lingua, in preda a chissà quale trasporto del momento, momento che esiste solo nelle tue illusioni mentali, ti dicono: "Cazzo!" come se fosse la cosa più passionale e romantica da dire! Che già parlare invece di prendere fiato tra un "apnea" e un'ispezione orale e l'altra è il massimo della violenza alla cazzo di cane che ci si possa mai fare, nonché uno spreco inutile.


Poi dovrei evitare, per evitarmi problemi a monte, di "scegliermeli" negli angoli più bui delle suddette saune. Sai perché alla fine, nella semioscurità è facile un po' per chiunque sembrare giovane e carino! E dovrei anche evitare quelli che iniziano conversazioni già nate zoppe di loro con domande inopportune come: "Sei sposato?" che lasciano già presagire quello che ti diranno da lì a poco, ovvero: "No, perché io invece lo sono!". E lì è la fine. Almeno per me. Perché da quel momento in poi non farò altro che pensare alla povera moglie a casa ignara di tutto ciò, o a chiedermi perché uno sposato debba farlo con me, e a farmi tutti discorsi mentali del tipo: " Se la fa con me è perché la moglie gliela darà col contagocce, e ha scoperto che le passive costano meno e sono più troie delle troie!", tutti discorsi, questi, che subito mi fanno passare la voglia tutta d'un colpo!


Sì perché io con la mia immagine da "checca standard" ci gioco ma mica ci credo veramente! Voglio dire, sono passati i tempi in cui mi facevo "onore" di essere una super troia pronta ad esaudire tutti i porci desideri del cazzo di chiunque.




Adesso avrei l'utopia, la pretesa, di essere trattato come un essere umano, sì anche per fare la maialate.

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   4 commenti     di: frivolous b.


Passato, presente e futuro

il passato è nelle mani degli storici, che possono farne ciò che vogliono. il presente è nelle penne degli opinionisti, che ne fanno ciò che gli suggerisce il datore di lavoro.
il futuro è nelle menti surriscaldate dei meteorologi che, ebbri per la notorietà conquistata, si trasformano in profeti prospettandoci un futuro ricco di colpi di scena con desertificazioni e inondazioni da Antico Testamento; ma noi non gli crederemo fino a quando non avranno perfettamente azzeccato che tempo farà domani.



Aforismi al passo dei tempi

-Est modus in rebus (ORAZIO), è nell'uomo il rebus (Maiello)
-Cogito ergo sum (CARTESIO), amo e sempre sarò (Maiello)
-La coscienza morale dentro di me (KANT), la luce della fede sopra di me (Maiello)
-Primum vivere deinde philosophari (ARISTOTELE), primum philosofari per saper vivere (Maiello)
-C'è un'equazione nella materia (EINSTEIN), sorgente di luce solare, c'è l'amore nella vita (amo e sempre sarò, Maiello), fonte di luce spirituale
-Il destino mescola le carte e tocca a noi giocarle (A. SCHOPENHAUER), per il destino siamo carte conosciute (F. A. Maiello)
-Scommettere su Dio non si perde niente ma si può vincere tanto (Blaise PASCAL, sommo matematico). Scommettere su Dio è l'unico modo per vincere matematicamente (F. A. Maiello, sommo giocatore)
-Chi crede non pensa, chi pensa non crede (A. SCHOPENHAUER), chi pensa sempre, se non è matto, crede (F. A. Maiello)
-Bene vixit qui bene latuit (OVIDIO), silenzio pensante diurno e pensiero insonne notturno (Maiello)
-Dio è troppo perfetto per poter pensare ad altro che a se stesso (ARISTOTELE), Dio è troppo buono e pensa troppo agli altri (Maiello)
-La presunzione della ragione (HEGEL) a Napoli (terra di Santi e Madonne) non ha scampo... 'a raggion s'a piglian e fess (Maiello)!

-La filosofia dell'era moderna... tra razionalismo (idee innate/deduzione, CARTESIO) e empirismo (idee elaborate/induzione, LOCKE) vince lo spiritualismo (idee illuminate/fede, Maiello)

-Verum scire est scire per causas (ARISTOTELE), per salire (verum scire) c'è la scala (cogito, ragione, intelletto, sapienza e contemplazione, Maiello)

-Esisto (cogito ergo sum, CARTESIO) per amare (amo e sempre, Maiello) veramente (gnothi sautòn, SOCRATE)

-Nei millenni a venire ci ritroveremo riflessi del Sole divino (Paradiso) o fossili della crosta terrestre (Inferno), dipende dalla montagna scalata (Bene) o dalla fossa scavata (Male)

-Meglio la scala per salire e la luce per capire che la trivella

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Se suoni la mattina non aspettarti che io sia vestito

Suonano alla porta. Vado ad aprire ed è dio... sotto forma di una coppia di vecchie, una con gli occhi storti, l'altra con i denti marci. E quella con gli occhi storti mi dice:
"Oh sig. Adami, meno male che la trovo in casa."
Mi lanciano un'occhiata che puzza più di lussuria che di chiesa. In effetti ho indosso solo un asciugamano da doccia e sono ancora bagnato fradicio. Buono a sapersi, comunque, che faccio quest'effetto sulle vecchiette. Può tornare utile se deciderò di intraprendere una carriera da scippatore di strada.
La vecchia con i denti marci, finora rimasta muta, si sveglia dal suo letargo e mi domanda:
"Non è che sta male, vero?"
Mi tocco le palle perché i suoi occhi rivelano più speranza che mera curiosità medica, lei vuole che io stia male. Forse devono vendere un medicinale portentoso dal sapore di olio di ricino. Il fatto è che nei suoi occhi e in quelli della sua collega si accende, ora, una breve luce di speranza che io affievolisco subito guardandomi intorno con noncuranza, poi alzando gli occhi al cielo e rispondendo:
"No, niente malattie. Ero in doccia, come si evince dall'asciugamano che ho in cinta. Vi serve qualcosa?"
Chissà perché quando suonano a casa, ormai, uno pensa subito che lo facciano per chiedere piuttosto che per offrire. È uno dei retaggi che ci portiamo dietro per colpa dello zio Silvio, da quando vendeva gli aspirapolveri porta a porta... non è cambiata poi molto la situazione. Al punto che, ancora oggi, quando suona dio alla porta un uomo medio come il sottoscritto si domanda se sia venuto per domandargli una tazza di caffè, invece di aprire il proprio cuore e offrire la sua anima. Ma le vecchine che ho davanti impersonano dio con una certa leggerezza, nulla a che vedere con le immagini da cartolina... ops, affresco... che si vedono qua e là nei documentari. Anche nelle chiese. Più nelle chiese, in effetti.
Ma quando il prete si avvicina al presbiterio si rende conto di parlare nel nome di un omone

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   1 commenti     di: Luca Adami


Nasata

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Benvenuti a Bookville

Non potevo più resistere senza quel libro, non è facile da capire per chi non è un bibliomane.
Da quando era uscito "Cinquanta gradazioni di marrone", per i tipi dell'editore Feci, non riuscivo più a dormire la notte.

La storia drammatica di un coprofago, morso da un moscone radioattivo e costretto da oscuri impulsi atroci a divorare gli escrementi di qualsiasi animale purché se ne trovi, mi aveva avvinto e incastonato come un quarzo in un anello.
Ah, quale intensità di sforzo, da parte dell'autore, nel creare i contenuti!
L'uomo coprofago arrivava a cercare le deiezioni nel suo stesso corpo e arrivava a succhiarle con una cannula da flebo autoinserita (meglio non dire dove), come parte vivente di quel corpo, desiderato, brancicando nella sua intimità alchemica più oscura.
L'escremento, finché è nel corpo, è accettato: non è separato dall'unità del microcosmo; isolato spaventa e ripugna, per l'odore di un'anima denudata e anonima che esala.
Ah, che poesia, che profonde tematiche! Ah qual terrore ripugnante ma così allettante!
Le "Cinquanta gradazioni di marrone" dovevano essere mie, costino quel che costino!

Col portafoglio bello imbottito, accompagnato dal mio amico Gianluigi detto Giangi, arrivai alla nota libreria della catena "Bookville" di Milano, strutturata su tre piani e fornita di oltre 1. 035. 000 titoli di narrativa, saggistica, turismo, manualistica e una vasta scelta di libri per ragazzi; una fornita area DVD e CD, dalle ultime novità ai titoli introvabili, prodotti di cartoleria e tante simpatiche e cortese promozioni.
Mi fiondai all'interno, entusiasta, e notai contro una colonnina color seppia una pila di volumi: "Cinquanta gradazioni di marrone" in abbondanza! Che gioia!
Ho preso al volo la mia copia e in quel momento ho notato una sgargiante locandina che reclamizzava tre presentazioni di libri di altrettanti tre esordienti.
Incuriosito, salii al secondo piano per assistere alla presentazione di "Conquistala in dieci m

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   2 commenti     di: Mauro Moscone



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