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Racconti di ironia e satira

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Le parole sono importanti #1

C'era scritto:
"Annunciarsi a mezzo citofono"
Io in omaggio alle ultime tornate elettorali ho scelto la metà sinistra. Ma quasi tutta mi ha mandato a fanculo..

   0 commenti     di: Moment


Corso di cucina: le crepes

In questa puntata spiegheremo come realizzare delle deliziose Crepes con cui finire una cena o semplicemente per una merenda piacevole. Ricordo che questo corso è rivolto a chi non sa nemmeno fare due uova in padella (e a chi ha la pazienza di leggere cosa diavolo mi viene in mente quando esagero con la birra).

Prendete alcune uova, dalle sei alle ottomila, e rompetele nel modo usuale, cioè scagliandole con ferocia contro il muro più lontano. Abbiate cura di conservare i gusci, utili per altre prelibate ricette o come oggetto decorativo per le vostre feste di nozze. Dividete con cura i rossi dai bianchi (e anche gli azzurri dai verdi, che se no fanno a cazzotti) (chi non è di Firenze non la capirà). Mettete i tuorli in un tegame capiente, che chiameremo Tegame A. Poi prendete gli albumi e metteteli in un Tegame, che chiameremo Tegame A (essendo in effetti lo stesso tegame, su).
Aggiungeremo ora del latte, circa 18. 320 gocce. Il sistema più pratico è il seguente: prendete la più vicina mucca, e tenendola ben alta sopra il Tegame A scuotetela decisamente ma con dolcezza 18. 320 volte. In alternativa fate ballare la macarena alla mucca. Il campanaccio che tiene al collo richiamerà inevitabilmente un allevatore locale che sarà ben lieto di fornirvi il prezioso liquido in cambio del vostro silenzio.
Addizionate del sale e dello zucchero, ma non esagerate.
Fatto questo, durante la notte formate dei cerchi concentrici o delle scritte ingiuriose in un campo di grano, per mezzo di una corda e di un'asse di legno. Al mattino contattate il proprietario il quale sarà ben lieto di cedervi il campo ormai rovinato dalle torme di curiosi, pazzi e giornalisti di bassa lega che avranno nel frattempo invaso il suo terreno cercando alieni e folletti. Con l'aiuto di una falce fenaia arate giornalisti, pazzi e curiosi, e visto che ci siete anche le preziose spighe, fatene grosse balle, poi da ogni spiga togliete ogni chicco, uno alla volta. Questa facile operazione non

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   2 commenti     di: Gaspare Burgio


Saggezza di madre

La mamma, rivolgendosi al figlio di 8 anni:
- Cosa stai facendo?
- Sto aggiungendo delle foto al mio sito web.
- Ecco, lo sapevo! Da quando quel disgraziato di tuo padre ti ha insegnato a fare le pagine web, tu passi tutto il tempo davanti al computer. Guarda che ti fa male troppo computer. Queste sono cose per adulti. Adesso smettila, siediti sul divano e guarda un po' la TV.



Maghi, sensitivi, cartomanti: il futuro è in linea

Vagavo per la città senza una meta: il colore uggioso del cielo era anche quello del mio umore. Non avevo più un lavoro già da qualche giorno: la ditta cui avevo dedicato molti anni della mia vita aveva chiuso i battenti, spazzata via dai venti di crisi che ancora spirano su questa parte del vecchio continente. Con lo sguardo basso e il morale sotto i tacchi non mi accorsi nemmeno di lei: la urtai per sbaglio. La guardai e le chiesi di scusarmi. Era una zingara giovane e bella: forse è per questo o solo per rafforzare le mie scuse, che accettai la proposta di farmi leggere la mano. Le mostrai la sinistra: dopo averla guardata con attenzione per qualche minuto, scosse la testa. "La linea di Saturno mormorò, la linea di Saturno è spezzata. Puoi scordarti il successo, la Dea bendata non ti degna di uno sguardo". Le chiesi delle probabilità di trovare un lavoro, di pagare regolarmente l'affitto della abitazione dove mi ero trasferito dopo la separazione. Le risposte non furono favorevoli. "Ti aspetta una vita grama e dura" mi disse guardandomi diritto negli occhi. Le diedi una moneta da un euro ed affrettai il passo, deciso a tornare a casa, il prima possibile. La prima cosa che feci appena varcato l'uscio della mia abitazione fu accendere il portatile. Il colloquio con la zingara aveva accresciuto il bisogno di conoscere il futuro; mi misi a cercare tra siti di cartomanti, divinatori e sensitivi, chi poteva darmi qualche speranza. Una stanza in penombra, il profumo d'incenso nell'aria, un'atmosfera intrisa di magia e mistero; la "Maga dei sogni realizzati" mi accolse con un largo sorriso, dopo aver contato i soldi pattuiti per l'onorario, al momento dell'appuntamento. Mi lasciò parlare. Aveva un sorriso rassicurante, il volto materno di una donna che dedicava il tempo libero alla cura dei nipotini. Le raccontai del lavoro perso, della separazione da mia moglie, di quanto mi mancassero i miei figli. Mi sorrise senza battere ciglio; mischiò le carte e mi chiese

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   1 commenti     di: Abraxas


Il giorno delle elezioni

Cari telespettatori, è giunta l’ora che voi esercitate il vostro diritto di voto.
Vi abbiamo educato, coccolato, rinfrancato. Ora che nulla può più smuovere le vostre idee, le vostre opinioni, ora che vi riteniamo abbastanza forti nelle vostre certezze siete finalmente pronti per la prova delle urne.
Andate e votate.

Mi svegliai di soprassalto con queste parole che mi ronzavano in testa.
Avevo decisamente digerito male, forse i due toast al prosciutto e formaggio, mangiati prima di andare a dormire non avevano conciliato il buon sonno di cui avevo bisogno.
Era il grande giorno, il giorno in cui io valevo come chiunque altro, il giorno in cui non si poteva fare la gita fuori porta perché si doveva votare. Non vedevo l’ora. Ero pronto.
Mi alzai lentamente bestemmiando sul fatto dei toast e sfregandomi lo stomaco ancora ingarbugliato. Pisciai soddisfatto nel mio cesso bianco, centrando un poco l’acqua, un poco le pareti, giochicchiando con la direzione del getto di urina.
Mi lavai le mani, la faccia, mi guardai gli occhi ancora pieni di sonno. Presi rasoio, pennello e sapone e mi feci la barba con particolare attenzione, pelo e contropelo. Mi lavai di nuovo la faccia.
La cucina era piena di quella luce nuova che si vede solo nelle domeniche di primavera, con l’aria tersa dell’inverno appena passato che s’illumina di sole rinato.
Presi la moca da tre, e preparai un buon caffé.
Mentre aspettavo il profumato gorgogliare del caffé mi controllavo con la mano la faccia per verificare che la barba fosse veramente a posto. Lo era.
Mi appoggiai alla porta finestra con la tazza di caffé e guardai fuori. La città e il suo traffico modesto da domenica mattina era bella e pigra, bella davvero.
Mi lavai i denti con particolare attenzione, mi vestii decentemente, e uscii per andare a votare.
Presi il giornale all’edicola all’angolo.
- Va a votare?- chiese l’edicolante.
- Certo.- risposi sorridendo.
L’edicolante mi sorrise di rimando.

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   4 commenti     di: Umberto Briacco


La trasmissione radiofonica Pane e vino

Ecco un estratto della trasmissione della notte "Pane e Vino" condotta dal famoso Luigino De Fumazi, su una nota radio locale toscana.
"Et-cium! Gentili telespettatori... marianna che raffreddore... a... mi dice il tecnico al dilà del vetro, che ci fa compagnia anche stanotte... mai una volta che tu rimanessi a casa eh? Bartolo Baldo, tecnico alla regia, mi dice che stò parlando alla radio quindi, gentili radiospettatori... ma come non sono spettatori, ma che me la fai partire questa trasmissione che ho solo tre minuti... e vabbene... gentili radioascoltatori eccoci qui a una nova puntata della trasmissione Pane e Vino, chi parla è il De Fumazi, che come sapete, non le manda a dire. Una notizia della settimana che mi ha molto colpito, e vorrei colpire anche voi... ma no, in senso buono... marianna Bartolo o icche c'è... o che segni tu fai... hai ragione, senti che odor di bruciato... la sigaretta! Non mi si è spenta la sigaretta che ho stiacciato sulla moquette... aspetta, aspetta!

"si interrompe momentaneamente la trasmissione per problemi tecnici, ecco a voi un quartetto d'arpe, che suonano non si sa cosa, direttamente dall'archivio della nostra radio. Plin, plin plin plin, plon, plon, plo..."
"Gentili radiotrasmettitori, marianna, l'è andata bene, se risolto tutto... sigaretta spenta... domani tu lo senti il direttore, che cazziata... ehm che parte che mi fa... e, non fumate, fumare fa male mi raccomando! Ma sapete come De Fumazi, come posso non fumare... Insomma ho sentito a una radio, non la nostra radio, un altro canale, perché di canali ce n' è tanti.. ehhh, sopratutto a Venezia, tra calli, canali e ponti... insomma non targiversiamo... questa notizia è stata riportata dalla rivista Forbes, una rivista americana, mha, non l'ho mai neanche vista in edicola ma dice che esiste.. è una rivista di quelle per ricconi, con tutte le classifiche più strampalate... insomma su questa rivista è stata scritta la classifica degli uomini più ricchi di tu

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   0 commenti     di: Raffaele Arena


Tigre

-Vedi Celsius, l'universo è semplice da capire...
Prese una cartuccia e la infilò nel caricatore, il fucile era pronto.
- Come dici?
- Dico l'universo... sai, il sole, la terra... è come diceva Fourier
- Chi?!
Imbracciò il fucile e puntò verso il bosco, accovacciandosi a terra.
- Vedi quella tigre laggiù? Bhè io la vedo così, lei si muove, no?
- Veramente stà dormendo...
- Si ma è viva! Ma mi segui? Un colpo di fucile e diverrà carne fredda...
- Non gli vorrai mica sparare mentre stà dormendo, vero?!
Abbassò il fucile e guardò in alto verso il sole. Si asciugò il sudore con la mano sollevandosi il cappello. Guardò negli occhi il suo amico Celsius e gli sorrise benevolo.
-Hai ragione, lasciamola sognare... così soffre di più...

   4 commenti     di: Emiliano Rizzo



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