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Racconti di ironia e satira

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La seduta psicoanalitica

"Faccia meno psicoanalisi
e vada a ballare..."
Disse Venerdì a Robinson Crusoe

Gli aveva Robinson insegnato l'italiano
e a usare il Lei. Ogni gentiluomo
anche selvaggio lo deve fare
ma era
ancora troppo diretto l'eloquio
e le parole intense accendevano
il cuore d'affetto.
"Intende la gagliarda?
Prima farà un Zoppetto col piè destro in terra
Fatto che haverà il detto Zoppetto col destro, & inarborato il sinistro,
lo calerà in terra spianato à piombo; & col piè destro, che si troverà
haver di dietro, lo spingerà, facendo un sottopiede; avertendo
che la punta d'esso vada dritto in dietro al calcagno del sinistro, alzando
immantinente esso sinistro, il quale calandosi al luogo, dove si
trovava prima, si alza di nuovo il destro innanzi: & questo si chiama
Passo in aria.

Questo è il fondamento d'ogni sorte di Ballo, & la vera Regola,
perché con quel piè, che si comincia, con quello medesimo si dee finire..."

"E tutto così torna
all'inizio perché non
si può veramente uscire
da noi
anche se c'è chi si espone
e chi no
e meno una persona ci conosce
più ci chiederà cose assurde.
Vero Venerdì?"

"Vero my lord, ma bisogna ballare
per ricordare
l'affetto che è nella musica
e quando la musica piange
tutto il mondo piange
perché non sa più muoversi
e ha dimenticato anche di andare
in bicicletta".

Ma sa, Venerdì, la musica non è un discuccio
che ti mandano o quella che ascolti sempre
o quella che hai nel cuore
la musica è quella che
Nessuno ti ha insegnato
e ti fa stare d'improvviso fermo davanti ad una porta
nel fisico incanto
di quel che non
si vede.
Lo diceva Haendel "arriva la musica" e tutti dovevano
andare via, sì talvolta era una scusa per bere un
bicchiere di vino, ormai era vecchio,
ma talvolta arrivava ed era
meravigliosa".
Per oggi abbiamo finito la seduta. A domani.



La promoter

C'era una volta il prete che accoglieva le confessioni dei fedeli, poi è stata la volta dello psicologo che per decenni si è sorbito il racconto di ogni sorta di malanno psichico dei suoi pazienti. Oggi, complice la mancanza di tempo e di denaro, tutto il peso dello sgravo coscienziale della società moderna è tutto affidato alle esili spalle di una nuova figura: la promoter.

La promoter, altrimenti conosciuta come hostess, esercita la sua confortante professione in qualsiasi luogo ci sia qualcosa da vendere, anzi no, da promuovere, lei non ha prodotti tangibili tra le proprie unghie smaltate, ma solo volantini e tante promesse. La sua unica arma è il sorriso, essenziale che sia un bel sorriso sempre appiccicato al viso giovane o ringiovanito dal trucco. Un sorriso sempre uguale e accattivante, come se dopo otto ore passate in piedi sopra un tappetino rosso di un metro per due ci fosse ancora qualcosa di sensato per cui mostrarsi entusiasti.

Ebbene quest'anno, dopo aver conseguito due lauree umanistiche, sudatissime e inutili, mi sono trasformata nella figura mitologica appena citata. Ho imparato a truccarmi e ad ammiccare così spesso e con generosità che a volte temo mi colga una paresi dopo le lunghe ore trascorse con la stessa espressione euforica e mummificata stampata in volto.
Lavoro in un piccolo centro commerciale di una minuscola cittadina persa fra le nebbie della pianura padana. Il mio pubblico mi adora, dalla sera alla mattina i vecchietti ultraottantenni non fanno che ripetermi che, se solo avessero qualche anno in meno... Non mi danno fastidio, sono più anziani dei miei nonni, e mi si stringe il cuore a pensare che il mio stand sia l'unica novità interessante della loro giornata. Entrano nel supermercato, fanno la spesa e mi sorridono con tanto di riverenza e alzata di cappello. Io li saluto e propongo loro un volantino con l'immagine di un cellulare touch screen, solo allora comprendono il gap generazionale invalicabile che ci sep

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   3 commenti     di: Francesca Cani


My Life - Special Guest: Jesus Christ

O: "Benvenuti e benritrovati a una nuova puntata di... MY LIFE!!!... come sempre in studio il voooosssstrrrooooo... Yuri Cannella!!!"

(applausi)

Y: "Buonasera a tutti! Quella di oggi è davvero una puntata con due palle così! Oggi avremo un ospite che vi sarà saltare sul divano e vi farà fare capriole per tutta la casa! È il 24 dicembre:la vigilia di Natale! Per un avvenimento così spumeggiante non potevamo non avere come ospite colui che domani compirà l'ennesimo compleanno! È tanto tempo che non lo vediamo in televisione, le sue ultime comparsate sono state in veste di doppiatore in vari episodi dei Griffin e dei Simpson e non beve, non fuma e non compie cattive azioni!... signori e signore: una standing ovation non per Barack Obama, non per Fabrizio Corona e nemmeno per Babbo Natale: in studio... il figlio di Dio!!! Gesù Cristooooooooooo!!!!

(standing ovation biblica; Gesù entra in studio accompagnato dalle Pussycat Dolls ed è vestito con Levi's 501 special edition, felpa Fubu XXXL arancione verde con cappuccio con scritto I belong to my father, Timberland di renna, Ray Ban violacei)

Y: "Signori e signore... semplicemente... oh mio dio!"
G: "Accontentati del figlio"
Y: "Ahahahahahah, allora Gesù: come stai? hai trovato traffico? Dove l'hai lasciata la croce?"
G: "Ahaha sempre il solito Yuri! Andando con ordine sto molto bene grazie e traffico non ne ho trovato, la Main era intasata come la via crucis ma l'autista, grazie a mio padre, ha preso una parallela e sono arrivato in tempo: la croce è rimasta al bar a farsi un martini dry"
Y: "Ahahahahahahah!!!! Signori e signore Gesù Cristooooo!!! Ci fermiamo un attimo per uno stacco pubblicitario, non cambiate canale! Si preannuncia una puntata davvero spumeggiante!"
G: "L'aggettivo spumeggiante l'hai già utilizzato..."
Y: "Ahahahahah! A tra poco!"

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Y: "Benritrovati! Per chi si fosse collegato solo ora ricordo che in questa puntata pre

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   26 commenti     di: Guido Ingenito


'A signura ru latu

Certi modi di dire, essendo traduzioni dal dialetto, sfuggono alle regole della lingua italiana e finiscono per acquisire un significato che può' essere interpretato nei modi più' vari!

Quando mi è capitato di sentire la frase, " la signora d' accanto " non ho potuto fare a meno di pensare a quanto renda impersonale il soggetto in questione.
Infatti riferendosi ad uno stato in luogo, definisce il posto dove la signora vive, dando più' rilievo allo spazio, piuttosto che alla persona in oggetto che potrebbe essere anche sconosciuta. A parte l' evidente errore grammaticale, c' è da dire che l' effetto è quello di una entità' : cioè sappiamo che sullo stesso nostro pianerottolo esiste la vita, ma potremmo anche non sapere di che forma si tratti!
La " signora d' accanto " potrebbe essere alta, bassa , bruna, anziana o grassa o anche avere due teste! ( ma forse se fossimo a conoscenza di questo particolare, in un eccesso di precisione, diremmo "le signore d' accanto " ) Non sappiamo niente di lei, neanche il nome di battesimo, ma riusciamo ad identificarla benissimo, non si può' sbagliare!
A volte poi, è proprio la persona in questione che, avendo preso coscienza del suo ruolo , rassegnata, lo accetta e si ritrova a dire bussando alla porta della vicina : " Scusi, non avrebbe un po' di sale? Sono la signora d' accanto ". A quel punto non c ' è più' niente da fare!
È come una bolla papale, una carta d' identità' condominiale.
La " signora d' accanto " potrebbe avere un problema, subire un furto o essere malata ; ma sarà' sempre lei , e così ricordata.
E alla fine quando sarà' la sua ora si potrebbe sentir dire : - Sai chi è morta la settimana scorsa? La "signora d' accanto " -
-Ma come, non se n' era andata?-
Una volta, al cimitero, ricordo di avere letto un cartello dove c' era scritto : " Ci scusiamo per l' errore, ma la lapide sulla tomba è quella della "signora d' accanto!

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La gita scolastica

Questa gita scolastica si svolge ai primi di marzo ad Alghero e Cagliari. Ne fanno parte 22 studenti del quarto anno, più tre professori accompagnatori, del liceo classico Berlinguer di Roma.
I professori accompagnatori sono:
Panda, educazione fisica, che dovrà mettere bene in pratica la materia che insegna;
Zucchi, filosofia, che fa del sorriso, che ha sempre in bocca, una filosofia di vita;
Don Marini, religione, un anziano prete un po' miope, che pare che non porti molta fortuna.
Il viaggio d'istruzione inizia con il ritrovo dei partecipanti all'aeroporto di Fiumicino, da dove si parte per Alghero.
Durante il decollo, una nuvola poco più grande dell'aereo si forma improvvisamente, nonostante tutto il cielo mediterraneo sia sereno, ingloba l'aeromobile e lo lascia a soli 100 metri dalla pista dell'aeroporto di Fertilia. Ovviamente ciò causa delle grosse turbolenze per tutto il volo, a causa delle quali una ragazza molto vanitosa si fa una riga di rossetto dal labbro all'occhio.
I ragazzi iniziano a capire che, grazie alla presenza di don Marini, questo è solo l'inizio dei guai.
All'uscita dell'aeroporto, Panda chiede il nome dell'albergo alla ragazza che ha organizzato la gita. Ella si ricorda di non aver prenotato nessun albergo, viene insultata e quasi picchiata fino all'arrivo del bus.
È una di quelle corriere usate fino agli anni '70 con il portapacchi sulla tettoia, che dimostra in tutto la sua età.
Si procede verso la prima tappa della gita, le grotte marine di Nettuno.
Avendo un motore vetusto, il pullman va piano e si fa sorpassare da tante auto. Arriva un grosso camion, che per via della strada stretta non può sorpassare il pullman. Il camionista, essendo nervoso perché è in ritardo, insulta pullman e passeggeri. Zucchi gli accenna di calmarsi, ma il camionista risponde:
"Ma non mi rompa i (parolaccia), (insulto)! E ride pure, lei!"
Quando il camionista trova la possibilità di sorpassare il bus, manda i gitanti in un posto che qui

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   1 commenti     di: Ivan Gregorace


Il pranzo di gala

Oh, insomma basta! L'ho detto e lo ripeto: un perfetto ignorante. Sono un perfetto ignorante! Ma come fa la gente a non sentirsi ignorante? Oppure a sentirsi ignorante, ma a non soffrirne? Come se fosse cosa del tutto naturale camminare con un buco nello stomaco e non aver fame. Ma come fa la gente a dimenticare il buco? Chi può credere che facciano una cosa simile? Oh, no, lo so io quello che è. Sono io che mi son ridotto in questo stato pietoso, da far saltare le rane dal fosso, se solo ci fosse un fosso nelle vicinanze e se in questo fosso vi fossero rane abbastanza in salute da saltarne fuori.
Perchè le rane? Perchè le ho in abominio, Dio mio, con quella loro aria viscida e umidiccia, gli occhi deliquiescenti a palla, mostruosamente rotanti come lingue pettegole, e le zampe indecise tra il ragno, il coccodrillo e il buffone di corte, con quei poderosi muscoletti da mangiarsi fritti o saltati in padella.
Ché sono appunto quelli, i poderosi muscoletti, a farle così sgraziatamente saltare a tradimento.
Le rane son messe lì a salvaguardia dell'imperituro scioglilingua delle menti piccole. Infatti gracidano in continuazione, proprio come le suddette.
Oh, ma guardiamoci un po' in giro, vediamo che succede.. dev'esserci un errore, son qui per sbaglio o è questa cosa ad esser capitata qui per sbaglio, proprio in questo posto dove ho creduto di dover stare.
I convitati, non riuscendo a padroneggiar l'emozione d'esser stati prescelti a rappresentare la punta sgranocchiante della società, si danno un gran daffare, ciascuno a suo modo, per sembrare gentili come mazzi di fiori; nascondendo lo stato d'assedio dei loro spiriti sottoi soprabiti inamidati. Si raccontano dell'ultimo viaggio a Cuba, ma trepidano segretamente e violentemente al pensiero della macchia di sugo che di lì a poco si spiaccicherà sul candore immacolato del gilet nuovo, nel caso la padrona di casa abbia avuto la malaugurata idea di prepararlo; deplorano il dissesto economico senza a

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Stufo di essere nessuno

Bobbi era stufo, stanco e stufo, veramente stufo, di essere un signor nessuno. Era cresciuto nella sicurezza che un giorno sarebbe diventato qualcuno, che tutti avrebbero conosciuto il suo nome.
Invece niente. Era sempre stato e probabilmente era destinato a essere per sempre una nullità, un loser per dirla con un neologismo inglese del gergo giovanile di oggi.
Bobbi non riusciva a capire se il suo sentirsi una nullità era legato al fatto che era davvero una nullità oppure se quella sensazione avesse ragioni più profondamente legate al suo stato mentale e che quindi non sarebbe mai scomparsa anche se fosse davvero diventato qualcuno.
Per saperlo con certezza sarebbe dovuto diventare qualcuno. Ma come? L’unica cosa che sapeva fare era scrivere ma scrivere lo sanno fare quasi tutti nel mondo occidentale. Farsi strada come scrittore o giornalista, senza essersi mai veramente specializzato, o anche solo applicato, in nessun campo specifico, era solo un’utopia.
Da giovane aveva provato a prendere una scorciatoia: sniffare e spacciare cocaina. La cocaina ti faceva immediatamente sentire al centro del mondo. Un tiro e il mondo si spostava dal suo asse geo-metafisico e si metteva a girare intorno a lui. Tutto e tutti ruotavano intorno a lui perché tutto e tutti quelli che aveva intorno ruotavano intorno alla cocaina.
Era una situazione ideale ma non poteva durare e non durò. Gli diede alla testa in pochi mesi e poi ci si misero anche concorrenti agguerriti, polizia e giudici a rendere tutto più difficile.
In compenso la sensazione di aver irrimediabilmente compromesso un’esistenza normale per sentirsi speciale solo pochi attimi era destinata a durare molto, ma molto, più a lungo.
Ora era lì, seduto alla sua scrivania, che pensava a come convincere qualche direttore di qualche testata a pubblicare qualche suo articolo.
Scriveva di tutto, di ogni cosa, come se fosse l’unico a sapere come gira il mondo: politica, geopolitica, religione,

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   1 commenti     di: davide sher



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