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Racconti di ironia e satira

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Euro Complex

Un aitante signore confida di essere preoccupato del sovrappeso. Inefficace è la terapia. Deriso è da la nipotina.
- "Schietto - gli parlo - di un nuovo farmaco: l'Euro Complex il cui unico effetto collaterale è il sudore".
- "Un comune medicinale di Fascia C. - lo assicuro - Il M_O_N_T_I_N_O_L_O, il suo principio attivo, in poche settimane lo libererà dai chili in eccesso".
Sbalordito, lo annota sul taccuino.
Chiede de l'antidoto per quando avrà raggiunto il peso ideale.
- "Ah, non si preoccupi - gli sussurro - basta usare frequentemente il V_E_R_S_A_T_O_L_O e sarà come non aver usato il primo".
Stupito mi dà del luminare in dietologia.
- Noh - gli ribatto - sono solo un paziente e... gli mostro la cintura dei pantaloni, ormai a l'ultimo occhietto".
Sollecita un passante di indicargli la più vicina farmacia.
- "Non serve importunare alcuna persona - gli bisbiglio - son qua io... a completa disposizione".
Passo dopo passo... eccoci a la soglia d'una sede qualunque de l'Agenzia delle Entrate.
Lui, fiducioso e sorridente, entra. Ne avrà di che parlare?
Sarò stato d'aiuto? Io, intanto, scappo!



Testa d'asino

... io, una volta, ho visto due occhi azzurri. non me li aspettavo così azzurri. dalle nostre parti non è facile. ma non ho visto altro. e dubito fortemente che quegli occhi azzurri(come il mar Egeo per la miseria).. servano solo da tuta mimetica per una testa d'asino.
.. se non fosse che io non amo le teste d'asino. le adoro. mi sembra di non poterne fare a meno.
.. non mi sembra. ne sono sicura.
.. testa d'asino non è un'offesa. essa è una testa che non sembra più nemmeno una testa, che si estende oltre i confini della realtà di una testa.. è una testa il cui contenuto ha ingoiato la testa, una testa che chiamarla solo testa è un'offesa.. bisogna aggiungere "d'asino".



Pasticcio d'uomo

Ricetta di Natale Pasticcio d'uomo

Sesso: maschio o femmina, possibilmente in buono stato di conservazione.
Intelligenza: buona, ma più ne avete a disposizione meglio è.
Sensibilità: nel senso della capacità di percepire l'animo umano in tutte le sue manifestazioni anche qui come sopra non basta mai.
Conoscenza:qui non c'è paura di esagerare.
Ironia:serve... serve, sopratutto come autocritica e per smitizzare ciò che mito non è.
Idealismo:non guasta mai... se non si crede in nulla... il nulla sarà la nostra vita...
Passione:un pentagramma vuoto, possibilmente di dimensioni generose su cui l'amore scriverà le proprie melodie.
Amore:in tutte le sue varianti e quantità non ci sono controindicazioni.
Errore: qui è difficile dare le dosi esatte, ci sono diverse varianti, siamo nati dall'errore e dalla casualità un po' di questo ingrediente serve, non perché si impari qualcosa, per carità! ma perché almeno non avrete rimorsi, che sono peggio delle cotiche con i peperoni!.
Amicizia:una calda coperta appena tolta dal calorifero in una fredda notte d'inverno ingrediente raro ma se lo trovate usatelo a piene mani.
Curiosità:usate quest'ingrediente insieme all'intelligenza, di solito da un ottimo retrogusto.
Umanità:è un distillato di alcuni ingredienti precedenti, potete farvelo da voi, ricordate solo che è un ingrediente indispensabile.
Modestia:anche quest'ingrediente è molto raro, se lo trovate non ostentatelo, usatelo convinti della sua efficacia!.
Pazzia: sulla confezione normalmente in vendita c'è scritto " visto da vicino nessuno di noi è normale!" verissimo! ma un pizzico di pazzia non guasta mai.
Mescolate delicatamente tutti gli ingredienti, spesso tendono a separarsi o a radunarsi in piccoli gruppi
è molto difficile amalgamarli bene tutti, ma se riuscirete in questa piccola alchimia avrete realizzato un
pasticcio da dio.

   1 commenti     di: Marco Uberti


La libertà è un cavolfiore

"... non so, io l'ho buttato giù così. È quasi finito. Parte in do, mi7, re minore e sol. Facile facile e orecchiabile. Ascolta.
<Cercherò di spiegarti che la libertà non è una cosa che si discute,
non è una cosa da donare nè da rubare,
la libertà si vive e tu la cerchi e devi viverla
con tutte le tue paure, le frustrazioni,
le angosce di sempre, il dolore di sempre
e la fatica di esprimersi e la fatica di parlare
e il terrore di reagire,
poi tutto il resto che tu sai e già conosci...
che tu sai e già conosci...
La libertà non si vive in due, la libertà si vive in tutti...>"
"Come in tutti? È sbagliato."
"E qui sta il bello. Non senti il feeling? La libertà si vive in tutti. È poetico, vibrante."
"Mah! Se lo dici tu."
"Ma non capisci? È proprio questo verso che piacerà più dell'intera canzone. Ascolta il resto.
<Cercherò di dirti tutto il terrore e il disgusto per quelle morti idiote
e il vacillare del cervello alla ragione cristiana
e poi il rifiuto del compromesso
e quindi l'angoscia,
ancora l'angoscia e il volere infinito
e quindi la domanda senza risposta rivolta all'infinito,
scoprire infine l'infinito nelle mani degli idioti...
La libertà non si vive in due, la libertà si vive in tutti.>"
"Ancora."
"Insomma, lo vuoi capire che è la parte più importante?"
"Qualche insegnante di lettere si incazzerà."
"Non è possibile. Questa è licenza poetica. E ad ogni strofa lo ripeto. E ascoltala tutta prima di giudicare. Dove ero rimasto?..."
"Alla..."
"<Cercherò di uccidere il metodo, la ragione, il raziocinio, la logica,
il comune senso del pudore e ucciderò la vergogna
e griderò viva l'abominio, il turpiloquio,
viva la bestemmia e l'eresia
e quando tu inorridita fuggirai,
soffrirò come non mai e gioirò nel dolore
e saprò che la libertà non esiste,
che la libertà è un fiore...
la libertà è un cavolfiore...
La libertà non si vive in due, la libertà è un cavolfiore.>"
"... un cavolfiore c

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   3 commenti     di: Rocco Burtone


Un giorno in paradiso

Ma cos'è tutta questa luce? Cos'è questo posto? Quanta nebbia non si vede un tubo!
Ah ecco! Intravedo una porta... anzi è un portone; è socchiuso, spingo timidamente dei pomelli alati che al mio tocco iniziano a svolazzare e PAM! Il portone si spalanca.
"È permesso?"
Di nuovo non si vede un tubo!
"Sì, venga avanti, coraggio non abbia timore."
Al diradarsi improvviso delle nubi appare un uomo seduto ad una scrivania di cristallo; l'uomo è incredibilmente basso, indossa un saio e un paio di sandali stile frate francescano e i suoi piedi dondolanti non toccano per terra.
"Allora..." rivolgendosi a me... "Mi sa dire cosa diavolo... Cosa cavolo ci fa qui? Lo sa, ovviamente, che solo pochissimi possono entrare?"
"Mi dispiace disturbarla ma non so assolutamente dove mi trovo, mi sembra un posto dimenticato da Dio!"
"Beh! Diciamo che solitamente non dimentico nulla, comunque mi presento: sono "l'Altissimo"."
"Mio Dio!" penso..., "quest'uomo gnomico è "l'Altissimo"."
E subito dopo... "Cavolo mi sa che sono morta!"
Tutta la vita mi passa davanti agli occhi, e il mio più grande dubbio esistenziale si staglia, cristallino e atroce, nella mia mente: "Avrò spento il gas???"
"Mi presento anch'io. Piacere, sono..."
"Sì, si lo so! "
"Lei non immagina quante domande vorrei farle ma una in particolare, che mi tormenta, e alla quale non trovo risposta."
"Guardi, se vuole sapere... chi prende l'Inter, dove la porto... ed altre baggianate simili..." La frase di mezzo la dice cantando. Mi sembra di capire che gli piaccia Ligabue...
"No, no per carità, non si tratta di questo."
"Ah si? Sa, credo che rimarrà con il dubbio, ho molti affari urgenti da sbrigare..."
"Si, ma le assicuro che le ruberò solo poco tempo."
"E va bene! Mi dica. "
Proprio in quel momento si affaccia dalla porta un angelo di rara bruttezza con alucce piccolissime e anch'esso sul metro e venti di altezza.
"Signore, Signore, Pietro ha di nuovo perso le chiavi! Un casino, le ha trov

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   16 commenti     di: Bianca Moretti


Dopo le cassiere hanno un'anima anche il cliente ha una tasca

Tessera socio?
No, oggi mia moglie non me l'ha data
No grazie... cioè si prego, ma non ce l'ho
Ce l'ho ma l'ho data a mia moglie che l'ha data a mia figlia che non fa mai la spesa, insomma non ce l'ho
L'ho persa... l'avevo appena rifatta
Raccolta punti, lo sconto... questo sconosciuto... : :
mi toglie i punti dopo il prelievo? (Succursale AVIS...)
Vorrei scaricare la tesserina
Vorrei riscontrare lo storno e il ristoro con il buono del 20%...!?!.
Sacchetti, clienti & co...

Mi spiccia il sacchetto? (traduzione me lo apre)

Mi imbusta la busta del pesce che va nella busta dei surgelati?

Cliente risparmiatore: compra mezzo negozio che, per risparmiare vorrebbe imbustare in un solo sacchetto, in... arrabbiandosi se si rompe

Cliente intransigente:non vuole rotture di scatole

Cliente raffinato: filetto di baccalà, puzzone di moena, cipolla borrettana, cavolo verza, hair wick al gelsomino

Cliente furba: se è "in carne" va alla cassa prioritaria

Cliente animalista: lingua di bovino, cuore di suino, testina di agnello

Il cliente ecologista: sparge tutta la spesa per strada (perché non vuole la busta)

Il cliente non ecologico: me lo imbusta...?

Il cliente al verde:mi toglie la carne, il pane, lo scottex e le mutande...

Il cliente lento:va sempre alla cassa rapida e fa squagliare i... surgelati a tutti

Cliente igienista: ha già imbustato la spesa prima di pagarla

Il cliente pignolo - metodista: ha già fatto il conto da solo e divide tutto per colore, uso e destinazione

Il cliente impaziente: deve sempre prendere il tram, andare dal dentista, le poste chiudono, ha il bambino da andare a prendere a scuola e il fornello acceso

Cliente flemmatico: signorina vada piano e si riposi

Cliente ricattatore: non la pago finchè non ho messo via tutta la spesa

Cliente paziente: razza protetta, molto rara, in estinzione...

Cliente nervoso: non mi tiri il sedano non mi schiacci i marroni

Cliente in pes

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   3 commenti     di: laura marchetti


La leggenda del corriere

Era una notte di dicembre, una di quelle notti in cui nessun viandante osa avventurarsi fuori dal riparo della sua abitazione.
Il vento soffiava gelido dal nord, e mentre spesse coltri di nubi nere si addensavano a nascondere la prima falce di luna, accecanti lampi all'orizzonte erano un chiaro presagio di tempesta.
Una figura solitaria avanzava nell'oscurità incipiente, arrancava stoicamente nella neve che raggiungeva le ginocchia. Dense nuvole di vapore fuoriuscivano dalla sua bocca spalancata per la fatica. Un voluminoso pacco era legato sulla sua schiena curva, piegata in due per sopportare lo schiacciante fardello. Nell'inquietante buio di quella notte, un solo segno distintivo spiccava sulla sua giubba di pelle incrostata di ghiaccio: la sigla SDA.
Il corriere si fermò ansimante quando si accorse di essere giunto infine al perimetro del villaggio. Ce l'aveva quasi fatta.
Estrasse con mani tremanti da una tasca la bolla di consegna per controllare ancora una volta l'indirizzo esatto per la sua vitale consegna. Ma le dita ormai congelate non avevano più forza e un potente refolo di vento strappò via la gelida carta dalla sua presa inconsistente. La bolla scomparve in pochi istanti dalla sua vista.
Affranto ma non sconfitto, il coraggioso corriere non si diede per vinto. Avrebbe trovato comunque la casa giusta, il suo lavoro era troppo importante. In fondo, il villaggio era costituito da un'unica via, ora lastricata di ghiaccio, e le abitazioni erano in tutto solo otto. Ce la poteva fare.
I suoi scarponi chiodati fecero di nuovo presa sulla insidiosa superficie e lo portarono all'interno del villaggio.
Si lasciò dietro una piccola chiazza di sangue proveniente dal suo polpaccio sinistro. Aveva dovuto combattere persino contro i lupi per arrivare sin laggiù. Ma li aveva sconfitti.
Ormai allo stremo delle forze il corriere SDA raggiunse la prima umile casa di legno, e col rischio di frantumarsi le nocche assiderate, bussò con forza.
Attese.

[continua a leggere...]

   7 commenti     di: Daniele P



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