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Racconti di ironia e satira

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Ivo il soggettivo

Innanzitutto, sappiate che il protagonista di questa storia è un tipo fuori dal comune. Il suo nome è Ivo e qui ve lo descrivo, ma per non esser elusivo od evasivo, per quanto mai ripetitivo, nel farlo dovrò scrivere ben più di un aggettivo. Infatti, nonostante la giovanissima età, non solo Ivo è estremamente percettivo e sempre positivo, nonché propositivo, ma anche assai incisivo ed obiettivo... giammai tardivo eppure introspettivo, parecchio olfattivo e un poco combattivo; ma di fatto espansivo... a tratti operativo e, a volte, persino oppressivo; seppur sempre riflessivo e, in complessivo, nientemeno sensitivo... Tanto che, il misterioso motivo, per cui appunto si trova fuori dal comune, nel periodo estivo, pensa dipenda proprio dalla pesante eco che si porta addosso, un nome come "Ivo".

- Ivo, vieni qua - gli diceva sempre sua sorella più grande, Katia: una ragazzina di quindici anni coi capelli rossi come i suoi e tante lentiggini spruzzate sotto a un grande paio di occhiali tenuti su col nastro adesivo. Ivo le voleva un bene, che potremmo definire esplosivo.
- Ivo!!! Guarda che le prendi sai - lo rimproverava ogni tanto la mamma, quando faceva il cattivo perché era stato un po' aggressivo, o semplicemente più espansivo. Alla fine, però, la mamma non lo aveva mai picchiato, perché Ivo, che non era un sovversivo, tornava subito passivo ma festivo, con lo sguardo triste che ondeggiava giulivo... Nossignore: la mamma gli voleva bene e anche Ivo, le voleva bene, un bene superlativo. Anche se, a dire il vero, quando al mattino erano a casa da soli, la mamma guardava sempre le telenovelas alla TV, anziché star con Ivo. Meno male che poi tornava Katia da scuola, e subito giocavano a palla con la bottiglia vuota del detersivo... Che bei ricordi. A pensarci "chissà perché, adesso non è qui a giocare con me", pensa a un certo punto interrogativo.
Il babbo non lo aveva mai conosciuto, invece. Sicuramente doveva essere morto prima che

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   4 commenti     di: Sam Briacatu


LA CASALINGA ISTERICA

Madonna mia, sono stanca!
Ebbene sì, lo sono. E basta con sta storia che le casalinghe non fanno niente! Noi dovremmo avere lo stipendio!
Io mi sveglio la mattina, preparo la colazione ai bambini, li accompagno a scuola, torno a casa, che è tutta da pulire!
Il giorno prima abbiamo fritto, ci sono 8 kg di grasso sul piano cottura. Ma io ho la soluzione! Una pubblicità parlava di uno sgrassatore che con uno spruzzo e una passata di spugna va via al volo... che? Che? Io ho provato pure con lo stecchetto di mio marito, che è muratore, e manco se tolto!! C’ho dovuto verniciare sopra al grasso, l’ho fatto verde, come la speranza che chi ha inventato questo sgrassatore se ne vada a... pubblicità ingannevole, sì!
Come quella vecchietta che fa i festini a casa! Chiama la figlia dice che sta tornando, e di colpo manda via tutti, mette un po' di pronto a terra e tutto è pulito! E i piatti? I bicchieri, le posate!?? Hai capito, tu metti un poco di pronto a terra e automaticamente scompare tutto all’improvviso! Ma chi? I figli della vecchietta sono in coma che hanno aperto una credenza gli sono caduti 25 kg di piatti addosso e oltre al trauma craunico hanno preso pure il tetano, c’erano ancora i pezzetti di torta della festa ormai ammuffiti.
Ma tornando alla mia giornata tipo, metti che quel giorno c’ho pure le mie cose?... E che problema c’è? Io uso lines petalo blu e posso andare a giocare a pallavolo, volare sui cavalli e pure sui divanetti! Non ho capito io, il problema mica sono i dolori? No, basta che noi donne stiamo comode, poi che abbiamo mal di stomaco, mal di schiena, nausea ecc ecc... ma sì! Dettagli, la comodità è quello che conta! Io ho le flebo quando ho le mie cose, ma chi se ne frega, tanto sto comoda!
Continuo a pulire intanto, con la mia flebo attaccata al braccio, ma comoda, e intanto mastico le mie chewing gum alla fragola, la pubblicità dice che è come se ti lavassi i denti, se non hai lo spazzolino c’è daygum protex... ier

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Sherpa

Eustorgio si confida con un amico in merito a certe questioni del cuore, ovvero a come si riesca a capire se il sentimento per la persona amata sia captativo piuttosto che oblativo. Eustorgio credendo che il suo fosse più captativo che oblativo un giorno decise di portare la sua innamorata a fare un'escursione sull'Everest. La compagna accettò di buon grado ed Eustorgio ne fu molto contento, lei dimostrò di seguirlo "in capo al mondo". "Ecco ora sei soddisfatto?" gli chiede l'amico. "Guarda non sò se sono soddisfatto, però almeno ho finalmente capito cosa significa amore oblativo". "Scusa puoi spiegarlo anche a me?". "Vedi, durante il viaggio lei si è innamorata di una delle nostre guide, uno sherpa nepalese molto gentile e si sono spostati. Ora io so che lei è felice, quindi se io l'avessi amata oblativamente ora sarei gioioso, anzichè essere tristissimo...". "Eh, come ti capisco Eustorgio! Non si finisce mai di imparare, l'italiano è una lingua molto difficile!".

   4 commenti     di: Emiliano Rizzo


Manuale di sopravvivenza ai maschi standard

Questo manuale di sopravvivenza ai "maschi standard" lo scrivo per voi, donne e checche che siete creature superiori, soprattutto, ma non me ne vogliano le prime, le seconde, in quanto la vostra superiorità ve la siete dovuta inventare dal nulla, mentre le donne l'hanno ereditata biologicamente.



Voi che, in quanto creature superiori, sentite l'irrefrenabile bisogno di mescolarvi con esseri "inferiori" come quelli che io definisco "i maschi standard", questo mio manuale vuole essere un modesto contributo da parte mia per permettervi di continuare a farlo con maggiore sicurezza.


Innanzitutto in un mondo idilliaco non staremmo qui a parlare di "maschi standard", ma solo di persone o tutt'al più di uomini.

Peccato che in realtà non sia così, infatti, tutti gli uomini sono maschi, ma non tutti i maschi sono uomini. Mi spiego meglio, quello che intendo io con maschio è questo: un'escrescenza cresciuta attorno ad un cazzo, e non viceversa.

Il problema è che poi questi maschi finiscono inevitabilmente per diventare noiosamente seriali, ovvero standard, risultando ineluttabilmente stronzi.


Regola numero uno per sopravvivere a loro, dunque:capire che questi "maschi standard" interpretano la vostra complessa sensibilità ed emotività come vostre tattiche perfide mirate ad ottenere favori da loro, quindi tagliano la testa al toro e vi comprano, semplicemente perché per loro voi siete tutte puttane.


Infatti, i soggetti in questione, e guai ad illudersi del contrario, non amano mai. O meglio il loro concetto d'amore consiste in un corteggiamento sfrenato all'unico scopo di acciuffare la loro preda, cioè voi, e poi se vi va bene vi sbattono in congelatore, se no un bel "bye-bye" dopo il pasto o i pasti sessuali, e via. Quindi se proprio ci tenete al "lui" in questione fate vostro il detto: " In amore vince chi fugge!"


Poi non sognatevi manco lontanamente che uno di questi "adepti" a questa "oscura setta" esprima

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   0 commenti     di: frivolous b.


Faccia da dittero

Ho sempre odiato gli insetti con quel loro ronzio e quelle loro zampette… Insistenti poi, sia che essi siano terra-terra o terra-aria. Gli insetti quando si mettono in testa una cosa non la cambiano a morire, bisogna proprio ricorrere alle misure estreme quando a causa della loro stupida insistenza si fissano nel venirti addosso o nel salire sopra di te. Non servono tutti gli avvertimenti possibili, gli insetti insistono come non vedessero ciò che sta loro davanti e ti vengono addosso, soprattutto quelli muniti di ali i quali generano inquietudine per la loro imprevedibilità. Tutto ciò è facilmente spiegabile ed ha un senso se si riesce ad entrare nella loro logica di pensiero ma io provo ugualmente un piccolo brivido alla vista di un insetto, forse per qualche atavica avversione o forse per il fatto di non poter vedere gli occhi e quindi capire le sue intenzioni. Ho sempre odiato gli insetti perché ronzano, pungono, e non stanno mai fermi, perché di notte non li vedi, perché ti passeggiano nel letto mentre dormi e perché ce ne sono a miliardi. Ho sempre odiato gli insetti perché comunicano segretamente e non so quello che pensano o quello che si sono detti, perché quando mi siedo su un prato ce ne è sempre qualcuno sotto il sedere, perché se mi appoggio ad un muro qualcuno mi salirà sui vestiti, perché quando vado in bici riescono sempre a centrarmi gli occhi, la bocca o ad entrare nel collo della maglietta. Odio gli insetti perché non sono mai in pericolo di estinzione, perché ce ne sono un milione di specie diverse e non sono state ancora scoperte tutte e perché l’unico elemento dove non vivono è sott’acqua ed io non sono un anfibio.

+++

Penso di essermi innamorato di una ragazza nel senso che quando sono con lei non penso ad altro e quando non sono con lei non penso ad altro che a lei. Ciò mi fa presumere di esserne innamorato ma dovrei chiedere in giro. Il guaio è che lei quando non è con me non mi pensa e quando è con m

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   4 commenti     di: matteo lorenzi


Il giorno delle elezioni

Cari telespettatori, è giunta l’ora che voi esercitate il vostro diritto di voto.
Vi abbiamo educato, coccolato, rinfrancato. Ora che nulla può più smuovere le vostre idee, le vostre opinioni, ora che vi riteniamo abbastanza forti nelle vostre certezze siete finalmente pronti per la prova delle urne.
Andate e votate.

Mi svegliai di soprassalto con queste parole che mi ronzavano in testa.
Avevo decisamente digerito male, forse i due toast al prosciutto e formaggio, mangiati prima di andare a dormire non avevano conciliato il buon sonno di cui avevo bisogno.
Era il grande giorno, il giorno in cui io valevo come chiunque altro, il giorno in cui non si poteva fare la gita fuori porta perché si doveva votare. Non vedevo l’ora. Ero pronto.
Mi alzai lentamente bestemmiando sul fatto dei toast e sfregandomi lo stomaco ancora ingarbugliato. Pisciai soddisfatto nel mio cesso bianco, centrando un poco l’acqua, un poco le pareti, giochicchiando con la direzione del getto di urina.
Mi lavai le mani, la faccia, mi guardai gli occhi ancora pieni di sonno. Presi rasoio, pennello e sapone e mi feci la barba con particolare attenzione, pelo e contropelo. Mi lavai di nuovo la faccia.
La cucina era piena di quella luce nuova che si vede solo nelle domeniche di primavera, con l’aria tersa dell’inverno appena passato che s’illumina di sole rinato.
Presi la moca da tre, e preparai un buon caffé.
Mentre aspettavo il profumato gorgogliare del caffé mi controllavo con la mano la faccia per verificare che la barba fosse veramente a posto. Lo era.
Mi appoggiai alla porta finestra con la tazza di caffé e guardai fuori. La città e il suo traffico modesto da domenica mattina era bella e pigra, bella davvero.
Mi lavai i denti con particolare attenzione, mi vestii decentemente, e uscii per andare a votare.
Presi il giornale all’edicola all’angolo.
- Va a votare?- chiese l’edicolante.
- Certo.- risposi sorridendo.
L’edicolante mi sorrise di rimando.

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   4 commenti     di: Umberto Briacco


Te lo faccio il pieno

Dovrei ricordarmi quando decido di andare a maschi in generale, e in sauna in particolare, di evitare di appartarmi con determinate tipologie di uomini. Ma le checche come me non imparano mai, sono fatte per cadere tutte nei soliti errori di sempre.



Dovrei evitare tipi che mentre ti violentano la bocca con la loro lingua, in preda a chissà quale trasporto del momento, momento che esiste solo nelle tue illusioni mentali, ti dicono: "Cazzo!" come se fosse la cosa più passionale e romantica da dire! Che già parlare invece di prendere fiato tra un "apnea" e un'ispezione orale e l'altra è il massimo della violenza alla cazzo di cane che ci si possa mai fare, nonché uno spreco inutile.


Poi dovrei evitare, per evitarmi problemi a monte, di "scegliermeli" negli angoli più bui delle suddette saune. Sai perché alla fine, nella semioscurità è facile un po' per chiunque sembrare giovane e carino! E dovrei anche evitare quelli che iniziano conversazioni già nate zoppe di loro con domande inopportune come: "Sei sposato?" che lasciano già presagire quello che ti diranno da lì a poco, ovvero: "No, perché io invece lo sono!". E lì è la fine. Almeno per me. Perché da quel momento in poi non farò altro che pensare alla povera moglie a casa ignara di tutto ciò, o a chiedermi perché uno sposato debba farlo con me, e a farmi tutti discorsi mentali del tipo: " Se la fa con me è perché la moglie gliela darà col contagocce, e ha scoperto che le passive costano meno e sono più troie delle troie!", tutti discorsi, questi, che subito mi fanno passare la voglia tutta d'un colpo!


Sì perché io con la mia immagine da "checca standard" ci gioco ma mica ci credo veramente! Voglio dire, sono passati i tempi in cui mi facevo "onore" di essere una super troia pronta ad esaudire tutti i porci desideri del cazzo di chiunque.




Adesso avrei l'utopia, la pretesa, di essere trattato come un essere umano, sì anche per fare la maialate.

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   4 commenti     di: frivolous b.



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