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Racconti di ironia e satira

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Hard-Boiled Convivius

Cazzo cazzo cazzo! quando mi deciderò a cambiare questa vecchia carretta? dico fra me e me ora arriverò in ritardo e chi lo sente quel rompiballe di Salvador oddio anche Tamara non è da meno in quanto a rompiballe e poi ci mancava anche la pioggia quando piove sto catorcio va che sembra un vecchio con i reumatismi e quando schiaccio la frizione sembra di schiacciare una torta chi me lo ha fatto fare di scegliere questi due come compagni anche Tylith e Luana che idea del menga me ne stavo buono buono a casa mia e loro si devono inventare sta storia del convegno convivio congresso o come cazzo lo hanno chiamato io non ci volevo venì ma d'altronde a quanto pare è l'unico modo di conoscere quei quattro Tylith Luana Augusta e Frivolous sai che occasione specialmente Tylith un amico mi ha detto che è proprio un bel bocconcino da ciucciarsi con gli occhi e chissà che non ne esca qualcosa d'altronde da Ludwig finisce sempre in una mezza orgia quello sarà anche un artista ma pensa a usare solo due tipi di pennello quello per dipingere e quello nelle mutande oddio amico uno che conosco un cacciaballe di dimensioni bibliche magari quel minus habens magari non l'ha mai nemmeno vista Tylith e magari Tylith è una vecchia megera che non ha 39 anni come dice sul profilo ma 70 d'altronde sul profilo uno ci scrive quello che vuole giusto magari è una cicciona brufolosa di 70 anni e senza denti vuoi partire carretta del cazzo? oh finalmente meno male che ho detto a Tamara di farsi trovare da Salvador saranno già lì che litigano quei due non vedo una beata cippa con sta pioggia ah ecco dovrebbe essere quello il portone e figurati se c'è un parcheggio adesso attacco col clacson echissenefrega se sveglio tutti dai che aspettate a scendere non vengo su non c'è parcheggiooooo ah ecco quella dovrebbe essere Tamara e quello che sembra il nano Bagonghi è Salvador ma come si concia quello lì in confronto il mago otelma sembra in tight sei sempre in ritardo dice Tamara ma se è

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   18 commenti     di: viktor


Disonore

M'hanno infangato. senza pietà m'hanno infangato. senza scrupolo e anche senza motivo. come si fa a infangare uno senza motivo? che motivo può maai esservi di ricoprir di fango uno che non ha motivo di farsi ricoprire di plumbea vergogna? Forse che uno sprovvisto di motivi può ispirare a tal punto un suo simile da suggerirgliene uno?
È così antipatico esser cortesi con tutti? fa tanto ribrezzo aver massima cura nell'evitare di pestare i calli a chicchessia? o è forse il fatto che io sia lì ogni giorno, alla medesima ora, nello stesso posto a perseguire con uguale pervicacia il mio scopo, cioè di salire sull'autobus che mi porterà a casa e conquistare un posto a sedere, visto che ho obliterato il biglietto, a stimolare qualche anima persa a rovesciarmi addosso una tal ingiuriosa onda d'onta?
sì, perchè è proprio così che stavo facendo, o meglio che non stavo facendo, ché niente si fa mentre si attende l'autobus, quando la marea del disonore si è abbattuta sulle mie povere membra innocenti.
Che ce l'avessero con me non v'è dubbio, non ero mica solo a far la fila, e alla mia destra c'era uno che gesticolava come una marionetta, e alla mia sinistra un altro imprecava in continuazione, una volta per il ritardo del pubblico mezzo, un'altra perchè cominciava a piovere... mentre in fondo un ometto torvo e un po' sciancato si dava un gran daffare nel cercare di conquistare le postazioni più avanzate di quella in cui si veniva a trovare ad ogni tentativo, e di nessuna era contento.
Eppure l'obbrobrio ha cercato proprio me, che me ne stavo lì quieto senza punto ferire, silenzioso e paziente, di nulla scontento e nemmanco felice, con una precisione da far impallidire l'intero sistema dei trasporti pubblici mondiali, ha allungato le sue mani lorde su di me, gettando un'ombra indelebile che porterò con me per tutti i millesettecentocinquanta metri che si interpongono, incancellabili, tra me e la mia casa.
ho smarrito il mio bel colorito, v

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Il cane pippi

In una tranquilla mattinata d'estate squilla il telefono di Marco Ussini. "Pronto buongiorno sono Marco. Non sono il segretario di Marco, sono proprio io, l'avvocato, personalmente. Certo, preferisco occuparmi direttamente degli appuntamenti, mi dica... quando? Domani? Sono libero alle 11. 00. Perfetto, l'aspetto nel mio studio." L'avvocato Marco Ussini non aveva una segretaria, perché pensava che fosse inutile. Che cosa fanno le segretarie? Rispondono al telefono, fissano gli appuntamenti, ma origliano anche alle porte, ascoltano le telefonate, leggono la corrispondenza e per quale motivo pagare una persona per interessarsi dei fatti suoi? Marco pensava che per occuparsi dei fatti suoi, lui era il più indicato. Con gli occhi leggermente socchiusi fece una ricognizione del suo studio. Concluse che più di una segretaria, lui aveva bisogno di un arredatore o meglio di un'arredatrice: la scrivania era troppo grande rispetto al locale, mentre le sedie erano troppo piccole rispetto alla scrivania. Non era riuscito a trovare un quadro che gli piacesse e quindi non ce n'era neanche uno alle pareti. Ruotò sulla sedia girevole e guardò alla parete. Vide che i libri sui ripiani della libreria erano riposti in ordine sparso. Cercò di giustificarsi con se stesso, socchiuse gli occhi, si accarezzò il mento con la mano e si disse che quel disordine era causato dal poco tempo a disposizione. I clienti, la casa, la cena che amava prepararsi da solo e intanto che rifletteva sfogliava con la mano l'agenda appoggiata sopra la scrivania. Fissava l'agenda e la sua mano la sfogliava. Si accorse che tre penne erano sparse sulla scrivania. Le prese e le mise nel portapenne. Non era un uomo ordinato; non era una bella immagine che dava ai clienti. Se avesse avuto una segretaria, si disse, sicuramente ci sarebbe stato più ordine. Il pensiero di avere una signorina nello studio lo fece sorridere. Accarezzò l'agenda con la mano come se stesse accarezzando il volto di una donna. E poi

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   1 commenti     di: marilena nepita


ONOMATOPEICITA'

Vi voglio parlare dei suoni onomatopeici, ovvero i suoni dei fumetti. Ce ne sono di tutti i tipi, persone, oggetti, animali, ma qui voglio aprire una parentesi, perchè di un animale non sentiremo mai il suo verso neanche nei fumetti: il coccodrillo. Lo dice anche la canzone: il coccodrillo come fa, non c’è nessuno che lo sa, si dice mangi troppo, non metta mai il cappotto... sì perchè gli altri animali invece lo mettono, tipo la giraffa che va in giro col colletto alzato... o il leone che è il re quindi lui il cappotto ce l’ha dell’Armani... vabbè... poi dice che con i denti punga, che molto spesso pianga... e ci credo è l’unico sfigato senza cappotto...!
Vabbè, ritorniamo ai nostri suoni dei fumetti. Tipo uno che piange, nella realtà immaginiamo un bambino, tu lo sgridi elui urla... invece nei fumetti no, immaginate il bimbo piange, sigh, sob, poi se piange tanto strasob... magari!!
Oppure quando uno si spaventa, fa gulp! Voi immaginate arriva uno che vi fa bu! E voi gulp!
Poi invece se uno è incazzato, ma non tanto, fa gasp! Immagino mio padre quando arrivava la bolletta del telefono... ahhhhhhh!!!!... invece nel fumetto no, lui la guarda e fa gasp! Gulp! Magari davvero!
Ma se uno poi è proprio incazzato fa grrrrr, che poi vale sia per gli animali che per gli uomini. Quand’ero piccola portavo la pagella a casa e mia madre la leggeva... si salvi chi può!! (urla), invece no nel fumetto porto la pagella e lei grrr... e io gulp... Io che scappo intorno al tavolo gulp e lei dietro grrr, e avanti così per mezzora... magari, cavoli voglio vivere in un fumetto!
Per tornare agli animali, vi immaginate, voi siete in una savana, soli e disarmati inseguiti da un leone, esempio pratico, cose che capitano tutti i giorni, ecco scappate, siete terrorizzati, alla fine il bosco finisce, la strada è chiuse e il leone vi raggiunge, anche questa cosa è molto realistica... tanto è un fumetto... dicevo il leone vi raggiunge spalanca le fauci e...

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Sarò breve

Sarò breve... ma il cielo è sempre più azzurro!
Vuole fumare? Il primo approccio e poi mi accese il suo fuoco... un cerino...
Intanto non fumo... qualche volta faccio l'amore... mi hanno insegnato che bisogna sapersi accontentare pregare santa dura... finchè dura...
Già voglio partire da qui, dall'uomo metropolitano quello che ti promette di toccare il cielo con un dito, ma non ha neanche la patente b, quello che vanta currri... culum... da grido, prestazioni subliminari, quello che la patatina la fa tremare... che poi se sa accendere il forno o non conosce bene le resistenze o salta la corrente durante la cottura o arriva una telefonata sul più bello... la prossima volta ti farò morire... forse voleva dire dal ridere..?
Ci sono quelli che non sanno sognare, uomini tutti d'un pezzo, i machi! Con l'acca... o senza... non ci capiscono un'acca, ma si intendono di tutto... almeno ti fanno credere, che poi sanno a malapena infilare la chiave nella toppa... quelli che per essere uomini la realtà la prendono di... petto! Peccato che la realtà a volte desidera anche qualche sogno in regalo...
Ci sono loro... quelli sposati che sono sempre vittima di mogli assenti, disordinate, mogli distratte che non si accorgono di loro, mogli esagerate, mogli cattive, mogli... sono quelli che fuggirebbero con te su un'isola deserta, ma non seguirli mai tanto... ti lascerebbero a piedi perché devono tornare a casa...
Ci sono quelli che ti regalano illusioni... quanti sono... tanto non costano nulla... infatti sono quelli che non fanno mai regali... messaggini che massaggiano il tuo ego, complimenti sperticati, ma che poi alla fine rivogliono indietro... minimo te li rinfacciano...
Ci sono quelli che se li cerchi hanno impegni, se non li cerchi non li ami... che ti verrebbe da chiedere... scusa ma che c... vuoi da me? Ecco... quello proprio non ce l'ho...
Ci sono i poeti... difficili da comprendere... scusa non ho capito l'ultima parola... o forse chiari ma ripetitivi e sc

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La trasmissione radiofonica Pane e vino

Ecco un estratto della trasmissione della notte "Pane e Vino" condotta dal famoso Luigino De Fumazi, su una nota radio locale toscana.
"Et-cium! Gentili telespettatori... marianna che raffreddore... a... mi dice il tecnico al dilà del vetro, che ci fa compagnia anche stanotte... mai una volta che tu rimanessi a casa eh? Bartolo Baldo, tecnico alla regia, mi dice che stò parlando alla radio quindi, gentili radiospettatori... ma come non sono spettatori, ma che me la fai partire questa trasmissione che ho solo tre minuti... e vabbene... gentili radioascoltatori eccoci qui a una nova puntata della trasmissione Pane e Vino, chi parla è il De Fumazi, che come sapete, non le manda a dire. Una notizia della settimana che mi ha molto colpito, e vorrei colpire anche voi... ma no, in senso buono... marianna Bartolo o icche c'è... o che segni tu fai... hai ragione, senti che odor di bruciato... la sigaretta! Non mi si è spenta la sigaretta che ho stiacciato sulla moquette... aspetta, aspetta!

"si interrompe momentaneamente la trasmissione per problemi tecnici, ecco a voi un quartetto d'arpe, che suonano non si sa cosa, direttamente dall'archivio della nostra radio. Plin, plin plin plin, plon, plon, plo..."
"Gentili radiotrasmettitori, marianna, l'è andata bene, se risolto tutto... sigaretta spenta... domani tu lo senti il direttore, che cazziata... ehm che parte che mi fa... e, non fumate, fumare fa male mi raccomando! Ma sapete come De Fumazi, come posso non fumare... Insomma ho sentito a una radio, non la nostra radio, un altro canale, perché di canali ce n' è tanti.. ehhh, sopratutto a Venezia, tra calli, canali e ponti... insomma non targiversiamo... questa notizia è stata riportata dalla rivista Forbes, una rivista americana, mha, non l'ho mai neanche vista in edicola ma dice che esiste.. è una rivista di quelle per ricconi, con tutte le classifiche più strampalate... insomma su questa rivista è stata scritta la classifica degli uomini più ricchi di tu

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   0 commenti     di: Raffaele Arena


Che però

Stanco di leggere libri altrui, ho deciso di scriverne uno io. Sono stufo di quella muffa stantia che mi perseguita con le sue velleità intellettuali: dov'è il sangue, la passione, la leggenda inscritta nella nostra umana natura, che come un richiamo ancestrale sgorga ad ogni riga raccontandoci chi sono io, chi sei tu, chi siamo noi? Ho quindi deciso di far dono ai posteri del distillato più puro della mia vena creativa. Allora, prima di tutto partiamo dal protagonista.
Un uomo alto direi, per cominciare. A dire il vero già qua mi sono posto numerosi dilemmi. Partiamo proprio dal principio, dal cromosoma, il DNA, Dio!... Senza divagare, partiamo dal sesso.
O dal genere, perché non é certo nei cromosomi che è contenuta la virilità o il dolce poggiar del petalo di rose sulla pelle che è la femminilità. Gran mistero quello. Però bisogna scegliere, e non ci si può perdere in ragionamenti complessi. Allora, sesso o genere, che dir si voglia, maschio. Però un maschio vero, un maschio alfa, che il metrosessuale amante del sushi tradisce solo la vigliaccheria di una classe dirigente che non sa confrontarsi con la donna in via di emancipazione fallocratica e cerca quindi annaspando di adottare la tattica dell'orso che si finge già scendiletto, sintomo, questo sì, di peggior maschilismo ancora, nel disperato tentativo di mantenere il controllo fingendo un improbabile somiglianza.
E allora lo descrivo virile questo protagonista, un uomo di una volta, molto pelo in corpo e sguardo truce. Sì, perchè ovviamente c'è ancora chi ha lo stomaco di rappresentare l'archetipo di maschio che vorrebbe essere, ma lo deve sempre scioccamente sporcare con qualche dettaglio insignificante che faccia tradire la natura ultima di quest'ultimo come piccolo cucciolo spaventato in un mondo dove, troppo precocemente, scopri che quel succoso capezzolo nutriente, oh mio caro, non sarà lì a lungo per te. E allora via con inutili e insopportabili trattazioni sul crudo desti

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