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Racconti di ironia e satira

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a morte la morte

Finalmente anch’io ho la mia Rivoluzione.
Se permettete la più eclatante.
Ho costituito un tribunale severissimo, inflessibile.
Il Tribunale, dopo attento esame ha deliberato senza appello la condanna alla fucilazione
del tiranno estremo.

Morte alla Morte!

La poverina c’è rimasta male, ha cercato di corromperci con delle brioches, inutilmente; ci ha minacciato, poco importa noi la nostra condanna la conosciamo sin dalla nascita; ha implorato e così si è coperta di ridicolo. Si è appellata al buon senso e noi abbiamo ribadito che quello avevamo usato. In preda ad una crisi profonda si è rifugiata nella filosofia, in verità era partita con l’idea di scrivere un memoriale, ma si è subito resa conto della lughezza inimaginabile e della noia che avrebbe prodotto nei lettori.
Siamo stati sempre umani con lei, con l’ultimo pasto, non chiedetemi cosa ha voluto! (Bleha!), le abbiamo fornito lucida ossa e olio per le giunture, soffre d’attrite.
Ora siamo nel piazzale arredato con un solo palo.
Viene legata a quello.
Mi avvicino con la benda, che rifiuta con ovvia ironia, le offro una sigaretta che stranamente accetta, le chiedo quale è il suo ultimo desiderio ci pensa un attimo:

“Vorrei apparire come Matha Hari! ”

Lo dice con una voce che passa dal cavernoso al femminile.
Acconsento.
Accendo la sigaretta tra le bellissime labbra da bajadera.
Mi affianco al plotone di esecuzione, alzo la sciabola.

“Pronti! Mirate! Fuoco! ”

Passerà un’eternità prima che le palle di piombo giungano al bersaglio.

Morte al Tiranno!



Io e la mia barba

Molto spesso una folta chioma diventa il modo di presentarsi al prossimo. Una pettinatura diversa, il vezzo di un ciuffo scomposto, l'accorciamento del taglio attribuiscono ad un uomo un segno di distinzione e qualche volta coadiuvano l'inizio di un cambiamento. Un nuovo look diventa esigenza per iniziare a vivere una nuova vita con l'auspicio di un buon proposito. Quante volte abbiamo detto: da oggi voglio cambiare! Sarò un uomo nuovo e la nuova acconciatura ci aiuta a perseverare nel proposito, a darci lo stimolo per ricordare di aver ricominciato e ci sostiene per non ricadere nei vizi che non ci piacciono.
Per me è differente, sono calvo, e quindi dirigo queste attenzioni alla mia barba.
Io e la mia barba stiamo bene insieme. Lei mi sopporta in silenzio e nel momento del bisogno si lascia accarezzare. Carezzarsi la barba, ti fa sentire meglio, ti fa pensare, ti fa prendere tempo e ti aiuta ad essere un uomo migliore. Ovviamente per un calvo è molto difficile crearsi un nuovo look, ed allora il pensiero ricade inesorabilmente alla cura della barba, baffo più lungo, baffo raso, linea sagomata, barba arruffata per i periodi di ferie e di ozio. È un'amica fedele, anche quando decidi di rasarla del tutto... lei ritorna... sempre... è una sicurezza... ed ogni volta ti sembra migliore. E se si riesce ad interpretarla ti porta con i piedi per terra... il suo colore inesorabilmente giorno dopo giorno diventa più bianco e ti ricorda che non sei più un ragazzino... tutti i giorni purtroppo!
Questa notte dopo essermi assopito per un paio di ore, gli occhi si sono aperti con decisione e nell'oscurità silenziosa notturna ho cominciato a pensare. Ho notato in molte occasioni che svegliandoti nel corso della notte ed un pensiero ti assale, devi dargli una risposta, devi prendere una decisione o quanto meno devi risponderti alla meno peggio sul da farsi del mattino seguente, altrimenti... addio sonno... non c'è verso... l'angoscia ti assale e di dormire no

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fifone

È mattino presto, forse le tre o le quaattro, non riesco a dormire aspetto che il sole faccia capolino sulla mia finestra così che possa alzarmi, ascolto i rumori notturni, il silenzio e totale in lontananza sento il motore del frigo in cucina poi un'auto sulla provinciale che dista meno di 300 metri forse è il vicino ma lui di solito non và via prima della sette, le orecchie ora sembrano due radar che cercano un qualsiasi rumore che poi io devo decodificare un cane abbaia in lontananza due spari quelli li conosco quando arrivano i cacciatori nelle campagne vicino, forse non sono fucili ma spari di pistola comincio a sudare e cerco di pensare ad altro, mi viene in mente il film del giorno prima un giallo, ci mancava solo quello poi un rumore che sembra arrivare dal tetto mi raggela sono sul letto seduto non tremo forse per farmi coraggio ma una goccia di sudore cola sul collo dandomi un piccolo solletico, indosso un paio di calze per non far rumore con le scarpe apro la finestra che dà sul cortile la notte e illuminata solo dalla luna piena la mia auto è parcheggiata nessuno in vista poi vado alla finestra che da sul retro, un ombra mi fa sobbalzare che quasi mi scoppia il cuore realizzando che erano i panni stesi e che un po vi vento li aveva fatti muovere, penso che mi stia prendendo solo della gran paura per niente, poi vado in cucina bevo un po' d'acqua e continuo il giro di ronda nonostante ormai mi sia convinto che è solo suggestione apro la porta della cantina accendo la luce che in quel momento manca la corrente concordo con me stesso di non andare a curiosare in cantina chiudo a chiave e via ho una pila sul frontale del camino in sala e appena accesa ritrovo il mio ambiente, arrivo in bagno la finestra è aperta ma ci sono le grate sono al sicuro, chiusa la finestra mi lavo la faccia e vado a letto poso la pila sul comodino leggermente rilassato fra pochi minuti la luce del giorno farà chiarezza sulle mie paure, mi sdra

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   7 commenti     di: tore chiaro


Nobel e lavori domestici

Diagnosi coniugale di Isidhermes

(A cura di Ipazia, ex moglie)
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"Vedete, Isidhermes è fatto così. Ha un vissuto accidentato. È impossibile stargli vicino per più di tre ore. Finché si tratta di conversare fra radical oxfordiani, è pure intrigante. Ma non chiedetegli: 'Li pulisci tu, oggi, i sanitari in bagno?'. Diventa un grande latitante. Isidhermes è un'idrovora bioenergetica inarrestabile. Farebbe venire l'esaurimento anche a Madre Teresa. Sposarsi con lui è stato come andare, inconsapevole, verso l'eutanasia attiva. Dunque, non chiedetegli di convivere. Non concepisce qualcosa al di fuori del suo Ego. Il verbo 'condividere' è totalmente assente dal suo lessico. Stargli accanto è come cercare di impallare un mattatore sul palcoscenico. È come chiedere a un neopremionobel di scendere dal pero, togliersi l'abito da cerimonia usato a Stoccolma e mettersi a lavare lavello e fornelli, pretendendo che tenga la concentrazione su di essi per più di tre minuti. Dunque, occhio! Io vi ho avvertite."

(Ipazia)

   2 commenti     di: Ezio Falcomer


Aloisius 2

Stamattina, (non pioveva), ma sono andato lo stesso a trovare Aloisius, e come al solito mi ha raccontato delle cose.
Poiché i “guardiani” della chiesa, non credono, o meglio, rifiutano di ammettere la sua esistenza, capita ad Aloisius di assistere ad incontri e conversazioni molto particolari.
A porte sbarrate, con l’illuminazione interna ridotta al lumicino, ci sono degli incontri, delle riunioni a dir poco oscure.

Ecco l’ultima cronaca di Aloisius:

-“ Caro fratello nella fede della verità, non più tardi del mese scorso, poco prima delle rituali celebrazioni di fine anno, c’è stata qui, a pochi metri dalla mia colonna, una riunione al vertice fra due alti prelati e due rappresentanti del potere politico locale, attualmente al governo.

I politici hanno chiesto ai prelati di evitare, durante le celebrazioni pubbliche, data la massiccia presenza dei media, di parlare di malavita, di mala società, di mala sanità, di mala politica, evitare totalmente di coinvolgere la cosiddetta società civile nelle prediche natalizie.
In cambio, hanno garantito di, come dire, insabbiare alcuni procedimenti giudiziari in atto contro altissimi esponenti della chiesa di Roma.

Ad un accenno di rifiuto dei porporati, i politici hanno spiattellato nomi e fatti, molto, molto gravi, di esponenti locali di santa romana chiesa, fatti tipo complicità in attività di usura, tratta delle bianche, (hanno fatto specificatamente riferimento ad un giro di “ospitalità” di ragazze dell’est europeo) avviate, poi, a “lavori” non proprio edificanti!

Un certo giro di porno-pedofilia che ha coinvolto oltre che “stimati” “baroni” della intellighenzia locale, anche esponenti della curia.
E avrebbero continuato ancora, ma c’è stata, a quel punto, la resa dei tonacati e la stipula dell’accordo.

Luigi, ti prego, fammi da portavoce, cerca di far conoscere al mondo, cosa si nasconde dietro queste mura, diffondi la mia voce, insegna alle genti la

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   8 commenti     di: luigi deluca


Benvenuti a Bookville

Non potevo più resistere senza quel libro, non è facile da capire per chi non è un bibliomane.
Da quando era uscito "Cinquanta gradazioni di marrone", per i tipi dell'editore Feci, non riuscivo più a dormire la notte.

La storia drammatica di un coprofago, morso da un moscone radioattivo e costretto da oscuri impulsi atroci a divorare gli escrementi di qualsiasi animale purché se ne trovi, mi aveva avvinto e incastonato come un quarzo in un anello.
Ah, quale intensità di sforzo, da parte dell'autore, nel creare i contenuti!
L'uomo coprofago arrivava a cercare le deiezioni nel suo stesso corpo e arrivava a succhiarle con una cannula da flebo autoinserita (meglio non dire dove), come parte vivente di quel corpo, desiderato, brancicando nella sua intimità alchemica più oscura.
L'escremento, finché è nel corpo, è accettato: non è separato dall'unità del microcosmo; isolato spaventa e ripugna, per l'odore di un'anima denudata e anonima che esala.
Ah, che poesia, che profonde tematiche! Ah qual terrore ripugnante ma così allettante!
Le "Cinquanta gradazioni di marrone" dovevano essere mie, costino quel che costino!

Col portafoglio bello imbottito, accompagnato dal mio amico Gianluigi detto Giangi, arrivai alla nota libreria della catena "Bookville" di Milano, strutturata su tre piani e fornita di oltre 1. 035. 000 titoli di narrativa, saggistica, turismo, manualistica e una vasta scelta di libri per ragazzi; una fornita area DVD e CD, dalle ultime novità ai titoli introvabili, prodotti di cartoleria e tante simpatiche e cortese promozioni.
Mi fiondai all'interno, entusiasta, e notai contro una colonnina color seppia una pila di volumi: "Cinquanta gradazioni di marrone" in abbondanza! Che gioia!
Ho preso al volo la mia copia e in quel momento ho notato una sgargiante locandina che reclamizzava tre presentazioni di libri di altrettanti tre esordienti.
Incuriosito, salii al secondo piano per assistere alla presentazione di "Conquistala in dieci m

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   2 commenti     di: Mauro Moscone


Il pranzo di gala

Oh, insomma basta! L'ho detto e lo ripeto: un perfetto ignorante. Sono un perfetto ignorante! Ma come fa la gente a non sentirsi ignorante? Oppure a sentirsi ignorante, ma a non soffrirne? Come se fosse cosa del tutto naturale camminare con un buco nello stomaco e non aver fame. Ma come fa la gente a dimenticare il buco? Chi può credere che facciano una cosa simile? Oh, no, lo so io quello che è. Sono io che mi son ridotto in questo stato pietoso, da far saltare le rane dal fosso, se solo ci fosse un fosso nelle vicinanze e se in questo fosso vi fossero rane abbastanza in salute da saltarne fuori.
Perchè le rane? Perchè le ho in abominio, Dio mio, con quella loro aria viscida e umidiccia, gli occhi deliquiescenti a palla, mostruosamente rotanti come lingue pettegole, e le zampe indecise tra il ragno, il coccodrillo e il buffone di corte, con quei poderosi muscoletti da mangiarsi fritti o saltati in padella.
Ché sono appunto quelli, i poderosi muscoletti, a farle così sgraziatamente saltare a tradimento.
Le rane son messe lì a salvaguardia dell'imperituro scioglilingua delle menti piccole. Infatti gracidano in continuazione, proprio come le suddette.
Oh, ma guardiamoci un po' in giro, vediamo che succede.. dev'esserci un errore, son qui per sbaglio o è questa cosa ad esser capitata qui per sbaglio, proprio in questo posto dove ho creduto di dover stare.
I convitati, non riuscendo a padroneggiar l'emozione d'esser stati prescelti a rappresentare la punta sgranocchiante della società, si danno un gran daffare, ciascuno a suo modo, per sembrare gentili come mazzi di fiori; nascondendo lo stato d'assedio dei loro spiriti sottoi soprabiti inamidati. Si raccontano dell'ultimo viaggio a Cuba, ma trepidano segretamente e violentemente al pensiero della macchia di sugo che di lì a poco si spiaccicherà sul candore immacolato del gilet nuovo, nel caso la padrona di casa abbia avuto la malaugurata idea di prepararlo; deplorano il dissesto economico senza a

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