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Racconti di ironia e satira

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My Life - Special Guest: Jesus Christ

O: "Benvenuti e benritrovati a una nuova puntata di... MY LIFE!!!... come sempre in studio il voooosssstrrrooooo... Yuri Cannella!!!"

(applausi)

Y: "Buonasera a tutti! Quella di oggi è davvero una puntata con due palle così! Oggi avremo un ospite che vi sarà saltare sul divano e vi farà fare capriole per tutta la casa! È il 24 dicembre:la vigilia di Natale! Per un avvenimento così spumeggiante non potevamo non avere come ospite colui che domani compirà l'ennesimo compleanno! È tanto tempo che non lo vediamo in televisione, le sue ultime comparsate sono state in veste di doppiatore in vari episodi dei Griffin e dei Simpson e non beve, non fuma e non compie cattive azioni!... signori e signore: una standing ovation non per Barack Obama, non per Fabrizio Corona e nemmeno per Babbo Natale: in studio... il figlio di Dio!!! Gesù Cristooooooooooo!!!!

(standing ovation biblica; Gesù entra in studio accompagnato dalle Pussycat Dolls ed è vestito con Levi's 501 special edition, felpa Fubu XXXL arancione verde con cappuccio con scritto I belong to my father, Timberland di renna, Ray Ban violacei)

Y: "Signori e signore... semplicemente... oh mio dio!"
G: "Accontentati del figlio"
Y: "Ahahahahahah, allora Gesù: come stai? hai trovato traffico? Dove l'hai lasciata la croce?"
G: "Ahaha sempre il solito Yuri! Andando con ordine sto molto bene grazie e traffico non ne ho trovato, la Main era intasata come la via crucis ma l'autista, grazie a mio padre, ha preso una parallela e sono arrivato in tempo: la croce è rimasta al bar a farsi un martini dry"
Y: "Ahahahahahahah!!!! Signori e signore Gesù Cristooooo!!! Ci fermiamo un attimo per uno stacco pubblicitario, non cambiate canale! Si preannuncia una puntata davvero spumeggiante!"
G: "L'aggettivo spumeggiante l'hai già utilizzato..."
Y: "Ahahahahah! A tra poco!"

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Y: "Benritrovati! Per chi si fosse collegato solo ora ricordo che in questa puntata pre

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   26 commenti     di: Guido Ingenito


La pensione a rate

Prima che inizi a narrarvi questa storia vorrei presentarvi i personaggi che incontrerete: Milena, Viviana, Ferdinando, ed infine io stesso. Io non sarò una voce narrante, ma un personaggio che entra nel vivo del racconto e interagisce con gli altri, soprattutto con Milena. Tra me e Milena c'è una relazione speciale. Anche tra Viviana e Ferdinando c'è una relazione, ma quella tra me e Milena è speciale.
Non voglio anticiparvi molto di più. Avrò tempo per descrivervi i personaggi, le loro idee, i loro sentimenti, le loro famiglie. A pensarci bene non voglio descrivervi le loro famiglie. Ai fini di questo racconto non ha importanza. Per esempio io e Milena abbiamo figli? Non lo saprete.
A questo punto sarebbe bellissimo se mi potessi fermare per ascoltare le vostre voci e i vostri pensieri.
- Perché non vuole dirci se hanno figli? -
- Secondo me perché non ne hanno. -
- Dici che è sterile? -
- Chi? Lui? -
- Penso di sì. -
- No! deve essere lei ad esserlo, ed è anche frigida. -
- Dice che hanno una relazione speciale: bugia! Non credo che il loro sia un matrimonio felice. -
- Forse non sono neanche sposati. Non ha detto che sono sposati. Ha solo detto che hanno una relazione speciale. -
- Secondo me sono sposati, ma lui non è sposato con lei. Lui è sposato con Viviana e lei con Ferdinando. -
- E forse hanno dei figli. Lui con Viviana e lei con Ferdinando. -
Ci avete mai pensato? Tutti questi commenti, anzi chiamamoli con il loro nome, tutti questi pettegolezzi potrebbero essere degli ottimi spunti per un racconto.
Ho detto che non avrei parlato delle nostre famiglie, però una cosa ve la posso dire: Viviana e Ferdinando sono sposati.

Ritorniamo ai nostri quattro personaggi. Ci siamo incontrati da poco, stiamo bevendo qualcosa e stiamo parlando di un argomento che tocca ciascuno da vicino: la pensione. È normale che se ne parli spesso, anche se siamo poco più che trentenni. La pensione è stato un traguardo per i nostri g

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Stufo di essere nessuno

Bobbi era stufo, stanco e stufo, veramente stufo, di essere un signor nessuno. Era cresciuto nella sicurezza che un giorno sarebbe diventato qualcuno, che tutti avrebbero conosciuto il suo nome.
Invece niente. Era sempre stato e probabilmente era destinato a essere per sempre una nullità, un loser per dirla con un neologismo inglese del gergo giovanile di oggi.
Bobbi non riusciva a capire se il suo sentirsi una nullità era legato al fatto che era davvero una nullità oppure se quella sensazione avesse ragioni più profondamente legate al suo stato mentale e che quindi non sarebbe mai scomparsa anche se fosse davvero diventato qualcuno.
Per saperlo con certezza sarebbe dovuto diventare qualcuno. Ma come? L’unica cosa che sapeva fare era scrivere ma scrivere lo sanno fare quasi tutti nel mondo occidentale. Farsi strada come scrittore o giornalista, senza essersi mai veramente specializzato, o anche solo applicato, in nessun campo specifico, era solo un’utopia.
Da giovane aveva provato a prendere una scorciatoia: sniffare e spacciare cocaina. La cocaina ti faceva immediatamente sentire al centro del mondo. Un tiro e il mondo si spostava dal suo asse geo-metafisico e si metteva a girare intorno a lui. Tutto e tutti ruotavano intorno a lui perché tutto e tutti quelli che aveva intorno ruotavano intorno alla cocaina.
Era una situazione ideale ma non poteva durare e non durò. Gli diede alla testa in pochi mesi e poi ci si misero anche concorrenti agguerriti, polizia e giudici a rendere tutto più difficile.
In compenso la sensazione di aver irrimediabilmente compromesso un’esistenza normale per sentirsi speciale solo pochi attimi era destinata a durare molto, ma molto, più a lungo.
Ora era lì, seduto alla sua scrivania, che pensava a come convincere qualche direttore di qualche testata a pubblicare qualche suo articolo.
Scriveva di tutto, di ogni cosa, come se fosse l’unico a sapere come gira il mondo: politica, geopolitica, religione,

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   1 commenti     di: davide sher


Dieta!

Ci risiamo.
È arrivata la primavera ed ho ripreso la dieta. Al mattino due fette biscottate integrali ed un bicchiere di the con dolcificante. Roba che alle dieci vedo venire verso di me un tuareg con tanto di cammello. Manco fossi in un’oasi nel deserto.
Per fortuna arriva mezzogiorno, e la sospirata pausa pranzo. Una lauta insalata senza olio ma con aceto a sufficienza per far deragliare qualsiasi tentativo di deglutizione. Cinquanta grammi di formaggio ipocalorico dal sapore dell’acqua di fonte, e due gallette di farro molto simili al polistirolo d’imballaggio. Chiude un frutto, che di solito corrisponde ad una mela dal diametro d’albicocca, e per dolce uno yogurt così magro che anziché bianco risulta essere trasparente.
Ah! L’insoddisfazione mi aggredisce dopo tre minuti, sotto forma di attacco di panico con complicazioni maniaco-depressive. Tento di smaltire l’ansia masticando un chewingum senza zucchero, ma il gusto svanisce alla terza masticata.
Conto i minuti?" purtroppo sono ore - che mi separano dallo spuntino delle 16. 00: altro frutto, accidenti a lui, sempre e solo un frutto, che nella fattispecie dovrebbe essere un kiwi-nespola. Alle quindici e trenta il kiwi è già digerito, con l’alibi che magari stasera mangio un po’ in anticipo.
Alle diciassette esco per fiondarmi in palestra; dopo cinque minuti di tapis roulant, con in corpo duecentoquattro calorie dal mattino, vedo passarmi davanti un incantatore di serpenti col turbante, manco mi trovassi nella casbah di Marrakech.
Abbandono il lavoro aerobico, e mi dedico alle macchine gonfia muscolo. Accanto a me, due splendide quarantenni addobbate da sana cellulite si scambiano ricette per la Pasqua imminente. Così conto le divaricazioni delle gambe mentre ascolto di sformati di asparagi, torte salate salame e pecorino, penne alla salsiccia ed involtini di bresaola e caprino. Mi raggiungono dodici ballerine di flamenco, manco fossi a Barcellona.
Mi riassale la crisi depressiv

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La guerra e la pace

— Cari ragazzi oggi parleremo della guerra, e sarà una preparazione all'esame finale che di questo tema tratterà; costituirà anche una bella e istruttiva lezione per tutti noi—
Con un tono esageratamente eccitato e malauguratamente commisurato al tema da trattare, una professoressa dai lineamenti delicati e rubicondi, con una stazza che la costringeva a stare a lato della cattedra, la quale aveva una sedia che sarebbe stata messa a rischio se lei si fosse seduta sopra, incitava la classe a guardare la vita in una delle sue tante possibilità, estrema non si capiva ancora quanto, ma certamente non usuale per dei ragazzi che affidavano il proprio futuro alla generosità dei genitori e ai conservanti delle tortine sintetiche.
— Forza allora, mi aspetto da voi una vera analisi, più approfondita e seria delle solite e banali considerazioni da pulpito pacifista e consumista—
— Che ha contro i pacifisti? — sbottò Arturo, un pankabestia che avevano dovuto faticare per convincerlo a lasciare il suo rothwailer legato all'inferriata del cortile
— Perché, adesso non si può più essere pacifisti? — aggiunse in fretta, prima di dimenticarsi il termine usato per definire chi ama la pace, ma soprassedendo sull'altro, quello che lo vedeva in fila al supermercato della droga.
La professoressa, una reduce di un sessantotto che aveva tradito, ingrassata anche lei ai banconi dei Discount dimenò, come fanno i cani, il culone impercettibilmente, ma la finta lattina di coca che conteneva la gomma e la matitona rossa e blu delle correzioni si rovesciò lo stesso
— Anch'io sarei una pacifista, se mi fossi dimenticata che la relativa pace che stiamo vivendo ora è il frutto dell'ultima guerra di resistenza— disse di getto, come per giustificarsi alla sua stessa memoria che le rammentava le molotov da lei lanciate ai cortei di protesta.
— Ma quale resistenza? Se non ci fossero stati gli Americani e i Russi, a liberare l'Europa, oggi lei vestirebbe una divis

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   1 commenti     di: massimo vaj


Osho e la colite spastica

Quando la mattina del 30 Ottobre 1984 il dottor Swami Devaraj si recò nel suo ambulatorio, l'ultima cosa che si aspettava di ricevere era quella telefonata. Entrato nella sua stanza, un ufficio interamente arredato in legno e poltrone di pelle marrone, il suo telefono squillò, cosa che non accadeva praticamente mai visto che era la sua segretaria ad occuparsi delle telefonate e della gestione degli appuntamenti.
"Dimmi Carol." - disse appena alzò la cornetta.
"Dottore, mi dispiace disturbarla, ma ha appena chiamato il suo amico Osho, dice che è urgente."
"Impossibile, Osho non parla da 1315 giorni, sarà sicuramente un impostore." - raramente il dottore alzava il tono di voce con la sua segretaria, ormai quasi un'amica dopo 20 anni di lavoro insieme ma, essendo il dottore il medico personale del maestro spirituale indiano, nonché suo intimo amico, non aveva tempo da perdere dietro tutti quegli impostori che si spacciavano per il mistico al solo scopo di schernirsi dei suoi adepti.
"Dottore, lo so, ma le assicuro che è lui, appena ho alzato la cornetta la pace si è impadronita di me e, soprattutto, per essere sicura che fosse lui gli ho chiesto perché non stesse parlando da quasi quattro anni e lui mi ha risposto

Se l'amore diventa profondo, resti in silenzio perché le parole diventano inutili. Se non riesci a stare in silenzio con il tuo amante, sappi che non c'è amore, perché è molto difficile vivere in silenzio insieme a qualcuno con cui non si è in amore.

Quando ci prova con me dice sempre frasi del genere."
"Carol, Osho è entrato in uno stato di silenzio dal Maggio di tre anni fa ormai, non parla da allora e, conoscendolo, non parlerà più con nessuno perciò ora lasciami lavorare in santa pace, anzi, mandami il primo paziente." - Il dottor Devaraj era sul punto di perdere la pazienza.
"Dottor Devaraj, mi ascolti, dall'altra parte del telefono c'è Osho che sta aspettando, quindi glielo passo ORA, che lei ci creda o no." - e riattaccò

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Satira bianconera, tricolore e variopinta

-Il Real canta quando Cristiano le suona e Gigi le prende!


-La Juve tra vittorie e vincite:dopo un filare di scudetti e una filiera di coppe, invece del triplete vince una quaterna!


-Le esagerazioni del calcio e di Buffon: dal pallone d'oro a 4 palloni (Real Madrid)!


-I record di Gigi Buffon: 973 minuti di imbattibilità in serie A, in meno di 30 minuti ne prende 4 in Champions League (Bayer Monaco)!


-Con 8 milioni all'anno di stipendio c'è da stare Allegri!


-Il mondo nel pallone: Zamparini (Palermo) vende Dybala e Belotti, ripiega su Gilardino e per le sconfitte se la prende con Iachini.


-Per la coppia Cassano Balotelli meglio la Costacrociera che la Costarica.


-Da Del Piero e Totti (classe cristallina) a Zaza e Pellè (classe operaia) la sconfitta è... di rigore!


-Mondiali di calcio 2014: l'Italia calcistica ai piedi di un pollo... la cresta gallo di Balotelli!


-I nostri politici sanno solo litigare e non trovano l'accordo neanche sul modo di votarli.


-Votazioni in Europa: Anghela vola, Grillo arranca, Macron sbanca e Teresa sbanda.


-Politica all'italiana: il bunga di Silvio, la banca di Boschi e il babbo di Renzi! E una volta c'era il figliuol trota...


-Il meglio della politica nostrana: Vendola, l'alfiere del matrimonio gay; Salvini, il guardiano della padania; Grillo, il portavoce del vaffanculo.


-Il meglio dei nostri giorni: Isis, Ultras, Grillo, Salvini e la Meloni.


-Le alleanze di Berlusconi: dalle stelle (patto del Nazareno) alle stalle (patto con Salvini).


-Renzi e le sue donne: la Boschi te la gusti, la Moretti te la bevi e la Bindi... te la scordi!


-Spot elettorale: s'ode a destra una squillo... vota Silvio, di contro risponde uno strillo... vota Grillo!


-La politica non è la cosa pubblica ma una cosa comica, a parte Grillo.


-Freddura sul fumo: se non ti togli il vizio dalla testa, il vizio ti toglie dalla terra.


-Satira ambulatoriale: dottò datemi qu

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