Il dottor Helvetius imboccò il viale austero ed alberato...- Che strano, un dottore che imbocca un viale, non avevo mai pensato a una possibilità del genere, cioè che un dottore, il quale dovrebbe essere una persona a modo, degna di tutto il rispetto di questo mondo, e dovrebbe perciò compiere solo azioni degne di lui, potese decidere, probabilmente non visto, di imboccare un viale, se pur di aristocratico viale si tratti.
E gli si conceda pure una bizzarria, una celia, una vacanza dalla consueta seriosità richiesta a un dottore, va bene, sia, ma che un viale abbia bisogno di essere imboccato poi... di questa non mi riesce proprio di capacitarmi. Eppure, nulla v'è da eccepire sulla fonte, trattasi del famoso romanzo+++ di ++++, e ciò basti a chetare ogni dubbio di autentica autorevolezza, ma questa proprio non me l'aspettavo... sono così fuori dal mondo?
E io che ho sempre imboccato i bambini, o qualche cagnolino, e poi che cosa gli si darà mai da mangiare.. al viale?
Basterà un cucchiaio? Quanti? Non ditemi che bisognerà sederlo sul seggiolone, con quell'aria austera e altolocata vorrebbe solo dire che è stato viziato fino a scimunirsi.
E ammesso che ciò sia, perchè bisognerebbe imboccarlo? Ché forse esso, in caso di diniego si chiuderebbe al nostro passaggio? Ci schiaffeggerebbe con le chiome dei suoi alberi frondosi? E se anche fosse, non si potrebbe farne a meno, dei viali?
Assorta ormai in siffatti pensieri, turbata l'anima dai deliri logici sempre in agguato, chiusi il libro con l'onesto intento di rivolgere altrove l'attenzione... ma proprio mentre ero alla ricerca di un oggetto dove riversare le mie successive cure, fatalità volle che l'occhio sinistro mi s'imbattesse in una pagina di giornale dove lessi la seguente notizia:- Sconsigliato imboccare la galleria del +++ causa improvviso intasamento...-
Ma allora.. anche le gallerie vengono imboccate, non solo i viali, e si capisce che si intasino prima e più spesso degli altri
Simone uscì di casa verso le nove del mattino, Marco era già al bar e Giovanni stava scendendo dalla corriera.
Sul palco si stava ancora esibendo il gruppo di apertura e a nessuno interessa il gruppo d'apertura, l'importante era arrivare in tempo per vedere la prima canzone del vero spettacolo, iniziava verso le dieci o giù di li, perciò avevano ancora tranquillamente il tempo di farcela.
"Caffè corretto sambuca per piacere" "Arriva subito"
A Marco piaceva molto il caffè corretto la mattina, una colazione da campioni per cominciare la giornata nel migliore dei modi, Giovanni invece non pativa il sonno, appena sveglio sentiva già un sano appetito, entrò anche lui nel bar e chiese un hamburger e una birra "Sei qua da molto?" chiese all'amico "No saranno cinque minuti, hai sentito Simone?" "Quando sono uscito si era appena alzato, ma per le dieci ce la dovrebbe fare di sicuro"
Si sedettero nei tavoli fuori dal locale e accesero una sigaretta, "È così che iniziano le storie più belle, in una calda mattina d'estate con una sigaretta in bocca" declamò Marco agitando la mano sinistra "Appena sveglio sei più coglione del solito sai?" gli rispose l'altro scuotendo il capo "Credo che tu abbia ragione, d'altronde il mattino è sgradevole per tutti, a parte per le pietre naturalmente, quindi tu puoi stare tranquillo"
Rimasero in silenzio per un po'.
"Che ore sono" chiese Marco "Le dieci meno un quarto" rispose l'altro "Tra un po' arriva e ci introduciamo"
Alla fine arrivò, con grande sollievo di Marco che odiava i silenzi prolungati "Ciao" salutò Simone sbadigliando "Prendo un caffè e andiamo"
Non più tardi di dieci minuti ed erano di fronte all'edificio medievale, di soppiatto si avvicinarono alla porta sul retro ed erano dentro.
La sala del concerto era già stracolma, ma non ebbero reali difficoltà ad entrare, l'alcol scorreva a fiumi e fecero giusto in tempo a sentire l'apertura: si divisero in cerca di vino e di altri generi di con
"Le romane! Tu non hai neanche idea di come siano!... Sono tonde, carnose. Se ti fai strada tra le loro pieghe più segrete, forzando un po', le trovi lisce, candide,... di un turgido! Nel cuore del loro ventre hanno un cespuglietto di peli così morbidi... ti mangeresti anche quello, quando sei lì!"
Dopo queste parole deglutì e alzò il bicchiere, ammiccando attraverso il vetro spesso.
Alì, grattandosi un orecchio, disse tra sè e sè:
"A questo punto devo cercarle, queste romane, devo trovarne qualcuna, per vedere se sono davvero così...".
"Va' per vie di negozi e le troverai senz'altro. Se domandi te le indicheranno subito, le conoscono tutti!"
Entrò al Simply Market, non c'erano vie di negozi, dove abitava.
A un commesso, dietro il banco della verdura, in legno rigenerato, domandò:
"Ci sono le romane?"
"No, qui tutto è del posto. Ti assicuro che è meglio. Perchè cerchi proprio quelle?"
"Mi hanno detto che sono belle!"
"Guarda che anche se fuori lasciano a desiderare, il cuore è sempre lo stesso,... da favola!"
E gli mostrò certi capolini di carciofo, nostrani.
"Ma io intendevo... ragazze!"
"Qui al Simply Market anche il personale è a km 0. Se vuoi incontrare ragazze romane devi farti 600 Km, sai che inquinamento! Lascia stare le 'mammole' e goditi le nostre 'gnare'."
E gli disse che cosa avevano di bello.
Per ringraziarlo Alì comprò quattro capolini con le spine, li mise in un sacchetto biodegradabile che si strappò subito, dentro un cestino di ex tappi.
Poi uscì, si guardò intorno e vide che di 'gnare' ce n'erano assai, neanche tanto 'carciofe'.
È notte. Almeno credo, diversi indizi mi danno ragione: silenzio spettrale, dalle tapparelle non completamente chiuse non traspare un filo di luce, l'orologio segna le 3 di notte... sì è notte.
Assodato che sono sveglio allungo la mano per accendere la luce. Ricordandomi di non avere alcuno interruttore la mia mano afferrai il primo oggetto tatticamente posizionato per generare luce: il telecomando; clicco il tasto 9, non a caso naturalmente, sul 9 c'è mtv! Sapete, preferisco rinsavire sulle note di una canzone anni 90 degli u2 che sulla replica del Maurizio Costanzo show, sì sono fatto così.
Sarà il video di Bono e il ricordo delle sue sagge parole di cancellare in debito, ma mi prometto una volta alzato di pagare i caffè arretrati al signor Renzo...
o magari no, non sono mica Bono!
Il mio assonnato sguardo cade su una macchia scura sul muro, almeno è ciò che sembra, solo una macchia, ma poi si muove!
È Antares, il mio scorpione casalingo.
La prima volta che lo vidi feci un salto olimpionico sul letto e spaventato, che un essere di pochi centimetri si accorgesse di me colpendomi con la sua cuspide, afferai la prima cosa a portatadi mano ovvero la custodia della fotocamera, ma per timore di rompere la fotocamera mi limitai a fare una foto al mio nuovo incubo. Ora conviviamo come Joey e Chandler di "Friends", forse nn proprio come loro, ma abbiamo stipulato una tregua: lui non mi attacca e io non lo fotografo più.
Mi alzo dal letto, ho la gola completamente secca, non come la mattina dopo una sbornia, ma quasi. L'ultima volta che mi ubriacai fu dopo una tipica serata bolognese, ancora oggi alquanto nebulosa, ricordo solo che mi misi, una volta a casa, a cantare al karaoke. Nel momento in cui rinsavii mi resi conto che le notizie del televideo non avevano poi così tanta musicalità.
Non c'è niente di meglio che bere l'acqua quando si ha sete. Soprattutto se l'unica bottiglia presente in casa è quella dove si tiene il rametto di bambù preso all'
Voglio narrarvi di un fatto che m'accadde pochi giorni fa in una mattina di pioggia. Ero contento perché non c'era il sole che mi avrebbe abbronzato e reso un po' come quelle luride scimmie africane (quando vado sulla spiaggia, infatti, mi copro sempre: non voglio assomigliare a loro neanche minimamente).
Non avevo portato l'ombrello, perché non sapevo che avrebbe piovuto e a malincuore fui costretto a comprarne uno da quei musi gialli che vendono roba scadente e con la quale ci contagiano le loro malattie (sono loro che portano le malattie qui in Italia e in tutta l'Europa!).
Quel ladro cinese mi cercò tre euro. Pazienza. Dovetti fare questo piccolo sacrificio: sempre meglio che bagnarmi!
Acquistai l'ombrello e lo afferrai solo dopo essermi infilato i guanti, per non farmi contagiare. Proseguii per la strada verso il mio ufficio, ma una folata di vento fece rompere subito il mio ombrello appena comprato! Così mi bagnai lo stesso. Arrivato in ufficio tutto inzuppato d'acqua, cominciai a starnutire e a sentirmi male.
Quando tornai a casa, mi venne la febbre. Lo sapevo! Quel muso giallo mi aveva infettato, vendendomi il suo ombrello o semplicemente stando a contatto con lui, anche a poca distanza. Quando lo raccontai al dottore, mi diede del razzista e del pazzo. Disse che il motivo per cui avevo preso la febbre era che mi ero bagnato. Ma io avevo già capito tutto: il dottore era un maledetto comunista!
Bah, dare la colpa alla pioggia per difendere gli immigrati: tipico dei comunisti... ecciù!
Tommaso non sapeva se fosse un buon segno o l'inizio di una catastrofe, ma attraverso la fessura dei suoi occhi riusciva a vedere una moltitudine di persone in lacrime che lo toccavano, facendosi il segno della croce subito dopo. Non che lui avesse qualcosa da ridire sulla croce, ma gli pareva strano che prima lo toccassero. L'ultima cosa che la sua memoria aveva tatuato sulla propria spalla era un'intensa luce, esplosa proprio mentre stava mandando un messaggio di auguri, col telefonino, non si ricordava più a chi. Certamente a uno di questi che lo stavano toccando prima di segnarsi. Stette immobile ancora un poco, nel timore di potersi alzare da quella comoda prospettiva ma, alla fine, si decise ad aprire un occhio. Uno di quelli che lo aveva appena toccato fece un passo indietro e glielo richiuse, come si fosse sentito responsabile di quello strano riflesso della palpebra che si era ritirata. Tommaso non fiatò, e gli parve quasi giusto dover tornare al buio appena lasciato. Dopo qualche altro segno della croce si decise e aprì l'altro occhio, che focalizzò zia Teresa, quella zoppa che non moriva mai. Lei lo fissò senza allarmarsi e glielo richiuse con dolcezza. A quel punto Tommaso provò ad alzare il capo, ma i muscoli non rispondevano ai comandi pigri che gli aveva inviato. Riprovò ordinandoglielo, ma non accadde niente. Allora aprì tutti e due gli occhi, urlando con lo sguardo al coperchio che stava rimettendolo nel buio pesto del quale non riusciva a liberarsi. Sentì ancora il rumore del trapano che avvitava il suo destino all'oscurità e uno struscìo sopra la faccia, che doveva essere la voce di una composizione di rose arrivate a sostituire il cielo che non avrebbe più rivisto. Tutto sommato lì dentro si stava comodi, e la sola cosa che gli spiaceva stava nel messaggio di auguri che aveva mandato a qualcuno di quegli stronzi lì fuori. Il discorso del prete gli parve persino bello, non fosse stato per quel "Accettalo con te, o Signore, come noi l
[continua a leggere...]Ricetta di Natale Pasticcio d'uomo
Sesso: maschio o femmina, possibilmente in buono stato di conservazione.
Intelligenza: buona, ma più ne avete a disposizione meglio è.
Sensibilità: nel senso della capacità di percepire l'animo umano in tutte le sue manifestazioni anche qui come sopra non basta mai.
Conoscenza:qui non c'è paura di esagerare.
Ironia:serve... serve, sopratutto come autocritica e per smitizzare ciò che mito non è.
Idealismo:non guasta mai... se non si crede in nulla... il nulla sarà la nostra vita...
Passione:un pentagramma vuoto, possibilmente di dimensioni generose su cui l'amore scriverà le proprie melodie.
Amore:in tutte le sue varianti e quantità non ci sono controindicazioni.
Errore: qui è difficile dare le dosi esatte, ci sono diverse varianti, siamo nati dall'errore e dalla casualità un po' di questo ingrediente serve, non perché si impari qualcosa, per carità! ma perché almeno non avrete rimorsi, che sono peggio delle cotiche con i peperoni!.
Amicizia:una calda coperta appena tolta dal calorifero in una fredda notte d'inverno ingrediente raro ma se lo trovate usatelo a piene mani.
Curiosità:usate quest'ingrediente insieme all'intelligenza, di solito da un ottimo retrogusto.
Umanità:è un distillato di alcuni ingredienti precedenti, potete farvelo da voi, ricordate solo che è un ingrediente indispensabile.
Modestia:anche quest'ingrediente è molto raro, se lo trovate non ostentatelo, usatelo convinti della sua efficacia!.
Pazzia: sulla confezione normalmente in vendita c'è scritto " visto da vicino nessuno di noi è normale!" verissimo! ma un pizzico di pazzia non guasta mai.
Mescolate delicatamente tutti gli ingredienti, spesso tendono a separarsi o a radunarsi in piccoli gruppi
è molto difficile amalgamarli bene tutti, ma se riuscirete in questa piccola alchimia avrete realizzato un
pasticcio da dio.
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