PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Racconti di ironia e satira

Pagine: 1234... ultimatutte

Le parole sono importanti #1

C'era scritto:
"Annunciarsi a mezzo citofono"
Io in omaggio alle ultime tornate elettorali ho scelto la metà sinistra. Ma quasi tutta mi ha mandato a fanculo..

   0 commenti     di: Moment


Il citrullo e l'altezzosa

Ciccillo, bighellonando in una località marina, posa le attenzioni su una leggiadra donzella di nome Lillina. Questa, nel vedersi guardata, chiede: - Che hai da...?
- Sei tanto bella, che mi vien di chiedere di metterti con me - risponde Ciccillo.
Prendendosi gioco di lui, Lillina ribatte: - Interessante. Come giovincello non è poi da scartare. Ci stò a mettermi insieme. A una condizione però. Nell'arco d'una settimana devi esibirmi il Certificato di Buona Condotta, una Copia dell'ultima Busta Paga, l'Estratto Catastale di un tuo fabbricato, una Copia dell'ultimo Modello Unico e il Certficato di Sana e Robusta Costituzione.
Sorpreso da tale inusuale richiesta, domanda: - E tu cosa certifichi?
- Io? - ribatte Lillina - Beltate e bontate!
Invaghito ancor di più, sollecita la giovine: - Per favore ripetimi il tutto che lo annoto su la mia agenda elettronica.
Promesso di esibire quanto richiesto, la saluta e riprende la via del ritorno saltellando e canticchiando per la gioia come un pazzo. Lillina se la ride come non mai.
Disoccupato da sempre, nullatenente, trova parte di tale certificazione in un omonimo.
Citrullo, citrullo ritorna. Presenta il tutto e chiede:
- Posso considerarmi il tuo fidanzato?
- Aspetta, fammi almeno controllare. Quanta fretta hai. Poi sei solo ammesso ad un concorso. - annuncia Lillina.
Fessacchiotto com'è, domanda: - Con scritto e orale?
- Una semplice prova pratica - soggiunge Lillina
- Una pro-pro-prova - balbetta Ciccillo - in una pu-pu-pubblica pia-pia-piazza?
- Che hai capito cretino? - controbatte la giovine. Devo metterti alla prova nelle faccende domestiche, così quando...
- Cheee? Assumeremo una domestica - borbotta Ciccillo.
- Si, per servirmi i cornetti caserecci - obietta Lillina.
- Un maggiordomo allora? Non sono mica geloso. Sa' dopo lo stressante lavoro in fabbrica sarà difficile procedere in cucina. E tu... non ti puoi sacrificare? - chiede Ciccillo.
- Per un corpo snello, perfetto, senza alcuna spos

[continua a leggere...]



carote o cipolle?

Elmiro cucinava verdure bollite nella sua piccola cucina. Nel mentre, sfogliava le pagine di un piccolo libro zen. Osservava le verdure e intanto leggeva, cercando di carpire i segreti di quella filosofia. Poi l'illuminazione sopraggiunse improvvisa. Insomma: siamo come le carote, piene, arancioni, che nell'acqua bollente stanno sul fondo, oppure siamo come le cipolle, bianche, vuote e che galleggiano. Condizioni filosofiche, il pieno e il vuoto, il colore e il non-colore. E noi chi siamo? Io chi sono? Sono cipolla o sono carota? Elmiro rovesciò l'acqua nello scolapasta e mentre rifletteva assorto, alcune gocce d'acqua bollente lo scottarono facendolo urlare di dolore.

   4 commenti     di: Emiliano Rizzo


Infortunio

A- Cavoli, senti questa... Ieri sera stavo giocando a basket tornato dall'ufficio nel campetto dietro casa, quando involontariamente ho compiuto uno strano movimento con la gamba... Ho sentito un "crak" e mi sono ritrovato a terra dolorante. Bhè, il medico mi ha dato cinque giorni di riposo, tendinite all'adduttore della coscia sinistra...
B- Accidenti! E con la donna come fai? Niente sesso, immagino...
A- Eh, mi fa male l'inguine: non riesco a camminare, non riesco a stare sdraiato, non riesco a stare seduto, ne deduco che non se ne parlerà per un pò...
B- Ah, e lei come l'ha presa?
A- Mhà, credo bene... Stasera è uscita per un addio al nubilato!

   5 commenti     di: Emiliano Rizzo


Piccolo delirio logico

Il dottor Helvetius imboccò il viale austero ed alberato...- Che strano, un dottore che imbocca un viale, non avevo mai pensato a una possibilità del genere, cioè che un dottore, il quale dovrebbe essere una persona a modo, degna di tutto il rispetto di questo mondo, e dovrebbe perciò compiere solo azioni degne di lui, potese decidere, probabilmente non visto, di imboccare un viale, se pur di aristocratico viale si tratti.
E gli si conceda pure una bizzarria, una celia, una vacanza dalla consueta seriosità richiesta a un dottore, va bene, sia, ma che un viale abbia bisogno di essere imboccato poi... di questa non mi riesce proprio di capacitarmi. Eppure, nulla v'è da eccepire sulla fonte, trattasi del famoso romanzo+++ di ++++, e ciò basti a chetare ogni dubbio di autentica autorevolezza, ma questa proprio non me l'aspettavo... sono così fuori dal mondo?
E io che ho sempre imboccato i bambini, o qualche cagnolino, e poi che cosa gli si darà mai da mangiare.. al viale?
Basterà un cucchiaio? Quanti? Non ditemi che bisognerà sederlo sul seggiolone, con quell'aria austera e altolocata vorrebbe solo dire che è stato viziato fino a scimunirsi.
E ammesso che ciò sia, perchè bisognerebbe imboccarlo? Ché forse esso, in caso di diniego si chiuderebbe al nostro passaggio? Ci schiaffeggerebbe con le chiome dei suoi alberi frondosi? E se anche fosse, non si potrebbe farne a meno, dei viali?
Assorta ormai in siffatti pensieri, turbata l'anima dai deliri logici sempre in agguato, chiusi il libro con l'onesto intento di rivolgere altrove l'attenzione... ma proprio mentre ero alla ricerca di un oggetto dove riversare le mie successive cure, fatalità volle che l'occhio sinistro mi s'imbattesse in una pagina di giornale dove lessi la seguente notizia:- Sconsigliato imboccare la galleria del +++ causa improvviso intasamento...-
Ma allora.. anche le gallerie vengono imboccate, non solo i viali, e si capisce che si intasino prima e più spesso degli altri

[continua a leggere...]



La sostenibile pesantezza dell'avere

Kranz Von Ribentrop entrò nella mia vita circa dieci anni fa. Mi scelse come padrone mentre facevo un innocente giretto in un negozio di animali. "Mi scelse" perchè non potetti dire di no al suo ammaliante quanto minaccioso ringhio mentre gli passavo accanto. Come avrete capito ( non siete mica scemi... spero ) Kranz Von Ribentrop (guai a chiamarlo senza scandire per intero il suo nome e cognome) era un cane. Oddio... un cane... un'enorme massa gelatinosa tra King Kong e Pluto che incuteva terrore al solo guardarlo. Appena il proprietario del negozio intuì il mio interessamento per l'"essere" me lo aveva già bello e impacchettato con sconto del 95 %.
Kranza Von Ribentrop prese possesso della "mia" casa senza muovere ciglio; il suo respiro era costantemente accompagnato da un ringhio talmente terrificante che non aveva assolutamente bisogno di abbaiare per ottenere il panico totale attorno a sè.
Un giorno, mentre ero accucciato alle sue zampe, mi capitò di scorrere un giornale sportivo. Arrivando alla pagina dell'ippica, incuriosito, cominciai a leggere ad alta voce i nomi dei cavalli partecipanti alla 1°corsa che sarebbe avvenuta nel pomeriggio:
-" Tom Mix"... ringhio di Kranz
-"Vincosempreio"... ringhio
-"Batman"...""MIAOOOO""
Come miaoooo!!! Forse non avevo capito bene. Ripetei i tre nomi letti prima Ma che succedeva, era impazzito? A quel nome e solo a quel nome il suo ringhio si trasformava in un miagolio.
Cercai velocemente un'altra corsa, lessi ancora ad alta voce i nomi dei cavalli:
-"Tex Willer"... ringhio
-" Fatemilargo"... ringhio"
"SOerMeio"..."miaooooo"
Allora non poteva essere un caso. Se avevo capito bene...
Scattai in piedi, folgorato, chiesi a Kranz il permesso di uscire. Accordatomi, corsi alla ricevitoria all'angolo e giocai quei miseri 10 euro sui cavalli indicati dai miagolii di Kranz.
Inutile dire che i due cavalli vinsero a zampe basse le loro corse.
Tornai a casa con qualche centinaio di

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: Alfredo Marino


Tout court 3

Ogni altro nome, personaggio o riferimento diretto è puramente casuale. Alcuni
sketch sono popolari, altri frutto di fantasia dell’autore.

Mario Guzzetta: marito, Ufficiale anagrafico.
Andreina Zanetti Guzzetta: moglie, casalinga.
Tino Guzzetta: padre di Mario, sindaco.
Gino Carlini: ex maestro.
Anna: amica famiglia Guzzetta.
Dott. Celi: medico.
******
Nel paese di C*** vive un certo Mario Guzzetta, figlio del sindaco ottantaseienne; il ragazzo ha trentasei anni; professione ufficiale d’anagrafe (eh, sì, quando qui c’è lo zampino del padre!). Prima di essere stato assunto nel Comune, il Capo gabinetto gli ha chiesto se beve alcolici. “Dipende.”, ribatte Mario. “Lei vuole completare la mia scheda da candidato oppure offrirmi un bicchierino?”
Mario è un tipo bizzarro, bonaccione, ma certe volte sragiona come un mulo. È in procinto di sposare la bella Andreina, dello stesso paese, figlia di un falegname sempre ubriacone. Niente cerimonia religiosa: entrambi gli sposi sono atei. La cerimonia viene officiata nel Comune e celebrata dal padre dello sposo che, sulla soglia del rimbambitismo, commette madornali errori nella lettura. Viaggio di nozze in Inghilterra; al ritorno a casa, in un piccolo bar (il solito frequentato dallo sposo) denominato “Caffè Gretel”, l’ottuagenario maestro delle elementari interroga il suo ex alunno:
“So che sei appena tornato da Londra… viaggio di piacere?”
“Purtroppo di nozze!”
“Suvvia, sei così patetico? Non lo eri stato neppure quando eri mio scolaro! Ricordi quando mostrai in classe un angolo di novanta gradi e dissi a te: “Perché si chiama retto?” e la tua risposta fu stata: “Perché lo regge lei, signor maestro!”?”
“Ricordo bene; perché rispolvera questo ricordo? Che cosa c’entra col mio viaggio di nozze!”
“Perché eri uno squinternato!”
“Caro professore, non la capisco! Non ero stato patetico, ma squinternato sì! Con ciò che vuo

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Satira e ironia.