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Racconti di ironia e satira

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Ciambella

Per capire la vita è necessario essere filosofi, studiare filosofia è indispensabile. Questo almeno inizialmente, poi ti accorgi che ha a che fare di più con la psicologia, e studi quella. Ma è tutto così robotico. Coma la biologia, causa ed effetto. Invece alla fine la vita è comica e basta. È ironica e surreale. E si deve diventare comici per poterla sopportare meglio. Ehi! Se ridere non è filosofia, allora cos'è? E così ritorniamo all'inizio... È una spirale senza inizio, è una sfera con un buco al centro, ecco cos'è la vita. È una ciambella alla cicuta.

   6 commenti     di: Emiliano Rizzo


Hard-Boiled Convivius

Cazzo cazzo cazzo! quando mi deciderò a cambiare questa vecchia carretta? dico fra me e me ora arriverò in ritardo e chi lo sente quel rompiballe di Salvador oddio anche Tamara non è da meno in quanto a rompiballe e poi ci mancava anche la pioggia quando piove sto catorcio va che sembra un vecchio con i reumatismi e quando schiaccio la frizione sembra di schiacciare una torta chi me lo ha fatto fare di scegliere questi due come compagni anche Tylith e Luana che idea del menga me ne stavo buono buono a casa mia e loro si devono inventare sta storia del convegno convivio congresso o come cazzo lo hanno chiamato io non ci volevo venì ma d'altronde a quanto pare è l'unico modo di conoscere quei quattro Tylith Luana Augusta e Frivolous sai che occasione specialmente Tylith un amico mi ha detto che è proprio un bel bocconcino da ciucciarsi con gli occhi e chissà che non ne esca qualcosa d'altronde da Ludwig finisce sempre in una mezza orgia quello sarà anche un artista ma pensa a usare solo due tipi di pennello quello per dipingere e quello nelle mutande oddio amico uno che conosco un cacciaballe di dimensioni bibliche magari quel minus habens magari non l'ha mai nemmeno vista Tylith e magari Tylith è una vecchia megera che non ha 39 anni come dice sul profilo ma 70 d'altronde sul profilo uno ci scrive quello che vuole giusto magari è una cicciona brufolosa di 70 anni e senza denti vuoi partire carretta del cazzo? oh finalmente meno male che ho detto a Tamara di farsi trovare da Salvador saranno già lì che litigano quei due non vedo una beata cippa con sta pioggia ah ecco dovrebbe essere quello il portone e figurati se c'è un parcheggio adesso attacco col clacson echissenefrega se sveglio tutti dai che aspettate a scendere non vengo su non c'è parcheggiooooo ah ecco quella dovrebbe essere Tamara e quello che sembra il nano Bagonghi è Salvador ma come si concia quello lì in confronto il mago otelma sembra in tight sei sempre in ritardo dice Tamara ma se è

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   18 commenti     di: viktor


Psicotipi che passione!

Invece di collezionare farfalle,
ognuno di noi potrebbe raggruppare
le persone in psicotipi.
Ne scoprirebbe delle belle.






Alcuni giorni fa, in Francia, mi è capitato di imbattermi, per puro caso, in un documento che fa luce sulla controversa personalità di un noto personaggio politico del secolo scorso.
Testimonianza storica che non manca di quei toni di sfrontata leggerezza che caratterizza il gossip migliore.
Dopo averlo nottetempo tradotto, mi sembra giusto condividerne una sintesi con
gli amanti di questo genere.

Durante il periodo parigino, pare che Bokassa abbia frequentato l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales ed abbia seguito dei corsi di Psicologia della Personalità. Per mantenersi agli studi, due sere la settimana, si esibiva - nell'intervallo fra il primo e il secondo tempo - alle Folies Bergère.
In testa una luccicante feluca. Al piano il fedele Jongle de Drapeaux. "Les feuilles mortes" il suo cavallo di battaglia.

Tornato in patria tentò il successo vendendo asciugacapelli porta a porta.
Bussando instancabilmente ad ogni tucul, mise insieme un bel gruzzoletto, che gli permise di costruire, dopo qualche anno, due villaggi alle porte di Bobangi:
Boba 1 e Boba 2.
E, successivamente, una ventina di cinema drive - in, sparsi qua e là in tutto il paese.

Cosa mai avrebbe potuto desiderare di più un uomo venuto dal nulla.
Ma il suo ego era più sconfinato del Lago Vittoria, più alto del Kilimangiaro, più assetato del Sahara. E allora, ripresa la carriera militare, decise di dare la scalata al potere.
Eliminati con metodi disinvolti (e con l'appoggio della massoneria africana) i suoi avversari, divenne prima presidente, poi re, ed infine - come molti sapranno- imperatore della Repubblica Centro Africana.

Basso di st

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Monologo teatrale: Il Panda deve Morire.

“Ecologia nun vor dì sarvamo er panda!”
Ci disse il nostro professore il primo giorno di università alla facoltà di ecologia, per l’appunto..
Ed infatti è così. Ma non perché ecologia non significhi salvare il panda, semplicemente perché il panda deve morire.
È una certezza.
È un dato di fatto.
È una grande verità.
Anzi, mi domando come mai non si sia ancora estinto!
No, non faccia quella faccia scandalizzata..
Si, lei..
“Ma come, un ecologo che vuole uccidere il panda??”
Proprio così. Ma è proprio perché sono un ecologo lo dichiaro. Avendo studiato le catene trofiche, la selezione naturale, l’evoluzione e tutte le altre belle cose concernenti questa materia, mi stupisco come questo animale così.. così..
Non lo so neanche definire..
Come questo animale sia ancora in vita.

Qual è il suo ruolo nell’ecosistema cinese?


..
Farci i peluche della Trudy.
Ecco qual’è.

“Eh ma che vuol dire, allora anche le zanzare non servono a niente!”
Mi dirà lei..
E invece no..
Le zanzare sono l’alimentazione principale di molti uccelli insettivori, di alcune larve acquatiche, fanno spendere capitali per combatterle, trasmettono malattie quali la malaria..

Saranno pessimi elementi di cui faremmo volentieri a meno, ma almeno, anche se nel male, qualcosa fanno!!

Il panda no.

Il panda mangia bambù!

15 ore al giorno mangia bambù!

Non puoi dormire e mangiare tutto il giorno!
Fatti predare! Almeno qualcuno che serve a qualcosa mangia!
No.. Perché il panda non ha predatori! Sta bene lì a mangiare i suoi quintali di bambù giornalieri.
Riproduciti!
Almeno il wwf salverebbe specie che hanno un ruolo invece che spendere miliardi su di te, o panda.
No..
Il signorino non si riproduce in cattività.
Vuole l’intimità!, il signorino.
Deve trovare la partner giusta per lui, il panda.
Ma io dico: Sei in pericolo di estinzione?
E ALLORA SCOPA!
Anche Marzullo riuscirebbe a riprodursi se fossimo

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Un contratto davvero impossibile (prima parte)

La nebbia fitta e umida, carica di particelle di pioggia, avvolse in poco tempo l'automobile costringendo l'autista a rallentare l'andatura. Ancora qualche centinaio di metri e la striscia bianca che divide le corsie sparì completamente e l'uomo alla guida fu costretto a procedere costeggiando il ciglio stradale dov'erano ancora ben distinguibili le erbacce cresciute sul limitare dell'asfalto.
"Cristo! Ci mancava solo la nebbia1 arriveremo che sarà giorno, maledizione!" imprecò l'uomo al volante mentre azionava i tergicristalli.
"Pazienza Roberto, non arrabbiarti tanto, ormai restano solo una decina di chilometri. Ritarderemo di qualche minuto, che fretta c'è?" disse la donna al suo fianco.
"Dai papà accelera!" esclamò Mario, il più piccolo dei due bambini seduti sul divano posteriore.
"Non può correre, è pericoloso. Stupido!" ribatté Gino, il fratello maggiore, dandogli una gomitata.
"Ahi, mi hai fatto male, cretino! Ora ti faccio vedere!" rispose questi passando a vie di fatto tirando i capelli al fratello maggiore.
"Lasciami bestia! Mamma Gino mi fa male!" piagnucolò intanto che scalciava. In pochi secondi sul divano si scatenò una bagarre di spintoni e pizzicotti accompagnati da grida e lamenti.
"Basta! Finitela o mi tolgo la cinghia!" esplose Roberto girandosi di scatto verso i due discoli e alzando minaccioso il pugno mentre la vecchia Ford Fiesta dell'89 sbandava leggermente.
"Ragazzi smettetela! Non date fastidio a vostro padre mentre guida. E tu, Roberto, per favore, non distrarti" osservò la donna passando dal rimprovero ai ragazzi al monito al marito.
"È da quando siamo partiti, stamattina, che non hanno fatto che litigare. Ma aspettate che arriviamo a casa e poi vedrete..!" ribadì Roberto come ultima minaccia. "Maledetta nebbia, non si vede un cazzo!" imprecò ancora dopo una pausa.
"Roberto, non dire parolacce davanti ai ragazzi!"
"Già, come se non le conoscessero"
"Questo non è un buon motivo perché tu debba dirle"
"Beh!

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   1 commenti     di: Michele Rotunno


Commesse

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I&i

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   12 commenti     di: Roberta P.



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