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Racconti di ironia e satira

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Situazioni informatiche secondo Ennio Flaiano

Situazioni informatiche incontrate in dieci anni di litweb, colte dalla prospettiva di un eterno quanto inattuale aforisma di Ennio Flaiano.
Ovviamente le persone che si celano dietro quegli avatar e quelle circostanze virtuali sono esseri umani che meritano tutto il mio rispetto, visto e considerato che non sono tanto diverso da loro, essendo un italiano cronico, irriducibile, insomma un caso disperato e disincantato.
È mia radicata convinzione che siamo tutti meglio di come appariamo su Internet, questo è il brandello d'utopia che mi è rimasto, lacero, stropicciato e bisunto, in tasca.
I pensieri di Flaiano sono editi tra virgolette.
LA SITUAZIONE DEL WEB ITALIOTA, IN GENERALE

"Ho avuto la fortuna di nascere con in bocca il latte materno della lingua più completa e dolce del mondo, arricchita e allietata da migliaia di affluenti vernacolari, ma nel paese abitato dai sudditi più ignoranti e distruttivamente anarchici dell'Universo".

I NUOVISSIMISSIMI (ABBONDARE CON LA ESSE A PIACERE) TALENTI

"Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso."
"L'insuccesso mi ha dato alla testa."

ESSERE ITALIANI

"Essere pessimisti circa le cose del mondo e la vita in generale è un
pleonasmo, ossia anticipare quello che accadrà."

I PLURINICKNAMES AGGRESSIVI E NICHILISTI

"È un cretino illuminato da lampi di imbecillità."

L'IPERFEMMINISTA

"Spesso la donna italiana è cuoca in salotto, puttana in cucina e Signora a letto."

UN POPOLO DI RUFFIANI E LECCACULO

" A furia di leccare qualcosa sulla lingua rimane sempre."

AMORE SENZA RETORICA

"I grandi amori si annunciano in un modo preciso; appena la vedi dici: "Chi è questa stronza?"

DEGENERAZIONE ANTROPOLOGICA (PASOLINI DOCET)

"L'evo moderno è finito. Comincia il medioevo degli specialisti.
Oggi anche il cretino è specializzato."

GIGOLO' E RIMORCHIATORI MASCHERATI E SPERICOLATI

"In amore bisogna non avere scrupoli, non rispettare nessuno.
Se occorre, essere c

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   0 commenti     di: Mauro Moscone


Piccolo delirio logico

Il dottor Helvetius imboccò il viale austero ed alberato...- Che strano, un dottore che imbocca un viale, non avevo mai pensato a una possibilità del genere, cioè che un dottore, il quale dovrebbe essere una persona a modo, degna di tutto il rispetto di questo mondo, e dovrebbe perciò compiere solo azioni degne di lui, potese decidere, probabilmente non visto, di imboccare un viale, se pur di aristocratico viale si tratti.
E gli si conceda pure una bizzarria, una celia, una vacanza dalla consueta seriosità richiesta a un dottore, va bene, sia, ma che un viale abbia bisogno di essere imboccato poi... di questa non mi riesce proprio di capacitarmi. Eppure, nulla v'è da eccepire sulla fonte, trattasi del famoso romanzo+++ di ++++, e ciò basti a chetare ogni dubbio di autentica autorevolezza, ma questa proprio non me l'aspettavo... sono così fuori dal mondo?
E io che ho sempre imboccato i bambini, o qualche cagnolino, e poi che cosa gli si darà mai da mangiare.. al viale?
Basterà un cucchiaio? Quanti? Non ditemi che bisognerà sederlo sul seggiolone, con quell'aria austera e altolocata vorrebbe solo dire che è stato viziato fino a scimunirsi.
E ammesso che ciò sia, perchè bisognerebbe imboccarlo? Ché forse esso, in caso di diniego si chiuderebbe al nostro passaggio? Ci schiaffeggerebbe con le chiome dei suoi alberi frondosi? E se anche fosse, non si potrebbe farne a meno, dei viali?
Assorta ormai in siffatti pensieri, turbata l'anima dai deliri logici sempre in agguato, chiusi il libro con l'onesto intento di rivolgere altrove l'attenzione... ma proprio mentre ero alla ricerca di un oggetto dove riversare le mie successive cure, fatalità volle che l'occhio sinistro mi s'imbattesse in una pagina di giornale dove lessi la seguente notizia:- Sconsigliato imboccare la galleria del +++ causa improvviso intasamento...-
Ma allora.. anche le gallerie vengono imboccate, non solo i viali, e si capisce che si intasino prima e più spesso degli altri

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Il corteggiatore... è tornato! Nooooooo!!!!!!

Nascosta in un angolo del negozio, Marika leggeva il suo romanzo d’amore.
All’improvviso un gracchiare di voce maschile… una voce familiare.
Allunga il collo di lato e guarda verso la porta. Un uomo parla ad una donna interessata alla vetrina.
Torna al libro, ma poi collega il viso maschile alla voce.
“Oh…. Cazzo, ma quello è Fabio!”pensa sperando che non entri “ma un momento… è con un ragazza?!”
Mentre si convince di questa nuova scoperta eccolo entrare con lei a fianco.
L’altra volta, quando era solo, aveva una camminata diversa. Molleggiata! Ora invece è entrato dritto come se avesse un bastone nel sedere.
- Buonasera " inizia lui " come va… - si guarda intorno " ma non c’è la tua collega?
Marika scuote la testa cercando la ragione di come LUI possa avere quella faccia tosta.
- Lei è la mia ragazza " continua Fabio - Rosa! " la ragazza fa un cenno col capo - Abbiamo avuto qualche problema ma stiamo cercando di appianare le cose " continua lui.
Rosa lo guarda stupita e incazzata. Anche Marika lo guarda pensando “Non me ne po fregar de meno!!!”.
Il suo sguardo va alla ragazza che trova simpatica solo per un misto di compassione e comprensione.
Solidarietà femminile.
Nella mezz’ora in cui sono fermi a discutere su cosa comprare per regalare al padre di lei quello stronzo di Fabio non fa altro che interromperla in continuazione.
- Che ne dici se… - fa lei
- No… a lui non piace… - fa lui
- Allora decidi tu? " fa lei
- Mmmm…. Uffa… ma è tuo padre! " finale di lui
Marika assisteva alla scena aspettando qualche gesto teatrale. Uno schiaffo magari, ma nulla!
“ Rosa è una ragazza caruccia… forse un po’ vittimista…. Com’è possibile che uno stronzo simile l’abbia ancora accanto? Voglio dire, lui la dovrebbe venerare solo per la pazienza che dimostra nei suoi confronti!
Marika non pensare così… o meglio pensi così solo perché hai conosciuto Fabio in un contesto diverso… si, magar

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Il testamento

I tocchi di legno dentro il camino erano umidi ed emanavono un mal odore di muffa, la stanza invasa dal fumo, tutti i parenti; tranne che uno, erano convenuti alla riunione per stabilire certe cosette che il defunto non aveva chiarito per niente nel testamento.
Delia la figlia del morto non aveva mai parlato al fratellastro, nato da una relazione extraconiugale durata venticinque anni, e non uno, comunque Sebastiano non desiderava prolungare questa situazione e faceva il possibile per incontrare lo sguardo della sua sorella, perche' e' cosi' che sempre l'ha considerata, una sorella! Lei era una stronza e pensava solo al testamento, o meglio dire al tesoro che il padre avrebbe presumibilmente lasciato, chissa' in che parti ai parenti. Le facce erano avide di sapere e di arraffare, volti bianchi anche loro cadaverici, avvolti dal fumo di quel camino che non aspira, fumo pestifero, orrendo, maleodorante, solo il notaio sembrava infischiarsene di tanta pestilenza procedendo alla "chiama" degli avvoltoi: Delia Shultz, Sebastiano Shultz, Evelyn Brighiton Shultz, Georg Webb, Sinepro Hendriks, Johnatan Fish, Adeline Shultz, Eva Kant. Tutti risposero presente, solo uno replico' con un secco assente, del resto non tutti erano convenuti a tale riunione, lo avevo sottolineato, e quindi era logico che rispondesse con "assente", non vi e' nulla fuori dalla norma. Lei non si era fatta viva Norma Shultz l'unica erede. Si si!!! Stava scritto sul testamento tutti lo lessero prima di morire asfissiati in quella camera a gas, divenuta tale per colpa di quel maledetto camino. Il notaio dal canto suo racchiuse la sua cartella, dove minuziosamente aveva riposto le carte; se ne ando' con fare professionale come solo i notai sanno fare.

   1 commenti     di: Isaia Kwick


Pagine di diario (due)

Prima che arrivassero le nuove suonerie ed i nuovi telefoni, i vecchi telefoni facevano il loro lavoro e nessuno, nemmeno l'uomo dotato della più fervida fantasia, avrebbe immaginato che un giorno quegli onesti telefoni sarebbero stati ammucchiati in un angolo, formando il "cimitero dei telefoni" .
L'accatastamento degli oggetti non più utilizzabili, riporta alla mente quel piccolo mondo di persone messe da parte; protagonisti di un tempo nel quale la dea bendata sorrideva loro e questi eroi temporanei ricolmi di orgoglio e di ambizioni, anziché ringraziare la buona fortuna, iniziarono pericolosamente a illudersi che i passi da loro compiuti fossero stati percorsi per meriti propri.
Fa un po' impressione vedere quelle che prima erano stelle splendenti, pur con qualche ombra, essere deposte dal cielo e buttate sulla terra senza una precisa e sensata collocazione. E resto folgorato nell'osservare che esistono persone che riescono a salire ai piani alti dell'organigramma aziendale (ma anche nella società) avendo per dote un linguaggio approssimativo e un po' primitivo.
Fortunatamente lo spazio per i sentimenti non manca mai, ed io mi commuovo quando arriva un qualsiasi responsabile che, con tono rassicurante, ti dice: "Se ce l'ho fatta io. . . ce la puoi farcela anche tu!" Allora, sorridi e fingi di crederci. Fingi di credere che la strada sia aperta per tutti.
Forse lo stile non è tutto. E più che lo stile, conta la sostanza. Parlando di stile e di sostanza come non ricordare quella coppia che allietava i miei meriggi? Una coppia, diciamo. . . di fringuelli: Cip, esemplare di femmina di fringuello, si notava per la sensualità del passo, un trascinarsi faticoso come se i metri fossero chilometri e quando incontravi il suo sguardo, coglievi il riflesso di una sensibilità incerta, una grazia e una femminilità messe in dubbio dal senso di gravità.
"Tanta roba" poteva anche riuscire gradita, ma il cinguettio e le movenze non erano quelle delle mi

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   0 commenti     di: Fabio Mancini


Trasgressioni satiriche (e non solo)-1a parte

-Finalmente la politica (M5S) predilige i poveri (reddito di cittadinanza) agli usurai (Equitalia)


-L'unione europea, come quella familiare, quando si fonda sui soldi è finita... Brexit!


-Contraddizioni moderne: gli omosessuali pretendono il matrimonio e i figli, gli eterosessuali convivono da compagni nonostante i figli


-Predissi Renzi per la sua carica innovativa (rottamò il vecchiume), prediligo Di Maio per la sua chiarezza espressiva


-La politica illuminata: salvaguarda i poveri (reddito di cittadinanza) adocchiando i ricchi e nobilita i ricchi (tasse da pagare) a difesa dei poveri


-Politica nostrana: Berlusconi assorto nel bunga, assolto per Ruby


-Sicuramente i profughi sono un problema (umanitario) ma con Le Pen e Salvini si ritorna al filo spinato!


-Elezioni comunali: vince il nuovo (Raggi e Appendino) ma qualche vecchio (Mastella) resiste


-Contraddizioni referendarie: la città cosmopolita per eccellenza (Londra) esce dall'Europa


-Un napoletano (Di Maio) che parla l'italiano meglio di un fiorentino


-La politica del rottamare: Renzi rottama D'alema, Grillo rottama Renzi


-I milioni della Brexit, a parte quelli bruciati dalle Borse: 17 milioni per il SI' (gli anziani), 16 per il NO (i giovani) e 3 per il NI' (gli indecisi) che rivogliono il referendum


-Politici rottamati: Prodi trombato, Veltroni bocciato, Bertinotti folgorato, Bossi placcato e Berlusconi laccato


-Voci quotidiane: il trasformista Renzi da pokerista (è un bluff) a usuraio... da i soldi e noi paghiamo gli interessi!


-Le comiche della medicina: dottò mia madre ha paura della morte. Non preoccuparti è la morte che ha paura di tua madre


-Per una volta vinco io: le televisioni passano (Berlusconi), le poesie restano (Maiello)


-Sfogo divino: state scherzando col fuoco e rischiate di finire all'inferno


-Politica di destra: dalla padella (Berlusconi) alla brace (Salvini e la Meloni)


-Freddura medica: dottò h

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Macchine ladre

Che esperienza nuova e rilassante a Tokyo, il potersi muovere senza impedimenti, fluidamente, negli innumerevoli treni, che sottoterra ti portano come tappeti volanti in pochi minuti da tutte le parti della immensa città. Che sconosciuto senso di libertà, per uno abituato ai trasporti fiorentini: l'unico aspetto in comune che ho rilevato è stato il costo dei biglietti. Poveri italiani, non godere dei regali migliori della "modernità", pur non perdendosi nessuno degli inconvenienti.

All'inizio il panico, lo ammetto: stazioni totalmente automatiche, senza (o quasi) un addetto cui chiedere chiarimenti. Gli unici interlocutori erano le macchine.
Le macchine! Che scoperta! Ci sono anche da noi macchine che in cambio di soldi ti danno biglietti, certo. Ma che differenza!
Io, lo confesso, le ho sempre evitate. La mia esperienza, vivendo in Toscana, mi ha fatto incontrare due tipi di macchine: quelle guaste e quelle che ti fanno dispetti, ad esempio dandoti il biglietto, ma non il resto. Macchine ladre, furbe, usate dall'amministrazione col doppio vantaggio di risparmiare nella spesa (macchine poco intelligenti e quindi poco costose) e di arrotondare il bottino.

In Giappone ho visto qualche volta squadre di tecnici biancovestiti, come dei medici, affaccendati intorno a macchine in difficoltà. Interventi tempestivi, per evitare il caos, visti i fiumi di gente che a grande velocità passano nei sotterranei delle metropolitane. Fermarsi un secondo a guardare il soffitto sarebbe da sconsiderati: produrrebbe un tamponamento tra pedoni, che solo gli automobilisti italiani sulle autostrade padane in inverno possono figurarsi. Per questo i giapponesi non possono permettersi una macchina guasta.

Le macchine si sa possono essere più o meno intelligenti e le prime certamente costano più delle seconde. Impressionante la capacità delle biglietterie automatiche di Tokyo nel riconoscere le banconote, in qualunque modo inserite, anche appallottolate.
Immaginabile l

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   2 commenti     di: carlo biagioli



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