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Racconti su sentimenti liberi

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Flusso d'una coscienza instabile

..(VISUALIZZAZIONE MENTALE DI UN SEPRENTE IN PROCINTO DI MORDERE)...
il fatto è che scrivere non serve a nulla o quasi
quindi credo che non scrivero' nemmeno una parola...
ecco lo vedi! questa stramba teoria a cui ho
dato il via libera di germogliare nel mio stomaco
il culto dell'inutilita' assimilare ogni cosa
all'idea di vuoto e di non-esistenza
ma a chi importa in fondo?
Chieder pace è chiedere troppo si sa
semplicemente non puoi averla ammesso che
qualcuno l'abbia mai desiderata sulserio.. e questa bastarda non mi si scollera' mai di dosso questo lo so ormai mi aderisce perfettamente
questa specie di strato viscoso ha i suoi confini tra la mia pelle e il mondo esterno
ed è una gran bastarda del cazzo una specie di barriera ectoplasmatica assorbe efficaciemente patimenti d'ogni genere e me li riversa all'interno sono il suo stomaco e devo digerire tutto fanculo! pero' che creatura curiosa molto camaleontico il modo nel quale cambia forma e consistenza nell'ergersi a muro impenetrabile fossato invalicabile guaina isolante quando da fuori benevole vibrazioni positive tentano la breccia e per cosa poi? la tragedia nasce sempre insieme a chi ne ha bisogno è questo il guaio senza lei non sei più nulla.. quindi è deciso non scrivero'...(VISUALIZZAZIONE MENTALE DEL SERPENTE CHE SFERRA IL MORSO)

   3 commenti     di: maynard keenan


TORMENTO

Sei il mio tormento.
Tanti anni fa aspettavo l'arrivo della tua lettera come una dolce abitudine di cui non riesci a farne a meno, come il caffè del pomeriggio che mi piace tanto.
Se ci pensi abbiamo sempre fatto tutto in gran segreto. Da principio le nostre lettere non le leggeva nessuno, nessuno si è mai interessato alla nostra amicizia. Sempre uniti io e te da quel filo invisibile.
Ripenso spesso a noi, a tutto quello che c'è stato, a quello che ci ha separati... e riuniti quella sera, quella famosa sera! Poi abbiamo deciso di incontrarci a Milano dopo vent'anni... che emozione...
Ho studiato con cura cosa mettermi, e che non era nulla di speciale, mi piaceva solo la sciarpa rossa, sono andata dal parrucchiere perchè volevo essere a posto solo per te... ho messo solo l'acqua profumata perchè non amo i profumi e i trucchi, volevo mi trovassi semplicemente semplice come sono.
Mi aspettavi in stazione, poi ti ho visto, mi cercavi tra la gente con il cellulare in mano... ti ho preso per le spalle da dietro, ti avrei riconosciuto ovunque!
Ricordo che tu mi hai abbracciato stretta e non mi lasciavi più come per recuperare vent'anni persi di abbracci...
E poi la panchina, "lo bacio... lo bacio ora... quando?" Mi parli di lei, ti sto ascoltando ma non sempre... sono rapita da tutti i miei pensieri... quella barba, il tuo profilo mi piace da morire... proprio lì voglio baciarti.
Ci siamo stuzzicati per mesi... e adesso sei qui con me e io vorrei baciarti... ma tu continui a raccontare... poi saliamo sul Duomo, di corsa è tardi...è novembre e nemmeno fa freddo.
Quante scale, eccoci in cima ma ci sediamo per poco è già ora di chiudere... e il bacio non arriva... tu non me lo vuoi proprio dare questo bacio.
Poi ti prendo la mano e sento un'emozione nuova. Prof quanto ti amo. Lo capisco dalle piccole cose.
Forse la sera che sta per arrivare sarà mia complice, ci sediamo ancora, appoggio prima la testa sulla tua spalla come la prima volta che avevi suon

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   5 commenti     di: Luce...


La notte che l'alba non venne

Mi piace divagare. O forse no. Forse preferisco concentrarmi su un solo argomento ed esplicarlo ben bene, senza lasciare dubbi, senza che rimanga spazio per le domande. Ma adoro la gente che non sa dove andare a parare. Quelli che saltano di palla in frasca, senza arrivare a nessun dunque, quasi che sembrano credere che ogni cosa sia importante come qualsiasi altra e le priorità non esistano. Quelli che si domandano con la stessa necessità di trovare risposta, se è bene trovare in fretta un nuovo lavoro e cosa cazzo gli era saltato in mente agli egiziani di tirarsi fuori il cervello dal naso. Le chiederò di sposarmi? Quanto poteva spaventare la miopia prima che fosse diagnosticabile? Chi ha deciso che dovesse essere il tabacco e non la melissa? È davvero necessario che io smetta di bere? Hammurabi di che schieramento politico farebbe parte? L'ultima sigaretta e poi mi defenestro.
Quando i pensieri diventano vortice e spazzano via il sonno, un essere umano può rischiare allo stesso modo la follia e l'ascetismo. Quell'uomo rischiava più la demenza che altro...
In verità non mi piace granché divagare. E forse nemmeno la gente che divaga. Ma quelli che si fanno domande inutili li adoro. Quelli che si fanno rubare il tempo dai muri di una stanza, che sprecano la loro vita a fissare un soffitto. Che riempiono di valore una sigaretta. Quelli mi fanno impazzire. Quella manica di disperati che la società non sa distinguere, i disgraziati che non sanno come si dorme o che si lanciano dai ponti con un sasso legato al collo e poi stracciano la corda e tornano su solo per il piacere di rigettarsi. O le persone che si incrociano per la strada mentre parlano con l'aria, molto prese da quel che dicono. Vorrei sapere come fanno. Quali sono i gangli che regolano i loro pensieri. Trovo la loro necessità di pensare a qualcosa di importante e non riuscire mai a trovarla, con la conseguenza di divagare all'infinito, estremamente interessante. Per questo ho voglia di rac

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   0 commenti     di: Pio Chiozzo


L'ultimo cielo

Mi ritrovo solo oggi, dopo tanto tempo, solo finalmente!
Sento quell'eccitazione che andavo ritrovando, posso di nuovo riconoscermi, ecco il mio fuoco da molto celato e oppresso da mille vane luci, da pensieri oscuri, da futuri improponibili e da passati inaccettabili, finalmente di nuovo mi ritrovo, me stesso, al presente, nell'attimo fuggente, posso vederlo, sentirlo, posso stringerlo a me così forte da farmi bruciare il petto!
Tutto ha un senso ora, tutto fa parte del tutto, l'universale è in me concentrato.
Stamani sono uscito ed ho camminato, c'era il sole che sembrava primavera, ora il cielo è bianco e la natura ha assunto le proprie vesti invernali, tutto pare ghiacciato, dagli ulivi sul fosso agli storni che gravano sulle cime spoglie degli alberi.
Tra poco uscirò e camminerò fino al cimitero, per parlare con chi poco tempo fa mi rispondeva con voce ma che ancora lo fa, vicino ai solenni cipressi sempre verdi.
Una birra al bar dalle luci soffuse, immerso fuori e dentro nella nebbia, a scambiare un pezzo di me con chi impegna se stesso in un continuo movimento.
Stanotte starò vicino a chi ha più bisogno di me, starò col mio cane, ramingo come me... non gradisce i frastuoni dei botti e vuole starsene al sicuro tra le mie gambe mentre lo accarezzo... poi si addormenterà.
Uscirò per vagare tra locali e bar non proprio degni di un signore, forse a sbronzarmi vicino a qualche anima puttana che come me ha tanto bisogno di calore in questa notte fredda.
Prima di tornare mi volto verso il cielo, verso l'ultimo cielo per gridare il mio ultimo saluto e sto li finchè non contraccambia perchè lo sento bene che anche il cielo in certe notti ha bisogno di sentirsi stringere forte al petto, come un cane, come me.

   5 commenti     di: Jack Foglia


YUREI

Lei era lì, davanti quella porta. Chiusa.
Dall’altra parte c’erano i suoi genitori. E lei, lei avrebbe voluto varcare quella porta e chiedergli:” perché? Perché mi avete abbandonata?”
Avrebbe voluto attraversare quella porta, e forse avrebbe anche potuto farlo …
E avrebbe voluto urlargli contro centinaia di domande, ma … non poteva perché … non aveva né mani, né gambe, né bocca per parlare, né orecchie per ascoltare le loro risposte, né occhi per piangere perché lei … lei non era mai nata. E non provava rabbia, nei confronti di coloro che l’avevano rifiutata, no, non poteva provarne … aveva solo voglia di spiegazioni, motivazioni … risposte.
Chiuse gli occhi e sparì.
Era passato così tanto tempo … eppure lei non li aveva mai lasciati, non aveva mai rinunciato a quel mondo. Lei non era mai andata via.
Erano passati quasi 14 anni da quel giorno e lei aveva continuato a crescere … fatta di aria, di sogni, di desideri, di nulla.
Ogni giorno si chiedeva:” si accorgono di me? Loro sanno che sono qui? Sentono la mia presenza?”
Lei non aveva neanche un nome. Non era mai esistita. Come poteva pretendere che il mondo potesse notare la sua presenza?
Così espresse un desiderio:” desidero che il mondo possa sentire la mia presenza”
Poi … una ragazzina nacque per la seconda volta.
__________________________

Toc -toc. Qualcuno bussava alla porta. Toc-toc. Via Hope n° 13.
Qualcuno9 si accinse ad aprire la porta. Più precisamente quel qualcuno era una ragazza sulla trentina con i capelli castani, più o meno lunghi, e gli occhi di un azzurro profondo.
Quegli occhi stavano guardando fuori dalla porta. C’era una ragazzina di circa 14 anni con dei lunghi capelli castani e due occhioni azzurri.
La sconosciuta ragazzina fu la prima a parlare.
- salve signora, io sono Yurei … -
- piacere io sono Anna-
Anna … ora sapeva come si chiamava.
-che strano nome Yurei …-continuò la donna.

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   10 commenti     di: ayumi


Golden wings

two butterflies
their bright yellow wings
fluttering in the air

the first spring sun
shines upon them
changing
their yellow wings
into transparent gold

while the wind
softly sings
touching
little green leaves

I could hear
a miracle
the touchdown
of the two golden-winged
intimate nearby
on a sprig



IL DIARIO DELLO STAGISTA, EPISODIO UNO

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   0 commenti     di: Matteo Ferrazzi



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