A volte mi sembra tutto un sogno... e mi dico "ora apro gli occhi e tutto tornerà come prima", prima di quella notte, quando lo squillo del telefono interruppe, violentemente, il mio sonno.
Odio Ottobre perchè mi ha tolto Te mamma.
Non ti accorgi quanto bene volevi fino a quando quel bene non ce l'hai più.
Mi dicono "forza.. devi reagire.. ora non serve piangere.." devi, devi... ma che cosa DEVO??!!
Il mio cuore si è spento quella notte, la mia mente si ribella.
Perchè è così difficicle il distacco da te mamma?
Dicono che hai fatto una "bella morte".. cos'è bella??!!
Tu amavi vivere, amavi i tuoi momenti trascorsi con i tuoi nipoti, con me ultimamente ti confidavi anche su argomenti che prima ritenevi... non opportuno farmi sapere.
Entrare nella Tua casa, sentire il tuo profumo dappertutto: negli armadi, nei cassetti... che nostalgia
Spesso rimanevo con gli occhi chiusi ad annusare i tuoi vestiti e... mi apparivi davanti mentre li indossavi.
Oh mamma... com'è doloroso tutto questo.
Venire a trovarti "quì nella tua... nuova casa, fredda e buia" è triste.
Le mie mani accarezzano questo marmo rallegrato dai colori dei fiori.
A te piacevano tanto i fiori.
Il mio sguarda va oltre quel marmo e ti vedo, si ti vedo, chiusa lì dentro sen'aria, senza luce e vorrei.. urlare chiamarti MAMMA perchè è così difficile il distacco da te.
Rumore di motori e il mio cervello si risveglia.
Mi ero quasi dimenticato del luogo dove mi trovavo, mi ero assopito incurante di ogni dimensione temporale o spaziale. Di fronte ai miei occhi il portellone del veicolo nel quale ero stato rinchiuso per un qualcosa del quale non mi sentivo minimamente responsabile: non provavo alcun rimorso, forse la mia giovane età mi rendeva più spavaldo di quel che ero. Sapevo benissimo quali sarebbero state le conseguenze della mia azione; mi avrebbero atteso tanti anni di reclusione, abbandonato a me stesso. Se solo avessi pensato... Il veicolo si fermò, e dopo un lasso di tempo nel quale dovevano essere sbrigate le pratiche di accettazione, mi fu assegnata la mia cella fredda e tetra. Era isolata da ogni lato, nell'ala più esterna dell'edificio; come la mia ve ne saranno state cinque o sei, ed erano tutte collegate da un lungo corridoio che era diretto al centro dello stabile. La prima volta che misi piede in quella stanza era buio, e da quella grata, che tutti erano tutti soliti chiamare finestra sembrava che stesse per iniziare un forte temporale ma non mi ci soffermai più del dovuto. Nelle ultime due settimane prima di arrivare qui avevo davvero toccato il fondo, per fame e stanchezza; avvertivo forti crampi allo stomaco e il sonno perso era davvero troppo per essere recuperato, gli occhi gonfi e le occhiaie profonde e marcate. Essendo pomeriggio inoltrato, attendevo con ansia il pasto serale seduto sulla mia branda, e incominciai a percepire un rumore sempre più forte dall'esterno. Allora mi alzai di scatto e mi voltai verso la grata per vedere se effettivamente vi era qualcosa. Notai che infatti aveva cominciato a piovere e nello scroscio mi sembrò di sentir echeggiare una melodia conosciuta e mentre fuori pioveva, lacrime cominciarono a cadere dal mio volto colpito dal vuoto di questi giorni; più osservavo la fredda pioggia invernale infrangersi sul terreno, più le mie lacrime scivolavano verso il basso co
Va tutto bene? Ascolti la stessa canzone da ore. Le parole però scivolano, non le ricordi. Muovi le labbra alle note del piano e le dita si muovano. Lasci che i pensieri si aggroviglino alla zanzariera della stanza, lui ti fa compagnia da un monitor... Lo ami. Va tutto bene? Giri intorno ad un fiocchetto di polvere, i Rem accompagnano i tuoi passi. Hai pianto ad una canzone che cantava un gruppo sconosciuto, davanti ad estranei mentre i sassolini s'insinuavano nelle consunte Converse nere. Eppure...
Va tutto bene?
Tutto mi manca di te:
il tuo petto, le tue mani, il tuo orecchio, le tue labbra, i tuoi fianchi, la tua pelle ed il tuo odore.
Mi mancano le notti trascorse ad accarezzarsi, dove le tue mani mi sfioravano, padrone del mio corpoo.
Ora passo la notte a leggere e a fumare, cercando di colmare la mia sete di te...
Le coperte, il cuscino non mi bastano più a riempire il mio sonno disturbato. Al risveglio drammatico l'amarezza si puo ancora leggere sulle mie labbra. Lamarezza di un'assenza...
Ho il desiderio di appartenimento. Due corpi, due menti legate da un desiderio di distruzione...
Perche la vita nonostante tutto ci ha dato le sostanze ed il sogno.
Noi sdraiati lì, tremanti, con le gambe legate, i visi sfiornati e i nostri respiri, quella notte come se non fosse. Una notte eterna che ora richiedo. Se tutte le notti fossero cosi, il mio compito qui sarebbe terminato e le porte del paradiso mi si aprirebbero.
Il padrone supremo mi ha tratta in inganno, il sognatore mi ha dato un assaggio della vita, di ciò che mi ha reso felice, di ciò che amo. Ora la monotonia regna come non aveva mai regnato.
derisione?
incomprenzione?
ma non più di tanto perchè quel che voglio lo so, rivoglio tutte le notti come essa, piene di sorrisi, fredezza, amore e pelle...
Vivo nei sogni e nel mio futuro, perchè il presente va vissuto e il passato ormai si allontana a passi lenti e struli. Ma si allontana ed'è cio che conta.
Accendo la luce.
D'un tratto, tutto si fa splendore. La porta socchiusa, come in attesa del ritorno di qualcuno, singhiozza note stridule. Mi volto appena come aspettando l'arrivo di una voce o il respiro di qualcuno alle spalle. La stanza mi pare un deserto senza oasi. È un rifugio da cui più volte rifuggirei, se fossi capace di abbandonare l'unica cosa sicura che ho. Lo specchio mi guarda con circospezione, in attesa di un giudizio. Ma non hanno parole le labbra prosciugate di pianto, non speranza. Il silenzio incombe sulla tomba del mio cuore, mentre una finestra più in là sbatte in continuazione per colpa del vento. Devo chiuderla? Fa differenza?
Sento il freddo raggelarmi l'anima, anastetizzare quel sentimento profondo, e vuoto, che è amore... amore che è bugia. Amore che è persino odio, affilatissimo.
Sento ogni scheggia del tuo essere in un non-esserci, intenso e fragile. Sento il dolore come lapidazione del mio sogno. Tu hai sotterrato non un sogno soltanto, ma un cuore che palpitava di un'ebrezza chiamata speranza.
Penso che - da un momento all'altro - ritornerai su quei passi che hai camminato, combattuto per non aver capito, deluso di non aver trovato la forza di proseguire lungo quella via piena di ostacoli che è la vita. Lo penso ancora, dopo anni ormai, dopo anni in cui il ricordo non si vuol spegnere e il passato non vuol smettere di essere vissuto. Lo penso, perchè sento tanto freddo dentro, adesso che non ci sei tu per chiudere quella porta che è la mia ingenuità e quella finestra che è la mia disperazione. Non ho forze per proseguire il cammino, nè più lacrime da piangere... e la speranza è una briciola buttata via.
Nulla è più mio di quanto non è già stato tuo ; perfino io lo sono stata, un tempo. Sento la mancanza come un'assenza di qualcosa che non è mai stato.
Un respiro ancora, e la vita continua... passo dopo passo...
Vivo di te che non ci sei, di te che non mi hai dato, di te che non mi hai creduto, ma purtro
Non riesco a dimenticare il vuoto che mi hai lasciato, quando mi hai detto addio...
Senza ragione e senza un perché... e adesso per amore sto morendo...
Ê stato un'amore breve, ma il dolore é immenso. Così come si dice l'amore é spesso amaro. Tu eri per me la stella della sera e quella del mattino, eri la mia gioia, quando stavo con te mi sentivo vivo, amato, ma il tuo ricordo non é necessario, non basta per farti ritornare da me...
È difficile guarire di colpo da un'amore così... non esiste medicina... non esiste rimedio, se non amare di più!
Muoio al pensiero di saperti con un'altro...
E vivere senza di te, é vivere senza felicità!
Vorrei essere per te il più grande amore mai provato, con la consapevolezza che non potrà mai ripetersi!! Ma quando il tuo amore non é ricambiato, é solo sventura...
E scrivere é inutile...
Ma ho capito che in amore il solo fallimento consiste nel non tentare più... perché Tu solo sei la mia Felicità!!
Te ne sei andata, portando con te una parte di me. Mi e difficile credere che non potrò mai accarezzarti, coccolarti, dirti che ti voglio tanto bene, che sei la nonna più bella e buona del mondo, difficile accettare la tua mancanza, pensare che non potrò abbracciarti, sentire la tua voce, il tuo incoraggiamento per andare avanti. E rimasto un gran vuoto e silenzio dentro di me.
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