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<title>Ultime opere di mattia costa su PoesieRacconti.it</title>
<description>Le ultime opere di mattia costa pubblicate nel sito</description>
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<lastBuildDate>Mon, 08 Mar 2010 15:37:16 +0100</lastBuildDate>
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<item><title>racconto - Il ciclo degli elemnti-l'altra dimensione capitolo 2:risveglio</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/justin90">mattia costa</a></strong></p><p>Quando riaprì gli occhi non era più nel posto dove era svenuto, gli faceva male ogni singola parte del corpo. Voltò il capo sulla sinistra, ora capiva dove si trovava: era steso su di un letto.<br />-Non ti devi muovere! Non sei messo tanto bene!- disse una voce femminile.<br />Miguel non rispose. Dove si trovava? Una donna entrò nel suo campo visivo: era alta, mora con gli occhi verde smeraldo screziati di marrone, le sue labbra carnose erano ricoperte da un sottile strato di rossetto rosso.<br />Il ragazzo la guardò attentamente: chi era?<br />-Come ti senti?- li disse, la sue voce era calda e amorevole, e a Miguel sembrava che a parlare non fosse un estranea ma sua madre,<br />-Benino! Grazie!- mentì, non era vero sentiva male dappertutto, ma dato che quella donna l'aveva salvato decise di non dirle la verità,<br />-Come hai fatto a ridurti in quella maniera?- gli domandò con tono apprensivo, ma no gli fu data risposta. Miguel sapeva bene che non era più nella sua dimensione, e perciò non poteva raccontare ciò che gli era accaduto, soprattutto raccontarlo ad una estranea (anche se l'aveva salvato).<br />-Non vuoi parlarne eh?! Va bene, ma almeno dimmi chi sei?-<br />-Mi... Miguel!-balbettò il ragazzo.<br />Una fitta al petto lo fece sobbalzare, andò per toccarsi, ma la mano della donna lo bloccò:<br />-Se ti tocchi il mio lavoro non sarà servito a niente! Sono una dottoressa, il mio nome è Beatrice ma tutti mi chiamano Tea!- spiegò.<br /> -Avevi dei brutti tagli e una ferita profonda, ma li ho ricuciti, tra due o tre mesi non ti ricorderai neanche di averli avuti, ho dovuto anche farti una piccola trasfusione di sangue perché ne avevi perso molto- terminò.<br />Miguel non aveva parole, lo aveva salvato, e non sapeva come, ma sentiva la presenza di qualcosa di magico all'interno di quella casa, o il pugnale o uno dei combattenti si trovavano in quel luogo, ma senza l'oggetto non avrebbe mai trovato il combattente, la fortuna forze stava girando dalla sua parte, e con quei dolci pensieri Miguel si addormentò nuovamente.<br /><br />                                                                             ***<br />Aprì gli occhi nuovamente, ora il dolore si era leggermente placato:<br />-Buongiorno!-, era la voce di Tea<br />-Sono due giorni che dormi, finalmente ti sei svegliato!-, la voce di quella donna faceva sentire Miguel in pace con il mondo. Il ragazzo si mise a sedere sul letto, si guardò il petto, tutte le ferite a poco a poco si stavano rimarginando e i lembi della pelle erano tenuti insieme da un filo bianco:<br />-Cerca di non muoverti, non sei in grado di muoverti a tuo piacimento, e non ti puoi permettere questi lussi ancora!- gli disse mentre lo faceva coricare nuovamente.<br />Per Miguel tutte quelle cure erano il massimo, non era abituato a farsi servire e tanto meno a stare steso in quella maniera, lui era uno spirito combattivo, e tutte quelle attenzioni non facevano per lui, se lui si voleva alzare lo faceva, ma c'era qualcosa in quella donna che lo inquietava e lo rendeva felice nello stesso momento.<br />La porta della stanza si aprì cigolando.<br />-Mamma posso entrare!?- domandò una voce maschile,<br />-Si ma non affaticare il nostro ospite!-<br />Il ragazzo si avvicinò al letto e vi si mise a sedere sopra. Miguel lo guardò attentamente: aveva la sua stessa età, i capelli neri erano tutti ritti grazie al gel, gli occhi erano verdi come quelli di sua madre, e il volto era ricoperta da una fine barba tagliata. Era gracile, e sembrava che anche il più lieve soffio di vento lo potesse portare via.<br />-Mia madre mi ha detto che ti chiami Miguel, il mio nome è Josh, piacere!- gli disse con un sorriso. Miguel gli ricambiò il sorriso, ma si pentì immediatamente del gesto che aveva fatto perché sentì un dolore lancinante al labbro inferiore, sentiva la pelle tirare, e decise di smettere:<br />-Se per te va bene domattina ti porto a fere un giro della casa e poi se è bel tempo rimaniamo un po' in giardino, ti va!?- propose Josh.<br />-Josh non far stancare Miguel, ancora non si è rimesso del tutto e credo che ci vorrà ancora un bel po'!- lo rimproverò in modo amorevole la madre.<br />-Ma mamma è da una settimana che sta steso a letto e che non esce!- obbiettò l'adolescente, Tea si avvicinò ai due ragazzi e li guardò attentamente:<br />-Miguel ti va di uscire domani?- chiese,<br />-Certo signora, comunque la ringrazio già per quello che ha fatto, troverò il modo di sdebitarmi!-<br />La dottoressa lo guardò con lo sguardo sempre più colmo di apprensione, quel ragazzo gli piaceva, non lo conosceva, non sapeva da dove veniva, semplicemente lo aveva trovato nel suo giardino steso privo di sensi e in un lago di sangue, ma dal primo momento che l'aveva visto glie era rimasto subito simpatico, ecco perché lo aveva portato con se, ma non aveva avvertito nessuno, ma lo aveva semplicemente portato con se, e dato che era primario nel suo ospedale non le era stato difficile portare vai qualche sacchetto di sangue tutto l'occorrente per le trasfusioni, aveva anche analizzato il sangue del ragazzo per vedere il gruppo sanguineo. Però sapeva che non lo poteva tenere per tutta la vita con lei qualcuno lo poteva cercare e poi cosa avrebbe detto a tutti quelli che gli chiedevano chi era?<br />-Bene ora riposa un pochino, ci vediamo domattina!- gli disse, e i due uscirono.<br />Miguel era commosso, nella sua dimensione, in Chess, era sempre stato solo, e considerato da molti un pericolo perché figlio di un rivoltoso, mentre in quella casa si sentiva sicuro, non se ne voleva andare, finalmente lo avevano accettato anche se non lo conoscevano e soprattutto non conoscevano il suo segreto, e poi quel Josh aveva qualcosa di strano, e Miguel lo percepiva, l'unico problema che ora lo agitava era trovare il pugnale e con quello riunire finalmente il gruppo.<br />Il dolore al labbro stava diminuendo, mentre il dolore al petto non era ancora andato via, si girò nel letto in cerca di una posizione più comoda, in cui potersi poi addormentare, ma non riusciva a trovarla, allora decise di alzarsi.<br />Girò per la stanza e la osservò meglio: non era molto grande come aveva pensato in un primo momento, c'era il letto al centro attaccato alla parete, un piccolo e alto comodino senza cassetti vicino al giaciglio con sopra di esso una lampadina e una sveglia in plastica rossa. E a completare il tutto nella parete sinistra un enorme armadio in legno tutto intagliato, che dava il senso di antico e costoso.<br />Si avvicinò alla finestra, scostò le tende blu mare e si mise a guardare fuori: il sole splendeva alto nel cielo, davanti a lui c'era un immenso prato verde, con delle margherite che spuntavano qua e la tra i ciuffi d'erba. Osservò attentamente il cielo, c'erano poche nuvole, la tristezza a poco a poco lo pervase, perché i suoi genitori non erano con lui? Perché lo avevano abbandonato? Ancora gli risuonavano nella testa le parole di Jona:<br />-... chissà quante ne sopporterai, quell'illusionista di tua madre ne ha rette solo due!-.<br />Giurò a se stesso di vendicare la morte dei suoi genitori, avrebbe distrutto Tasha e la sua organizzazione. Con quei pensieri si rimise a letto, il sonno si fece spazio tra le preoccupazioni, e poco a poco si addormentò, ancora non aveva recuperato le forze completamente, le ferite anche se si erano rimarginate gli dolevano ancora.<br /><br />                                                                               ***<br />Si svegliò di scatto, qualcosa gli aveva urtato il piede, si mise a sedere sul letto, ogni senso era attento a captare un movimento o qualsiasi rumore, ma li in quella stanza c'erano solo lui e il buio, ma era un buio starno, era più opprimente di quello normale, sembrava voler inghiottire tutto quello che gli capitava a tiro.<br />Miguel sentì una fitta al petto, quel dolore era insopportabile  tanto che il ragazzo si dovette sdraiare la fronte cominciò a imperlarsi di sudore freddo, poi fu il silenzio assoluto, il dolore svanì d'improvviso, l'adolescente era ancora intontito dal quel male che lo aveva colto ma si rimise a sedere, poi sobbalzò, davanti a lui c'erano due figure bianche, apparentemente incorporee, Miguel non credeva ai suoi occhi quelle due figure perlacee erano... i suoi genitori.<br />-Pa... papà, ma... mamma!?- bisbigliò sempre più incredulo, e le due figure annuirono,<br />-Ma... ma co... come...-  tentò di domandare,<br />-Tesoro non abbiamo tempo, come sai i morti non possono interloquire con i vivi...- prese a dire sua madre -... sei stato bravissimo, siamo fieri di te, ma il motivo per cui siamo qui è che devi trovare al più presto gli altri due combattenti!-<br />-Ma purtroppo ho perso il pugnale  non so come fare!- tentò di giustificarsi, aveva le lacrime agli occhi, ma non voleva piangere, almeno non davanti ai suoi genitori, ma non ce la fece, era troppo contento per aver rivisto i suoi genitori, ancora non ci credeva eppure erano li davanti a lui:<br />-E' anche questo il motivo per cui siamo qui, il pugnale lo abbiamo recuperato noi!- si intromise suo padre, ed estrasse da sotto il mantello che lo copriva il pugnale d'oro e lo porse a suo figlio:<br />-Ma... ma dove lo avete trovato?- chiese sempre più incredulo, ormai il più era fatto, adesso doveva solo trovare i due combattenti:<br />-Adesso trova gli altri due combattenti e partite immediatamente per Chess, usate la tecnica del teletrasporto collettivo, so bene che è una tecnica proibita, ma ne avete bisogno e soprattutto non ditelo a nessuno!-riprese suo padre. Lo spettro sembrava triste, poi d'un tratto entrambe cominciarono a svanire:<br />-Cosa succede?- chiese titubante Miguel,<br />-Il nostro tempo è finito, mio caro, forze non ci rincontreremo mai più, ma noi contiamo su di te, e anche la nostra dimensione conta su te!- spiegò sua madre, e sul suo viso comparve un ombra di tristezza, poi le due figure scomparvero completamente diventando sempre più nitide. Miguel rimase in silenzio tra un misto di stupore e tristezza, poi strinse il pugnale al cuore e incominciò a piangere, sentiva le calde lacrime rigargli il volto, quella era stata l'ultima volta che aveva visto i suoi genitori.<br />Smise di piangere, guardò il pugnale: era bellissimo, tutto d'oro, con la lama appuntita e affilata, mentre nell'elsa le tre pietre rispendevano più che mai, la stanchezza presto si fece sentire e Miguel posò sotto il cuscino il pugnale e si addormentò.<br />                                                                           <br />                                                                               ***<br />La sveglia suonò e Miguel si alzò di scatto, la porta si aprì con il consueto cigolio, e nella stanza irruppero Josh e un altro ragazzo: era biondo con le sfumature marroni, i capelli erano quasi tutti rasati e gli occhi erano marroni con venature celesti rispetto all'aspetto di Josh quel ragazzo sembravo un titano non sembrava particolarmente muscoloso ma aveva un fisico come quello dei nuotatori. Miguel si mise subito a sedere sul letto, e senza neanche pensarci con un gesto istintivo allungò la mano sotto il cuscino per sentire se il pugnale era ancora al suo posto. Ed era sempre li. Ancora non ci credeva aveva visto i suoi genitori e aveva di nuovo il coltello con lui.<br />-Ciao come ti senti?- domandò Josh,<br />-Bene! Grazie! ma chi è il tuo amico?- chiese Miguel indicando il ragazzo al suo fianco,<br />-Lui si chiama David ed è il mio migliore amico, anzi a dire la verità il solo e unico dato che in paese non sono visto di buon occhio!- spiegò.<br />David si avvicinò con passo deciso al letto seguito a ruota dal suo amico e si mise a sedere:<br />-Piacere di conoscerti!- disse David con un sorriso stampato in faccia, ora che Miguel lo guardava meglio notava che aveva la sua stessa età:<br />-Il piacere è tutto mio!- gli rispose Miguel ricambiando il sorriso e mettendogli una mano sulla spalla. A quel gesto il pugnale sotto il cuscino divenne tutto luminoso.<br />Josh lo guardò esterrefatto:<br />-Cosa... cosa è?- domandò perplesso<br />-Se ve lo dico, promettete di non dirlo a nessuno?-. <br />Mentre pronunciava quelle parole estrasse l'arma da sotto il suo giaciglio, non sapeva perché brillava in quella maniera, ma non lo aveva mai visto luccicare, anzi ad essere precisi non aveva mai fatto nulla di strano come in quel momento. Osservò le gemme e anche loro rispendevano; ora tutto era chiaro, Miguel lo aveva capito solo ora: i tre combattenti si erano finalmente riuniti.<br />Lui, Josh e David erano i guerrieri che avrebbero salvato la sua dimensione e la terra per sempre. Un lampo accecò il trio e il pugnale divenne incandescente tanto che Miguel lo fece cadere sul lenzuolo, tutti chiusero gli occhi e quando li riaprirono dell'arma non c'era neanche l'ombra:<br />-Dove l'hai messo? E soprattutto cosa è successo? Cosa era quella luce?- gridò David alzandosi di scatto dal letto e guardando Miguel come se fosse il diavolo.<br />-Calmati adesso e siediti, ora vi racconto tutto, ma non dovete fare domande, e dovete credermi, anche se sembrerà fuori dal normale tutto quello che vi dirò!- disse Miguel con un sorriso, era certo, anzi sicurissimo che le due persone che erano nella stanza insieme a lui erano gli ultimi due combattenti:<br />-Io provengo da una dimensione parallela a questa, la dimensione di Chess, e sono un combattente, e voi siete gli ultimi due che compongono il trio magico, il trio che porterà finalmente la pace sulla mia dimensione e sulla Terra, perché a Chess c'è un tiranno di nome Tasha che ha reso schiavi tutti nel mio mondo portando una dittatura crudele e ingiusta, Tasha ha creato un organizzazione composta da altri tre individui, esseri magici dediti all'oscurità, Tasha ha deciso di far resuscitare un demone che fu rinchiuso tanto tempo fa, e con la sua potenza vuole conquistare anche la Terra- spiegò. Josh lo guardò atterrito, mentre David era leggermente sbiancato:<br />-Con tutto il rispetto Miguel, ma secondo me dovresti farti vedere da un bravo psichiatra!-esclamò<br />-Io non so perché ma ti credo!- disse Josh, il quale sembrava leggermente più convinto rispetto al suo amico.<br />-Prima che tua madre mi trovasse io ero stato rinchiuso  nei sotterranei del castello di Tasha, tutte queste ferite me le ha fatte un aguzzino perché non volevo dirgli dove avevo messo il pugnale!- riprese Miguel, poi spiegò tutta la storia che aveva vissuto, il combattimento, i buchi dimensionali, i suoi genitori, e come aveva fatto a recuperare il pugnale. Ad ogni parola che il ragazzo pronunciava, David sembrava calmarsi e riacquistare il suo normale coloritoa cnhe se rimaneva evidentemente scettico.<br />-Ma come fai ad essere sicuro che noi siamo i combattenti di cui parli?- chiese infine David, che ormai si era convinto di ciò che quella strana persona gli stava raccontando. Anche Josh ormai non aveva più dubbi sulla veridicità di quelle cose, non sapevano perché gli stavano credendo, ma gli credevano e basta:<br />-Una leggenda  antica quanto il mondo narra dell'ascesa di un tiranno dedito alle atri oscure e di un organizzazione da lui formata e di tre combattenti magici che lo annienteranno per sempre, la loro provenienza è sconosciuta si sa solo del primo perché deriva da un parto di due rivoltosi, e quindi sono solo io il bambino nato da due rivoltosi, perché mai madre e mio padre erano gli unici ribelli ad aver avuto figli, e di un pugnale che unirà il trio e libererà i poteri di tutti e tre!-<br />-Ma stando a quello che dici tu hai già dei poteri!- esclamò Josh<br />-Si, ma non sono completi, sono forti, ma non completi! Ora che il pugnale ci ha uniti siamo pronti per sconfiggere Tasha!- Miguel era al settimo cielo, ancora non credeva che era successo tutto come aveva previsto la profezia<br />-Ma ciò implicherebbe la nostra partenza e lasciare la Terra, potrebbe diventare un problema se non tornassimo stasera a casa!- disse David<br />-Per questo non dovete preoccuparvi, a Chess il tempo scorre in maniera diversa che in Terra, tre mesi li significa neanche tre minuti qui! L'ho studiato prima che mio padre venisse ucciso!- <br />-Fermatevi un attimo, prima tu hai parlato di poteri, esatto? Ma che tipo di poteri abbiamo acquisito?- si intromise Josh,<br />-Questo non lo so, ma credo che lo scopriremmo molto presto, in quanto prima di partire ci eserciteremo, ma vi devo anche portare a conoscenza delle cinque essenze magiche che fanno girare il nostro mondo. Sono l'acqua, l'aria, il fuoco, la terra e l'energia, da ognuna di queste essenze partono diversi paini che hanno il dominio in uno degli elementi! Questi piani di magia sono: il tuono capace di dar vita agli oggetti, il buoi e la luce, il mistico e il sacro del dominio dell'energia, il ghiaccio, la schiuma e il veleno del dominio dell'acqua, la lava, il combattimento e la forza nel dominio del fuoco, il legno, le piante, la materia e la magia della guarigione hanno il loro dominio nella terra, mentre il suono, l'illusione, l'invisibilità, la pressione, gli agenti atmosferici e la gravità stanno nell'aria!- concluse Miguel. <br />Adesso  la cosa si fece ancora più starna David sembrava aver perso tutta quella fiducia che aveva acquistato ma Josh era irremovibile credeva a ciò che aveva sentito:<br />-Io senza offesa ma non ti credo!- disse David che ormai si sentiva solo preso in giro,<br />-Sostituto di legno- bisbigliò Miguel e al suo posto nel letto comparve un fantoccio di legno, mentre lui era dietro David.<br />-Ora mi credi o hai bisogno di qualche altra dimostrazione?- disse con tono offeso il ragazzo, David si voltò, non poteva crederci, si rifiutava categoricamente di credere alle parole di Miguel, eppure aveva visto cosa aveva fatto, decise di credergli, dopotutto non aveva niente da perdere.<br />-Ok ti credo!- disse infine.<br />Miguel lo guardò negli occhi poi si rimise a sedere e fece scomparire il fantoccio.<br />-Ora però dobbiamo trovare un posto sicuro dove provare i nostri poteri, e io conosco il posto adatto!- concluse Miguel.<br />Il ragazzo si alzò dal letto e chiese dei vestiti a Josh il quale gli diede  alcuni dei suoi:<br />-Adesso dobbiamo partire per Chess!- esclamò Miguel, <br />-Ma come così presto?- chiese David,<br />-Non abbiamo tempo da perdere! Tanto nessuno noterà che siamo andati vai!- lo rassicurò -Ora mettiamo in cerchio, ci teletrasporteremmo nell'arena di Ghisia, un luogo dove potremo allenarci senza essere disturbati e dove un mago antico impose una magia con la quale potremmo vestirci adeguatamente!-<br />I due obbedirono e si strinsero in un cerchio, Miguel decise di non dire neanche a loro che la tecnica che stava per usare era proibita altrimenti David sarebbe rimasto sicuramente in Terra, poi pronunciò solo una parola, e nel giro di pochi secondi, tutto fu avvolto dal buio. Ai ragazzi mancò la terra sotto i piedi per pochi istanti, poi un senso di vuoto e finalmente toccarono terra.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-5762"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-5762</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-5762</guid><category>racconto</category><pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:22:37 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - Il ciclo degli elemnti-l'altra dimensione capitolo 1: la stanza buia</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/justin90">mattia costa</a></strong></p><p>Il luogo in cui si trovava era buio, provò a muovere le braccia, ma non vi riuscì, era legato. Si sentiva poco bene, gli faceva male la pancia, come era finito là dentro? Non ne aveva la minima idea, l'unica immagine che ricordava con chiarezza era una dirompente luce celeste che lo avvolgeva, poi il nulla totale!<br />Qualcuno accese la luce e rivelò dove il ragazzo si trovava. Era seduto sopra una sedia in metallo, una di quelle che si trovano dal dottore. Le mani gli erano state legate dietro la schiena, era nudo e sopra le gambe aveva solo un panno che gli copriva i genitali.<br />Si guardò attorno, nei limiti del possibile, era una stanza piccola, anonima, con i muri bianchi, il pavimento era ricoperto da mattonelle di un verde ormai reso quasi totalmente bianco delle ingiurie del tempo.<br />Il ragazzo cominciò a sentire freddo, eppure in quella stanza non vi erano finestre. La paura lo assalì d'un tratto, il dolore allo stomaco aumentò, gli veniva da vomitare, poi sentì un rumore metallico seguito da dei passi.<br />-Finalmente ti abbiamo catturato!- disse una voce proveniente dalle sue spalle -Abbiamo catturato il fantomatico Miguel!-.<br />Il nome del ragazzo era Miguel. La persona che aveva parlato gli si mostrò: era alto, moro con gli occhi neri, aveva una profonda cicatrice sopra il ciglio destro e indossava una lunga tunica marrone chiaro che gli copriva i piedi:<br />-Bene!- disse -Adesso risparmiami tempo e fatica e dimmi dove hai messo il pugnale!-. rispose il primo, Miguel per tutta risposta, gli sputò addosso, colpendolo nell'occhio:<br />-Bene! Vuoi fare il duro?- e gli allentò un cazzotto in faccia, talmente forte da procurargli un taglio sotto l'occhio sinistro.<br />Per un attimo l'uomo scomparve, ma ricomparve subito dopo con un carrello in metallo, Miguel vi scrutò dentro:c'era ogni sorta di strumento di tortura possibile e immaginabile:<br />-Ti ripeto la domanda un'ultima volta, poi... passerò alle maniere forti, dove hai messo il pugnale!?-<br />-Piuttosto la morte!- rispose il giovane con impeto,<br />-So che sei fiducioso nei tuoi poteri, ma non ti serviranno a niente, perché non puoi utilizzarli, i lacci che ti tengono legato rendono inutilizzabili i poteri di chiunque avverta contatto!- spiegò l'uomo con tono divertito.<br />In effetti aveva ragione, Miguel non poteva usare i propri poteri e, senza quelli, non sarebbe stato capace di resistere,  ma non poteva permettersi la resa: il suo orgoglio gli impediva di cedere doveva, però uscire da quel luogo, recuperare il pugnale e trovare gli altri due combattenti con cui avrebbe salvato la propria dimensione e la terra.<br />Il boia prese dal carrello un grosso amo in ferro:<br />-Adesso ti ridurrò a invertebrato; ricorda che se non parlerai, potrei arrivare persino ad ucciderti!-<br />-Così non saprai mai dove è finito il pugnale!-gli rispose in tono di sfida il ragazzo.<br />-Oh, ma non ti preoccupare lo scoprirò!- e mentre pronunciava queste parole gli si avvicinava minaccioso.<br />                                                                                                   <br />                                                                           ***<br />Miguel era seduto su una sedia e pregava sopra la tomba di sua padre, come sua madre prima, quell'uomo era morto per impedire l'ascesa al potere di Tasha e della sua organizzazione, ma aveva fallito miseramente: suo padre e l'ultima dozzina di ribelli rimasti erano stati brutalmente massacrati durante lo scontro.<br />Il ragazzo teneva tra le mani un pugnale tutto d'oro, nella cui elsa erano incastonate tre pietre, ricordava ancora le parole di suo padre:<br />-Questo è il pugnale di Gaia, dopo molti anni siamo riusciti a sottrarlo al nemico, ma ora sta a te recuperare gli ultimi due combattenti, e con loro, potrai per sempre eliminare Tasha e riportare la pace su Chess!-.<br />La porta della cripta si aprì con un tonfo e Miguel si trovò faccia a faccia con un membro dell'organizzazione di Tasha: lo aveva visto molte volte e lo conosceva molto bene, dopotutto era stato lui a uccidere sua madre: era Jona, il monaco.<br />-Consegnami il pugnale e ti risparmierò la vita!-, la sua voce era così chiara che sembrava fendere l'aria,<br />-Mai!- urlò Miguel.<br />Jona alzò la mano destra e se la portò dietro le spalle e..., quando la ritirò fuori brandiva un lungo bastone rosso:<br />-Se non me lo vuoi consegnare, lo prenderò io con la forza; ora ti mostrerò le mie sedici danze, chissà quante ne sopporterai, quell'illusionista di tua madre ne ha rette solo due!-<br />-Non nominare mia madre bastardo!- urlò il ragazzo. Miguel si accovacciò e posò il palmo della mano destra a terra:<br />-Stalagmiti di terra!-, tre coni di legno si alzarono da terra, nel punto esatto in cui si trovava Jona, ma questi con un balzo le schivò e rimase in aria, allungò la gamba destra mentre si librava ancora in aria:<br />-Danza prima:Lo schiaccianoci folle!-urlò.<br />L'uomo dall'alto, con la gamba protesa in avanti, precipitò sopra Miguel.<br />                                                                             <br />                                                                           ***<br />In mano teneva l'amo, si avvicinò alle labbra del ragazzo:<br />-Per prima cosa vediamo di punire quella brutta boccaccia mi dispiace rovinare quel tuo bel visino!- disse, poi infilò l'amo sul labbro inferiore del ragazzo. Miguel sentì un forte dolore e il sangue cominciò a scendere copioso e denso. Non voleva gridare, non poteva gridare; il boia, poi, incominciò a strattonare l'amo a sé e, a ogni strattone che dava, il labbro si staccava dalla bocca e il sangue usciva a fiotti. Miguel però non urlava, non voleva urlare ma il dolore era insopportabile, non ce la faceva più, ma non poteva dire dove si trovava il pugnale di Gaia, altrimenti gli sforzi e la morte dei suoi genitori sarebbero stati vani.<br />Ad un tratto l'uomo si fermò, tolse l'amo del labbro ormai dilaniato del ragazzo, lo pulì con la veste e lo ripose nel carrello.<br />Miguel sentiva in bocca il sapore del sangue misto a quello del ferro, non sentiva neanche il dolore anche se il sangue non smetteva più di sgorgare dalla ferita.<br />-Ancora non ti decidi a parlare!?- chiese tutto divertito il boia, con mano ferma e sicura l'uomo prese un coltello dalla lama lunga e affilata:<br />-Vediamo se questo ti basta!-<br /><br />                                                                            ***<br />Il ragazzo con un balzo schivò l'attacco del suo nemico, il quale con un'acrobazia cadde in piedi. Miguel corse fuori: stare in un luogo chiuso con quel nemico gli poteva essere fatale, aveva poca libertà di movimento, provava una grande tristezza per aver lasciato da sola la salma di suo padre, ma era sicuro che Jona non l'avrebbe toccata perché troppo interessato al pugnale. L'adolescente correva tra le lapidi del cimitero; poi vide davanti a sé una grossa statua a forma di angelo con le ali semichiuse; la raggiunse e vi si nascose dietro:<br />-Beccato!- disse una voce proveniente dall'alto; era Jona:<br />-Schiaccianoci folle!- Questa volta l'attacco fu più potente, tanto da mandare in mille pezzi la statua. Miguel, tra la paura che lo attanagliava, tra l'orgoglio che lo fermava e lo spingeva a combattere e la tristezza riprese a correre in cerca di un luogo sicuro dove poter nascondere il pugnale. Uscì dal cimitero, con il cuore in gola e, con il fiatone, si fermò; poi riprese a correre, sicuro di essere inseguito, teneva il pugnale stretto tra le mani, non poteva permettersi di cedere al nemico l'arma.<br />Attraversò tutta la città e si rintanò nel bosco limitrofo. Quando fu sicuro di essere, anche se per poco, al riparo, si sdraiò dietro un grossissimo albero. Era esausto, ma non voleva cedere; poi l'albero dietro al quale si era rintanato fu troncato a metà: era stato scoperto.<br />-Bene! Bene! Sei qua!- sghignazzò il monaco.<br />Miguel non aveva scelta, doveva combattere; infilò il pugnale nell'elsa che aveva attaccato ai pantaloni e si preparò allo scontro.<br /><br />                                                                           ***<br />Un fendente dall'alto verso il basso squarciò il busto del ragazzo che, questa volta, urlò. Il dolore era troppo ed era diventato insopportabile, (alcune gocce di sangue caddero a terra, il labbro sanguinava ancora):<br />-Vuoi dirmi dove hai messo il pugnale?- chiese con insistenza il boia.<br />-Te lo ripeto, piuttosto la morte!- gridò, e altre gocce di sangue macchiarono il pavimento, ogni volta che apriva bocca era un dolore insopportabile, incominciò a piangere e il sudore prese a imperlargli la fronte, tutto quello che stava sopportando sarebbe servito veramente a qualcosa?<br />L'uomo si avvicinò, si sedette sulle gambe del ragazzo, poi avvicinò il coltello al suo petto e premette contro la carne che si lacerò.<br />Posò l'arma a terra e con le mani aprì il taglio che aveva fatto, quando fu soddisfatto del proprio lavoro il boia chiuse la mano, lasciando alzato solo l'indice:<br />-No, aspetta, cosa vuoi fare?- domandò sempre più allarmato Miguel, ma sapeva benissimo cosa stava per fare il suo aguzzino, non avrebbe sopportato il dolore, tutto questo era troppo per chiunque.<br />-E' la tua ultima possibilità dimmi dove si trova il pugnale e farò in modo che tu la smetta di soffrire!-<br />-NO!- tuonò.<br />L'uomo non proferì parola, ma con sangue freddo infilò il dito nella ferita. Le urla del ragazzo erano agghiaccianti, ma più lui urlava più  il boia infieriva sulla sua pelle e più il suo dito penetrava la carne del ragazzo. Il sangue sgorgò a fiotti.<br /><br />                                                                             ***<br />-Quindi hai deciso di combattere! Finalmente!- disse con tono beffardo Jona,<br />-Perché volete il pugnale?- domandò il ragazzo, <br />-Ma è ovvio! Per due motivi: il primo perché e' l'arma che serve a riunire i combattenti, il secondo perché è lo strumento che serve per la resurrezione!-<br />-Cosa la resurrezione?!-<br />-Si certo!-<br />-Ma voi siete dei folli! Lo sapete cosa comporterà se quell'essere ritornerà in vita!?-<br />- Ovvio il mondo dove viviamo, e non solo quello, diventerà un posto migliore!-<br />-Pazzi!- ringhiò con impeto Miguel. <br />Il ragazzo indietreggiò di due passi, le foglie a terra scricchiolarono e si ruppero sotto il peso dell'adolescente. La paura si insinuò nella mente di Miguel, non ragionava lucidamente, se quello che Jona gli aveva detto era vero, non poteva permettersi di perdere il pugnale.<br />-Danza seconda: il massacro dei cigni!- Jona cominciò a tirare pugni alla velocità della luce, i suoi movimenti divennero sempre più veloci e precisi.<br />Miguel non riuscì a schivarli, e quel monaco era troppo veloce, non gli permetteva neanche la fuga, era alla sua mercé, mentre sentiva i pugni che lo colpivano, sempre più forti, sempre più veloci.<br />-Stritolamento radicale!- urlò Miguel, dal terreno uscirono quattro radici che bloccarono i movimenti del suo nemico e adesso egli poteva scappare, sapeva benissimo che la propria mossa non sarebbe servita a niente, ma doveva scappare, la paura, a poco a poco, fece spazio all'ansia per trovare un luogo quanto più sicuro per il pugnale.<br />Riprese a correre, addentrandosi sempre più nel fitto della foresta, non sapeva dove stava andando, ma doveva continuare a correre.<br /><br />                                                                            ***<br />Il boia tolse il dito dalla ferita, Miguel urlò nuovamente dal dolore:<br />-Vuoi dirmi dove si trova il pugnale!?- gli domandò l'uomo, ma questa volta il ragazzo non rispose, rimase in silenzio a contemplare il nulla, ogni suo muscolo era a terra, non sentiva più le dita della mani, il sangue non smetteva di fuoriuscire, (solo quello del labbro si era un po' coagulato), ed egli non desiderava altro che la morte, ma non poteva cedere perché se fosse morto in quel posto, avrebbe condannato l'umanità alla distruzione. Queste idee lo facevano rabbrividire, ma era la nuda e cruda realtà, inoltre era distrutto da tutte quelle torture, doveva liberarsi da quei lacci magici, e se vi fosse riuscito era sicuro, anche se ridotto male, che ce l'avrebbe fatta a sconfiggere il proprio aguzzino e a fuggire, ma il problema era come fare a liberarsi?<br />Non gli veniva in mente niente, sentiva solo dolore, e voleva addormentarsi per sempre e ricongiungersi con i suoi genitori  e diventare così uno spirito, ma non poteva.<br />Il boia si alzò dalle ginocchia del ragazzo e cominciò a rufolare nel carrello in cerca di qualche altro strumento di tortura, dando le spalle al ragazzo. Era il momento di agire, voltato in quella maniera il boia non lo avrebbe visto mentre tentava la fuga. Con movimenti furtivi ma veloci l'adolescente prese a muovere le mani strusciandole insieme, sentiva i lacci che si stavano allentando, era quasi fatta, provava male ogni volta che si muoveva o faceva un gesto brusco, ma non gli importava, il sangue riprese a fuoriuscire dalle ferite. Con l'ultimo gesto disperato riuscì a liberarsi la mano destra, e subito le corde che lo tenevano legato caddero a terra senza il minimo rumore. Ce l'aveva fatta, decise di non attaccare subito, avrebbe aspettato che il boia si fosse voltato, e sarebbe stato lì ad aspettarlo.<br /><br />                                                                               ***<br />Correva a perdifiato, sapeva che di li a poco sarebbe stato raggiunto dal nemico. Il bosco davanti a lui si infittiva sempre di più, la tenue luce lunare a poco a poco scomparve dietro le chiome ormai compatte degli alberi. Era buio pesto, non si sentiva niente, tutto era immobile e silenzioso. Miguel si fermò di colpo, ansimava, il sudore gli imperlava la fronte; aveva caldo, ed era stanco.<br />Sentì un rumore dietro di lui, si voltò di scatto, ma non c'era nessuno, poi un rombo assordante che squarciò il silenzio irreale che regnava nel bosco, davanti al ragazzo comparve un mulinello: sapeva bene di cosa si trattava, era un buco dimensionale, ne aveva sentito parlare da suo padre. Da quando il male aveva preso il potere, la Terra e la sua dimensione erano in stretto contatto, e quei buchi dimensionali erano la prova lampante che la matrice dimensionale che divideva le due realtà si stava sfibrando. Sapeva che esistevano quei buchi, ma non ne aveva visto neanche uno in vita sua prima di allora.<br />Non aveva scampo, l'unica soluzione era quella di gettare il pugnale nel buco, altrimenti lo avrebbero preso, se poi si fosse salvato in qualche modo sarebbe tornato a riprenderselo, no sapeva come avrebbe fatto, ma non c'erano altre soluzioni al momento. Con molta tristezza nel cuore prese il coltello e lo lanciò dentro il buco: voleva entrare anche lui, almeno si sarebbe salvato, ma il suo stupido orgoglio gli impediva di compiere quel gesto. Il buco formatosi nel giro di poco tempo si richiuse e tutto tornò alla normalità.<br />-Finalmente ti ho trovato!- disse una voce proveniente dall'alto. Miguel sobbalzò e guardò in direzione della voce: Jona era seduto sopra il ramo di un albero.<br />-Ora sono stufo! Dammi il pugnale altrimenti ti ucciderò!-<br />Il ragazzo fu sollevato nel sentire quelle parole, pensava di essere stato scoperto e invece il suo nemico non aveva visto niente; il cuore riprese il suo normale battito: e lui era pronto per lo scontro.<br />                                                                                ***<br />Il boia si voltò, in mano brandiva un enorme punteruolo tutto arrugginito:<br />-Con questo parlerai!- disse con tono beffardo,<br />-Io dico di no!- Miguel rise e si alzò dalla sedia, l'uomo rimase sorpreso da ciò che vide, <br />-Sorpresa!-  disse il ragazzo, poi allentò un calcio nella mano del boia che fece cadere il punteruolo a terra.<br />-Punte di legno!- urlò l'adolescente mettendo le mani in avanti e aprendo i palmi, il boia si accasciò a terra, sentiva un dolore mai provato in vita sua, sentiva andare a fuoco ogni lembo della carne del proprio corpo.<br /><br />                                                                                 ***<br />Jona scese dal ramo in cui si trovava e, anche se esso era molto in alto, atterrò in piedi.<br />Miguel aveva paura, era sicuro che non sarebbe riuscito a vincere con le sue sole forze: combattere da soli contro un membro dell'organizzazione di Tasha era pura follia anche per un combattente, almeno fino a che i tre componenti non si fossero riuniti:<br />-Bene! Anzi ottimo, se non vuoi parlare qui, ti porterò in un posto dove canterai sicuramente!- rise il suo nemico<br />-Danza terza: la caduta della foglia!- il monaco incominciò a far roteare il bastone velocemente, dal centro di esso uscì un raggio blu che lo circondò all'altezza dello stomaco:<br />-Cosa è questo?- domandò allarmato Miguel che all'improvviso non riusciva più a muoversi, era paralizzato:<br />-La terza danza a differenza delle alte quindici serve per rendere innocuo ogni movimento del nemico e a poco a poco lo addormenta!- spiegò tutto divertito.<br />In effetti era vero Miguel sentiva il proprio corpo peso, le palpebre sembravano di piombo, poi vi fu una dirompente luce celeste ed si accasciò a terra privo di sensi.<br /><br />                                                                                ***<br />Un dolore acuto alla spalla sinistra lo costrinse a girarsi in direzione del dolore, e con grande orrore il boia vide che al posto dell'articolazione c'era un lungo pezzo di legno appuntito, poi ne spuntò uno nel ginocchio destro e nel giro di pochi istanti del corpo dell'uomo rimase solo la veste bucata. Miguel la prese e la indossò; gli stava larga, ma gli andava benone, almeno finché non fosse uscito  da quel posto. Non sapeva dove si trovava esattamente, non aveva paura, ma  non stava affatto bene, le ferite continuavano a sanguinare, e durante le torture ne aveva perso in grande quantità.<br />Era spossato, ma doveva andarsene, entrare in un buco dimensionale (se mai ne avesse trovato uno) e recuperare il pugnale, ma prima di iniziare la ricerca aveva bisogno di cure.<br />Uscì dalla stanza e si ritrovò in un lungo corridoio, alla sua destra c'era una parete, mentre alla sua sinistra il corridoio, l'illuminazione non era molta ma sufficiente per vedere e proseguire avanti.<br />Incominciò a correre fino a raggiungere una porta in legno, con cautela la aprì e un vento freddo lo avvolse: adesso capiva dove si trovava, era nella base di Tasha, nei sotterranei, dove si diceva che chi vi entrava non ne usciva vivo, ma quell'idea non lo spaventava affatto, anzi lo rendeva forte e desideroso di uscire da quel posto, l'unico problema era che se avrebbe incontrato qualche nemico sarebbe stato difficile sconfiggerlo, anche se fosse stato più debole di lui.<br />Uscì dal corridoio e si ritrovò davanti una ripida scalinata, barcollando la percorse tutta, si fermò, era messo molto male, molto peggio di ciò che pensava, aveva il fiatone e la ferita sotto il labbro si era riaperta, non ce l'avrebbe fatta, sentiva le energie abbandonarlo ma doveva uscire, si lasciò per un attimo cadere a terra, avrebbe recuperato le energie e poi sarebbe uscito.<br />La porta si aprì cigolando, Miguel si alzò di scatto e si appiattì contro il muro. Il cuore gli batteva nel petto per lo spavento, dalla porta uscì un uomo con una tunica uguale a quella che indossava, e in spalla portava una donna svenuta. Era molto più basso dell'uomo che l'aveva torturato, ma molto più muscoloso.<br />Scese le scale senza notare Miguel, il quale con una mossa rapida e silenziosa si trovò in quella che doveva essere la sala principale.<br />Era enorme, altissima con una cupola tutta vetrata, circolare, c'erano molte porte tutte attaccate le une alle altre: "Molte saranno illusioni" pensò Miguel.<br />Ma quale era la porta che lo avrebbe portato fuori? Non aveva tempo da perdere il boia che era sceso prima sicuramente si era già accorto del suo compagno morto e molto probabilmente aveva dato l'allarme. Quale scegliere? Sentì un rumore proveniente dalle sue spalle, si voltò di scatto, ora sapeva benissimo di essere stato scoperto:<br />-Cazzo!- bisbigliò, riprese a correre, aprì la prima porta che gli capitò a tiro e vi entrò:<br />-Che fortuna, non era un illusione!- disse.<br />Si guardò intorno, non ci poteva credere: era fuori, all'aria aperta si voltò e vide l'immensa struttura nella quale era stato rinchiuso, dalla città non si vedeva, molto probabilmente attorno ad essa vi era una sorta di barriera che la rendeva invisibile. Miguel la guardò attentamente, era imponente, e si estendeva fin sopra le nuvole, assomigliava ad uno di quei castelli che si vedono nelle fiabe, soltanto che questo era pervaso da un alone di malvagità fuori dall'ordinario.<br />Il ragazzo decise di non  indugiare troppo, era sfinito, non sapeva cosa fare, il dolore non lo lasciva in pace, era già un miracolo che si fosse salvato però non voleva morire in quel luogo.<br />Di colpo tutto tacque, anche l'ansimare di Miguel si bloccò di colpo, poi un rombo assordante, l'adolescente sapeva cosa stava per accadere, e ne era felicissimo, si stava per formare un nuovo buco dimensionale, e in effetti dopo poco era davanti  a lui.<br />Miguel non perse tempo, non pensò, ma agì di istinto, doveva trovare gli altri due combattenti recuperare il pugnale, solo in quella maniere avrebbe evitato la resurrezione. Entrò nel buco dimensionale, si voltò e vide che si stava chiudendo, la gravità di fece altissima e Miguel non resse il colpo e piombò in basso, sempre più in basso fino a che non atterrò.<br />Svenne, il buio lo circondò, ormai non sentiva più alcun dolore.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-5760"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-5760</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-5760</guid><category>racconto</category><pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:02:07 +0100</pubDate></item>
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