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<title>Ultime opere di Riko Zodiako su PoesieRacconti.it</title>
<description>Le ultime opere di Riko Zodiako pubblicate nel sito</description>
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<item><title>racconto - Il sorriso di mio padre</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Il sorriso di mio padre<br /><br />Il mio lavoro era di grande responsabilità anche se la stazione era piccola, di treni ne passavano parecchi  ed avere a che fare col passaggio a livello non era uno scherzo.<br />La precisione era fondamentale. Il tempo era scandito dalle corse dei convogli, sempre gli stessi, sempre agli stessi orari.<br />La mia casa naturalmente era attaccata alla stazione avevo un bel giardinetto dove coltivavo qualche verdura, al piano superiore due camere da letto e sotto: salone, cucina, bagno e uno stanzino che dava sulla ferrovia che era il mio piccolo rifugio.<br />Tra un treno e l’altro mi piaceva scrivere, inventare versi, racconti ed anche qualche canzone e vivere nel mio mondo di fantasia.<br />Il lavoro non mi aveva mai creato problemi in tanti anni di servizio era sempre filato tutto liscio, ma quella sera…..<br />La nebbia era così fitta che non si riusciva a vedere ad un palmo dal naso.<br />Per radio mi segnalarono che c’era un interruzione alla linea causata da una frana, presi la lampada e mi avviai lungo i binari per mettere i segnali di pericolo, dovevo fare in fretta di li a poco sarebbe passato un treno che non fermava alla mia stazione con i segnali, il macchinista avrebbe capito che non si poteva proseguire. <br /><br /><br />                                                                                        ***   <br /><br /><br />La sala d’attesa era gremita e il personale aveva il suo bel da fare erano comunque cordiali e gentili.<br />Mi sentivo strano, non stavo male anzi fisicamente mi sentivo in forma ma ero inquieto nella testa avevo un vuoto, niente di niente cercavo di capire dove mi trovavo forse un ospedale? No, non mi sembrava. Un aeroporto una stazione? Decisi di chiedere richiamai l’attenzione di un addetto facendo un cenno con la mano, arrivò di corsa ma quando feci per parlare, mi sorrise e mettendomi un dito sulle labbra mi zittì dicendomi che andava tutto bene e che di lì a poco sarebbero venuti a prendermi. <br />Mi sforzai di ricordare qualcosa ma niente, probabilmente ero stato vittima di un trauma, provai di nuovo, la fronte imperlata di sudore per lo sforzo ma il nulla, il vuoto più totale.<br />Stavo per richiamare qualcuno quando il mio sguardo si posò sul suo sorriso, mi alzai andandogli incontro, non avevamo un buon rapporto  e m’infastidiva che fosse venuto proprio lui a prendermi mentre avanzavo leggevo la felicità nei suoi occhi. Se era così contento le cose erano due o me l’ero vista proprio brutta o era parecchio che non ci vedevamo. Allargò le braccia e non potei fare ameno di ricambiare il suo saluto, non sentivo più rancore nei suoi confronti lo vedevo sereno tranquillo.<br />Mi fece strada verso la sua auto……Allucinante! Aveva ancora quel vecchio millecento con il sedile anteriore unico e le marce sul volante.  Mi misi a ridere e mi presi un pugno sulla spalla, lo restituii e cominciammo a giocare fingendo di menarci. Salimmo mise in moto e devo ammettere che quella vecchia baracca se la cavava abbastanza bene filava che era una meraviglia, anche se mio padre più di tanto non la mandava anche gli interni erano tenuti veramente bene.<br />La strada costeggiava la campagna poggiai la testa al finestrino guardando fuori, era un paesaggio fantastico, aiutava a pensare ma questo mi riporto al mio disagio continuavo a chiedermi cosa fosse successo dove stavamo andando chi ero. Mio padre mi mollò un altro pugno distogliendomi dai miei pensieri. Lo guardai serio, capì ciò che stavo per chiedergli  e non mi fece parlare dicendo anche lui che si sarebbe sistemato tutto in poco tempo. <br />Mise la freccia ed imboccammo un vialetto che portava ad una villetta parcheggiò nel cortile, misi le mani in tasca presi le chiavi e andai verso il portoncino per aprire. Fu un gesto del tutto automatico, era casa mia sapevo come muovermi questo mi rassicurò forse avevano ragione loro ci voleva pazienza e tutto sarebbe tornato normale.<br />Era ora di pranzo così feci un cenno a mio padre ed andai in garage la mia Harley era lì la tirai fuori e la misi in moto che bestia! Dovetti convincere il genitore, aveva sempre avuto una paura boia della moto, alla fine montò, lo portai in una trattoria che conoscevo. Giù in paese la gente mi salutava ma io non la riconoscevo anche il gestore  della locanda mi salutò abbracciandomi e chiedendomi quando sarei tornato a cantare. Non ricordavo bene ma rivedendole le cose mi tornavano famigliari, vidi la tastiera nell’angolo e non potei fare a meno di suonarla. <br />Passammo un felice pomeriggio dopo aver mangiato, quando tornammo a casa, mio padre se ne andò ed io rimasi solo,  mi addormentai sulla mia vecchia poltrona sperando di poter risvegliarmi ricordandomi tutto.<br /><br /><br />                                                                                        ***<br /><br /><br />I segnali erano sistemati ora dovevo tornare indietro e recarmi alla frana avrei dovuto trovarci già i soccorsi ma quando vi giunsi non c’era nessuno. Non era un lavoro che potevo fare da solo, pensai di tornare alla stazione per chiamare di nuovo con la radio. L’umidità entrava nelle ossa era una notte infame la nebbia non accennava a diradarsi ed io cominciavo ad avvertire una certa stanchezza quando poi cammini da solo in un posto dimenticato da Dio senti anche i più piccoli rumori suoni sinistri che fanno paura.<br />Avrei voluto fare lo scrittore invece mi è toccato il mestiere di mio padre, pace all’anima sua.<br />La stanchezza si faceva sentire e la stazione sembrava essere sempre più distante non riuscivo più a camminare sembrava di vivere in un incubo quando si sogna che qualcuno ci insegue e le gambe non ce la fanno allora arranchi e lui è sempre più vicino e quando sta per prenderti ti svegli di colpo col sudore sulla fronte, mi sentivo proprio così ma la differenza era che io non stavo dormendo.<br />Finalmente arrivai, mi precipitai alla radio per dare un ulteriore allarme ma la radio non funzionava provai col telefono, stesso discorso. Mi chiesi cosa stesse succedendo forse non funzionava nulla a causa del maltempo. Presi la macchina per recarmi alla stazione di polizia ma……..  La macchina non partiva.<br />Era sicuramente un incubo e non me ne rendevo conto.<br /><br /><br /><br />                                                                                        ***<br /><br /><br />Il telefono squillò destandomi dal sonno,dovetti constatare che no era cambiato nulla continuavo a non ricordare. Con mio gran stupore riconobbi la voce di Laura poche parole per strapparmi un invito a cena, in realtà non era proprio strappato per me era un grandissimo piacere averla a casa mia, mi alzai con vigore dalla poltrona e corsi a farmi una doccia.<br />Preparai una cenetta di quelle coi fiocchi, conoscevo molto bene i suoi gusti ed avrei fatto un figurone. Preparai un ambientino intimo, luci soffuse  caminetto acceso musica soft non rimaneva che aspettarla.<br />Lei era il mio amore segreto, fidanzatissima, innamorata del suo uomo ma tra noi due c’era un’intesa molto particolare probabilmente sarei riuscito ad averla ma non volevo rovinare quella sua storia. Per lei ero un grande amico ma sicuramente anche lei qualche volta aveva visto più in là. <br />Squillo il campanello, mentre mi accingevo ad aprire ebbi come uno svenimento, un flash dove la vidi morta in una bara, rimasi per un attimo sconcertato ma passo subito quando la rividi.    <br />Rimanemmo abbracciati guardandoci negli occhi per un tempo non definito, tanta era la gioia di rivederci, la baciai sulla guancia pensando poi di mollare la presa ma restammo sempre più stretti, cercai per un attimo di controllarmi ma poi mi lasciai andare e lei fece lo stesso finimmo inevitabilmente sul divano a fare l’amore.<br />Mangiammo di gusto e restammo a chiacchierare vicino al camino finche non sentii il telefono. Era mio padre appena udii la sua voce, successe come prima un nuovo flash questa volta vidi lui morto in una bara. Adesso cominciavo a preoccuparmi non capivo più niente cosa mi succedeva? Cosa stava accadendo?<br />Finii di parlare al telefono e ritornai da Laura cercando di mascherare il mio sgomento lei disse che era stanca così andammo a dormire.<br /><br /><br /><br />                                                                                         ***<br /><br /><br />Mi lasciai cadere sulla panchina fuori la stazione, aspettando che arrivasse il treno. Pericolo non ce n’era visti i segnali si sarebbe fermato qui. La testa tra le mani, avevo fatto tutto ciò che era possibile ora bisognava solo aspettare non c’era altro da fare, la nebbia? I rumori? Non me ne fregava niente tutto era così assurdo rivedevo tutta la mia vita come in un film, i giuochi di quando ero bambino proprio lì in quella stazione, mio padre che m’insegnava il mestiere. I treni, quanti treni e come cambiavano, sempre più veloci, i binari con i suoi scambi, il bivio di una vita di qua di là….  E’ in ritardo quando arriva questo treno? Quanta gente ha con se? Quanta ne porta un treno nel corso della sua vita? Milioni, milioni, milioni………<br />Una volta riuscivo a sentire il rumore molto prima che arrivasse ora non sento nulla c’è troppo silenzio, troppo<br />“Questo treno non arriva mai questo tempo si è fermato adesso” L’avevo scritta per lei questa canzone mai, versi sono stati più appropriati. Che brutta fine che fece si sarebbe sposata quello stesso anno, ma il destino è crudele un incidente stradale e addio carissima amica addio amore nascosto amore segreto.<br /><br /><br />                                                                                       ***<br /><br />La notte gli incubi non mi mollarono, continuavo a sognare mio padre che moriva vedevo i suoi funerali poi tornavo a sognare  Laura e la stessa storia morta anche lei<br />Sembrava tutto così reale poi……  poi c’era tanta nebbia l’umidità nelle ossa un fischio lontano………..<br />Ero di cattivo umore, era una bella giornata ma la notte era stata terrificante uscii in giardino e mi misi sulla sdraio dopo un po’ venne Laura col caffè non parlò sembrava come se sapesse quello che stavo passando tanto non m’avrebbe detto niente come del resto aveva fatto mio padre. Avvertii di nuovo rancore per lui e lo stavo aspettando per dirgliene quattro, lui sapeva e non parlava ed io intanto diventavo matto.<br />Passarono circa tre ore senza che io e Laura ci scambiassimo una parola, sentii una macchina arrivare, era mio padre lei andò ad aprirgli quando me lo trovai davanti mi sorrideva avrei voluto aggredirlo ma mi manco il coraggio. Lo guardai, io non sorridevo, chiesi cosa fossero quei sogni perché continuavo a vederlo morto e perché  continuavo a vedere morta anche Laura, morti, morti, morti………<br />Un brivido mi percorse la schiena quando lo vidi sorridere e aprendo le braccia fare di sì con la testa.<br />Ebbi ancora un senso di svenimento vidi la nebbia tanta nebbia dovevo portare i segnali luminosi per far fermare il treno…. È in anticipo mi metto in mezzo ai binari mi vedrà meglio. Ferma…. Ferma …. Ferma……. Noooooooooooooooooo.     <br /><br /><br /><br /><br /><br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-552"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-552</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-552</guid><category>racconto</category><pubDate>mar, 09 mag 2006 18:07:27 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - Un incontro a sorpresa</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Un incontro a sorpresa<br /><br />Per parlare col mio amico uso la chat.Lui vive a Parigi io qui a Roma. Ci conviene, col telefono costerebbe troppo, rimaniamo ore intere collegati. Microfono e cuffie ed è meglio del telefono. Certo non stiamo sempre a parlare. In poche parole è come vivere nella stessa casa ogni tanto uno dice qualcosa, l'altro risponde poi si torna alle proprie attività.<br />Le chat, quella con tutta quella gente  non le reggo, scrivi qualcosa e nessuno ti caga sembra che si conoscono tutti da sempre ed i nuovi arrivati nessuno se li fila.<br />L'unico sistema è quello di cliccare sul nome nella lista e chiamare in privato magari con una frase simpatica che incuriosisce. Le ragazze ci cascano sempre.<br />Per uno come me, con tutti gli interessi che ho, non è difficile. Basta una poesia, il verso di una canzone e loro si chiedono chi sei.<br />La prima cosa che cercano di scoprire è l'età e qui si fregano da sole, fai il vago, ironizzi su un ipotetica quanto improbabile età e loro s'incuriosiscono di più. Per non farsi vedere troppo interessate stanno allo scherzo proponendosi di scoprire il tutto più avanti.<br />Ne avevo conosciute parecchie con questo sistema ma tutte troppo superficiali, settimane d'intense chiacchiere e poi niente di veramente interessante.<br />Lei era diversa. Lo avevo capito subito. Di sicuro doveva essere più grande di me perché parlando di musica faceva riferimento a gruppi del passato "progressive anni 70". Quei gruppi piacevano anche a me, li conoscevo anche io quindi forse non era così.<br />Avevo l'impressione  che stesse studiando ogni mia parola per arrivare a capire chi ero realmente. Così divenne un gioco di frasi sibilline, metafore e doppi sensi.<br />Il tutto diveniva sempre più curioso ed eccitante. Si cominciava a creare una sintonia strana un legame insolito. Ci sentivamo tutti i giorni. La febbre saliva. Non potevo neanche immaginare di tornare a casa e non trovarla in rete.<br />Era amore? Non credo. Io non m'innamoravo. Il mio cuore era di pietra, considerando che fui abbandonato da mia madre in tenera età e mio padre era morto di dolore un anno dopo. Vissuto con i nonni avevo smesso di amare già da bambino. Ricordavo appena i miei genitori li rivedevo nei momenti felici, al mare l'estate, poi all'improvviso . <br />Tutto il mondo crollò davanti ai miei occhi di bambino. Continue liti botte urla e così quella sera mia madre se n'andò. Non so dire chi avesse ragione so solo che io rimasi solo.<br />Voglio sbrigarmi. Questa sera voglio proporgli d'incontrarci. Ormai è ora. E' tempo di aprirci.<br />Maledetto traffico ti tiene prigioniero nella sua morsa. Non si può neanche tornare indietro. Un incidente come al solito dove cazzo ha la testa la gente?<br />Lei ora non c'è. Lo sapevo. Manderà sicuramente un e-mail ma qui non c'è niente nella posta.<br />M'incazzai di brutto, quella sera. Non mi aveva fatto neanche sapere perché non era venuta in chat<br />Così decisi di mollare.<br />Quanta fatica feci, la tentazione era grande e non riuscii a resistere più di una settimana.<br />Accesi il PC mi collegai e lei era lì, come se non fosse successo niente, almeno quella fu la mia impressione mi resi conto che forse avevo esagerato e per un attimo mi vergognai con me stesso ancora di più quando mi disse che quella sera era stata ad acquistare una webcam  per poterci vedere.<br />Cominciò un nuovo gioco tra noi l'eros, la seduzione. Ogni volta che chiedevo di vederla lei inquadrava un piede nudo, un polpaccio, una mano tutto al fine di eccitarmi  poi spengeva la Webcam e finiva lì.<br />Acquistai anch'io la web e cominciai a fare lo stesso. L'eccitazione continuò a salire.<br />Avevo sentito parlare di sesso virtuale e mi veniva da ridere, ma ora no  questo no.<br />C'era poco da ridere, era qualcosa di forte  di veramente forte.<br />Passarono alcuni giorni d'intense emozioni ma inevitabilmente il giochino cominciò a calare d'intensità. Bisognava andare oltre e fu lei a prendere l'iniziativa facendomi capire che il giorno dopo avremmo provato emozioni indescrivibili lasciandoci andare completamente al nostro amore virtuale. <br />Cominciò senza parole, lei si carezzava il piede, lentamente così lentamente da farmi salire il sangue alla testa, poi i polpacci e più su fino alla coscia si fermò esasperandomi poi si fece vedere da dietro il perizoma, la maglietta che cominciò a tirar su scoprendo piano la schiena. Ero eccitato come un maiale. Stavo per scoppiare.<br />Tirando su tutta la maglietta scoprì quel tatuaggio .  <br />una giraffa senza testa.<br />Il mio urlo squarciò il silenzio della stanza, scaraventai il PC in terra gridando e piangendo il disgusto e la nausea s'impadronì di me il mio corpo stava andando a mille allora mi diressi verso il frigo per prendere qualcosa per ubriacarmi, avvelenarmi, per morire <br />Passai per il corridoio, la vidi, urlai di nuovo, la foto di mia madre al mare.<br />Con la giraffa senza testa tatuata sulla spalla. <br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-459"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-459</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-459</guid><category>racconto</category><pubDate>dom, 02 apr 2006 17:44:14 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Che attimi</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Che attimi<br /><br />Che attimi di tempo corrono<br />tra il mare e gli alberi<br />fuori dal mondo<br />fuori dalla mia città<br />che terra è? E un sogno<br />che si perde dentro la realtà<br />dentro al bisogno <br />di poter restare soli<br /><br />Parlarsi guardarsi dentro<br />rincorrere felici immagini<br />Volare farsi aspettare<br />ricominciare ancora immagini<br /><br />Che attimi di amori indescrivibili<br />che fanno piangere<br />dentro la nostra libertà<br />che passa e và<br />si perdono la sera frasi<br />intorno al fuoco, fragili<br />parole che non fanno male<br />per sognare<br /><br /><br />Che attimi di genti ci sorprendono<br />tornando qui<br />in questa terra fuori<br />da una guerra che non c'è<br />profumo che rimane impresso<br />dentro la mia mente già<br />in questo spazio perso<br />in mille attimi.<br /><br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-360"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-360</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-360</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 16 feb 2006 11:17:52 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Amico che vai</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Amico che vai<br /><br />Ti sento lontano amico di ieri<br />quando suonavi quando ridevi<br />e parlavamo di donne e chitarre<br />e le serate passate in un club<br />i nostri sogni ed il futuro<br />saremmo rimasti sempre così<br /><br />Ti sento lontano amico che vai<br />verso una strada e non l'avrei mai creduto<br />adesso è tardi per ricominciare<br />non ti fermare non star lì seduto<br />non ti ci vedo dietro una scrivania<br />per otto ore poi andartene via<br /><br />Tornare a casa la moglie i bambini<br />la tua poltrona ed i cioccolatini<br />e poi la cena poi la T.V.<br />e dentro al letto l'amore non c'è più<br />non ti ci vedo fare il borghese<br />poi pagherai tutto a tue spese<br /><br />Io sono uscito da un'altra mia crisi<br />sono contento vivo giorni felici<br />e come sempre vivo in tutte le parti<br />mi piacerebbe poter rincontrarti<br />ma non mi ci vedo parlare con tè<br />che vesti bene per andare al caffè<br /><br />Ti sento lontano amico di sempre                  <br />mentre sorridi e mi stringi la mano                <br />non porti più i tuoi lunghi capelli                   <br />non hai più al collo quel tuo talismano           <br />non ti conosco per quello che eri<br />e preferivo l'amico di ieri.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-359"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-359</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-359</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 16 feb 2006 11:12:04 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - La filosofia della formica</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>La filosofia della formica<br /><br />Na vecchia cicala che ancora cantava<br />s'accorse che er tempo de corza passava<br />guardò la formica penzo "disgraziata<br />lavora de' brutto sempre affaticata"<br /><br />La formica la vide "me fai compassione<br />te soni e te canti la stessa canzone<br />la morte è vicina è come na iena.<br />tu te mori a digiuno....<br />io co la panza piena".<br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-324"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-324</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-324</guid><category>poesia</category><pubDate>mar, 14 feb 2006 19:39:37 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Na sorpresa</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p><br />Stasera vojo fatte na sorpresa<br />quanno ritorni stanca dal lavoro<br />te facccio trovà tutto apparecchiato<br />li piatti boni li bicchieri belli<br />una candela e un fiore c'ho comprato<br />te darò un bacio grande come er mondo<br />e poi.....<br />magnamo fori che nun ho cucinato.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-330"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-330</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-330</guid><category>poesia</category><pubDate>mar, 14 feb 2006 19:17:48 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - I profumi del tempo</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>I profumi del tempo<br /><br /><br />Di quei giuochi in quel piccolo giardino,<br />ricordo odori d'alberi e di piante<br />e timidi silenzi di bambino<br />spezzati solo da quel cinguettare.<br /><br />Ora i profumi tornano alla mente<br />di vecchie case e dolci della festa<br />tutto ritrovo qui nei miei ricordi<br />tornando ai siti della fanciullezza<br /><br />Il tempo che è passato li ha mutati<br />al posto del giardino c'è una casa<br />e tutto intorno sembra non sia uguale<br />ma quei profumi restano per sempre<br /><br />Neanche il tempo li può cancellare<br />adesso che mi appresto a ritornare<br />in un momento da dimenticare.<br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-315"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-315</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-315</guid><category>poesia</category><pubDate>mar, 14 feb 2006 12:02:22 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Padre</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Padre<br /><br />Padre con la camicia bianca<br />vestito della festa<br />la brillantina in testa<br />ma nulla da sperare<br /><br />Sei stato solo un padre<br />e tuo figlio? chi sarà?<br />Se lotti contro il mondo<br />se fai rivoluzione<br /><br />Sei contro la violenza<br />ma usi il tuo bastone<br />per darmi punizioni <br />da non dimenticare<br /><br />Padre la tua camicia bianca<br />è sporca di ferite<br />non placa il mio rancore<br />ma ti darà il perdono<br /><br />-----------------------<br /><br />Adesso che ho capito <br />che non è certo facile<br />or che son padre anch'io<br />di farmi perdonare<br /><br />Adesso che ogni notte<br />ritorni nei miei sogni<br />ora che sul tuo volto<br />vedo serenità<br /><br />Vorrei tornare al ieri<br />vorrei poter parlare<br />non vorrei più sbagliare<br />poterti dire.........<br /><br />Padre con la camicia bianca<br />vestito della festa<br />la brillantina in testa<br />tutto sommato allora...<br /><br />Tu eri solo un padre<br />un padre da capire<br />e che mi capirà.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-286"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-286</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-286</guid><category>poesia</category><pubDate>lun, 13 feb 2006 16:26:08 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Un treno</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Un treno<br /><br />Dove arriva questo treno<br />non ci sono case ma dormitori<br />colmi di lcrime e dolore<br /><br />Dove arriva questo treno<br />c'è troppo fumo che esce<br />dalle ciminiere<br /><br />Dove arriva questo treno<br />ci sono troppi fucili<br />per pensare di non morire<br /><br />Dove arriva questo treno<br />qualcuno ha detto<br />che non c'era nulla<br /><br />Hanno fermato questo treno<br />ma ancora oggi,i treni.....<br />continuano ad arrivare.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-274"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-274</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-274</guid><category>poesia</category><pubDate>lun, 13 feb 2006 15:31:46 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - Il cavatore</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Le nuvole coprivano le cime delle montagne, la pioggia continuava a cadere fitta. <br />Il paesaggio era affascinante, ma al tempo stesso incuteva timore. <br />La guida continuava a raccontare la storia delle cave di marmo, io lo ascoltavo, pur continuando a fotografare.Rimasi incantato davanti al monumento del ''cavatore'' scolpito alla perfezione, sembrava guardarti, sembrava vivo, sembrava volesse farti capire tutte le sofferenze e le fatiche che quel lavoro gli aveva procurato.Chi aveva scolpito quella statua ci aveva messo dentro l'anima. <br />Lasciammo il paese con l'auto per recarci in visita alle cave e alla larderia, a pensarci bene io ero venuto proprio per il lardo, non sapevo <br />che Colonnata stesse a Carrara così fui doppiamente contento. La storia delle cave era veramente interessante ed era strettamente legata alla storia del lardo.Purtroppo l'ora era tarda e le cave erano chiuse, così ci limitammo a guardarle dal di fuori, mentre la guida continuava con le sue spiegazioni. <br />La signora ci offrì dei pezzettini di focaccia con sopra il famoso lardo poi ci mostrò la vasca, fatta col marmo del luogo, dove avveniva la stagionatura e ci spiegò tutto il procedimento di condimento. <br />Fuori della larderia un vecchietto mi sorrise dicendo che era lì per il vino, scambiammo qualche parola poi se ne andò, sarebbe ripassato più tardi.Guardandolo mi ricordava qualcuno ma non mi veniva in mente chi. <br />Acquistai del lardo ed un mortaio, naturalmente di marmo, poi ci recammo al bar per un aperitivo. <br />All'interno, in un angolo appartato, vidi di nuovo quel vecchietto, alzo il bicchiere per salutarmi, risposi con un gesto della mano, sorridendo, ma sconcertato.Come era possibile che era arrivato prima di noi?finii per pensare che forse conosceva qualche scorciatoia, ma non rimasi molto convinto. Bevemmo del vino, ottimo, si continuò a parlare delle cave e del lardo poi la guida mi <br />consigliò, per il giorno dopo, di visitare le ``Cinque terre'' spiegò come arrivarci e mi anticipò quello che avrei visto. <br />L'albergo aveva una vista spettacolare, dalla sala ristorante si poteva vedere una buona parte della cittadina di Carrara, ed il mare, ero felice come non mai. <br />La cena fu abbondante potei degustare i prodotti tipici ed il buon vino del posto. <br />La notte sognai il vecchietto che mi raccontava della cava, il duro lavoro dei cavatori, gli incidenti quando facevano brillare le mine ed i morti per le esplosioni difettose, il misero pasto del giorno composto di pane, pomodoro e lardo.Storie di vita, dura, fatta di privazioni, di fatica e senza un tornaconto giusto, neanche dopo la pensione.Mi salutò alzando la mano dove stringeva il bicchiere di vino e svanì nella nebbia. <br />La mattina ricordai perfettamente il sogno, era stato così reale che non sarebbe stato facile dimenticarlo.Rimasi per questo di malumore fino a quando il traghetto partì, il profumo del mare e la voglia di vedere la bellezza di quei luoghi cancellò la mia tristezza. <br />Portovenere, credevo fosse la prima tappa ma era solo uno scalo per il cambio del traghetto era in ogni caso uno scenario impareggiabile col suo castello costruito sulla roccia a strapiombo sul mare. <br />M'imbarcai sull'altro traghetto, presi posto a poppa senza salire al piano superiore così da stare al riparo dal vento, quando la barca parti sentii fischiare dalla banchina. Mi voltai e lo vidi lì con il suo sorriso e la mano alzata che mi salutava.Ricambiai il saluto ma il mio sorriso forse non fu così raggiante.Tornai a guardare il mare con lo sguardo perso nel nulla. <br />Scendemmo a Monterosso, le piccole imbarcazioni sulla spiaggia, le case colorate <br />aggrappate alla roccia, la piazzetta col ,ercato piena di colori e la gente che rendeva vivo quel piccolo paese. Camminai un poco per gli stretti vicoli, tra le pittoresche viuzze scovai una locanda.Abbastanza invitante, tanto da farmi decidere per uno spuntino.Nel locale rustico con le travi di legno ed oggetti <br />marinareschi appesi alle pareti, c'erano alcuni avventori intenti a consumare qualche bicchiere di vino e a chiacchierare.Mi misi a sedere dietro a due vecchietti che parlottavano tranquilli.Davanti a me un altro vecchietto col capo chino sul tavolo, forse mangiava o beveva, magari era appisolato. <br />Il telefonino squillò risposi in fretta per non infrangere la pace che regnava lì dentro.Ebbi due notizie fantastiche, il mio amico in coma da dieci giorni, ormai dato per spacciato, come per miracolo era tornato alla vita, era fuori pericolo.Il posto di direttore generale da me tanto ambito, mi era stato finalmente assegnato.Non potevo crederci, la fortuna finalmente stava viaggiando al mio <br />fianco. <br />Mentre attendevo che il cameriere mi portasse ciò che avevo ordinato, non potei fare a meno di ascoltare ciò che dicevano le persone sedute dietro di me.Stavano parlando del Cavatore, più precisamente, del fantasma del Cavatore.La leggenda era intrigante così mi sistemai in modo da poter ascoltare meglio: il fantasma del Cavatore guardava negli occhi il suo prescelto, attraverso la statua che lo rappresentava a Colonnata, poi gli appariva ripetutamente salutandolo e sorridendo, il <br />prescelto avrebbe ricevuto da quel momento una gran fortuna, il riscatto di tutte le sofferenze subite in vita dal Cavatore. Sarebbe poi sparito quando il fortunato avesse riconosciuto nell'uomo delle apparizioni, il volto della statua del Cavatore. <br />L'uomo seduto davanti a me si voltò e alzando il braccio col bicchiere mi salutò, nello stesso momento qualcuno dietro di me chiese se avevo da accendere, quando tornai a guardare avanti lui non c'era più. <br />Da quel giorno la mia vita cambiò radicalmente, ora vivo a Carrara e spesso mi reco a trovare il mio amico a Colonnata è un atto dovuto, una volta mi è sembrato anche che mi strizzasse l'occhio, ma posso anche sbagliarmi.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-10"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-10</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-10</guid><category>racconto</category><pubDate>ven, 10 feb 2006 10:11:40 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - La madre</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Io<br /><br />Cammini così,dalla casa<br />alla scuola,parlando da sola.<br />La gente ti guarda ridendo<br />e i bimbi di te hanno paura.<br /><br />Cammini rasente le mura<br />gridando e imprecando qualcuno<br />tu parli a tuo figlio <br />parlando a nessuno.<br /><br />Anch'io se mi trovo a passare<br />incontrandoti sul mio cammino<br />mi appresto a cambiar direzione<br />così da non passarti vicino.<br /><br />        La madre<br /><br />Oggi ti ho fatto un regalo<br />adesso ti vengo a pigliare<br />per tornarcene a casa da soli<br />che tu poi mi dovrai raccontare<br /><br />cosa hai fatto oggi in classe?<br />sei riuscito a finire il tuo tema?<br />la maestra che voto ti ha dato?<br />hai risolto per bene il problema?<br /><br />voi che cosa ridete? scappate?<br />via di qui o vi prendo a sassate<br />non vedete che parlo a mio figlio?<br />monellacci lasciateci in pace.<br /><br />         Il figlio<br /><br />Una lacrima vedo<br />sopra il volto segnato<br />da un dolore che un giorno<br />fino a qui mi ha portato.<br /><br />Eri bella una volta <br />felice e serena<br />mi prendevi per mano<br />accompagnandomi a scuola<br /><br />ma la vita a volte<br />puo essere strana<br />si accanisce e coinvolge<br />anche chi l'ama<br /><br />ed a me è toccata <br />la sorte più avversa<br />rimanere in un letto <br />preso da malattia<br /><br />Ora qui sù nel cielo <br />ti vedo soffrire<br />ti vedo impazzire <br />per il gran dolore<br /><br />continui ad andare <br />a prendermi a scuola<br />continui a parlarmi <br />ma parli da sola<br /><br />e tutti i bambini <br />di te hanno paura<br />ed io mi ricordo <br />di quanto eri buona<br /><br />Non piangere adesso <br />ti aspetto quassù<br />ti prego fa presto<br />non resisto più.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-148"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-148</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-148</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 09 feb 2006 12:27:14 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Lo sciopero della fame</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p><br />Mo'che hanno scoperto<br />tutti sti 'mbroji elettorali<br />so' boni tutti li mezzi<br />pure quelli avversari.<br />A di'che Mussolini fa<br />quer che fa Pannella<br />sembra na barzelletta<br />sembra na bacatella<br />potra esse banale<br />ma pe ottene quarcosa<br />bisogna fa lo sciopero <br />della fame<br />e avuto tutto<br />quer che lei voleva<br />saluta a pugno chiuso <br />e se ne frega.<br />E er nonno <br />nella tomba se sara'<br />pure rivortato<br />ma cambiano li tempi....<br />e cambia anche lo stato.<br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-146"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-146</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-146</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 09 feb 2006 11:38:31 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Er boja</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Chi so'?<br />So "ErBoja" e tanto basta<br />Come  me chiamo? <br />lo so' sortanto io<br />Da dove vengo?<br />nun lo posso dì<br /> <br /> Taja' le teste è er mestiere mio<br />Er popolino mormora<br />che forse faccio er prete<br />Er sarvatore d'anime <br />che stacca le capocce.<br /> <br /> Io nun sò niente                           <br />er male? er bene?<br />si te condanneno....<br />io faccio er boja....<br />...Tajo.<br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-145"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-145</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-145</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 09 feb 2006 11:34:23 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Far finta</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Far finta di esssere<br />far finta di avere<br />far finta di potere<br /><br />Ma non essere<br />ne avere <br />ne potere.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-144"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-144</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-144</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 09 feb 2006 11:32:49 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Pioggia</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Pioggia che cadi<br />che bagni le strade<br />che bagni la terra<br />ti guardo e in me<br />c'è un pò di tristezza<br />malinconia.<br /><br />Come lacrime<br />sul volto scendi<br />tu vieni dal cielo<br />conosci il signore <br />del mondo<br />salutalo per noi.<br /><br />Quando tornerai lassù<br />sotto forma di vapore<br />parlagli della gente<br />che hai visto morire<br />parlagli di noi<br />lui capirà.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-142"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-142</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-142</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 09 feb 2006 11:30:55 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Se io fossi</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Se io fossi acqua<br />vorrei correre<br />nel letto di u torrrente<br />arrivare al mare<br />e cullarmi nell'azzuro<br />delle sue onde.<br /><br />Se fossi un uccello<br />volerei fino al cielo<br />traversando le nubi<br />arriverei fino alle stelle.<br /><br />Se io fossi la notte<br />accompagnerei gli innamorati<br />Se fossi uomo<br />piangerei, soffrirei<br />per un mondo migliore<br /><br />Se fossi niente<br />sarei felice<br />ed amerei di più.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-143"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-143</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-143</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 09 feb 2006 11:30:25 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Sogni la vita</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>La notte porta consiglio<br />e nel suo silenzio<br />troverai la strada<br />che percorrerai sicura<br />sognerai la vita<br />ma al risveglio<br />troverai...<br />la morte.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-141"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-141</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-141</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 09 feb 2006 11:29:51 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Cercando</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p><br />Ho cercato il sole in te<br />ho trovato il buio<br />ho cercato l'acqua<br />ho trovato il fuoco<br /><br />Ora non vedo nulla<br />ora non mi disseto<br />cerchero altrove<br />ma tu...<br />Sarai sempre qui.<br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-140"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-140</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-140</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 09 feb 2006 11:29:17 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Dolce attimo</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Addio dolce attimo<br />ti ho vista passare<br />il tuo sorriso<br />è entrato nel mioo cuore<br />per un istante <br />Addio...</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-139"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-139</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-139</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 09 feb 2006 11:28:44 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Notte di natale</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/zodiako">Riko Zodiako</a></strong></p><p>Anche loro non hanno un tetto<br />anche loro sono fuggiti<br />anche loro sono stranieri<br /><br />Si scaldano intorno al fuoco<br />In questo santo giorno<br />hanno ben poco<br />per potersi dire felici<br /><br />Ma sorridono ugualmente<br />nascono insieme a te Gesù<br />in questa notte di natale.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-138"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-138</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-138</guid><category>poesia</category><pubDate>gio, 09 feb 2006 11:28:10 +0100</pubDate></item>
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