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L'assiuolo

Dov'era la luna? ché il cielo
notava in un'alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi: chiù . . .

Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com'eco d'un grido che fu.
Sonava lontano il singulto: chiù . . .

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d'argento
(tintinni a invisibili porte che forse non s'aprono più? . . .);
e c'era quel pianto di morte. . .
chiù . . .

 


2 commenti:

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  • il 09/01/2011 12:16
    Il canto dell'assiolo, nel silenzio del paesaggio notturno, che diviene pianto di morte...
    bellezza inarrivabile
  • Piero Simoni il 11/01/2010 00:19
    Bellissimo il canto-lamento dell'assiolo: chiù, etutte le voci della natura che il poeta sente.